{"id":86940,"date":"2024-09-10T10:00:47","date_gmt":"2024-09-10T08:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86940"},"modified":"2024-09-09T09:51:17","modified_gmt":"2024-09-09T07:51:17","slug":"lo-schwerpunkt-e-nel-donbass","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86940","title":{"rendered":"Lo schwerpunkt \u00e8 nel Donbass"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39958\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1705593158-soldati-nato-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/figure>\n<p>La rovina dell\u2019Ucraina \u00e8 stata affidarsi alla NATO, credendo fosse davvero l\u2019invincibile potenza che millantava di essere. Certo, questo ha consentito l\u2019arricchirsi della sua leadership, e la corruzione diffusa ad ogni livello ha favorito non solo l\u2019accumulo di grandi fortune ma anche una pi\u00f9 capillare\u00a0<em>redistribuzione del reddito<\/em>, ma in termini collettivi, nazionali, questa scelta di campo \u00e8 stata esiziale. La devastazione economica, sociale, demografica, \u00e8 talmente evidente che non vale neanche la pena discuterne. Meno evidente, invece, \u00e8 l\u2019effetto deleterio che ha avuto la subalternit\u00e0 militare, ovvero l\u2019imposizione alle forze armate di Kiev di un modello strategico, operativo e tattico ritagliato su quello NATO, al quale non solo erano impreparate (e inadeguate), ma che \u00e8 risultato pericolosamente sbagliato.<\/p>\n<p>Lo si \u00e8 detto gi\u00e0 numerose volte, la dottrina militare statunitense \u2013 quindi quella occidentale in generale \u2013 \u00e8 ancora fondata su alcuni\u00a0<em>pilastri\u00a0<\/em>concettuali che per\u00f2 non trovano pi\u00f9 riscontro nella realt\u00e0. Il primo di questi pilastri, \u00e8 l\u2019idea della propria assoluta supremazia tecnologica, che dovrebbe assicurare di per s\u00e9 un dominio indiscusso. Il secondo \u00e8, conseguentemente, la capacit\u00e0 di infliggere perdite decisive gi\u00e0 nella prima fase di un conflitto. Il terzo, anch\u2019esso conseguente, \u00e8 la convinzione di poter conseguire la vittoria in tempi rapidi.<br \/>\nQuesti tre assunti convergono a delineare un modello di conflitto caratterizzato dall\u2019assoluta asimmetria; non a caso, del resto, la dottrina strategica statunitense \u00e8 a sua volta fondata sul principio di impedire il sorgere di una potenza con capacit\u00e0 equivalenti.<\/p>\n<p>Peraltro, persino nei suoi presupposti questa dottrina si \u00e8 rivelata quasi sempre strategicamente fallace. Probabilmente l\u2019unico caso in cui si pu\u00f2 infatti parlare di pieno successo \u00e8 l\u2019attacco alla Serbia; l\u2019obiettivo era strappargli un pezzo di territorio \u2013 il Kossovo \u2013 per farne uno staterello subalterno e, soprattutto, impiantarvi la pi\u00f9 grande base USA in Europa (Camp Steel), nel cuore dell\u2019area-cardine dei Balcani. Entrambe gli obiettivi possono dirsi pienamente conseguiti.<br \/>\nMa nel caso di molti altri conflitti, le cose sono andate diversamente. In Afghanistan non \u00e8 stato possibile mettere in atto questa dottrina militare, e dopo vent\u2019anni c\u2019\u00e8 stata una frettolosa ritirata. In Iraq c\u2019\u00e8 stata la rapida sconfitta dell\u2019ex-amico Saddam, ma il paese \u00e8 stato praticamente\u00a0<em>regalato\u00a0<\/em>all\u2019irriducibile nemico, l\u2019Iran. Idem dicasi della Libia: deposto (e assassinato) Gheddafi, il paese si \u00e8 spaccato in due, e la parte filo-occidentale \u00e8 nel caos, mentre l\u2019altra si \u00e8 legata alla Russia.