{"id":8757,"date":"2013-04-23T20:44:07","date_gmt":"2013-04-23T20:44:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=8757"},"modified":"2013-04-23T20:44:07","modified_gmt":"2013-04-23T20:44:07","slug":"8757","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=8757","title":{"rendered":"MI PRESENTO"},"content":{"rendered":"<p>Con quest&rsquo;articolo, inizio la mia collaborazione a questo sito, e cos&igrave; &egrave; d&rsquo;obbligo che mi presenti, anzi dedicher&ograve; appunto questo post alle presentazioni.<br \/>\n\tNaturalmente, la presentazione riguarder&agrave; esclusivamente gli aspetti connessi al contesto in cui mi trovo, e cio&egrave; le mie idee in ambito politico. In realt&agrave;, la politica ha questo di caratteristico, di farsi delimitare con difficolt&agrave;, parli di politica ed improvvisamente finisci col parlare di filosofia, di economia, di antropologia, di etica, di sociologia e perfino di psicologia. E&rsquo; ci&ograve; che &egrave; successo a me.<br \/>\n\tDopo la mia fase giovanile che si inserisce nell&rsquo;onda del &rsquo;68, una esperienza tutta schierata all&rsquo;interno della sinistra marxista, mi sono trovato all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;80 in una crisi ideale strettamente collegata anche alle vicende personali della paternit&agrave; e del lavoro che per me &egrave; l&rsquo;insegnamento universitario e la ricerca nel campo delle scienze sperimentali, tutto maledettamente impegnativo, tanto da lasciare ben poco spazio temporale alla politica. Ho tuttavia attraversato anche l&rsquo;esperienza del pacifismo contro i missili da installare a Comiso. Poi una lunga pausa di dieci anni in cui il mio impegno politico &egrave; rimasto confinato nel voto infilato nell&rsquo;urna in occasione delle periodiche votazioni. A met&agrave; degli anni novanta mi sono ritrovato a riprendere interesse per la politica, ma stavolta appunto vista pi&ugrave; da lontano, non la politica praticata, ma la teoria politica, strettamente intrecciata a tutte quelle discipline che dianzi elencavo. E&rsquo; cos&igrave; iniziata una nuova stagione della mia vita che continua ancora ai nostri giorni, il cui aspetto forse pi&ugrave; importante &egrave; che io la sto percorrendo in solitudine. Non si tratta quindi di un percorso condiviso con altri, si tratta semplicemente di riflessioni personali che vanno maturando dentro me, e i cui frutti visibili sono costituiti da una parte da un libro che ho pubblicato gi&agrave; da qualche anno e da un blog che tengo ormai da pi&ugrave; di quattro anni. Il progetto teorico che perseguo &egrave; in effetti molto ambizioso perch&eacute; si propone di fondare una nuova ed originale visione della realt&agrave;, ben distinta sia dal liberalismo che dal marxismo. Ci&ograve; che pi&ugrave; mi allontana dal pensiero di Marx, sta proprio in tutto ci&ograve; che nell&rsquo;ambito della sinistra &egrave; presente (ed aggiungerei trionfante) del liberalismo. Non &egrave; ovviamente un discorso che si possa affrontare in un post, potrei tuttavia soffermarmi sulla necessit&agrave; che ha il marxismo di difendere il capitalismo per preservare la visione progressiva della storia di derivazione hegeliana. Il capitalismo &egrave; preferibile al feudalesimo ed il feudalesimo all&rsquo;antichit&agrave; col suo schiavismo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n\tIn effetti, ci sono pensatori che non credono alla descrizione storica che Marx ci consegna, basti riflettere sul fatto che i rapporti di lavoro non si sono realizzati in successione, a volte si sono mescolati. Ad esempio, nella citt&agrave; anche nel medioevo esisteva il lavoro salariato, come esisteva anche la schiavit&ugrave;. Lo stesso termine &ldquo;capitalismo&rdquo; viene messo in crisi ad esempio da Polanyi che distingue nettamente il mercantilismo dalla societ&agrave; di mercato, seppure questi sistemi economici condividano tante caratteristiche.<br \/>\n\tPi&ugrave; importante dal mio punto di vista rimane stabilire in che senso sia utile parlare ancora di destra e sinistra in politica, e in cosa consista questa sinistra contemporanea, e quando dico contemporanea, mi riferisco alla sinistra post-68, che mi pare costituire un punto di discrimine. In sintesi estrema, penso che col &rsquo;68, la sinistra diventa il luogo di trionfo del liberalismo. In effetti, oggi ci&ograve; che nella sinistra &egrave; condiviso da tutti sono alcuni elementi che fanno parte integrante e fondamentale della teoria liberale nella sua tradizione anche pi&ugrave; antica. Ci&ograve; che al contrario non &egrave; liberalismo, &egrave; fonte di scontro dentro la sinistra. Se ad esempio sei per i matrimoni gay, fai senz&rsquo;altro parte della sinistra, ma puoi essere di sinistra sia se sei contro che se sei a favore della competizione in economia. Un giovane militante di sinistra non si potrebbe riconoscere nel vecchio comunista che vedeva con disagio i gay, e forse non si potrebbe riconoscere nello stesso vecchio comunista anche nelle rivendicazioni in fabbrica.<br \/>\n\tVi ho gi&agrave; accennato al libro che ho scritto, e che ha un titolo significativo &ldquo;L&rsquo;ideologia verde. La rivoluzione necessaria&rdquo; che chiarisce come il mio pensiero si iscriva nel pensiero ambientalista. Tuttavia, non &egrave; un caso che io non riesca a collocarmi all&rsquo;interno dei principali e pi&ugrave; noti filoni di pensiero ambientalista. Piano piano, ho maturato la convinzione che anche in sedi teoricamente insospettabili, come appunto quelle ambientaliste, covi il pensiero liberale. Insomma, oggi anche pi&ugrave; che al momento in cui ho scritto il mio libro, mi sono sempre pi&ugrave; convinto che il liberalismo costituisca ormai una sorta di pensiero unico, che finisce per rendere vano ogni tentativo di uscire dall&rsquo;attuale modello sociale, in quanto le teorie alternative in auge nei fatti non lo sono quasi per niente, nel fatto stesso di condividere questa vera e propria ideologia liberale. Se le cose stanno cos&igrave;, &egrave; evidente che compito prioritario di chi voglia cambiare radicalmente la societ&agrave;, stia nel mettere in crisi il liberalismo, cio&egrave; quel substrato unificatore della cultura dei paesi occidentali, un programma da far tremare i polsi a chiunque!<br \/>\n\tPrivo di qualsiasi dotazione (perfino l&rsquo;et&agrave; avanzata mi ostacola, impedendomi lunghe prospettive temporali) necessaria anche solo ad intraprendere un&rsquo;iniziativa di questa portata, non mi rimane che sviluppare le mie considerazioni teoriche, sperando che ci sia qualcuno pi&ugrave; giovane e pi&ugrave; intraprendente di me che voglia raccogliere il testimone, ed &egrave; questa la motivazione principale che mi spinge a questi miei interventi sul web, ed in particolare ora a collaborare a questo sito.<br \/>\n\tRingrazio sin da adesso chi avr&agrave; la pazienza di leggermi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con quest&rsquo;articolo, inizio la mia collaborazione a questo sito, e cos&igrave; &egrave; d&rsquo;obbligo che mi presenti, anzi dedicher&ograve; appunto questo post alle presentazioni. 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