{"id":87100,"date":"2024-09-20T09:17:03","date_gmt":"2024-09-20T07:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87100"},"modified":"2024-09-19T09:19:23","modified_gmt":"2024-09-19T07:19:23","slug":"meloni-privatizza-tutto-ferrovie-porti-rete-poste-il-piano-suicida-della-thatcher-denoantri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87100","title":{"rendered":"Meloni privatizza tutto! Ferrovie, porti, rete, Poste: il piano suicida della Thatcher de\u2019noantri"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CxJI6iX86-0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>\u201cPronti alla privatizzazione dei porti\u201d; ecco: ci mancava. Pochi giorni prima era stato il turno delle Ferrovie: \u201c<em>FS<\/em>, l\u2019<em>ad<\/em>\u00a0Donnarumma: quotazione? Allo studio apertura capitale\u201d; fresco fresco di nomina,\u00a0<strong>Stefano Donnarumma<\/strong>, per il suo debutto in societ\u00e0, ha deciso di giocarsi subito il\u00a0<em>poker d\u2019assi<\/em>\u00a0e di fronte alla\u00a0<em>cr\u00e8me cr\u00e8me<\/em>\u00a0delle oligarchie parassitarie, riunite nel salotto buono di Cernobbio, ha presentato in anteprima la\u00a0<em>cuccagna<\/em>\u00a0del prossimo monopolio naturale pronto per essere spolpato. Nei mesi precedenti la stessa sorte era toccata alla rete delle telecomunicazioni, il\u00a0<em>sistema nervoso<\/em>\u00a0dell\u2019economia del presente e, soprattutto, del futuro; un po\u2019 come la rete elettrica negli anni d\u2019oro del boom economico che infatti, nel 1962, venne nazionalizzata e \u2013 una volta sottratta alla rendita parassitaria dei prenditori \u2013 rese possibile consolidare il periodo di maggior sviluppo produttivo della storia di questo paese:\u00a0<em>roba da maledetti comunisti<\/em>\u00a0avr\u00e0 pensato\u00a0<em>Giorgiona\u00a0<\/em>che, infatti, ha adottato la strategia opposta e la rete l\u2019ha regalata a un fondo speculativo americano, alla faccia del patriottismo. A fine luglio, poi, sempre lo stesso fondo USA<em>\u00a0KKR<\/em>\u00a0ha\u00a0<a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2024\/07\/23\/eni-cessione-enilive-kkr\">confermato<\/a>\u00a0l\u2019acquisto di un altro pezzo di Paese: il 25% di\u00a0<em>Enilive<\/em>, la controllata di\u00a0<em>ENI<\/em>\u00a0da 15 miliardi di fatturato l\u2019anno che gestisce una trentina di impianti di produzione di biometano in tutto il mondo, oltre a cinquemila stazioni di servizio in tutta Europa che servono ogni giorno oltre 1,5 milioni di clienti. D\u2019altronde, produce dividendi: perch\u00e9 mai dovrebbero andare nelle casse dello Stato invece che nelle tasche dei soliti noti? Cosa siete, eh? Comunisti? Per sancire il sacrosanto diritto delle oligarchie di mettersi in tasca il grosso della ricchezza prodotta dal resto della societ\u00e0, la Meloni \u2013 nonostante sia costretta a fare i salti mortali per far quadrare i conti \u2013 \u00e8 disposta a rinunciare anche a un bel po\u2019 di soldi sicuri; come nel caso delle Poste, che quest\u2019anno hanno registrato un miliardo di utili: l\u2019occasione giusta per passare dal 65% al 35% delle quote. Come dice il nostro\u00a0<strong>Alessandro Volpi<\/strong>\u00a0<em>fare cassa perdendo soldi<\/em>, una vera e propria moda che sta tornando a diffondersi in tutto il vecchio continente.