{"id":87117,"date":"2024-09-20T10:17:01","date_gmt":"2024-09-20T08:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87117"},"modified":"2024-09-19T11:20:16","modified_gmt":"2024-09-19T09:20:16","slug":"privati-cittadini-la-diseducazione-civica-della-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87117","title":{"rendered":"Privati cittadini: la diseducazione civica della Destra"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/jeune.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div class=\"postshare\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_24 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/privati-cittadini-la-diseducazione-civica-della-destra\/\" data-a2a-title=\"Privati cittadini: la diseducazione civica della Destra\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p><em>Le \u201c<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/Linee+guida+Educazione+civica.pdf\/9ffd1e06-db57-1596-c742-216b3f42b995?t=1725710190643\">Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica\u201d<\/a>\u00a0trasmesse il 7 agosto 2024 dal Ministero dell\u2019istruzione e del merito al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per essere approvate, dichiarano senza pudore, anzi con piglio a tratti intimidatorio, una ben precisa visione di societ\u00e0, cittadinanza e scuola. Vale la pena farne una lettura approfondita per capire a cosa mira la politica del Governo attuale. Prima, per una corretta disamina, ripercorriamo la storia di questo insegnamento obbligatorio nelle nostre scuole di ogni ordine e grado.<\/em><\/p>\n<p><b>\u00a0La legge del 2019<\/b><\/p>\n<p>Cinque anni fa, il 20 agosto del 2019 fu promulgata la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2019\/08\/21\/19G00105\/sg\">Legge n. 92\u00a0<\/a>su \u201cIntroduzione dell\u2019insegnamento scolastico dell\u2019educazione civica\u201d. A capo del Ministero della Pubblica Istruzione e Universit\u00e0 e ricerca siede Marco Bussetti, per il governo giallo-verde Conte I, il quale accelera i lavori in modo che Salvini possa ascriversi il merito della promulgazione, descrivendola alla stampa come ritorno alla disciplina e all\u2019ordine.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 fin dal 2015 con la legge 107, e poi con la riforma dell\u2019istruzione professionale nel 2017, era nata la richiesta da parte di associazioni professionali e studentesche di mettere mano all\u2019insegnamento di \u201cCittadinanza e costituzione\u201d, stabilito con la Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 e in vigore dall\u2019anno scolastico 2008-09, in modo che fosse pi\u00f9 legato a esperienze extra scolastiche ben progettate e valutate con cura. \u201cCittadinanza e Costituzione\u201d era un insegnamento compreso nel primo ciclo nelle aree storico-geografica e storico-sociale e nelle secondarie da svilupparsi tramite progetti e attivit\u00e0 da svolgersi durante l\u2019anno, inteso a creare competenze di cittadinanza attiva che potevano essere valutate durante l\u2019Esame di Stato. L\u2019insegnamento non aveva una valutazione a s\u00e9 ma in maniera molto discrezionale finiva per influenzare il voto di comportamento, il quale, ricordiamolo, faceva media.<\/p>\n<p>La Legge n. 92 del 2019 era dunque in elaborazione da tempo e, come sempre \u00e8 accaduto in Italia, fu frutto di una serie di compromessi tra differenti visioni di scuola e societ\u00e0. Ad oggi \u00e8 questa la legge che sancisce e regola l\u2019obbligo dell\u2019insegnamento di Educazione civica nelle nostre scuole di ogni ordine e grado: esso \u00e8 dovuto per un minimo di 33 ore annuali, senza aggravi per lo Stato e senza aggiunte n\u00e9 al monte ore n\u00e9 all\u2019organico. Dall\u2019anno scolastico 2020-2021 ha una valutazione numerica a s\u00e9 nel documento finale, in base all\u2019espressione di tutti i titolari dell\u2019insegnamento, che sono nel primo ciclo tutte le docenti e nella secondaria anche, a meno che non sia presente un docente di discipline giuridico-economiche.<\/p>\n<p>Per stabilire a cosa e in quale modo dovrebbe formare tale disciplina venne istituito nel novembre del 2019 un primo Comitato Tecnico Scientifico, dai lavori del quale avrebbe preso ispirazione, stante ci\u00f2 che dice la Legge 92, un successivo decreto del Ministero recante le\u00a0<i>Linee guida<\/i>\u00a0per l\u2019attuazione dell\u2019insegnamento. Queste Linee Guida, si badi bene cosa dice la Legge istituente, dovranno stabilire traguardi delle competenze e obiettivi dell\u2019apprendimento \u00abin coerenza con le\u00a0<i>Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell\u2019infanzia e del primo ciclo di istruzione<\/i>, nonch\u00e9 con il documento\u00a0<i>Indicazioni nazionali e nuovi scenari<\/i>\u00a0e con le\u00a0<i>Indicazioni nazionali per i licei\u00a0<\/i>e le linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti\u00bb.<\/p>\n<p>Nel maggio 2020, nonostante si fosse nel pieno della pandemia, il Comitato Tecnico Scientifico viene ridefinito, sempre con lo scopo di arrivare a validare le Linee Guida in tempo per partire con l\u2019insegnamento a settembre, nel nuovo anno scolastico 2020-2021. A ottobre 2020 i curricoli delle scuole dovranno essere riscritti e la nuova disciplina insegnata, senza formazione, investimenti, dettagliate indicazioni di guida e nel pieno dell\u2019emergenza Covid. Il documento che regola l\u2019insegnamento istituito dalla Legge 92 e che fornisce le linee guida per farlo \u00e8 pubblicato il 6 maggio 2020, durante il Ministero di Lucia Azzolina ed , \u00e8 rimasto in vigore fino a questo agosto 2024. Vediamolo.