{"id":87317,"date":"2024-10-04T08:00:33","date_gmt":"2024-10-04T06:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87317"},"modified":"2024-10-04T00:32:19","modified_gmt":"2024-10-03T22:32:19","slug":"leuropa-nelle-mani-dei-baltici-bellicosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87317","title":{"rendered":"L\u2019Europa nelle mani dei baltici bellicosi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"title-post\">\n<h1>L\u2019Europa nelle mani dei baltici bellicosi<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/213405308-8c91f9a2-6140-4656-83d1-2be47f68bf70-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina sembra aver cambiato i rapporti di forza anche all\u2019interno della UE privilegiando le nazioni pi\u00f9 agguerrite contro Mosca. A oltre due anni e mezzo dall\u2019inizio del conflitto rimane paradossale l\u2019assoluta ostilit\u00e0 espressa dalla Commissione a ogni tentativo di risolvere il conflitto con una trattativa e il cieco bellicismo ostentato anche dalla nuova Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p>Una Commissione che sta nascendo sulla falsariga di quella precedente per obiettivi e programmi ma che appare molto meno autorevole nei commissari che ne fanno parte, in buona parte figure di limitato rilievo politico.<\/p>\n<p>Un bellicismo che stona rispetto alle difficolt\u00e0 in cui versa l\u2019Europa, molto pi\u00f9 debole e disarmata oggi rispetto al febbraio 2022, con poche truppe, armi e munizioni per far fronte a un conflitto convenzionale, in condizioni economiche recessive e con l\u2019energia pi\u00f9 cara rispetto alle altre aree industrializzate del mondo.<\/p>\n<p>Ma anche e soprattutto un bellicismo che stona con il pessimo andamento del conflitto per Kiev, e quindi anche per i suoi alleati, cio\u00e8 noi: ci\u00f2 nonostante la suddivisione dei ruoli di commissario sembra indicare che la UE punta ancora sul braccio di ferro militare con Mosca proprio nel momento in cui dovremmo invece prepararci a gestire un negoziato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-179198\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/eu-baltic-region.png\" alt=\"\" width=\"861\" height=\"646\" \/><\/p>\n<p>Come spiegare diversamente il rilievo attribuito alle tre repubbliche baltiche, piccole e di scarso peso militare, politico ed economico ma che appaiono oggi dei \u201cgiganti\u201d solo grazie alla russofobia che ne anima i governi.<\/p>\n<p>Sentimenti che hanno certo motivazioni storiche, non fosse altro perch\u00e9 Estonia, Lettonia e Lituania hanno fatto parte dell\u2019Impero Russo e poi dell\u2019URSS, ma il rilievo che hanno raggiunto in ambito UE a discapito di nazioni ben pi\u00f9 importanti e trainanti ha dell\u2019incredibile e meriterebbe analisi e spiegazioni esaustive.<\/p>\n<p>Anche tenendo conto che nelle repubbliche baltiche sono in atto gravi discriminazioni dei loro stessi cittadini di etnia russa e viene praticata una furiosa cancellazione culturale nei confronti della storia e della lingua non dissimile da quella in atto in Ucraina.<\/p>\n<p>Discriminazioni che la Ue, in altri casi attenta a censurare violazioni dei diritti e discriminazioni o a condannare Roma se non attribuisce anche ai migranti stranieri benefit sociali concepiti per i cittadini italiani, si guarda bene dal condannare.\u00a0Osserviamo nei dettagli la leadership delle Repubbliche Baltiche, partner dell\u2019Unione solo dal 2004, nella nuova Commissione Ue.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-179195 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/valdis-dombrovskis_0-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il lettone\u00a0<strong>Valdis Dombrovskis<\/strong>\u00a0\u00e8 stato riconfermato commissario all\u2019Economia e Produttivit\u00e0, non proprio un incarico simbolico per il rappresentante di una nazione il cui PIL nel 2024 ha raggiunto i 46 miliardi di euro, pi\u00f9 o meno come le Marche.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019economia europea va a fondo, Dombrovskis ha fatto sapere le con chiarezza le sue priorit\u00e0 sostenendo il 30 settembre l\u2019urgenza di mobilitare a favore dell\u2019Ucraina fino a 35 miliardi di euro del nuovo pacchetto macrofinanziario e fino a 45 sotto forma di prestiti concordati in ambito G7, avanzate il 20 settembre dalla Commissione europea.<\/p>\n<p>Dombrovskis ha ribadito\u00a0<em>che \u201cla questione della confisca dei beni russi congelati non si discute\u201d.