{"id":87542,"date":"2024-10-18T10:00:53","date_gmt":"2024-10-18T08:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87542"},"modified":"2024-10-17T13:26:11","modified_gmt":"2024-10-17T11:26:11","slug":"maysoon-majidi-lattivista-curda-rinchiusa-da-10-mesi-in-un-carcere-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87542","title":{"rendered":"Maysoon Majidi, l\u2019attivista curda rinchiusa da 10 mesi in un carcere italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Monica Cillerai)<\/strong><\/p>\n<div id=\"tdi_49\" class=\"tdc-row stretch_row_content td-stretch-content\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vc_row tdi_50 wpb_row td-pb-row tdc-element-style\">\n<div class=\"vc_column tdi_52 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vc_row_inner tdi_55 vc_row vc_inner wpb_row td-pb-row absolute_inner_1200 absolute_inner\">\n<div class=\"vc_column_inner tdi_57 wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_categories tdi_58 td-pb-border-top td_block_template_1 \" data-td-block-uid=\"tdi_58\"><\/div>\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_date tdi_61 td-pb-border-top td_block_template_1 tdb-post-meta\" data-td-block-uid=\"tdi_61\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"tdi_63\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vc_row tdi_64 wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_66 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_69 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_69\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p>Si pronuncer\u00e0 oggi il tribunale del Riesame di Catanzaro in merito alla richiesta di revoca della custodia cautelare di\u00a0<strong>Maysoon Majidi<\/strong>, la giovane attivista curdo-iraniana detenuta da ormai dieci mesi nel carcere prima di Castrovillari e poi di Reggio Calabria. La donna \u00e8 imprigionata dal 31 dicembre 2023, giorno in cui sbarc\u00f2 con altre 77 persone sulla costa di Crotone. Accusata di essere una\u00a0<strong>scafista<\/strong>, nonostante le poche prove accusatorie, Majidi rischia fino a 15 anni di galera per il reato di favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>Maysoon Majidi \u00e8 nata nel luglio del 1996. Attivista politica, membro dell\u2019ONG Hana e dell\u2019associazione curda della diaspora, regista, reporter, sostenitrice della rivoluzione iraniana\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/09\/20\/iran-esplodono-le-proteste-dopo-lomicidio-di-mahsa-amini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esplosa<\/a>\u00a0in seguito alla morte di Mahsa Amini, Maysoon \u00e8 giovane ma ha gi\u00e0 una lunga storia. Dopo aver ricevuto diverse\u00a0<strong>minacce da parte del regime degli ayatollah in Iran e poi in Iraq<\/strong>, dove si era rifugiata, decide di fuggire in Europa insieme al fratello e ad altri attivisti. Attraversano insieme vari confini fino ad arrivare in Turchia, dove rimangono bloccati per cinque mesi in attesa di un aiuto economico della famiglia, dopo essere stati derubati di tutti i soldi che avevano. Il 26 dicembre 2023 riescono a imbarcarsi su di un vaporetto stracolmo di gente diretto in Italia, uno dei tanti viaggi infernali che troppo spesso si concludono in tragedia. Avvistata la costa, Maysoon pensa che l\u2019incubo sia finito e invia dei selfie alla famiglia. Una volta messo piede a terra, invece, viene\u00a0<strong>arrestata e tradotta in carcere<\/strong>, accusata dalla pm Maria Rosaria Multari di essere una delle responsabili del \u00abtraffico di esseri umani\u00bb dalla Turchia alle coste italiane.<\/p>\n<p>Maysoon ha raccontato il proprio viaggio in una\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/mi-chiamo-maysoon-majidi\">lettera<\/a>\u00a0pubblicata dal\u00a0<em>Manifesto.