{"id":88128,"date":"2024-11-27T12:41:50","date_gmt":"2024-11-27T11:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88128"},"modified":"2024-11-27T12:41:50","modified_gmt":"2024-11-27T11:41:50","slug":"la-crisi-della-verita-nellinfosfera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88128","title":{"rendered":"La crisi della verit\u00e0 nell&#8217;infosfera"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=793x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i25cbfc894cd31578\/version\/1732231921\/image.png\" alt=\"Ren\u00e9 Magritte, La condizione umana, 1933\" width=\"204\" height=\"254\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019avvento dell\u2019\u00a0<\/em>infosfera\u00a0<em>ha generato una trasformazione profonda nella relazione dell\u2019uomo alla verit\u00e0. Indagare il mutamento in atto \u00e8 importante per comprendere in che modo si stia evolvendo il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con il mondo.<\/em><\/p>\n<div id=\"cc-m-12071384277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Nella storia della civilt\u00e0 occidentale sono individuabili tre atteggiamenti antropologici nei confronti della verit\u00e0:\u00a0<strong>la rivelazione, l&#8217;adeguamento e la credenza<\/strong>. Intorno alla verit\u00e0 come rivelazione convergono le esperienze che riguardano l\u2019ambito religioso, estetico e, in generale,\u00a0<strong>la dimensione del vissuto che si struttura come un accogliere nel raccoglimento<\/strong>.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 come adeguamento \u00e8 alla base invece del discorso scientifico e dei\u00a0<em>logoi<\/em>\u00a0che mettono in gioco la dimensione fattuale. La riflessione sulla corrispondenza tra linguaggio, pensiero e realt\u00e0 fa nascere l\u2019argomentazione nelle sue molteplici forme, da quelle pi\u00f9 rigorose e complesse a quelle pi\u00f9 semplici e quotidiane. La verit\u00e0 come credenza fonda infine il discorso politico, nel senso che \u00e8 quell\u2019atteggiamento in cui l\u2019impegno e la testimonianza attraverso l\u2019azione sono essenziali.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 come credenza \u00e8 mostrata e agita, e, in quanto tale, genera e rompe legami, accorda, distingue, costituisce la societ\u00e0. Questi tre regimi della verit\u00e0 non si escludono a vicenda. Anzi, coesistono e spesso si intrecciano in maniera quasi indistricabile. Ad esempio, per l\u2019uomo di fede all\u2019accoglimento della verit\u00e0 \u2013 che sopraggiunge all\u2019inizio come rivelazione \u2013, segue la testimonianza che genera tra gli uomini nuovi legami. Ma questa operazione \u201cpolitica\u201d fa spesso i conti con altri discorsi religiosi o a-religiosi. La rivelazione \u00e8 cos\u00ec inserita in un discorso fattuale che argomenta la propria superiorit\u00e0 rispetto ad altri concorrenti. La rivelazione si mette insomma alla prova e fa il suo ingresso nella verit\u00e0 come adeguamento.<\/p>\n<p>O ancora, un discorso scientifico pu\u00f2 avere la sua origine in un\u2019intuizione che si presenta come una sorta di rivelazione \u2013 si parla spesso in questo caso di serendipit\u00e0. Il discorso fattuale costruito sull\u2019intuizione \u00e8 in seguito mostrato e agito nella comunit\u00e0 scientifica. Lo scienziato se ne fa portavoce e lo promuove. Con l\u2019avvento dell\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0questi tre regimi della verit\u00e0 sembrano entrati profondamente in\u00a0<strong>crisi<\/strong>. Indagare come stanno cambiando \u00e8 importante, perch\u00e9 la nostra relazione alla verit\u00e0 definisce la nostra maniera di abitare il mondo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12071384477\" class=\"j-module n j-textWithImage \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12071384477\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i080de19e5c4fc096\/version\/1732227015\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"1024\" data-src-height=\"1024\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i080de19e5c4fc096\/version\/1732227015\/image.jpg\" data-image-id=\"7785804777\" \/><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12071384477\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p>Prima