{"id":87048,"date":"2024-09-17T12:37:50","date_gmt":"2024-09-17T10:37:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87048"},"modified":"2024-09-17T12:36:37","modified_gmt":"2024-09-17T10:36:37","slug":"italia-sotto-shock-il-paese-rientra-a-scuola-ma-invece-dei-prof-ci-trova-flavio-briatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87048","title":{"rendered":"Italia sotto shock: il paese rientra a scuola, ma invece dei prof ci trova Flavio Briatore"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OTTOLINA TV (Letizia Lindi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cNqay4gKgDY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Oltre 7 milioni di studenti e poco meno di 700 mila insegnanti (oltre i quasi 200 mila tra personale amministrativo, tecnico e ausiliario); da stamattina si rimette completamente in moto quella che potremmo definire, in assoluto,\u00a0<em>la pi\u00f9 grande industria del paese<\/em>\u00a0ed anche quella che -probabilmente pi\u00f9 di ogni altra \u2013 \u00e8 indicativa del nostro stato di salute e del nostro grado di civilt\u00e0:\u00a0<strong>l\u2019industria della conoscenza\u00a0<\/strong>o, come la definisce il nostro\u00a0<strong>Federico Greco<\/strong>, l\u2019industria della\u00a0<em>d\u2019istruzione pubblica (<\/em>con la\u00a0<em>d<\/em>\u00a0davanti). La scuola che infatti finiamo di ripopolare con oggi \u00e8 una scuola che, in ossequio ai dettami del neoliberismo pi\u00f9 fondamentalista, \u00e8 stata e sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 spogliata del suo ruolo fondamentale: la formazione di una cittadinanza consapevole che abbia tutti gli strumenti per partecipare attivamente e consapevolmente alla vita pubblica; un progetto di lunga durata, coltivato meticolosamente nel tempo, che rappresenta uno dei pilastri fondamentali di quella che noi definiamo, appunto, la\u00a0<em>Controrivoluzione Neoliberista \u2013\u00a0<\/em>che, in soldoni, significa la guerra delle classi dominanti contro la democrazia. Io sono\u00a0<strong>Letizia Lindi<\/strong>, di mestiere insegno storia e filosofia nelle scuole superiori e, con questo video,\u00a0<em>Ottolina Tv<\/em>\u00a0oggi ha deciso di salutare il ritorno sui banchi di scuola dei nostri ragazzi e dei miei colleghi ricostruendo, passo dopo passo, gli snodi fondamentali di questo crimine contro il popolo italiano che \u00e8 stata la devastazione della scuola pubblica e cercando di fare una proposta concreta per riprendercela.<br \/>\nIl termine\u00a0<em>scuola<\/em>\u00a0significa oggi \u201cluogo nel quale si attende allo studio\u201d; in realt\u00e0, per\u00f2, deriva dal latino\u00a0<em>sch\u014fla<\/em>\u00a0che, a sua volta, deriva dal greco<em>\u00a0schol\u00e9<\/em>\u00a0e che in origine significa \u2013 udite, udite \u2013\u00a0<strong>tempo libero<\/strong>, un po\u2019 come l\u2019<em>otium<\/em>\u00a0dei latini: quella parentesi dalle fatiche quotidiane durante la quale ci si dovrebbe poter occupare liberamente di coltivare le proprie predisposizioni intellettuali senza necessariamente avere secondi fini, giusto per il gusto di farlo. Un bel lusso che, infatti, \u00e8 sempre stato appannaggio di pochi, almeno fino a quando non \u00e8 arrivata la nostra\u00a0<em>Carta Costituzionale<\/em>; da allora, sulla carta, quel lusso diventava un diritto di tutti, senza distinzione di classe. L\u2019istruzione pubblica dovrebbe essere, appunto, l\u2019istituzione preposta a garantire a tutti questo privilegio: tredici anni di scuola durante i quali conoscere il mondo e la sua storia e quindi, in sostanza,\u00a0<strong>noi stessi<\/strong>, senza alcun riferimento all\u2019applicazione di queste conoscenze nel mondo del lavoro: un obiettivo che non \u00e8 soltanto ovviamente equo e giusto, ma \u00e8 anche perfettamente