<\/p>\n<p>Ovviamente, quindi, il primo problema che si \u00e8 posto, nel conflitto in Ucraina, \u00e8 che tutto l\u2019apparato della NATO \u2013 sul piano dottrinario, strategico, operativo, tattico, organizzativo, logistico, persino industriale\u2026 \u2013 era costruito su un modello di conflitto asimmetrico, mentre quello che si \u00e8 aperto il 24 febbraio 2022 \u00e8 a tutti gli effetti un conflitto simmetrico. Seppure i rapporti di forza, in termini assoluti e relativamente ad Ucraina e Federazione Russa, sono certamente favorevoli a quest\u2019ultima, \u00e8 infatti innegabile che la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 del supporto offerto a Kiev dai 36 paesi NATO hanno assolutamente riequilibrato tali rapporti.<br \/>\nNaturalmente, l\u2019obiettivo statunitense, in termini strategici, \u00e8 sempre stato quello di logorare politicamente e militarmente la Russia, non di batterla sul campo (anche se, saltuariamente, qualcuno a Washington ha persino accarezzato realmente quest\u2019idea). Ma, via via che appariva evidente come le forze armate ucraine non fossero all\u2019altezza di tale compito, il coinvolgimento\u00a0<em>qualitativo\u00a0<\/em>della NATO \u00e8 andato crescendo, sino al punto di assumere di fatto il comando strategico ed operativo della guerra.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39959 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium-1024x682.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium-300x200.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium-768x512.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/16098476-medium.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Un primo aspetto critico di questo approccio, \u00e8 stato l\u2019emergere delle difficolt\u00e0 insite nel rendere compatibili gli standard NATO con quelli di tipo sovietico su cui era strutturato l\u2019esercito ucraino. Ovviamente, le forze armate di Kiev erano strutturate su un modello operativo simile a quello russo, e derivante dai tempi dell\u2019URSS. Man mano che i mezzi di epoca sovietica andavano distrutti, e venivano sostituiti da mezzi occidentali, e parallelamente il comando statunitense diveniva pi\u00f9 capillare e pervasivo, questa contraddizione \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 stridente.<br \/>\nOvviamente, il modello NATO ha una sua coerenza interna: la struttura organizzativa dei reparti, e la stessa tipologia dei mezzi, sono funzionali all\u2019applicazione del modello operativo dell\u2019Alleanza Atlantica. Calare questo modello, parallelamente ad una sostituzione parziale e progressiva dei sistemi d\u2019arma, \u00e8 di per s\u00e9 una faccenda non particolarmente semplice; farlo\u00a0<em>in corso d\u2019opera<\/em>, nel pieno di una guerra ad alta intensit\u00e0, \u00e8 praticamente quasi impossibile.<\/p>\n<p>Un secondo aspetto critico, si \u00e8 manifestato con l\u2019arrivo di mezzi occidentali. Innanzi tutto, ci\u00f2 ha posto un problema di addestramento del personale, che necessariamente \u00e8 stato assai pi\u00f9 frettoloso del dovuto. E naturalmente si \u00e8 immediatamente posto anche il problema della logistica, ovvero la manutenzione-riparazione di questi mezzi, per la quale le forze armate ucraine non erano attrezzate. Ma ancor pi\u00f9 rilevante, come fattore critico, \u00e8 stata la grande variet\u00e0 di sistemi d\u2019arma forniti, provenienti dai vari paesi occidentali. Tali sistemi, seppure\u00a0<em>in linea di massima<\/em>\u00a0uniformati ad un comune standard NATO, hanno in realt\u00e0 rivelato una serie di specificit\u00e0 tale da moltiplicare ulteriormente i problemi di gestione [1]; ad esempio, \u00e8 risultato che pezzi di artiglieria di un determinato calibro non fossero per\u00f2 capaci di utilizzare tutto il munizionamento del medesimo calibro, creando difficolt\u00e0 di approvvigionamento. E, naturalmente, ci\u00f2 ha ulteriormente complicato tutta la logistica.