{"id":86972,"date":"2024-09-12T10:30:22","date_gmt":"2024-09-12T08:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86972"},"modified":"2024-09-11T16:25:41","modified_gmt":"2024-09-11T14:25:41","slug":"per-unascesi-barbarica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86972","title":{"rendered":"Per un\u2019ascesi barbarica"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Stefano Isola)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/zdanov-alberto-giovanni-biuso.jpg\" width=\"262\" height=\"262\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Recensione a\u00a0<strong><em><a href=\"https:\/\/www.algraeditore.it\/saggistica\/zdanov-sul-politicamente-corretto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u017ddanov. Sul politicamente corretto<\/a><\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>di Alberto Giovanni Biuso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un nuovo e insidioso fanatismo morale pervade l\u2019Occidente. Originatosi negli Stati Uniti d\u2019America va diffondendosi ovunque, instillando dimenticanza di s\u00e9, odio per la diversit\u00e0 e rigetto della nostra stessa storia culturale, con le sue istanze fondative e le sue contraddizioni, e istituendo quella che appare ogni giorno di pi\u00f9 come una tirannide tra le pi\u00f9 velenose, animata da una pretesa che nessun potere, neanche il pi\u00f9 risoluto e feroce, aveva sinora messo in atto: quello della costruzione di mentalit\u00e0 e schemi di comportamento adeguati al Bene che permea di s\u00e9 il Mondo Nuovo, attraverso l\u2019interiorizzazione del divieto di alcuni pensieri, parole e sentimenti e l\u2019acquisizione di altri, \u201cpoliticamente corretti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fenomeni collettivi che vanno sotto la denominazione di\u00a0<em>woke<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>cancel culture<\/em>, insieme ad esiti apparentemente bislacchi come gli abbattimenti di statue o la censura nell\u2019insegnamento scolastico di poeti e pensatori del passato in nome di dogmi del presente, sedimentano ed alimentano l\u2019annullamento e il superamento dei dati di realt\u00e0 \u2013 tra cui la distinzione biologica tra i sessi, ma anche tra salute e malattia, tra materico e digitale, tra reale e virtuale \u2013 spingendo l\u2019intera cultura occidentale nella trappola di un narcisismo egotico in cui tutti possono essere tutto nello stesso momento in cui sono portati benevolmente per mano verso il nulla, verso la perdita di ogni differenziazione culturale ed esperienziale e dunque di ogni significato effettivo. E proprio nella misura in cui si dissolve il confine tra verit\u00e0 e finzione, tra ci\u00f2 che si d\u00e0 e ci\u00f2 che si inventa, tra ci\u00f2 che si produce naturalmente e ci\u00f2 che viene artificialmente simulato ed implementato, si configura un macroscopico processo di ingegneria sociale assegnato alla decostruzione delle dimensioni umane prodotte dalla biologia e dalla storia, ed al loro oltrepassamento verso la dimensione del transumanesimo. Un processo che mira a far accettare l\u2019idea che autorealizzazione significhi sottrazione ed esternalizzazione di ogni cosa: pensiero, linguaggio, riproduzione, cura, educazione, lavoro. E su questa scia si ridefinisce completamente la questione dei diritti, delle discriminazioni, del significato della storia e della cultura, in un quadro di generale infantilizzazione del corpo sociale, nel quale i cittadini, gli studenti, le persone, sono ricondotte ad uno stadio di bambini capricciosi\u00a0 e \u201cfragili\u201d, sui quali, oltre alle istituzioni e alle loro propaggini tecnologiche, \u00e8 chiamato a vigilare il potere di un conformismo tanto pervasivo quanto suscitatore di finte trasgressioni, ben evidenziate dalle cerimonie di apertura e chiusura delle ultime Olimpiadi parigine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al tentativo di pensare questo processo di omologazione culturale ed ingegneria sociale \u00abcon gli strumenti del concetto e della sua libert\u00e0\u00bb, Alberto Giovanni Biuso ha dedicato\u00a0<em>\u017ddanov. Sul politicamente corretto<\/em>\u00a0(Algra Editore, Viagrande-Catania 2024), un libro agile e godibile quanto denso e coraggioso. Un libro che per alcun aspetti fa seguito al precedente\u00a0<em>Disvelamento. Nella luce di un virus\u00a0<\/em>(Algra Editore, Viagrande-Catania 2022), che Biuso aveva dedicato a quell\u2019espressione assai