\u00a0<\/em>La giovane ha sempre sostenuto la propria innocenza, iniziando anche uno\u00a0<strong>sciopero della fame<\/strong>\u00a0per protesta che l\u2019ha portata a pesare meno di 40 chili. Per cinque volte l\u2019avvocato difensore, Giancarlo Liberati, ha richiesto che le fossero assegnati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in sostituzione alla detenzione in carcere, ma nessuna di queste richieste (l\u2019ultima risalente a un paio di settimane fa) \u00e8 andata a buon fine. Oggi, il tribunale del Riesame di Catanzaro si esprimer\u00e0 sull\u2019appello per la revoca della custodia cautelare e il 22 ottobre prossimo, a Crotone, ci sar\u00e0 una nuova udienza del processo. Intanto, la rete Free Maysoon ha lanciato presidi e sit-in fuori dai tribunali per sostenere l\u2019imputata.<\/p>\n<p>La vicenda di Maysoon \u00e8 molto simile a quella di un\u2019altra giovane donna,\u00a0<strong>Marjan Jamali<\/strong>. Cittadina iraniana di 29 anni, \u00e8 imprigionata anche lei dal giorno del suo sbarco sulle coste italiane, nell\u2019ottobre del 2023. L\u2019accusa \u00e8 la stessa: favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina. Anche Marian Jamali \u00e8 accusata di essere una scafista. Dopo 8 mesi di carcere, le sono stati concessi gli arresti domiciliari per potersi ricongiungere con il figlio di 8 anni, con il quale ha attraversato il mare. La donna \u00e8 accusata da tre uomini che erano sulla stessa imbarcazione, nei confronti dei quali Marian ha denunciato\u00a0<strong>tentativi di violenza sessuale<\/strong>. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 stata comunque messa in stato di arresto dalla polizia italiana.<\/p>\n<p>Sono numerose\u00a0<strong>le opacit\u00e0<\/strong>\u00a0che caratterizzano le fasi preliminari di questi due processi (una tra tutte l\u2019assenza di mediatori linguistici). Le prime accuse e deposizioni raccolte dalle autorit\u00e0 subito dopo lo sbarco, volte a individuare gli \u201cscafisti\u201d, sembrano bastare per imprigionare chiunque. I due testimoni che hanno accusato Maysoon di essere parte dell\u2019organizzazione di trafficanti (sulla base del fatto che distribuiva acqua e cibo agli altri passeggeri) sono ritenuti irreperibili dal tribunale italiano. \u00c8 stata la difesa, insieme ad alcuni giornalisti, a rintracciarli in Germania: qui, entrambe hanno<strong>\u00a0ritrattato la versione rilasciata alla magistratura italiana<\/strong>\u00a0e negato la responsabilit\u00e0 di Maysoon nella traversata. Questa informazione non sembra tuttavia essere di interesse per il tribunale.<\/p>\n<p>La storia di queste due donne \u00e8 la storia di tanti, una storia di repressione, di fuga, violenza, frontiere e detenzione. Una storia che rischia di concludersi con la loro reclusione dietro le sbarre di una cella per anni. Sono migliaia le persone rinchiuse in Italia e in Grecia con l\u2019accusa di essere trafficanti di esseri umani. Arrestate come scafiste all\u2019arrivo dei barconi, accusate spesso di tenere il timone o distribuire cibo o indicazioni agli altri passeggeri, la stragrande maggioranza delle volte si tratta di semplici migranti che, per qualche sconto sul prezzo del biglietto, si trovano ad avere un piccolo incarico. Un ruolo di primo piano nella gestione del confine marittimo \u00e8 stata affidata alla\u00a0<strong>Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo<\/strong>, in coordinamento con Frontex e con le diverse missioni militari europee nell\u2019altro continente. Secondo uno\u00a0<a href=\"https:\/\/dal-mare-al-carcere.info\/\">studio\u00a0<\/a>portato avanti da tre associazioni non governative (Arci Porco Rosso, Borderline Europe e Alrmphone), dal 2013 al 2021\u00a0<strong>oltre duemila persone sono state arrestate<\/strong>\u00a0con l\u2019accusa di essere scafiste e sottoposte a processi che hanno spesso portato a condanne molto severe. Criminalizzare l\u2019immigrazione sembra uno degli obbiettivi della DNA e dei governi europei da anni: chi si trova a tenere il timone, per un motivo o per un altro, viene immediatamente identificato come il trafficante, lo \u201cscafista\u201d, e condannato a pene altissime. Cos\u00ec, tuttavia, da un lato si dimentica chi sono i veri trafficanti, dall\u2019altro si rendono sempre pi\u00f9 pericolose le traversate. Trasformando il Mediterraneo in un cimitero sempre pi\u00f9 grande.