<\/p>\n<p>Terzo aspetto, la pianificazione operativa e l\u2019azione tattica. Anche qui, l\u2019adozione di modelli NATO, a cui il personale ucraino non era addestrato (o lo \u00e8 stato solo parzialmente), ha inciso significativamente sulla resa delle forze armate di Kiev.<br \/>\nDa notare che, per ovvie ragioni, l\u2019addestramento dei militari ucraini (circa 60.000 soldati) \u00e8 stato relativamente limitato, e si \u00e8 svolto quasi esclusivamente nei paesi europei. Se teniamo presente che l\u2019esercito ucraino ha oggi circa 6\/700.000 uomini in linea, e che ne ha persi definitivamente circa altrettanti, si evince che i militari che hanno avuto un addestramento NATO sono circa il 5% del totale, e quindi in misura del tutto insufficiente. E, inoltre, la maggior parte di questi sono stati addestrati all\u2019uso di particolari sistemi d\u2019arma, e sempre in gruppi relativamente piccoli; quel che \u00e8 mancato del tutto, pertanto, \u00e8 l\u2019addestramento tattico-operativo a livello di unit\u00e0, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di manovra sul campo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, ha determinato uno scollamento tra la pianificazione dei comandi NATO e l\u2019effettiva capacit\u00e0 delle forze armate ucraine. Ma, ancor pi\u00f9 significativo, come precedentemente accennato, \u00e8 lo scarto tra la dottrina di guerra della NATO (asimmetrica, rapida, incentrata sull\u2019attacco) ed una realt\u00e0 sul terreno completamente diversa.<br \/>\nDi ci\u00f2 si sono alla fine resi conto anche i paesi addestratori, che infatti \u2013 mentre si discute l\u2019estensione della missione europea di addestramento \u2013 sottolineano l\u2019esigenza di\u00a0<em>\u201crendere le esercitazioni pi\u00f9 in linea con le esigenze di combattimento, dato il divario tra i corsi e la realt\u00e0 del campo di battaglia\u201d<\/em>\u00a0[2]. In un documento del SEAE (il servizio diplomatico dell\u2019UE) citato nello stesso articolo, si parla esplicitamente del fatto che\u00a0<em>\u201cgli attuali modelli di addestramento sono modellati dagli standard occidentali\u201d<\/em>\u00a0[3], sottolineando la differenza con la realt\u00e0 del campo di battaglia. Inoltre,\u00a0<em>\u201cil fatto che gli ucraini siano addestrati con equipaggiamento, procedure e dottrine degli stati membri, crea discrepanze anche nei tipi di tecniche e metodi conosciuti dai soldati, una volta tornati sul campo di battaglia\u201d<\/em>\u00a0[4].<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39960 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1-1024x576.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/UCRAINA-RUSSIA-14-FANPAGE-IMG-1200x675-1.jpg 1200w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Di ci\u00f2 abbiamo avuto un clamoroso esempio lo scorso anno, quando i comandi NATO \u2013 anche per esigenze politiche interne agli Stati Uniti \u2013\u00a0 spinsero l\u2019esercito ucraino a lanciare un\u2019offensiva a sud-est, rimpinguandoli preventivamente di carri Bradley e Leopard (gli Abrams furono forniti, ma allora non ne consentirono l\u2019uso). L\u2019operazione, concepita appunto secondo il modello operativo della NATO, fu effettuata nonostante fosse evidente che mancavano i presupposti per il successo. Da un lato, infatti, le forze russe avevano predisposto una formidabile linea difensiva fortificata (la famosa\u00a0<em>linea Surovikin<\/em>), articolata in profondit\u00e0 su tre livelli successivi; e dall\u2019altro le forze ucraine erano del tutto prive di due elementi fondamentali per sviluppare quel tipo di attacco, ovvero un efficace supporto aereo e di artiglieria.