{"id":87927,"date":"2024-11-15T10:30:41","date_gmt":"2024-11-15T09:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87927"},"modified":"2024-11-12T23:50:51","modified_gmt":"2024-11-12T22:50:51","slug":"il-tessile-italiano-in-tumulto-via-sta-succedendo-nel-distretto-pratese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87927","title":{"rendered":"Il tessile italiano in tumulto: cosa sta succedendo nel distretto pratese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Marina Savarese)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87928\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/proteste-tessile-1-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/proteste-tessile-1-300x200.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/proteste-tessile-1-768x512.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/proteste-tessile-1.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono passate in sordina le recenti notizie che riguardano agitazioni e aggressioni avvenute nel distretto tessile di Prato, uno dei pi\u00f9 grandi centri produttivi di abbigliamento e pelletteria presenti in Italia. Eppure merita una riflessione, perch\u00e9 quello che spesso vediamo accadere dall\u2019altra parte del mondo non \u00e8 poi cos\u00ec differente da ci\u00f2 che ci circonda giornalmente: il tracollo del settore moda \u00e8 sistemico, non geografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scorso 8 ottobre, davanti alla ditta Lin Weidong di Seano, un gruppo di operai pachistani in sciopero sono stati attaccati, con mazze e spranghe, da alcuni italiani. Gli operai stavano protestando contro le condizioni di lavoro inumane e gli orari insostenibili. A seguito dell\u2019evento ci sono state due manifestazioni e la procura, al momento, sta indagando su quanto accaduto, ma pochissime sono state le parole spese dalle autorit\u00e0 su una situazione che non \u00e8 un caso isolato. Il giorno 17 dello stesso mese, infatti, due imprenditori cinesi sono stati arrestati dopo la denuncia di un loro dipendente, il quale ha testimoniato turni di lavoro di 13 ore al giorno per 7 giorni, a fronte di una paga di 13 centesimi al pezzo (il tutto in nero e senza uno straccio di contratto). Quello che sta venendo fuori, tra Prato e dintorni, \u00e8 sintomatico della crisi che sta colpendo l\u2019intero settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prato, ai tempi, \u00e8 stata una delle storiche capitali del settore manifatturiero italiano; il comparto tessile era uno dei pi\u00f9 prolifici, capace di generare prodotti di altissima qualit\u00e0 e manifattura, noti in tutto il mondo. Dell\u2019ascesa (e del successivo declino) ne ha scritto Edoardo Nesi nel suo Storie della mia gente, uno spaccato dell\u2019industria pratese dai tempi d\u2019oro fino alla crisi, identificata con la nascita del distretto parallelo cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ditte asiatiche hanno iniziato ad insediarsi in zona inserendo sul mercato il pronto moda, il fratello nostrano del fast fashion, venduto prevalentemente nei mercatini e successivamente esportato nell\u2019Europa dell\u2019Est. Un prodotto facile con molta richiesta, aziende impostate su ritmi di lavoro quasi a ciclo continuo, un discreto giro di soldi per gli imprenditori cinesi (e anche per i proprietari delle mura dei capannoni). Per qualche anno i produttori di tessuti italiani ed il pronto moda cinese hanno convissuto in maniera quasi civile e senza pestarsi i piedi; qualche visionario pens\u00f2 addirittura di poter collaborare: da una parte tessuti, dall\u2019altra confezioni di abbigliamento e magari qualche grande gruppo internazionale (Zara, H&amp;M, ecc) a cui vendere un sistema produttivo completo e relativamente vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sogni sono rimasti chiusi dentro qualche magazzino ma, se fino a qualche anno fa le cose andavano pi\u00f9 o meno bene per tutti, oggi la filiera tessile pratese \u00e8 in sofferenza, con un calo degli ordini senza precedenti. Tempi bui all\u2019orizzonte, clima pesante, poca interazione ed un nuovo \u201csoggetto\u201d apparso a dare del filo da torcere: la manodopera pachistana. Negli anni, infatti, i connazionali cinesi sfruttati (spesso in difficolt\u00e0 o con necessit\u00e0 di lavorare a qualsiasi costo) sono stati lentamente sostituiti da asiatici in cerca di opportunit\u00e0. Con i pro ed i contro del caso. Mentre prima si parlava la stessa lingua, con il risultato che i panni sporchi si lavavano in casa (e casi di denuncia se ne vedevano pochi o nessuno), adesso i conflitti esplodono e vengono alla luce. Da qui le proteste, gli scioperi, gli interventi dei sindacati\u2026e le mazzate!