{"id":87567,"date":"2024-10-21T10:30:21","date_gmt":"2024-10-21T08:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87567"},"modified":"2024-10-20T13:15:22","modified_gmt":"2024-10-20T11:15:22","slug":"la-guerra-che-fa-comodo-a-usa-e-brics-danneggia-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87567","title":{"rendered":"La guerra che fa comodo a Usa e Brics danneggia l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87568\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729422707837-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729422707837-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729422707837.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nello scontro in corso tra Stati Uniti e Brics, l&#8217;Europa rischia di pagare un conto salato. E anche l&#8217;Italia con le sue scelte di politica estera<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esclusi dagli amici a Berlino, sempre pi\u00f9 invisi ai \u201cnemici\u201d in patria. Tanto da essere additati a pietra angolare della russofobia. Un capolavoro diplomatico. Il Libano rischia di trasformarsi nella Sant\u2019Elena di Giorgia Meloni. Perch\u00e9 il suo odierno viaggio nella martoriata nazione mediorientale si terr\u00e0 mentre a Berlino si incontrano i leader di Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna per discutere di Ucraina. Il tutto a poche ore dalla presentazione del Piano per la vittoria da parte di Volodymir Zelensky in visita al quartier generale della Nato. E dopo che lo stesso Presidente ucraino ha ufficializzato come il suo Paese sia in guerra anche contro Iran e Corea del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 sola. I tempi delle grancasse diplomatiche del G7 pugliese sembrano lontani anni luce. Era solo giugno. E da quel Gruppo di contatto, ora Roma pare esclusa. In compenso, la decisione dell\u2019International Astronautical Congress in corso a Milano di negare il visto alla delegazione russa, ha spinto Mosca ha tuonare ufficialmente contro Roma, parlando di indignazione verso l\u2019ennesimo atto di russofobia del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E ora, che si fa? Giorgia Meloni pare intenzionata a giocarsi in solitaria la carta mediorientale. Definendola prioritaria. E in tal senso, ha preparato la strada al suo viaggio-lampo in Libano in linea con l\u2019indignazione per gli attacchi dell\u2019Idf contro le basi Unifil, sottolineando come il profilo del commercio di armi del nostro Paese con Israele sia pi\u00f9 restrittivo di quello scelto da molti altri partner. Vero. Non a caso, solo mercoled\u00ec Olaf Scholz ha ribadito come la Germania continuer\u00e0 a vendere armi a Tel Aviv, nonostante gli incidenti in atto. In compenso, prosegue la pantomima riguardo l\u2019invio di missili Taurus all\u2019Ucraina. Temo che l\u2019incontro a quattro di oggi scioglier\u00e0 anche quell\u2019ultima, residua resistenza. A quel punto, negare che la Nato sia in guerra diretta con la Russia sarebbe unicamente un ridicolo esercizio di stile. Con tutte le conseguenze che questo comporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgia Meloni \u00e8 stata sedotta e abbandonata dall\u2019Amministrazione Biden. Quel bacio in fronte rischia di tramutarsi nel bacio di Giuda. O, politicamente parlando, nel proverbiale kiss of death. Il bacio della morte. La ragione? Sta tutta in questo grafico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(https:\/\/www.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/17\/US_ISRAEL-e1729166979705.jpg)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, prendiamo un simbolico aereo che viaggia nel tempo e voliamo Oltreoceano. Il 10 ottobre scorso, il board of trustees della prestigiosa Brown University ha bocciato per 8 contrari contro 2 favorevoli la mozione che chiedeva il disinvestimento dell\u2019ateneo da 10 aziende riconducibili alla macchina bellica di Israele. Lo scorso maggio la decisione di dar vita a un simile voto aveva fatto scalpore, non fosse altro perch\u00e9 maturata sulla spinta emotiva della tendopoli pro-Gaza ospitata dall\u2019istituto di Providence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella che vedete rappresentata \u00e8 la grafica principale di uno studio curato del Watson Institute for International and Public Affairs della medesima Brown University. Pubblicato lo scorso 7 ottobre, nel primo anniversario