{"id":86883,"date":"2024-09-05T10:24:33","date_gmt":"2024-09-05T08:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86883"},"modified":"2024-09-05T10:24:33","modified_gmt":"2024-09-05T08:24:33","slug":"congedate-il-soldato-borrell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86883","title":{"rendered":"Congedate il soldato Borrell"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/c9b9420a-1d6f-48b2-9704-9eaf4d58b5d3.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\"><\/div>\n<p>La notizia era stata anticipata il 28 agosto dal giornale on line statunitense Politico che aveva visionato un documento del Servizio Europeo per l\u2019Azione Esterna (EEAS) in cui, su richiesta dell\u2019Ucraina, veniva considerata l\u2019opportunit\u00e0 di addestrare reclute dell\u2019esercito di Kiev sul territorio dell\u2019Ucraina oltre che sul suolo di diversi stati membri dell\u2019Unione come gi\u00e0 avviene da tempo.<\/p>\n<p>\u201cSarebbe necessaria un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita e completa per valutare a pieno i rischi e le possibili misure di mitigazione, nonch\u00e9 i vantaggi politici e operativi di condurre un addestramento\u201d sul suolo ucraino, si legge nel documento di 34 pagine datato 22 luglio e intitolato \u2018Strategic Review of\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eumam-ukraine_en?s=410260\">EUMAM Ukraine<\/a>, la missione Ue di addestramento dei soldati ucraini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Addestrare le reclute ucraine in Ucraina<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Politico ha anticipato che il presidente francese Emmanuel Macron \u00e8 aperto all\u2019idea di addestrare truppe in Ucraina (del resto Macron aveva annunciato gi\u00e0 nei mesi scorsi, sollevando polemiche in Francia e in Europa, \u00a0l\u2019intenzione di inviare propri istruttori a Kiev), sostenuto da Lettonia, Estonia, Polonia e Lituania, mentre altri, come la Germania, temono che questa iniziativa potrebbe aumentare le tensioni con la Russia e mettere in pericolo la vita degli istruttori occidentali inviati in Ucraina che diverrebbero \u201cobiettivi legittimi\u201d dei bombardamenti russi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178382 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/DSC08182.jpeg\" alt=\"\" width=\"1089\" height=\"726\" \/><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 altamente probabile che una presenza militare dell\u2019Ue sul suolo ucraino verrebbe percepita dalla Russia come una provocazione\u201d, evidenzia il documento che aggiunge che non sarebbe fattibile proteggere gli istruttori militari europei\u00a0 inviati in Ucraina.<\/p>\n<p>Kiev ritiene che addestrare le truppe sul suo territorio sia \u201cpi\u00f9 rapido, pi\u00f9 conveniente e logisticamente pi\u00f9 facile\u201d rispetto all\u2019addestramento all\u2019estero (per lo pi\u00f9 effettuato finora in Polonia, Francia, Germania e Gran Bretagna) ma il sospetto pi\u00f9 fiondato \u00e8 che la richiesta nasconda la volont\u00e0 di coinvolgere ulteriormente i paesi europei nel conflitto contro Mosca: obiettivo che Kiev persegue peraltro fin dall\u2019inizio della guerra.<\/p>\n<p>Forse non a caso, lo stesso giorno la NATO si \u00e8 detta pronta ad aumentare l\u2019aiuto militare all\u2019Ucraina, come ha riferito il Segretario generale della NATO, Lens Stoltenberg.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019Ucraina continua a intercettare quotidianamente missili russi, salvando innumerevoli vite m<\/em><em>a la capacit\u00e0 dell\u2019Ucraina di mantenere le proprie difese richiede un aumento delle forniture e un maggiore supporto<\/em>\u00a0\u2013 ha affermato Stoltenberg in un comunicato.\u00a0<em>A seguito dell\u2019ultimo attacco russo, gli Alleati hanno oggi riaffermato di intensificare il loro aiuto militare all\u2019Ucraina. Dobbiamo continuare a fornire all\u2019Ucraina l\u2019equipaggiamento e le munizioni di cui ha bisogno per difendersi dall\u2019invasione russa. Questo \u00e8 vitale per la capacit\u00e0 dell\u2019Ucraina di rimanere in combattimento\u201d\u00a0<\/em>ha ribadito Stoltenberg.