{"id":88035,"date":"2024-11-21T11:21:21","date_gmt":"2024-11-21T10:21:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88035"},"modified":"2024-11-20T11:26:15","modified_gmt":"2024-11-20T10:26:15","slug":"unavidita-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88035","title":{"rendered":"Un\u2019avidit\u00e0 senza fine"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA OFFICINA PRIMO MAGGIO (Di Sergio Fontegher Bologna)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.officinaprimomaggio.eu\/wp-content\/uploads\/copertina-Sergio1-1140x641.png\" width=\"471\" height=\"265\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tre documenti, letti in successione, possono aiutarci a mettere a fuoco la situazione dell\u2019Italia di oggi e a capire meglio le cose giuste da fare, le spinte valide da sostenere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 29 settembre l\u2019area studi di Mediobanca pubblica il rapporto annuale\u00a0<em>Dati cumulativi<\/em>\u00a0di 1900 societ\u00e0 italiane e lo presenta in questi termini: \u00abNel 2023 margini record per le imprese italiane\u00bb, che vuol dire in concreto \u00abun ebit medio del 6,6%, il massimo decennale (5,8% la media 2015-2019) ma il miglior livello dal 2008\u00bb. Per crescita del fatturato sono in testa le costruzioni, grazie alla droga del superbonus probabilmente, il gruppo delle \u00absociet\u00e0 diverse del terziario\u00bb e l\u2019impiantistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poche settimane dopo un gruppo di ricerca della Facolt\u00e0 di Ingegneria della Sapienza di Roma pubblica i risultati di una ricerca intitolata:\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.ing.uniroma.it\/documenti-di-lavoro\">Dinamica dei redditi, recenti squilibri nell\u2019industria italiana<\/a><\/em>. Il direttore della ricerca prof. Riccardo Gallo, nel presentarla su\u00a0<em>IlSole24Ore<\/em>\u00a0del 22.10.2024, usa questi termini: \u00abil travaso di ricchezza dal lavoro al capitale \u00e8 stato pazzesco. I soci hanno prelevato come dividendi l\u201980% degli utili netti e hanno lasciato il 20% come autofinanziamento di nuovi investimenti [\u2026].\u00a0 Oltretutto gli avari investimenti delle imprese sono stati solo per il 40% materiali nelle fabbriche e per il 60% finanziari in partecipazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 29 ottobre l\u2019Istat pubblica la notizia flash\u00a0<em>Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali, luglio-settembre 2024<\/em>, secondo cui: \u00abi 46 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 47,5% dei dipendenti [\u2026] i contratti che \u2013 a fine settembre 2024 \u2013 sono in attesa di rinnovo ammontano a 29 e coinvolgono circa 6,9 milioni di dipendenti (il 52,5% del totale)\u00bb. I salari sono leggermente aumentati rispetto ai prezzi, grazie ai settori del credito e assicurazioni e del gas e acqua. Quelli nell\u2019edilizia, nelle telecomunicazioni e tanti altri sono rimasti fermi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi tre documenti c\u2019\u00e8 tutto il rapporto di classe oggi in Italia. La maggioranza dei dipendenti lavora con contratti scaduti, significa diminuzione del salario perch\u00e9 i rinnovi ritardati in genere non riequilibrano mai il perduto, al massimo concedono qualche spicciolo di risarcimento per la vacatio. E in pi\u00f9 c\u2019\u00e8 l\u2019inflazione. Inoltre gli aumenti in genere sono premi di risultato incorporati nel welfare aziendale, non finiscono in paga base. Risultato? La diminuzione progressiva dei redditi da lavoro, in atto da decenni, continua. Gli utili, come abbiamo visto, vanno per l\u201980% agli azionisti, di quel magro 20% rimasto solo il 40% viene reinvestito in fabbrica. Questo avviene quando i profitti sono alle stelle, figuriamoci che succede quando c\u2019\u00e8 aria di rallentamento o addirittura di crisi. Infatti, le trattative del contratto dei metalmeccanici e del contratto trasporti e logistica, tanto per citare due