{"id":88126,"date":"2024-11-27T12:34:07","date_gmt":"2024-11-27T11:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88126"},"modified":"2024-11-27T12:34:07","modified_gmt":"2024-11-27T11:34:07","slug":"prove-tecniche-di-tempesta-perfetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88126","title":{"rendered":"Prove tecniche di tempesta perfetta"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Fabio Vighi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-tempesta-perfetta-1024x519-1.jpg\" width=\"381\" height=\"193\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2018Noi siamo\u2019 egli disse \u2018pensieri nichilisti, pensieri di suicidio, che affiorano nella mente di Dio\u2019 (Max Brod da una conversazione con Kafka).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una delle scene pi\u00f9 spesso citate del film\u00a0<em>Night Moves<\/em>\u00a0(Bersaglio di notte, 1975) di Arthur Penn,troviamo Gene Hackman (l\u2019investigatore privato Harry Moseby) seduto nel suo studio davanti a un piccolo televisore in bianco e nero, mentre guarda svogliatamente una partita di football americano. Quando la moglie entra e gli chiede \u201cChi sta vincendo?\u201d, lui borbotta, \u201cNessuno. Una squadra perde pi\u00f9 lentamente dell\u2019altra\u201d. Il merito di\u00a0<em>Night Moves<\/em>, e di altri film della New Hollywood, \u00e8 stato l\u2019aver intuito che la crisi degli anni \u201970 era integrale al crollo terminale del modello di socializzazione capitalista: una debacle insieme socioeconomica, culturale e psicologica che da qualche anno \u00e8 entrata nella sua fase pi\u00f9 calda (che questa volta Hollywood ha deciso di rimuovere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo un paio di decenni di collasso al rallentatore, la turbo-accelerata implosiva degli ultimi anni prevede ora una condizione di destabilizzazione permanente \u2013 le\u00a0<em>forever wars<\/em>. Si tratta, innanzitutto, di un cambio di narrazione che assomiglia al disturbo delirante-paranoico di chi vede ovunque un \u201cnemico alle porte\u201d e un\u2019\u201cinvasione imminente\u201d. In realt\u00e0, \u00e8 banale e vigliacca ideologia. Quando i burocrati della Fortezza Europa sostituiscono decenni di promesse di eterno benessere con il kit di sopravvivenza per giovani marmotte (il patetico invito a prepararsi a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2024\/10\/30\/ansa-focus-report-ue-su-guerra-e-clima-prepararsi-al-peggio_a79303f1-2844-49a7-832a-96507cf1f9ee.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201c72 ore di autosufficienza\u201d<\/a>), i sudditi dovrebbero ribellarsi, in primis, contro la solenne presa per i fondelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora che la pantomima elettorale USA \u00e8 finalmente terminata (con la vittoria del candidato preselezionato da Wall Street) probabilmente cominceranno i fuochi d\u2019artificio \u2013 magari innescati da qualche missile occidentale a lungo raggio fatto lanciare su territorio russo. Nel frattempo, continua l\u2019estasi speculativa: i mercati USA stracciano record su record, trainando Bitcoin e tutto il cripto-spazio sponsorizzato da Trump; che, ricordiamolo, \u00e8 l\u2019uomo dei tassi negativi, e che dunque far\u00e0 qualsiasi cosa pur di inondare le banche di\u00a0<em>easy money<\/em>\u00a0e spingere la ricchezza sempre pi\u00f9 in alto, alla faccia di quella working class impoverita che lo ha votato al grido di MAGA. Ma l\u2019euforia finanziaria \u00e8 una tragica farsa che non nasconde ma accelera l\u2019irreversibile degrado socioeconomico degli Stati Uniti (e subalterni). Passata la sbornia post-elettorale, la nuova amministrazione dovr\u00e0 tornare a fare i conti sia con un debito federale iperbolico che con la conseguente dinamica espansiva della svalutazione monetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Liquidit\u00e0 