{"id":87994,"date":"2024-11-19T09:00:27","date_gmt":"2024-11-19T08:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87994"},"modified":"2024-11-18T10:34:33","modified_gmt":"2024-11-18T09:34:33","slug":"un-futuro-svenduto-il-triste-mercato-dei-crediti-aggiuntivi-per-linsegnamento-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=87994","title":{"rendered":"Un futuro svenduto: il triste mercato dei crediti aggiuntivi per l&#8217;insegnamento scolastico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Attilio Scuderi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" style=\"vertical-align: middle;border-style: none;height: auto;max-width: 100%;margin: 0px auto\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"1448\" height=\"500\" data-attachment-id=\"35221\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=35221\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/scuola.jpg\" data-orig-size=\"1448,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ANSA&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;L'ombra di una ragazza con il megafono riflessa su uno striscione con la scritta 'Scuola' durante lo sciopero nazionale della scuola, Roma, 10 ottobre 2014. 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La pratica del marketing cerca di collocarlo in un profilo sicuro, personalizzato e insieme del tutto indipendente dalle sue scelte consapevoli, attraverso l\u2019incrocio di dati; il sistema produttivo gli chiede la massima \u00abflessibilit\u00e0\u00bb, a rischio di ridurre o annientare la sua identit\u00e0 lavorativa che dopo tutto \u00e8 stata nelle fasi precedenti dell\u2019economia industriale uno dei principali ancoraggi della coscienza individuale.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa citazione tratta dal testo di Peppino Ortoleva, recentemente ripubblicato, dal titolo\u00a0<em>Il secolo dei media<\/em>, ci mette in situazione. Oggi la studentessa e lo studente universitari che ambiscano alla docenza scolastica sono chiamati dalla retorica dei nuovi poteri a farsi\u00a0<em>consumattori<\/em>\u00a0di un processo infinito di formazione, costruito per tappe successive di acquisto di beni. Beni di poverissimo se non nullo valore d\u2019uso sul piano scientifico e culturale ma che nel sistema del mercato dell\u2019educazione hanno acquisito uno spropositato e devastante valore di scambio. Viene da pensare, come scontato, ai famigerati 24 cfu psico-pedagogici, oggi diventati corso abilitante da 60 CFU, d<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=38971\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i cui abbiamo e si \u00e8 ampiamente detto<\/a><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0e che configurano gi\u00e0 un profilo del futuro docente tutt\u2019altro che sicuro, e piuttosto vincolato alle possibilit\u00e0 economiche dei singoli e delle famiglie, aldil\u00e0 dei meriti e della fatica dimostrati e profusi nello studio universitario. Ma un processo che pone attrici e attori potenzialmente sullo stesso piano (come sarebbe dovuto costituzionalmente e ai sensi di una sana idea democratica di formazione della docenza) non collima con le esigenze di un mercato che ingaggia secondo bonus e benefici, premialit\u00e0 e scorciatoie commerciali. Ecco dunque che a partire dagli ultimi dieci anni (si veda la recente Ordinanza Ministeriale 88\/24<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0per ricostruirne mattone dopo mattone la normativa bipartisan che ha concepito tali mostri), sin dalla celeberrima Buona scuola, si \u00e8 sempre pi\u00f9 ampliata la platea di corsi aggiuntivi e specializzanti a pagamento, forniti da soggetti privati ma con modalit\u00e0 omogenee, che \u201cconsentono di comprare\u201d (ma sarebbe meglio dire obbligano, forzano, inducono ad acquistare) punti per le GPS, ovvero quelle graduatorie provinciali di supplenza dal cui agognato scorrimento consegue la vita (l\u2019assunzione a tempo indeterminato) o la morte (il precariato, il limbo degli incarichi periodici, magari fino ad estinzione del reato di aspirata docenza) delle nostre studentesse e dei nostri studenti universitari. Questi beni aggiuntivi e potenzialmente dirimenti nel muovere le graduatorie hanno degli acronimi e dei nomi che sono gi\u00e0 un programma: EIPASS, PEKIT, CLIL, LIM, TABLET, CODING, TEACHER e cos\u00ec via. Sciogliamoli, sia pur brevemente. Pekit, Lim, Coding, Teacher, Eipass danno irrinunciabili \u201ccompetenze\u201d e patenti informatiche anche nell\u2019ambito della grafica computerizzata, elemento di primo piano nell\u2019insegnamento di materie di base (ma vi immaginate un docente che insegni Dante, Hegel o le leggi della termodinamica sprovvisto della capacit\u00e0 \u201ccertificata\u201d di programmare un ambiente 3D sul computer? O di utilizzare, pratica davvero complessa se non misterica, una lavagna interattiva multimediale? Non sia mai\u2026). Il termine\u00a0<em>CLIL<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019acronimo