{"id":88056,"date":"2024-11-22T08:00:09","date_gmt":"2024-11-22T07:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88056"},"modified":"2024-11-22T02:08:29","modified_gmt":"2024-11-22T01:08:29","slug":"non-e-una-manovra-per-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88056","title":{"rendered":"Non \u00e8 una manovra per donne"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\">Non \u00e8 una manovra per donne<\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/25n2024-nudmrettangolare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4533\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/25n2024-nudmrettangolare.jpg?w=1024\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" data-attachment-id=\"4533\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/11\/21\/non-e-una-manovra-per-donne\/25n2024-nudmrettangolare\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/25n2024-nudmrettangolare.jpg\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"25n2024-NUDMrettangolare\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/25n2024-nudmrettangolare.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/25n2024-nudmrettangolare.jpg?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La legge di bilancio 2025 del Governo Meloni pu\u00f2 essere descritta in maniera molto semplice: una\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/11\/20\/la-legge-di-bilancio-in-tre-bugie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">serie di tagli feroci e politiche restrittive<\/a>, mascherati da una fitta coltre di bugie e chiacchiere. Queste sforbiciate alla spesa pubblica, che superano gli\u00a0<strong>11 miliardi di euro\u00a0<\/strong>nei prossimi anni, colpiranno direttamente servizi pubblici fondamentali come sanit\u00e0, istruzione e welfare locale, compromettendo ulteriormente il benessere delle fasce pi\u00f9 vulnerabili della popolazione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Impatto sugli Enti Locali<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">I tagli previsti per gli enti locali sono particolarmente significativi e superano i\u00a0<strong>4 miliardi di euro<\/strong>\u00a0nel triennio. Non stiamo parlando qui di cifre su un foglio di bilancio, ma di minori risorse per regioni e comuni, i principali fornitori di servizi ai cittadini. Il settore scolastico subir\u00e0 drastiche riduzioni, con una perdita stimata di oltre\u00a0<strong>5.600 posti di lavoro per docenti<\/strong>\u00a0e circa\u00a0<strong>2.174 per il personale ATA<\/strong>. Nonostante l\u2019inizio dell\u2019anno scolastico sia ancora cosa recente, il Governo pare essersi dimenticato delle condizioni pietose del sistema di istruzione pubblico che i giornali denunciano ogni volta che arriva settembre. A rendere le cose ancora pi\u00f9 odiose, occorre ribadire che i tagli in questo settore non rappresentano solo un assalto ai posti di lavoro, ma sono anche un attacco diretto alla qualit\u00e0 dell\u2019istruzione di chi muove i primi passi nel suo percorso di formazione. Tutto questo, manco a dirlo, in un contesto di austerit\u00e0 che si applica a tutto meno che alla logica della guerra. La legge di bilancio, infatti, non solo aumenta i fondi per il ministero della difesa ma, seguendo i calcoli presentati in un articolo apparso su\u00a0<a href=\"https:\/\/sbilanciamoci.info\/esplosione-di-spese-militari-32-miliardi-nel-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sbilanciamoci<\/a>\u00a0qualche settimana fa, porta nel 2025 a pi\u00f9 di 12 miliardi la spesa per nuovi armamenti.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Sanit\u00e0 e Welfare<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Nonostante le affermazioni del governo riguardo a un incremento della spesa sanitaria, la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa. Come hanno avuto modo di notare anche i sindacati, che il 20 novembre hanno proclamato uno sciopero di 24 ore dei lavoratori del settore,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/11\/20\/la-legge-di-bilancio-in-tre-bugie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la spesa sanitaria rimarr\u00e0 al di sotto dei livelli pre-pandemia<\/a>\u00a0in rapporto al PIL, senza prevedere nuove assunzioni nel settore. Questo scenario lascia i nostri ospedali e le strutture sanitarie in una situazione precaria e, considerate le infinite liste di attesa, rende di fatto la tutela della salute inaccessibile al pubblico. In aggiunta, il welfare locale e i trasporti pubblici subiranno un duro colpo con i cittadini pi\u00f9 vulnerabili che saranno coloro che pagheranno il prezzo pi\u00f9 alto. La logica del governo sembra ripetersi: da un lato ci sono piccole mance che non risolvono i problemi reali, dall\u2019altro pesantissimi tagli che compromettono la sopravvivenza di molti servizi pubblici.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong>Mance e Austerit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Le misure destinate alle donne esemplificano ulteriormente questa contraddizione. Da un lato, con una mano si prevede un incremento di soli\u00a0<strong>3 milioni di euro<\/strong>\u00a0per il fondo dedicato alla formazione delle donne vittime di violenza; dall\u2019altro, con l\u2019altra mano si abbatte una scure sugli enti territoriali che finanziano direttamente i servizi di welfare e assistenza alle donne, come i centri antiviolenza, gli sportelli di ascolto e i consultori.