in riserva<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno sguardo alle operazioni RRP (<a href=\"https:\/\/fred.stlouisfed.org\/series\/RRPONTSYD\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reverse repo<\/a>) della Federal Reserve ci dice che stiamo tornando al settembre 2019 (e prima ancora al 2007), quando la forte turbolenza nei mercati dei prestiti repo cominci\u00f2 a esigere iniezioni monetarie straordinarie. In sostanza, il reverse repo della Fed oggi certifica che la liquidit\u00e0 dell\u2019interbancario si sta sciogliendo come neve al sole; e che per innaffiare lo schema Ponzi su cui si regge \u201cla pi\u00f9 grande economia del mondo\u201d occorre ben altro che i vasi comunicanti della facility repo. Quest\u2019ultima permette alla Fed di immettere liquidit\u00e0 con acquisti di titoli di debito, per poi assorbirne l\u2019eccesso con l\u2019operazione opposta, ovvero vendendo i medesimi asset a quelle banche che, parcheggiando le loro riserve presso la Fed, ne vengono ripagate con gli interessi (reverse repo). Si tratta, insomma, di un gioco delle tre carte con cui si crea\u00a0<em>illusione di stabilit\u00e0\u00a0<\/em>nel money market in assoluto pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se dunque il reverso repo della Fed entra in riserva, significa che banche e istituti finanziari stanno esaurendo quella liquidit\u00e0 che si contendono per finanziare i magheggi da capitalizzazioni record. E se aggiungiamo che i rendimenti del benchmark del debito sovrano USA (il T-note decennale) continuano a lievitare oltre il 4%\u00a0<em>nonostante i tassi d\u2019interesse siano stati sensibilmente abbassati<\/em>, diventa difficile ignorare il cono d\u2019ombra della tempesta perfetta in rapido avvicinamento \u2013 simile a quella che, partita sempre dai mercati repo nel settembre 2019, stese il tappeto rosso a Virus e al relativo bazooka monetario emergenziale. Come sempre,\u00a0<em>tout se tient<\/em>: quando si tratta di rinviare gli effetti catastrofici della trappola del debito, possiamo esser certi che la macchina del potere USA metter\u00e0 d\u2019accordo i suoi variegati rappresentanti (Partito della Guerra, Alta Finanza, Deep State, ecc.); e, chiss\u00e0, anche qualcuno tra i suoi nemici geopolitici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I segnali di un nuovo incidente controllato, finalizzato all\u2019allentamento dei cordoni monetari, ci sono tutti: dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/markets\/us\/feds-barkin-says-us-is-vulnerable-inflation-shocks-ft-reports-2024-11-21\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fed<\/a>\u00a0che mette in guardia da shock inflattivi, alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/markets\/rates-bonds\/ecbs-panetta-calls-lower-rates-forward-guidance-2024-11-19\/#:~:text=%22We%20are%20probably%20still%20a,and%20as%20low%20as%201.75%25.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BCE<\/a>\u00a0che vorrebbe abbassare ulteriormente i tassi; dal prezzo dell\u2019oro che spinge, a Cina e Giappone che scaricano camionate di debito USA; dal colpo di coda sul fronte russo di \u201csleepy Joe\u201d (gi\u00e0 defenestrato eppure mai cos\u00ec arzillo); al declino europeo in modalit\u00e0\u00a0<em>warp speed<\/em>. La crisi di governo tedesca \u2013 figlia di un micidiale autolesionismo economico (Green New Deal e sanzioni alla Russia) \u2013 certifica che la terza economia mondiale ed ex locomotiva d\u2019Europa \u00e8 destinata a un drammatico ridimensionamento, insieme a tutta la combriccola UE. Ma, come anticipato, \u00e8 il \u201csistema\u201d a essere marcio fino al midollo. Se sopravvive nella forma attuale \u00e8 solo grazie al marketing di emergenze che funzionano anche quando sono in fila d\u2019attesa. L\u2019impossibile, oggi, sembra essere fare i conti con un