<\/p>\n<p><b>Le Linee guida del 2020<\/b><\/p>\n<p>Dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/-\/decreto-ministeriale-n-35-del-22-giugno-2020\">decreto di emanazione\u00a0<\/a>veniamo a sapere che non furono accolte due richieste avanzate dal CSPI (Consiglio Superiore Pubblica Istruzione, l\u2019organo consultivo del Ministero garante del funzionamento democratico dello stesso, sulle cui procedure di nomina e composizione il ministro Valditara ha dichiarato di voler intervenire). Vennero respinte sia la richiesta di prevedere per l\u2019insegnamento di educazione civica una valutazione descrittiva e non numerica o sintetica in tutti i gradi di istruzione, sia la richiesta di investire risorse economiche per l\u2019istituzione di questo insegnamento.<\/p>\n<p>Nel decreto si stabiliva che: per gli anni scolastici 2020\/2021, 2021\/2022 e 2022\/2023 sarebbero state le scuole a definire il curricolo di Educazione civica \u2013 sempre coerentemente alle Indicazioni Nazionali \u2013 e di conseguenza ciascun istituto avrebbe fissato i criteri per la valutazione, in rispondenza al PTOF (piano triennale offerta formativa) e alle procedure valutative gi\u00e0 adottate dai Collegi docenti.<\/p>\n<p>Il decreto prevedeva (all\u2019art.4) anche che entro l\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2023\/2024 il Ministero dell\u2019istruzione avrebbe INTEGRATO le\u00a0<i>Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica<\/i>\u00a0definendo i traguardi di sviluppo delle competenze, gli obiettivi specifici di apprendimento e i risultati attesi sulla base delle attivit\u00e0 delle istituzioni scolastiche e degli esiti del monitoraggio previsto dal comma 2 dello stesso articolo. Un monitoraggio delle prassi adottate dalle scuole di cui ad oggi non si riesce a trovare traccia da nessuna parte e tanto meno sul portale dedicato all\u2019 Educazione civica sul sito del Ministero. Conviene visitare tale portale e verificare come sia lacunoso e non aggiornato (<a href=\"https:\/\/www.istruzione.it\/educazione_civica\/\">https:\/\/www.istruzione.it\/educazione_civica\/<\/a>).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 rimandare al termine di un ulteriore triennio il documento definitivo? Si potrebbero supporre due ragioni: la prima \u00e8 che a causa della pandemia, e della generale macchinosit\u00e0 e lentezza nell\u2019apparato ministeriale, ancora vari punti della Legge 92 del 2019 non erano stati esauditi. La seconda \u00e8 prendere tempo per uniformare le Linee guida definitive ai documenti che in ambito europeo e internazionale venivano progressivamente messi a punto in merito all\u2019educazione alla cittadinanza, intesa come una sorta di cavallo di Troia per introdurre nell\u2019istruzione pubblica nei vari Paesi prassi didattiche e intenti formativi coerenti con l\u2019ideale di una societ\u00e0 di massa composta da cittadini e cittadine in grado di comprendere e pensare le questioni politiche decisive, partecipando attivamente alle istituzioni democratiche altrimenti languenti. Un disperato e purtroppo vano tentativo di essere all\u2019altezza dello sviluppo civile e culturale a cui siamo arrivati nonostante l\u2019avidit\u00e0, ingiustizia e lo strapotere delle concentrazioni del capitale industrial-finanziario.<\/p>\n<p>I punti non esauditi, n\u00e9 nel 2020 n\u00e9 a oggi settembre 2024, della Legge 92 sono: l\u2019istituzione di un albo delle buone pratiche per raccogliere le migliori soluzioni dedicate all\u2019educazione alla cittadinanza attiva nelle nostre scuole (Art. 9), per le quali si prevedeva addirittura un premio nazionale annuale. L\u2019Art. 8 con rubrica\u00a0<i>Scuola e territorio<\/i>\u00a0specificava che l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica dovesse essere integrato con esperienze extrascolastiche e condotto coinvolgendo in collaborazioni pluriennali enti ed associazioni dimostratesi efficaci partner in questa impresa. Questi soggetti privilegiati andavano censiti e tra di essi un ruolo principe avrebbe dovuto spettare ai Comuni. L\u2019Art. 5 sull\u2019educazione digitale prevedeva poi la convocazione \u00abalmeno ogni due anni\u00bb di una\u00a0<i>Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell\u2019adolescente digitale<\/i>,\u00a0 determinata nella composizione nel funzionamento dal Ministro dell\u2019Istruzione, composta da rappresentanti di studenti, insegnanti, famiglie ed esperti del settore con il compito di relazionare periodicamente al ministro stesso, ovviamente senza compenso o indennit\u00e0 di alcun tipo. Di fronte all\u2019immane rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale e alle trasformazioni sociali implicate dal digitale, in particolare nel campo della formazione, era un atto dovuto, oggi ancora inevaso.<\/p>\n<p>Fin qui il decreto di emanazione delle Linee Guida, contenute poi effettivamente negli Allegati A, B e C per un totale di 7 pagine volte a facilitare la stesura dei curricoli e a ribadire il dettato della legge. Non veniva in nessuna maniera enunciato ex-novo un quadro ideologico o di principio, ritenuto bastante quanto scritto nell\u2019articolo 1 della Legge 92: \u00abL\u2019educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunit\u00e0, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri\u00bb.<br \/>\nLa novit\u00e0 del documento era pertanto l\u2019identificazione di 3 nuclei concettuali per riassumere le 8 tematiche identificate dalla Legge 92. Le TEMATICHE che la Legge 92 definisce sono: \u00aba) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell\u2019Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell\u2019inno nazionale; b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015; c) educazione alla cittadinanza digitale; d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identit\u00e0, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; f) educazione alla legalita\u2019 e al contrasto delle mafie; g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; h) formazione di base in materia di protezione civile\u00bb.