{"id":8795,"date":"2013-05-02T06:27:30","date_gmt":"2013-05-02T06:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=8795"},"modified":"2013-05-02T06:27:30","modified_gmt":"2013-05-02T06:27:30","slug":"ue-2-0-no-alla-riconquista-della-sovranita-conversazione-con-stefano-dandrea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=8795","title":{"rendered":"UE 2.0? No! \u201cAlla riconquista della sovranit\u00e0!\u201d Conversazione con Stefano D\u2019Andrea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">INTERVISTA A CURA DI FRANCESCO PICOZZI &#8211;&nbsp; Fonte <a href=\"http:\/\/www.leggeweb.it\/interviste\/ue-2-0-no-alla-riconquista-della-sovranita-conversazione-con-stefano-dandrea-9451.html\">LEGGEweb<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>In sintesi, che cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Associazione &ldquo;Riconquistare la Sovranit&agrave;&rdquo; e qual &egrave; stato il motivo principale della sua recente costituzione?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&Egrave; un&rsquo;associazione di cittadini italiani, gi&agrave; presente in sedici regioni, il cui scopo sociale &egrave; di costruire una <strong>rete <\/strong>di persone che intendono riconquistare la<strong> sovranit&agrave; <\/strong>politica ed economica. La nostra analisi muove dalla constatazione che sussiste un irrimediabile contrasto tra il titolo III della<strong> Costituzione<\/strong> (dedicato ai rapporti economici <i>ndr<\/i>) e i principi dei <strong>Trattati europei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, l&rsquo;Unione europea abbatte i <strong>confini <\/strong>degli Stati europei, anche nei confronti dei paesi terzi e crea un <strong>mercato <\/strong>aperto nel quale deve vincere la<strong> logica <\/strong>del pi&ugrave; forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, l&rsquo;<strong>art. 41<\/strong>, terzo comma, della Costituzione prevede che &ldquo;<em>La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch&eacute; l&rsquo;attivit&agrave; economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;<strong>Unione europea<\/strong> sopprime tutti i possibili poteri degli Stati e quindi dei popoli di disciplinare l&rsquo;economia, affidando il sistema economico alla pura<strong> concorrenza<\/strong> tra imprese e tra gestori dei grandi capitali internazionali, nonch&eacute; alla <strong>BCE<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la <strong>Costituzione<\/strong> sancisce che il popolo italiano, attraverso lo <strong>Stato<\/strong>, disciplini l&rsquo;economia. In questa sede, un&rsquo;analisi approfondita &egrave; impossibile. Mi limito a recare un esempio: l&rsquo;<strong>art. 47<\/strong> prevede che &ldquo;<i>La Repubblica disciplina, coordina e controlla l&rsquo;esercizio del credito<\/i>&rdquo;. Invece, la disciplina del credito &egrave; in gran parte eteronoma e di matrice europea; il coordinamento &egrave; scomparso perch&eacute; il dogma unionista &egrave; la concorrenza; e ora vogliono trasferire a livello europeo anche la <strong>vigilanza bancaria<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due programmi politico-economici sono in irrimediabile<strong> contrasto<\/strong>. Il Parlamento e il Governo italiani applicano o l&rsquo;uno o l&rsquo;altro. E in ragione del prevalere del <strong>diritto <\/strong>dell&rsquo;Unione Europea sul diritto interno italiano, anche di rango costituzionale (opinione giuridicamente infondata la quale, tuttavia, attesta un fatto), sono ormai pi&ugrave; di venti anni che Parlamento e Governo italiani svolgono il diritto europeo, anzich&eacute; il diritto<strong> costituzionale<\/strong> dei rapporti economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo dell&rsquo;associazione &egrave; di cominciare a unire i <strong>cittadini sovranisti<\/strong>. Ci&ograve; che sta accadendo in Spagna, Grecia, Cipro, Portogallo, Slovenia e Italia testimonia che l&rsquo;Unione europea, cos&igrave; come progettata dal Trattato di<strong> Maastricht<\/strong>, &egrave; un progetto fallito, che sta generando esiti <strong>catastrofici<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dappertutto stanno facendo capolino idee e movimenti volti a distruggere il <strong>mostro<\/strong> che abbiamo creato e che ci sta divorando. Nei prossimi anni in Italia sorger&agrave;, per forza di cose, un partito sovranista. Noi stiamo cominciando a organizzarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ritenete giuridicamente possibile per l&rsquo;Italia &ldquo;uscire&rdquo; dall&rsquo;Euro?