esempi significativi, sono, al momento in cui scrivo, interrotte. Alle richieste dei sindacati i padroni hanno detto di no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dovessimo trarre una conclusione sul piano della forma stato, dovremmo dire che il sistema delle relazioni industriali nel nostro paese \u00e8 saltato da tempo. Del resto \u00e8 da decenni che in tutte le business school s\u2019insegna che compito del management non \u00e8 far crescere l\u2019impresa, ma remunerare gli azionisti. Erroneamente abbiamo chiamato questo finanziarizzazione, \u00e8 guerra di classe. Ma \u00e8 il lato visibile della questione, \u00e8 la guerra \u201cpulita\u201d. Qual \u00e8 la dark side, la guerra \u201csporca\u201d? \u00c8 il sistema di appalti e di subcontracting, dove regnano illegalit\u00e0 ed evasione fiscale. L\u2019illegalit\u00e0 assume la fattispecie di \u201cintermediazione illecita di mano d\u2019opera\u201d, pi\u00f9 comunemente chiamata \u201ccaporalato\u201d, vecchia conoscenza ma oggi, dove la base di reclutamento \u00e8 costituita da forza lavoro immigrata, ricattabile perch\u00e8 spesso priva di permesso di soggiorno, si presenta in nuova e pi\u00f9 spietata veste. Nella cosiddetta logistica rappresenta il 90% della forza lavoro, il che non significa che al 90% \u00e8 illegale ma che una notevole componente \u00e8 fatta di imprese che sotto le finte vesti del contratto d\u2019appalto nascondono la vera natura di serbatoi di mano d\u2019opera. Il Tribunale del Lavoro di Milano, grazie a un paio di magistrati \u2013 che una volta si sarebbero chiamati \u201ccoraggiosi magistrati\u201d, ma che oggi sono guardati con sospetto \u2013 ha cercato di mettere un argine ponendo sotto amministrazione giudiziaria diverse aziende. Non pesci piccoli, multinazionali del calibro di Dhl, Geodis, Amazon, specialisti della home delivery, recuperando in tal modo pi\u00f9 di mezzo miliardo di evasione fiscale (soprattutto Iva non pagata, contributi previdenziali non versati ecc.) e regolarizzato 14 mila lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma poi c\u2019\u00e8 un terzo livello, un ulteriore girone di questo inferno, quello della schiavit\u00f9, e qui mi limito a rimandare al mio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ospiteingrato.unisi.it\/ancora-sulla-schiavitu-in-italiasergio-fontegher-bologna\/\">articolo<\/a>\u00a0sulla rivista del Centro Fortini di Siena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conclusione: \u00e8 difficile immaginare in una situazione come questa una reazione diversa dal conflitto. Perch\u00e9 non ci sono i margini. Solo il conflitto pu\u00f2 frenare l\u2019ulteriore degrado. Non sar\u00e0 mica il salario minimo per legge! Perch\u00e9 lo abbiamo chiesto per 15 anni e quelli che oggi se ne fanno portavoce ci hanno detto di no. Come non pensare che il loro dietro-front sia solo una manfrina per dar fastidio alla Meloni? Il referendum? Va bene, firmiamo, ma non pensiamo che possa cambiare le cose. I poteri forti, il governo, sanno per\u00f2 che la pentola bolle e si premuniscono con il decreto sicurezza, che in alcuni suoi articoli (il 14 per esempio) sembrano disegnati apposta per contrastare i blocchi delle merci del settore logistica e home delivery. Ma in un sistema di relazioni industriali saltate sono l\u2019unico modo per ricostituirle. Le associazioni di categoria non sembrano avere la minima intenzione di farsi carico dell\u2019illegalit\u00e0, non sembrano intenzionate a \u201cbonificare\u201d la loro base, straparlano di qualche \u201cmela marcia\u201d, giurano di rappresentare solo le aziende in regola e dicono che il problema \u00e8 solo nelle forme di lotta, dunque che l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 quella praticata dai Cobas con il blocco delle merci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono passati solo sei-sette anni ma sembra un secolo da quando Larry Fink, Ceo di Blackrock esaltava la sostenibilit\u00e0 e diceva \u00abnoi siamo per