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178383\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/DSC08147.jpeg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"572\" \/><\/p>\n<p>Al vertice NATO di luglio numerosi membri dell\u2019alleanza hanno annunciato che invieranno ulteriori sistemi di difesa aerea strategici all\u2019Ucraina, comprese pi\u00f9 batterie Patriot, concordando\u00a0 di fornire 40 miliardi di euro di assistenza alla sicurezza nel prossimo anno e di coordinare l\u2019addestramento delle forze di Kiev con un nuovo comando della NATO che assumer\u00e0 questi compiti e che diventer\u00e0 operativo a settembre.<\/p>\n<p><strong>Resta quindi da comprendere se l\u2019iniziativa UE di inviare istruttori\/consiglieri militari in Ucraina si inserisce nella missione NATO o sar\u00e0 autonoma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In tal caso avremmo due missioni addestrative, NATO e UE (i cui stati membri coincidono quasi del tutto) con istruttori presenti sul territorio ucraino come potenziali bersagli dei russi? \u00a0Oppure la UE lascer\u00e0 alle singole nazioni la gestione di missioni addestrative nazionali che in ogni caso si aggiungeranno alla missione a guida NATO?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Colpire la Russia con armi occidentali\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ad aumentare la confusione si inserisce poi il dibattito sull\u2019impiego contro obiettivi in Russia delle armi a raggio d\u2019azione pi\u00f9 esteso donate a Kiev.<\/p>\n<p>Il 29 agosto, al Consiglio informale dei ministri degli Esteri a Bruxelles, l\u2019Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell ha affermato che l\u2019Ucraina ha dimostrato molta audacia strategica lanciando attacchi all\u2019interno del territorio russo. \u201c<em>L\u2019operazione a Kursk ha dato un duro colpo alla narrazione di Putin su questa guerra. Ma allo stesso tempo, la Russia continua ad attaccare i civili e le infrastrutture civili\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Borrell ha quindi ribadito la necessit\u00e0 di rimuovere le restrizioni nell\u2019uso di armamenti forniti all\u2019Ucraina per permettere a Kiev di colpire il territorio russo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178380\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/P061026-296958.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p><em>\u201cGli armamenti che stiamo fornendo all\u2019Ucraina devono essere pienamente utilizzati e le restrizioni devono essere revocate affinch\u00e9\u2019 gli ucraini possano colpire i luoghi da cui la Russia li sta bombardando. Altrimenti, gli armamenti sono inutili. Dall\u2019inizio della guerra, la Russia ha lanciato contro l\u2019Ucraina pi\u00f9 di 14 mila droni e quasi 10 mila missili<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Le affermazioni di Borrell erano state sollecitate dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba:\u00a0<em>\u201cse ci viene fornita una quantit\u00e0 sufficiente di missili, se ci viene permesso di colpire, ridurremo significativamente la capacit\u00e0 della Russia di infliggere danni alle nostre infrastrutture critiche e miglioreremo la situazione per le nostre forze sul campo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi coloro che potrebbero provare a incolpare l\u2019Ucraina per non aver avuto abbastanza successo dovrebbero sempre ricordare che il successo della Russia dipende da una cosa: dalla prontezza dei partner a prendere decisioni coraggiose. Se vengono prese decisioni, l\u2019Ucraina ha successo sul campo. Se non vengono prese, allora non ci si deve lamentare con l\u2019Ucraina ma con s\u00e9 stessi<\/em>\u201c, ha detto il ministro ucraino.<\/p>\n<p>Legittimo che i leader ucraini puntino a coinvolgere maggiormente UE e NATO nel conflitto per evitare di uscirne sconfitti ma \u00e8 paradossale che Borrell sia apparso ancora una volta pi\u00f9 incline a sostenere gli interessi ucraini che quelli degli europei, con un\u2019autoreferenzialit\u00e0 che mal si addice al numero 2 della Commissione.<\/p>\n<p>In questo modo l\u2019Alto Rappresentante ha esacerbato le divisioni interne alla UE invece di tentare di ridimensionarle.\u00a0<em>\u201cI ministri hanno concordato di aumentare l\u2019obiettivo per arrivare ad addestrare 75.000 soldati ucraini (invece di 60mila) entro fine anno\u201d<\/em>\u00a0ha detto Borrell ma non tutti sono disponibili a effettuarlo in territorio ucraino.