<br \/>\nIl risultato fu quindi, prevedibilmente, un completo fallimento, per di pi\u00f9 pagato a caro prezzo.<\/p>\n<p>Quello che abbiamo visto a Kursk, nei giorni scorsi, \u00e8 per molti versi simile. Anche se con due elementi di novit\u00e0. Il primo, pi\u00f9 evidente, \u00e8 quello strategico: rompendo di fatto quello che era sinora stato una sorta di tab\u00f9 non dichiarato, la NATO ha invaso il territorio russo. Il secondo \u00e8 quello tattico: stavolta l\u2019attacco \u00e8 stato portato utilizzando soprattutto piccole unit\u00e0 DRG, che dopo aver facilmente travolto le guardie di frontiera ed i militari di leva di stanza sul territorio, sono penetrate in profondit\u00e0 lungo alcuni assi. Ovviamente, in questo caso l\u2019operazione \u2013 diversamente da quella dello scorso anno \u2013 ha avuto un successo tattico, almeno temporaneo.<br \/>\nSe si prescinde dal s\u00f9 accennato valore strategico-politico, questa manovra \u00e8 per\u00f2 irrilevante sotto il profilo militare. I danni inferti alle forze russe, a parte un certo numero di prigionieri catturati nei primissimi giorni, sono assolutamente minimi, mentre il prezzo pagato in uomini (circa 6.000, tra KIA e WIA, in pochi giorni) e mezzi \u00e8 assai elevato.<\/p>\n<p>L\u2019attacco non \u00e8 servito a distrarre truppe russe dal Donbass, ammesso che fosse questo l\u2019obiettivo. Ed ora le forze ucraine sono di fronte ad un bivio: o si ritirano velocemente, vanificando il risultato politico dell\u2019attacco, o restano sul campo facendosi distruggere dalle forze armate russe. Le quali anche qui stanno applicando il loro metodo operativo abituale: impegnano le forze ucraine in un settore, ed utilizzano la propria superiorit\u00e0 aerea e d\u2019artiglieria per\u00a0<em>macinare\u00a0<\/em>le unit\u00e0 nemiche. E tutto per una porzione di territorio che pu\u00f2 anche apparire significativa, se espressa in termini di chilometri quadrati, ma che perde totalmente di rilevanza non solo se raffrontata alla sterminata vastit\u00e0 del territorio russo, ma anche solo considerandone la valenza strategica. Si tratta infatti di un\u2019area prevalentemente boschiva, con pochi villaggi; il centro pi\u00f9 importante conquistato dalle forze ucraine, infatti, Sudzha, contava poco pi\u00f9 di 6.000 abitanti prima della parziale evacuazione.<\/p>\n<p>In tutto questo, il comando strategico delle forze armate russe non ha perso di vista il quadro complessivo del conflitto, ed ha anzi approfittato della situazione per concentrare \u2013 con successo \u2013 i suoi sforzi esattamente sullo\u00a0<em>schwerpunkt\u00a0<\/em>[5] del conflitto, ovvero il Donbass.<br \/>\n\u00c8 l\u00ec, infatti, che si trova il baricentro dello scontro, e ci\u00f2 per tutta una serie di ragioni.<br \/>\nTanto per cominciare, basta dare uno sguardo alle mappe per rilevare un primo elemento fondamentale: la linea di combattimento disegna sostanzialmente un arco da nord-est a sud-ovest, che si presenta concavo dal lato ucraino e convesso da quello russo. La spinta offensiva russa, quindi, converge naturalmente verso un ideale centro di gravit\u00e0, che si trova proprio ad occidente degli oblast di Lugansk e Donetsk.<br \/>\nOsservando la mappa sottostante, tra l\u2019altro, si pu\u00f2 rilevare come i maggiori concentramenti di forze russe siano all\u2019estremit\u00e0 sud-occidentale, a protezione della Crimea, ed in corrispondenza del fronte del Donbass.