razionale. \u201cE\u2019 nell\u2019interesse della produzione che non tutti siano ingegneri, medici, professori od operai specializzati, e che vi sia un gran numero di manovali dell\u2019industria o di manovali dell\u2019agricoltura\u201d scriveva ad esempio<strong>\u00a0Elio Vittorini<\/strong>\u00a0nel 1945; \u201cMa \u00e8 nell\u2019interesse della civilt\u00e0 che anche il pi\u00f9 umile lavoratore manuale si trovi di fronte ai libri, di fronte alle opere di arte, di fronte al pensiero scientifico e filosofico, di fronte alle ideologie politiche, di fronte ad ogni ricerca e ad ogni esperimento della cultura, nelle stesse condizioni di assimilabilit\u00e0 in cui funzionalmente si trova l\u2019ingegnere, il medico e il professore\u201d. Facciamo ora un balzo nel tempo di un\u2019ottantina di anni. 2023 ; relazione della\u00a0<em>Corte dei Conti<\/em>\u00a0a commento del rendiconto generale dello Stato: in sette anni i contratti a tempo dei docenti sono passati da 135mila a 232 mila (un bel +72%) e ora si va verso un nuovo record di 250 mila. Ed \u00e8 giusto uno degli innumerevoli dati oggettivi che potremmo sciorinare per dare un\u2019idea plastica della devastazione che \u00e8 stata scientemente portata a compimento; se nel trentennio successivo alla seconda guerra mondiale le classi dominanti si sono viste sottrarre molti dei loro profitti (e anche dei poteri) a favore dei sistemi pubblici di protezione sociale, dalla fine degli anni settanta ci troviamo di fronte alla messa in atto di una lotta di classe dall\u2019alto per recuperare il terreno perduto. Grazie ad una strategia che unisce interventi economici e culturali, i diritti garantiti dal sistema sociale vengono mano a mano trasformati in opportunit\u00e0 da conquistarsi \u2013 o, meglio, da comprare; insomma: da studenti (e cittadini), a\u00a0<strong>clienti<\/strong>. Dalla scuola\u00a0<em>emancipatrice<\/em>\u00a0alla scuola\u00a0<em>della sottomissione<\/em>\u00a0il passo \u00e8 breve, ma per arrivare alla completa trasmutazione genetica sono necessari alcuni passaggi fondamentali, prima di tutto la\u00a0<strong>delegittimazione della scuola pubblica<\/strong>\u00a0in quanto tale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8714\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/briatore-740x437-1.webp\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"437\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Flavio Briatore professore all\u2019universit\u00e0 per parlare di Crazy Pizza e Billionaire (fonte: Gallura Oggi)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Il primo assalto in grande stile risale ormai all\u2019inizio degli anni \u201880, gli anni della grande controrivoluzione avviata in tandem sulle due sponde dell\u2019Atlantico da Reagan e Thatcher; nel 1983 viene pubblicata, da parte dell\u2019amministrazione federale statunitense, un\u2019analisi sullo stato della scuola dal titolo quanto mai emblematico:\u00a0<em>A nation at risk<\/em>, una nazione a rischio. Il rischio sarebbe proprio causato dalla scuola pubblica che, cos\u00ec come \u00e8 stata riformata durante l\u2019era della democrazia di massa, non soddisfa pi\u00f9 le esigenze dell\u2019accumulazione capitalistica: \u201cSe una potenza nemica avesse tentato d\u2019imporre all\u2019America il livello mediocre di prestazioni scolastiche che conseguiamo ora, probabilmente saremo indotti a considerare un tale gesto come un atto di guerra (\u2026)\u201d si legge nel rapporto; \u201cLa nostra societ\u00e0 e le sue istituzioni scolastiche hanno perso di vista gli scopi fondamentali della scuola\u201d. Non \u00e8 da meno la\u00a0<em>Lady di ferro<\/em>, che gi\u00e0 nel 1970 si era conquistata il nomignolo di\u00a0<em>milk snatcher<\/em>, \u201cruba-latte\u201d: aveva imposto l\u2019abolizione del latte