la sostenibilit\u00e0 proprio perch\u00e9 siamo capitalisti\u00bb e si diceva contento che i dipendenti alzassero la voce per mettere in discussione le scelte dei loro capi. Si scaten\u00f2 allora nel mondo finanziario e imprenditoriale la crociata degli Esg, le banche giurarono che avrebbero negato i crediti alle aziende che non avessero dimostrato la loro correttezza nella gestione degli aspetti ambientali (E), sociali (S) e di governance (G). Ma poi \u00e8 bastato il primo colpo di cannone sparato da Putin nel Donbass che i criteri politicamente corretti di Esg si tramutassero in una corsa agli armamenti. E il Re non ha fatto nemmeno in tempo a farsi prendere le misure dal sarto \u201csostenibile\u201d che \u00e8 di nuovo nudo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Officinaprimomaggio\u00a0<\/em>ha sin dall\u2019inizio dichiarato che aveva interesse solo per il conflitto. Non \u00e8 un caso che il settore della logistica di distribuzione sia stato assunto come un punto d\u2019osservazione privilegiato. Potremmo dire, senza esagerazione, che comincia a pesare quanto negli anni Settanta il settore dell\u2019automotive. In termini occupazionali \u00e8 tra quelli che non smette di crescere, in termini di densit\u00e0 di conflitti \u00e8 quello oggi pi\u00f9 vivace, in termini di caratteristica di un\u2019epoca, del suo stile di vita, tanto l\u2019automotive ha segnato la mobilit\u00e0 quanto oggi l\u2019e-commerce, da cui la logistica di distribuzione trae la sua carica, segna le abitudini di consumo, di acquisto. L\u2019automotive ha disegnato il territorio, la logistica di distribuzione \u00e8 il pi\u00f9 alto consumatore di suolo: 43 milioni di metri quadri le piattaforme censite. Non solo, le infrastrutture prodotte dall\u2019automotive sono le stesse su cui corre la distribuzione. E anche l\u2019inquinamento \u00e8 lo stesso. L\u2019automotive ha trainato l\u2019industrializzazione fordista, l\u2019e-commerce \u00e8 il sintomo pi\u00f9 forte di un paese che non produce pi\u00f9, importa dall\u2019estero anche beni di scarsissimo valore. Potremmo continuare in questo gioco di diversit\u00e0\/somiglianze, la conclusione \u00e8 che da questo osservatorio non ci conviene allontanarci troppo. Il che significa anche che non dobbiamo dimenticare il suo risvolto: la crisi dell\u2019automotive oggi in Italia specialmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E tutto questo \u00e8 la met\u00e0. L\u2019altra met\u00e0, l\u2019attacco al lavoro cognitivo, alle professioni, la scuola, l\u2019universit\u00e0, la fuga dei cervelli, la crisi profonda della middle class\u2026 abbiamo fatto solo delle incursioni ma, non credo di peccare di presunzione, partendo col piede giusto, dall\u2019autonomia di quello che dovrebbe essere il segmento sociale pi\u00f9 \u201cazzerato\u201d nella palude dell\u2019ideologia dell\u2019impresa: il lavoro indipendente, i freelance. Freelance isn\u2019t free \u00e8 lo slogan dei colleghi americani, \u00e8 il titolo del disegno di legge che hanno fatto approvare dal City Council di New York e di altri stati. E qui puoi scavare a lungo nel tunnel della finta indipendenza, dell\u2019eterodirezione, delle piattaforme, ma alla fine si arriver\u00e0 sempre l\u00e0 dove il Sessantotto \u00e8 cominciato, dalla critica delle discipline, dalla critica alla scienza del capitale. E allora la politica della memoria diventa una partita grossa. \u00abAnni Settanta, questi sconosciuti\u00bb, potrebbe essere il nostro slogan.<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.officinaprimomaggio.eu\/unavidita-senza-fine\/\">https:\/\/www.officinaprimomaggio.eu\/unavidita-senza-fine\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA OFFICINA PRIMO MAGGIO (Di Sergio Fontegher Bologna) Tre documenti, letti in successione, possono aiutarci a mettere a fuoco la situazione dell\u2019Italia di oggi e a capire meglio le cose giuste da fare, le spinte valide da sostenere. 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