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"tdi_63\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vc_row tdi_64 wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_66 wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_69 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_69\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p>Si pronuncer\u00e0 oggi il tribunale del Riesame di Catanzaro in merito alla richiesta di revoca della custodia cautelare di\u00a0<strong>Maysoon Majidi<\/strong>, la giovane attivista curdo-iraniana detenuta da ormai dieci mesi nel carcere prima di Castrovillari e poi di Reggio Calabria. La donna \u00e8 imprigionata dal 31 dicembre 2023, giorno in cui sbarc\u00f2 con altre 77 persone sulla costa di Crotone. Accusata di essere una\u00a0<strong>scafista<\/strong>, nonostante le poche prove accusatorie, Majidi rischia fino a 15 anni di galera per il reato di favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>Maysoon Majidi \u00e8 nata nel luglio del 1996. Attivista politica, membro dell\u2019ONG Hana e dell\u2019associazione curda della diaspora, regista, reporter, sostenitrice della rivoluzione iraniana\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/09\/20\/iran-esplodono-le-proteste-dopo-lomicidio-di-mahsa-amini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esplosa<\/a>\u00a0in seguito alla morte di Mahsa Amini, Maysoon \u00e8 giovane ma ha gi\u00e0 una lunga storia. Dopo aver ricevuto diverse\u00a0<strong>minacce da parte del regime degli ayatollah in Iran e poi in Iraq<\/strong>, dove si era rifugiata, decide di fuggire in Europa insieme al fratello e ad altri attivisti. Attraversano insieme vari confini fino ad arrivare in Turchia, dove rimangono bloccati per cinque mesi in attesa di un aiuto economico della famiglia, dopo essere stati derubati di tutti i soldi che avevano. Il 26 dicembre 2023 riescono a imbarcarsi su di un vaporetto stracolmo di gente diretto in Italia, uno dei tanti viaggi infernali che troppo spesso si concludono in tragedia. Avvistata la costa, Maysoon pensa che l\u2019incubo sia finito e invia dei selfie alla famiglia. Una volta messo piede a terra, invece, viene\u00a0<strong>arrestata e tradotta in carcere<\/strong>, accusata dalla pm Maria Rosaria Multari di essere una delle responsabili del \u00abtraffico di esseri umani\u00bb dalla Turchia alle coste italiane.<\/p>\n<p>Maysoon ha raccontato il proprio viaggio in una\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/mi-chiamo-maysoon-majidi\">lettera<\/a>\u00a0pubblicata dal\u00a0<em>Manifesto.\u00a0<\/em>La giovane ha sempre sostenuto la propria innocenza, iniziando anche uno\u00a0<strong>sciopero della fame<\/strong>\u00a0per protesta che l\u2019ha portata a pesare meno di 40 chili. Per cinque volte l\u2019avvocato difensore, Giancarlo Liberati, ha richiesto che le fossero assegnati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in sostituzione alla detenzione in carcere, ma nessuna di queste richieste (l\u2019ultima risalente a un paio di settimane fa) \u00e8 andata a buon fine. Oggi, il tribunale del Riesame di Catanzaro si esprimer\u00e0 sull\u2019appello per la revoca della custodia cautelare e il 22 ottobre prossimo, a Crotone, ci sar\u00e0 una nuova udienza del processo. Intanto, la rete Free Maysoon ha lanciato presidi e sit-in fuori dai tribunali per sostenere l\u2019imputata.