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non &egrave; possibile giuridicamente uscire soltanto dall&rsquo;<strong>euro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;euro e le disposizioni che hanno a oggetto la<strong> politica monetaria<\/strong> degli Stati sono parte dei Trattati europei. In presenza delle condizioni previste dalla Convenzione di Vienna sui Trattati o in forza dell&rsquo;<strong>art. 50 <\/strong>del Trattato sull&rsquo;Unione europea si pu&ograve; recedere dai <strong>Trattati europei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non &egrave; legittimo, invece, che uno Stato asserisca: &ldquo;le disposizioni relative all&rsquo;euro e alla <strong>politica monetaria<\/strong> non mi si applicano pi&ugrave;; le altre invece continuano a vincolarmi&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;autorevole <strong>Giuseppe Guarino<\/strong> ha sostenuto che si possa uscire soltanto dall&rsquo;euro, in base all&rsquo;argomento della &ldquo;ragionevolezza&rdquo;: se era possibile entrare o non entrare nell&rsquo;euro, deve essere anche possibile uscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, le cose non stanno cos&igrave;. Infatti, si poteva decidere di restare<strong> fuori<\/strong> dall&rsquo;euro: Inghilterra e Danimarca hanno esercitato questa opzione. Altrimenti, si poteva decidere o di entrare nell&rsquo;euro o di assumere la qualifica di &ldquo;<strong><i>Stato membro con deroga<\/i><\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gli Stati membri con deroga sono destinatari di una <strong>disciplina <\/strong>dei trattati (artt. 139-144 del Trattato sul funzionamento dell&rsquo;Unione europea, non a caso contenente le &ldquo;<strong>disposizioni transitorie<\/strong>&rdquo;), la quale prevede <strong>vincoli <\/strong>e controlli volti a far convergere gli Stati con deroga con gli Stati che hanno adottato l&rsquo;euro, affinch&eacute; i primi adottino la moneta comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna disposizione dei Trattati prevede che uno Stato che abbia adottato l&rsquo;euro possa unilateralmente decidere di divenire &ldquo;Stato membro con deroga&rdquo;. D&rsquo;altra parte <strong>Helmut Kohl<\/strong> nel 1996 dichiar&ograve;: &ldquo;<i>Un&rsquo;Italia fuori dall&rsquo;euro farebbe una concorrenza rovinosa all&rsquo;industria tedesca. L&rsquo;Italia deve quindi essere subito parte dell&rsquo;euro, alle stesse condizioni degli altri partner<\/i>&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch&eacute; la Germania dovrebbe accettare che l&rsquo;Italia esca dall&rsquo;euro e tutte le altre condizioni dei trattati rimangano uguali e in vigore? Dunque, uscire unilateralmente soltanto dall&rsquo;euro non &egrave; giuridicamente possibile e costituirebbe un illecito che darebbe luogo a feroci<strong> reazioni<\/strong> da parte di altri Stati, in particolare da parte della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Sarebbe sufficiente abbandonare la moneta unica per &ldquo;riconquistare la sovranit&agrave;&rdquo; nazionale, oppure sono necessarie ulteriori iniziative?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho osservato, non &egrave; possibile semplicemente abbandonare la moneta unica. Comunque, il problema della <strong>moneta unica<\/strong> possiamo considerarlo &ldquo;risolto&rdquo;. La moneta unica verr&agrave; abbandonata. Non vi &egrave; alcuna possibilit&agrave; che la Spagna e la Grecia abbattano la <strong>disoccupazione<\/strong> (27 e 30%) restando nella moneta unica. E l&rsquo;Italia non pu&ograve; uscire dalla <strong>depressione<\/strong>, finch&eacute; manterr&agrave; l&rsquo;euro. Allo stesso modo, la Francia non pu&ograve; impedire la continua, sia pure sottile, erosione di<strong> competitivit&agrave;<\/strong> rispetto alla Germania, restando nella moneta unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotizzare come e in quale momento gli Stati europei metteranno fine all&rsquo;avventura dell&rsquo;<strong>eurozona<\/strong> non &egrave; serio e non serve a nulla. L&rsquo;unica cosa certa &egrave; che l&rsquo;euro verr&agrave; meno: per accordo o per una rottura dell&rsquo;ordine <strong>giuridico<\/strong> europeo. A quel punto tutta l&rsquo;Unione europea verr&agrave; in<strong> discussione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa dovrebbe fare l&rsquo;<strong>Italia<\/strong> in quel momento? Tornare alla disciplina vincolistica della circolazione dei capitali abrogata nel 1990. Tornare alla <strong>legge bancaria<\/strong> del <strong>1936<\/strong>, che non era una legge &ldquo;fascista&rdquo;, visto che venne mantenuta intatta durante tutta la prima Repubblica. Escludere radicalmente la <strong>concorrenza <\/strong>nel mercato bancario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reprimere