{"id":87428,"date":"2024-10-14T10:30:18","date_gmt":"2024-10-14T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87428"},"modified":"2024-10-12T10:19:18","modified_gmt":"2024-10-12T08:19:18","slug":"il-suicidio-della-germania-e-il-ministro-verde-finto-tonto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87428","title":{"rendered":"Il suicidio della Germania e il ministro (verde) finto tonto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87429\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/350x200c50-12-300x171.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/350x200c50-12-300x171.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/350x200c50-12.png 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro dell\u2019Economia tedesco, il verde-liberale Robert Habeck, ha confermato mercoled\u00ec che il prodotto interno lordo del Paese \u00e8 destinato a ridursi per il secondo anno consecutivo e ha attribuito la colpa della crescente debolezza dell\u2019economia ai \u201cfallimenti degli ultimi decenni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo tedesco prevede ora una contrazione dell\u2019economia dello 0,2% quest\u2019anno, mentre in precedenza aveva previsto una crescita dello 0,3%, ha dichiarato Habeck ai giornalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa ripresa viene quindi nuovamente ritardata, ma ora principalmente non a causa di fattori ciclici che sono peggiorati o si sono sviluppati pi\u00f9 lentamente, ma perch\u00e9 i fattori strutturali la rendono molto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Habeck ha attribuito la debolezza economica della Germania non tanto alle politiche della coalizione di tre partiti al governo, ma piuttosto a problemi strutturali di lunga data che sono stati \u201cincorporati\u201d nell\u2019economia per decenni \u2013 in particolare la mancanza di investimenti nelle infrastrutture e la scarsit\u00e0 di manodopera qualificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra evidente che il ministro in questione scambi gli effetti (\u201cinvestimenti in infrastrutture \u201ce \u201ccarenza di manodopera qualificata\u201d) per le cause, toppando quindi clamorosamente la \u201cprognosi\u201d per superare la crisi (ricordiamo che per definire una fase come \u201crecessione\u201d servono due trimestri di crescita negativa, mentre qui si sta parlando gi\u00e0 di due anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Citare quei due problemi significa infatti mettere sotto accusa la politica di tutti i governi tedeschi, almeno negli ultimi 20 anni, relativamente agli investimenti pubblici e alla formazione professionale (come minimo). Il che, inevitabilmente, porta a criticare duramente il \u201cmodello economico\u201d scelto dalla Germania ed imposto a tutta l\u2019economia europea tramite l\u2019Unione, i cui ha rappresentato sempre un primus inter pares.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta, com\u2019\u00e8 noto, del \u201cmodello export oriented\u201d, detto anche mercantilismo. Ovvero un sistema programmaticamente mirante a realizzare la maggior parte dei profitti con le merci da esportazione, abbassando o congelando i salari interni (obiettivo realizzato con le \u201cleggi Hartz IV\u201d, all\u2019inizio degli anni 2000, con il governo del \u201csocialdemocratico\u201d Schroeder, che aveva anche legalizzato i mini-job, o \u201clavoretti\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel modello si era imposto su tutte le filiere di contoterzisti della produzione tedesca (Italia in testa, specie il Nordest), realizzando grandi guadagni privati ma impoverendo drasticamente la \u201cdomanda interna\u201d, ossia la capacit\u00e0 di spesa di lavoratori e pensionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un assetto che alla lunga ha esposto le grandi imprese esportatrici a stop provocati dalle crescenti tensioni internazionali (le \u201csanzioni alla Russia\u201d e soprattutto la distruzione del gasdotto North Stream hanno demolito due pilastri del sistema mercantilista tedesco), ma hanno anche eroso gravemente la coesione sociale, aprendo uno spazio gigantesco all\u2019avventurismo neonazi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La demolizione del \u201cmodello sociale\u201d era infatti fin troppo chiaramente responsabilit\u00e0 della \u201cGrosse Koalition\u201d (democristiani e socialdemocratici) che aveva monopolizzato i governi del nuovo millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora tutti i nodi stanno arrivando contemporaneamente al pettine. E l\u2019attuale governo si ritrova di fatto bloccato proprio da quel \u201cpilota automatico\u201d che aveva \u201ccostituzionalizzato\u201d nella convinzione che avrebbe impedito il ritorno alla \u201cspesa facile\u201d e quindi all\u2019espansione del debito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta di Berlino alla crisi del modello, spiega anche il ministro liberale (la Storia ha un\u2019ironia devastante) \u00e8 stata limitata da un freno costituzionale al debito che limita il deficit federale allo 0,35% del PIL, tranne che nei momenti di emergenza. Il che significa impedire qualsiasi \u201cstimolo\u201d di una certa importanza, che vada al di l\u00e0 di piccoli aggiustamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Politicamente tutto \u00e8 cominciato a precipitare. A settembre la notizia che la casa automobilistica Volkswagen stava considerando di chiudere gli stabilimenti nazionali per la prima volta in assoluto ha fatto capire a molti tedeschi la portata dei problemi del Paese. Si sono presto aggiunte le analoghe crisi di Mercedes e Bmw, ovvero di tutto il comparto automobilistico, cuore pulsante dell\u2019economia di Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo sviluppo ha fatto seguito la decisione del produttore di chip Intel di sospendere i piani di costruzione di un impianto da 30 miliardi di euro in Germania. E cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019avanzata neonazi in Sassonia, Turingia e Brandeburgo (tutti land dell\u2019ex Ddr) ha messo di fronte ad un esito che avrebbe dovuto essere considerato scontato gi\u00e0 da anni: l\u2019impoverimento sociale e la \u201cdisponibilit\u00e0 socialdemocratica\u201d alle politiche neoliberiste porta ad una reazione inevitabilmente feroce e di estrema destra. Contro cui a poco servono i richiami all\u2019\u201dunit\u00e0 antifascista\u201d lanciati dagli stessi soggetti che hanno voluto quella demolizione di salari e diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora i membri \u201cdi sinistra\u201d della coalizione semaforo \u2013 il Partito Socialdemocratico (SPD) e i Verdi \u2013 sono favorevoli a un allentamento delle rigide regole di spesa, mentre i Liberi Democratici, conservatori dal punto di vista fiscale, vogliono che tali regole siano rispettate. L\u2019impasse politica, ovvaiamente, pu\u00f2 solo peggiorare la situazione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E a destra, seppure solo sul piano strettamente economico, va anche l\u2019impostazione dei democristiani: \u201cC\u2019\u00e8 la minaccia di una spirale negativa, che ci porter\u00e0 a rimanere in questa difficile situazione economica nei prossimi anni\u201d, ha dichiarato Carsten Linnemann, leader dell\u2019Unione cristiano-democratica conservatrice (CDU).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Paese, ha aggiunto, ha bisogno di un\u2019agenda economica ambiziosa che \u201ccrei libert\u00e0 e rimetta in primo piano la performance\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 neoliberismo per combattere gli effetti di una politica economica neoliberista, insomma. Come quei tossicodipendenti che devono aumentare la dose di eroina per avere la stessa sensazione. Non finisce mai bene\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_suicidio_della_germania_e_il_ministro_verde_finto_tonto\/45289_57110\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_suicidio_della_germania_e_il_ministro_verde_finto_tonto\/45289_57110\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Claudio Conti) Il ministro dell\u2019Economia tedesco, il verde-liberale Robert Habeck, ha confermato mercoled\u00ec che il prodotto interno lordo del Paese \u00e8 destinato a ridursi per il secondo anno consecutivo e ha attribuito la colpa della crescente debolezza dell\u2019economia ai \u201cfallimenti degli ultimi decenni\u201d. 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