{"id":87536,"date":"2024-10-18T09:02:23","date_gmt":"2024-10-18T07:02:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87536"},"modified":"2024-10-17T13:16:59","modified_gmt":"2024-10-17T11:16:59","slug":"trump-a-un-passo-dalla-vittoria-ha-stato-soros-per-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87536","title":{"rendered":"Trump a un passo dalla vittoria: ha stato Soros (per davvero)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OTTOLINA TV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<div id=\"rumble_v5gqyil\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"vid_v5gqyil\" class=\"rumble_v5gqyil-Rumble-cls\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div title=\"Toggle fullscreen\">\n<div><a href=\"https:\/\/rumble.com\/v5j03u5-trump-a-un-passo-dalla-vittoria-ha-stato-soros-per-davvero.html\">https:\/\/rumble.com\/v5j03u5-trump-a-un-passo-dalla-vittoria-ha-stato-soros-per-davvero.html\u00a0<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non mi azzardo a fare previsioni perch\u00e9 l\u2019ultima volta che ho azzeccato un pronostico elettorale probabilmente non era ancora stato introdotto il suffragio universale. Ah, com\u2019\u00e8 che dici? Negli USA, in realt\u00e0, a ben vedere non \u00e8 mai stato introdotto? Ah, ok: severo, ma giusto; comunque non mi azzardo lo stesso. Mi limito a registrare che, come probabilmente saprete gi\u00e0, ultimamente le quotazioni di\u00a0<strong>Trump<\/strong>\u00a0sono ritornate a salire; e dopo l\u2019ubriacatura iniziale per la nomination di\u00a0<em><strong>Kabala<\/strong><\/em><strong>\u00a0Harris<\/strong>, Trump \u00e8 tornato ad essere il favorito su almeno due delle 4 principali piattaforme di scommesse esistenti. Quello che invece, altrettanto probabilmente, molti di voi non sanno (e faranno un po\u2019 fatica a credere) \u00e8 chi c\u2019\u00e8 dietro questo recupero di\u00a0<em>The Donald\u00a0<\/em>perch\u00e9 \u2013 udite udite \u2013\u00a0<em><strong>ha stato Soros<\/strong><\/em>. Esatto: proprio lui, l\u2019icona sexy di tutti gli\u00a0<em>analfoliberali<\/em>\u00a0pi\u00f9 pervertiti del pianeta, l\u2019eminenza grigia di tutte le cospirazioni possibili immaginabili (sia quelle vere che quelle inventate). O meglio: per essere precisi, ovviamente, non proprio Soros Soros\u00a0<em>di persona personalmente<\/em>; semplicemente, quello che \u00e8 stato a lungo uno dei suoi principali bracci destri, tra i fautori (se non il fautore) del famoso attacco speculativo del\u00a0<em>Soros Fund Management<\/em>\u00a0contro la sterlina nel 1992 e poi (a lungo) chief investment officer di tutta la baracca. \u201cUno degli uomini pi\u00f9 brillanti di\u00a0<em>Wall Street<\/em>\u201d come l\u2019ha recentemente descritto lo stesso\u00a0<em>The Donald:<\/em>\u00a0\u201crispettato da tutti\u201d; \u201ce anche un bel ragazzo\u201d ha aggiunto.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9678\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/s_bessent-220212-059-2-b-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Scott Bessent<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Si chiama\u00a0<strong>Scott Bessent<\/strong>\u00a0ed \u00e8 talmente fedele e coerente ai suoi principi che l\u2019ultima avventura politica -prima di innamorarsi di\u00a0<em>The Donald<\/em>\u00a0\u2013 era stata quella (vissuta ormai oltre 20 anni fa) al fianco di\u00a0<strong>Al Gore<\/strong>. Ed \u00e8 forse proprio questo passato ad averlo fatto innamorare di Trump: nel 2000, infatti, Al Gore perse le elezioni nonostante avesse ottenuto a livello nazionale 500 mila voti in