<\/p>\n<p>Invece i NUCLEI ricavati dal Decreto n.35 del maggio 2020 sono: 1. COSTITUZIONE, diritto (nazionale e internazionale), legalit\u00e0 e solidariet\u00e0 (\u00abconoscenza, la riflessione sui significati, la pratica quotidiana del dettato costituzionale\u00bb); 2. SVILUPPO SOSTENIBILE, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio (l\u2019inesorabile e ineludibile riferimento all\u2019Agenda 2030 dell\u2019ONU ma aggiungendo: \u00ab la costruzione di ambienti di vita, di citt\u00e0, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il benessere psicofisico, la sicurezza alimentare, l\u2019uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un\u2019istruzione di qualit\u00e0, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunit\u00e0\u00bb); 3. CITTADINANZA DIGITALE (a cui \u00e8 dedicato un intero articolo, il 5, della legge 92).<\/p>\n<p>Come sempre si insisteva sulla trasversalit\u00e0 \u00abper evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari\u00bb ma si annullava di fatto nelle indicazioni metodologiche la spinta a lavorare su \u201cScuola e territorio\u201d che era presente nella legge 92 consentendo la gattopardesca soluzione di segnare le ore sul registro e dire che unit\u00e0 didattiche gi\u00e0 previste fanno cose attinenti all\u2019educazione civica. Infine nel punto sulla valutazione se da una parte si rispondeva in qualche modo alla richiesta della valutazione formativa avanzata dal CSPI (\u00e8 possibile \u00abavvalersi di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di osservazione, che possono essere applicati ai percorsi interdisciplinari\u00bb) dall\u2019altra si rimandava: \u00aba partire dall\u2019anno scolastico 2023\/2024 la valutazione avr\u00e0 a riferimento i traguardi di competenza e gli specifici obiettivi di apprendimento [\u2026] per la scuola del primo ciclo, gli obiettivi specifici di apprendimento per i Licei e i risultati di apprendimento per gli Istituti tecnici e professionali definiti dal Ministero dell\u2019istruzione\u00bb ovvero quelli che sono proposti nelle nuove linee guida prodotte dal ministero a guida Valditara le quali purtroppo ignorano o addirittura contraddicono le Indicazioni nazionali.<\/p>\n<p>Ricordiamo per concludere che dopo le Linee guida del maggio 2020, viene pubblicata nel luglio 2020 una nota ministeriale con cui si finanzia con quattro milioni di euro un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/-\/piano-per-la-formazione-dei-docenti-per-l-educazione-civica-di-cui-alla-legge-n-92-2019-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-i\">Piano di formazione dei docenti per l\u2019educazione civica<\/a>. Vuoi per problemi strutturali collegati alle modalit\u00e0 e agli attori delle formazioni erogate del Ministero, vuoi per i problemi contingenti implicati dallo stato pandemico, tali corsi non hanno avuto n\u00e9 la capillarit\u00e0 n\u00e9 la metodologia adatte a diffondere un qualsiasi effetto formativo significativo. Diventato ministro Patrizio Bianchi con il governo Draghi, il 23 novembre 2021 un decreto istituisce un nuovo Comitato Tecnico Scientifico e un Gruppo di Esperti da cui ci si aspettava addirittura \u00abun nuovo livello di riflessione sul Paese, sul nostro vivere civile, su questioni importanti per la crescita delle nuove generazioni\u00bb. In realt\u00e0 non si sa nulla e niente di tutto questo lavorio, da supporre del tutto gratuito, se non che ministro ormai Valditara nel governo Meloni, il 23 Marzo 2022 si provvede a un\u2019ulteriore modifica della composizione del CTS e a una ulteriore proroga: fino alla stesura dell\u2019integrazione alle linee guida o comunque in nessun caso oltre il 30 settembre 2023.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019era scritto nelle relazioni consegnate nell\u2019ottobre del 2023? Quali sono state le indicazioni del Board di esperti e del CTS? In che misura le persone che ne hanno fatto parte sono responsabili della chiave ideologica, del linguaggio, dei contenuti delle Linee guida guida rese note al pubblico e al CSPI nell\u2019agosto 2024 e rese legge con decreto firmato il 7 settembre 2024, nonostante le critiche e la bocciatura dell\u2019organo consultivo? A fronte della natura arrogante e intimidatoria del documento che andiamo qui di seguito ad esaminare sarebbe veramente interessante saperlo.<\/p>\n<p><b>Le Linee Guida 2024<\/b><\/p>\n<p>Come abbiamo visto, la pubblicazione di un\u2019integrazione alle Linee guida, con la specificazione di traguardi delle competenze e obiettivi di apprendimento, era dovuta e attesa e anzi giunge con un anno di ritardo. Ci\u00f2 che \u00e8 stato pubblicato ad agosto \u00e8 un documento molto esteso, che si prende largo spazio nella prima parte per delineare un quadro di presupposti ideologici e una visione di principio nuova e fondamentalmente distante, per linguaggio e contenuti, dalla Legge 92 a cui deve rispondere e dalla tradizione istituzionale dell\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica in Italia nonch\u00e9 dai documenti europei e internazionali che il Paese ha sottoscritto.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 composto da due parti: la prima fornisce il quadro teorico che ne ha dettato l\u2019impostazione, presenta i principi e i riferimenti ideali secondo cui sono stati messi a punto traguardi e gli obiettivi. Nella seconda parte sono appunto formulati questi traguardi delle competenze e per ciascuno di essi vengono elencati gli obiettivi di apprendimento pertinenti.