{"id":87008,"date":"2024-09-13T08:58:12","date_gmt":"2024-09-13T06:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87008"},"modified":"2024-09-13T08:58:12","modified_gmt":"2024-09-13T06:58:12","slug":"aria-fritta-a-lungo-raggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87008","title":{"rendered":"Aria fritta a lungo raggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/175e446c99fd3424a635d7f138710062_1725615465_extra_large-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1042\" height=\"695\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di fornire all\u2019Ucraina il via libera all\u2019impiego contro obiettivi sul territorio russo delle armi a maggior raggio d\u2019azione consegnate alle forze armate di Kiev da alcuni partner UE e NATO si \u00e8 risolto in un nulla di fatto.<\/p>\n<p>Tanto rumore per nulla potremmo dire, anche se la questione va affrontata separando gli aspetti militari da quelli politici, con questi ultimi che hanno avuto decisamente un maggior peso e una pi\u00f9 ampia eco mediatica. Come Analisi Difesa ha pi\u00f9 volte ricordato, anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/congedate-il-soldato-borrell\/?swcfpc=1\">in un recentemente editoriale<\/a>, le armi di fornitura occidentale che gli ucraini potrebbero utilizzare per colpire obiettivi in profondit\u00e0 sul suolo russo sono solo due:<\/p>\n<ul>\n<li>i missili da crociera Storm Shadow\/SCALP EG he hanno un raggio d\u2019azione limitato a 250 chilometri nelle armi fornite agli ucraini e integrate sui velivoli ucraini Sukhoi Su-24M<\/li>\n<li>i missili balistici tattici statunitensi ATACMS con raggio d\u2019azione fino a 300 chilometri.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178523 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/atacms_facebook_com_inukraineofficial_1_1300x820_1_1200x675.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>Non vi sono per ora altri sistemi d\u2019arma forniti a Kiev con capacit\u00e0 di colpire in profondit\u00e0 le retrovie russe. Entrambe queste armi sono infatti state impiegate sui territori ucraini controllati dai russi inclusa la Crimea.<\/p>\n<p>Se USA, Gran Bretagna e Francia avessero dato il via libera al loro utilizzo contro obiettivi in Russia (<strong>cosa che a oggi non hanno fatto<\/strong>) questi missili non potrebbero essere risolutivi sia perch\u00e9 il loro numero e la loro gittata sono limitati sia perch\u00e9 la difesa aerea russa ne ha gi\u00e0 abbattuti un buon numero nei cieli ucraini, sia perch\u00e9 gli obiettivi strategici russi che Kiev vorrebbe colpire si trovano oltre il raggio d\u2019azione di queste armi.<\/p>\n<p>Inoltre avevamo ricordato che fonti militari statunitensi avevano gi\u00e0 fatto sapere alla CNN che Kiev non dovrebbe attendersi nuove massicce forniture di ATACMS poich\u00e9 il loro numero negli arsenali americani \u00e8 limitato, Al tempo stesso anche i missili da crociera cedibili da Parigi e Londra non sembrano essere molti cos\u00ec come pochissimi sembrano essere rimasti i Su-24M ucraini su cui sono stati integrati gli Storm Shadow.<\/p>\n<p>In futuro gli Stati Uniti potrebbero fornire i missili da crociera Joint Air-to-Surface Standoff Missiles (JASSM), accreditati di circa 950 chilometri di raggio d\u2019azione da integrare sugli aerei da combattimento F-16, per ora disponibili solo in pochissimi esemplari in Ucraina. In ogni caso occorreranno diversi mesi prima che tali armi diventino operative.<\/p>\n<p><strong>Tali considerazioni, tecniche ma sostanziali, rafforzano l\u2019ipotesi che le reiterate pressioni ucraine per impiegare tali armi contro la Russia non mirino a soddisfare requisiti operativi ma perseguano invece l\u2019obiettivo politico-strategico di coinvolgere ulteriormente gli alleati nella guerra, forse l\u2019unica svolta che potrebbe scongiurare la sconfitta dell\u2019Ucraina.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Polemiche strumentali<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Che dire quindi delle continue pressioni dell\u2019Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, che per giorni ha accusato l\u2019Italia di non voler autorizzare l\u2019impiego dei propri armamenti sul suolo russo?<\/p>\n<p>O delle ironie dello stesso Borrell (nella foto sotto) nei confronti delle dichiarazioni del ministro degli Esteri italiani, Antonio Tajani, che ha ribadito i rischi che l\u2019uso delle nostre armi sulla Russia possa determinare un\u2019escalation bellica?