la<strong> rendita finanziaria<\/strong> come facevamo, meglio di tutti, fino al divorzio tra<strong> banca d&rsquo;Italia <\/strong>e Tesoro<strong> (1981)<\/strong>: consentendo e poi imponendo acquisti di titoli del debito pubblico alla banca d&rsquo;Italia; elevando di molto la <strong>riserva obbligatoria<\/strong> delle banche, da destinare direttamente o indirettamente all&rsquo;<strong>acquisto di titoli<\/strong> del debito pubblico; ricorrendo al vincolo di portafoglio; re-introducendo lo<strong> scoperto di conto<\/strong> corrente del Tesoro presso la Banca d&rsquo;Italia all&rsquo;interesse dell&rsquo;1%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accettare un&rsquo;<strong>inflazione<\/strong> relativamente modesta, e porre come primo obiettivo la lotta alla <strong>disoccupazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re-instaurare la stabilit&agrave; del rapporto di<strong> lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re-introdurre il contingentamento delle <strong>licenze <\/strong>di commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re-introdurre<strong> minimi tariffari<\/strong> decorosi per le professioni intellettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ri-pubblicizzare<strong> imprese strategiche<\/strong> nei campi in cui operano poche imprese in condizioni di oligopolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Limitare drasticamente la possibilit&agrave; di ricorso al <strong>credito al consumo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno obietter&agrave;: la <strong>storia<\/strong> non torna indietro! E invece la storia torna indietro.&nbsp;Banca universale, <strong>liberalizzazione<\/strong> della circolazione dei <strong>capitali<\/strong>, elevatissimo livello del commercio estero rispetto al <strong>PIL <\/strong>degli Stati e basse tariffe doganali caratterizzavano l&rsquo;economia mondiale prima della crisi del<strong> 1929<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli <strong>anni trenta<\/strong>, quelle regole furono sostituite da <strong>regole <\/strong>opposte, introdotte per uscire dalla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla met&agrave; degli <strong>anni ottanta<\/strong>, le regole introdotte negli anni trenta sono state pian piano smantellate dapprima in vista e poi sotto la spinta dell&rsquo;<strong>Unione europea<\/strong>: si &egrave; tornati alla disciplina vigente tra la fine del<strong> XIX <\/strong>secolo e il primo trentennio del<strong> XX<\/strong>. Se la storia &egrave; completamente tornata indietro una volta, perch&eacute; non potrebbe tornare indietro una seconda?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La vostra &egrave; una critica radicale al progetto di unificazione del continente in uno stato federale europeo. Quali alternative immaginate per garantire comunque la collaborazione e la pace fra le Nazioni del &ldquo;vecchio continente&rdquo;?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proponiamo di tornare a qualcosa di simile al vecchio <i>mercato comune<\/i> <strong>(CEE)<\/strong> &ndash; inopinatamente abbandonato per la creazione del <i>mercato unico<\/i> (UE) &ndash; composto da un numero pi&ugrave; limitato di<strong> Stati membri<\/strong> rispetto agli attuali membri dell&rsquo;Unione europea. Non &egrave; l&rsquo;Unione europea ad aver portato la<strong> pace<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa, sorta formalmente a <strong>Maastricht<\/strong> ma preparata dall&rsquo;atto unico, ha portato la rinascita del<strong> nazionalismo<\/strong>, conflitti, squilibri e<strong> povert&agrave;<\/strong>. La pace &egrave; stata assicurata, al pi&ugrave;, dalla CEE della quale l&rsquo;UE non &egrave; lo svolgimento ma la negazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Stefano D&rsquo;Andrea&nbsp;&egrave; Presidente dell&rsquo;Associazione Riconquistare la Sovranit&agrave;<\/em><\/strong><br \/>\n\t<b><a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/\" target=\"_blank\">www.riconquistarelasovranita.it<\/a><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTERVISTA A CURA DI FRANCESCO PICOZZI &#8211;&nbsp; Fonte LEGGEweb In sintesi, che cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Associazione &ldquo;Riconquistare la Sovranit&agrave;&rdquo; e qual &egrave; stato il motivo principale della sua recente costituzione? &Egrave; un&rsquo;associazione di cittadini italiani, gi&agrave; presente in sedici regioni, il cui scopo sociale &egrave; di costruire una rete di persone che intendono riconquistare la sovranit&agrave; politica ed economica. 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