{"id":87245,"date":"2024-09-30T11:27:57","date_gmt":"2024-09-30T09:27:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87245"},"modified":"2024-09-30T11:27:57","modified_gmt":"2024-09-30T09:27:57","slug":"universita-quanto-mi-costi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87245","title":{"rendered":"Universit\u00e0, quanto mi costi"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-87246 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/no-tax-area.png\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/no-tax-area.png 870w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/no-tax-area-300x169.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/no-tax-area-768x433.png 768w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/p>\n<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il rapporto dell\u2019Unione degli Universitari sulla situazione delle tasse universitarie in Italia. Di seguito una breve presentazione e il rapporto completo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Unione degli Universitari (UDU) ha realizzato la ricerca \u201c<a href=\"https:\/\/unioneuniversitari.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Sintesi-ricerca-Udu-sulle-tasse-universitarie-2024.pdf\"><strong>Universit\u00e0, quanto mi costi<\/strong><\/a>\u201c. Si tratta di un\u2019analisi dettagliata sulla situazione delle tasse universitarie in Italia, basata sui dati provenienti da USTAT e SIOPE, nonch\u00e9 dai bilanci preventivi 2024 degli atenei.<\/p>\n<p>La ricerca dimostra come, in Italia, la tassa media per gli studenti iscritti agli atenei pubblici oscilli\u00a0<strong>tra i 900\u20ac e i 1000\u20ac<\/strong>, mentre per gli atenei privati si arriva a una media di 3.408\u20ac annui. Invece, un master presso un ateneo pubblico costa in media 3.543\u20ac all\u2019anno. Il gettito complessivo derivante dalla contribuzione studentesca per gli atenei pubblici italiani si attesta sulla cifra di 1,5 miliardi di euro che diventano\u00a0<strong>1,8 miliardi\u00a0<\/strong>considerando tutti i proventi per la didattica. Numeri che dimostrano come le universit\u00e0 dipendano in maniera preoccupante dalle tasse degli studenti per il proprio sostentamento finanziario. Basti pensare che l\u2019FFO nell\u2019anno corrente dovrebbe essere pari a\u00a0<strong>9,2 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rapporto prosegue con un confronto con il resto dell\u2019Europa, dal quale emerge come la tassazione universitaria italiana resti tra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa, nonostante dal 2017 al 2021 ci siano stati alcuni interventi calmieranti che hanno innalzato l\u2019esonero totale a 22mila punti ISEE. Il\u00a0<strong>Governo Meloni ha per\u00f2 fermato qualsiasi progresso nella riduzione delle tasse<\/strong>, esponendo gli studenti al rischio di un ulteriore aumento su spinta degli atenei, alla ricerca di una compensazione rispetto all\u2019aumento dei costi, anche per via degli scatti stipendiali.<\/p>\n<p>La ricerca riprende le recenti parole della Ministra Bernini, la quale aveva recentemente parlato di un 40% di studenti che non pagano le tasse. Tale percentuale \u00e8 valida solo per gli studenti che frequentano gli atenei statali, ma non per la totalit\u00e0 degli studenti universitari italiani. Ad oggi, circa il 31% non paga le tasse universitarie. Tra l\u2019altro, molti atenei non ricevono adeguati rimborsi dal Ministero per gli esoneri concessi, creando un\u2019ulteriore disparit\u00e0 finanziaria. Questo squilibrio colpisce soprattutto gli atenei del Sud Italia, dove il numero di studenti esonerati \u00e8 molto elevato.