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39961 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mymap.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"874\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mymap.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mymap.jpg 864w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mymap-297x300.jpg 297w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/mymap-768x777.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><\/figure>\n<p>Questa regione \u2013 ed \u00e8 questo un altro dei motivi che ne fa lo\u00a0<em>schwerpunkt\u00a0<\/em>\u2013 presenta un\u2019elevatissima rete di fortificazioni ucraine, e di linee difensive incentrate sui centri abitati, che Kiev ha sviluppato a partire dal 2014. Oltre queste, in direzione ovest non c\u2019\u00e8 praticamente pi\u00f9 nulla, n\u00e9 ostacoli naturali n\u00e9 difese fortificate, sino al Dnepr. Il che, per un verso, spiega perch\u00e9 l\u2019avanzata russa \u00e8 stata sinora cos\u00ec lenta (la liberazione di Bakhmut, ad esempio, ha richiesto praticamente un anno), e per un altro perch\u00e9 invece ora stia accelerando sempre pi\u00f9. La profondit\u00e0 difensiva ucraina, infatti, \u00e8 stata via via erosa, sino a divenire ormai una linea assai sottile. In pratica, restano ormai solo pochi capisaldi, oltre i quali c\u2019\u00e8 sostanzialmente il vuoto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 il centro strategico logistico di Pokrovsk, ormai a pochi chilometri dalle forze russe in avanzata, e pi\u00f9 s\u00f9 la linea Slovyansk-Kramatorsk (di cui si \u00e8 pi\u00f9 volte parlato qui, in passato).<\/p>\n<p>L\u2019attacco ucraino in direzione di Kursk, quindi, completamente lontano dal baricentro della linea di combattimento, in fin dei conti ha semplicemente allungato questa linea verso nord. Ci\u00f2, astrattamente parlando, potrebbe costituire un vantaggio per gli ucraini, poich\u00e9 trovandosi dalla parte concava della linea questo teoricamente accorcia le linee di rifornimento, mentre per i russi accade esattamente il contrario. Ma tale vantaggio si darebbe soltanto se i rapporti di forze fossero grosso modo bilanciati; nella realt\u00e0, la disparit\u00e0 di forze \u00e8 considerevole, soprattutto nei settori strategici dell\u2019artiglieria e del dominio dell\u2019aria, e pertanto l\u2019esercito ucraino semplicemente non \u00e8 in condizioni di trarne alcun vantaggio significativo.<br \/>\nIn conclusione, l\u2019attacco ucraino al territorio russo non si configura n\u00e9 come manovra diversiva (operazione tattica), n\u00e9 come offensiva significativa (operazione strategica).<\/p>\n<p>Tornando quindi al quadro complessivo del conflitto, ed all\u2019incidenza che hanno su questo la dottrina strategica ed il modello operativo della NATO, non \u00e8 azzardato affermare ancora una volta che l\u2019influenza dell\u2019Alleanza Atlantica si \u00e8 rivelata decisamente infausta, per l\u2019Ucraina, e non solo \u2013 com\u2019\u00e8 evidente \u2013 su un piano pi\u00f9 generale, avendo portato alla distruzione del paese, ma anche sul piano pi\u00f9 specificamente militare.<br \/>\nA sua volta, questo ci porta ad una ulteriore chiave di lettura degli avvenimenti in corso, e di quanto si profila all\u2019orizzonte. Se, infatti, una sconfitta ucraina rappresenter\u00e0 chiaramente una sconfitta\u00a0<em>politica\u00a0<\/em>della NATO nella sua interezza, ci\u00f2 rappresenter\u00e0 anche una sconfitta del modello militare atlantico.<br \/>\nLa potenza bellica statunitense \u2013 naturalmente ancora considerevolissima \u2013 si sta per\u00f2 sgretolando, forse ancora pi\u00f9 rapidamente della potenza del dollaro.