fallimento di civilt\u00e0 che \u00e8 perfettamente riuscito, ma che viene pervicacemente rimosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Bellicismo ansiogeno<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In vetta alla classifica degli eventi ansiogeni rimane saldo il fantasma della Terza Guerra Mondiale: musica,\u00a0<em>\u00e7a va sans dire<\/em>, di Vladimir Putin; parole della Commissione europea (che tifa\u00a0<em>warfare<\/em>\u00a0per far cassa con l\u2019emissione di bond per la difesa); e regia hollywoodiana. Per quanto le guerre moderne non siano affatto produttive di valore economico reale, solo il minacciarne di nuove torna utile sia come macabro argine alla caduta dei PIL, sia come ulteriore supporto alla bolla tech (senza contare l\u2019ovvio ruolo ideologico che lo spettro della guerra riveste nel mistificare le vere ragioni della crisi). In breve,\u00a0<em>warfare<\/em>\u00a0chiama QE, ovvero endovenose monetarie contro il congelamento dell\u2019interbancario, e tutta la catena di sfracelli che comporterebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nebbia emergenziale\u00e8 da tempo la merce pi\u00f9 preziosa nelle mani di chi controlla i flussi di denaro. \u00c8 l\u2019ultima criminale risorsa rimasta alla gloriosa civilt\u00e0 del profitto, le cui popolazioni assomigliano sempre pi\u00f9 a moltitudini di zombie in marcia verso il precipizio, con gli auricolari infilati negli orecchi e gli occhi fissi sullo smartphone. Pensiamo solo, per inciso, a quanto tempo potremmo liberare a miglior uso se non fossimo prosciugati dalla dipendenza da smartphone, ultimo stadio di un depressivo processo di atomizzazione (vergognosamente spacciato per il suo opposto) che si traduce, tra le altre cose, nell\u2019indifferenza di massa rispetto agli orrori perpetrati \u201cl\u00e0 fuori\u201d \u2013 come il maciullamento di corpi sotto bombe \u201cdemocratiche\u201d che \u201cPaesi liberi\u201d forniscono a uno stato \u201camico e sovrano\u201d dedito al genocidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In termini sistemici, la logica in atto \u00e8 tanto semplice quanto perversa: l\u2019odierno \u201clibero mercato\u201d \u00e8\u00a0<em>schiavo<\/em>\u00a0di una serie ininterrotta di cortocircuiti globali che fungono da alibi per generare \u201cfondi\u201d dal nulla economico; fondi che poi vengono abilmente incanalati verso i mercati obbligazionari e azionari. La geopolitica \u00e8, in questo senso, pura\u00a0<em>deterrenza finanziaria<\/em>. Jean Baudrillard fu profetico nel definire l\u2019Occidente \u2018uno spazio totalitario \u2013 lo spazio di un\u2019egemonia autodifensiva che difende s\u00e9 stessa dalla propria debolezza\u2019<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/#_ftn1\">[1]<\/a>. Il rumore della guerra (contro nemici veri, immaginari, creati ad arte \u2013 non importa) dev\u2019essere continuo e assordante per garantire due dinamiche essenziali al prolungamento dello status quo: il supporto a un settore speculativo sempre pi\u00f9 autoreferenziale; e la demolizione controllata dell\u2019infrastruttura socioeconomica reale, che fino a mezzo secolo fa era ancora ritenuta essenziale come \u201csociet\u00e0 del lavoro\u201d, dunque calibrata sugli ideali della mobilit\u00e0 sociale, del benessere delle classi medie, e del consumismo quale insuperabile orizzonte antropologico di massa. Quell\u2019epoca \u00e8 definitivamente tramontata. E verrebbe da esserne felici, se non fosse che viene sostituita da un modello capitalistico di signoraggio neofeudale su base tecnologica al cui peggio (inclusa l\u2019eliminazione malthusiana di ampie porzioni di umanit\u00e0 improduttiva) non sembra esserci fine. Ovviamente, il cittadino occidentale pensa sempre di farla franca: non toccher\u00e0 mai a lui; al limite saranno altri poveracci a lasciarci le