pi\u00f9 rispetto all\u2019avversario, il pluri-criminale volto della sanguinaria guerra al terrore\u00a0<strong>George W. Bush<\/strong>, che per\u00f2 era riuscito a ottenere la meglio (grazie alla conquista della Florida) per una manciata di voti contestati per presunti problemi sulle schede elettorali; di fronte a una cosa cos\u00ec delicata, ovviamente, tutti si sarebbero attesi un riconteggio manuale che invece la\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>, in una contestatissima decisione presa con appena 5 voti contro 4, neg\u00f2. Ciononostante, Al Gore accett\u00f2 l\u2019esito con una certa nonchalance; d\u2019altronde, lo\u00a0<em>Stato profondo<\/em>\u00a0aveva gi\u00e0 deciso che per ricattare i paesi emergenti \u2013 a partire dalla Cina \u2013 c\u2019era bisogno di mettere a ferro e fuoco il Medio Oriente e rovesciare i regimi ostili a suon di bombe a grappolo sulla testa dei bambini per avere il pieno controllo sull\u2019accesso alle fonti fossili, e quel bamboccione semi-alcolizzato di Bush figlio era\u00a0<em>il fantoccio giusto al momento giusto<\/em>. E visto che ci tenevano cos\u00ec tanto da ribaltare l\u2019esito elettorale e causare una delle peggiori crisi di credibilit\u00e0 della\u00a0<em>Corte Suprema<\/em>\u00a0della storia USA, anche Al Gore (che certo non \u00e8\u00a0<strong>Mao Tse Tung<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Salvador Allende<\/strong>) decise bene di cedere la mano, cosa che per\u00f2 fece incazzare a morte tutti quelli che si erano spesi in suo nome nella speranza di accedere a ruoli di comando che avrebbe garantito qualche bel dividendo corpulento.<br \/>\nEcco cos\u00ec che quando Bessent ha visto invece che Trump, per garantire a se e ai suoi i dividendi che solo la presidenza del Paese pi\u00f9 ricco e corrotto del pianeta pu\u00f2 garantire, era pronto a scatenare una specie di\u00a0<strong>guerra civile<\/strong>, ha deciso che era arrivato il momento della sua rivincita:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/politics\/elections\/the-ex-soros-executive-who-is-trumps-new-obsession-4be2d493?mod=hp_lead_pos2\">secondo<\/a>\u00a0il\u00a0<em>Wall Street Journal<\/em>\u00a0\u201cBessent ha deciso di puntare il tutto per tutto su Trump quando ha visto che le cause legali che stava affrontando, invece di danneggiarlo, lo stavano favorendo\u201d: \u201cMi ricorda quei titoli che continuano a salire nonostante le cattive notizie\u201d avrebbe confessato a una fonte anonima interrogata dal\u00a0<em>Journal<\/em>, che tra gli investitori \u00e8 considerato il pi\u00f9 solido dei segnali possibili che quel titolo ha davanti a s\u00e9 un futuro di gloria. Perch\u00e9\u00a0<em>l\u2019elefante dentro la stanza<\/em>\u00a0(che troppo spesso riescono a nascondere dietro a una montagna di fuffa) sullo scontro tra l\u2019establishment e gli outsider, tra i woke e i difensori dei valori tradizionali, tra gli eco-ansiosi e i negazionisti climatici e compagnia bella, \u00e8 che la corsa alla presidenza in qualsiasi paese neoliberista (ma, a maggior ragione, proprio negli Stati Uniti) \u00e8 fondamentalmente\u00a0<strong>un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale<\/strong>\u00a0riservata esclusivamente ai membri delle oligarchie finanziarie \u2013 o a qualche fantoccio facilmente manovrabile dalle stesse \u2013 che comporta investimenti miliardari e che richiede ritorni economici immediati di ordini di grandezza superiori; \u00e8, sostanzialmente, la selezione per chi avr\u00e0 il privilegio di spartirsi quel\u00a0<em>pezzo di torta<\/em>\u00a0riservato a chi, nelle schifezze dell\u2019imperialismo neoliberista, ci mette la faccia. E solitamente, dopo un po\u2019 di tempo che sta in qualche incarico di governo, viene schifato pure dai parenti pi\u00f9 stretti; son sacrifici e vanno retribuiti. Per Bessent (come per tutti i finanziatori e tutti i collaboratori), Al Gore \u2013 come Trump \u2013 non sono altro che\u00a0<strong>buoni investimenti<\/strong>.