{"id":88058,"date":"2024-11-22T09:30:36","date_gmt":"2024-11-22T08:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88058"},"modified":"2024-11-22T02:13:07","modified_gmt":"2024-11-22T01:13:07","slug":"in-principio-era-la-pax-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88058","title":{"rendered":"In principio era la pax americana"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter)<\/strong><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa significher\u00e0\u00a0<em>Make America Great Again<\/em>? Ripristinare l\u2019egemonia americana nel mondo o ricostruire l\u2019America?<\/strong><\/h5>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-44413\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-06-07-alle-22.42.04.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" data-attachment-id=\"44413\" data-permalink=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/11\/21\/in-principio-era-la-pax-americana\/schermata-2024-06-07-alle-22-42-04\/\" data-orig-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-06-07-alle-22.42.04.png\" data-orig-size=\"640,360\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Schermata 2024-06-07 alle 22.42.04\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-06-07-alle-22.42.04-300x169.png\" data-large-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-06-07-alle-22.42.04.png\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p>Si parla spesso di Occidente collettivo, Egemone, Potenza marittima e Civilt\u00e0 del mare in relazione agli Stati Uniti d\u2019America. \u00c8 necessario comprendere bene qual \u00e8 l\u2019origine di questa potenza geopoliticamente determinante per l\u2019ordine mondiale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Chi vince la guerra detta le regole<\/strong><\/p>\n<p>Chiariamo subito una verit\u00e0 fattuale empiricamente incontrovertibile: chi vince la guerra detta le regole dell\u2019ordine postbellico. Chi vince scrive la storia. Che ci piaccia o no, gli sconfitti non hanno mai avuto molto potere decisionale (il che non significa che non potessero organizzarsi bene per reagire e tornare al potere, ma questa \u00e8 un\u2019altra questione).<\/p>\n<p>La seconda guerra mondiale si concluse con la vittoria degli Stati Uniti d\u2019America come prima, invincibile e predominante potenza. Da l\u00ec segu\u00ec un\u2019espansione dell\u2019influenza statunitense\u00a0<em>toto orbe terrarum<\/em>\u00a0sotto tutti gli aspetti (culturale, economico, militare, politico).<\/p>\n<p>Il ventesimo secolo \u00e8 stato il \u201csecolo americano\u201d. Quasi tutto il mondo ha preso la forma che gli Stati Uniti volevano dargli. La seconda met\u00e0 del secolo \u00e8 stata segnata dal conflitto a bassa tensione della Guerra fredda, che si \u00e8 conclusa \u2013 se davvero si \u00e8 conclusa \u2013 con il crollo del sistema politico sovietico in URSS e l\u2019inizio della fase unipolare del dominio globale americano. Quel periodo ha suscitato molto ottimismo in Occidente per un nuovo ordine mondiale, segnando la fine della rivalit\u00e0 militare e ideologica del XX secolo. Due possibilit\u00e0 erano all\u2019orizzonte: un sistema basato sull\u2019equilibrio di potere e sulla sovranit\u00e0 egualitaria, o un\u2019egemonia liberale guidata dagli Stati Uniti basata sui valori della democrazia. Il primo approccio evocava un conflitto perpetuo, mentre il secondo prometteva una pace duratura e una stabilit\u00e0 globale.<\/p>\n<p>L\u2019egemonia degli Stati Uniti, gi\u00e0 dominante nella regione transatlantica dopo la seconda guerra mondiale, era vista come un modello di pace e prosperit\u00e0. Tuttavia, il crollo dell\u2019Unione Sovietica ha rimosso la giustificazione per un ordine mondiale costruito sull\u2019equilibrio di potere, spingendo gli Stati Uniti verso una missione di egemonia riconosciuta per impedire l\u2019ascesa di nuovi rivali. La supremazia americana, come dichiarato dal Segretario di Stato Madeleine Albright, era ritenuta \u201cindispensabile per garantire la stabilit\u00e0 globale\u201d.