{"id":87694,"date":"2024-10-28T10:10:27","date_gmt":"2024-10-28T09:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87694"},"modified":"2024-10-28T03:17:02","modified_gmt":"2024-10-28T02:17:02","slug":"la-destra-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87694","title":{"rendered":"La destra avanza"},"content":{"rendered":"<p><strong>da FUORICOLLANA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p>La destra avanza. In Europa, certo. Ma non solo. Le prossime elezioni presidenziali e politiche negli Usa saranno un altro test importante, da cui potrebbe derivare un\u2019ulteriore spinta in avanti per la composita area della destra internazionale.<\/p>\n<p>Ma di quale destra stiamo parlando? L\u2019attenzione degli osservatori si \u00e8 legittimamente concentrata \u2013 in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo, delle successive politiche francesi, delle regionali tedesche e per ultimo delle votazioni per il Nationalrat austriaco \u2013 sulle formazioni che per comodit\u00e0 e pigrizia intellettuale si \u00e8 soliti di volta in volta denominare \u201csovraniste\u201d, \u201cpopuliste\u201d, \u201cradicali\u201d. Come in precedenti circostanze, anche in questo caso la maggior parte degli osservatori mainstream \u00e8 passata dall\u2019allarme per \u201cl\u2019ondata nera\u201d annunciata dai sondaggi, al sollievo, successivo al voto, perch\u00e9 l\u2019avanzata elettorale delle diverse formazioni di destra non ha travolto gli equilibri politici di fondo, scongiurandone l\u2019ingresso nell\u2019area di governo. Come avvenuto in precedenza, anche questa volta il problema rischia in questo modo di essere archiviato. In attesa di riscoprirlo alla prossima occasione.<\/p>\n<p>A noi pare invece che sia necessario mantenere costante l\u2019attenzione e soprattutto non perdere di vista la continuit\u00e0 del processo di spostamento a destra dell\u2019asse politico e culturale, che data ormai da diversi decenni e di cui gli ultimi successi elettorali non sono che l\u2019ennesimo segnale. Senza sottovalutarne contemporaneamente la spettacolare accelerazione, avvenuta a partire dal 2017-2018. Fino a quel periodo in effetti quasi in tutti i paesi dell\u2019Europa occidentale la presenza di queste formazioni era nulla o del tutto trascurabile. Solo osservando il fenomeno nel suo insieme, dunque, \u00e8 possibile apprezzarne la complessit\u00e0 e lo sviluppo diacronico. Oltrech\u00e9, naturalmente, comprenderne i punti di forza e le contraddizioni.<\/p>\n<p>Questo numero di Fuoricollana si propone perci\u00f2, ovviamente, una sorta di\u00a0<em>fenomenologia della destra<\/em>, attraverso una ricognizione delle caratteristiche e delle dinamiche politiche e culturali nei contesti nazionali pi\u00f9 importanti (Mario Barbi per la Germania, Anna Maria Lecis Cocco Ortu, per la Francia, Domenico Cerabona Ferrari per UK). Il tutto sempre con un\u2019attenzione particolare a cogliere i nessi esistenti tra l\u2019estendersi dell\u2019influenza politica delle destre e i cambiamenti del sistema istituzionale. Questo rapporto \u00e8 al centro in particolare del contributo di Claudio De Fiores, che prende in esame le riforme istituzionali del governo Meloni e l\u2019ideologia costituzionale delle destre, fatalmente attratte dai modelli presidenzialistici come risposta regressiva alla crisi di rappresentanza della governabilit\u00e0 neoliberale.