{"id":87595,"date":"2024-10-24T10:30:29","date_gmt":"2024-10-24T08:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87595"},"modified":"2024-10-22T20:42:12","modified_gmt":"2024-10-22T18:42:12","slug":"il-piano-autoritario-di-von-der-leyen-le-democrazie-nazionali-saranno-subordinate-alla-sua-commissione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87595","title":{"rendered":"Il piano autoritario di Von der Leyen. Le democrazie nazionali saranno subordinate alla sua Commissione."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Thomas Fazi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87596\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729622334315-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729622334315-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/FB_IMG_1729622334315.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Unione Europea sta per entrare in quella che potrebbe rivelarsi la fase pi\u00f9 inquietante della sua travagliata storia. Tra poche settimane, la nuova Commissione Europea di Ursula von der Leyen entrer\u00e0 ufficialmente in carica, e a quel punto avr\u00e0 un controllo quasi illimitato sulla politica del blocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando von der Leyen ha presentato la formazione e la struttura organizzativa della nuova Commissione il mese scorso, persino i media mainstream tipicamente favorevoli a Bruxelles sono stati costretti ad ammettere che ci\u00f2 che aveva realizzato non era niente di meno di un colpo di stato. Collocando i lealisti in ruoli strategici, marginalizzando i suoi critici e stabilendo una complicata rete di dipendenze e doveri sovrapposti che impediscono a qualsiasi individuo di acquisire un&#8217;influenza eccessiva, la Presidente della Commissione ha preparato il terreno per un &#8220;accaparramento di potere&#8221; sovranazionale senza precedenti che centralizzer\u00e0 ulteriormente l&#8217;autorit\u00e0 a Bruxelles, in particolare nelle mani della stessa von der Leyen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 impegnata a trasformare la Commissione \u201cda un organo collegiale a un ufficio presidenziale\u201d, ha osservato Alberto Alemanno, professore di diritto dell\u2019UE presso l\u2019HEC di Parigi. Ma questo \u00e8 il culmine di un processo di lunga data. La Commissione ha ampliato furtivamente i suoi poteri per molto tempo, evolvendosi da organo tecnico a vero e proprio attore politico, con conseguente importante trasferimento di sovranit\u00e0 dal livello nazionale a quello sovranazionale a spese del controllo democratico e della responsabilit\u00e0. Ma questa \u201ccommissionizzazione\u201d ora viene portata a un livello completamente nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si consideri la politica estera del blocco, e in particolare la sua politica di difesa e sicurezza. \u00c8 passato relativamente inosservato che von der Leyen ha utilizzato la crisi ucraina per spingere per un&#8217;espansione dei poteri esecutivi verticistici della Commissione, portando a una sovranazionalizzazione di fatto della politica estera dell&#8217;UE (nonostante il fatto che la Commissione non abbia alcuna competenza formale su tali questioni), garantendo al contempo l&#8217;allineamento del blocco con (o, piuttosto, la subordinazione a) la strategia USA-Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa Commissione si sta evolvendo da organismo tecnico a vero e proprio attore politico.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un aspetto significativo di questa mossa \u00e8 stata la nomina di rappresentanti degli Stati baltici (popolazione totale: poco pi\u00f9 di 6 milioni) a ruoli chiave in politica estera e difesa, che ora sono stati spinti pi\u00f9 in alto nella catena alimentare politica perch\u00e9 condividono la posizione ultra -falca di von der Leyen nei confronti della Russia. Una figura particolarmente importante \u00e8 Andrius Kubilius, ex Primo Ministro della Lituania, che, se confermato, assumer\u00e0 il ruolo di primo Commissario per la Difesa dell&#8217;UE. Kubilius, noto per i suoi stretti legami con ONG e think tank finanziati dagli Stati Uniti, sar\u00e0 responsabile dell&#8217;industria della difesa europea e si prevede che spinger\u00e0 per una maggiore integrazione della produzione militare-industriale. Inoltre, Kubilius ha fatto parte del comitato consultivo dell&#8217;International Republican Institute ed \u00e8 un ex membro dell&#8217;EuroGrowth Initiative dell&#8217;Atlantic Council, due organizzazioni atlantiste il cui obiettivo principale \u00e8 promuovere gli interessi aziendali e geopolitici degli Stati Uniti in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nomina di Kubilius si affianca a quelle di Kaja Kallas, ex Primo Ministro dell&#8217;Estonia, al ruolo di Responsabile della politica estera e di sicurezza europea; della finlandese Henna Virkkunen al ruolo di Vicepresidente esecutivo e Commissario per la tecnologia; e del lettone Valdis Dombrovskis a Commissario per l&#8217;economia e la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dovrebbe sorprendere che il Consiglio Atlantico, che si \u00e8 distinto per il suo approccio molto aggressivo al conflitto Russia-Ucraina, abbia accolto con favore la formazione di questa \u201csquadra baltica\u201d, vedendola come un segnale che l\u2019UE considera la Russia come la sua \u201cminaccia primaria\u201d, e che il blocco rimarr\u00e0 in sintonia con l\u2019America sull\u2019Ucraina e su altre questioni geopolitiche chiave, come la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre a rimodellare la politica estera dell&#8217;UE, von der Leyen sta anche cercando di centralizzare il processo di bilancio dell&#8217;Unione, una mossa che consoliderebbe ulteriormente