{"id":87010,"date":"2024-09-13T10:00:19","date_gmt":"2024-09-13T08:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87010"},"modified":"2024-09-13T09:14:46","modified_gmt":"2024-09-13T07:14:46","slug":"se-limpero-usa-in-ritirata-prova-a-colonizzare-di-nuovo-lamerica-latina-e-non-ci-riesce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87010","title":{"rendered":"Se l\u2019impero USA in ritirata prova a colonizzare di nuovo l\u2019America Latina (e non ci riesce)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qvOz-ncQKeE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>\u201cGli Stati Uniti possono anche aver annunciato la fine della\u00a0<em>Dottrina Monroe<\/em>\u201d ha affermato il portavoce del ministero degli esteri cinese\u00a0<strong>Lin Jian<\/strong>\u00a0\u201cma il fatto \u00e8 che, negli ultimi 200 e passa anni, la lotta per l\u2019egemonia e la politica di potenza, che sono intrinseci nella\u00a0<em>Dottrina<\/em>, sono ben lungi dall\u2019essere stati abbandonati\u201d: mentre l\u2019imperialismo USA continuava ad accumulare sconfitte e figurette su tutti i fronti della grande guerra contro l\u2019avanzata del nuovo ordine multipolare, lo\u00a0<em>Stato profondo<\/em>\u00a0\u2013 che fa la spola tra Washington e\u00a0<em>Wall Street<\/em>\u00a0\u2013 tornava a tessere le sue trame oscure per assicurarsi di nuovo il\u00a0<strong>dominio totale<\/strong>\u00a0perlomeno in quello che da sempre considerano il\u00a0<em>giardino di casa\u00a0<\/em>e il tutto, ovviamente, con la piena complicit\u00e0 delle oligarchie e delle borghesie\u00a0<em>compradore<\/em>\u00a0locali che, da sempre, preferiscono rinunciare all\u2019esercizio di una qualsiasi forma di sovranit\u00e0 nazionale pur di non doverla condividere con le classi popolari del continente. Il lavoro certosino degli apparati politici ed economici per rimettere le mani sul continente \u00e8 tornato a manifestarsi nell\u2019autunno del 2022 in Per\u00f9, dove un golpe bianco ha messo fine alla presidenza del sindacalista indigeno\u00a0<strong>Pedro Castillo<\/strong>; nel frattempo, un golpe giudiziario architettato in grande stile metteva all\u2019angolo il kirchnerismo e spalancava le porte della\u00a0<em>Casa Rosada<\/em>\u00a0ai deliri cripto-fascisti di\u00a0<strong>Javier Milei<\/strong>\u00a0e della sua motosega (che la prima cosa che ha tagliato \u00e8 l\u2019adesione dell\u2019Argentina ai\u00a0<em>BRICS<\/em>). Intanto in Colombia il primo presidente della storia a non essere emanazione diretta del neocolonialismo USA,\u00a0<strong>Gustavo Petro<\/strong>, si doveva confrontare con il ricatto di imponenti manifestazioni di piazza foraggiate dalle oligarchie svendi-patria locali, forti del sostegno di imponenti quinte colonne all\u2019interno delle istituzioni che sono, ovviamente, ancora strapiene di agenti dell\u2019impero; come, ad esempio, l\u2019ex ambasciatore colombiano negli USA\u00a0<strong>Luis Gilberto Murillo<\/strong>, che Petro alla fine dovr\u00e0 rassegnarsi a nominare ministro degli esteri portandosi direttamente in casa il nemico. Sempre grazie al lavoro certosino delle quinte colonne al servizio dell\u2019impero, intanto, anche i timidi tentativi di ritagliarsi alcuni spazi di sovranit\u00e0 da parte di\u00a0<strong>Lula<\/strong>\u00a0in Brasile cadranno sistematicamente nel vuoto: dopo il golpe giudiziario che, nel 2016, aveva messo fine al governo Roussef e aveva messo dietro le sbarre lo stesso Lula, il leader storico del partito dei lavoratori aveva ricevuto il semaforo verde per il ritorno al potere, ma solo a patto di accettare condizionamenti decisamente invasivi; come, ad esempio, la nomina al ministero degli esteri di\u00a0<strong>Mauro Vieira<\/strong>, anche lui ex ambasciatore a Washington.