<\/em>\u00a0Circa la legittimit\u00e0 giuridica dell\u2019utilizzo dei proventi derivanti dai fondi russi congelati in Europa, Dombrovskis ha affermato che\u00a0<em>\u201cin base a un\u2019analisi giuridica \u00e8 stato chiarito che i profitti straordinari sui beni russi immobilizzati non sono di propriet\u00e0 russi, ma europea\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Evidentemente il commissario non si pone nessun dubbio che la confisca dei frutti generati dai beni russi sequestrati rappresenti un caso idoneo a scoraggiare o forse anche mettere in fuga gli investimenti esteri nel continente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-179197 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Kaja-Kallas_0-360x245.png\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>La politica estera e di sicurezza europea sar\u00e0 presto in mano all\u2019Alto commissario ed ex premier estone\u00a0<strong>Kaja Kallas<\/strong>\u00a0che sostituir\u00e0 Josep Borrell.<\/p>\n<p>Kallas \u00e8 nota per la sua ostilit\u00e0 alla Russia di cui ha auspicato il tracollo e la sua suddivisione in repubbliche in guerra tra loro.<\/p>\n<p>Valutazione che potrebbe fruttare un premio in qualche concorso internazionale di russofobia ma poco prudente per uno statista poich\u00e9 non sembra tenere in considerazione i gravissimi rischi per la sicurezza globale insiti nello sfaldamento di una potenza nucleare che dispone di 6.500 testate atomiche che finirebbero chiss\u00e0 dove se dilagasse l\u2019anarchia.<\/p>\n<p>Il commissario alla Difesa e Spazio (nuovo incarico voluto dalla von der Leyen) A<strong>ndrius Kubilius<\/strong>, ex premier lituano e \u201cun noto falco sia nei confronti di Mosca che di Pechino\u201d come scrive l\u2019AGI.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-179194 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/andrius-kubilius-1-960x640-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Da parlamentare europeo, Kubilius ha sottolineato la necessit\u00e0 di sostenere militarmente l\u2019Ucraina proponendo agli alleati di contribuire con lo 0,25% del PIL allo sforzo bellico di Kiev e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/new-eu-defense-commissioner-all-in-on-supporting-ukraine\/\">aveva anche proposto<\/a>\u00a0far pagare a\u00a0Mosca\u00a0il conto per la ricostruzione dell\u2019Ucraina utilizzando non solo gli interessi ma i capitali russi congelati in Europa dopo l\u2019inizio della guerra.<\/p>\n<p>Il suo incarico \u00e8 legato soprattutto agli sforzi per sviluppare l\u2019industria della Difesa europea, settore produttivo in cui la Lituania non esprime di fatto alcun potenziale ma ha appena siglato\u00a0<a href=\"https:\/\/lrv.lt\/en\/news\/lithuania-and-northrop-grumman-take-an-important-step-in-strengthening-defence-industry-cooperation\/\">un importante accordo<\/a>\u00a0con la statunitense Northrop Grumman.<\/p>\n<p>Di fatto la UE \u00e8 rappresentata su temi strategici quali politica estera, di sicurezza e difesa dagli esponenti di tre nazioni irrilevanti il cui merito sembra essere unicamente la sicura fede anti-russa e l\u2019opposizione pi\u00f9 ferrea a ogni ipotesi di negoziato per concludere il conflitto in Ucraina, costi quel che costi all\u2019Europa.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che incarichi cos\u00ec delicati, specie in tempo di guerra in Europa, vengano affidati dalla Commissione von der Leyen 2 a esponenti cos\u00ec sbilanciati e al tempo stesso espressione di nazioni marginali nel contesto dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Senza voler mancare di rispetto a nessuno, vale la pena ricordare che il peso delle economie di Estonia, Lettonia e Lituania \u00e8 irrilevante in termini di PIL (165 miliardi di euro quest\u2019anno, meno del Veneto e pari allo 0,9% di quello della UE), che la loro superficie complessiva \u00e8 pari a 175mila chilometri quadrati, cio\u00e8 1\/24 dell\u2019Unione Europea e la loro popolazione complessiva raggiunge i 6 milioni di persone, cio\u00e8 1\/75 di quella dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>In termini militari le tre repubbliche baltiche mettono in campo tutte insieme 21 mila militari con modestissime capacit\u00e0 di combattimento terrestri e nessuna navale e aerea (i cieli baltici vengono difesi a turno dai partner NATO) per una spesa complessiva nel 2024 di 4,5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Estonia, Lettonia e Lituania, insieme alla