emblematica del processo che andiamo descrivendo incarnata dalla vicenda Covid19 e dal suo carattere eminentemente mediatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abChi non lascia libere le parole, non rispetter\u00e0, alla fine, neppure la libert\u00e0 delle persone\u00bb, scrive Biuso (p. 34). Questa semplice verit\u00e0 sembra divenuta ormai irraggiungibile per la gran parte della cultura dominante in Occidente, permeata com\u2019\u00e8 dallo spirito di \u017ddanov \u2013 alto funzionario sovietico addetto alla propaganda, per molti aspetti omologo al pi\u00f9 noto Goebbels \u2013 secondo il quale ogni produzione dell\u2019intelletto umano dev\u2019essere subordinata a ci\u00f2 che la pubblica autorit\u00e0 ritiene un valore benefico. Il politicamente corretto \u00e8 oggi la forma pi\u00f9 grottesca ma al tempo stesso pi\u00f9 emblematica dell\u2019incarnazione contemporanea di questo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mediaticamente amplificato e generosamente finanziato, tende strutturalmente ad attrarre a s\u00e9 ogni tema, argomento, istanza culturale, fomentando diffidenza diffusa e divaricazione a livello sociale, soprattutto all\u2019interno delle famiglie. Il che, per altro, \u00e8 pienamente funzionale all\u2019avvento della \u201ccittadinanza cibernetica\u201d, in cui viene meno ogni tipo di struttura di scambio inter-individuale non mercatista e pi\u00f9 in generale non traducibile in un efficientamento \u201csanitario\u201d del sistema complessivo, un sistema in cui ogni sua componente deve essere operabile in ogni contesto e con modalit\u00e0 costantemente eterodirette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 nel primo capitolo del libro, Biuso individua alcuni miti fondatori di questo decostruzionismo sanitario e sociale, come la dissonanza cognitiva, l\u2019oscurantismo antibiologico, l\u2019eliminazione delle differenze, l\u2019ipermoralismo d\u2019impronta religiosa, le cui trame e conseguenze nella realt\u00e0 collettiva sono poi discusse nei capitoli successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dissonanza cognitiva, ad esempio, \u00e8 la dimensione nella quale si coltiva la sempre pi\u00f9 diffusa insensibilit\u00e0 alla contraddizione, l\u2019impermeabilit\u00e0 al dubbio, e dunque il crollo di ogni attitudine alla comprensione coerente della realt\u00e0. Le sue manifestazioni sono le pi\u00f9 varie, dal \u00abdoppio ordine di accoglienza del mondo islamico in Europa e di lotta senza quartiere al patriarcato maschile\u00bb (p. 17), alla pacifica coesistenza tra la vittimizzazione di minoranze presunte depositarie di diritti speciali e la rimozione autoritaria dei diritti collettivi della comune umanit\u00e0, fino alla grottesca concomitanza tra, da una parte, le liturgie mediatiche di adorazione del feticcio dei \u201cdiritti umani\u201d (cap. 3), in cui si prevedono \u201ccommissioni contro l\u2019odio\u201d e conseguenze penali per la mera espressione di sentimenti naturali, comitati etici e agenzie per la protezione delle vittime, e, dall\u2019altra, le politiche di impoverimento e segregazione sociale attuate durante la vicenda Covid19, e, pi\u00f9 recentemente, le politiche ferocemente guerrafondaie dei governi occidentali sotto l\u2019ombrello NATO, con gli annessi esercizi di ferocia quotidiana a spese degli inermi e le azioni terroristiche contro i civili compiute alla luce del sole, laddove il vittimismo si palesa come grimaldello per accedere alla brutalit\u00e0 senza confini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su tali dissonanze si radica come una pianta infestante il fanatismo morale del nostro tempo, che si avvale, in particolare, dell\u2019umanitarismopoliticamente corretto come strumento di potere perfetto per dominare rendendo desiderabile la propria sottomissione, facendo sentire i dominati parte di un progetto collettivo volto al Bene universale. A questo importante aspetto, alle sue radici storiche, i suoi risvolti sociali, le sue premesse ed implicazioni filosofiche, sono dedicate pagine illuminanti nei capitoli centrali del libro. Vi si chiarisce ad esempio come il wokismo sia interpretabile come uno dei frutti ideologici pi\u00f9 perniciosi del liberismo e del capitalismo contemporanei. E che non a caso, dunque, si tratta di un fenomeno sorto nella loro patria, gli Stati Uniti d\u2019America, quale esito di volgarizzazioni decostruzioniste di correnti filosofiche del Novecento europeo: \u00abl\u2019origine teoretica del wokismo pu\u00f2 essere individuata nel postmoderno, esattamente in una sua particolare interpretazione per la quale il fatto che ogni forma del sapere sia anche un\u2019espressione di potere conduce all\u2019irrazionale conseguenza che vada demolito ogni edificio di conoscenza, vada negata ogni neutralit\u00e0\/oggettivit\u00e0 e il moralismo debba sostituire ogni altra forma di atteggiamento verso il mondo\u00bb (p. 35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano antropologico, il wokismo attecchisce su un terreno gi\u00e0 impoverito dalla cosiddetta cultura di massa e dall\u2019esperienza tecnologicamente assistita da protesi cibernetiche, un terreno caratterizzato, tra le altre cose, dalla perdita della percezione continua del tempo a favore di un eterno presente scandito da un\u2019alternanza caotica di stimolo\/reazione ed obl\u00eco, dalla negazione della corporeit\u00e0 e della sensualit\u00e0 a favore di un piacere-scarica indifferenziato, dall\u2019eliminazione della ricerca di riferimenti reali di fronte agli accadimenti, dall\u2019eutanasia della memoria e dal culto del nuovo. Un presente che dunque scorre al fondo degli accadimenti opaco e silenzioso, sistematicamente mediato da una infodemia moralistica all\u2019insegna di valori tanto arbitrari quanto indiscutibilmente \u201cbenefici\u201d. Una dimensione totalitaria che richiama da vicino\u00a0<em>Il mondo nuovo<\/em>\u00a0di Aldous Huxley, diffusamente e fertilmente rievocato da Biuso in questo libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora, il dare per scontata l\u2019inesistenza di valori obiettivi e di forme naturali essenziali \u2013 cos\u00ec donna e uomo diventano concetti astratti, mere sensazioni soggettive, qualcosa di mutevole e riconfigurabile, senza relazione con la realt\u00e0 dei corpi \u2013 \u00a0e pi\u00f9 in generale il primato del moralismo e del velleitarismo teorico sulle strutture del reale, induce una profonda crisi della razionalit\u00e0, e dunque della consapevolezza della dimensione relazionale della natura umana. L\u2019attacco al \u03bb\u03cc\u03b3\u03bf\u03c2, al parlare\/pensare libero e funzionale, attraverso l\u2019imposizione di caratteri alfabetici impronunciabili (asterischi e\u00a0<em>schwa<\/em>) e l\u2019autocensura lessicale sempre pi\u00f9 spinta, preparano una condizione nella quale per non offendere nessuno sarebbe necessario tacitare ogni espressione verbale e, dunque, smettere di pensare. La perdita della dimensione del tempo storico induce l\u2019azzeramento della stessa intuizione che ci possa essere qualcosa da sottoporre a giudizio in termini razionali. E cos\u00ec la ragione diviene obsoleta, il pensiero diviene mero calcolo delle conseguenze e il mondo in comune diviene mero mezzo per la risoluzione di dissidi interiori e appagamenti psicologici privati, nella ricerca spasmodica dei possibili modi in cui ci si pu\u00f2 percepire come vittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per altro, operare chirurgicamente sul linguaggio immaginando di mutare la realt\u00e0 \u00e8 un\u2019operazione assimilabile al pensiero magico, operazione che gi\u00e0 esibisce i suoi effetti in numerosi contesti collettivi, come la salute pubblica, la scuola, con le sue \u201ccarriere alias\u201d, le gare sportive, la guerra. Oggi nei campus americani, dove lo sport \u00e8 spesso pi\u00f9 importante dello studio, accade sempre pi\u00f9 spesso che uomini, semplicemente dichiarandosi \u201cdonne\u201d, gareggino con loro e vincano premi che altrimenti ben difficilmente otterrebbero. E ci\u00f2 non \u00e8 molto lontano dalle narrazioni sulla guerra in Ucraina, che oltre al ruolo di aperte menzogne per legittimare una guerra per procura della NATO contro la Federazione Russa, rivelano aspetti apotropaici, come se parlando di vittoria la si potesse realmente attualizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questo terreno si consuma la dissoluzione della politica, della ricerca della verit\u00e0 e della stessa razionalit\u00e0 scientifica a favore di un\u2019ingiunzione moralizzante con caratteristiche marcatamente irrazionali, che si incardina e si compenetra con l\u2019ingiunzione tecnica e le tendenze transumanistiche implementate dalla cosiddetta intelligenza artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 cos\u00ec che \u00able post-verit\u00e0 (o pi\u00f9 semplicemente le bugie) del potere politico e mediatico contemporaneo si inscrivono dentro l\u2019ampia palude del politicamente corretto e della\u00a0<em>cancel culture<\/em>, la cui radice \u00e8 l\u2019odio per le differenze, il bisogno di una ortodossia morale ed esistenziale di fronte alla quale la stratificazione della storia, la pluralit\u00e0 dei linguaggi, la bellezza dell\u2019arte e del pensiero devono essere annichilite in nome del Bene supremo dell\u2019uniformit\u00e0\u00bb (pp. 55-56).