{"id":87167,"date":"2024-09-24T10:00:04","date_gmt":"2024-09-24T08:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87167"},"modified":"2024-09-24T09:47:56","modified_gmt":"2024-09-24T07:47:56","slug":"la-solita-vittima-dellausterita-le-pensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87167","title":{"rendered":"La solita vittima dell\u2019austerit\u00e0: le pensioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/pensione.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4356\" role=\"button\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/pensione.png?w=1024\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"661\" data-attachment-id=\"4356\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/09\/18\/la-solita-vittima-dellausterita-le-pensioni\/pensione\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/pensione.png\" data-orig-size=\"1024,661\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PENSIONE\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/pensione.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/pensione.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Tra la fine d\u2019agosto e l\u2019inizio di settembre, come da tipico copione tardo-estivo, si \u00e8 tornato a parlare con una certa frenesia di sistema pensionistico.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019ormai conclamato e ufficiale ritorno in grande stile dell\u2019austerit\u00e0 di bilancio impone ai governi europei di tornare con forza alle politiche di tagli draconiani che erano state in parte congelate nel periodo pandemico e post-pandemico (2020-2023).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Come sempre i bocconi pi\u00f9 appetibili per fare cassa sono quelli dove potenzialmente c\u2019\u00e8 tanto da drenare e da risparmiare e dove le vittime designate sono le classi subalterne: sanit\u00e0, scuola, servizi pubblici locali e, naturalmente, pensioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Il saccheggio pensionistico: un po\u2019 di storia recente<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Queste ultime sono state oggetto di una politica di spoliazione senza tregua dall\u2019inizio degli anni \u201990 in poi e continuano ad esser viste dai governi di turno come un enorme pozzo dove scavare fino a raschiare il fondo. Essenzialmente in due modi: 1. allungamento continuo dell\u2019et\u00e0 pensionabile; 2. riduzione dell\u2019assegno pensionistico attraverso una transizione accelerata al calcolo contributivo e il costante taglio delle percentuali di indicizzazione all\u2019inflazione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">In tema di et\u00e0 pensionabile, con la manovra finanziaria dello scorso anno eravamo rimasti al drastico aggravamento delle condizioni della gi\u00e0 miserrima quota 103, peggiorativa a sua volta di quota 102, peggiorativa a sua volta della misera e pro-tempore quota 100, intese tutte come misure ponte temporanee per tornare di fatto alla regola generale della Legge Fornero che, al netto degli altri strumenti d\u2019eccezione, consente ad oggi di accedere alla pensione attraverso due canali standard: con la pensione di\u00a0<strong>vecchiaia<\/strong>\u00a0raggiunti i 67 anni di et\u00e0 (e 20 di contributi); oppure con la pensione\u00a0<strong>anticipata<\/strong>\u00a0(accumulo di anni di contribuzione indipendentemente dall\u2019et\u00e0, quella che una volta era la\u00a0<strong>pensione di anzianit\u00e0<\/strong>) con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e con 41 anni e 10 mesi per le donne. Fuori da questi canali vi sono, come strumenti aggiuntivi d\u2019eccezione: Quota 103, opzione donna e APE sociale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Quota 103 (data dalla somma tra 41 anni di contribuzione e 62 anni di et\u00e0) cos\u00ec come rinnovata nella scorsa finanziaria presenta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ratio.it\/nuova-pensione-quota-103-presentazione-domande\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">delle condizioni capestro<\/a>\u00a0cos\u00ec gravose che l\u2019hanno di fatto resa un\u2019opzione impraticabile o praticabile a costi elevatissimi. Tre sono gli espedienti punitivi che si sommano al gi\u00e0 implicito meccanismo punitivo del calcolo contributivo (per cui al decrescere dell\u2019et\u00e0 di accesso alla pensione diminuisce l\u2019assegno pensionistico in quanto calcolato su un ammontare di anni di vita attesa pi\u00f9 ampio).