penne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, nonostante la propria incorreggibile imbecillit\u00e0, persino il sobrio\u00a0<em>citoyen<\/em>\u00a0europeo, figlio dei valori dell\u2019Illuminismo, comincia a percepire l\u2019odore di bruciaticcio \u2013 e del si salvi chi pu\u00f2. Avr\u00e0 forse intuito che derivati e bombe sono due facce della stessa medaglia, e che chi controlla la galassia dei derivati, e annessa leva finanziaria, di norma decide,\u00a0<em>come minimo<\/em>, chi spara per primo? Ridotto a pura finzione speculativa coordinata dalle banche centrali, il capitale non pu\u00f2 che devastare il mondo costituzionalmente fondato sul lavoro, fino a rinchiuderlo nella prigione digitale (dal denaro elettronico alle\u00a0<em>smart cities<\/em>\u00a0dotate di telecamere di sorveglianza con riconoscimento facciale) in cui ci stanno gi\u00e0 murando vivi. Rimarr\u00e0 qualche luogo in cui imboscarsi? Magari per progettare forme di socializzazione realmente alternative? Domande consolatorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto centrale, intorno a cui affinare ci\u00f2 che rimane del pensiero critico, \u00e8 il seguente: le speculazioni a leva su un enorme aggregato di valore\u00a0<em>fittizio<\/em>, che deve rimanere perennemente\u00a0<em>irrealizzato<\/em>\u00a0per non manifestare il proprio vuoto, sono un sanguinario gioco di specchi. Il trucco funziona solo nella misura in cui il denaro senza sostanza \u2013 mandato a gonfiare, in primis, i mercati del debito \u2013\u00a0<em>non viene rivendicato come reale riserva di valore<\/em>. L\u2019enorme onere debitorio, motore ed epicentro dell\u2019estasi speculativa, viene cos\u00ec rimesso alle generazioni future, insieme a tutte le carneficine a venire. \u00c8 da questo diabolico meccanismo, all\u2019apparenza ineluttabile, che dovremo innanzitutto emanciparci \u2013 ricordando per\u00f2 che il capitale virtuale delle bolle finanziarie ha gi\u00e0 colonizzato il modo di produzione reale, e che dunque ogni serio tentativo di disfarsene non pu\u00f2 non implicare una radicale messa in discussione dell\u2019esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Negazionismo economico<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il criminale Truman Show in cui viviamo sta velocemente accelerando verso il\u00a0<em>denouement<\/em>, il punto in cui, come nel film di Peter Weir, la barca a vela sfonda l\u2019orizzonte di cartone. I padroni della globalizzazione affogano in un mare di debito e di consumo improduttivo (il che non \u00e8 privo di ironia: gli USA stanno morendo di quella malattia che per decenni hanno inflitto ad altri paesi per spolparli vivi). Detto diversamente, la nazione pi\u00f9 potente al mondo \u00e8 impegnata in una inutile e catastrofica lotta esistenziale contro il declino della propria egemonia globale, costruita ormai su una montagna debitoria cresciuta dai 900 miliardi di dollari dell\u2019amministrazione Reagan (1981), agli oltre 35.000 miliardi odierni (mentre il rapporto debito\/PIL \u00e8 passato dal 30% al 122%). Per quanto la questione del debito, considerata nel contesto delle umane passioni, non sia<em>gi\u00e0 di per s\u00e9<\/em>\u00a0piuttosto stupida, la parte pi\u00f9 ridicola della vicenda \u00e8 che la superpotenza super-indebitata e super-improduttiva ha ora bisogno dell\u2019inflazione per continuare il suo sporco gioco. Gli Stati Uniti necessitano di\u00a0<em>tassi reali negativi<\/em>: l\u2019inflazione dev\u2019essere superiore al rendimento del debito se si vuol provare a monetizzare i sempre meno amati Treasuries (soprattutto T-notes e T-bills, titoli di debito a breve e medio termine). Per quanto noiosa, la matematica del debito ci conferma che il sistema \u00e8\u00a0<em>gi\u00e0<\/em>\u00a0in bancarotta. E i negazionisti di tale insolvenza spingono il sistema verso \u201csoluzioni