<br \/>\nMa a ben vedere, nonostante i numerosi innegabili successi, anche nel\u00a0<em>giardino di casa<\/em>\u00a0per l\u2019imperialismo americano non \u00e8 tutto rose e fiori: l\u2019ennesimo tentativo di golpe in Venezuela, sostenuto all\u2019unanimit\u00e0 da tutti gli alleati occidentali (comprese le frange pi\u00f9 imbarazzanti e sprovvedute della sinistra imperiale, come la militante\u00a0<em>no borders<\/em>\u00a0oggi europarlamentare\u00a0<strong>Carola Rackete<\/strong>), si \u00e8 schiantato contro il muro della resistenza bolivariana che continua a tenere botta nonostante l\u2019embargo illegale imposto dagli USA; in Honduras, il tentativo maldestro dell\u2019ambasciatrice statunitense\u00a0<strong>Laura Dogu<\/strong>\u00a0di provare a delegittimare il segretario alla difesa\u00a0<strong>Manuel Zelaya<\/strong>\u00a0dopo aver contribuito, gi\u00e0 oltre 15 anni, fa alla sua destituzione da presidente con un altro colpo di Stato, si \u00e8 scontrato con la\u00a0<em>cazzimma<\/em>\u00a0della Presidenta\u00a0<strong>Xiomara Castro<\/strong>, che ha annullato un trattato di estradizione con gli Stati Uniti vecchio di un secolo . Ma la partita pi\u00f9 delicata \u00e8 quella che gli USA si giocano in Messico: il Messico, infatti, riveste un ruolo strategico di primissimo piano per gli USA, soprattutto per quanto riguarda la necessit\u00e0 di Washington di perseguire il disaccoppiamento dalla potenza manifatturiera cinese; riportare in patria la produzione delocalizzata in Cina negli ultimi 40 anni, infatti, per gli USA \u00e8 una\u00a0<em>mission impossible<\/em>\u00a0perch\u00e9, con la poca manodopera qualificata che si ritrovano, significherebbe consegnare ai lavoratori un potere contrattuale gigantesco. Il grosso delle rilocalizzazioni necessarie per provare a dipendere meno dal nemico cinese e accorciare un po\u2019 le catene del valore, dovrebbe quindi necessariamente coinvolgere proprio il Messico, ma se anche il Messico comincia a comportarsi come un\u00a0<strong>vero Paese sovrano<\/strong>\u00a0e approfitta di queste condizioni per portare avanti i suoi interessi nazionali, invece che quelli delle oligarchie USA, siamo punto e a capo. Anzi, forse addirittura ancora pi\u00f9 indietro: per la prima volta gli USA si troverebbero proprio alle frontiere un Paese economicamente sviluppato e politicamente indipendente; per l\u2019imperialismo USA, che sopravvive solo grazie alla capacit\u00e0 di rapinare ricchezza prodotta altrove, sarebbe una\u00a0<strong>minaccia esistenziale<\/strong>\u00a0intollerabile, come d\u2019altronde \u00e8 intollerabile assistere al trionfo militare della Russia in Ucraina o al collasso per logoramento di Israele o alla resilienza economica e tecnologica della Cina, nonostante le sanzioni.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5000\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/LENIN_MORENO_SE_REUNE_CON_EL_LIDER_MEXICANO_LOPEZ_OBRADOR_36186836092_cropped.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"317\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Ecco: anche in Messico le cose non stanno andando molto meglio. La prima batosta \u00e8 arrivata con le elezioni: gli USA avevano provato in tutti i modi a ostacolare il trionfo del partito di\u00a0<strong>Manuel Lopez Obrador<\/strong>; nel bel mezzo della campagna elettorale, nell\u2019arco di poche ore, su tre importanti testate occidentali erano apparse tre inchieste che muovevano la stessa scioccante accusa. Nel 2006 Obrador si sarebbe fatto finanziare la campagna elettorale dal\u00a0<em>cartello di Sinaloa<\/em>\u00a0e, in cambio, la sua amministrazione \u201cavrebbe facilitato le loro operazioni criminali\u201d; a scriverlo erano stati tre