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8769\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Treno-affollato-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Ferrovie dello Stato<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Venerd\u00ec scorso, infatti, in Germania si \u00e8 conclusa la vendita ai danesi di\u00a0<em>DVS<\/em>\u00a0da parte di\u00a0<em>Deutsche Bahn<\/em>\u00a0<em>di Schenker<\/em>, la controllata specializzata nella logistica: secondo\u00a0<em>Bloomberg<\/em>\u00a0si tratta \u201cdi una delle pi\u00f9 grandi vendite di un\u2019azienda statale in Germania da anni\u201d; ovviamente, come sottolinea\u00a0<em>La Verit\u00e0<\/em>,\u00a0<em>Schenker<\/em>\u00a0\u201cera l\u2019unica societ\u00e0 del gruppo in grado di portare un utile significativo: un miliardo l\u2019anno\u201d, come Poste. E, come in Poste, oltre al buco nelle entrate dello Stato ecco che si affaccia una bella\u00a0<strong>ristrutturazione<\/strong>: \u201cNell\u2019ambito dell\u2019integrazione\u201d riporta sempre\u00a0<em>Bloomberg<\/em>\u00a0\u201cl\u2019azienda danese prevede di tagliare tra 1.600 e 1.900 posti di lavoro in Germania\u201d. Ed \u00e8 solo l\u2019antipasto: nonostante l\u2019economia del vecchio continente stia andando completamente a scatafascio \u2013 tanto da far rivedere, anche a questo giro, al ribasso le previsioni sulla gi\u00e0 pi\u00f9 che striminzita crescita futura \u2013 la\u00a0<em>BCE<\/em>\u00a0ha deciso (di nuovo) di tirare il freno a mano sulla riduzione dei tassi d\u2019interesse, che \u00e8 l\u2019occasione d\u2019oro per i governi nazionali al servizio delle oligarchie di fare appello all\u2019insostenibile costo degli interessi sul debito per riprendere a svendere in grande stile i gioielli di famiglia e aggravare, cos\u00ec, ulteriormente la crisi. Privatizzazione, infatti, \u00e8 sinonimo di ristrutturazione e di tagli e, quindi, di perdita di quei pochi posti di lavoro retribuiti dignitosamente che rimangono, ma \u00e8 anche sinonimo di\u00a0<strong>rendita parassitaria<\/strong>, con le oligarchie che approfittano delle posizioni di monopolio per imporre al sistema produttivo una gigantesca tassa che, invece che a finanziare investimenti e servizi, finisce direttamente nelle loro tasche; e i risultati si vedono.\u00a0<em>Il Sole 24 Ore<\/em>:\u00a0<em>Metalmeccanica, frenata pi\u00f9 forte. Rischio stop per quattro imprese su 10<\/em>.\u00a0<em>La Verit\u00e0<\/em>:\u00a0<em>Boom di fallimenti. La Germania sprofonda nel baratro<\/em>.\u00a0<em>Repubblichina<\/em>:\u00a0<em>La crisi tedesca rallenta l\u2019industria italiana. Senza investimenti l\u2019Italia non cresce<\/em>. Ma prima di entrare nei dettagli di questo\u00a0<strong>piano diabolico<\/strong>\u00a0per trasferire quel pochissimo di ricchezza che ci rimane nelle tasche delle oligarchie e finire di devastare l\u2019economia del vecchio continente, vi ricordo di mettere un like a questo video e consentirci cos\u00ec (anche oggi) di combattere la nostra piccola guerra quotidiana contro la dittatura degli algoritmi e, se ancora non lo avete fatto, anche di iscrivervi a tutti i nostri canali e di attivare tutte le notifiche: a voi costa meno tempo di quanto non impieghi\u00a0<em><strong>Giancazzo<\/strong><\/em><strong>\u00a0Giorgetti<\/strong>\u00a0per regalare a\u00a0<em>Vanguard<\/em>\u00a0e a\u00a0<em>BlackRock<\/em>\u00a0un\u2019altra infrastruttura strategica del Paese, ma per noi fa davvero la differenza.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.railmagazine.com\/news\/2024\/07\/17\/king-s-speech-promises-laws-to-nationalise-train-operations-and-set-up-gbr\"><em>Re Carlo inaugura il nuovo parlamento promettendo una legge per la ri-nazionalizzazione delle Ferrovie e l\u2019istituzione della Great British Railway<\/em><\/a>: il governo laburista di\u00a0<strong>Keir Starmer<\/strong>, che si \u00e8 insediato a\u00a0<em>Downing Street<\/em>\u00a0lo scorso 4 luglio dopo le elezioni pi\u00f9 antidemocratiche della storia del Regno Unito, rappresenta gli\u00a0<em>ultimi mohicani<\/em>\u00a0della religione ultra-liberista. Eppure la realt\u00e0 gli ha imposto di fare una cosa di sinistra: ri-nazionalizzare le Ferrovie . La storia recente delle Ferrovie britanniche, infatti, \u00e8 forse in assoluto l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante di come le privatizzazioni non mantengano mai nessuna delle promesse propagandate per imporle all\u2019opinione pubblica: nonostante l\u2019accetta che, inevitabilmente, si abbatte sulla forza lavoro \u2013 sia in termini di numeri che di diritti \u2013 il servizio non fa che peggiorare, mentre i costi per gli utenti aumentano e, paradossalmente, aumenta pure la spesa pubblica; gli unici che ci guadagnano sono una manciata di parassiti. E, infatti, tutti gli altri non vedevano l\u2019ora di tornare indietro: secondo un\u00a0<a href=\"https:\/\/fullfact.org\/economy\/do-public-want-railways-renationalised\/\">sondaggio<\/a>\u00a0del 2018 condotto da\u00a0<em>BMG<\/em>, soltanto il 19% dei cittadini britannici si sarebbe dichiarato contrario alla ri-nazionalizzazione. L\u2019egemonia neoliberale, per quanto in declino, grazie alla macchina propagandistica \u00e8 ancora in piedi, ma solo fino a quando le persone non sbattono il muso contro le sue conseguenze concrete: c\u2019era arrivato, addirittura, anche\u00a0<strong>Boris\u00a0<\/strong><em><strong>Neurone Solitario<\/strong><\/em><strong>\u00a0Johnson<\/strong>\u00a0che, gi\u00e0 due anni fa,\u00a0<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2020\/01\/virgin-trains-uk-rail-privatization-nationalization\">aveva annunciato<\/a>\u00a0la ri-nazionalizzazione almeno di alcuni pezzetti. Ora\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/d3f16f4c-eb15-441f-a88e-0294e28c0300\">ad opporsi<\/a>\u00a0\u00e8 rimasto soltanto il\u00a0<em>Financial Times<\/em>:\u00a0<em>La<\/em>\u00a0<em>ri-nazionalizzazione delle Ferrovie non stimoler\u00e0 la crescita del Regno Unito<\/em>\u00a0titola, ma si rende talmente conto di quanto sia impopolare questa posizione da appaltare l\u2019articolo a un esterno a caso;\u00a0<strong>Andy Bagnall<\/strong>, il direttore di\u00a0<em>Rail Partners<\/em>, l\u2019associazione di categoria degli operatori ferroviari privati del Regno Unito. Un caso paradigmatico del conflitto tra il 99% e l\u20191%.<br \/>\nNon \u00e8 un caso, quindi, che anche da noi, quando s\u2019\u00e8 trattato di lanciare la bomba a mano di una possibile privatizzazione delle Ferrovie, si sia scelto di farlo davanti alla\u00a0<em>cr\u00e8me cr\u00e8me<\/em>\u00a0dell\u20191%: il\u00a0<em>Forum Ambrosetti<\/em>\u00a0di Cernobbio, l\u2019annuale\u00a0<strong>rappresentazione teatrale<\/strong>\u00a0della subordinazione totale della nostra classe politica agli interessi di una manciata di oligarchi. La faccenda \u00e8 talmente delicata che, per affrontarla, il neo-nominato Roberto Donnarumma ha fatto un rigir\u00eco di parole che nei corridoi dell\u2019<em>Accademia della Crusca<\/em>\u00a0ha causato almeno una decina di trombosi cerebrali: \u201cApro a un\u2019ipotesi di valutazione di una possibile apertura del capitale laddove possa essere vantaggiosa da un punto di vista finanziario per lo sviluppo degli investimenti dell\u2019azienda\u201d. Ora me la segno \u2018sta formula, da riusare tutte le volte che non so che granchi prendere:\u00a0<em>apro a un\u2019ipotesi di valutazione di una possibile apertura<\/em>. Per quanto l\u2019italiano sia raccapricciante, comunque, rispetto al contenuto \u00e8 pura poesia: tradotto, infatti, significa (molto banalmente)\u00a0<em>cari amici oligarchi, la greppia dell\u2019Italia in svendita arriver\u00e0 presto anche ai binari<\/em>. Ovviamente la scusa \u00e8 sempre la solita:\u00a0<strong>aumentare gli investimenti<\/strong>; \u00e8 un meccanismo ultra-rodato, lo stesso identico adottato nel Regno Unito e, in generale, ogni volta che si vuole privatizzare qualcosa