estreme\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, il capitale pu\u00f2 continuare a macinare profitti solo impedendo che la massa montante di cambiali riveli il proprio status di spazzatura. Tale necessit\u00e0 richiede numerosi mazzi truccati, insieme a strategie distruttive. E poich\u00e9 gran parte dei giri d\u2019affari globali sono in un modo o in un altro ancora \u201cgarantiti\u201d da titoli del Tesoro USA \u2013 debito negoziato h24 in ogni sede finanziaria del mondo \u2013 sembra legittimo concludere che siamo tutti immersi nella medesima \u201cnecessit\u00e0\u201d. Da qualche anno, per\u00f2, il declino dell\u2019Occidente sta convincendo diversi attori geopolitici a chiamarsi fuori da una mano di poker in cui il banco \u00e8 palesemente moroso. La de-dollarizzazione in corso non pu\u00f2 che apparire logica in termini di pragmatismo capitalista, ma evidentemente ha gi\u00e0 innescato conflitti intra-sistemici (Ucraina, Medio Oriente) che potrebbero espandersi fino a soddisfare pulsioni apocalittiche. Tutto ci\u00f2 sempre nell\u2019ambito delle \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d \u2013 i falsi idoli del progresso occidentale gi\u00e0 scherniti da Giacomo Leopardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il negazionismo economico del \u201ctutto s\u2019aggiusta\u201d si esprime attraverso varie metriche fuorvianti, tra cui il famigerato PIL. Oggi il PIL di un Paese, nei pochi casi in cui si suppone registri ancora una qualche timida crescita,\u00a0<em>riflette semplicemente la quantit\u00e0 di credito impiegata in quell\u2019economia<\/em>. Ingegnerizzare e poi propagandare una qualsivoglia crescita dello \u201czero virgola\u201d sulla base di oceani di credito creati dalla banca centrale di riferimento \u00e8 una tattica puerile che riassume lo stato di regressione cerebrale della nostra civilt\u00e0. Inoltre, la continua estensione di linee di credito ha come effetto cumulativo la distruzione di quelle unit\u00e0 di debito che sono le valute fiat. La storiella ancor\u2019oggi venduta al pubblico che, nonostante le voragini fiscali, si torner\u00e0 presto a una \u201cnuova et\u00e0 dell\u2019oro\u201d (D. Trump), \u00e8 tanto assurda quanto disperata. \u00c8 come eseguire un intervento di chirurgia estetica sul corpo di un nonagenario affetto da tumore al quarto stadio. \u00c8 quindi una menzogna, il cui unico scopo \u00e8 sostenere il capitale fittizio dei mercati azionari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre l\u2019attuale manipolazione finanziaria continua a spingere ricchezza e privilegi verso l\u2019alto, la \u201clibert\u00e0\u201d di intere popolazioni viene presa in consegna da un \u201ccapitalismo di crisi\u201d inevitabilmente votato all\u2019autoritarismo (la famosa \u201cascesa della destre\u201d, di cui ci piace tanto stupirci), ma ancora spacciato per insuperabile modello democratico di crescita e sviluppo; davanti al quale \u2013 scrivevano Adorno e Horkheimer gi\u00e0 nel 1944 \u2013 i dominati \u2018si credono impotenti\u2019: \u2018Impenetrabile a ogni singolo \u00e8 la selva di cricche e d\u2019istituzioni che, dai supremi posti di comando dell\u2019economia agli ultimi\u00a0<em>rackets<\/em>\u00a0professionali, provvedono alla continuazione infinita dello\u00a0<em>status quo<\/em>.\u2019<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>No global, no party?