{"id":87742,"date":"2024-11-01T10:00:02","date_gmt":"2024-11-01T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87742"},"modified":"2024-10-31T09:49:14","modified_gmt":"2024-10-31T08:49:14","slug":"il-suicidio-di-israele-lomicidio-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87742","title":{"rendered":"Il suicidio di Israele, l&#8217;omicidio di Gaza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DOPPIOZERO (David Bidussa)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vicenda aperta il 7 ottobre 2023 ha riaperto la questione israelo-palestinese in modo sempre pi\u00f9 tragico, suscitando confronti e riflessioni accese e, come prevedibile, conflittuali. In questi mesi sono usciti molti libri che provano ad approfondire e a chiarire i problemi e i differenti punti di vista. Tre mi sembrano rilevanti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/che-cosa-teme-israele-dalla-palestina-raja-shehadeh-9788806265908\/\"><em>Che cosa teme Israele dalla Palestina?<\/em><\/a>\u00a0di Raja Shehadeh,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858155530\"><em>Il suicidio di Israele<\/em><\/a>\u00a0di Anna Foa e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858154540\"><em>Questa terra \u00e8 nostra da sempre<\/em><\/a>\u00a0di Arturo Marzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Raja Shehadeh, nella parte conclusiva della sua riflessione-orazione sul futuro dei palestinesi, afferma che \u201clasciare gli Stati Uniti come unico garante della situazione mediorientale e dei possibili negoziati tra israeliani e palestinesi ne assicurer\u00e0 il fallimento\u201d. L\u2019unica soluzione, a suo parere, \u00e8 coinvolgere \u201caltri garanti forti, compresi le Nazioni Unite e il Sud globale e discutere tutte le questioni in sospeso: il pieno riconoscimento di uno Stato palestinese, i rifugiati, il rilascio dei prigionieri, le future relazioni tra Israele e Palestina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/61B3UiENoEL._SL1500_.jpg\" alt=\"j\" width=\"800\" height=\"1368\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"ff79dbb2-20c3-4aa9-8876-8605f9c2b105\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diversa e molto pi\u00f9 pessimista \u00e8 Anna Foa che nel suo\u00a0<em>Il suicidio di Israele<\/em>, osserva come la scena a cui stiamo assistendo da 12 mesi sia l\u2019effetto di una decisione politica maturata dalla leadership israeliana di governo il cui fine \u00e8 abbandonare il progetto di coabitazione e insistere su una strada politica in cui non si d\u00e0 offerta politica verso i palestinesi, ma solo dominio, previa espulsione o \u00abpulizia etnica\u00bb dei territori. Un profilo che si fa strada e acquisisce forza politica con la progressiva espansione del fondamentalismo ebraico in Israele, contro il quale, come ricorda Anna Foa, Amos Oz aveva chiamato a riflettere con molta preoccupazione negli ultimi anni della sua vita (in particolare ricordo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/contro-il-fanatismo\/\"><em>Contro il fanatismo<\/em><\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/cari-fanatici-1\/\"><em>Cari fanatici<\/em><\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un progetto o forse pi\u00f9 propriamente \u00abil sogno\u00bb, che, peraltro, Otzma Yehudit di Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza, non ha mai negato o smentito. Simmetricamente il progetto politico di Hamas, al di l\u00e0 di alcune dichiarazioni fumose e solo tattiche pronunciate nel 2017, ha lo stesso profilo (\u00e8 significativo il testo dell\u2019articolo 22 della sua Carta costitutiva varata nell\u2019agosto 1988, in cui si afferma la vecchia e consolidata tesi complottista e antisemita dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2022\/02\/Passato-e-Presente---I-Protocolli-dei-Savi-di-Sion---17022022-d6481bf7-ef8e-4e14-a8f7-ee1515cdcb6a.html\"><em>Protocolli dei Savi anziani di Sion<\/em><\/a>. Chi avesse dubbi pu\u00f2 controllare e verificare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cesnur.org\/2004\/statuto_hamas.htm\">qui<\/a>, leggendo il testo letterale dell\u2019articolo 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 delle differenze che comunque per certi aspetti rappresentano percorsi speculari \u2013 Raja Shehadeh narra una storia lunga almeno cento anni dal punto di vista palestinese, Anna Foa segue un percorso di riflessione che sostanzialmente si svolge nella stessa porzione di tempo, privilegiando l\u2019angolo di visuale dentro il contesto israeliano \u2013 sia\u00a0<em>Che cosa teme Israele dalla Palestina?