<\/p>\n<p>In questo articolo analizzeremo la prima parte. Tutta la tradizione italiana a proposito dell\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica, che fu istituito per la prima volta con Ministro dell\u2019istruzione Aldo Moro nel 1959, indica come compito quello di creare consapevolezza critica sulla strutturazione della vita sociale giuridica e politica. La sua vocazione \u00e8 quella di fornire le conoscenze necessarie a diventare membri responsabili e criticamente attivi della societ\u00e0 a cui si appartiene tramite la conoscenza delle leggi e il possesso di nozioni per interpretare dimensioni e problematiche della vita collettiva. Con la crisi delle istituzioni democratiche delle societ\u00e0 industriali avanzate, tutti gli aspetti della vita sociale sono stati soffocati dalla molecolarizzazione consumistica delle aspirazioni civili e partecipative e si \u00e8 creata la necessit\u00e0 o per meglio dire l\u2019illusione di attribuire alle scuole e alle agenzie formative il compito di fornire strumenti per quella partecipazione attiva alla vita democratica che viene altrimenti ostacolata o addomesticata. Gli organismi internazionali e le agenzie intergovernamentali che rispondono ai principi democratici affermatisi dopo il 1945 non fanno altro che elaborare materiali sotto forma di Linee guida, raccolte di competenze e Tool kit per fornire a tutte e tutti le cittadine le competenze per partecipare attivamente alla vita democratica della societ\u00e0. Di tutto questo nel documento a firma Valditara non c\u2019\u00e8 traccia.<\/p>\n<p>Nella visione l\u00ec proposta pare che l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica abbia fondamentalmente uno scopo disciplinare, mirando a inculcare amore per le regole e rispetto dell\u2019ordine ossia della tranquillit\u00e0 per le strade, delle iniziative e delle propriet\u00e0 private, della libert\u00e0 delle imprese. Un cittadino prudente, ligio alle regole, capace di rispettare la propriet\u00e0 privata e amministrare oculatamente il suo, che apprezzi in primo luogo il decoro urbano e il tranquillo svolgimento di un\u2019operosit\u00e0 generale tesa alla produzione di ulteriore ricchezza all\u2019interno dei propri confini nazionali anche a prezzo, si pu\u00f2 immaginare, di un glorioso sforzo bellico. Un cittadino che sappia di dover dimostrare il proprio merito lavorando sempre e il pi\u00f9 possibile. Insomma non un inedito in Italia: dalla parte dei ricchi padroni, garantendo ordine e consenso da parte del popolo.<\/p>\n<p>Scendiamo nel dettaglio. Prima di tutto ecco un un elenco di parole che nelle Linee Guida del Merito non compaiono nemmeno una volta: diseguaglianza equit\u00e0 giustizia umanit\u00e0 casa pianeta ecologia globale pace. Si potrebbe dire che non avevano posto nemmeno in quelle provvisorie del 2020 ma dobbiamo ricordare che esse rimandavano alla Legge 92 e alle Indicazioni nazionali del 2012 per i principi e si presentavano come un succinto documento ai fini dell\u2019operativit\u00e0. Non andavano a delineare, come si fa inopportunamente in queste del 2024, un\u2019idea di cittadinanza e di formazione etica e morale.<\/p>\n<p>Il primo dei 10 paragrafi in cui si articola il documento\u00a0<i>Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica<\/i>\u00a0si intitola\u00a0<i>Il quadro di riferimento nazionale e internazionale<\/i>\u00a0ma in realt\u00e0 in esso manca qualsiasi riferimento a qualsivoglia documento internazionale. Ve ne sono almeno due di importanza decisiva, che non sarebbero dovuti essere ignorati:\u00a0<a href=\"https:\/\/unesdoc.unesco.org\/ark:\/48223\/pf0000261836\"><i>Educazione alla cittadinanza globale: temi e obiettivi di apprendimento<\/i><\/a>, licenziato nel 2018 dall\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e il\u00a0<a href=\"https:\/\/rm.coe.int\/16806ccf13\"><i>Quadro di riferimento per le competenze di una cultura della democrazia<\/i><\/a>\u00a0elaborato e stampato dal Consiglio d\u2019Europa nel 2018 (in Italia, 2021). Sono leggibili gratuitamente on line. In questi documenti tutte le parole tragicamente assenti nelle nostre \u201cLinee guida del merito\u201d, ricorrono largamente. In particolare \u00e8 interessante, e globalmente riconosciuto come testo guida, il documento UNESCO, frutto di una ricerca pluriennale di ottime esperte e destinato a essere diffuso con importanti iniziative internazionali nei prossimi anni. In Italia \u00e8 stato tradotto grazie all\u2019iniziativa del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento che mette in esergo alla Prefazione alla traduzione citazioni di Montessori e di Freire, focalizzando il ragionamento sulla pace. Nel documento \u00e8 declinata in ogni maniera l\u2019indicazione di: \u00abDistinguere fra identit\u00e0 personale e collettiva e quella dei vari gruppi sociali. Coltivare un senso di appartenenza ad una comune umanit\u00e0\u00bb. Ma forse ancora pi\u00f9 grave dell\u2019ignoranza del quadro internazionale \u00e8 la censura di quello che dovrebbe essere, a rigor di legge, il riferimento decisivo per la stesura delle Linee guida ossia le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/51310\/DM+254_2012.pdf\"><i>Indicazioni nazionali del 2012<\/i><\/a>, dalle quali non sono riprese n\u00e9 parole n\u00e9 principi (l\u00ec nel paragrafo\u00a0<i>Per una nuova cittadinanza\u00a0<\/i>a pagina 6 si legge: \u00abLa promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella societ\u00e0, ma questa stessa societ\u00e0 bisogna crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettivit\u00e0 pi\u00f9 ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale\u00bb).<\/p>\n<p>Questi riferimenti negati e taciuti elaborano i loro principi ridefinendo la questione appartenzenza, identit\u00e0, memoria e differenze in direzione di una cultura delle interconnessioni e della convivenza pacifica a livello globale, collegando il tema della disegueglianza a quello dell\u2019emergenza ambientale: esattamente ci\u00f2 che l\u2019educazione civica patriottica, nazionalista, iperindividualista e razzista di Valditara vuole cancellare. Le uniche leggi citate espressamente e messe in risalto nel primo paragrafo delle Linee guida del Merito sono un disegno di legge sulla sicurezza stradale e i decreti legge che trattano questioni di risparmio creditizio e quotabilit\u00e0 finanziaria dei piccoli capitali dove si ribadisce la necessit\u00e0 di implementare l\u2019educazione finanziaria nelle scuole.