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Un tassello importante di questa offensiva contro la popolazione femminile riguarda il mondo del lavoro. \u00c8 di pochi giorni fa il famoso lapsus della Premier, la quale si vantava di essere pi\u00f9 femminista delle femministe avendo portato il tasso di disoccupazione femminile al livello pi\u00f9 alto (lapsus) di sempre. Dietro il lapsus, come Freud insegna, si annida ancora una volta una verit\u00e0. Se si guardano i dati, infatti, si nota come \u2013 a differenza di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto per gli uomini \u2013 il tasso di inattivit\u00e0 femminile nell\u2019ultimo anno sia aumentato, arrivando, nei primi due trimestri del 2024, ad essere superiore del 40%: 40 donne su 100, 4 donne su 10 non lavorano e neanche cercano lavoro!<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Questo dato sconcertante nasconde poi importanti differenze territoriali, dato che la partecipazione femminile alla forza lavoro \u00e8 particolarmente bassa nelle regioni del Mezzogiorno. E purtroppo la situazione \u00e8 destinata a peggiorare, poich\u00e9 i tagli al welfare che si annunciano scaricheranno ulteriori oneri sulle spalle delle donne, rubando loro tempo di vita e rendendo sempre pi\u00f9 difficile conciliare vita lavorativa e tempo libero.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Inoltre, come summa dell\u2019ipocrisia e del cinismo, mentre viene confermato lo sgravio contributivo per l\u2019assunzione di lavoratrici madri, ci si appresta a tagliare pesantemente i posti nei comparti del settore pubblico dove le donne sono maggiormente presenti, come nella scuola e nella sanit\u00e0. La contraddizione \u00e8 qui evidente e odiosa: da un lato gli sgravi si tradurranno, come sempre accade, in un regalo alle imprese che prendono i bonus e non aumentano l\u2019occupazione totale ma al massimo optano per lavoratrici beneficiarie di bonus a scapito di altre categorie di lavoratrici: l\u2019eterna sfida tra poveri. Dall\u2019altro lato si sferra un\u2019offensiva al lavoro pubblico, specificamente nei settori in cui le donne sono pi\u00f9 rappresentate, a suon di tagli. Valga come esempio il blocco (parziale) del turnover nel pubblico impiego, in virt\u00f9 del quale chi va in pensione non verr\u00e0 sostituito da una nuova lavoratrice o lavoratore. Ecco, quindi, che la decontribuzione parziale per le lavoratrici madri, estesa alle autonome con almeno due figli e reddito fino a\u00a0<strong>40mila euro<\/strong>, appare nella migliore delle ipotesi come un palliativo e, nella peggiore, come un diversivo che deve spostare l\u2019attenzione dalla riduzione di posizioni lavorative disponibili nel comparto pubblico.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Sempre a proposito di pubblico impiego, il Governo \u2013 spalleggiato dal sindacalismo pi\u00f9 complice di CISL e altre sigle filogovernative \u2013 ha sbandierato come grande progresso il fatto di prevedere la sperimentazione della settimana lavorativa di 4 giorni a parit\u00e0 di orario settimanale. Peccato che questo voglia dire una giornata lavorativa che durer\u00e0 almeno 9 ore e mezza (addirittura una regressione rispetto al canone delle 8 ore giornaliere). Quante donne, anche volendo, potranno accedere a questo istituto, in un contesto in cui vengono tagliati i servizi (ad esempio quelli per l\u2019infanzia) e il lavoro di cura come ben sappiamo finisce per ricadere soprattutto su di loro? Stessa cosa vale per lo smart working (che potrebbe costituire un valido strumento di conciliazione vita-lavoro): il ministro Zangrillo si \u00e8 impegnato a promuoverlo, e, facendo il caso di Roma, il Sindaco Gualtieri nella veste di commissario straordinario per il Giubileo ha emanato una circolare invitando le strutture della Pubblica Amministrazione operanti su Roma a incrementare il ricorso a tale istituto fino all\u20198 gennaio 2025. Siamo quindi a un semplice auspicio, peraltro per un periodo di poco pi\u00f9 di 1 mese, quando chiunque lavori a Roma sa perfettamente che si preannuncia un anno denso di complicazioni per chi si dovr\u00e0 spostare in citt\u00e0 per lavoro e contemporaneamente sostenere la maggior parte del lavoro di cura.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019austerit\u00e0 si conferma, ancora una volta, una potentissima arma che il Governo Meloni non esita a brandire per favorire il padronato e il settore privato, scaricando gli oneri su tutte le fasce della popolazione in difficolt\u00e0 e, in misura maggiore, sulle donne. \u00c8 per questo che la Giornata internazionale per la lotta alla violenza sulle donne e di genere \u00e8 l\u2019occasione anche per ribadire una opposizione netta e totale a questo Governo, a partire dalla\u00a0<strong>manifestazione nazionale di sabato 23 novembre prevista a Roma e a Palermo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/11\/21\/non-e-una-manovra-per-donne\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/11\/21\/non-e-una-manovra-per-donne\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) Non \u00e8 una manovra per donne &nbsp; La legge di bilancio 2025 del Governo Meloni pu\u00f2 essere descritta in maniera molto semplice: una\u00a0serie di tagli feroci e politiche restrittive, mascherati da una fitta coltre di bugie e chiacchiere. 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