di indagare i tre regimi della verit\u00e0 e le loro variazioni, \u00e8 opportuno soffermarsi sul concetto di\u00a0<em>infosfera<\/em>. Ne\u00a0<em>La quarta rivoluzione<\/em>\u00a0Luciano Floridi osserva come l\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0non coincida semplicemente con il\u00a0<em>cyberspazio<\/em>:<\/p>\n<p><strong>\u00abA un livello minimo, l\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0indica l\u2019intero ambiente informazionale costituito da tutti gli enti informazionali, le loro propriet\u00e0, interazioni, processi e reciproche relazioni. \u00c8 un ambiente paragonabile al, ma al tempo stesso differente dal, cyberspazio, che \u00e8 soltanto una sua regione, dal momento che l\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0include anche gli spazi d\u2019informazione offline e analogici.\u00a0A un livello massimo, l\u2019infosfera \u00e8 un concetto che\u00a0pu\u00f2 essere utilizzato anche come sinonimo di realt\u00e0, laddove interpretiamo quest\u2019ultima in termini informazionali. In tal caso, l\u2019idea \u00e8 che ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 informazionale e ci\u00f2 che \u00e8 informazionale \u00e8 reale.\u00a0\u00c8 in questa equivalenza che hanno origine alcune delle pi\u00f9 profonde trasformazioni e delle sfide pi\u00f9 rilevanti di cui faremo esperienza nel prossimo futuro riguardo alla tecnologia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La transizione dall\u2019analogico al digitale e la crescita esponenziale di spazi informazionali in cui trascorriamo sempre pi\u00f9 tempo illustrano con massima evidenza il modo in cui le\u00a0ICT\u00a0stanno trasformando il mondo in\u00a0un\u2019infosfera.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0comprende i diversi spazi dell\u2019informazione, di cui il\u00a0<em>cyberspazio<\/em>\u00a0\u00e8 una regione. Lo sviluppo per\u00f2 delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (ICT), con la conseguente e sempre pi\u00f9 marcata transizione dall\u2019analogico al digitale, stanno trasformando l\u2019intera realt\u00e0 in un\u2019<em>infosfera<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12071384877\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>Dalla rivelazione all\u2019assoluta trasparenza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La rivelazione \u00e8 la verit\u00e0 che afferra all\u2019improvviso il soggetto. La sua temporalit\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019evento, di un accadere che riconfigura l\u2019esistenza. Il tempo della rivelazione \u00e8 un appello che si rivolge alla \u201csingolarit\u00e0\u201d \u2013 \u201csingolarit\u00e0\u201d e \u201csingolo\u201d sono qui presi nell\u2019accezione kierkegaardiana. Sebbene associata all\u2019ambito religioso, la verit\u00e0 come rivelazione incarna un\u2019esperienza fondamentale dell\u2019esistenza. Gli stati emotivi intensi (ad esempio l\u2019estremo dolore) sono spesso all\u2019origine di rivelazioni.\u00a0<strong>Affinch\u00e9 la rivelazione possa darsi, \u00e8 necessario che il soggetto sia in una situazione di raccoglimento.<\/strong><\/p>\n<p>La rivelazione chiama infatti il singolo che prova ad essere a contatto con il proprio io profondo e che non si limita quindi a esistere nella dimensione anonima e impersonale del\u00a0\u00ab<strong>si<\/strong>\u00bb\u00a0(cfr. Martin Heidegger,\u00a0<em>Essere e tempo<\/em>) o dell\u2019io superficiale (cfr. Henri Bergson,\u00a0<em>Saggio sui dati immediati della coscienza<\/em>). Se non si ritorna costantemente \u201cin\u201d e \u201csu\u201d se stessi, se la relazione al mondo non pone domande essenziali, la rivelazione \u00e8 impossibile. Senza singolarit\u00e0 nessuna rivelazione. D\u2019altra parte, affinch\u00e9 vi sia rivelazione non basta la singolarit\u00e0, occorre anche che il mondo come orizzonte dei possibili abbia una profondit\u00e0. In altre parole, la profondit\u00e0 dell\u2019io va di pari passo con quella del mondo. Una rivelazione pu\u00f2 darsi se la realt\u00e0 cela misteri, ha segreti da rivelare, se quello che ci circonda soggiorna nella velatezza, tra aperto e nascondimento. \u00c8 noto quanto