<\/p>\n<p>Questa era la Pax Americana: gli USA avrebbero assicurato un periodo di prosperit\u00e0 e pace globale, gi\u00e0 dalla fine della seconda guerra mondiale, estendendo il controllo sul mondo intero. Una pace per l\u2019America equivaleva a una pace per il globo; una guerra per l\u2019America avrebbe significato guerra per l\u2019intero globo. L\u2019obiettivo dichiarato di costruire un mondo pacifico giustificava spesso approcci imperialistici, rivelando le contraddizioni del progetto egemonico.<\/p>\n<p>Impostato questo paradigma come assioma di ragionamento nelle relazioni internazionali e nella programmazione geopolitica, ecco che tutto ha acquisito un nuovo significato. Il mondo era stato formattato e la \u201csala di controllo\u201d era ora a Washington.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il tempo delle ideologie<\/strong><\/p>\n<p>Era il tempo delle ideologie. Nel \u201csecolo breve\u201d tutto era cambiato rapidamente. La grande scacchiera mondiale veniva costantemente scossa e rimescolata. Lo scontro tra il blocco occidentale e quello orientale, o sovietico, caratterizzava tutti i concetti della politica di ogni paese in modo estremamente potente.<\/p>\n<p>Negli anni Novanta, due visioni dominavano il dibattito sull\u2019ordine mondiale: quella di Francis Fukuyama e quella di Samuel Huntington. Fukuyama, nel suo famoso libro\u00a0The End of History\u00a0, immaginava un futuro in cui la democrazia liberale e il capitalismo avrebbero trionfato universalmente, portando alla pace perpetua sotto la guida degli Stati Uniti: sosteneva che l\u2019interdipendenza economica, le riforme democratiche e le istituzioni condivise avrebbero unito il mondo attorno a valori comuni, che erano, ovviamente, i valori americani. Qualsiasi altro modello di civilt\u00e0 sarebbe stato irrilevante, perch\u00e9 la Storia era finita, non ci sarebbe stato pi\u00f9 nulla di cui scrivere. Al contrario, Huntington scrisse\u00a0The Clash of Civilizations\u00a0, in cui predisse che il mondo sarebbe stato frammentato in blocchi culturali distinti basati su identit\u00e0 civili, religiose ed economiche. L\u2019individualismo e i diritti umani, secondo lui, erano peculiari dell\u2019Occidente e non universali. La sua teorizzazione presupponeva un futuro segnato da conflitti tra civilt\u00e0, alimentati dal declino dell\u2019egemonia occidentale e dall\u2019emergere di poteri alternativi, in particolare nelle societ\u00e0 confuciane e islamiche.<\/p>\n<p>L\u2019influenza delle idee di Fukuyama ha plasmato la politica occidentale post-Guerra Fredda, giustificando l\u2019espansione e l\u2019eccezionalismo della\u00a0Pax Americana\u00a0. Eccezionalismo che \u00e8 stato uno dei \u201cvalori\u201d pi\u00f9 pragmatici degli Stati Uniti: ci sono delle regole e solo noi possiamo infrangerle, quando vogliamo, come vogliamo e senza dover rendere conto a nessuno.<\/p>\n<p>La storia, tuttavia, non ha un solo attore: altri paesi, come la Russia, hanno scelto di essere affascinati dalla proposta di Huntington, conflittuale, certo, ma non gi\u00e0 \u201cdefinitiva\u201d. In Russia, questo dibattito ha radici profonde, legate alla rivalit\u00e0 storica tra occidentalisti e slavofili. Negli anni Novanta, la Russia ha inizialmente cercato di avvicinarsi all\u2019Occidente, ma il fallimento dell\u2019Occidente nell\u2019includerla ha rafforzato l\u2019idea di una distinta civilt\u00e0 russa, culminata nella visione di Vladimir Putin secondo cui nessuna civilt\u00e0 pu\u00f2 affermare di essere superiore.<\/p>\n<p>Una questione di ideologie, in effetti, una battaglia di basso profilo ma di altissimo valore in cui si sarebbero definiti i passi del nuovo secolo che stava iniziando. Queste divergenze hanno evidenziato la tensione tra aspirazioni universaliste e identit\u00e0 culturali distintive, definendo i conflitti geopolitici del XXI secolo.