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pronto moda forse non garantisce gli introiti di un tempo, vuoi per l\u2019incremento dei costi di logistica, vuoi per l\u2019aumento del prezzo delle materie prime. Di tessuti se ne vendono pochi e sulle innovazioni gli investimenti scarseggiano. I settori della pelle, concia, tessile, accessori e minuterie metalliche subiscono consistenti cali annui, con aziende storiche costrette a chiudere e moltissime che ricorrono alla cassa integrazione. A tutto ci\u00f2 si aggiungono le richieste dei brand del settore moda: sempre pi\u00f9 esigenti e pressanti, ma che giocano al ribasso con i prezzi. Un circolo vizioso che rischia di far sparire un intero compartimento produttivo, compresa la ricchezza di maestranze e competenze. Il tavolo di crisi del distretto \u00e8 stato convocato pi\u00f9 volte, ma c\u2019\u00e8 bisogno di un intervento pi\u00f9 massiccio e con aiuti concreti da parte del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo scopo \u00e8 stato indetto uno sciopero di 8 ore il prossimo marted\u00ec 12 novembre, a Firenze, che vedr\u00e0 coinvolti i lavoratori del tessile\/pelletteria della Toscana. Sotto la bandiera de \u00abIl lavoro non \u00e8 fuori moda \u2013 Per la qualificazione delle filiere e la tutela dell\u2019occupazione\u00bb, si chiederanno salvaguardia dei livelli occupazionali e aiuti per affrontare questo periodo di difficolt\u00e0, insieme a politiche in grado di valorizzare la filiera e tutelare il lavoro (basta sfruttamenti, di qualsiasi nazionalit\u00e0 siano i lavoratori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Picchetto davanti a una delle aziende del distretto tessile di prato lo scorso 6 ottobre. Lo sciopero \u00e8 stato indetto dal sindacato Sudd Cobas Prato-Firenze che si occupa della situazione dei lavoratori di aziende di questo tipo e di promuovere al loro interno le 40 ore di lavoro settimanali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accendere i riflettori su quello che sta accadendo a Prato vuol dire rendersi conto della crisi di un intero settore, quello della moda (dal \u201cpronto\u201d- al \u2013 lusso), che era un fiore all\u2019occhiello di quel Made in Italy che tutto il mondo ci ha sempre invidiato, ma per il quale nessuno, al momento, sembra intenzionato a fare niente per proteggerlo, ri-lanciarlo e valorizzarlo (che in mezzo a tanto delirio, ci sono ancora aziende virtuose e che operano in maniera responsabile). Ci vuole un ripensamento generale, dove tutti gli attori di questa frammentata industria inizino a lavorare insieme, progettando un nuovo sistema. In sinergia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/11\/12\/il-tessile-italiano-in-tumulto-cosa-sta-succedendo-nel-distretto-pratese\/?sfnsn=scwspwa\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/11\/12\/il-tessile-italiano-in-tumulto-cosa-sta-succedendo-nel-distretto-pratese\/?sfnsn=scwspwa<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Marina Savarese) Sono passate in sordina le recenti notizie che riguardano agitazioni e aggressioni avvenute nel distretto tessile di Prato, uno dei pi\u00f9 grandi centri produttivi di abbigliamento e pelletteria presenti in Italia. Eppure merita una riflessione, perch\u00e9 quello che spesso vediamo accadere dall\u2019altra parte del mondo non \u00e8 poi cos\u00ec differente da ci\u00f2 che ci circonda giornalmente: il tracollo del settore moda \u00e8 sistemico, non geografico. 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