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">1. Il pieno ricalcolo contributivo di quella ormai residua quota parte di pensione che, stando alla vecchia Legge Dini, avrebbe dovuto essere calcolata con il sistema retributivo, ovvero gli anni di lavoro pre-1996. Un ricalcolo chiaramente penalizzante, tanto pi\u00f9 per le carriere pi\u00f9 lunghe con una quota retributiva ancora significativa.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">2. L\u2019allungamento delle finestre da 3 a 6 mesi per i lavoratori dipendenti del settore privato e da 6 a 9 per i dipendenti pubblici. Le finestre rappresentano il tempo che intercorre dal momento della maturazione del diritto alla pensione al momento di effettiva percezione del primo assegno pensionistico. Mentre per la pensione di vecchiaia non vi \u00e8 alcuna finestra e l\u2019assegno lo si percepisce dal mese immediatamente successivo al raggiungimento dei requisiti, per le varie forme di pensione anticipata da molti anni \u00e8 stato introdotto il meccanismo delle finestre come espediente per ridurre la spesa pensionistica senza dover intaccare direttamente il requisito contributivo-anagrafico. Il lavoratore\/lavoratrice pu\u00f2 quindi cessare l\u2019attivit\u00e0 lavorativa nel momento in cui raggiunge il requisito, ma dovr\u00e0 attendere tot mesi prima di incassare la pensione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">3. Il terzo meccanismo punitivo di quota 103 consiste nella fissazione di un livello massimo di pensione erogabile lorda a 4 volte l\u2019assegno minimo INPS ovvero circa 2300 euro (non pi\u00f9 di 1700 euro netti, una cifra che non riguarda di certo classi di reddito elevate, ma, piuttosto, una quota considerevole di lavoratori con uno stipendio tutt\u2019al pi\u00f9 dignitoso). Tutto l\u2019eventuale in pi\u00f9 cui si ha diritto della propria pensione viene decurtato. Un vero e proprio furto legalizzato senza alcuna ratio se non quella del risparmio ad ogni costo.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u00c8 evidente come, con requisiti cos\u00ec stringenti, l\u2019opzione di uscita anticipata con quota 103 diventi cos\u00ec punitiva da risultare di fatto una non opzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Le possibili mosse del governo: di male in peggio<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il governo medita ora se abolire o prorogare questa misura e se eventualmente sostituirla con la spesso sbandierata quota 41, cavallo di battaglia della Lega. Quota 41, nella sua formulazione originaria avrebbe dovuto consentire di accedere con 41 anni di contributi e senza alcun requisito anagrafico alla pensione. Una sorta di riforma dell\u2019attuale pensionamento anticipato previsto a 41 anni e 10 mesi e 42 anni e 10 mesi per rispettivamente donne e uomini.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Le sirene dell\u2019austerit\u00e0 di sono subito attivate al solo spauracchio che una simile misura (giudicata troppo costosa) potesse essere adottata e la Lega, senza colpo ferire, ha cos\u00ec sommessamente rilanciato quota 41 in versione leggera, ovvero basata, come quota 103, sul pieno calcolo contributivo. Una variante che, secondo fonti sindacali, costerebbe mediamente ai pensionati una decurtazione del 20% della pensione. Anche questa versione\u00a0<em>light,\u00a0<\/em>molto meno costosa non sembra appassionare un governo cos\u00ec fedele alla linea dei tagli per l\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Opzione donna ed APE sociale, da anni minacciate di abolizione ad ogni autunno, sembra che verranno rinnovate anche per il 2025. Tuttavia, entrambe le opzioni erano gi\u00e0 state segnate da draconiani interventi di peggioramento delle condizioni di accesso stabiliti dallo scorso anno. Per l\u2019APE sociale, riservata ad una platea ristretta di addetti a lavori usuranti, un aumento del requisito anagrafico di 5 mesi e la totale non cumulabilit\u00e0 con altri redditi da lavoro. Per Opzione donna la restrizione della platea alle sole lavoratrici caregiver, invalide, o impiegate in aziende in crisi con un\u2019et\u00e0 di uscita innalzata e variabile tra 59 e 61 anni in base al numero di figli (e con 35 anni di contributi) oltre che con il, sempre previsto, solo calcolo contributivo anche per la quota di pensione retributiva.