gratuito nelle scuole per i bambini di et\u00e0 compresa tra i 7 e gli 11 anni. Coerentemente a questo simpatico esordio politico, da\u00a0<em>Primo Ministro<\/em>\u00a0la Thatcher imputa alla scuola e all\u2019universit\u00e0 la responsabilit\u00e0 della mancata crescita e stabilit\u00e0 della Gran Bretagna: il sistema scolastico britannico, a suo avviso, non sarebbe in grado di preparare una forza lavoro motivata, qualificata e disciplinata; viene cos\u00ec elaborato il famigerato\u00a0<em><strong>Education Reform Act\u00a0<\/strong><\/em>. L\u2019idea \u00e8 semplice e, tutto sommato, apparentemente anche innocua: come ogni tassello della gigantesca macchina che permette la produzione e la riproduzione sociale, anche la scuola deve essere valutata e i finanziamenti devono essere distribuiti a seconda degli esiti di questa valutazione; semplice no? Indolore. Insomma\u2026 Come sempre, infatti,\u00a0<em>il diavolo si nasconde nei dettagli<\/em>: chi decide, infatti, chi deve essere valutato e chi valuta? E chi ne stabilisce i criteri? Alla fine il modello adottato funziona cos\u00ec: un comitato di esperti introduce alcuni criteri per la valutazione degli studenti; a conclusione di ciascun ciclo, gli studenti vengono sottoposti a degli esami, predisposti e gestiti dall\u2019esterno. In base ai risultati ottenuti vengono stilate quelle che vengono definite le\u00a0<em>league tables<\/em>, che valutano l\u2019efficacia pedagogico-didattica delle singole scuole e, in base a questa valutazione, si determina il livello dei finanziamenti e anche il grado di autonomia concessa ai singoli istituti per gestirli. E\u2019 la logica fondativa della\u00a0<strong>dittatura liberista<\/strong>: dare di pi\u00f9 a chi ha gi\u00e0 di pi\u00f9 e sempre di meno a chi ha gi\u00e0 meno. L\u2019idea perversa, ma geniale, della Thatcher consiste nel coinvolgere in questo processo di divisione tra scuole di serie A e di serie B l\u2019intera societ\u00e0 e responsabilizzare cos\u00ec i genitori, che devono imparare a fregarsene della societ\u00e0 nel suo complesso e a guardare solo ed esclusivamente al loro orticello, meglio se in competizione con quello degli altri: \u201cNoi crediamo che tu possa diventare un cittadino responsabile se sei tu che prendi le decisioni\u201d dichiarava la Thathcer durante la presentazione della riforma; \u201cnon quando queste vengono prese da qualcun altro al posto tuo. Ma sotto i governi laburisti, naturalmente, venivano prese da altri. Prendiamo ad esempio l\u2019educazione. (\u2026) Sotto il socialismo le opportunit\u00e0 e le eccellenze nella nostra scuola pubblica sono state degradate. E naturalmente ai genitori questo non piace\u201d.<br \/>\nGli anni 80 ci lasciano, cos\u00ec, una bella eredit\u00e0: la formazione di un ampio fronte bipartisan che guarda con favore a un sistema scolastico interamente orientato alla\u00a0<strong>prestazione<\/strong>: la questione non \u00e8 pi\u00f9 il raggiungimento dell\u2019eguaglianza democratica, ma la competizione per determinare dove sta l\u2019eccellenza, e lasciare indietro tutti gli altri.\u00a0<em>La ricreazione \u00e8 finita<\/em>\u00a0titolava nel 1986 un suo famoso libro il ricercatore svizzero\u00a0<strong>Norbero Bottani<\/strong>; il messaggio \u00e8 chiaro: \u00e8 arrivato il momento di dismettere quel riformismo progressista che negli anni \u201860 e \u201870 aveva provato a spingere sull\u2019acceleratore dell\u2019uguaglianza e della democrazia in ambito scolastico e riconfigurare la scuola come un\u2019agenzia di formazione per produttori dotati dell\u2019equipaggiamento cognitivo necessario alle aziende. Si trattava cio\u00e8, sostanzialmente, di trasformare la scuola in produttori di affari, di lavoro, di\u00a0<em>negozio<\/em>\u00a0che, per tornare al latino, deriva\u00a0<em>da