per arricchire l\u20191% sulla pelle del 99. Prima si tagliano scientemente gli investimenti pubblici, si trasforma il servizio pubblico in uno schifo intollerabile e, a quel punto, si tira fuori la carta della necessit\u00e0 di ricorrere a un po\u2019 di capitali privati che purtroppo, per\u00f2 \u2013 come dimostra il caso britannico \u2013 non arrivano mai. Ora, siccome ormai i casi sono talmente tanti (e sempre identici a se stessi) che la gente, nonostante la potenza di fuoco della propaganda, se n\u2019\u00e8 abbastanza ammoscata, tocca prenderla un po\u2019 larghina; e, quindi, l\u2019idea \u00e8 di procedere per step: invece di andare subito in borsa, intanto ci si limita ad \u201caprire a un\u2019ipotesi di valutazione di una possibile apertura\u201d ai capitali privati e poi il resto, piano piano, verr\u00e0 da se. La quotazione, all\u2019inizio, sempre col\u00a0<em>pubblico<\/em>\u00a0con quote di maggioranza e, poi, la vendita della maggioranza ai privati con la scusa del\u00a0<strong><em>golden power<\/em>\u00a0<\/strong>che manterrebbe in mano pubblica il controllo sulle cose principali anche in assenza della maggioranza delle quote; peccato che poi quel\u00a0<em>golden power<\/em>\u00a0non venga esercitato mai, a meno che non si tratti di impedire a quei\u00a0<em>barbari\u00a0<\/em>dei cinesi di fare la stessa identica cosa che fanno gli oligarchi di tutti gli altri paesi.<br \/>\nInsomma: esattamente quello che, ad esempio, \u00e8 successo con la rete autostradale o, appunto, a quello che sta succedendo con Poste. La prima parte da aprire al capitale privato sarebbe, ovviamente, quella pi\u00f9 redditizia e, cio\u00e8, la gestione del servizio dell\u2019<em>alta velocit\u00e0,<\/em>\u00a0un\u2019operazione che, a onor del vero, non \u00e8 tutta farina dell\u2019ultima governo di svendi-patria e di Donnarumma; a mettere nero su bianco una prima roadmap verso la svendita delle Ferrovie italiane c\u2019aveva pensato, infatti, l\u2019ex amministratore delegato: si chiama\u00a0<strong>Luigi<\/strong>\u00a0<strong>Ferraris<\/strong>\u00a0e indovinate cosa fa di mestiere oggi? Il fondo USA\u00a0<em>KKR<\/em>\u00a0l\u2019ha chiamato alla guida di\u00a0<em>FiberCop<\/em>, il gestore privato della rete in fibra dismessa da\u00a0<em>TIM<\/em>\u00a0col benestare del governo. I registi della svendita del Paese sono una combriccola che passa di poltrona in poltrona e fanno tutti capo a un unico centro di potere che, in particolare, si dipana attraverso l\u2019oligopolio dei quattro colossi della consulenza:\u00a0<em>Price Waterhouse Coopers<\/em>,\u00a0<em>Deloitte<\/em>,\u00a0<em>Ernst &amp; Young<\/em>\u00a0e\u00a0<em>KPMG<\/em>, un esercito di oltre un milione e duecentomila consulenti sparsi su tutto il globo che passano con nonchalance dalle big corporation private alle istituzioni pubbliche, cercando di incastrare sempre i tasselli a favore delle oligarchie; la vera\u00a0<strong>tecnocrazia transnazionale<\/strong>\u00a0al servizio dell\u20191%. Ferraris, ad esempio, ha mosso i suoi primi passi in\u00a0<em>PriceWaterhouseCoopers<\/em>\u00a0che, tra le quattro, da un po\u2019 di tempo a questa parte \u00e8 la pi\u00f9 chiacchierata in assoluto. Prima, infatti, \u00e8 stata travolta dallo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/article\/2024\/jun\/13\/the-pwc-scandal-put-the-big-four-in-the-spotlight-but-hyper-corporate-capitalism-remains-untouched\">scandalo tasse<\/a>\u00a0in Australia; giocava su due tavoli: aiutava il governo a scrivere la riforma fiscale e poi passava le informazioni alle big corporation per aiutarle a eludere le tasse. La cosa divertente \u00e8 che il ruolo di\u00a0<em>PWC<\/em>\u00a0come consulente di primo piano per il governo era stato il risultato di