<\/p>\n<p><b>I principi: individuo, patria, propriet\u00e0 privata, obbedienza, lavoro<\/b><\/p>\n<p>Il secondo paragrafo si intitola\u00a0<i>Principi a fondamento dell\u2019educazione civica<\/i>\u00a0ed \u00e8 quello da leggere con maggiore attenzione. Dopo aver riportato in parafrasi l\u2019articolo 1 della legge 92, il testo afferma il carattere personalistico della Costituzione italiana, prendendo uno dei principi della Carta per piegarlo a una lettura strumentale, fino ad alterarne il significato. Per la Costituzione italiana ogni essere umano \u00e8 riconosciuto portatore di diritti inviolabili da garantire per lei\/lui e per le formazioni sociali cui appartiene e ha dei doveri inderogabili verso la comunit\u00e0: sul principio personalista sono state scritte migliaia di pagine e chi vorr\u00e0 studiarle si render\u00e0 conto come esso nulla abbia a che vedere con l\u2019esaltazione dell\u2019individualismo e la riduzione dell\u2019impegno solidale per la collettivit\u00e0, ma sia per il pluralismo e contro il totalitarismo. La persona si sviluppa e fiorisce se partecipa alla vita civile e sociale, se pu\u00f2 fare con gli altri senza subire e senza esercitare violenza e non esiste un bene comune senza dedizione, e tributo, a scopi e necessit\u00e0 collettive: ci\u00f2 insegna la Carta costituzionale, che piaccia o meno. In questo invece si passa dall\u2019affermazione brutalmente semplificatoria che lo Stato \u00e8 al servizio della persona e non viceversa all\u2019esaltare l\u2019importanza di \u00abstimolare e valorizzare ogni talento\u00bb. In queste prime 30 righe \u201ctalento\u201d \u00e8 la parola che ricorre di pi\u00f9. Subito dopo si insiste sullo sviluppo di una \u00abcultura dei doveri\u00bb in cui \u00e8 centrale il rispetto delle regole (senza altre specificazioni) in modo che la societ\u00e0 sia \u00abordinata\u00bb: il testo batte ostinatamente sulla responsabilit\u00e0 individuale, che deve stare al posto di una responsabilit\u00e0 sociale, negando paradossalmente in un testo sull\u2019educazione civica ogni valore alla dimensione politica nella vita delle persone. \u00c8 questo uno dei\u00a0<i>leitmotiv<\/i>\u00a0insistenti, rideclinato poco pi\u00f9 avanti cos\u00ec: \u00abla societ\u00e0 deve essere funzionale allo sviluppo di ogni individuo e non viceversa\u00bb. Se i doveri dell\u2019individuo non saranno verso la crescita pacifica e giusta di una societ\u00e0, a chi andranno rivolti? All\u2019obbedienza, all\u2019ordine, alla patria, alla propriet\u00e0 privata e al datore di lavoro pare. Continuando a leggere poco avanti, appare infatti il secondo\u00a0<i>leitmotiv<\/i>\u00a0di questo spudorato documento: \u00abla necessit\u00e0 di valorizzare la cultura del lavoro come concetto fondamentale della nostra societ\u00e0 da insegnare gi\u00e0 a scuola fin dal primo ciclo di istruzione\u00bb. Ci torneremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Il testo prosegue affermando che questa scuola costituzionale, dando centralit\u00e0 alla persona dello studente deve: \u00abfavorire l\u2019inclusione, a iniziare dagli studenti con disabilit\u00e0, dal recupero di chi \u00e8 rimasto indietro, dal potenziamento delle competenze di chi non ha eguali opportunit\u00e0 formative, e di chi non conosce la nostra lingua\u00bb. Osserviamo che \u201cnon avere uguali opportunit\u00e0 formative\u201d pare essere condizione naturale e non sociale ma soprattutto notiamo il linguaggio dicotomico tra noi e loro. Nel documento UNESCO sopra citato si parla dell\u2019importanza di respingere un discorso \u00abspesso intriso di paternalismo dove gli interventi sono descritti come diretti ad un Altro distante e disumanizzato nella sua difficolt\u00e0 o indigenza. Uno degli obiettivi dell\u2019educazione alla cittadinanza globale [\u2026]\u00e8 anche quello di contribuire alla decostruzione di questo discorso, degli immaginari ad esso collegati e di avvicinare quest\u2019Altro disumanizzato interpretando il tema dello sviluppo non solo come una serie di difficolt\u00e0 tecniche cui possono essere applicate soluzioni standardizzate e universali, ma pi\u00f9 propriamente come una questione di giustizia sociale, nel contesto di una sola umanit\u00e0 fortemente interconnessa\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle Linee guida del Merito si legge che il soggetto debole, da includere, da integrare, da non lasciare indietro e potenziare \u00e8 fondamentalmente lo straniero. L\u2019educazione civica proposta \u2013 leggiamo \u2013 \u00abpu\u00f2 supportare gli insegnanti nel lavoro dell\u2019integrazione, producendo nei suoi esiti coesione civica e senso della comunit\u00e0, evitando che anche in Italia si verifichino fenomeni di ghettizzazione urbana e sociale\u00bb. Ma \u201canche in Italia\u201d in che senso? Non si parla di diseguaglianze e di giustizia sociale ma di un Paese ideale in cui non vi \u00e8 attualmente nessuna ghettizzazione, parola associata esclusivamente alla questione di coloro che sono stranieri, e non di coloro che sono poveri o sfruttati.