negotium\u00a0<\/em>e, cio\u00e8, \u201cnec otium\u201d: la negazione di\u00a0<em>otium\u00a0<\/em>e, quindi, la negazione di ci\u00f2 che dovrebbe essere la scuola. Per incontrare il secondo snodo fondamentale di questa lunga controriforma bisogner\u00e0 poi arrivare al decennio successivo; siamo nel 1992 e sulla rivista statunitense\u00a0<em>The Nation<\/em>\u00a0viene pubblicato uno storico articolo:\u00a0<em>Un ristretto cerchio di amici<\/em>\u00a0\u2013 si intitola \u2013\u00a0<em>La nuova scuola americana dell\u2019era Bush<\/em>. Poco prima, infatti, l\u2019allora presidente\u00a0<strong>George H. W. Bush<\/strong>, insieme a un nutrito gruppo di dirigenti di grandi aziende, aveva dichiarato pubblicamente in pompa magna di aver finalmente trovato un rimedio contro il presunto inesorabile declino delle scuole statali: a salvare le future generazioni di studenti americani sarebbe stato \u2013 pensate un po\u2019 \u2013\u00a0<strong>il mondo imprenditoriale<\/strong>; viene cos\u00ec fondata la\u00a0<em>New American Schools Development Corporation<\/em>, una societ\u00e0 privata che aveva lo scopo di promuovere e finanziare progetti miranti allo sviluppo di un nuovo modello di istruzione. Sulla carta, si trattava di finanziare con fondi privati alcuni gruppi di ricerca che avrebbero elaborato progetti innovativi da sperimentare nelle scuole; nei fatti, si trattava di promuovere la creazione delle cosiddette\u00a0<em>charter schools<\/em>: istituti scolastici ai quali veniva garantita un\u2019ampia autonomia organizzativa e che diventavano responsabili non pi\u00f9 di fronte a commissioni scolastiche formate dai professionisti dell\u2019educazione e della formazione, ma ai fantomatici\u00a0<em>stakeholders<\/em>, gli sponsor e le famiglie degli studenti. Le<em>\u00a0charter schools<\/em>, pur ricevendo la maggior parte dei loro fondi comunque sempre dallo Stato o dalle amministrazioni locali, non sono gestite dallo Stato come le altre scuole pubbliche, ma da organizzazioni private, con o senza fini di lucro; e cos\u00ec, in un battibaleno, ecco che uomini politici, avvocati e persino direttori di banca vengono inseriti in posizioni apicali all\u2019interno del sistema scolastico statale.<br \/>\nE l\u2019Europa non poteva certo restare indietro: gi\u00e0 nel 1989 lo\u00a0<em>European Round Table of Industrialist<\/em>, la potentissima lobby degli industriali europei, aveva pubblicato un rapporto dal titolo\u00a0<em>Istruzione e competenza in Europa<\/em>\u00a0; \u201cL\u2019istruzione e la formazione\u201d si legge nel rapporto \u201csono investimenti strategici vitali per la competitivit\u00e0 europea e per il futuro successo dell\u2019impresa\u201d, ma \u201cl\u2019insegnamento e la formazione, purtroppo, sono sempre considerati dai governi e dagli organi decisionali come un affare interno. L\u2019industria ha soltanto una modestissima influenza sui programmi didattici, che invece devono assolutamente essere rinnovati insieme ai sistemi d\u2019insegnamento\u201d. Il rapporto sottolineava infatti come gli insegnanti abbiano \u201cuna comprensione insufficiente dell\u2019ambiente economico, degli affari, della nozione di profitto (\u2026) e non capiscono i bisogni dell\u2019industria\u201d: ecco cos\u00ec che 6 anni dopo, nel 1995, viene pubblicato il\u00a0<em>libro bianco<\/em>\u00a0dell\u2019Unione europea che traduce pedissequamente le richieste degli industriali; un intero capitolo viene dedicato a come \u201cavvicinare la scuola all\u2019impresa\u201d, perch\u00e9 la costruzione della societ\u00e0 futura \u201cdipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di apportare due grandi risposte (\u2026): una prima risposta incentrata sulla cultura generale, una seconda volta a sviluppare l\u2019attitudine al lavoro e