un altro processo di privatizzazione: l\u2019Australia, infatti, a inizio anni \u201810 ha introdotto un tetto massimo al numero di dipendenti pubblici; da allora, le consulenze esternalizzate alle\u00a0<em>quattro grandi<\/em>\u00a0\u2013 e, in particolare, a\u00a0<em>PWC<\/em>\u00a0\u2013 \u00e8 cresciuto nell\u2019arco di 10 anni del 400%, fino a pesare sulle casse dello Stato per qualcosa come 20 miliardi l\u2019anno. In questi anni i consulenti hanno gestito un\u2019altra bella dose di privatizzazioni, a partire da quella dell\u2019energia; e cos\u00ec\u00a0<em>PWC<\/em>\u00a0aiutava a svendere un pezzetto di infrastrutture strategiche e, poi, diceva alla nuova societ\u00e0 privata cosa fare per eludere le tasse che avrebbe dovuto pagare sulla rendita garantita dalla gestione di un monopolio.\u00a0<em>Poi, ti serve altro? Una fettina di culo?\u00a0<\/em>Una\u00a0<em>fettina di culo<\/em>\u00a0\u00e8 probabilmente l\u2019unica cosa che, seguendo le indicazioni di Ferraris, forse (e dico forse) non dovremo garantire ai privati che ci fanno la grazia di mettere qualche soldino nella privatizzazione delle Ferrovie; il piano messo a punto da Ferraris, ricorda infatti\u00a0<em>La Repubblichina<\/em>, \u201csuggeriva al governo di confezionare un\u2019esca per incoraggiare i privati a entrare nel capitale di Ferrovie. L\u2019esca si chiama\u00a0<em>Rab<\/em>, che sta per\u00a0<em>Regulatory asset base<\/em>\u00a0e che, in sostanza, fornisce un\u2019<strong>assicurazione sulla vita<\/strong>\u00a0ai privati disposti a travasare capitali propri in un\u2019azienda pubblica come\u00a0<em>FS<\/em>. Grazie al\u00a0<em>Rab<\/em>, viene messo a punto un\u00a0<em>tasso di rendimento\u00a0<\/em>certo e i soci possono cos\u00ec contare su una remunerazione in linea con quella che avrebbero ottenuto per investimenti in settori con un profilo di rischio simile\u201d. Siamo all\u2019apoteosi del derisking: compito del governo \u00e8 svendere le infrastrutture strategiche del Paese e garantire una rendita predeterminata a chi se le compra, una\u00a0<em>dittatura dei rentier<\/em>\u00a0pre-capitalistica vera e propria che, ribadiamo, non solo trasferisce ricchezza dal basso verso l\u2019alto, ma \u2013 alla fine \u2013 impone anche all\u2019intero sistema economico un pizzo che gli impedisce di investire nelle attivit\u00e0 produttive e di crescere. E poi quando perdono la guerra si lamentano\u2026\u00a0<em>Belle mi\u2019 labbrate, maremmampestataladra<\/em>. Fortunatamente, per\u00f2, l\u2019Italia \u00e8 stretta e lunga e circondata dal mare; e quindi anche se svendiamo le Ferrovie, perlomeno potremo sempre fare affidamento sui porti, fino a che non privatizzano pure quelli: \u201cSiamo a buon punto\u201d ha affermato gioved\u00ec scorso, durante un incontro nella sede di\u00a0<em>Fincantieri<\/em>\u00a0di Genova, il viceministro delle infrastrutture\u00a0<strong>Edoardo Rixi<\/strong>. \u201cAppena il governo ci dar\u00e0 il via libera, procederemo\u201d; anche qui il copione \u00e8 sempre il solito: prima si \u00e8 tirata la cinghia per decenni \u2013 ovviamente solo per gli investimenti produttivi. Per la greppia delle clientele le risorse non mancano mai; anzi, sono fondamentali: \u00e8 solo grazie alla prebende che tieni tutti pi\u00f9 o meno buoni mentre gli devasti l\u2019attivit\u00e0 economica che gli dovrebbe dare da vivere davanti agli occhi. Dopo decenni di sotto-investimenti, il servizio \u00e8 una\u00a0<em>zozzeria<\/em>\u00a0tale che tutti chiedono a gran voce una bella riforma; la riforma, ovviamente, va sempre in senso aziendalista e privatistico perch\u00e9 \u2013 si sa \u2013\u00a0<em>solo il mercato crea valore<\/em>: quella riforma \u00e8 arrivata nel 2015 per mano di\u00a0<strong>Delrio<\/strong>, il