<\/p>\n<p>A partire da qui e per i tre paragrafi successivi si insiste su un solo concetto: il sentimento di appartenenza alla Patria italiana. Sappiamo che nel lavoro educativo il tema dell\u2019appartenenza \u00e8 delicatissimo e cruciale. Per crescere in salute bisogna sentirsi e sapersi radicati in una comunit\u00e0, in un ambiente naturale e storico e in una rete di scambi simbolici e affettivi: ci\u00f2 permette di accrescere la stima e la sicurezza in s\u00e9 e salvaguarda la possibilit\u00e0 di agire nel mondo senza paura, terrore e sentimenti di subalternit\u00e0 o rivalsa. Appartenere a un luogo, a un tempo, a una cultura che ci hanno costituito e la cui conoscenza profonda \u00e8 stata la chiave per diventare pensanti \u00e8 una delle esperienze del crescere di cui la formazione deve prendersi cura, sapendo anche che oltre all\u2019appartenenza conta la possibilit\u00e0 del distacco e della critica, pur salvaguardando la gratitudine e il riconoscimento. Ad oggi riconosciamo il valore dell\u2019appartenenza a una comunit\u00e0 e all\u2019intera umanit\u00e0 e sappiamo quali sono i modi in cui si pu\u00f2 parlare di appartenenza a una nazione, dopo le tragedie della Storia. Ci\u00f2 che ci spaventa nel leggere questo documento \u00e8 l\u2019insistenza sull\u2019appartenenza a una comunit\u00e0 nazionale, senza fare mai riferimento ad altro. Il nazionalismo ieri come oggi significa solo una cosa: guerra.<\/p>\n<p>L\u2019inquietante quadro di principi prosegue con un passaggio comico quando si dice che: \u00abl\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica dovrebbe aiutare gli studenti a capire la storia intera del Paese, riconoscendola nella ricchezza delle diversit\u00e0 dei singoli territori e valorizzando le varie eccellenze produttive che costituiscono il \u201cMade in Italy\u201d\u00bb, lasciando cos\u00ec cadere, in ossequio all\u2019economicismo forsennato che pervade ogni riga, persino quell\u2019autarchismo linguistico che tanto dovrebbe essere caro agli esponenti di questo governo. Nella riga dopo si torna a mettere a fianco \u00abl\u2019esercizio delle virt\u00f9 civiche\u00bb con \u00abla valorizzazione delle tipicit\u00e0 e delle tradizioni dei territori della Repubblica\u00bb. Tipicit\u00e0 gastronomiche in senso da\u00a0<i>depliant<\/i>\u00a0turistico, parrebbe. Infatti, con grande coerenza, a questa valorizzazione del\u00a0<i>made in Italy<\/i>\u00a0e di tipicit\u00e0 turistiche segue l\u2019esaltazione dello \u00abspirito di iniziativa e di imprenditorialit\u00e0\u00bb, i quali servono per affrontare \u00absfide e trasformazioni sociali attuali\u00bb e a coltivare un \u00absentimento di autodeterminazione\u00bb. Qui finisce qualsiasi dimensione civica o se si vuole collettiva: \u201csfide e trasformazioni della societ\u00e0\u201d sono eventi inevitabili a cui un individuo dotato di \u201ctalento imprenditoriale e di autodeterminazione\u201d sopravvive, non sono la scena storica dell\u2019impresa collettiva e politica, la sede dell\u2019impegno e della partecipazione attiva per dare forma a una societ\u00e0. L\u2019agghiacciante quadro dei principi conclude \u2013 e non poteva essere altrimenti \u2013 che \u00abParallelamente alla valorizzazione della iniziativa economica privata si evidenzia l\u2019importanza della propriet\u00e0 privata\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto il documento pare ricordarsi la sua funzione, cio\u00e8 di dare indicazioni per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica i cui principi erano gi\u00e0 nella Legge 92 e nelle Indicazioni nazionali. Ritorna sul principio della trasversalit\u00e0 dell\u2019insegnamento, di nuovo rimanda a documenti europei e internazionali senza citarli. Come indicazioni metodologiche si indicano \u00abattivit\u00e0 di carattere laboratoriale, casi di studio, seminari dialogici a partire da fatti ed eventi di attualit\u00e0\u00bb mentre pochissimo si insiste sulle esperienze extra scolastiche da svolgere sul territorio, come se il Covid non ci fosse stato e la Legge 92 non fosse vincolante prevedendo addirittura albi specifici e reti di collaborazione. Viene addirittura da chiedersi quale sia il livello di malafede perch\u00e9 il testo dice di riprendere i nuclei concettuali dalla Legge 92, che aveva solo Tematiche, mentre i Nuclei concettuali erano stati formulati nelle Linee guida del 2020 (COSTITUZIONE, diritto (nazionale e internazionale), legalit\u00e0 e solidariet\u00e0, SVILUPPO SOSTENIBILE, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio; CITTADINANZA DIGITALE), i quali comunque vengono modificati in: Costituzione; Sviluppo economico e sostenibilit\u00e0; Cittadinanza digitale, con una torsione economicista che il CSPI non ha potuto fare a meno di criticare e respingere.<\/p>\n<p>Il \u201cquadro dei principi\u201d delle Linee del merito si conclude ripercorrendo tali nuclei. Per la\u00a0Costituzione\u00a0torna a insistere sul fatto che le leggi della Costituzione sono fatte per le persone e non le persone per esse, poi batte sull\u2019educazione alla legalit\u00e0, sull\u2019educazione stradale e lungamente in conclusione del paragrafo sul \u201cdovere del lavoro\u201d. Ecco, dopo individualismo patriottico e propriet\u00e0 privata, il terzo\u00a0<i>leit motiv<\/i>\u00a0a cui fare attenzione: non il lavoro inteso come la forza nascosta capace di trasformare il mondo, come l\u2019ambito in cui ci si incontra con gli altri e si costruisce assieme il senso e la ragione della vita umana che ha bisogno di avere scopo e visione per la sua necessaria operosit\u00e0; non il lavoro come mezzo che ha ciascuno di intervenire sulla realt\u00e0 per trasformarla senza fare male agli altri e invece incontrandoli in pace per dare forma alla vivibilit\u00e0 comune del mondo. \u00c8 un lavoro di tutt\u2019altro tipo, assolutizzato e inteso come dovere etico di ubbidienza a un imperativo e a una forma di realizzazione strettamente personale, connesso al doversi meritare di possedere qualcosa e di esistere da qualche parte.