all\u2019attivit\u00e0\u201d. \u201cLa responsabilit\u00e0 della formazione deve, in definitiva, essere assunta dall\u2019industria\u201d rilancia nel 1996 sempre lo\u00a0<em>European Round Table of Industrialist<\/em>: \u201cSembra che nel mondo della scuola non si percepisca chiaramente quale sia il profilo dei collaboratori di cui l\u2019industria ha bisogno. L\u2019istruzione deve essere considerata come un servizio reso al mondo economico\u201d. A tradurre queste indicazioni in legge, in Italia ci penser\u00e0, poco dopo, il\u00a0<em>compagno<\/em>\u00a0<strong>Luigi Berlinguer<\/strong>, cugino di Enrico e famigerato Ministro dell\u2019Istruzione dal 1996 al 2000: la parola d\u2019ordine \u00e8\u00a0<em><strong>autonomia<\/strong><\/em>; autonomia didattica, finanziaria e anche organizzativa. L\u2019indirizzo di fondo che viene prospettato \u00e8 la creazione di un sistema di istruzione pluralistico, che da\u00a0<em>statale<\/em>\u00a0diventa pi\u00f9 genericamente\u00a0<em>pubblico<\/em>\u00a0e all\u2019interno del quale sono legittimate ad operare tanto le scuole statali quanto quelle gestite da altri enti pubblici (p.e. i comuni e le province), ma soprattutto anche quelle gestite da enti privati, religiosi o no. Le une e le altre godono sia della facolt\u00e0 di rilasciare titoli di studio aventi valore legale sia dell\u2019opportunit\u00e0 di attingere a finanziamenti statali, non senza numerosi dubbi dal punto di vista della\u00a0<strong>legittimit\u00e0 costituzionale<\/strong>\u00a0vera e propria; d\u2019altronde, la controrivoluzione e la\u00a0<em>d\u2019istruzione di massa<\/em>\u00a0non possono attendere e non sar\u00e0 qualche cavillo legale a ostacolarle.<br \/>\nL\u2019<em>autonomia<\/em>\u00a0di Berlinguer \u00e8 il pilastro fondamentale sul quale si inseriranno tutte le controriforme degli ormai quasi 30 anni successivi; la pi\u00f9 importante, ovviamente, non poteva che far capo al pi\u00f9 spregiudicato e servizievole faccendiere degli interessi delle oligarchie che sia mai transitato, anche se fortunatamente piuttosto rapidamente, tra i nostri palazzi del potere: parlo, ovviamente, di\u00a0<strong>Matteo\u00a0<\/strong><em><strong>Shish<\/strong><\/em><strong>\u00a0Renzi<\/strong>, il\u00a0<em>Tony Blair dei poveri<\/em>, che ispirandosi all\u2019amico criminale di guerra di oltremanica riesce nell\u2019incredibile operazione di unire tutti i tasselli del grande progetto di controriforma della scuola neoliberale. Fino alla parodia: \u201cOgni scuola\u201d recita infatti senza pudore un documento di presentazione della riforma della\u00a0<em>Buona scuola<\/em>\u00a0\u201cdovr\u00e0 avere la possibilit\u00e0 di schierare la squadra con cui giocare la partita dell\u2019istruzione\u201d; dai ragazzi!\u00a0<em>Siamo una squadra fortissimi<\/em>! Come scrive\u00a0<strong>Angela Angelucci<\/strong>\u00a0su\u00a0<em>Roars<\/em>\u00a0\u201cLa riforma dell\u2019autonomia scolastica in Italia \u00e8 un pezzo importante delle riforme del mercato del lavoro, perch\u00e9 sta dentro un gioco di scatole cinesi che riesce ad incrociare perfettamente le direttive europee in materia di istruzione, obbedendo alla perfezione ai dettami di\u00a0<em>Confindustria<\/em>\u201d: \u201cdalla legge Fornero, ai\u00a0<em>Modelli nazionali di certificazione delle competenze al termine del primo ciclo<\/em>\u00a0appena emanati, dal\u00a0<em>Quadro europeo delle qualifiche<\/em>, al\u00a0<em>Jobs act<\/em>\u00a0sono tutte disposizioni che si rincorrono in un incastro di reciproci riferimenti normativi (\u2026) e il risultato \u00e8 chiaro: lo studente perfetto da un alto e il lavoratore perfetto dall\u2019altro: competente come un\u00a0<em>idiot savant<\/em>, abile in lavori scarsamente qualificati, flessibile e fungibile per lo sfruttamento e il precariato e senza alcuna consapevolezza storica, giuridica, sociale, culturale e politica\u201d. Insomma: la scuola non pi\u00f9 fucina di sapere, di scienza e di coscienza, ma di individui con un mediocre livello di conoscenze tecnologiche spendibili sia come promettenti consumatori che come lavoratori flessibili.