ministro alle infrastrutture dei pessimi governi Renzi, prima, e Gentiloni, poi, che aveva come obiettivo introdurre intanto un paio di precondizioni necessarie per un\u2019eventuale futura privatizzazione. La prima era abolire quell\u2019organo (di odore quasi sovietico) che erano i\u00a0<strong>comitati portuali<\/strong>, dove \u2013 orrore degli orrori \u2013 al fianco dei dirigenti e delle aziende sedevano addirittura i sindacati; la seconda era dotare queste nuove autorit\u00e0 portuali riformate di sempre maggiore autonomia che per\u00f2, incredibile ma vero, non sempre hanno usato proprio al meglio: delle quindici autorit\u00e0 portuali rimaste dalle ventiquattro iniziali, ben quattro sono state commissariate. Nel 2021, poi, ecco un\u2019altra\u00a0<em>chicchina<\/em>: viene eliminato il cosiddetto\u00a0<em>divieto di cumulo<\/em>\u00a0e, cio\u00e8, quella regola pensata per evitare che un singolo operatore avesse a disposizione spazi eccessivamente ampi all\u2019interno dello stesso scalo portuale e stabilisse, cos\u00ec, una condizione di monopolio (o almeno di semi-monopolio). \u201cLa cancellazione di questo divieto\u201d<strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.farodiroma.it\/la-scommessa-delle-super-navi-fincantieri-consegna-a-msc-la-nave-extralusso-explora-ii-occorre-completare-lampliamento-dello-stabilimento-di-sestri-ponente-r-bobbio\/\">scrive<\/a>\u00a0<strong>Roberto Bobbio<\/strong>\u00a0sul\u00a0<em>Faro di Roma<\/em>\u00a0\u201cha favorito i grandi armatori e ha danneggiato le piccole imprese e anche la posizione dei lavoratori. In una situazione di concentrazione delle concessioni in mano di pochi, tutelare i diritti diventa ancora pi\u00f9 difficile\u201d. Fatto\u00a0<em>30<\/em>, ora si trattava di fare\u00a0<em>31<\/em>.<br \/>\nEd ecco, cos\u00ec, che arriva la proposta shock della\u00a0<em>premiata ditta Rixi\/Salvini<\/em>: fondiamo una grande\u00a0<em>Megaporti SPA<\/em>; inizialmente ci teniamo la maggioranza (senn\u00f2 la gente si stranisce) e poi, alla prima manovra che arriva dove ci tocca raschiare un po\u2019 il fondo del barile (e cio\u00e8, d\u2019ora in avanti, letteralmente ogni anno) ne vendiamo un altro pezzo per volta. Come con l\u2019<em>ENAV<\/em>, l\u2019<em>Ente Nazionale per l\u2019Assistenza al Volo<\/em>, che gestisce in regime di monopolio tutti i servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana, anche qui prima c\u2019era un commissariato, quindi un pezzo dello Stato. Poi \u00e8 diventato un\u2019azienda autonoma, che per\u00f2 era sempre un ente pubblico non economico; poi \u00e8 diventata un ente pubblico economico e, infine, una societ\u00e0 per azioni. Anche qui, inizialmente, tutte le azioni erano del ministero dell\u2019economia e delle finanze fino a quando, nel 2014, il governo Letta la quota in borsa, ma ne mantiene comunque il 51%; fino ad oggi che, per raschiare il barile, l\u2019ipotesi \u00e8 cederne un altro 20% e incassare qualche spicciolo, con la differenza che\u00a0<em>ENAV<\/em>\u00a0\u2013 alla fine \u2013 comunque \u00e8 un\u00a0<em><strong>giocattolino<\/strong><\/em>\u00a0da quattromila dipendenti e un miliardo scarso di fatturato, e con un mandato piuttosto circoscritto: garantire la sicurezza dei voli. L\u2019entit\u00e0 dei porti \u00e8 un ordine di grandezza superiore; gi\u00e0 oggi, nonostante gli scarsi investimenti e la gestione spesso pi\u00f9 che discutibile, generano poco meno di 10 miliardi e hanno una quantit\u00e0 di funzioni infinita, tutte strategiche: dai porti italiani, ricordiamo, passa infatti il 60% dei seicento miliardi del nostro export e, come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.logisticanews.it\/privatizzare-i-porti-in-italia-tra-sviluppo-futuro-ed-incognite\/\">scrive<\/a>\u00a0la