<\/p>\n<p>Assieme a questa attenzione all\u2019evoluzione delle destre \u00e8 per\u00f2 nostro intento esaminare le ragioni che hanno favorito l\u2019estensione della loro influenza elettorale. E tra queste la pi\u00f9 rilevante \u00e8 certamente rappresentata dall\u2019atteggiamento dei partiti della destra conservatrice e del centro, che hanno nel corso del tempo assunto in modo sempre pi\u00f9 marcato l\u2019agenda politica della destra radicale, nell\u2019illusione di poterne riassorbire e normalizzare le spinte. Gli esempi sono in questo senso numerosi. Tra questi il pi\u00f9 importante riguarda il tema delle politiche migratorie e di sicurezza. La legge Darmanin sull\u2019immigrazione ne \u00e8 forse l\u2019episodio pi\u00f9 eclatante e ha rappresentato una sorta di anticipazione, sul piano delle policy, della convergenza tra centro macroniano e destra lepenista. La quale non a caso si \u00e8 intestata l\u2019ispirazione ideologica del provvedimento. Analogo discorso si potrebbe fare, peraltro, per l\u2019Italia e la Danimarca, con l\u2019aggravante in questo caso che i protagonisti di questa emulazione sono stati partiti socialdemocratici e di centro sinistra.<\/p>\n<p>Sta di fatto che questa deriva ha prodotto risultati opposti a quelli sperati: anzich\u00e9 sottrarre consensi alla destra radicale, l\u2019assunzione della sua agenda politica e delle sue parole d\u2019ordine ha prodotto una normalizzazione a livello di senso comune diffuso delle sue dottrine. Sul piano elettorale tutto ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in un\u2019ulteriore crescita delle destre, che infatti sono riuscite a svuotare elettoralmente i partiti di centro. Quello che oggi viene spesso superficialmente presentato come un cedimento del cordone sanitario dei liberali e dei conservatori nei confronti della destra estrema, \u00e8 in realt\u00e0 il prodotto di un\u2019omologazione culturale e politica a cui \u00e8 seguita una sorta di osmosi nell\u2019insediamento sociale ed elettorale. Noi italiani, in questo senso, siamo stati dei precursori del fenomeno. Che ha visto una forza di dichiarata ispirazione liberale (FI) \u2013 ma in realt\u00e0 con tratti marcatamente populisti, autoritari e di destra \u2013 farsi mallevatrice della creazione di un\u2019area culturalmente omogenea, fortemente ispirata ai valori del neoliberismo, del primato dell\u2019impresa, della spoliticizzazione e della verticalizzazione plebiscitaria. Preparata, quest\u2019ultima, dalla marginalizzazione delle istituzioni della partecipazione democratica e della rappresentanza parlamentare. Ci\u00f2 spiega molto meglio dell\u2019assenza di scrupoli morali e dell\u2019abilit\u00e0 manovriera della Meloni la disinvoltura con cui il governo a trazione Fratelli d\u2019Italia ha fatto propria l\u2019agenda Draghi e le compatibilit\u00e0 delle regole finanziarie europee.<\/p>\n<p>Altrove, invece, questo processo \u00e8 passato attraverso una crescita del protagonismo della destra radicale, o addirittura attraverso la radicalizzazione in senso autoritario di formazioni originariamente liberal-conservatrici (\u00e8 il caso di Fidesz in Ungheria). Sta di fatto che ovunque ci\u00f2 \u00e8 avvenuto (in questa casistica va incluso il governo Netanyahu), si \u00e8 accompagnato ad un tentativo di mutamento degli equilibri istituzionali inteso a accentuare la verticalizzazione della catena di comando e a indebolire le istituzioni di garanzia.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 per\u00f2 un ultimo aspetto di questa complessa dinamica che non deve essere dimenticato. Esso riguarda l\u2019effetto che le politiche neoliberali hanno prodotto soprattutto sugli strati sociali pi\u00f9 deboli ed esposti alle conseguenze negative della globalizzazione capitalistica e delle politiche mercantilistiche dell\u2019Europa dell\u2019ortodossia ordoliberale. I cui esiti distruttivi della coesione sociale sono un potenziale amplificatore della miscela di liberismo nazionalistico, corporativismo, tradizionalismo valoriale che Donato Caporalini analizza nella sua riflessione sul libro di J.D. Vance. A ci\u00f2 vanno aggiunte le assurde e controproducenti posizioni relative alla guerra in Ucraina. I cui effetti in termini di ridislocazione dell\u2019elettorato sono stati ben visibili nel