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Costruire\u00a0<\/strong><strong>la\u00a0<\/strong><strong>Pax Americana\u00a0a tutti i costi<\/strong><\/p>\n<p>Washington promosse un ordine mondiale basato sulla Pax Americana, un\u2019egemonia liberale che rifletteva il successo del pacifico e prospero sistema transatlantico creato dagli Stati Uniti durante il conflitto con l\u2019Unione Sovietica. Propose di estendere questo modello a livello globale, citando come esempi la Germania e il Giappone, trasformati da nazioni militariste e imperialiste in democrazie \u201cpacifiche\u201d o, meglio, sconfitte, sotto l\u2019influenza degli Stati Uniti. Ma il successo di queste trasformazioni era stato reso possibile dalla presenza di un avversario comune, la Russia, e la storia dell\u2019America Latina suggeriva che l\u2019egemonia degli Stati Uniti non era sempre sinonimo di progresso e pace.<\/p>\n<p>Charles Krauthammer descrisse il periodo successivo alla Guerra Fredda come un \u201cmomento unipolare\u201d, caratterizzato dal predominio americano, in cui il nuovo Egemone dettava le regole e gli altri avevano poca scelta. Sebbene riconoscesse che un assetto multi-partecipante (oggi possiamo dire \u201cmultipolarismo\u201d) sarebbe inevitabilmente tornato, riteneva necessario sfruttare l\u2019unipolarit\u00e0 per garantire una pace temporanea, evitando un ritorno a periodi turbolenti. C\u2019era per\u00f2 una debolezza: era improbabile che gli Stati Uniti rinunciassero volontariamente al loro ruolo dominante, preferendo invece contrastare qualsiasi minaccia con la forza, alimentati dall\u2019ossessione per la propria grandezza storica. \u00c8 una questione missilistica: chi ce l\u2019ha pi\u00f9 grande, vince. Non dimentichiamo che gli USA hanno inventato il concetto strategico di deterrenza proprio in virt\u00f9 dell\u2019arma atomica che detenevano, gettando il mondo in un clima di costante paura e rischio in cui viviamo ancora oggi.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto vero che molti americani desideravano uno smantellamento dell\u2019impero statunitense, proponendo una politica estera meno interventista e incentrata sulle sfide interne: abbandonare il ruolo di superpotenza avrebbe permesso agli Stati Uniti di rafforzare la propria societ\u00e0 affrontando questioni economiche, industriali e sociali. Walter Lippmann sosteneva che una grande potenza matura avrebbe dovuto evitare crociate globali, limitando l\u2019uso del potere per preservare la stabilit\u00e0 e la coerenza interna. Un po\u2019 come un \u201cbuon egemone\u201d. Ma non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p>La nozione di \u201cbuon egemone\u201d \u00e8 stata criticata per il rischio di corruzione insito nel potere stesso. John Quincy Adams avvert\u00ec che la ricerca di nemici da combattere avrebbe potuto trasformare gli Stati Uniti da campioni di libert\u00e0 in dittatori globali. Allo stesso modo, il presidente Kennedy, nel suo discorso del 1963 all\u2019American University, si oppose a una\u00a0Pax Americana\u00a0imposta con le armi, chiedendo invece una pace genuina e inclusiva che avrebbe promosso il progresso umano globale, che lui chiam\u00f2 \u201cLa pace di tutti i tempi\u201d. Un ideale che \u00e8 svanito nell\u2019oblio della memoria collettiva.<\/p>\n<p>L\u2019egemonia americana \u00e8 la\u00a0conditio sine qua non\u00a0per avere una Pax Americana. L\u2019universalismo che caratterizza questa egemonia non ammette sconti. La disuguaglianza tra le potenze globali \u00e8 stata sfruttata come perno per aumentare i profitti e l\u2019espansione amministrativa degli Stati Uniti a spese dei paesi pi\u00f9 deboli. Neoliberalmente parlando, non c\u2019\u00e8 errore in questo. Tutto \u00e8 molto coerente. La lotta del pi\u00f9 forte per distruggere tutti i pi\u00f9 piccoli. Non solo chi produce e guadagna di pi\u00f9 vince, ma chi riesce a mantenere il potere di produrre e guadagnare di pi\u00f9 vince.