<\/p>\n<p>Il fatto che tali pressioni siano coincise con critiche rivolte in tal senso al governo Meloni da alcuni esponenti dell\u2019opposizione, lasciano il dubbio che le ragioni fossero legate non tanto al peso che le armi italiane potrebbero avere nel rovesciare le sorti del conflitto in Ucraina, ma piuttosto alle diatribe politiche sviluppatesi a Roma come a Bruxelles dopo che due delle tre componenti della maggioranza di governo (Fratelli d\u2019Italia e Lega) non hanno votato la fiducia al Parlamento Europeo al bis della Commissione von der Leyen.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178379 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/c9b9420a-1d6f-48b2-9704-9eaf4d58b5d3.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p>Interpretazione forse maliziosa ma che appare suffragata anche dal fatto che Borrell \u00e8 tornato alla carica contro il governo italiano al forum di Cernobbio: \u201cP<em>erch\u00e9 non permette all\u2019Ucraina di usare le armi che le fornisce per colpire le basi russe in territorio russo?\u201d.<\/em>\u00a0Dichiarazioni a cui la Lega ha replicato parlando di \u201cingerenze illegittime e inaccettabili negli affari di un Paese sovrano\u201d.<\/p>\n<p>Certo diverse nazioni baltiche e del Nord Europa (ieri anche il Canada) hanno autorizzato Kiev a usare le armi da loro fornite sul suolo russo\u00a0<strong>ma nessuna di queste ha fornito missili balistici o da crociera, cio\u00e8 armi a raggio esteso.<\/strong><\/p>\n<p>Infatti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha precisato il 4 settembre di aver chiesto il permesso di utilizzare armi a lungo raggio contro le strutture militari sul territorio russo solo a Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.<\/p>\n<p><em>\u201cCon tutto il rispetto per ciascun Paese abbiamo bisogno del permesso di utilizzare armi a lungo raggio da parte di quei Paesi che ce le forniscono. Dipende da loro, non dalla coalizione di tutti i paesi amici del mondo. Dipende da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania\u201d,<\/em>\u00a0che forniscono o sono in grado di fornire armi a lungo raggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Raggio d\u2019azione insufficiente<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019Italia non facesse parte della lista ha lasciato spazio all\u2019ipotesi che Roma fosse stata emarginata a causa della decisione del governo di non autorizzare l\u2019impiego di armi italiane sul suolo russo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le informazioni che emergono da questo contesto sono diverse. Le forniture militari italiane a Kiev restano coperte ufficialmente dal segreto ma nei mesi scorsi l\u2019ex ministro della Difesa britannico Grant Shapps, mostrando scarso rispetto per l\u2019alleato italiano,<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/04\/shapps-anche-litalia-ha-fornito-missili-storm-shadow-allucraina\/?swcfpc=1\">\u00a0afferm\u00f2 che anche Roma forniva all\u2019Ucraina missili Storm Shadow,<\/a>\u00a0peraltro in dotazione alla mostra Aeronautica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178384\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/4988095479531286029_120-002.jpg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"483\" \/><\/p>\n<p>Anche le pressioni di Borrell sembrerebbero indicare che Roma abbia fornito a Kiev i missili da crociera anche se la notizia non \u00e8 mai stata n\u00e9 smentita n\u00e9 confermata dal nostro governo che per\u00f2 ha sempre fatto presente di non consentire l\u2019impiego di nessuna arma donata a Kiev sul suolo russo. Comprensibile quindi che Zelensky non abbia coinvolto l\u2019Italia nelle consultazioni perch\u00e9 gi\u00e0 ben conosceva la risposta di Roma.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ipotizzare forse che l\u2019Italia abbia fornito in passato un piccolo numero di Storm Shadow senza poi reiterare le consegne di tali armi? Appare invece chiaro cosa Zelensky abbia chiesto ai quattro alleati: a britannici e francesi di autorizzare l\u2019impiego contro la Russia degli Storm Shadow\/SCALP EG, agli USA di dare il via libera all\u2019impiego degli ATACMS e alla Germania di consegnare senza indugio e limiti d\u2019impiego i missili da crociera Taurus (\u201ccugini\u201d degli Storm Shadow) che finora Berlino ha negato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il flop di Zelensky<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aspetto che trasforma l\u2019intero dibattito sulle armi a raggio pi\u00f9 esteso contro la Russia da potenzialmente risolutivo per l\u2019esito del conflitto in \u201caria fritta\u201d \u00e8 per\u00f2\u00a0<strong>che neppure le maggiori potenze occidentali hanno dato il via libera a Kiev per colpire la Russia.