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo di Biuso \u00e8 un libro necessario per orientarsi nella situazione di barbarica decadenza in cui viviamo, e lo \u00e8 anche per la sua capacit\u00e0, assai rara nel quadro degli attuali tentativi di ridefinizione degli strumenti concettuali per la critica del presente, di realizzare generosamente l\u2019auspicio del suo stesso autore: scrivere un testo che sia non soltanto una critica al wokismo dilagante, ma un pi\u00f9 generale \u00abtentativo di ragionare sulla difficolt\u00e0 o persino sulla impossibilit\u00e0 di buona parte della cultura dominante di pensare il mondo\u00bb (p. 9). In tale ampia prospettiva il libro di Biuso dedica ricche ed ispirate disamine a questioni fondamentali come la dissoluzione della scuola e dell\u2019universit\u00e0, e l\u2019oscurantismo antibiologico della cosiddetta\u00a0<em>gender theory<\/em>, in capitoli che meriterebbero ciascuno una recensione a parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione generale del politicamente corretto e della\u00a0<em>cancel culture<\/em>, lungi dall\u2019essere presentata come una curiosit\u00e0 sociologica, diviene in queste pagine parte integrante di un processo storico secolare, i cui esiti si palesano nell\u2019affermarsi di una situazione che pu\u00f2 essere adeguatamente definita solo con ossimori quali \u201cdemocrazia totalitaria\u201d o \u201cdittatura liberale\u201d, e le cui radici Biuso individua nell\u2019assimilazione da parte della modernit\u00e0 liberale del progetto politico giacobino e del pensiero politico e pedagogico di Jean-Jacques Rousseau. Secondo tale pensiero, per altro privo di qualunque base storica ed antropologica, \u00a0l\u2019umano, con le sue bassezze e i suoi istinti aggressivi, \u00e8 una conseguenza di norme e regole, modificate le quali attraverso un\u2019opportuna educazione si potr\u00e0 cambiare quanto ordinariamente accettato come dato naturale della specie, facendo emergere finalmente la sua primigenia innocenza e bont\u00e0. Quest\u2019idea informa di s\u00e9 l\u2019intero processo \u2013 post-illuminista, liberista, relativista, individualista, progressista \u2013 che ha sistematicamente operato per la demolizione di ogni distinzione essenziale, ogni principio ordinatore, ogni tradizione, ogni costume, per poi incarnarsi nell\u2019ideologia e nella pedagogia comportamentista, con \u00abla riduzione degli umani a macchine smontabili e rimontabili a piacere, dei quali si pu\u00f2 fare tutto ci\u00f2 che si vuole anche in ambito sessuale e biologico, se vengono adeguatamente educati e adeguatamente tecnicizzati\u00bb (pp. 126-127).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E il ruolo di educatore, storicamente assegnato alla figura dell\u2019esperto, viene oggi assunto in misura crescente dagli algoritmi di una ragione artificiale con funzioni eminentemente selettive: come in una biblioteca digitalizzata vengono automaticamente selezionati i libri che non contengono \u201c<em>bias<\/em>\u00a0storico-culturali\u201d \u2013 realizzando cos\u00ec un\u00a0 rogo dei libri sotto mentite spoglie \u2013 cos\u00ec l\u2019intera societ\u00e0 umana, intrinsecamente affetta da \u201cimperfezioni\u201d di ogni tipo \u2013 credenze, opinioni, legami affettivi, azioni inaspettate, ecc. \u2013 pu\u00f2 essere emendata e gestita attraverso una riprogrammazione algoritmica complessiva dei comportamenti, degli accessi, delle relazioni, che interviene in profondit\u00e0 come strumento di manipolazione e distruzione\/ricostruzione dell\u2019umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dinnanzi a tutto questo ci troviamo in uno stato di ipnosi collettiva, in cui\u00a0anche molte persone che si credono emancipate dai catechismi del potere agiscono in realt\u00e0 onorando\u00a0servilmente\u00a0una nuova fede, negativa e paradossale, che non serve a determinare chi siano i \u201cbuoni\u201d ma \u00e8 pienamente sufficiente ad individuare e colpire i \u201ccattivi\u201d, discriminando i presunti discriminatori, i critici e i \u201cretrogradi\u201d, con modalit\u00e0 censorie spesso analoghe a quelle con cui la ragione artificiale opera nella selezione di correlazioni statistiche sui\u00a0<em>big data<\/em>.