{"id":87151,"date":"2024-09-23T11:48:14","date_gmt":"2024-09-23T09:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87151"},"modified":"2024-09-23T11:49:22","modified_gmt":"2024-09-23T09:49:22","slug":"la-cina-leuropa-e-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87151","title":{"rendered":"La Cina, l\u2019Europa e Draghi"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Francesco Sylos Labini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-87152 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/104721755-9879ecc0-b008-4f17-9c84-83d1db98599e.jpg\" alt=\"\" width=\"390\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/104721755-9879ecc0-b008-4f17-9c84-83d1db98599e.jpg 390w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/104721755-9879ecc0-b008-4f17-9c84-83d1db98599e-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/p>\n<p>La spettacolare crescita della Cina ci insegna che volendo \u00e8 possibile cambiare le cose, e anche piuttosto velocemente. Vediamo qualche numero per quello che riguarda ricerca e innovazione. Qualche mese fa<a href=\"https:\/\/www.economist.com\/science-and-technology\/2024\/06\/12\/china-has-become-a-scientific-superpower\">\u00a0l\u2019<em>Economist<\/em>\u00a0ha pubblicato un articolo dal titolo\u00a0<em>La Cina \u00e8 diventata una superpotenza scientifica<\/em>:<\/a>\u00a0la Cina ha infatti superato gli Stati Uniti e l\u2019intera Unione europea per numero di articoli scientifici di grande impatto prodotti ogni anno e la crescita \u00e8 stata incredibilmente rapida: \u201cNel 2003 l\u2019America ha prodotto 20 volte pi\u00f9 articoli ad alto impatto rispetto alla Cina, nel 2013 4 volte e, nell\u2019ultima analisi dei dati, che esamina gli articoli del 2022, la Cina ha superato sia l\u2019America sia l\u2019intera Unione europea\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-19-alle-08.30.18.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82736 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-19-alle-08.30.18.png\" alt=\"\" width=\"2388\" height=\"1708\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Cina \u00e8 oggi un importatore netto di scienziati: \u201cDalla fine degli anni 2000, sono pi\u00f9 gli scienziati che rientrano nel Paese che quelli che ne escono\u201d; inoltre, nel 2020 le universit\u00e0 cinesi hanno rilasciato 7 volte pi\u00f9 lauree in Ingegneria rispetto agli Stati Uniti. Entro il 2025, si prevede che le universit\u00e0 cinesi produrranno quasi il doppio dei dottori di ricerca in scienza e tecnologia rispetto agli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-19-alle-08.34.34.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82737 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-19-alle-08.34.34.png\" alt=\"\" width=\"2012\" height=\"1708\" \/><\/a><\/p>\n<p>Guardando ai brevetti, che sono importanti in quanto stimolano lo sviluppo scientifico e portano alla nascita di nuove tecnologie e di interi settori produttivi, troviamo che, secondo l\u2019Organizzazione Mondiale per la Propriet\u00e0 Intellettuale delle Nazioni Unite, nel 2021 su 1.608.375 brevetti in diversi settori, l\u201987% \u00e8 stato concesso a innovatori di soli sei Paesi: la Cina col 37,8%, gli Stati Uniti col 17,8%, il Giappone col 16,0%, la Corea del Sud col 9,85, la Germania col 4,3% il Regno Unito col 1,2% e il resto del mondo col 13,1%. La Cina ha raggiunto la vetta della classifica nella produzione di brevetti in 29 dei 36 settori totali, tra cui la tecnologia informatica, i macchinari elettrici e la comunicazione digitale. Gli Stati Uniti si sono piazzati al secondo posto e sono in testa in soli quattro settori. L\u2019Europa nel suo insieme ha una posizione marginale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/patents.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82738 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/patents.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"1200\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 avvenuto grazie al fatto che \u201cla spesa della Cina per ricerca e sviluppo \u00e8 cresciuta di 16 volte dal 2000\u201d (<em>Economist<\/em>) e non mostra alcun segno di arresto, mentre la spesa degli Stati Uniti, come anche quella dell\u2019Europa, \u00e8 praticamente in stallo. Nel suo rapporto Mario Draghi nota questo divario ma invece di proporre di risollevare l\u2019intero sistema della ricerca, consiglia di coltivare le sole eccellenze: una ricetta vecchia e fallimentare gi\u00e0 applicata sia nel nostro Paese sia in Europa e che ha portato all\u2019accentramento delle risorse e del potere in pochi poli secondo la logica dello sgocciolamento, lasciando deperire la gran parte del sistema universitario e soffocando lo sviluppo di nuove idee.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/sb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82745 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/sb.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"313\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 molto chiaro da troppo tempo a chiunque non abbia le lenti ideologiche neoliberali, e nel nostro Paese la responsabilit\u00e0 \u00e8 di certo di una classe imprenditoriale imbarazzante che ha dettato l\u2019agenda a una classe politica anche peggiore. Ricordiamo la famosa giustificazione di Silvio Berlusconi ai tagli all\u2019universit\u00e0 del 2008: \u201cPerch\u00e9 dobbiamo pagare uno scienziato se facciamo le scarpe pi\u00f9 belle del mondo?\u201d. E ricordiamo anche che Mario Draghi, mai votato da nessuno, \u00e8 stato il motore politico della trasformazione del nostro paese da potenza industriale negli anni Novanta a economia basata sul turismo, facendo tesoro del consiglio del prof. Luigi Zingales da Chicago secondo cui l\u2019Italia non ha un futuro nell\u2019universit\u00e0 e nella ricerca avendo per\u00f2 un futuro enorme nel turismo. Sembrava una battuta, ma era un programma politico che \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<div class=\"youtube-embed\" data-video_id=\"tHpIgkw4ZwU\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tHpIgkw4ZwU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A dodici anni di distanza questa retorica ha varcato i confini nazionali e il\u00a0<em>Wall Street Journal<\/em>\u00a0ha recentemente dedicato un articolo al \u201cnuovo motore economico dell\u2019Europa\u201d: i turisti americani. Si prospetta, cio\u00e8, un\u2019economia basata sul turismo di massa che al momento sta subendo una fase di sviluppo specialmente nel Sud Europa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-23-alle-10.10.43.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82746 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Screenshot-2024-09-23-alle-10.10.43.png\" alt=\"\" width=\"1029\" height=\"670\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, non bisogna avere un Ph.D. all\u2019Universit\u00e0 di Chicago per sapere che il turismo \u00e8 un settore caratterizzato da impieghi a basso valore aggiunto, spesso precari e senza tutele che non richiedono laurea o specializzazioni significative. Per contro un\u2019economia orientata verso il turismo, da una parte avvantaggia le rendite e dall\u2019altra porta alla subalternit\u00e0 tecnologica e scientifica. Questo \u00e8 il futuro che la gerontocrazia al potere, di cui Draghi \u00e8 il campione, ha preparato per il nostro paese e per l\u2019Europa. La strada da percorrere deve essere invece quella di sviluppare le forze intellettuali e culturali del Vecchio continente rafforzando il sistema universitario nella sua interezza e cercando di costruire ponti anche con la maggiore super-potenza scientifica mondiale, cio\u00e8 con la Cina.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/la-cina-leuropa-e-draghi\/\">https:\/\/www.roars.it\/la-cina-leuropa-e-draghi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Francesco Sylos Labini) La spettacolare crescita della Cina ci insegna che volendo \u00e8 possibile cambiare le cose, e anche piuttosto velocemente. Vediamo qualche numero per quello che riguarda ricerca e innovazione. 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