<\/p>\n<p>Un sistema egemonico ha bisogno di stabilit\u00e0 interna senza la quale non pu\u00f2 sussistere. Un regno diviso in se stesso non pu\u00f2 funzionare. Ci\u00f2 vale sia per l\u2019economia che per la politica. \u00c8 essenziale che il paradigma ideologico non cambi, che il potere possa sempre essere compreso e trasmesso, da leader a leader, cos\u00ec come \u00e8 stato stabilito con successo. Perch\u00e9 la \u201cpace\u201d degli antichi romani era una pace data dal mantenimento del controllo politico fino alle estremit\u00e0 dell\u2019impero, che si realizzava solo attraverso una solida amministrazione militare.<\/p>\n<p>Gli americani non hanno inventato niente. Per avere un vero controllo (realpolitik) bisogna avere un controllo militare. Di fronte a una bomba atomica, ragionare di filosofie politiche vale poco. Gli USA lo sanno bene e il loro concetto di\u00a0Pax\u00a0\u00e8 sempre stato inequivocabilmente basato sulla supremazia militare e sul mantenimento di essa.<\/p>\n<p>Qualcosa \u00e8 cambiato quando con il primo decennio degli anni 2000 hanno iniziato ad apparire nuovi poli, nuovi stati-civilt\u00e0, che promuovevano modelli alternativi di vita globale. Gli USA hanno iniziato a vedere il loro potere scemare, giorno dopo giorno, fino a oggi, dove l\u2019Occidente vale meno del \u201cresto del mondo\u201d, gli USA non hanno pi\u00f9 il loro status \u201cesclusivo\u201d, e non siamo nemmeno cos\u00ec sicuri che siano cos\u00ec forti da poter controllare il globo. Le geometrie cambiano di nuovo. Quale Pax per quali confini di quale impero?<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Trump \u00e8 pronto a rinunciare alla sua\u00a0Pax\u00a0?<\/strong><\/p>\n<p>Il nocciolo della questione \u00e8: se la supremazia militare imperialistica \u00e8 ci\u00f2 che ha permesso agli Stati Uniti di mantenere il loro predominio e questo predominio sta precipitando oggi, il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump sar\u00e0 davvero pronto a compromettere la\u00a0Pax Americana\u00a0?<\/p>\n<p>Stiamo parlando di un compromesso polimorfo:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Economicamente, dovrebbe accettare la fine dell\u2019era del dollaro e ridimensionare il mercato statunitense rispetto alle valute globali sovrane. Praticamente buttare nella spazzatura un secolo di architettura finanziaria globale.<\/li>\n<li>Politicamente, accetta che sia possibile pensare diversamente e fare diversamente. La politica non \u00e8 solo la \u201cdemocrazia\u201d americana. Ci sono cos\u00ec tante possibilit\u00e0, cos\u00ec tanti modelli diversi, cos\u00ec tanti futuri da scrivere secondo altri copioni.<\/li>\n<li>Dal punto di vista militare, significa smetterla con la diplomazia dell\u2019arroganza e delle minacce, accettare che non possiamo decidere arbitrariamente come trattare chiunque e smettere di puntare missili contro le bandiere di altri stati.<\/li>\n<li>La cosa pi\u00f9 complicata e rischiosa di tutte \u00e8 che tutto questo significa rinunciare alla pace all\u2019interno degli Stati Uniti. Se gli equilibri di potere implementati esternamente vengono rotti, quelli interni iniziano a vacillare e l\u2019organismo subisce un rimodellamento<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rinunciare alla\u00a0<em>Pax Americana<\/em>,\u00a0cos\u00ec come \u00e8 stata conosciuta, non significa che non esistano alternative. Il concetto di \u201cpax\u201d \u00e8 ampio e pu\u00f2 essere interpretato in modo diverso dalla scuola americana. Fare questo passo, tuttavia, implica rinunciare a una \u201ctradizione\u201d di potere globale, dover attraversare il crollo dell\u2019intero sistema interno statunitense e poi ricostruire un\u2019alternativa<\/p>\n<p>Cosa significher\u00e0\u00a0<em>Make America Great Again<\/em>? Ripristinare l\u2019egemonia americana nel mondo o ricostruire l\u2019America?<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/11\/21\/in-principio-era-la-pax-americana\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/11\/21\/in-principio-era-la-pax-americana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Old Hunter) Cosa significher\u00e0\u00a0Make America Great Again? Ripristinare l\u2019egemonia americana nel mondo o ricostruire l\u2019America? 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