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo\u00a0<em>status quo<\/em>\u00a0si autoalimenta ancora grazie alla globalizzazione dollaro-centrica, le cui basi furono poste proprio nel 1944 a Bretton Woods (New Hampshire), quando le principali valute vennero ancorate al dollaro USA, che a sua volta fu fissato all\u2019oro ad un tasso di 35 dollari l\u2019oncia. Nel corso della seconda met\u00e0 delXX secolo, quest\u2019ordine monetario si \u00e8 dovuto adeguare alle esigenze del capitale, tra cui la nascita di un \u201cciclo di deficit\u201d tra gli Stati Uniti e paesi dell\u2019Asia orientale. A partire dagli anni \u201970, gli Stati Uniti hanno 1) ridotto drasticamente la loro base industriale; 2) iniziato a sostenere ampi deficit commerciali; 3) permesso ai propri capitali di penetrare paesi con enormi riserve di manodopera a basso costo, come la Cina. La fabbrica mondiale si \u00e8 silenziosamente spostata da un luogo all\u2019altro del pianeta, seguendo la naturale inclinazione del capitale a sfruttare la forza lavoro pi\u00f9 povera e meno regolamentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 1971 fu l\u2019anno in cui il presidente Nixon svincol\u00f2 il dollaro dall\u2019oro per poter \u201cliberare\u201d le valute dall\u2019ultimo ancoraggio nella realt\u00e0 sostanziale, inaugurando cos\u00ec l\u2019epoca della svalutazione strutturale (dai 35 dollari del tasso fisso, l\u2019oncia d\u2019oro ha recentemente superato i 2.700 dollari). Sempre nel 1971 Nixon revoc\u00f2 l\u2019embargo commerciale contro la Cina comunista, che durava da 21 anni (un nuovo accordo commerciale bilaterale entr\u00f2 in vigore nel 1980). Se a inizio anni \u201970 la Cina rimase perlopi\u00f9 un immenso mercato in cui vendere piuttosto che produrre merci, le politiche riformiste introdotte da Deng Xiaoping nel dicembre 1978 (Mao era morto nel 1976) iniziarono a invertire la direzione di marcia di produzione e commercio globali. Deng, in altre parole, apr\u00ec le porte della Cina ai capitali statunitensi, in specie con la creazione di Zone Economiche Speciali (inizialmente a Shenzhen, Zhuhai, Shantou e Xiamen). Da allora, molte corporations con sede negli Stati Uniti \u2013 tra cui Nike, Apple e Walmart \u2013 iniziarono a incrementare i loro profitti spostando la produzione in Cina, che cos\u00ec divenne il nuovo centro transnazionale di creazione di valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato \u00e8 da tempo davanti ai nostri occhi: la Cina, nuova \u201cfabbrica del mondo\u201d, sforna beni a basso costo che gli Stati Uniti importano e consumano grazie alla loro \u201cindustria\u201d finanziaria. Gli USA hanno quindi potuto estendere le catene di debito e deficit grazie a uno storico\u00a0<em>do ut des<\/em>: da un lato hanno delegato la produzione manufatturiera alla Cina (e altri paesi asiatici), e dall\u2019altro hanno risucchiato gran parte dei profitti reali globali grazie al combinato di Wall Street e\u00a0<em>dollar dominance<\/em>. Poich\u00e9 anche i nuovi paesi produttivi continuavano a dipendere dal biglietto verde per il commercio internazionale, non avevano altra scelta che 1) vendere le loro merci sui mercati statunitensi (e dell\u2019Occidente collettivo); e 2) investire i loro surplus in azioni e obbligazioni denominate in dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una parte sostanziale dei ricavi dei partner commerciali degli Stati Uniti si \u00e8 dunque riversata sui mercati finanziari americani. Negli anni \u201990, questo afflusso di capitale estero ha alimentato l\u2019espansione a deficit dell\u2019industria militare statunitense (che ha trasformato gli Stati Uniti nel \u201cpoliziotto globale\u201d), gonfiando al contempo enormi bolle obbligazionarie, azionarie, e immobiliari, che a loro volta hanno sostenuto un nuovo boom dei consumi (il 70% del PIL statunitense si basa tuttora sulla spesa interna). In sostanza, gli Stati Uniti hanno in buona parte basato la loro crescita economica di fine millennio su quei capitali stranieri cui avevano demandato la produzione reale. Nei primi anni 2000, questa globalizzazione costruita sul\u00a0<em>potere di<\/em>\u00a0<em>suzione<\/em>\u00a0del dollaro, ha determinato una co-dipendenza relativamente stabile tra il consumo sempre pi\u00f9 improduttivo degli Stati Uniti e la produzione asiatica trainata dall\u2019export \u2013 grazie anche al fatto che l\u2019esercito statunitense sosteneva la propria valuta attraverso le guerre assassine del post 11 settembre 2001. Tuttavia, dopo il crash del 2008, il compromesso si \u00e8 rapidamente deteriorato in un vortice globale di espansione monetaria fittizia, ora ingestibile con la sola politica economica convenzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste semplici osservazioni dovrebbero da sole convincerci ad abbandonare l\u2019idea che le economie nazionali coordinino i loro rapporti in modo autonomo. \u00c8 invece\u00a0<em>il movimento transnazionale e impersonale del capitale<\/em>\u00a0a determinare la maggior parte delle scelte dei singoli paesi. Solo oggi il capitale \u00e8 all\u2019altezza del proprio nome: una totalit\u00e0 anonima, metafisica, e tirannica che sovrintende quasi tutto ci\u00f2 che avviene sul (e intorno al) pianeta. Ma a causa della miopia positivistica della scienza economica, si continua a ignorare come la condizione attuale sia il rovinoso risultato dell\u2019<em>erosione interna\u00a0<\/em>dell\u2019accumulazione capitalistica reale. Anche i volenterosi di spirito faticano a comprendere che\u00a0<em>non esiste pi\u00f9 alcuna sana dinamica di accumulazione reale<\/em>. Nessun meccanismo di crescita basato sull\u2019estrazione di plusvalore dal lavoro pu\u00f2 salvarci dalle sabbie mobili dei programmi simulati di creazione monetaria su base emergenziale. \u00c8 in rapporto a questa elementare costatazione che gran parte della cosiddetta sinistra continua a mancare clamorosamente il bersaglio. Sia rispetto alla crisi del 2008 che alla sua seconda recente ondata \u2013 mascherata dalla cosiddetta \u201cpandemia\u201d \u2013 i movimenti della sinistra tendono perlopi\u00f9 a imputare l\u2019implosione socioeconomica all\u2019avidit\u00e0 finanziaria, ribaltando cos\u00ec il rapporto tra causa ed effetto; o tra malattia e sintomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il precario equilibrio di una globalizzazione costruita sul loop tra consumo USA ed export cinese si \u00e8 dunque fatalmente corroso. Questo sia perch\u00e9 il PIL cinese sta raggiungendo il modello occidentale della dipendenza da capitale fittizio (creditizio); sia, soprattutto, perch\u00e9 l\u2019asset di riserva mondiale (il dollaro USA) rappresenta un debito di tale entit\u00e0 da mettere in discussione la solvibilit\u00e0 dell\u2019egemone. Dopo la recente confisca di 300 miliardi di dollari di attivit\u00e0 russe in Occidente, ormai anche i pi\u00f9 devoti filoatlantici cominciano a rendersi conto di quanto sia pericoloso fidarsi del dollaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pozzi avvelenati<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quali sono, allora, le prospettive per il prossimo futuro? (Domanda evidentemente retorica). L\u2019attuale rally del mercato azionario statunitense sembra il classico fuoco di paglia di matrice neoliberista (deregulation bancaria e monetaria), che minaccia un collasso di tali dimensioni da dover essere tamponato da applicazioni sempre pi\u00f9 estreme di manipolazione e totalitarismo \u2013 ovvero, dalla \u201cgestione\u201d biopolitica di popolazioni impoverite (tra cui l\u2019introduzione di una nuova infrastruttura monetaria basata su asset digitali tokenizzati controllati centralmente). Altrove, si fa incetta di beni durevoli, tra cui oro, argento, petrolio e terre rare. Se la bolla azionaria dovesse scoppiare, Cina, Russia, India e altri Paesi BRICS avrebbero almeno una copertura parziale (al netto delle difficolt\u00e0 oggettive di battere nuova moneta comunitaria). Ma poich\u00e9 la causa ultima della crisi \u00e8 che il valore\u00a0<em>totale<\/em>\u00a0prodotto si sta riducendo velocemente, i capitali individuali, o nazionali, possono tenere la testa sopra il pelo dell\u2019acqua solo per un breve