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Di fronte ad un panorama che vede le opzioni di uscita flessibile diverse da quelle standard depotenziate fino all\u2019assurdo ed un livello di pensione attesa da fame per i futuri pensionandi (con il regime contributivo che entrer\u00e0 a breve a regime pieno), il governo, non soltanto non intende porre rimedio a nessuno dei nodi drammatici che affliggono il sistema previdenziale, ma in preda ad una sete incontenibile di austerit\u00e0 cerca persino di allargare ulteriormente il perimetro di ci\u00f2 che si pu\u00f2 rosicchiare.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Le proposte verso questa perniciosa direzione sono due:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La prima \u00e8 quella di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/pensioni\/24_agosto_26\/pensioni-anticipate-allo-studio-l-allungamento-delle-finestre-fino-a-7-mesi-5b6af4a4-d86d-4047-aba5-dff3230eexlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un brusco aumento da 3 a 6 o persino 7 mesi<\/a>\u00a0della finestra per l\u2019accesso alla pensione anticipata. In sostanza una finestra di 7 mesi sposterebbe da 43 anni e 1 mese (42 anni e un mese per le donne) il momento di percezione della prima pensione a 43 anni e 5 mesi (42 anni e 5 mesi per le donne). Si viaggia insomma a vele spiegate verso i 44 anni e chiss\u00e0 un domani oltre. Alla faccia di quota 41! Di fatto si tratta di un\u2019abolizione definitiva della vecchia pensione di anzianit\u00e0, gi\u00e0 ristretta, oggi, ad una platea sempre pi\u00f9 striminzita. Quanti sono in effetti le lavoratrici e i lavoratori, nel mercato del lavoro di oggi, a riuscire a raggiungere requisiti di 43-44 anni di contribuzione prima di aver raggiunto i 67 anni di et\u00e0 (momento di accesso alla pensione di vecchiaia)?<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u00c8 molto importante, al riguardo, capire come dagli anni \u201990 dello scorso secolo, sia stato stravolto, fino a ridurlo a brandelli, uno dei cardini del sistema pensionistico italiano, la pensione di anzianit\u00e0, incentrata sul concetto elementare e molto civile \u2013 in una civilt\u00e0 che abbia a cura il benessere delle persone \u2013 per cui dopo un numero ragionevolmente elevato di anni di lavoro si possa accedere al diritto sociale al riposo.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Fino al 1996 la pensione di anzianit\u00e0 era garantita a chi aveva maturato 35 anni di contributi senza alcun limite di et\u00e0. Tale requisito, dai primi anni 2000, era stato innalzato a 40 anni, ma era rimasto in piedi, fino alla Legge Sacconi e poi Fornero (2010-2011), un sistema di quote che consentiva una certa flessibilit\u00e0 di uscita (quota 96-97, etc.) dai 35 anni di contribuzione ed et\u00e0 variabili (dai 57 anni). Oggi, solo 13 anni dopo da quel tempo, con una vita media attesa cresciuta assai poco, si parla della vaga ipotesi di accesso alla pensione con 41 anni di contributi (senza requisiti di et\u00e0) come di una anacronistica regalia insostenibile per i conti pubblici e, si discute di come continuare a restringere, fino a farlo scomparire, ci\u00f2 che resta di un\u2019irriconoscibile pensione di anzianit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Nella proposta dell\u2019allungamento delle finestre per la pensione anticipata peraltro la fame di austerit\u00e0 si unisce ad un codardo atto di sadismo verso persone cui si promette un determinato requisito di accesso alla pensione salvo poi negare loro per mesi la fonte di sostentamento che rende praticabile e concreta tale scelta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Il taglio alla perequazione<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La seconda proposta orientata a garantire flussi di risparmi sulla pelle dei pensionati \u00e8 il ventilato rinnovo (qualcuno parla persino di inasprimento) dei meccanismi di