<\/p>\n<p>\u201cLa posizione dell\u2019Italia \u00e8 sempre stata chiara: noi effettuiamo l\u2019addestramento come abbiamo effettuato fino adesso sul territorio italiano\u201d, ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto al Consiglio informale dei ministri della Difesa UE il 30 agosto.\u00a0<em>\u201cSiamo in grado di farlo meglio sul territorio italiano che non su quello ucraino. Sia dal punto di vista logistico sia dal punto vista delle infrastrutture sia dal punto di vista della sicurezza delle persone<\/em>\u201c, ha evidenziato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-178381\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20191209_191209a-001_rdax_775x517.jpg\" alt=\"\" width=\"866\" height=\"578\" \/><\/p>\n<p>E circa l\u2019impiego delle armi italiane il ministro ha sottolineato che l\u2019Ucraina\u00a0non ha nulla da contestare all\u2019Italia.\u00a0<em>\u201cTutto quello che ci hanno richiesto gli ucraini fino ad oggi gli \u00e8 stato dato. Non c\u2019\u00e8 nulla che sia stato chiesto all\u2019Italia che non sia stato dato e non c\u2019\u00e8 nulla su cui gli ucraini non siano soddisfatti nella collaborazione\u201d\u00a0<\/em>con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Anche le nazioni che hanno fornito maggiori aiuti militari all\u2019Ucraina sembrano mostrare cautela. Gi\u00e0 il 28 agosto a Berlino il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere Olaf Scholz avevano affermato che non c\u2019erano novit\u00e0 circa l\u2019impiego delle armi fornite a Kiev sul territorio russo. I missili britannici e tedeschi possono infatti venire impiegati solo contro obiettivi russi sul territorio ucraino, Crimea inclusa.<\/p>\n<p>Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito che la posizione di Roma non cambia: \u201c<em>Il nostro materiale bellico pu\u00f2 essere usato solo all\u2019interno del territorio ucraino. Ogni Paese \u00e8 libero di decidere come \u00e8 giusto utilizzare le armi inviate all\u2019Ucraina. Noi abbiamo inviato soprattutto armi difensive, adesso stiamo per inviare la nuova batteria Samp-T che \u00e8 difensiva quindi non pu\u00f2 essere utilizzata in territorio russo. Ribadiamo: noi non siamo in guerra con la Russia. Anche la Nato non \u00e8 in guerra con la Russia, quindi per l\u2019Italia rimane la posizione di utilizzare le nostre armi all\u2019interno del territorio ucraino. Gli altri Paesi decidono come ritengono opportuno fare\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Per il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, le proposte di Borrell sono\u00a0<em>\u201cfollie che vanno fermate<\/em>\u201d. Le posizioni di Budapest sono note ma tra UE e Ungheria lo scontro \u00e8 aperto anche a causa della decisione (arbitraria e criticata da molti stati membri) assunta da Borrell di riunire il Consiglio a Bruxelles invece che a Budapest considerato che l\u2019Ungheria ha la presidenza semestrale dell\u2019Unione. Un gesto \u201cpunitivo\u201d nei confronti della missione diplomatica effettuata dal premier Viktor Orban nel luglio scorso a Kiev, Mosca, Pechino ed Ankara per promuovere un negoziato che ponga fine alla guerra.<\/p>\n<p>Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi e i tre stati baltici hanno invece ribadito di non porre limitazioni o restrizioni all\u2019impiego delle armi cedute a Kiev ma si tratta di un\u2019affermazione dal valore puramente simbolico e politico poich\u00e9 nessuna di queste nazioni ha fornito missili o altre armi a lungo raggio in grado di colpire in profondit\u00e0 la Russia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Valutazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Borrell in conferenza stampa ha ammesso che \u201csi<em>\u00a0tratta di una decisione nazionale e gli Stati membri vogliono mantenerla come tale\u201d\u00a0<\/em>ma non ha posto il tema nei termini pragmatici che invece dovrebbero essere considerati prioritari.<\/p>\n<p>Appare evidente che le armi di fornitura occidentale che gli ucraini vorrebbero utilizzare per colpire obiettivi in profondit\u00e0 sul suolo russo sono di due tipi:<\/p>\n<ul>\n<li>i missili da crociera Storm Shadow\/SCALP EG forniti da Gran Bretagna, Francia e Italia (ma Roma non lo ha mai confermato) che hanno un raggio d\u2019azione normalmente di 500 chilometri ma dimezzato nelle armi integrate sui velivoli ucraini Sukhoi Su-24M,<\/li>\n<li>i missili balistici tattici statunitensi ATACMS con raggio d\u2019azione fino a 300 chilometri.