\u00a0Di fronte ad una realt\u00e0 che, comunque la si voglia guardare, sta procedendo in senso brutalmente distruttivo, smentendo ogni possibile fantasia progressiva, anche molti presunti intellettuali, invece di riconfigurare pazientemente le proprie categorie interpretative, preferiscono prendersela, con toni moralisticamente aggressivi, con chi esprime giudizi critici coerenti, come se la realt\u00e0 non contasse pi\u00f9 nulla, e restasse solo il desiderio come criterio. L\u2019ambiente indispensabile per tale esternazione \u00e8 oggi, in modo pressocch\u00e9 esclusivo, la struttura liquida e bidimensionale del web, in cui tutto pu\u00f2 continuamente essere gettato in faccia all\u2019altro, in un\u2019intemperanza comunicativa che riflette e al tempo stesso conferma la dinamica della societ\u00e0 della trasparenza e della sorveglianza tecnologica, dove il segreto, la memoria, l\u2019elaborazione personale, sono gi\u00e0 di per se stessi indizi di colpevolezza. La conseguente profonda crisi di ogni istanza realmente democratica ha tra le sue cifre pi\u00f9 significative appunto \u00abil tramonto della figura dell\u2019intellettuale inteso come soggetto collettivo che sintetizza quanto si muove nel corpo sociale e a questo scopo lo restituisce, dopo averlo filtrato con gli strumenti del proprio sapere\u00bb (p. 20). E cos\u00ec, ci ricorda Biuso, per comprendere non solo la catastrofe ma anche le potenzialit\u00e0 del presente, ridando respiro alla nostra storia culturale, \u00ab\u00e8 opportuno tornare alle origini della figura dell\u2019intellettuale nel mondo europeo, vale a dire ai filosofi greci, e assumere un impegno diverso da un\u00a0<em>engagement<\/em>\u00a0che non ha pi\u00f9 spazio fecondo di critica. Tornare quindi a una\u00a0<em>teoria<\/em>, che \u00e8, letteralmente, capacit\u00e0 di vedere ci\u00f2 che accade al di l\u00e0 degli schermi della societ\u00e0 dello spettacolo e dei social network. E dunque essere, in questo modo, figure della conoscenza e non del potere\u00bb (p. 23). In questa prospettiva, ci ricorda ancora Biuso, nel mettere a nudo l\u2019attuale dramma dell\u2019Europa \u00absono pi\u00f9 necessarie e preziose che mai le filosofie incivili, antiumanistiche e barbariche, come quella di Schopenhauer, di Spinoza, di Heidegger, di Nietzsche, il quale raccomandava di guardarsi dai\u00a0<em>Gutm\u00fcthigen Mitleidigen<\/em>, dai buoni e compassionevoli, come da persone pericolose\u00bb (p. 57). I buoni e compassionevoli sono infatti da sempre le figure del colonialismo, \u00abdai missionari con la buona novella agli scienziati e ingegneri con le trivelle, dal nazionalismo terzomondista agli aiuti finanziari\u00bb. E oggi le dinamiche colonialiste che hanno caratterizzato le precedenti fasi storiche del dominio del capitale occidentale sul mondo, non potendo pi\u00f9 esercitarsi sull\u2019esterno, si rivolgono al suo interno, primariamente con le modalit\u00e0 omologatrici, moralistiche e totalitarie descritte da Biuso. Ritrovare nell\u2019Europa la nostra radice, la nostra casa, la libert\u00e0 e la bellezza dell\u2019abitarvi, significa dunque rinnovare l\u2019invito ad una \u201cascesi barbarica\u201d, come quella auspicata da Adorno negli anni \u201940 del secolo scorso, quando nei suoi\u00a0<em>Minima moralia<\/em>\u00a0scriveva: \u00aboggi, nella cultura di massa, progresso e barbarie sono cos\u00ec strettamente intrecciati, che solo un\u2019ascesi barbarica contro quella e contro il progresso dei mezzi sarebbe in grado di ristabilire il non-barbarico. [\u2026] I mezzi pi\u00f9 antichi, non rivolti alla produzione di massa, acquistano nuova attualit\u00e0: l\u2019attualit\u00e0 di ci\u00f2 che non \u00e8 incorporato, dell\u2019improvvisazione\u00bb.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\" style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/09\/06\/per-unascesi-barbarica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/09\/06\/per-unascesi-barbarica\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Stefano Isola) Recensione a\u00a0\u017ddanov. Sul politicamente corretto\u00a0di Alberto Giovanni Biuso Un nuovo e insidioso fanatismo morale pervade l\u2019Occidente. 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