<\/p>\n<p>La vicenda di Maysoon \u00e8 molto simile a quella di un\u2019altra giovane donna,\u00a0<strong>Marjan Jamali<\/strong>. Cittadina iraniana di 29 anni, \u00e8 imprigionata anche lei dal giorno del suo sbarco sulle coste italiane, nell\u2019ottobre del 2023. L\u2019accusa \u00e8 la stessa: favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina. Anche Marian Jamali \u00e8 accusata di essere una scafista. Dopo 8 mesi di carcere, le sono stati concessi gli arresti domiciliari per potersi ricongiungere con il figlio di 8 anni, con il quale ha attraversato il mare. La donna \u00e8 accusata da tre uomini che erano sulla stessa imbarcazione, nei confronti dei quali Marian ha denunciato\u00a0<strong>tentativi di violenza sessuale<\/strong>. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 stata comunque messa in stato di arresto dalla polizia italiana.<\/p>\n<p>Sono numerose\u00a0<strong>le opacit\u00e0<\/strong>\u00a0che caratterizzano le fasi preliminari di questi due processi (una tra tutte l\u2019assenza di mediatori linguistici). Le prime accuse e deposizioni raccolte dalle autorit\u00e0 subito dopo lo sbarco, volte a individuare gli \u201cscafisti\u201d, sembrano bastare per imprigionare chiunque. I due testimoni che hanno accusato Maysoon di essere parte dell\u2019organizzazione di trafficanti (sulla base del fatto che distribuiva acqua e cibo agli altri passeggeri) sono ritenuti irreperibili dal tribunale italiano. \u00c8 stata la difesa, insieme ad alcuni giornalisti, a rintracciarli in Germania: qui, entrambe hanno<strong>\u00a0ritrattato la versione rilasciata alla magistratura italiana<\/strong>\u00a0e negato la responsabilit\u00e0 di Maysoon nella traversata. Questa informazione non sembra tuttavia essere di interesse per il tribunale.<\/p>\n<p>La storia di queste due donne \u00e8 la storia di tanti, una storia di repressione, di fuga, violenza, frontiere e detenzione. Una storia che rischia di concludersi con la loro reclusione dietro le sbarre di una cella per anni. Sono migliaia le persone rinchiuse in Italia e in Grecia con l\u2019accusa di essere trafficanti di esseri umani. Arrestate come scafiste all\u2019arrivo dei barconi, accusate spesso di tenere il timone o distribuire cibo o indicazioni agli altri passeggeri, la stragrande maggioranza delle volte si tratta di semplici migranti che, per qualche sconto sul prezzo del biglietto, si trovano ad avere un piccolo incarico. Un ruolo di primo piano nella gestione del confine marittimo \u00e8 stata affidata alla\u00a0<strong>Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo<\/strong>, in coordinamento con Frontex e con le diverse missioni militari europee nell\u2019altro continente. Secondo uno\u00a0<a href=\"https:\/\/dal-mare-al-carcere.info\/\">studio\u00a0<\/a>portato avanti da tre associazioni non governative (Arci Porco Rosso, Borderline Europe e Alrmphone), dal 2013 al 2021\u00a0<strong>oltre duemila persone sono state arrestate<\/strong>\u00a0con l\u2019accusa di essere scafiste e sottoposte a processi che hanno spesso portato a condanne molto severe. Criminalizzare l\u2019immigrazione sembra uno degli obbiettivi della DNA e dei governi europei da anni: chi si trova a tenere il timone, per un motivo o per un altro, viene immediatamente identificato come il trafficante, lo \u201cscafista\u201d, e condannato a pene altissime. Cos\u00ec, tuttavia, da un lato si dimentica chi sono i veri trafficanti, dall\u2019altro si rendono sempre pi\u00f9 pericolose le traversate. Trasformando il Mediterraneo in un cimitero sempre pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/10\/17\/maysoon-majidi-lattivista-curda-rinchiusa-da-10-mesi-in-un-carcere-italiano\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/10\/17\/maysoon-majidi-lattivista-curda-rinchiusa-da-10-mesi-in-un-carcere-italiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Monica Cillerai) Si pronuncer\u00e0 oggi il tribunale del Riesame di Catanzaro in merito alla richiesta di revoca della custodia cautelare di\u00a0Maysoon Majidi, la giovane attivista curdo-iraniana detenuta da ormai dieci mesi nel carcere prima di Castrovillari e poi di Reggio Calabria. La donna \u00e8 imprigionata dal 31 dicembre 2023, giorno in cui sbarc\u00f2 con altre 77 persone sulla costa di Crotone. 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