fiori all\u2019occhiello dell\u2019informazione del mondo libero e democratico: la tedesca\u00a0<em>Deutsche Welle<\/em>, il portale statunitense\u00a0<em>Insight Crime<\/em>\u00a0e anche, sul sito di\u00a0<em>ProPublica<\/em>, il premio pulitzer\u00a0<strong>Tim Golden<\/strong>, tutti sapientemente pilotati da fonti della\u00a0<em>DEA<\/em>\u00a0(la famigerata\u00a0<em>Drugs Enforcement Agency<\/em>) tutte rigorosamente anonime. Purtroppo, per\u00f2, l\u2019operazione ha ottenuto scarsi risultati e, alla fine, il partito di<em>\u00a0AMLO<\/em>\u00a0ha ottenuto una vittoria schiacciante; ma riconquistare la presidenza in un paese dove l\u2019architettura istituzionale, nei decenni, \u00e8 stata interamente piegata alle esigenze di dominio neocoloniale del vicino statunitense, \u00e8 una cosa ben diversa dal conquistare il diritto a esercitare pienamente la sovranit\u00e0: ecco perch\u00e9, una volta ottenuto il pieno mandato dai cittadini messicani, la Presidenta\u00a0<strong>Sheinbaum<\/strong>\u00a0ha deciso di rilanciare una massiccia\u00a0<strong>opera riformatrice<\/strong>\u00a0in grado di minare il potere delle quinte colonne, a partire dalla magistratura, vero e proprio braccio armato delle oligarchie e degli affaristi al soldo di Washington. La riforma prevede che i giudici federali (compresi quelli della\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>) vengano eletti democraticamente; per gli obiettivi strategici USA \u00e8 peggio che assistere alla ritirata delle truppe ucraine da Bakhmut o da Pokrovsk, ma \u2013 purtroppo per loro \u2013 le armi a disposizione per reagire ormai sembrano completamente spuntate. L\u2019ambasciatore USA ha provato a interferire minacciando esplicitamente ripercussioni gravissime nel rapporto tra i due paesi; la risposta di\u00a0<em>AMLO<\/em>\u00a0\u00e8 stata nientepopodimeno che congelare i rapporti diplomatici: \u201cFinch\u00e9 sar\u00f2 qui\u201d ha dichiarato \u201cnon permetter\u00f2 alcuna violazione della nostra sovranit\u00e0\u201d. Ma prima di entrare nel dettaglio di questa ennesima battaglia che l\u2019imperialismo USA sembra destinato a perdere malamente, vi ricordo di mettere un like a questo video per aiutarci anche oggi a combattere la nostra piccola guerra quotidiana contro la dittatura degli algoritmi dell\u2019impero e, se ancora non lo avete fatto, anche di iscrivervi a tutti i nostri canali e di attivare tutte le notifiche: a voi vi costa meno tempo di quanto impieghi la\u00a0<em>DEA<\/em>\u00a0ad architettare un cambio di regime in America Latina, ma per noi fa davvero la differenza e ci permette di insinuare\u00a0<strong>a sempre pi\u00f9 persone<\/strong>\u00a0qualche dubbio sul fatto che c<em>hiunque non sia di gradimento alla Casa Bianca \u00e8 un pericoloso trafficante internazionale di cocaina<\/em>\u00a0probabilmente non \u00e8 una tesi proprio esattamente verosimile.<br \/>\nForte del mandato popolare conferitogli da un trionfo elettorale che nell\u2019Occidente collettivo non raggiungono nemmeno tutti i partiti mainstream messi assieme,\u00a0<em>MORENA<\/em>, il partito di Manuel Lopez Obrador, procede spedito nella sua lotta di liberazione nazionale contro le interferenze straniere e lo strapotere delle borghesie\u00a0<em>compradore\u00a0<\/em>e lo fa andando a toccare il nervo pi\u00f9 scoperto dell\u2019architettura istituzionale neocoloniale messicana: il\u00a0<strong>potere giudiziario<\/strong>. La riforma, in soldoni, prevede l\u2019elezione diretta dei giudici federali e \u201crappresenta un grave rischio per il funzionamento della democrazia\u201d, ha affermato l\u2019ambasciatore USA in Messico\u00a0<strong>Ken Salazar<\/strong>; da che pulpito! In 41 stati su 50 infatti, com\u2019\u00e8 noto, anche