lasso di tempo, e nessuno pu\u00f2 sfuggire al proprio destino socialmente interconnesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altre parole, la svalutazione \u2013 manifestazione esteriore del collasso del capitale \u2013 si presenta come\u00a0<em>fenomeno globale irreversibile<\/em>, ovvero coinvolge l\u2019intera riproduzione delle societ\u00e0 capitalistiche nel quadro di una generale espansione compensativa del credito. E poich\u00e9 il capitalismo a leva finanziaria ha gi\u00e0 consumato il proprio futuro (le speculazioni finanziarie, come anticipato, sono\u00a0<em>illusioni<\/em>\u00a0di futura valorizzazione reale), non rimane che prolungare l\u2019agonia del presente,\u00a0<em>whatever it takes<\/em>. Ci\u00f2 vale soprattutto per gli Stati Uniti, che cercano la rissa geopolitica anche per contrastare il\u00a0<em>deleveraging<\/em>\u00a0di Treasuries, potenzialmente contagioso, da parte di detentori di primordine come Cina e Giappone. Di certo, davanti al quadro di un generale smarcamento dal dollaro, gli USA non resteranno fermi a guardare. Teniamo dunque a mente che dietro ogni escalation bellica c\u2019\u00e8 una guerra finanziaria, che nel nostro caso metter\u00e0 a dura prova la fedelt\u00e0 degli alleati, anche in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi punta sulla guerra scommette sull\u2019inflazione (sul suo potere taumaturgico rispetto al debito) e sulla deriva totalitaria: pi\u00f9 un conflitto \u00e8 distruttivo, pi\u00f9 fornisce giustificazioni per stampare moneta e implementare regimi di controllo fisico e razionamento di beni e servizi. Il Covid \u00e8 servito anche a questo \u2013 a addestrare le popolazioni a segregazione e sudditanza civile. Dopo il grande esperimento della psico-pandemia, il villaggio globale \u00e8 sempre pi\u00f9 popolato da strane creature programmate per combattere,\u00a0<em>inter alia<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/politica\/2020\/07\/01\/loro-pronomi-genere-non-binario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la grande guerra dei pronomi inclusivi di genere<\/a>\u00a0piuttosto che comprendere e contrastare i processi della macchina di morte chiamata capitale. C\u2019\u00e8 ancora tempo? Parafrasando Kafka: \u201cc\u2019\u00e8 un\u2019infinit\u00e0 di tempo nell\u2019universo, ma non per noi\u201d.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Jean Baudrillard,\u00a0<em>The Agony of Power<\/em>\u00a0(Los Angeles: Semiotext(e), 2010), p. 105. Traduzione mia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Theodor Adorno e Max Horkheimer,\u00a0<em>Dialettica dell\u2019illuminismo<\/em>\u00a0(Torino: Einaudi, 1966, p. 47). Oggi, evidentemente, persino filosofi del calibro di Adorno e Horkheimer verrebbero additati come complottisti.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\" style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/11\/27\/prove-tecniche-di-tempesta-perfetta\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Fabio Vighi) \u2018Noi siamo\u2019 egli disse \u2018pensieri nichilisti, pensieri di suicidio, che affiorano nella mente di Dio\u2019 (Max Brod da una conversazione con Kafka). In una delle scene pi\u00f9 spesso citate del film\u00a0Night Moves\u00a0(Bersaglio di notte, 1975) di Arthur Penn,troviamo Gene Hackman (l\u2019investigatore privato Harry Moseby) seduto nel suo studio davanti a un piccolo televisore in bianco e nero, mentre guarda svogliatamente una partita di football americano. Quando la moglie entra&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mVo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88126"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88126"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88127,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88126\/revisions\/88127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}