<br \/>\nA quanto pare, a convincere Bessent che Trump fosse un ottimo investimento sarebbe stato il suo storico amico\u00a0<strong>John Paulson<\/strong>, uno dei pi\u00f9 accaniti sostenitori della primissima ora di Donald Trump, su cui forse vale la pena spendere due parole: John Paulson, al pari proprio di George Soros, \u00e8 considerato uno dei padri degli\u00a0<em>Hedge Fund<\/em>, i fondi ultra-speculativi perlopi\u00f9 riservati agli investitori pi\u00f9 facoltosi; la fama di Paulson, in particolare, \u00e8 legata allo straordinario successo che ha ottenuto anticipando la crisi dei\u00a0<em>subprime<\/em>\u00a0e speculandoci sopra. Ma non si tratta esclusivamente di intuito: si \u00e8 trattato proprio di un\u2019<em>azione criminale<\/em>\u00a0a tutti gli effetti, anche se per la legge USA, che tutela gli oligarchi pi\u00f9 spregiudicati, alla fine considerata del tutto legale. Paulson, infatti, attraverso il suo fondo collaborava con\u00a0<em>Goldman Sachs<\/em>\u00a0nella selezione dei pacchetti di mutui da inserire in quelli che vengono definiti\u00a0<em>CDO<\/em>,\u00a0<em>Collateralized Debt Obligation<\/em>: in soldoni, strumenti finanziari da rivendere al grande pubblico le cui sorti dipendevano dal fatto che, a monte di tutta la catena, la gente quei mutui continuasse a pagarli; la cosa bella di Paulson \u00e8 che, da un lato, aiutava la banca a costruire questi prodotti e dall\u2019altro, invece, scommetteva sul fatto che quegli stessi prodotti sarebbero crollati perch\u00e9 i pacchetti di mutui che aveva scientemente selezionato, in realt\u00e0, non sarebbero stati pagati. Non so se \u00e8 chiaro: ti vendo una roba assicurandoti che non fallir\u00e0 mentre io scommetto che fallir\u00e0 perch\u00e9 so che fallir\u00e0, dal momento che l\u2019ho costruita io; che, sostanzialmente, \u00e8 il modus operandi che lega Paulson a Bessent. Bessent, infatti, entra nel team del\u00a0<em>Quantum Fund\u00a0<\/em>di Soros nel 1991, appena 29enne, ma con alle spalle gi\u00e0 un suo percorso all\u2019interno del mondo della finanza nella banca d\u2019affari\u00a0<em>Brown Brothers Harriman<\/em>, famosa per aver intrattenuto numerosi rapporti commerciali con la Germania nazista a guerra gi\u00e0 iniziata e, poi, per essere particolarmente propensa a gestire conti offshore di clienti facoltosi in vari paradisi fiscali in giro per il mondo. Nel frattempo per\u00f2, nonostante si fosse ancora in piena era di dominio repubblicano (tra la fine del reaganismo e la presidenza di Bush padre), Bessent coltivava qualche velleit\u00e0 da giovane progressista e, per un breve periodo, diventava addirittura editore di\u00a0<em>The New Republic<\/em>, storica testata del liberal-imperialismo USA dove \u00e8 entrato in contatto col gotha del suprematismo progressista: da\u00a0<strong>Paul Krugman<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Anne Applebaum<\/strong>, da\u00a0<strong>Fareed Zakaria<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Steven Pinker<\/strong>, la cr\u00e8me cr\u00e8me dell\u2019intellighenzia liberale che, negli anni successivi, dar\u00e0 copertura ideologica alla globalizzazione neoliberista dell\u2019era Clinton e all\u2019epoca d\u2019oro delle