negli USA i giudici vengono eletti, e con molte meno garanzie di quelle previste dalla riforma messicana: a differenza che negli USA, infatti, in Messico sar\u00e0 fatto divieto totale di ricorrere a finanziamenti privati e ai candidati verr\u00e0 garantito spazio televisivo e radiofonico gratuito. Forse \u00e8 per questo che Salazar lo ha definito\u00a0<em>un rischio per la democrazia<\/em>: per un autentico patriota statunitense, qualsiasi cosa non possa essere comprata liberamente da chi \u00e8 pi\u00f9 ricco, lo \u00e8. La realt\u00e0, ovviamente, \u00e8 diametralmente opposta a quella descritta dall\u2019ambasciatore USA: l\u2019elezione diretta dei giudici, infatti, \u00e8 una misura necessaria per rompere la totale subordinazione del potere giudiziario agli interessi delle oligarchie locali in affari con Washington e<em>\u00a0Wall Street<\/em>; come\u00a0<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2024\/09\/sheinbaum-amlo-judicial-reform-us\">sottolinea<\/a>\u00a0<strong>Kurt Hackbarth<\/strong>\u00a0su\u00a0<em>Jacobin<\/em>\u00a0\u201cLa magistratura messicana ha la fama di essere una sorta di\u00a0<em>cocktail club<\/em>\u00a0caratterizzato da stipendi eccessivi, privilegi di ogni genere, e scandali etici al servizio dell\u2019oligarchia e di altri interessi sgradevoli\u201d. Un caso eclatante che ha a lungo occupato le cronache nazionali \u00e8 quello dello sconto ingiustificato da 32 milioni concesso a\u00a0<em>Totalplay<\/em>, la societ\u00e0 di telecomunicazioni della terza persona pi\u00f9 ricca del Messico, il famigerato evasore seriale\u00a0<strong>Ricardo Salinas Pliego<\/strong>. I casi di \u201ccarte false per consentire a ricchi sospettati di uscire dal carcere senza problemi\u201d non si contano: \u00e8 il caso, ad esempio, di\u00a0<strong>Emilio Lozoya<\/strong>, accusato di aver triangolato i fondi neri della brasiliana\u00a0<em>Odebrecht<\/em>\u00a0che, nel 2012, hanno garantito la vittoria di\u00a0<strong>Enrique Pena Nieto<\/strong>; oppure\u00a0<strong>Rosario Robles<\/strong>, accusato di aver distratto milioni di dollari destinati ai fondi per lo sviluppo sociale; oppure\u00a0<strong>Francisco Garcia Cabeza de Vaca<\/strong>, l\u2019ex governatore di Tamaulipas che si era visto togliere l\u2019immunit\u00e0 per costringerlo ad affrontare svariate accuse di riciclaggio e appartenenza alla criminalit\u00e0 organizzata, fino a quando non \u00e8 intervenuta la\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>\u00a0che ha sospeso la procedura permettendogli di fuggire in Texas; e, infine,\u00a0<strong>Mario Marin<\/strong>, ex governatore di Puebla, accusato di aver ordinato la tortura della giornalista\u00a0<strong>Lydia Cacho<\/strong>\u00a0per aver rivelato la storia della sua presunta partecipazione a un traffico e di pornografia infantile. E ormai \u201cin Messico un passatempo comune \u00e8 attendere di vedere quale nuovo individuo benestante verr\u00e0 scarcerato di sabato, quando c\u2019\u00e8 meno copertura mediatica e gli uffici governativi sono chiusi\u201d; ma questi casi di corruzione quotidiana ed endemica sono solo la punta dell\u2019iceberg.<br \/>\nIl problema vero \u00e8 che da quando, finalmente, \u00e8 salito al potere una presidente intenzionata a portare avanti una vera e propria lotta anti-coloniale, dall\u2019elargire favori a destra e manca ai rampolli delle oligarchie, la magistratura si \u00e8 trasformata in un vero e proprio\u00a0<strong>organo controrivoluzionario<\/strong>: durante i primi 5 anni di presidenza Obrador, la\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>\u00a0ha cancellato la bellezza di 74 leggi; il caso pi\u00f9 eclatante risale al gennaio scorso, quando ad essere presa di mira \u00e8 stata la riforma