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178384\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/4988095479531286029_120-002.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p>Entrambe queste armi sono state impiegate sui territori ucraini controllati dai russi inclusa la Crimea ma anche se gli alleati dessero il via libera al loro utilizzo contro obiettivi in Russia difficilmente potrebbero essere risolutivi sia perch\u00e9 il loro numero e la loro gittata sono limitati sia perch\u00e9 la difesa aerea russa ne ha gi\u00e0 abbattuti un buon numero nei cieli ucraini.<\/p>\n<p>Fonti militari statunitensi hanno fatto sapere alla CNN che Kiev non dovrebbe attendersi nuove massicce forniture di ATACMS poich\u00e9 il loro numero negli arsenali americani \u00e8 limitato.<\/p>\n<p>Quanto ai missili da crociera europei le vane pressioni di Parigi e Londra sulla Germania affinch\u00e9 cedesse agli ucraini i suoi missili da crociera Taurus sembrano indicare che anche le scorte di Storm Shadow\/SCALP EG si sono molto assottigliate. Inoltre il numero di Su-24M ucraini ancora operativi potrebbe essere ridotto a pochissime unit\u00e0 e integrare tali armi su altri velivoli (F-16?) richiederebbe comunque tempo e questi aerei, per ora in servizio in pochissimi esemplari in Ucraina, sembrano destinati a imbarcare in futuro i missili da crociera statunitensi Joint Air-to-Surface Standoff Missiles (JASSM), accreditati di circa 950 chilometri di raggio d\u2019azione.<\/p>\n<p>Secondo fonti citate ieri dall\u2019agenzia Reuters, gli Stati Uniti sarebbero vicini a un accordo per fornire all\u2019Ucraina missili da crociera a lungo raggio per gli F 16 ma occorreranno diversi mesi perch\u00e9 diventino operativi e in ogni caso non \u00e8 certo che la Casa Bianca ne autorizzi l\u2019impiego contro obiettivi in Russia.<\/p>\n<p><strong>Alla luce di queste considerazioni si rafforza quindi l\u2019ipotesi che la richiesta ucraina non miri a rovesciare o bilanciare le sorti del conflitto con queste armi ma solo a coinvolgere ancor di pi\u00f9 gli alleati nella guerra.<\/strong><\/p>\n<p>Le pressioni costanti di Borrell, come quelle di Ursula von der Leyen e di Lens Stoltenberg, tese ad innalzare il livello di coinvolgimento di NATO e UE, stanno provocando fratture sempre pi\u00f9 evidenti nei due organismi sovranazionali composti peraltro quasi dalle stesse nazioni. Ci\u00f2 significa che le spaccature evidenti nella UE sono le stesse che riguardano, con meno visibilit\u00e0 mediatica, la NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178385\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/DSC07957-B.jpeg\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>Spaccature in alcuni casi palesi e forse pure ostentate ma in molti altri casi mantenute a basso profilo poich\u00e9, come spesso accade, dietro al dibattito di facciata Europa e NATO stanno facendo i conti con il fallimento delle politiche adottate a sostegno dell\u2019Ucraina e contro la Russia da due anni e mezzo.<\/p>\n<p>Anche se Borrell ha tenuto a sottolineare che nelle ultime settimane le consegne di munizioni da parte dell\u2019Ue \u201csono aumentate\u201d, in realt\u00e0 il milione di proiettili d\u2019artiglieria promessi da Bruxelles a Kiev entro marzo 2024 non \u00e8 stato ancora del tutto consegnato e le armi cedute a Kiev non sono state sufficienti a permettere agli ucraini n\u00e9 di vincere n\u00e9 di contenere oggi l\u2019offensiva russa che nel Donbass minaccia di scardinare le difese ucraine.<\/p>\n<p><strong>Come ha ricordato una corrispondenza dell\u2019ANSA da Bruxelles il 30 agosto, \u201cda qualche settimana iniziano a girare cifre su quanti finanziamenti servirebbero davvero per permettere a Kiev di fermare Vladimir Putin e ribaltare il corso del conflitto ed \u00e8 una forchetta compresa tra i 400 e i 900 miliardi di euro. Ecco perch\u00e9 i principali sostenitori dell\u2019Ucraina \u2013 USA e Germania \u2013 iniziano ad essere restii a prolungare quello che ormai pare uno sforzo inutile. Da qui la necessit\u00e0 di trovare un\u2019exit strategy\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cIl ritardo nella consegna degli aiuti militari pu\u00f2 essere facilmente percepito dagli ucraini come una spinta verso i negoziati con la Russia, perch\u00e9 i soldi stanno finendo\u201d,<\/em>\u00a0ha spiegato all\u2019ANSA un\u2019alta fonte diplomatica europea.