<\/em>, sia\u00a0<em>Il suicidio di Israele<\/em>, consentono di cogliere l\u2019autocoscienza e le inquietudini, le insoddisfazioni e le delusioni di ciascuna delle due parti in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo costituiscono uno strumento importante per tentare di affrontare il nodo israelo-palestinese. Ovvero rappresentano un modo efficace per prendere consapevolezza dell\u2019agenda politica, culturale ed emozionale di ciascuna delle due parti in conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un tratto della loro efficacia consiste anche nel fatto che ciascuno dei due libri proprio perch\u00e9 entrambi volti a illustrare la percezione di una delle due parti coinvolte rispetto all\u2019altra, \u00e8 dato dal fatto che quella scelta consegna al lettore un men\u00f9 di questioni che costituiscono l\u2019agenda politica di ciascuno dei due contendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo tratto, proprio perch\u00e9 trattato con efficacia, chiede\u00a0<em>anche<\/em>\u00a0che si abbia uno sguardo sopra ciascuna delle due parti che consenta di fare il punto di un confronto e di un conflitto che \u2013 essendo osservati con sguardo partigiano, per quanto inquieto e aperto \u2013 rischiano di rimanere delle narrazioni dei vissuti e non anche una storia dei nodi non risolti che ciascuna delle due parti evitano sistematicamente di affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/9788858155530_0.jpg\" alt=\"k\" width=\"800\" height=\"1200\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"c0015887-d75f-494e-8fe8-5ec7b9488757\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo snodo che personalmente considero strutturale quanto la capacit\u00e0 di ciascuno dei due attori di raccontare la propria autobiografia con impianto critico e autocritico \u2013 e dunque non giustificativo dei propri limiti \u2013 risponde con una ricostruzione documentata il libro di Arturo Marzano\u00a0<em>Questa terra \u00e8 nostra da sempre<\/em>\u00a0un libro che non \u00e8 solo una utile piattaforma illustrativa dei problemi al tempo presente, ma anche una guida indispensabile per costruire una storia della condizione \u2013 mentale, politica, culturale,\u2026 \u2013 a cui siamo giunti ora. Un testo, peraltro corredato da una ricchissima bibliografia molto utile per tutti coloro che volessero\u00a0<em>per davvero<\/em>\u00a0saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo del libro di Arturo Marzano, come precisa nelle conclusioni, \u00e8 duplice; uscire dagli schieramenti e soprattutto non offrire certezze. Per questo il libro non \u00e8 la ricostruzione di come \u00e8 andata la storia, ma illustra gli snodi fondamentali del discorso pubblico \u2013 che Marzano riconosce in 10 temi strutturali \u2013 spacciato per opinione informata, sostenuta da una presunta documentazione storica sufficiente. Dieci capitoli in cui Marzano scava e rimette al loro posto tante idee preconcette diffuse come verit\u00e0 incontrovertibili. E lo fa proponendo con pazienza una ricostruzione storica che non parteggia per l\u2019uno o per l\u2019altro, ma tirando fuori ogni volta i nodi irrisolti, che spesso sono la raffigurazione dei luoghi comuni che affollano la scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ordine questi sono i 10 temi che segnano la struttura del libro: 1. La Palestina era una terra vuota? 2. Il sionismo \u00e8 un movimento coloniale? 3. Il mandato inglese (1910-1947) \u00e8 stato imparziale? 4. Nel 1948 e nel 1967 l\u2019obiettivo dei paesi arabi era distruggere Israele? 5. Gli arabi e i palestinesi ha sempre perso l\u2019opportunit\u00e0 di pace? 6. I sionisti sono i nuovi nazisti? 7. Israele \u00e8 la sola democrazia del Medio Oriente? 8. Hamas e ISIS sono la stessa cosa? 9. L\u2019antisionismo e l\u2019antisemitismo si equivalgono? 10. La sostanza del conflitto \u00e8 un odio atavico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra tutte questi interrogativi ne scelgo tre che mi sembrano essenziali per capire i temi al tempo presente e illustrativi del profilo riflessivo proposto da Marzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo riguarda il problema del sionismo come un movimento coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta che fornisce Marzano \u00e8: dipende. Dipende dalle fasi storiche e dipende dalle forze politiche dominanti. Marzano propone una distinzione per fasi, la prima delle quali accompagna il primo processo di insediamento, soprattutto tra anni \u201920 e anni \u201940, in cui ci sono pi\u00f9 esperienze di colonizzazione, caratterizzate da una parte da forme di investimento che punta a un processo di cooperazione con gli arabi presenti; e dall\u2019altra da un processo di\u00a0<em>settler colonialism<\/em>\u00a0(letteralmente: colonialismo di insediamento) che a differenza del colonialismo classico non ambisce a sfruttare le risorse e la manodopera delle colonie, ma intende sostituire l\u2019economia e a a sostituirsi alla popolazione indigena. Un processo, quest\u2019ultimo, che \u00e8 diventato immersivo soprattutto nel tempo aperto dalla espansione della presenza, dopo il 1967, nei territori occupati di Cisgiordania. Questa linea si accompagna a una interpretazione del colonialismo che distingue tra un programma che ha dietro di s\u00e9 una potenza statale, e che dunque in questo caso tenderebbe a