<\/p>\n<p>Per\u00a0Sviluppo economico e sostenibilit\u00e0\u00a0(dicitura che espunge l\u2019educazione ambientale) \u00e8 sufficiente leggere l\u2019incipit: \u00ab\u00c8 importante educare i giovani ai concetti di sviluppo e di crescita. Per questo, la valorizzazione del lavoro, come principio cardine della nostra societ\u00e0, e dell\u2019iniziativa economica privata \u00e8 parte fondamentale di una educazione alla cittadinanza. La diffusione della cultura di impresa \u201ctrasferisce\u201d alle studentesse e agli studenti attitudini e conoscenze relative al mondo del lavoro e all\u2019autoimprenditorialit\u00e0\u00bb. Poi, forse intuendo l\u2019orrore che pu\u00f2 causare questo modo di scrivere nell\u2019epoca della catastrofe ambientale quando tutte ci rendiamo conto che solo uno sforzo globale per una visione differente dei bisogni e delle aspirazioni ci salver\u00e0, ecco che si dice: \u00abOvviamente, lo sviluppo economico deve essere coerente con la tutela della sicurezza, della salute, della dignit\u00e0 e della qualit\u00e0 della vita delle persone, della natura, anche con riguardo alle specie animali e alla biodiversit\u00e0, e pi\u00f9 in generale con la protezione dell\u2019ambiente\u00bb. Potremmo fermarci qui nella disamina del testo perch\u00e9 questa impostazione ci rivela come questo documento vada inteso alla stregua di una dichiarazione di guerra alle giovani generazioni che si preparano (o vorrebbero prepararsi o forse inevitabilmente si prepareranno) a una lotta senza quartiere per difendere un futuro vivibile e pacifico su questo pianeta. Le Linee guida del Merito dicono che da difendere a tutti i costi \u00e8 la propriet\u00e0 privata e gli interessi delle grandi corporation industrial-finanziarie. Stando con occhi aperti e orecchie attente il sottotesto delle Linee guida che ci ha presentato il governo Meloni ad agosto \u00e8 un attentato a una possibilit\u00e0 di futuro aperta dalle conoscenze e dalle azioni collettive che elaborano l\u2019interdipendenza di tutte le forme di vita, pensiero alla base di una umana convivenza pacifica.<\/p>\n<p>Ultima e definitiva conferma \u00e8 che, sempre all\u2019interno di questo nucleo concettuale, il riferimento alla questione ecologica sia rapidissimo e retorico (\u00abpossono rientrare tematiche riguardanti l\u2019educazione alla salute, alla protezione della biodiversit\u00e0 degli ecosistemi, alla bioeconomia anche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d) mentre si insiste sul quarto\u00a0<i>leitmotiv,<\/i>\u00a0dopo individuo italiano ubbidiente, propriet\u00e0 privata, lavoro: \u00e8 il decoro urbano. Da qui in avanti vi si far\u00e0 riferimento di continuo, anche nell\u2019elenco disteso degli obiettivi di apprendimento. Tanto poco si parla di ambiente e di ecologia tanto si insiste sul decoro urbano: \u00e8 una visione della citt\u00e0 non come luogo della politica e banco di prova della convivenza civile nelle differenze ma come vetrina dell\u2019ordine garantito agli abbienti da ubbidienti lavoratori che mai si sognerebbero di manifestare per strada e agire per ottenere altre leggi e politiche.<\/p>\n<p>In questo \u201cSviluppo economico e sostenibilit\u00e0\u201d rientrano l\u2019educazione alimentare, allo sport, al contrasto delle dipendenze e soprattutto, dulcis in fundo, \u00abl\u2019educazione finanziaria, assicurativa e alla pianificazione previdenziale\u00bb. Con fare pi\u00f9 intimidatorio che provocatorio anche questo paragrafo si conclude con l\u2019insistenza sul privato: \u00abl\u2019educazione finanziaria va intesa inoltre come momento per valorizzare e tutelare il patrimonio privato\u00bb. La questione ovviamente non \u00e8 negare la possibilit\u00e0 di insegnare nelle scuole come parlare e pensare alla gestione del denaro nelle forme contemporanee, una necessit\u00e0 ineludibile, ma come farlo e in quale cornice ideologica. Valentina Moiso in\u00a0<i>Addomesticare e governare la finanza<\/i>, articolo di apertura del focus di approfondimento\u00a0<i>La finanza e noi\u00a0<\/i>sul numero 100 de Gli Asini del giugno 2022 scriveva: \u00abLa finanza entra nelle nostre vite, direttamente o indirettamente, anche quando non ci aspettavamo di farci i conti. Le soluzioni proposte dal sistema privato oggi ruotano intorno a due nuclei: la gestione del rischio mediante algoritmi e l\u2019educazione finanziaria. Ma la questione \u00e8 anche politica: governare la finanza. Cio\u00e8 agire sull\u2019equilibrio tra aspetti economici e diritti di cittadinanza sociale\u00bb. La questione ha una rilevanza pedagogica e politica tale che dedicheremo questo tema dell\u2019educazione finanziaria un prossimo focus. Sempre Moiso scriveva: \u00abLa prima azione da fare per contrastare il dominio e superare gli eufemismi \u00e8 svelare la gravit\u00e0 di certe mistificazioni. Educando i cittadini\u00bb.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda il terzo nucleo concettuale, ovvero la\u00a0Cittadinanza digitale, molto \u00e8 ripreso letteralmente da quelle che erano le Linee guida del 2020. Ma pi\u00f9 che rilevare alcune espressioni (\u00abla dimensione fisica tangibile della vita si \u00e8 ridotta e la maggior parte delle attivit\u00e0 si svolge nello spazio digitale\u00bb; \u00abi pi\u00f9 giovani vittime elettive quando si verifica un uso lesivo della rete\u00bb) o l\u2019assenza della famosa\u00a0<i>Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell\u2019adolescente digitale<\/i>\u00a0dobbiamo constatare l\u2019incapacit\u00e0 e il rifiuto di pensare come sfida intergenerazionale la ridefinizione dell\u2019umanesimo nella rivoluzione tecnologica digitale e , possiamo solo prendere atto dell\u2019incapacit\u00e0 e del rifiuto di pensare e parlare di ci\u00f2 in cui si gioca ogni questione di dominio. Segniamo dunque come compito di lavoro per tutte noi l\u2019elaborazione di una vera riflessione educativa e politica sul digitale.