<\/strong><\/p>\n<p>In attesa che qualcuno informi di questo Borrell, registriamo che\u00a0ATACMS e Storm Shadow in mano agli ucraini (e ai consiglieri militari occidentali che li assistono) restano autorizzati a colpire solo la Crimea e i territori ucraini occupati, a conferma\u00a0<strong>che la posizione dell\u2019Italia non \u00e8 poi cos\u00ec isolata come qualcuno vorrebbe far credere.<\/strong><\/p>\n<p>Di fatto Zelensky non \u00e8 riuscito a convincere gli alleati a revocare le restrizioni e del resto alcune valutazioni espresse da diversi leader ben motivano tale decisione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178524 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/55555.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>La revoca delle restrizioni sulle armi fornite all\u2019Ucraina \u201c<em>non cambierebbe<\/em>\u201d le sorti della guerra ha affermato il 6 settembre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, respingendo la richiesta di Kiev di consentire l\u2019utilizzo delle armi americane sul territorio russo.<\/p>\n<p>Parlando con i giornalisti dopo un incontro alla base aerea di Ramstein, in Germania, al meeting del Gruppo di contatto che sostiene Kiev, Austin ha sottolineato che nessuna arma specifica sarebbe un\u00a0<em>\u201cgame-changer\u201d<\/em>. Ha quindi osservato che la Russia ha spostato le sue bombe plananti oltre la gittata dei missili ATACMS mentre l\u2019Ucraina stessa ha capacit\u00e0 di attaccare obiettivi a lunga distanza, riferendosi ai nuovi droni prodotti da Kiev.<\/p>\n<p><strong>Sembra quindi che per il Pentagono l\u2019eventuale abolizione delle restrizioni avrebbe costituito un rischio di escalation nel confronto con la Russia non giustificato da alcun vantaggio militare per gli ucraini.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Concetto che era gi\u00e0 emerso il 4 settembre dalle dichiarazioni del portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, che aveva detto che\u00a0<em>\u201cad oggi non c\u2019\u00e8 alcun cambiamento della nostra posizione sull\u2019uso delle capacit\u00e0 a lungo raggio che forniamo a Kiev\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Rispondendo ai giornalisti, Kirby (nella foto sopra) ha precisato che la Russia ha spostato il 90% dei suoi aerei utilizzati per attaccare l\u2019Ucraina fuori dal raggio di 300 chilometri dal confine ucraino raggiungibile dai missili ATACMS.<\/p>\n<p><em>\u201cLa valutazione secondo cui basta dare agli ucraini gli ATACMS e dire loro che saranno in grado di colpire la maggior parte degli aerei e delle basi aeree russe che vengono utilizzate per colpirli non \u00e8 vera, \u00e8 un equivoco<\/em>\u201c, ha affermato Kirby.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-178460 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/zelenskyj-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1236\" height=\"695\" \/><\/p>\n<p>Gi\u00e0 il mese scorso,\u00a0<a href=\"https:\/\/kyivindependent.com\/white-house-confirms-russia-moved-90-of-warplanes-outside-of-atacms-reach\/\">come ricorda il Kiyv Post<\/a>, un articolo del Wall Street Journal, citando un anonimo funzionario statunitense, precisava che la Russia aveva trasferito il 90% dei suoi aerei militari in basi al di fuori della portata degli ATACMS.<\/p>\n<p>Il 6 settembre lo stesso Zelensky ha preso atto che\u00a0<em>\u201cle armi a lungo raggio che ci hanno fornito coprono 200-300 chilometri, quindi sono incapaci di raggiungere le distanze che vorremmo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Circa i rapporti con l\u2019Italia il presidente ucraino ha ringraziato per il supporto e i sistemi di difesa aerea forniti da Roma.\u00a0<em>\u201cL\u2019Ucraina non sta chiedendo niente di pi\u00f9 quello che il vostro Paese e altri stanno facendo\u201d<\/em>\u00a0ha dichiarato Zelensky nel suo intervento al Forum Ambrosetti a Cernobbio dove ha incontrato il premier Giorgia Meloni. \u201c<em>L\u2019Italia sta facendo di tutto per arrivare alla pace<\/em>\u201c.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/aria-fritta-a-lungo-raggio\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/09\/aria-fritta-a-lungo-raggio\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; Il dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di fornire all\u2019Ucraina il via libera all\u2019impiego contro obiettivi sul territorio russo delle armi a maggior raggio d\u2019azione consegnate alle forze armate di Kiev da alcuni partner UE e NATO si \u00e8 risolto in un nulla di fatto. 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