dell\u2019attacco di Hamas. Insomma, il clima in Rhode Island era tutt\u2019altro che tiepido in attesa del voto. E cosa ci dice? Che nell\u2019anno cominciato appunto il 7 ottobre 2023, gli Usa hanno finanziato militarmente Israele per 17,9 miliardi di dollari. Il massimo assoluto per un singolo anno solare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale lezione trarne? A mio avviso, una sola. Al netto delle ipocrisie. Che come nel Senato dell\u2019Antica Roma, gli Stati Uniti vivono al loro interno un dibattito feroce. Spietato. Qual \u00e8 la loro arma, per\u00f2? La percezione di compattezza inviata all\u2019esterno. Alle colonie deve arrivare un messaggio chiaro e univoco. Devono arrivare ordini. Cosa deve interessarci, quindi? La capacit\u00e0 di leggere quelle cifre. Di cercarle. Di trovarle. Perch\u00e9 gli Usa, al netto dei mille difetti, la trasparenza la offrono. Certo, non \u00e8 a buon mercato. N\u00e9 a portata di mano. Ad esempio, occorre addentrarsi dentro il sito del Brookings Institute e navigare dentro l\u2019accademica seriet\u00e0 legale di Lawfare per imbattersi in How America\u2019s Aid to Ukraine Actually Works. E scoprire che dei 174,2 miliardi di dollari contenuti nei 6 Appropriation Acts adottati dal Congresso Usa dal 2022 a favore dell\u2019Ucraina, in realt\u00e0 direttamente a Kiev ne arriveranno solo 80. Dall\u2019Europa? Pi\u00f9 di 110. Dati del Kiel Institute for the World Economy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dinamica in questione \u00e8 mostrata plasticamente da quest\u2019altro grafico. Perch\u00e9 gli aiuti contemplano tutto. Anche magazzini di vecchi armamenti da svuotare che comportano costi di stoccaggio. E che invece, una volta resi spogli, garantiscono spazio all\u2019industria del warfare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(https:\/\/www.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/17\/KIEV-e1729167010267.png)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un problema, per\u00f2. Un costo che non si riesce a contabilizzare. Quello del danno politico. E con l\u2019operazione in Ucraina, Washington ne ha inferto uno a Bruxelles praticamente letale. Chiedere alla sempre pi\u00f9 de-industrializzata Germania per conferme e referenze. Proprio nelle scorse ore, dopo il ciclico stress test cinese nella acqua attorno a Taiwan, giungeva la notizia che la Corea del Nord abbia fatto saltare alcune strade che la collegano con la Corea del Sud. Si sta scomodando il Babao geopolitico per antonomasia in vista del voto Usa, insomma. Pessimo segnale. C\u2019\u00e8 chi la definiva igiene del mondo, chi cantava che \u00e8 bella anche se fa male. Una cosa \u00e8 certa: la guerra crea Pil. E indotto. E soprattutto, ordine mondiale e status quo. Ed \u00e8 gi\u00e0 tutta intorno a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attenzione, poi. Dal 22 al 24 ottobre a Kazan si terr\u00e0 l\u2019annuale summit dei Brics. Quest\u2019anno sotto la presidenza di turno russa. La cui agenda di de-dollarizzazione e creazione di un ordine mondiale alternativo a quello dell\u2019anglosfera appare tutto, tranne che meramente teorica. Ambiziosa. Molto. E la Cina si prepara a operare da garante dell\u2019operazione. La Via della Seta da cui l\u2019Italia \u00e8 scappata nel peggior modo possibile, \u00e8 ormai superata. Si ragiona gi\u00e0 sull\u2019ipotesi di un Fmi dei Brics, stando all\u2019ultima bozza dei lavori. Qualcuno forse dovrebbe chiedere conto alla Farnesina di quale sia la politica estera del nostro Paese. E, soprattutto, di chi ne sia responsabile e titolare. Perch\u00e9 fallimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0#TGP #USA #Europa #Brics\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/spy-finanza-la-guerra-che-fa-comodo-a-usa-e-brics-danneggia-leuropa\/2761659\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/jVPtXEin8ntcWU9c\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/jVPtXEin8ntcWU9c\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Bottarelli) Nello scontro in corso tra Stati Uniti e Brics, l&#8217;Europa rischia di pagare un conto salato. E anche l&#8217;Italia con le sue scelte di politica estera Esclusi dagli amici a Berlino, sempre pi\u00f9 invisi ai \u201cnemici\u201d in patria. Tanto da essere additati a pietra angolare della russofobia. Un capolavoro diplomatico. 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