<\/p>\n<p>L\u2019evidente sconfitta israeliana in Palestina, l\u2019incapacit\u00e0 di avere ragione d\u2019un piccolo paese come lo Yemen, il chiaro timore di affrontare una potenza regionale come l\u2019Iran, sono tutti sintomi della crisi profonda che attraversa lo strumento militare dell\u2019egemonia occidentale. Un\u2019eventuale sconfitta in Ucraina potrebbe essere il colpo decisivo, capace di azzerare il potere deterrente della NATO, aprendo la strada ad una miriade di conflitti ingestibili nel loro insieme.<br \/>\nPer ora, nel cuore dell\u2019impero non sembra essersi aperta alcuna stagione autenticamente e seriamente riflessiva, su tutto ci\u00f2, \u00e8 quindi presumibile che \u2013 almeno sul breve periodo \u2013 si continuer\u00e0 a battere la medesima strada.<br \/>\nMa se cos\u00ec non fosse, faranno di tutto per evitare di ascrivere una nuova sconfitta.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Un aspetto messo in luce dal conflitto ucraino, ma a quanto pare non abbastanza sottolineato da analisti e personale militare, \u00e8 che questa notevole variet\u00e0 di mezzi (quasi ogni paese NATO ha una sua gamma di blindati, MBT e artiglieria) implica una logistica elefantiaca. In pratica, nel caso di una conflitto convenzionale \u2013 tanto pi\u00f9 se ad elevato consumo \u2013 che vedesse le forze NATO in campo, si verrebbe a creare una situazione in cui i vari reparti\u00a0<em>nazionali\u00a0<\/em>necessiterebbero ciascuno di una propria specifica logistica (linee di rifornimento, officine di riparazione, pezzi di ricambio\u2026), il che ovviamente non fa che complicare la flessibilit\u00e0 operativa.<br \/>\n2 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cEU diplomatic service urges changes to Ukraine training mission to meet battlefield needs\u201d<\/em>, Aur\u00e9lie Pugnet,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/defence-and-security\/news\/eu-diplomatic-service-urges-changes-to-ukraine-training-mission-to-meet-battlefield-needs\/\"><em>Euractiv<\/em><\/a><br \/>\n3 \u2013 ibidem<br \/>\n4 \u2013 ibidem<br \/>\n5 \u2013 Il concetto di\u00a0<em>schwerpunkt\u00a0<\/em>fu formalizzato da von Clausewitz nel suo\u00a0<em>\u201cDella guerra\u201d<\/em>. Nel libro 6, capitolo XXVII, scrive:\u00a0<em>\u201ccos\u00ec come il centro di gravit\u00e0 si trova sempre l\u00e0 dove \u00e8 concentrata la maggior parte della massa, ed ogni urto contro tale centro ha la massima efficacia sull\u2019insieme, cos\u00ec deve avvenire in guerra e perci\u00f2 l\u2019urto pi\u00f9 forte deve avvenire contro il centro di gravit\u00e0\u201d.\u00a0<\/em>Per Clausewitz si tratta del baricentro, del centro di gravit\u00e0 dello scontro. Al riguardo, vedi\u00a0<em>\u201cSchwerpunkt\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.warfare.it\/vocabolario\/schwerpunkt.html\">warfare.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/09\/06\/lo-schwerpunkt-e-nel-donbass\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/09\/06\/lo-schwerpunkt-e-nel-donbass\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) La rovina dell\u2019Ucraina \u00e8 stata affidarsi alla NATO, credendo fosse davvero l\u2019invincibile potenza che millantava di essere. Certo, questo ha consentito l\u2019arricchirsi della sua leadership, e la corruzione diffusa ad ogni livello ha favorito non solo l\u2019accumulo di grandi fortune ma anche una pi\u00f9 capillare\u00a0redistribuzione del reddito, ma in termini collettivi, nazionali, questa scelta di campo \u00e8 stata esiziale. 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