di\u00a0<em>Content and Language Integrated Learning<\/em>\u00a0ed \u00e8 una metodologia che prevede l\u2019insegnamento di contenuti in lingua straniera; utile in astratto se ad essa non si legasse anche il commercio di certificazioni di lingua straniera a poco prezzo e pochissimo contenuto culturale e didattico, altra galassia parallela di certificazioni a prezzi pi\u00f9 o meno modici. Basta digitare queste sigle su un motore di ricerca per entrare in un supermercato non virtuale ma ben troppo reale, che spiega, indirizza e illustra come scalare le graduatorie e superare, magari con meno merito, chi ti sta davanti, secondo la regola che vige, la pi\u00f9 antica del mondo:\u00a0<em>mors tua, vita mea<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec, con i tre punti del Clil, e poi quelli delle certificazioni linguistiche e informatiche, uno 0,50 dopo l\u2019altro, e poi con le certificazioni linguistiche, ben pi\u00f9 generose, ecco costruito in pochi giorni o settimane, come vedremo, l\u2019equivalente o quasi di un anno di vero servizio e lavoro (12 punti per l\u2019incarico annuale nelle GPS). Fermiamoci un attimo a riflettere: un anno o quasi in poche settimane; cos\u00ec come con i 24 CFU in pochi giorni si acquisiva l\u2019equivalente di met\u00e0 anno universitario, grazie a panieri, pacchetti e quant\u2019altro le inchieste sulle private telematiche hanno ampiamente scoperchiato. Vuoi un futuro: compratelo! Sapere, conoscenza: ma no, basta un click, e vai felice!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 proprio cos\u00ec? Per verificarlo ho fatto un esperimento. Ho consegnato in forma anonima a gruppi di aspiranti docenti un semplice questionario con queste domande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quali certificazioni ha conseguito tra B2 lingue, EIPASS, PEKIT e CLIL, LIM, TABLET, CODING, TEACHER o altre?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Presso quale ateneo telematico?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per quale costo e per quanti cfu complessivi?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quali sono state le modalit\u00e0 di erogazione della didattica in remoto (lezioni universitarie, moduli brevi, etc\u2026)? E che durata hanno avuto?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A che distanza dalla fine delle lezioni ha potuto fare l\u2019esame finale?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che considerazioni si sente di dare alla fine di questa esperienza?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che confronto pensa di poter fare con la sua esperienza in una universit\u00e0 statale e pubblica?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Conosce colleghe o colleghi che grazie a questi punteggi aggiuntivi hanno avuto avanzamenti e benefici in graduatoria GPS e altro?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un breve giro sulle risposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>F. dichiara di avere \u201ccomprato tutte le certificazioni possibili, anche indebitandomi, dato che \u00e8 l\u2019unico modo per avere una possibilit\u00e0 concreta di collocazione nelle graduatorie.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C. scrive: \u201cI costi non sono mai un problema; spesso li puoi contrattare se prendi pi\u00f9 certificazioni. Io ho avuto dei buoni sconti. Bisogna fare come con i gestori telefonici; basta che dici che senza una \u201ccarezza\u201d passi ad altro ente erogatore. Tra l\u2019altro sono efficientissimi, ti chiamano o scrivono quasi subito appena compili il form. Sono stai molto gentili e disponibili; invece se cerchi di chiamare una segreteria universitaria aspetti giorni e alla fine sono tutti scortesi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C. aggiunge: \u201cLe lezioni erano ben strutturate. Una volta effettuato il pagamento venivano fornite delle credenziali che davano subito accesso alla piattaforma PEKIT: il tutto era suddiviso in moduli con vari argomenti, una decina all\u2019incirca, con questionari finali e diversi manuali digitali da poter consultare per approfondire quanto spiegato nei moduli. Personalmente ho svolto la parte preparatoria all\u2019esame in poche ore, 5 al massimo, in un solo pomeriggio: la piattaforma permette di guadagnare molto tempo. L\u2019esame finale l\u2019ho svolto due\/tre giorni dopo la fine delle lezioni, su mia richiesta: poteva svolgersi in presenza oppure comodamente online. \u00c8 stata aperta una sessione d\u2019esame appositamente per me.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>T., \u00e8 ancora pi\u00f9 esplicita: \u201cTra insegnamento universitario classico e queste robe non c\u2019\u00e8 rapporto. Ma queste ti danno lavoro, il resto no. Anche se l\u2019esperienza \u00e8 mortificante alla fine mi ha consentito di essere in buona posizione. S\u00ec, un sacco di colleghe e colleghi ricorrono a questi mezzi. Ci costringono e poi lo facciamo. Che altro possiamo fare?