raffigurare il periodo prestatale e quello dei primi venti anni dell\u2019esistenza di Israele (1948-1967) come non coloniale, mentre nel tempo successivo, proprio perch\u00e9 sostenuto da un investimento dello Stato, saremmo di fronte a un progetto coloniale di tipo classico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/9788858154540_0.jpg\" alt=\"k\" width=\"800\" height=\"1200\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e268e56f-22ed-4c09-b84a-904ed04b948e\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda questione riguarda la domanda se Hamas e ISIS sono la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Originariamente no: la linea di Hamas \u00e8 non \u00e8 quella di creare un\u2019\u00e9lite che assume la direzione politica come un partito di avanguardie che chiedono il sostegno del popolo e allo stesso tempo si propongono come struttura gerarchica di comando. \u00c8 invece, quella di dare vita a un movimento neotradizionalista dal basso, secondo una linea di tradizione che richiama l\u2019esperienza e la pratica della Fratellanza musulmana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto questo, osserva Marzano, la conseguenza non \u00e8 che \u00abdal basso\u00bb significhi che quel movimento ha caratteristiche democratiche. La sua struttura e la sua linea di operativit\u00e0 sono quelle di un controllo autoritario del territorio e, soprattutto, dell\u2019amministrazione della vita quotidiana dei governati. Un profilo che tende ad avvicinare le forme di governo sul territorio proprie di Hamas a quelle, per esempio, proprie di tutte le esperienze di controllo mafioso che caratterizzano alcune aree del nostro Paese (Scampia, per esempio). In quel caso, contestando la struttura corrotta dell\u2019area politica di ANP, ovvero di ci\u00f2 che oggi resta di Fatah, la struttura di governo e di controllo non presume un consenso politico, ma un consenso estorto o \u201cobbligato\u201d, che ha dalla sua la critica al sistema corrotto rappresentato dal potere che governa a Ramallah. Hamas, in sintesi, legittima la sua forza di persuasione non perch\u00e9 \u00abamico\u00bb, bens\u00ec perch\u00e9 \u00abpadrone\u00bb che non d\u00e0 spazio agli avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine c\u2019\u00e8 la questione se la sostanza del conflitto \u00e8 un odio atavico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marzano, riportando vari esempi, dimostra come un processo di avvicinamento, di amicizia e di cooperazione abbia caratterizzato, certo con gruppi di minoranza e con momenti alti e bassi, tutta la storia del \u2018900 giungendo al nostro tempo presente: una storia che spesso si muove in direzione \u00abostinata e contraria\u00bb, ma che periodicamente \u2013 in alcuni momenti producendo esperienze di vita comune, in altri proponendo azioni di cooperazione volte a smantellare sia il principio colonialista che quello etnico da entrambe le parti, nel tentativo, mai maggioritario, ma comunque mai abbandonato e sempre presente \u2013, prova a rendere operativa una coabitazione. Un lavoro di Sisifo, indubbiamente, ma non per questo impossibile n\u00e9 irrealizzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altre parole, Arturo Marzano fa lo storico, avendo come obiettivo quello di fornire una ricostruzione che illustri al lettore come su ciascuno dei temi affrontati si sia costruito un luogo comune che, invece di rendere comprensibile la storia e illustrare i nodi che ancora oggi stanno al centro di quella partita, li ha ulteriormente irrigiditi, facendoli diventare dei postulati. Ovvero un processo di discussione pubblica e di costruzione di informazione orientata che anzich\u00e9 contribuire alla risoluzione del conflitto lo ha irrigidito fino al punto di renderlo agli occhi dell\u2019opinione pubblica irrisolvibile. Meglio: eterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno strumento davvero utile per provare a voltare pagina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-suicidio-di-israele-lomicidio-di-gaza\">https:\/\/www.doppiozero.com\/il-suicidio-di-israele-lomicidio-di-gaza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (David Bidussa) La vicenda aperta il 7 ottobre 2023 ha riaperto la questione israelo-palestinese in modo sempre pi\u00f9 tragico, suscitando confronti e riflessioni accese e, come prevedibile, conflittuali. In questi mesi sono usciti molti libri che provano ad approfondire e a chiarire i problemi e i differenti punti di vista. Tre mi sembrano rilevanti:\u00a0Che cosa teme Israele dalla Palestina?\u00a0di Raja Shehadeh,\u00a0Il suicidio di Israele\u00a0di Anna Foa e\u00a0Questa terra \u00e8 nostra da sempre\u00a0di Arturo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mPc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87742"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87743,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87742\/revisions\/87743"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}