della legge sull\u2019industria elettrica, che ridimensionava lo strapotere delle multinazionali straniere, ma che secondo la\u00a0<em>Corte<\/em>\u00a0violava non solo \u201ci principi della libera concorrenza\u201d, ma addirittura anche quelli dello \u201csviluppo sostenibile\u201d. Morale della favola: nonostante fosse stata votata ad ampia maggioranza da tutto il parlamento, per bloccarla \u00e8 bastato il voto di 2 giudici su 11. Dopo la battaglia per bloccare la riforma del mercato energetico, le cose sono ulteriormente degenerate quando a maggio, in piena campagna elettorale, sono emerse le prove di un incontro segreto tra il giudice capo della\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>\u00a0<strong>Norma Pina<\/strong>, alcuni magistrati del\u00a0<em>Tribunale Elettorale federale<\/em>\u00a0e\u00a0<strong>Alejandro Moreno<\/strong>, il presidente del principale partito di opposizione: nelle settimane successive sono state rese pubbliche le conversazioni\u00a0<em>WhatsApp<\/em>\u00a0che erano avvenute tra i vari partecipanti nei giorni precedenti l\u2019incontro e nelle quali Pina definiva esplicitamente Moreno un\u00a0<em>alleato<\/em>\u00a0e un\u00a0<em>amico<\/em>; con la riforma della giustizia,\u00a0<em>AMLO<\/em>, molto semplicemente, \u00e8 determinato a fare in modo che una roba del genere non possa accadere mai pi\u00f9.<br \/>\nSoprattutto adesso che la battaglia anti-coloniale dentro al cuore delle istituzioni si appresta ad entrare nella sua fase pi\u00f9 calda, con una serie infinita di emendamenti costituzionali che dovranno essere votati dal parlamento nei prossimi mesi: dal rafforzamento dell\u2019autonomia per i popoli indigeni e afro-messicani, a un regime che prevede maggiori tutele salariali, al divieto del\u00a0<em>fracking<\/em>\u00a0e dell\u2019estrazione mineraria a cielo aperto, passando per il divieto del mais\u00a0<em>OGM<\/em>\u00a0per consumo umano; ecco perch\u00e9 l\u2019ambasciatore USA ha messo da parte l\u2019etichetta e ha ribaltato completamente quello che era stato il suo approccio fino ad oggi. Salazar, infatti, in passato \u00e8 stato addirittura accusato di essere eccessivamente tenero e dialogante con Obrador: \u201cIl miglior diplomatico di Biden in Messico \u00e8 andato troppo oltre?\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/07\/05\/world\/americas\/united-states-mexico-diplomacy.html\">si chiedeva<\/a>\u00a0due anni fa il\u00a0<em>New York Times<\/em>; \u201cI funzionari dell\u2019amministrazione\u201d proseguiva l\u2019articolo \u201ctemono che il rapporto intimo dell\u2019ambasciatore americano con il presidente messicano si sia ritorto contro e possa ostacolare gli interessi americani nella regione\u201d tant\u2019\u00e8 che, ancora il 24 luglio scorso, Salazar affermava che \u201ccome impostare la riforma sar\u00e0 una decisione del governo messicano e del legislatore messicano. Non mi far\u00f2 coinvolgere in ci\u00f2 che dovrebbe essere fatto\u201d. Il mese precedente aveva dichiarato che \u201cNon \u00e8 una nostra decisione. Noi, gli Stati Uniti, non possiamo imporre le nostre opinioni su tali questioni\u201d; poi, senza preavviso, la svolta: \u201cPenso che il dibattito minaccer\u00e0 lo storico rapporto commerciale che abbiamo costruito, che si basa sulla fiducia degli investitori nel quadro giuridico del Messico\u201d ha affermato lo scorso 22 agosto. \u201cUn voltafaccia cos\u00ec improvviso\u201d ha commentato sempre Hackbarth \u201cchiaramente non \u00e8 stato ordito a Citt\u00e0 del Messico, ma a Washington. La domanda, ovviamente, \u00e8 da chi. In assenza del potere proveniente dalla\u00a0<em>Casa Bianca<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Joe Biden<\/strong>, altri centri di potere