<br \/>\nE cos\u00ec, finalmente, arriviamo all\u2019oggi. Il 2022 segna un altro anno cruciale: nascono infatti i nuovi\u00a0<em>Licei TED<\/em>, che sta per\u00a0<em>Transizione Ecologica e Digitale<\/em>, perch\u00e9 una bella dose di\u00a0<em>greenwashing<\/em>\u00a0non si nega a nessuno; i\u00a0<em>TED<\/em>\u00a0propongono una formazione quadriennale che, come si legge nel sito di presentazione, si avvale \u201cdella rete di grandi gruppi e imprese che aderiscono al Consorzio di aziende\u00a0<em>CONSEL<\/em>\u201c tra le quali figurano tra gli altri colossi come\u00a0<em>Microsoft<\/em>,\u00a0<em>Atlantia<\/em>,\u00a0<em>Generali<\/em>,\u00a0<em>Sky<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Vodafone<\/em>. Nel contempo, viene approvato a larghissima maggioranza dalla Camera il disegno di legge relativo \u201call\u2019istituzione del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore\u201d; nascono cos\u00ec gli\u00a0<em>ITS Academy<\/em>\u00a0che, come recita il sito della Regione Toscana, \u201csono accademie tecnologicamente qualificate e avanzate, finalizzate alla promozione dell\u2019occupazione, in particolare giovanile, e al rafforzamento delle condizioni per lo sviluppo di un\u2019economia ad alta intensit\u00e0 di conoscenza, competitiva e resiliente, in grado di rispondere alla domanda di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche da parte delle imprese del territorio, concorrendo cos\u00ec alla crescita e allo sviluppo della Regione\u201d. Anche qui troviamo ben rappresentata la scuola neoliberale: al posto della scuola pubblica, apriamo le porte ai privati che determinano programmi e finalit\u00e0 dello studio; al posto delle conoscenze, parliamo di\u00a0<em>competenze<\/em>\u00a0che, secondo l\u2019Unione europea, non sono altro che flessibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 alla riconversione continua, altrimenti detta\u00a0<strong>precariet\u00e0<\/strong>; al posto del docente che ha avuto una formazione specifica per il suo lavoro, apriamo le porte ai tecnici del mondo del lavoro e gli insegnanti rimangono a guardare e, al limite, vengono impiegati come\u00a0<em>facilitatori.\u00a0<\/em>La scuola che finiremo di ripopolare da stamattina, in mezzo al solito profluvio di retorica sui\u00a0<em>nostri ragazzi che rappresentano il nostro futuro<\/em>\u00a0\u00e8, in buona parte, esattamente questa e noi, molto banalmente, la vogliamo cambiare, e siamo convinti che le energie per farlo non mancano: dopo decenni di lotta di classe dall\u2019alto contro il basso combattuta tra i banchi di scuola, la scuola pubblica italiana \u2013 grazie alla resistenza di centinaia di migliaia di docenti rispettosi del dettato costituzionale e di altrettanti studenti e famiglie che non hanno nessuna intenzione di farsi asfaltare dal rullo compressore delle controrivoluzione assistendo passivi \u2013 rimane ancora oggi una delle pi\u00f9 grandi fucine di\u00a0<strong>disobbedienza civile<\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong>resistenza democratica<\/strong>\u00a0del paese e noi siamo fermamente intenzionati a fare tutto quello che \u00e8 in nostro potere per provare a riaccendere la miccia,\u00a0<em>alla maniera di Ottolina<\/em>.