caso della Sassonia, della Turingia ma anche in Brandeburgo. Ma mentre l\u2019elettorato mostra \u2013 anche con il voto a favore di una parte della destra \u2013 la propria crescente contrariet\u00e0 verso le posizioni atlantiste e belliciste, il Piano Draghi vorrebbe addirittura mettere al centro del rilancio della svigorita economia europea l\u2019investimento negli armamenti. Omettendo, come giustamente rileva Vicenzo Comito nel suo contributo, qualsiasi assunzione autocritica di responsabilit\u00e0 per il declino europeo avvenuto mentre egli ricopriva le pi\u00f9 alte cariche finanziarie e politiche in Europa.<\/p>\n<p>Resta semmai da approfondire la ricerca attorno alla capacit\u00e0 delle parole d\u2019ordine della destra di interpretare il malessere e il senso di frustrazione degli strati popolari, molto pi\u00f9 di ci\u00f2 che riescano a fare le formazioni che si dichiarano di sinistra. Una risposta radicale a questo tema viene dal contributo di Alessandro Volpi, che dietro alla gara elettorale tra Harris e Trump legge la rivalit\u00e0 di due fazioni del capitalismo finanziario e non una vera alternativa politica tra destra e sinistra. \u00a0Un altro contributo lo si pu\u00f2 trovare nella lezione d\u2019autore di Carlo Galli, che invece vede nell\u2019approccio all\u2019attivit\u00e0 di governo di FdI un ibrido di successo, per ora, tra l\u2019individualismo privatistico e il micro-corporativismo di ascendenza neoliberista, ormai assimilati dal partito di Meloni, e una gestione plebiscitaria, ideologica, polemica e repressiva della crisi economica e sociale.<\/p>\n<p>Riferendosi a Trump, Nancy Pelosi lo defin\u00ec qualche mese fa \u00abla creatura che si \u00e8 insinuata nella Casa Bianca\u00bb.\u00a0 Non \u00e8 cos\u00ec. Trump e la destra, che si sta agglutinando in Occidente con materiali di diversa origine, non sono degli alieni; sono piuttosto il prodotto della crisi di questa societ\u00e0, della sua democrazia e del tradimento delle promesse di giustizia e di pace. Una situazione, come scrive Fabio Frosini nel suo contributo, che fa emergere nella reazione dei ceti popolari alla minaccia rivolta contro il loro presente e il loro futuro, significative analogie con il contesto che si produsse dopo la Grande guerra; anche allora una crisi sistemica indice di uno spostamento a livello mondiale dell\u2019egemonia.<\/p>\n<p>Abbiamo cercato di scavare dentro il ventre che sta partorendo questa nuova realt\u00e0. Ma \u00e8 un compito, ne siamo certi, che richiede ulteriori sforzi. Cercheremo di esserne all\u2019altezza, certi della sua imprescindibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/fuoricollana.it\/la-destra-avanza\/\">https:\/\/fuoricollana.it\/la-destra-avanza\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da FUORICOLLANA (Redazione) La destra avanza. In Europa, certo. Ma non solo. Le prossime elezioni presidenziali e politiche negli Usa saranno un altro test importante, da cui potrebbe derivare un\u2019ulteriore spinta in avanti per la composita area della destra internazionale. Ma di quale destra stiamo parlando? L\u2019attenzione degli osservatori si \u00e8 legittimamente concentrata \u2013 in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo, delle successive politiche francesi, delle regionali tedesche e per ultimo delle votazioni per&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":84619,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Logo_FuoriCollana-1024x457-1-e1711363575756.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mOq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87694"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87694"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87697,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87694\/revisions\/87697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}