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 stato educativo, almeno per me. Ne esci con le ossa rotte, ma un giro di opinioni cos\u00ec ti d\u00e0 il senso del misto di mortificazione, rassegnazione, cinismo e disincanto che questo sistema \u201cpsico-pedagogico\u201d sta producendo da anni nelle nuove leve della docenza scolastica della nostra Repubblica (tale almeno fin quando Eland Trusk\u00a0 \u2013 Musk+Trump, alle porte \u2013 non prover\u00e0 a sfondare gli ultimi fondamentali democratici; pessima la vicenda, a proposito, della sospensione dal servizio per tre mesi\u00a0 con decurtazione stipendiale del collega Raimo, per pubbliche critiche al ministro; e pessimo il Codice di Comportamento della Pubblica amministrazione, di recente approvazione. Segnali chiari, anche per chi si gira per sport dall\u2019altro lato, giorno per giorno).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E dire che questo \u00e8 appunto il sistema pensato e \u201cimplementato\u201d (si dice cos\u00ec, non chiedetemi perch\u00e9) da parte del pensiero pedagogico e ministeriale italiano ai massimi livelli, mentre l\u2019universit\u00e0 pubblica arranca e si vede tagliare i fondi minimi e necessari alla sua sopravvivenza e mentre le private telematiche continuano a ricevere proroghe e via libera, per molti incostituzionali oltre che devastanti. \u00a0Per completare il quadro, questo sistema di \u201cacquisto crediti\u201d nel processo di formazione all\u2019ingresso della docenza, \u00e8 duplicato \u2013 come \u00e8 stato pi\u00f9 volte denunciato \u2013 anche nella formazione in itinere o aggiornamento degli insegnanti della scuola, appaltati spesso agli stessi enti e con modalit\u00e0 simili che consentono di scalare certo meno esiziali ma non meno deprimenti graduatorie interne: e dire che\u00a0 basterebbe, anche qui, dare il compito alle universit\u00e0, con poche risorse e limitato dispendio del denaro pubblico, per gestire ed erogare in forma seria e qualificata corsi di vario genere, per l\u2019ingresso e l\u2019aggiornamento della docenza (ho un sogno: che ogni insegnante di scuola possa, come accade in altri paesi, ogni due-tre anni, scegliere un corso universitario per aggiornarsi, studiare e crescere proficuamente e liberamente e cos\u00ec interagire e collaborare con i colleghi dell\u2019universit\u00e0 e aiutarci ad avvicinare l\u2019universit\u00e0 stessa alle esigenze della scuola. Bello, no? Anche facile; e anche economico; quindi non verr\u00e0 fatto, perch\u00e9 non ci guadagna nessuno. Una ragione in pi\u00f9 per continuare a chiederlo e chiederlo e chiederlo, fino alla fine).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si diceva, dunque, della pedagogia e dei suoi usi ed abusi. Suggellano questa riflessione le parole che Hannah Arendt dedicava al tema in un saggio dal titolo \u201cLa crisi dell\u2019istruzione\u201d nei primi anni\u00a0 sessanta del secolo passato eppure presente:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cInfluenzata dalla psicologia moderna e dai dogmi del pragmatismo, la pedagogia si \u00e8 trasformata in una scienza dell\u2019insegnamento in genere, fino a rendersi del tutto indipendente dalla materia che di fatto s\u2019insegna. Secondo questo concetto un insegnante \u00e8 una persona capace di insegnare non importa che cosa; una persona abilitata, dal proprio tirocinio, all\u2019insegnamento: non alla padronanza di qualche specifica materia. Si tratta di un modo di pensare strettamente correlato con un assunto di fondo che concerne l\u2019apprendimento, e che, negli ultimi anni, ha provocato gravissime trascuratezze nel tirocinio specifico di ciascun insegnante nella propria materia, specie per gli insegnanti delle scuole pubbliche di secondo grado. Dal momento che il professore non ha bisogno di conoscere la propria materia, non \u00e8 raro che egli sia di appena un\u2019ora \u00abpi\u00f9 avanti\u00bb della sua classe. Di conseguenza, gli studenti sono in realt\u00e0 abbandonati a se stessi, e anzi, la fonte pi\u00f9 legittima dell\u2019autorit\u00e0 del professore (l\u2019essere questi, comunque si metta la questione, uno che sa e sa fare \u00abdi pi\u00f9\u00bb dello studente) perde ogni efficacia.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Cfr. anche questo articolo:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49634\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49634<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0https:\/\/www.orizzontescuola.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Ordinanza-ministeriale-88-del-16-maggio-2024-Procedure-aggiornamento-graduatorie-provinciali-e-di-istituto-personale-docente-ed-educativo.pdf<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=50384<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Attilio Scuderi) &nbsp; Consigli di classe. 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