ridimensionamento della quota di indicizzazione delle pensioni all\u2019inflazione gi\u00e0 introdotti dal governo in carica alla fine del 2022 proprio nel bel mezzo della pi\u00f9 grande ondata inflattiva degli ultimi 30 anni. Presentati come temporanei, tali meccanismi di riduzione dell\u2019assegno pensionistico vengono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/economia\/2024\/09\/13\/news\/manovra_ecco_i_nuovi_tagli_alle_pensioni-14630068\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ora riproposti<\/a>\u00a0ed ancora una volta usati sfacciatamente come pratico e ben oliato strumento di riduzione della spesa previdenziale. Riduzione ancor pi\u00f9 odiosa se si pensa che la piena indicizzazione per le pensioni \u00e8 indispensabile, in quanto non essendoci contrattazione \u00e8 l\u2019unico strumento per mantenere il valore reale del reddito.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Sulla base delle norme applicate negli ultimi due anni, infatti, l\u2019indicizzazione all\u2019inflazione (quest\u2019anno in forte calo, prevista attorno al 1,5%), \u00e8 fissata al 100% per tutti gli assegni che non superano quattro volte il minimo (2.102,52 euro lordi al mese) mentre tra 4 e 5 volte (2.102,52-2.626,90 euro) si scende all\u201985%, tra 5 e 6 volte (2.626,90-3.152,28) al 53%; tra 6 e 8 volte il minimo (3.152,28-4.203,04) al 47%; al 37% tra 8 e 10 volte il minimo e al 22% per gli importi superiori a 10 volte il minimo.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Si osservi che una decurtazione di quasi il 50% prevista per assegni tra 5 e 6 volte il minimo colpisce di fatto pensioni nette comprese tra 1900 e 2300 euro al mese circa. Di certo non pensioni d\u2019oro come spesso si \u00e8 voluto propagandare per giustificare una misura cos\u00ec ingiusta e arbitraria.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">I danni economici inflitti ai pensionati tra il 2023 e il 2024 da questo schema normativo sono stati e saranno enormi.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Secondo una recente analisi del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cgil.it\/ufficio-stampa\/pensioni-cgil-e-spi-governo-insiste-nel-fare-cassa-a-scapito-dei-pensionati-migliaia-di-euro-in-meno-per-assegni-e-ennesimo-taglio-da-un-miliardo-huca0ex1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dipartimento Previdenza della Cgil e dello SPI<\/a>, la somma dei tagli del biennio 2023-2024 (con inflazione rispettivamente all\u20198,1 e al 5,45) e del 2025 (con inflazione all\u20191,5%), per una pensione di\u00a0<strong>1.732<\/strong>\u00a0nel 2022 ammonterebbe a\u00a0<strong>968 euro<\/strong>; per una pensione netta di\u00a0<strong>2.029 euro<\/strong>\u00a0la perdita sar\u00e0 di\u00a0<strong>3.571 euro<\/strong>, e per una pensione netta di\u00a0<strong>2.337<\/strong>\u00a0<strong>euro<\/strong>\u00a0si arriver\u00e0 a una perdita di\u00a0<strong>4.487 euro\u00a0<\/strong>in tre anni. Per una pensione netta di\u00a0<strong>2.646 euro<\/strong>, la perdita complessiva sar\u00e0 di\u00a0<strong>4.534 euro<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ancora pi\u00f9 impressionanti le previsioni di perdita economica su un orizzonte di vita media attesa di un neopensionato qualora lo schema normativo dovesse essere confermato nei prossimi anni. Per un importo di pensione pari a\u00a0<strong>2.300 euro<\/strong>\u00a0lordi nel 2022 (<strong>1.732 euro\u00a0<\/strong>netti), la perdita netta calcolata sull\u2019attesa di vita media raggiunge un mancato guadagno netto per gli\u00a0<strong>uomini<\/strong>\u00a0pari a\u00a0<strong>8.772 euro<\/strong>\u00a0e per le\u00a0<strong>donne<\/strong>\u00a0(a causa della maggior vita media attesa) pari a\u00a0<strong>9.541 euro<\/strong>. Per una pensione lorda di\u00a0<strong>3.840 euro<\/strong>\u00a0(pensione netta\u00a0<strong>2.646 euro<\/strong>) si avrebbe una perdita di\u00a0<strong>40.992 euro<\/strong>\u00a0in media per un\u00a0<strong>uomo<\/strong>, e di\u00a0<strong>44.462<\/strong>\u00a0<strong>euro<\/strong>\u00a0per una\u00a0<strong>donna<\/strong>. Di seguito una tabella riassuntiva tratta dallo studio in questione.