rivista di settore\u00a0<em>Logistica News<\/em>, \u201cLa privatizzazione potrebbe comportare l\u2019ascesa di operatori portuali dominanti che, una volta consolidati, potrebbero imporre tariffe e condizioni\u201d mettendo a repentaglio \u201cla competitivit\u00e0 globale del sistema portuale italiano\u201d. D\u2019altronde, come ci viene spiegato continuamente ovunque dagli\u00a0<em>analfoliberali<\/em>, sempre meglio questo che gli<strong>\u00a0insostenibili sprechi<\/strong>\u00a0che si registrano ovunque ci sia anche solo l\u2019odore della gestione pubblica; e il viceministro Edoardo Rixi \u00e8 uno che a combattere gli sprechi ci tiene sul serio, soprattutto da quando, nel 2019, il tribunale di Genova l\u2019ha condannato a tre anni e cinque mesi per aver distribuito, in veste di capogruppo al consiglio regionale ligure, \u201cdiverse centinaia di migliaia di euro\u201d ai colleghi per rimborsare \u201ccene, viaggi, gite al luna park, gratta e vinci, ostriche e fiori\u201d, tutte certificate con ricevute \u201ccon importi modificati a mano\u201d: \u201cLe pezze giustificative\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2019\/05\/28\/ansa-box-spese-pazze-in-arrivo-sentenza-per-viceministro-rixi_2a118243-6329-43c4-b75f-c217c7d97c3b.html\">continua<\/a>\u00a0l\u2019<em>ANSA<\/em>\u00a0\u201csi riferivano a periodi festivi come Natale, Capodanno, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile e primo Maggio, giorni per l\u2019accusa\u00a0<em>sospetti<\/em>\u00a0per svolgere attivit\u00e0 istituzionale\u201d. Tre anni dopo Rixi verr\u00e0 assolto in via definitiva perch\u00e9 \u201cil fatto non sussiste\u201d.<br \/>\nFintanto che i politici garantiscono di combattere gli sprechi regalando le infrastrutture agli oligarchi, a Capodanno si possono ingozzare coi soldi nostri di tutte le ostriche che vogliono; ed ecco, cos\u00ec, che la svendita di quel poco che ci rimane procede a grandi passi, spinta all\u2019unisono da una lunga serie di scelte prettamente politiche: dalla reintroduzione del\u00a0<em>Patto di stabilit\u00e0<\/em>\u00a0alle politiche monetarie restrittive della\u00a0<em>Banca Centrale<\/em>. Il tutto rigorosamente spacciato dalla propaganda come inevitabile e ineluttabile\u00a0<strong>buonsenso<\/strong>; peccato che, casualmente, sia sempre e solo il buonsenso dell\u20191% che detiene anche gli stessi mezzi di informazione. Per organizzare la resistenza a questa ennesima rapina organizzata, abbiamo bisogno di un mezzo di informazione tutto nostro che, invece che agli interessi delle oligarchie, dia voce a quelli del 99%; aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p>E chi non aderisce \u00e8\u00a0<strong>P<\/strong><strong>aolo Gentiloni<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/18\/meloni-privatizza-tutto-ferrovie-porti-rete-poste-il-piano-suicida-della-thatcher-denoantri\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/09\/18\/meloni-privatizza-tutto-ferrovie-porti-rete-poste-il-piano-suicida-della-thatcher-denoantri\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci) \u201cPronti alla privatizzazione dei porti\u201d; ecco: ci mancava. Pochi giorni prima era stato il turno delle Ferrovie: \u201cFS, l\u2019ad\u00a0Donnarumma: quotazione? Allo studio apertura capitale\u201d; fresco fresco di nomina,\u00a0Stefano Donnarumma, per il suo debutto in societ\u00e0, ha deciso di giocarsi subito il\u00a0poker d\u2019assi\u00a0e di fronte alla\u00a0cr\u00e8me cr\u00e8me\u00a0delle oligarchie parassitarie, riunite nel salotto buono di Cernobbio, ha presentato in anteprima la\u00a0cuccagna\u00a0del prossimo monopolio naturale pronto per essere spolpato. 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