bombe umanitarie, culminata con la prima guerra contro l\u2019integrazione europea e le velleit\u00e0 di indipendenza strategica in Kosovo. Esperienza nella finanza speculativa e piena affinit\u00e0 con lo spirito neo-liberale che si andava affermando fecero immediatamente di Bessent uno dei pupilli di\u00a0<em>Re Soros\u00a0<\/em>e, in pochissimo tempo, ebbe accesso alla\u00a0<em>stanza dei bottoni<\/em>\u00a0dalla quale si stava programmando l\u2019assalto speculativo alla sterlina che port\u00f2 al\u00a0<em>mercoled\u00ec nero<\/em>\u00a0del 16 settembre 1992; come nel caso della speculazione dell\u2019amico Paulson sui mutui\u00a0<em>subprime<\/em>, anche in questo caso si tratta della solita\u00a0<em>profezia che si auto-avvera<\/em>\u00a0arricchendo a dismisura lo speculatore di turno sulla pelle di milioni di lavoratori e cittadini comuni.<br \/>\nIl giochino sostanzialmente era questo: all\u2019epoca, esisteva una cosa che si chiamava\u00a0<em>ERM<\/em>,\u00a0<em>Meccanismo di Cambio europeo<\/em>, che prevedeva che le varie valute europee (sterlina compresa) avessero un tasso di cambio fisso con il marco, con una piccola possibilit\u00e0 di oscillazione; l\u2019economia britannica, per\u00f2, non stava andando per niente bene e Soros &amp; company, a partire da Bessent, decisero di scommettere sul fatto che la sterlina, pi\u00f9 prima che poi, si sarebbe indebolita fino a superare la soglia della fascia di oscillazione permessa, sarebbe stata costretta ad uscire dall\u2019<em>ERM<\/em>\u00a0e, a quel punto, si sarebbe deprezzata ancora di pi\u00f9. Ma invece che limitarsi a prevedere tutto questo, si attivarono in massa affinch\u00e9 avvenisse: il team del fondo di Soros di cui faceva parte Bessent, cos\u00ec, cominci\u00f2 a vendere allo scoperto enormi quantit\u00e0 di sterline, il che \u2013 molto banalmente \u2013 significa che le prendevano in prestito e le vendevano sul mercato, con la speranza che quando poi le dovevano restituire a chi gliele aveva prestate, avrebbero avuto un valore molto minore rispetto a quando le avevano prese in prestito e, quindi, loro incassavano la differenza tra il valore che avevano le sterline quando le avevano vendute sul mercato e il valore che avevano quando le restituivano; ovviamente, nel fare questo, vendendo grandi quantit\u00e0 di sterline sul mercato contribuivano in prima persona a far deprezzare le sterline che, come qualsiasi altra\u00a0<em>merce<\/em>, quando vengono vendute in gran quantit\u00e0 (quindi quando c\u2019\u00e8 tanta offerta) diminuiscono di valore. Ed \u00e8 proprio grazie a questo fondamentale contributo che, appunto, nonostante gli sforzi della\u00a0<em>Banca d\u2019Inghilterra<\/em>, la profezia di Soros e Bessent si avver\u00f2: la sterlina si deprezz\u00f2 fino al punto di essere cacciata dall\u2019<em>ERM<\/em>\u00a0e dopo la cacciata, come prevedibile, croll\u00f2 ancora fino a quando non port\u00f2 nelle tasche del compagno Soros\u00a0<strong>un miliardo di dollari<\/strong>\u00a0di guadagni netti; da allora, l\u2019ascesa di Bessent nel cerchio magico di Soros fu inarrestabile fino a quando, appunto, nel 2011 Soros non lo nomin\u00f2 addirittura chief investment officer e, poco dopo, addirittura direttore generale. Ma non sono mancati nemmeno gli attriti: come nel 2014, quando in seguito all\u2019ennesima operazione terroristica di Israele contro i bambini palestinesi della Striscia di Gaza, la famigerata operazione\u00a0<em>Protective Edge<\/em>\u00a0(<em>Margine di Protezione<\/em>) che porter\u00e0 allo sterminio indiscriminato di 2000 civili, alcuni dei funzionari della