Polonia, hanno gi\u00e0 fatto sapere che chiederanno finanziamenti dalla UE per costruire una rete di fortificazioni lungo i confini con la Russia e la Bielorussia gi\u00e0 definita \u201cLinea di difesa baltica\u201d o \u201cScudo Orientale\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-179199 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/280d1b2-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p><em>\u201cLa necessit\u00e0 di una linea di difesa (baltica) deriva dalla situazione di sicurezza e supporta il nuovo concetto di difesa avanzata della NATO\u201d,<\/em>\u00a0ha dichiarato il ministro della Difesa estone\u00a0<strong>Hanno Pevkur,<\/strong>\u00a0aggiungendo che\u00a0<em>\u201c\u00e8 estremamente importante coordinare le nostre attivit\u00e0 con la Polonia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Estonia prevede di costruire nei prossimi anni fino a\u00a0600 bunker lungo i 333 chilometri di confine con la Russia,\u00a0per un costo stimato di 60 milioni di euro, la Polonia punta su una linea di difesa operativa nel 2028 al costo di circa 2,3 miliardi di euro mentre\u00a0il costo in Lituania dovrebbe raggiungere i 300 milioni di euro.<\/p>\n<p>In tema di lungimiranza politica e strategica e a conferma di quali orizzonti di pace e distensione prefigurino le repubbliche baltiche per l\u2019Unione Europea, il ministro degli Esteri lettone, Baiba Braze, ha affermato il 1\u00b0 ottobre che\u00a0<em>\u201cl\u2019adesione dell\u2019Ucraina\u00a0all\u2019UE e alla NATO apporter\u00e0 un contributo significativo alla sicurezza e alla prosperit\u00e0 dell\u2019intera Europa. A questo contribuiranno l\u2019esperienza, le capacit\u00e0 di combattimento e le risorse economiche e tecnologiche delle forze armate ucraine.<\/em><\/p>\n<p><em>Troppo spesso consideriamo l\u2019impatto della Russia, della Cina e di altri aggressori sui cambiamenti geopolitici preoccupandoci pi\u00f9 di preservare la stabilit\u00e0 che non di difenderci dalle minacce esistenziali che incombono su di noi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-179207 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/crop_960x580_d2_signal-2024-10-02-170220_003-360x245.jpeg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Per non essere da meno, ieri il ministro degli Esteri lituano,\u00a0<strong>Gabrielius<\/strong>\u00a0<strong>Landsbergis,<\/strong>\u00a0intervenendo a Strasburgo al Comitato dei ministri del Consiglio d\u2019Europa ha detto che\u00a0<em>\u201cl\u2019Ucraina, purtroppo, non \u00e8 ancora autorizzata a colpire adeguatamente obiettivi in territorio russo. Questo solleva preoccupazioni e dubbi su chi stiamo realmente proteggendo: la Russia o il popolo ucraino\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Valutazioni preoccupanti e non certo condivise dalla gran parte dei partner UE e NATO tenuto conto che neppure Washington ha autorizzato Kiev a colpire la Russia con le armi fornite dagli USA.<\/p>\n<p>Sempre con tutto il rispetto per la sovranit\u00e0 delle singole nazioni, se i baltici hanno tanto a cuore la \u201cguerra santa\u201d contro la Russia se la combattano da soli senza cercare di trascinarvi tutta l\u2019Europa. La UE ha gi\u00e0 abbastanza da fare con i tentativi dell\u2019Ucraina di portarci in guerra contro Mosca da non sentire il bisogno di pressioni interne.<\/p>\n<p>Il ruolo di spicco dei piccoli e bellicosi paesi baltici nella politica economica, estera, di difesa e di sicurezza della Ue sembra quindi spiegarsi con la condivisione dell\u2019approccio ostile verso la Russia e il sostegno militare all\u2019Ucraina che da oltre due anni stanno portando l\u2019Europa al disastro e soprattutto con la loro ferrea alleanza con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Non a caso si tratta delle stesse posizioni espresse da Ursula von der Leyen che l\u2019anno scorso l\u2019Amministrazione Biden sembrava voler sostenere per sostituire Jens Stoltenberg al vertice della NATO.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/10\/leuropa-nelle-mani-dei-bellicosi-baltici\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/10\/leuropa-nelle-mani-dei-bellicosi-baltici\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) L\u2019Europa nelle mani dei baltici bellicosi &nbsp; La guerra in Ucraina sembra aver cambiato i rapporti di forza anche all\u2019interno della UE privilegiando le nazioni pi\u00f9 agguerrite contro Mosca. 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