<\/p>\n<p>Non stupisce scoprire come siano proprio gli atenei del Sud Italia ad avere un ISEE medio meno elevato. In effetti, la ricerca evidenzia enormi divari territoriali nella tassazione media tra gli atenei italiani. Le universit\u00e0 del Nord Italia tendono a ottenere un gettito estremamente pi\u00f9 elevato rispetto a quelle del Sud, aggravando ulteriormente le disuguaglianze regionali. Si passa da una tassa media per iscritto pari a\u00a0<strong>400-500\u20ac<\/strong>\u00a0per Sassari, Foggia, Napoli Orientale e Calabria fino a un massimo di\u00a0<strong>1400-1600\u20ac<\/strong>\u00a0per Insubria, Politecnico di Milano e i due atenei di Venezia. L\u2019ateneo con il gettito pi\u00f9 alto percepisce una tassa media che \u00e8 superiore di tre volte e mezzo quella dell\u2019ateneo con il gettito pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>Il meccanismo di finanziamento dell\u2019istruzione superiore finisce cos\u00ec per creare enormi disuguaglianze territoriali: non basta che gli atenei del Nord Italia riescano ad ottenere maggiori entrate grazie alla contribuzione studentesca, in assenza di un reale meccanismo compensativo. Gli atenei del Nord Italia sono anche gli stessi che riescono ad accedere a maggiori finanziamenti statali grazie ai dipartimenti di eccellenza e ai meccanismi premiali collegati al riparto dell\u2019FFO.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Unione degli Universitari ha accertato come, sulla base dei bilanci preventivi, almeno 11 atenei italiani superino il limite massimo di legge. Il DPR n. 306\/1997 impone infatti che le universit\u00e0 possano chiedere al massimo il 20% di contribuzione studentesca rispetto al finanziamento ordinario statale, come ribadito recentemente dal Consiglio di Stato che ha dato ragione all\u2019Udu in occasione di un importante ricorso contro l\u2019Universit\u00e0 di Torino, la quale \u00e8 stata condannata a rimborsare 39 milioni di euro. Secondo una prima simulazione, sono infatti\u00a0<strong>11 gli atenei fuorilegge<\/strong>\u00a0(Insubria, Politecnico di Milano, Venezia Ca\u2019 Foscari, Milano Bicocca, Milano Statale, Verona, Bologna, Piemonte Orientale, Modena-Reggio Emilia, Padova e probabilmente Venezia IUAV) che superano il limite di legge, raccogliendo illegalmente\u00a0<strong>68 milioni di euro<\/strong>. Con una seconda simulazione,\u00a0<strong>altri 3 atenei<\/strong>\u00a0(Udine, Pavia e Torino) si aggiungono alla lista, portando il totale dello sforamento a\u00a0<strong>92 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>A fronte di questo scenario desolante, il sindacato studentesco ha proposto un modello pi\u00f9 equo e accessibile per la contribuzione studentesca: l\u2019obiettivo finale \u00e8 quello di rendere l\u2019istruzione universitaria completamente gratuita, finanziata dalla fiscalit\u00e0 generale grazie a uno\u00a0<strong>stanziamento aggiunto pari a 2,2 miliardi<\/strong>. Solo cos\u00ec potremo eliminare questa barriera all\u2019accesso e favorire un accesso alla conoscenza diffuso e democratico. In via transitoria, viene anche avanzata una proposta \u201cintermedia\u201d che prevede \u2013 tra l\u2019altro \u2013 l\u2019innalzamento della no-tax area almeno a 30mila punti ISEEU e l\u2019abolizione dei criteri di merito.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/universita-quanto-mi-costi\/\">https:\/\/www.roars.it\/universita-quanto-mi-costi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Redazione) Riceviamo e volentieri pubblichiamo il rapporto dell\u2019Unione degli Universitari sulla situazione delle tasse universitarie in Italia. Di seguito una breve presentazione e il rapporto completo.\u00a0 L\u2019Unione degli Universitari (UDU) ha realizzato la ricerca \u201cUniversit\u00e0, quanto mi costi\u201c. Si tratta di un\u2019analisi dettagliata sulla situazione delle tasse universitarie in Italia, basata sui dati provenienti da USTAT e SIOPE, nonch\u00e9 dai bilanci preventivi 2024 degli atenei. 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