<br \/>\nEcco cos\u00ec che quando abbiamo incrociato\u00a0<strong>Federico Greco<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Mirko Melchiorre<\/strong>\u00a0\u00e8 sbocciato subito l\u2019amore. Sicuramente li conoscete gi\u00e0: sono i registi di quei due straordinari esempi di resistenza culturale popolare che sono stati\u00a0<em>PIIGS<\/em>\u00a0e\u00a0<em>C\u2019era una volta in Italia<\/em>; non semplicemente dei film, ma dei veri e propri\u00a0<em>aggregatori di energia popolare<\/em>. Prima per come sono stati prodotti: i relativamente pochi soldi necessari \u2013 almeno rispetto ai risultati straordinari \u2013 sono stati infatti raccolti attraverso una campagna di crowdfunding che ha rappresentato un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria per mettere in rete le migliori energie del Paese, una rete che poi si \u00e8 fatta sentire al momento della distribuzione; i due film, infatti, per anni sono stati portati in lungo e in largo per tutta la penisola e ogni proiezione si \u00e8 trasformata in un vero e proprio\u00a0<strong>momento collettivo<\/strong>\u00a0di mobilitazione politica, come raramente se ne sono visti in questi anni di sonnolenza e rassegnato disfattismo. L\u2019unico tassellino che \u00e8 mancato \u00e8 stata un\u2019organizzazione capace di dare un seguito strutturato a tutta questa energia sprigionata; e questo \u00e8 esattamente il contributo che come<em>\u00a0Ottolina TV<\/em>\u00a0e come\u00a0<em>MultiPopolare\u00a0<\/em>abbiamo deciso di provare a dare in occasione di questo nuovo lavoro che i nostri due amici si apprestano ad affrontare. L\u2019appello, quindi, \u00e8 a mobilitarci tutti quanti per portare a termine la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.studiozabalik.com\/distruzionepubblica\">campagna di raccolta fondi<\/a>, trasformandola (appunto) in un\u00a0<em>primo momento di mobilitazione<\/em>; e poi tenerci pronti sin da subito per far girare il film in ogni angolo del paese e trasformarlo nell\u2019occasione che stavamo aspettando per rilanciare un movimento di massa per riprenderci l\u2019istruzione pubblica. In descrizione trovate tutte le informazione necessarie per partecipare a questo progetto tanto ambizioso quanto necessario, come tanto ambizioso quanto necessario \u00e8 in generale l\u2019obiettivo di<em>\u00a0Ottolina TV<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>MultiPopolare<\/em>: dare vita finalmente a un vero e proprio media che, invece che ai sacerdoti della controrivoluzione neoliberale, dia voce agli interessi concreti del 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p>E chi non aderisce \u00e8\u00a0<strong>M<\/strong><strong>aria Stella Gelmini<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/16\/italia-sotto-shock-il-paese-rientra-a-scuola-ma-invece-dei-prof-ci-trova-flavio-briatore\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/16\/italia-sotto-shock-il-paese-rientra-a-scuola-ma-invece-dei-prof-ci-trova-flavio-briatore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINA TV (Letizia Lindi) Oltre 7 milioni di studenti e poco meno di 700 mila insegnanti (oltre i quasi 200 mila tra personale amministrativo, tecnico e ausiliario); da stamattina si rimette completamente in moto quella che potremmo definire, in assoluto,\u00a0la pi\u00f9 grande industria del paese\u00a0ed anche quella che -probabilmente pi\u00f9 di ogni altra \u2013 \u00e8 indicativa del nostro stato di salute e del nostro grado di civilt\u00e0:\u00a0l\u2019industria della conoscenza\u00a0o, come la definisce il nostro\u00a0Federico&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":86840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/ottolina-tv-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mE0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87048"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87048"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87049,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87048\/revisions\/87049"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}