<\/p>\n<p><b>Guardi o agisci? fare davvero cultura<\/b><\/p>\n<p>Il terzo paragrafo delle Linee guida 2024 si intitola \u00abLa trasversalit\u00e0 dell\u2019insegnamento\u00bb e bisogna mettere a fuoco questi passaggi: \u00abIl Collegio dei Docenti e le sue articolazioni, nonch\u00e9 i team docenti e i consigli di classe, nella predisposizione del curricolo e nella sua pianificazione organizzativa, individuano le conoscenze e le abilit\u00e0 necessarie a perseguire i traguardi di competenza fissati dalle Linee Guida, attingendo anche dagli obiettivi specifici in esse contenuti. [\u2026]\u00c8 fondamentale che le tematiche trattate siano sempre coerenti e integrate nel curricolo e siano funzionali allo sviluppo delle conoscenze, abilit\u00e0 e competenze previste nei traguardi per lo sviluppo delle competenze dalle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, dalle Linee Guida degli Istituti tecnici e professionali e dalle Indicazioni per i Licei\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 da qui che ci si pu\u00f2 attestare per la resistenza e la creazione di prassi di insegnamento all\u2019interno degli istituti statali che affermino una visione della conoscenze e delle abilit\u00e0 civiche e sociali differenti da ci\u00f2 che \u00e8 scritto in queste Linee guida. Gli obiettivi di apprendimento (confusi, inappropriati, impraticabili come ha indicato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/Parere_ed-civica..AOODGOSV.REGISTRO+UFFICIALE%28E%29.0036555.28-08-2024.pdf\/d7e27639-bf87-9de5-3eec-d8323b9df84b?t=1724862867589\">il parere del CSPI\u00a0<\/a>ignorato) hanno una dicitura che comunque consente a noi docenti di declinarli in termini di conoscenze di cui continuiamo ad essere responsabili. Nessuna di noi sar\u00e0 obbligata a insegnare l\u2019orgoglio nazionalista e un amor di patria bellicista. Anzi, \u00e8 a partire da quella meschinit\u00e0 arrogante di linguaggio e ideologia che possiamo mettere in campo una reazione vincente, giocando di rilancio con la certezza di essere dalla parte giusta. L\u2019attivismo pedagogico in Italia \u00e8 carente nella messa a punto e nella diffusione capillare di strumenti e materiali didattici per il lavoro di insegnamento ed emancipazione nelle classi. Molte buone idee e discorsi ma pochi strumenti. Siamo chiamate tutti e tutte a una fase di lavoro cooperativo in prima persona, dalle scuole d\u2019infanzia alle aule universitarie dobbiamo prendere spunto dalla tradizione delle Biblioteche di lavoro, degli strumentari dell\u2019educazione popolare, dalle pratiche di autocostruzione montessoriane, dei Cemea e della cooperazione. Chi nelle universit\u00e0 pensa e riconosce il rischio a cui siamo esposti e l\u2019impegno a cui siamo chiamati deve mettersi al servizio di questo sforzo e produrre materiale didattico splendido ed efficace per noi e con noi. Se il Ministero del merito stabilisce come obiettivo \u00abapprofondire il concetto di Patria\u00bb, noi avremo strumenti culturalmente inattaccabili e illuminanti per illustrare la storia di questo concetto, il significato romantico e ideale cos\u00ec come l\u2019uso assassino e liberticida che se n\u2019\u00e8 fatto. Ma questo \u00e8 solo un esempio, potremmo costruirne altri, rispondendo come si deve all\u2019obiettivo di \u00abConoscere le condizioni della crescita economica\u00bb a quello di \u00abConoscere, attraverso lo studio e la ricerca, le cause dello sviluppo economico e delle arretratezze sociali ed economiche in Italia ed in Europa\u00bb; da \u00abMettere in relazione gli stili di vita delle persone e delle comunit\u00e0 con il loro impatto sociale, economico ed ambientale\u00bb a \u00abValutare con attenzione ci\u00f2 che di s\u00e9 si consegna agli altri in rete, rispettando le identit\u00e0, i dati e la reputazione altrui\u00bb. Il principio sia quello del pragmatismo: \u00e8 il momento di creare con la nostra azione indefessa e unitaria la trasformazione delle leggi che vogliamo, non \u00e8 un tempo di lamento ma di azione.<\/p>\n<p>La parte normativa effettiva del documento quindi, che viene sviluppata per 8 successivi paragrafi che non analizzeremo dettagliatamente, definisce i traguardi di competenza ed elenca gli obiettivi di apprendimento restando vincolata a un quadro legislativo,\u00a0 argomentativo e linguistico internazionale da cui non pu\u00f2 ritirarsi. Di conseguenza adotta una enunciazione \u201cstandard\u201d in gergo scolastichese e solo di tanto in tanto balena un guizzo da bravacci. Non si sa se per fretta, ambizione o ignoranza gli elenchi degli obiettivi di apprendimento, organizzati per griglie e livelli di scuola, \u00e8 iper abbondante e confusiva, va dalla litosfera all\u2019intimazione di diligenza e ubbidienza. Pur imbrigliata dal riferimento obbligato a documenti precedenti, nazionali e internazionali, di tutt\u2019altra impostazione, resta evidente l\u2019ossessione sviluppista ed economicista, la volont\u00e0 di disciplinare i giovani a non fare politica, esaltando le scelte individuali sopra qualsiasi responsabilit\u00e0 sociale, insistendo su propriet\u00e0 privata e culto della ricchezza personale. Ci viene proposta una educazione civica che non sa pensare la rivoluzione digitale, l\u2019ambientalismo e il presentarsi alla storia delle soggettivit\u00e0 femminili, tanto che si potrebbe scrivere un saggio su come scrive delle donne. Queste linee guida ci lasciano la possibilit\u00e0 di continuare a fare come crediamo in coscienza ma non vorremmo che ci\u00f2 induca a sentirsi al sicuro e a sottovalutare l\u2019attentato alla pace e alla democrazia future che prospettano.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/privati-cittadini-la-diseducazione-civica-della-destra\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/privati-cittadini-la-diseducazione-civica-della-destra\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Redazione) Le \u201cLinee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica\u201d\u00a0trasmesse il 7 agosto 2024 dal Ministero dell\u2019istruzione e del merito al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per essere approvate, dichiarano senza pudore, anzi con piglio a tratti intimidatorio, una ben precisa visione di societ\u00e0, cittadinanza e scuola. 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