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/screenshot-2024-09-18-alle-16.59.04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4341\" role=\"button\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/screenshot-2024-09-18-alle-16.59.04.png?w=1024\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"269\" data-attachment-id=\"4341\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/09\/18\/la-solita-vittima-dellausterita-le-pensioni\/screenshot-2024-09-18-alle-16-59-04\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/screenshot-2024-09-18-alle-16.59.04.png\" data-orig-size=\"2054,540\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot 2024-09-18 alle 16.59.04\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/screenshot-2024-09-18-alle-16.59.04.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/screenshot-2024-09-18-alle-16.59.04.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Una gravissima violazione dei diritti sociali ed economici di milioni di persone che dopo una dura vita di lavoro dovrebbero vedere le proprie gi\u00e0 striminzite pensioni (come gi\u00e0 detto, redditi fissi non oggetto di contrattazione) tutelate dalla svalutazione comportata dall\u2019aumento dei prezzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Per concludere<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">\u00c8 cos\u00ec insomma che, tra scandali e gossip agostani, Il governo Meloni prono, come e pi\u00f9 dei precedenti governi, ai dettami dell\u2019austerit\u00e0 europea, trascorre le proprie settimane tardo-estive: pianificando un saccheggio di risorse sociali da sottrarre a lavoratori e pensionati sotto forma di taglio dei redditi, riduzione dello Stato sociale e disinvestimento nei settori strategici dell\u2019economia.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">I nuovi tagli annunciati alle pensioni sono soltanto una parte dei tagli che verranno resi noti nella terribile manovra finanziaria che gli italiani si troveranno tra capo e collo nelle prossime settimane con le opposizioni parlamentari che strepitano maldestramente fingendo di dimenticare, come da ormai consolidato copione, di essere state (ed essere tutt\u2019ora) le pi\u00f9 affidabili e certificate paladine delle politiche neoliberiste e di austerit\u00e0 al pari del governo che fingono di osteggiare.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Quelle politiche che, va ricordato, non sono prerogativa solo italiana, ma una vittima prediletta delle politiche europee. Si pensi alla riforma francese che ha scatenato l\u2019opposizione in tutto il paese all\u2019inizio del 2023, e al fatto che proprio la volont\u00e0 di rimettere mano a quello scempio sia stato portato a giustificazione da parte di Macron dell\u2019impossibilit\u00e0 dell\u2019affidamento del governo a un rappresentante del Nuovo Fronte Popolare.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">In Italia, un paese che sembra ormai privo di anticorpi sociali reattivi, urge, oggi che pi\u00f9 che mai, ricompattare un\u2019opposizione popolare in grado di far fronte alle sfide di un autunno che si preannuncia doloroso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/09\/18\/la-solita-vittima-dellausterita-le-pensioni\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/09\/18\/la-solita-vittima-dellausterita-le-pensioni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) &nbsp; Tra la fine d\u2019agosto e l\u2019inizio di settembre, come da tipico copione tardo-estivo, si \u00e8 tornato a parlare con una certa frenesia di sistema pensionistico. L\u2019ormai conclamato e ufficiale ritorno in grande stile dell\u2019austerit\u00e0 di bilancio impone ai governi europei di tornare con forza alle politiche di tagli draconiani che erano state in parte congelate nel periodo pandemico e post-pandemico (2020-2023). Come sempre i bocconi pi\u00f9 appetibili per fare cassa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":40187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/coniarerivolta.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mFV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87167"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87168,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167\/revisions\/87168"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}