il suo potere. Con l&#8217;attuale sistema, circa due terzi dei fondi strutturali dell&#8217;UE sono coperti dalla politica di coesione regionale o sociale del blocco, in base alla quale il denaro viene dato direttamente alle regioni, e in gran parte gestito da loro, per l&#8217;attuazione di progetti approvati dall&#8217;UE. Ma von der Leyen ora progetta di sovvertire radicalmente il sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo piano di bilancio per il periodo 2028-2034 propone la creazione di un unico fondo nazionale per ogni Stato membro, che determiner\u00e0 la spesa in settori che vanno dai sussidi agricoli all&#8217;edilizia sociale. Secondo il modello proposto da von der Leyen, il denaro non verrebbe pi\u00f9 dato agli enti locali ma ai governi nazionali, subordinatamente \u2014 e questo \u00e8 fondamentale \u2014 all&#8217;attuazione delle riforme dettate da Bruxelles. Ci\u00f2 creerebbe essenzialmente un sistema istituzionalizzato di ricatto finanziario, offrendo alla Commissione un potente strumento per fare pressione sui paesi affinch\u00e9 si conformino all&#8217;agenda dell&#8217;UE trattenendo i fondi in caso di inadempienza. I critici sostengono inoltre che si tratta di una cortina fumogena per tagliare i programmi esistenti e dirottare i fondi verso nuove priorit\u00e0, come la difesa e l&#8217;aumento dell&#8217;industria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il piano prevede inoltre un gruppo direttivo ad hoc che gestir\u00e0 il processo di bilancio. Questo gruppo comprender\u00e0 la stessa von der Leyen, il dipartimento di bilancio e il Segretariato generale, che opera sotto l&#8217;autorit\u00e0 diretta del Presidente. Questa centralizzazione sposter\u00e0 il potere dalle regioni, che spesso hanno una tendenza politica pi\u00f9 conservatrice, e da altri dipartimenti della Commissione, nelle mani di von der Leyen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;approccio sempre pi\u00f9 autoritario del Presidente \u00e8 stato evidente durante uno scontro al Parlamento europeo con Viktor Orb\u00e1n, quando von der Leyen ha infranto il protocollo diplomatico per lanciare un duro attacco al Primo Ministro ungherese. Ha attaccato duramente Orb\u00e1n per aver mantenuto relazioni diplomatiche ed economiche con la Russia, definendolo &#8220;un rischio per la sicurezza di tutti&#8221;, e ha implicitamente criticato i suoi tentativi di provare a mediare un accordo di pace con Vladimir Putin. Orb\u00e1n ha reagito, denunciando il fallimento catastrofico della strategia dell&#8217;UE per l&#8217;Ucraina e sostenendo che la Commissione europea dovrebbe essere &#8220;neutrale&#8221; e &#8220;guardiana dei trattati&#8221;, e che von der Leyen stava invece agendo in modo politicamente inappropriato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;L&#8217;Europa non \u00e8 a Bruxelles, non \u00e8 a Strasburgo&#8221;, ha detto Orb\u00e1n. &#8220;L&#8217;Europa \u00e8 a Roma, Berlino, Praga, Budapest, Vienna, Parigi. \u00c8 un&#8217;alleanza di stati-nazione&#8221;. In termini sostanziali, Orb\u00e1n ha, ovviamente, ragione: le nazioni europee e i loro popoli sono i depositari del capitale culturale, di civilt\u00e0 e, oserei dire, spirituale dell&#8217;Europa. In un senso fondamentale sono &#8220;Europa&#8221;. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;UE ha smesso di essere &#8220;un&#8217;alleanza di stati-nazione&#8221; molto tempo fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi 15 anni, la Commissione ha sfruttato la &#8220;permacrisi&#8221; dell&#8217;Europa per aumentare radicalmente, ma surrettiziamente, la sua influenza su aree di competenza che in precedenza erano considerate di competenza dei governi nazionali, dai bilanci finanziari e dalla politica sanitaria agli affari esteri e alla difesa. Di conseguenza, l&#8217;UE, attraverso la Commissione, \u00e8 diventata di fatto un potere sovrano quasi dittatoriale con l&#8217;autorit\u00e0 di imporre la sua agenda agli stati membri e ai loro cittadini, indipendentemente dalle loro aspirazioni democratiche. Questo &#8221; colpo di competenza &#8221; ha raggiunto nuove vette sotto la prima presidenza di Ursula von der Leyen (2019-2024), in risposta alle crisi del Covid-19 e dell&#8217;Ucraina, ed \u00e8 ora sul punto di essere istituzionalizzato con il suo secondo mandato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per molti aspetti, la sensazione \u00e8 che l&#8217;UE sia definitivamente entrata nella sua fase tardo-sovietica. Di fronte al crollo sociale ed economico del blocco, alle crescenti crisi geopolitiche, al collasso della legittimit\u00e0 democratica e alle crescenti rivolte &#8220;populiste&#8221;, le \u00e9lite politico-economiche europee hanno scelto di dichiarare guerra totale a ci\u00f2 che resta della democrazia e delle sovranit\u00e0 nazionali. I bulloni del regime tecno-autoritario dell&#8217;UE vengono avvitati sempre pi\u00f9 stretti. Per un barlume di speranza, potremmo rivolgerci alla storia dell&#8217;Unione Sovietica stessa: 30 anni fa, la reazione autoritaria alla crisi del sistema sovietico ha semplicemente accelerato la fine del regime. Lo stesso si riveler\u00e0 vero anche per l&#8217;UE?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #UE\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/unherd.com\/2024\/10\/von-der-leyens-authoritarian-plot\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/BpJzJqtEBmfZ2cR1\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/BpJzJqtEBmfZ2cR1\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Thomas Fazi) L&#8217;Unione Europea sta per entrare in quella che potrebbe rivelarsi la fase pi\u00f9 inquietante della sua travagliata storia. 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