un filosofo come Heidegger abbia insistito su questo aspetto della verit\u00e0. In un ciclo di lezioni dedicato a Eraclito afferma:<\/p>\n<p><strong>\u00abIl termine\u00a0<em>physis<\/em>\u00a0nomina il sorgere, che dispiega la propria essenza ritornando in se stesso. Nell&#8217;unit\u00e0 originaria di questi due momenti dispiega la propria essenza la\u00a0<em>physis<\/em>, nome iniziale greco di quel che noi chiamiamo essere. Da un lato per\u00f2 nell&#8217;essenza del sorgere c&#8217;\u00e8 il lasciar venir fuori, ossia il venir fuori nell&#8217;aperto: il disvelamento che in greco si dice\u00a0<em>aletheia<\/em>. E d&#8217;altro canto nell&#8217;essenza del ritornare in se stesso c&#8217;\u00e8 il ritirarsi, il trattenere e il nascondimento, che per\u00f2 i Greci non nominano espressamente. Questo non-nominare il disvelamento che si dispiega sulla base del nascondimento \u00e8 una mancanza e una carenza dell&#8217;espressione linguistica, in cui si nasconde forse il mistero pi\u00f9 profondo dell&#8217;essenza fondamentale del pensiero greco.\u00bb<\/strong>\u00a0(Martin Heidegger,\u00a0<em>Eraclito<\/em>)<\/p>\n<p>Nei primi pensatori la\u00a0<em>physis<\/em>\u00a0\u00e8 ci\u00f2 che sorge, che si dischiude, che viene fuori all\u2019aperto. Questo movimento di apertura porta per\u00f2 s<strong>empre con s\u00e9 un ritrarsi<\/strong>, un\u2019eccedenza di nascondimento che preserva l\u2019apertura della verit\u00e0 come\u00a0<em>aletheia.<\/em>\u00a0Non \u00e8 questa la sede per analizzare in dettaglio la riflessione di Heidegger sulla verit\u00e0. Quello che preme sottolineare \u00e8 la necessit\u00e0 di una corrispondenza tra raccoglimento e accoglimento, tra il singolo e il mondo, affinch\u00e9 la verit\u00e0 come rivelazione possa accadere. La singolarit\u00e0 cos\u00ec come la physis, pensata come darsi nel nascondimento, sono condizioni di possibilit\u00e0 della rivelazione. Ora, nell\u2019infosfera entrambe tendono a sparire. Il soggetto perde la sua singolarit\u00e0: ridotto a un insieme di dati \u00e8 frammentato, indicizzato, integrato in relazioni algoritmiche che riducono il diverso all\u2019uguale. Allo stesso modo la realt\u00e0 \u00e8 suddivisa in ammassi di informazioni che la conducono in un\u2019assoluta trasparenza, in una visibilit\u00e0 pornografica. Con Han si pu\u00f2 dire che:<\/p>\n<p><strong>\u00abper principio, le informazioni non possono essere velate: sono per natura trasparenti. Devono essere semplicemente l\u00ec presenti e rifiutano qualsiasi metafora, qualsiasi veste che le veli. Esse parlano\u00a0chiaro e tondo. In ci\u00f2 si distinguono anche dal\u00a0sapere, che ha la possibilit\u00e0 di ritrarsi nel segreto. Le informazioni seguono un principio del tutto diverso: sono orientate allo svelamento, alla verit\u00e0 ultima. Sono per natura pornografiche.\u00bb<\/strong>\u00a0(Byung Chul Han,\u00a0<em>La salvezza del bello<\/em>)<\/p>\n<p>Se tutto diventa informazione, allora io e mondo sono scacchiati su un\u2019assoluta trasparenza priva di profondit\u00e0. Nell\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0non \u00e8 possibile alcuna rivelazione: accoglimento e raccoglimento sono cortocircuitati dal \u201cchiaro\u201d e \u201ctondo\u201d. L\u2019informazione dice tutto, \u00e8 rumorosa, non consente l\u2019ascolto attento. Dove si dice tutto, non vi \u00e8 pi\u00f9 nulla da dire e nulla da ascoltare, nulla allora da accogliere. Dove tutto \u00e8 immagine, dove le cose, i paesaggi, gli orizzonti sono big data, non vi \u00e8 spazio per il sorgere e il ritrarsi. Il divenire del mondo \u00e8 ridotto a un anonimo flusso di informazioni \u201cscrollabili\u201d; e \u201cscrollare\u201d \u00e8 l\u2019unica azione rimasta a un soggetto disciolto in un pacchetto di informazioni tra infiniti pacchetti di informazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12071384977\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12071384977\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7f994602c9ad62ee\/version\/1732261238\/image.jpg\" alt=\"Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632\" data-src-width=\"656\" data-src-height=\"492\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=455x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7f994602c9ad62ee\/version\/1732261238\/image.jpg\" data-image-id=\"7785805177\" \/><figcaption>Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12071384977\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dalla