\u00a0<em>\u201cMa l\u2019Ucraina vuole una chiusura alle sue condizioni. Ecco allora spiegata l\u2019offensiva di Kursk: vuole avere qualcosa da negoziare con Mosca, visto che potrebbe essere costretta ad avviare le trattative prima delle elezioni americane\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In Europa comincia a maturare la consapevolezza che non vi sono n\u00e9 armi n\u00e9 denaro per sostenere all\u2019infinito una guerra che sta esaurendo le forze armate ucraine e nessuno sulle due sponde dell\u2019Atlantico sembra disposto a riempire con proprie truppe le trincee di Pokrovsk che l\u2019esercito di Kiev non ha pi\u00f9 soldati per presidiare.<\/p>\n<p>Al tempo stesso \u00e8 altrettanto evidente che spetter\u00e0 all\u2019Europa sobbarcarsi i costi della ricostruzione postbellica dell\u2019Ucraina che gi\u00e0 un anno or sono negli Stati Uniti qualcuno valutava in quasi mille miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Del resto anche i programmi di riarmo a lungo sbandierati sembrano condannati a venire ridimensionati a causa di inflazione, recessione, de-industrializzazione e caro energia. Londra sta attuando una \u201crevisione della spesa militare\u201d, espressione che non ha mai portato ad incrementi di budget, la Germania ha fermato ulteriori aiuti militari all\u2019Ucraina per ragioni di bilancio e in Spagna \u00e8 emerso che il ministero della Difesa dal 2022 ha sforato ogni anno il bilancio fino a oltre il 20 per cento.<\/p>\n<p>Il vice Primo ministro e ministro della Difesa polacco Kosiniak-Kamys ha detto il 28 agosto, ripreso da\u00a0<a href=\"https:\/\/news-pravda.com\/ukraine\/2024\/08\/28\/711405.html\">Pravda ucraina<\/a>\u00a0e dalla<a href=\"https:\/\/tass.com\/world\/1834899\">\u00a0TASS russa\u00a0<\/a>\u00a0che \u201c<em>il governo polacco, attuale e precedente, ha trasferito donazioni multimiliardarie sotto forma di attrezzature militari all\u2019Ucraina. Oggi abbiamo ceduto tutte quello che potevamo trasferire\u201d.<\/em><\/p>\n<p>I mercati finanziari, solitamente i primi a \u201cfiutare l\u2019aria\u201d, hanno capito che il riarmo dell\u2019Europa e dell\u2019Ucraina potrebbe presto rivelarsi un bluff e le azioni di molte grandi societ\u00e0 del settore Difesa cominciano a perdere colpi in Borsa dopo che avevano visto gonfiare i loro titoli in questi anni.<\/p>\n<p>Un po\u2019 semplicistico attribuire la responsabilit\u00e0 all\u2019esito del voto in due lander della ex Germania Est che invece, come in precedenza le elezioni europee e quelle in Francia, hanno dimostrato da un lato l\u2019ulteriore distacco tra classi dirigenti e popoli in molte nazioni d\u2019Europa e in ambito UE (come ha evidenziato anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/sondaggio-ue-ostile-allitalia-von-der-leyen-sgradita-e-voto-a-trump-per-la-pace-in-ucraina\/\">un recente sondaggio effettuato in Italia<\/a>) e dall\u2019altro che promettere \u201ccannoni\u201d a popoli che chiedono \u201cburro\u201d non favorisce il consenso e determina destabilizzazione politica e sociale.<\/p>\n<p>Ursula von der Leyen, responsabile non unica del disastro economico ed energetico europeo, continua a ripetere che \u201cl\u2019Ucraina deve vincere\u201d la guerra ma \u00e8 difficile attribuire ancora un minimo di credito alle sue parole. Si tratta della stessa persona che per oltre due anni ha ripetuto (accompagnata da tutti i suoi commissari e da molti leader politici in Italia e in Europa) che le nostre sanzioni avrebbero messo in ginocchio la Russia (la cui economia quest\u2019anno cresce quasi del 4 per cento), che i militari russi rubavano le schede elettroniche da lavatrici e frigoriferi ucraini per utilizzarle nei loro armamenti, che avremmo donato a Kiev un milione di proiettili d\u2019artiglieria in un anno (slogan che ricorda gli \u201cotto milioni di baionette\u201d) oltre a molte altre corbellerie di guerra che sarebbe davvero lunghissimo elencare qui e che nessun\u00a0<em>fact-checker<\/em>\u00a0ha mai evidenziato.<\/p>\n<p>Se la UE vuole davvero combattere le\u00a0<em>fake-news<\/em>\u00a0dovrebbe censurare in blocco i suoi vertici per le fandonie che hanno raccontato e continuano a raccontare invece di far cancellare post dai social.