all\u2019interno del governo federale si sono affrettati a riempire il vuoto, scavalcandosi a vicenda nel processo\u201d: \u201cUn candidato ovvio\u201d continua Hackbarth \u201c\u00e8 la\u00a0<em>Drug Enforcement Administration<\/em>, che ha condotto un\u2019operazione per diffamare\u00a0<em>AMLO<\/em>\u00a0attraverso voci arrendevoli dei media in risposta alla limitazione dei suoi poteri sul suolo messicano. Un altro sono i falchi del\u00a0<em>Dipartimento di Stato<\/em>\u00a0o di una delle altre agenzie di intelligence. Ma la fonte pi\u00f9 ovvia probabilmente di tutte, in realt\u00e0, \u00e8 proprio la comunit\u00e0 imprenditoriale, che da tempo si avvale di giudici amici e abusa di procedimenti legali di vario genere per promuovere i suoi interessi in settori strategici come quello bancario, quello minerario, quello energetico e quello idrico, bloccando tutte le legislazioni che mirerebbero a regolamentarli. Nonostante tutti gli spaventosi avvertimenti su come un sistema giudiziario democraticamente eletto aprirebbe la porta a una maggiore influenza dei cartelli, la vera preoccupazione delle multinazionali \u00e8 piuttosto che chiuderebbe la porta alle loro tangenti e alla\u00a0<strong>calda accoglienza<\/strong>\u00a0di cui hanno goduto storicamente presso i giudici che hanno sempre garantito decisioni a loro favore\u201d. E, ovviamente, anche i media delle oligarchie hanno fatto la loro parte: poche settimane fa sono emerse le prove che\u00a0<strong>Lourdes Mendoza<\/strong>, la pimpante e celeberrima editorialista della testata economica\u00a0<em>El Financiero\u00a0<\/em>(il partner messicano di<em>\u00a0Bloomberg<\/em>), prima di pubblicare il suo commento sulla riforma della giustizia l\u2019ha inviato a un giudice della\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>\u00a0per avere la sua approvazione.<br \/>\nCome sempre accade in un Paese che ancora deve emanciparsi davvero dal dominio coloniale, i vari poteri deviati dello Stato e la propaganda al soldo delle oligarchie internazionali lavorano a braccetto; per questo, dal Messico all\u2019Italia, per portare avanti la nostra battaglia contro il dominio dell\u2019impero prima di tutto abbiamo bisogno di un vero e proprio media che, invece che agli interessi parassitari delle oligarchie svendi-patria, dia voce a quelli del 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p>E chi non aderisce \u00e8\u00a0<strong>E<\/strong><strong>nrico<\/strong><strong>\u00a0M<\/strong><strong>entana<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/12\/se-limpero-usa-in-ritirata-prova-a-colonizzare-di-nuovo-lamerica-latina-e-non-ci-riesce\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/12\/se-limpero-usa-in-ritirata-prova-a-colonizzare-di-nuovo-lamerica-latina-e-non-ci-riesce\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci) \u201cGli Stati Uniti possono anche aver annunciato la fine della\u00a0Dottrina Monroe\u201d ha affermato il portavoce del ministero degli esteri cinese\u00a0Lin Jian\u00a0\u201cma il fatto \u00e8 che, negli ultimi 200 e passa anni, la lotta per l\u2019egemonia e la politica di potenza, che sono intrinseci nella\u00a0Dottrina, sono ben lungi dall\u2019essere stati abbandonati\u201d: mentre l\u2019imperialismo USA continuava ad accumulare sconfitte e figurette su tutti i fronti della grande guerra contro l\u2019avanzata del nuovo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":86840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/ottolina-tv-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mDo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87011,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87010\/revisions\/87011"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}