Fondazione di Soros cercarono di convincere il fondo\u00a0<em>Quantum<\/em>\u00a0a limitare gli investimenti in aziende che operavano nella Palestina occupata; secondo il\u00a0<em>Wall Street Journal<\/em>\u00a0Bessent si infuri\u00f2, \u201cand\u00f2 da Soros, e minacci\u00f2 di dimettersi\u201d. Insomma: riusc\u00ec a superare in\u00a0<em>suprematismo imperiale<\/em>\u00a0il Maestro che, da allora, ha sempre sottolineato di non aver mai discriminato investimenti in Israele solo perch\u00e9 hanno la simpatica abitudine di bruciare vivi i bambini dentro le tendopoli.<br \/>\nDa allora per\u00f2, comunque, anche in nome del fascio-sionismo l\u2019infatuazione di Bessent per l\u2019establishment liberal venne meno; pi\u00f9 avanti si avvicin\u00f2 ai neo-con, contribuendo alla campagna di\u00a0<strong>McCain\u00a0<\/strong>e infine, nel 2016, trov\u00f2 la sua nuova musa ispiratrice:\u00a0<em>The Donald<\/em>, che ha subito visto in questo intraprendente\u00a0<strong><em>falco della finanza<\/em><\/strong>, capace di guadagnare milioni su milioni sulla pelle dei poveri disgraziati, una specie di anima gemella, ma pi\u00f9 presentabile. Come sottolinea ancora il\u00a0<em>WSJ<\/em>, a Bessent Trump deve la formula del\u00a0<em>3-3-3<\/em>: \u201cTagliare il deficit di bilancio al 3% del prodotto interno lordo entro il 2028, stimolare la crescita del\u00a0<em>PIL<\/em>\u00a0al 3% attraverso la deregolamentazione e produrre altri 3 milioni di barili di petrolio al giorno\u201d. Insomma: pi\u00f9 fossile, mano libera al capitale e meno tasse; cosa potrebbe mai chiedere di pi\u00f9 un vero paladino dell\u2019anti-establishment? La barzelletta di\u00a0<em>Trump anti-establishment<\/em>\u00a0\u00e8 una cazzata pi\u00f9 grossa addirittura della propaganda\u00a0<em>analfoliberale<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Hollywood<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Netflix<\/em>\u00a0e ormai, sinceramente, non fa manco pi\u00f9 ridere; e chi, anche a questo giro, avesse intenzione di\u00a0<em>sfrucugliarci le gonadi<\/em>\u00a0con commenti da terza media del tipo\u00a0<em>e allora la Harris? Anche Ottolina \u00e8 pagata dalle \u00e9lite globaliste?<\/em>\u00a0\u00e8 gentilmente invitato a guardarsi i 12 mila video che abbiamo dedicato all\u2019altra parte della finta barricata, da\u00a0<em>rimbambiden<\/em>\u00a0a\u00a0<em>Kabala<\/em>\u00a0Harris. Il punto, ovviamente, \u00e8 che per noi il nemico principale \u00e8 l\u2019imperialismo USA in se, non il singolo\u00a0<strong>fenomeno da baraccone<\/strong>\u00a0che sceglie da dare in pasto alle telecamere a seconda di chi \u00e8 pi\u00f9 adatto in quella fase per prenderci tutti allegramente per il culo; la faida tra le due fazioni del capitalismo finanziario USA che si sfideranno alle elezioni \u00e8 reale (anzi, feroce), ma riguarda solo ed esclusivamente, appunto, la scelta di quale parte del capitalismo si arricchir\u00e0 di pi\u00f9 sulle spalle del resto della popolazione nei prossimi 4 anni. Ma per cominciare a parlare seriamente di come entrambe le fazioni (al di l\u00e0 delle faide per spartirsi le carcasse) portino avanti la stessa identica agenda e cosa dovremmo fare concretamente per cercare di combatterle entrambe, serve come il pane un media indipendente, ma di parte, che dia voce ai bisogni concreti del 99%. 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Ah, com\u2019\u00e8 che dici? Negli USA, in realt\u00e0, a ben vedere non \u00e8 mai stato introdotto? Ah, ok: severo, ma giusto; comunque non mi azzardo lo stesso. 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