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178386\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Estonia-Kallas-nuovo-Alto-rappresentante-UE-800x450-1.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" \/><\/p>\n<p>Anche alla luce di queste considerazioni il facile bellicismo (sulla pelle degli ucraini, oggi pi\u00f9 che mai restii ad arruolarsi o farsi arruolare) di Borrell, giunto a negare i rischi connessi con l\u2019impiego di nostre armi contro la Russia e istruttori militari europei in Ucraina (riconosciuto dallo stesso documento dell\u2019EEAS), appare fuori luogo, inadeguato alle sfide da affrontare e inutilmente divisivo.<\/p>\n<p>Rispondendo indirettamente ma chiaramente alle affermazioni del ministro italiano Tajani , Borrell si \u00e8 lasciato andare a dichiarazioni poco consone al suo ruolo.\u00a0<em>\u201cPenso sia ridicolo affermare che consentire di colpire obiettivi all\u2019interno del territorio russo significhi essere in guerra contro Mosca. Non siamo in guerra contro Mosca, penso che sia ridicolo dirlo\u201d,<\/em>\u00a0ha detto polemicamente senza porsi evidentemente neppure il dubbio di quali valutazioni verrebbero fatte in Russia a tal proposito.<\/p>\n<p>Invece di impegnarsi in questioni militari con cui ha poca dimestichezza, Borrell avrebbe potuto concentrarsi sugli aspetti politici\u00a0 legati al conflitto e che hanno visto ieri diversi ministri ucraini presentare le dimissioni, incluso Kuleba, prima che la presidenza di Kiev annunciasse per oggi un rimpasto di governo.<\/p>\n<p>Ministri rimossi a causa di scandali legati alla corruzione dilagante?\u00a0 O in fuga da un presidente in caduta libera negli indici di consenso popolare (15 per cento) e ormai da maggio privo di legittimazione dopo aver annullato le elezioni ? Siamo di fronte a nuove purghe ordinate da Zelensky per puntellare il governo con persone ritenute di maggiore fedelt\u00e0 al presidente? Oppure\u00a0 il presidente vuole rimuovere \u201cfalchi\u201d come Kuleba in vista di prossime trattative con Mosca?<\/p>\n<p>Con la valanga di miliardi che abbiamo speso per l\u2019Ucraina possiamo almeno sperare che la Commissione UE sia stata informata di questo \u201crimpasto\u201d o almeno abbia consapevolezza di cosa sta accadendo a Kiev?<\/p>\n<p>Tenuto conto di tutti questi aspetti appare quindi una buona notizia l\u2019imminente \u201ccongedo\u201d del soldato Borrell.<\/p>\n<p>Meno positivo \u00e8 invece sapere che, con ogni probabilit\u00e0, il prossimo \u201cministro degli esteri\u201d della UE sar\u00e0 l\u2019ex premier estone Kaja Kallas che si \u00e8 fatta notare soprattutto per la profonda ostilit\u00e0 nei confronti della Russia di cui ha auspicato lo smembramento dopo aver ordinato la demolizione di tutti i monumenti all\u2019Armata Rossa che nella piccola nazione di 1,4 milioni di abitanti ricordano la vittoria sulla Germania nazista, iniziativa per cui \u00e8 stata incriminata in Russia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che se domani la UE fosse chiamata a sedersi a un tavolo per negoziare con Mosca la fine delle ostilit\u00e0 in Ucraina potremmo persino rimpiangere Borrell.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Foto: Unione Europea, EEAS, EUMAM, Ministero Difesa Ucraino e NATO<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/congedate-il-soldato-borrell\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/congedate-il-soldato-borrell\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La notizia era stata anticipata il 28 agosto dal giornale on line statunitense Politico che aveva visionato un documento del Servizio Europeo per l\u2019Azione Esterna (EEAS) in cui, su richiesta dell\u2019Ucraina, veniva considerata l\u2019opportunit\u00e0 di addestrare reclute dell\u2019esercito di Kiev sul territorio dell\u2019Ucraina oltre che sul suolo di diversi stati membri dell\u2019Unione come gi\u00e0 avviene da tempo. \u201cSarebbe necessaria un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita e completa per valutare a pieno i rischi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mBl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86883"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86883"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86885,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86883\/revisions\/86885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}