verit\u00e0 come adeguamento alla positivit\u00e0 indiscutibile dell\u2019apparire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 come adeguamento \u00e8 alla base dei discorsi fattuali. Tra le formulazioni pi\u00f9 note di questo atteggiamento nei confronti della verit\u00e0 \u00e8 spesso citata quella di San Tommaso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abOgni conoscenza si attua per mezzo dell&#8217;assimilazione del soggetto conoscente alla cosa conosciuta, cos\u00ec che l&#8217;assimilazione \u00e8 detta causa della conoscenza; per esempio, la vista conosce il colore, poich\u00e9 si dispone secondo la specie del colore. Dunque, il primo rapporto dell&#8217;ente con l&#8217;intelletto \u00e8 che l&#8217;ente concordi con l&#8217;intelletto e questa concordanza \u00e8 detta precisamente adeguazione della cosa e dell&#8217;intelletto e in ci\u00f2 si realizza formalmente la natura del vero. Ed \u00e8 questo, dunque, che il vero aggiunge all&#8217;ente, vale a dire la conformit\u00e0 o l&#8217;adeguazione della cosa e dell&#8217;intelletto e a questa conformit\u00e0, com&#8217;\u00e8 stato detto, consegue la conoscenza. E cos\u00ec, dunque, il ci\u00f2 che \u00e8 della cosa\u00a0precede\u00a0l&#8217;essenza della verit\u00e0, mentre la conoscenza \u00e8 un certo effetto della verit\u00e0.\u00bb<\/strong>\u00a0(S. Tommaso,\u00a0<em>Sulla verit\u00e0<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di questo importante testo si ritiene quasi sempre solo l\u2019affermazione che la verit\u00e0 \u00e8 l\u2019adeguazione della cosa e dell\u2019intelletto. Ma nel passo sono anche indicate le condizioni di possibilit\u00e0 della verit\u00e0 come adeguamento. La prima \u00e8 una distanza tra soggetto conoscente e cosa: affinch\u00e9 possa darsi l\u2019\u201cassimilazione\u201d del soggetto conoscente alla cosa, tra i due vi deve essere uno scarto. La conoscenza si costruisce all\u2019interno di uno spazio che d\u00e0 luogo all\u2019osservazione, all\u2019interrogazione, alla verifica. Tali operazioni abitano, nutrono e animano la distanza che fonda la verit\u00e0 come adeguamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalle parole di San Tommaso si pu\u00f2 dedurre anche una seconda condizione di possibilit\u00e0.\u00a0<strong>\u00abIl ci\u00f2 che \u00e8 della cosa precede l\u2019essenza della verit\u00e0\u00bb<\/strong>. La verit\u00e0 come adeguamento si d\u00e0 in un mondo di cose; le cose con la loro resistenza sono la condizione di possibilit\u00e0 della concordanza. A San Tommaso bisogna aggiungere che le cose sono nodi di indeterminatezza;\u00a0<strong>esse si sottraggono alle nostre domande e in questo sottrarsi le rendono possibili.<\/strong>\u00a0Ad esempio, una mela prima di essere un frutto con determinate caratteristiche, prima di essere un oggetto, \u00e8 una cosa, un essere-l\u00e0 che si d\u00e0 alla percezione e all\u2019intelletto. I sensi la osservano, la tastano e la gustano; l\u2019intelletto la concettualizza, la riconduce al simile.\u00a0<strong>Ma nessuna percezione e cognizione potr\u00e0 esaurire il suo essere cosa;<\/strong>\u00a0resteranno sempre aperte nuove possibilit\u00e0 di adeguamento e di conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la colonizzazione dell\u2019analogico da parte del digitale la verit\u00e0 come adeguamento entra in crisi. Vacillano le sue condizioni di possibilit\u00e0. La distanza tra l\u2019io e la realt\u00e0 svanisce: soggetto conoscente e cosa sono appiattiti nell\u2019unidimensionalit\u00e0 dell\u2019<em>infosfera<\/em>. L\u2019assimilazione che prevede uno scarto \u00e8 sostituita da un\u2019informazione disponibile a uno sguardo anonimo che pu\u00f2 solo guardare, non interrogare. L\u2019interrogazione \u00e8 posta infatti da un soggetto, ma al soggetto \u00e8 rimasta come unica opzione quella di seguire i suggerimenti che gli algoritmi elaborano in base alle preferenze indicizzate degli utenti. Le domande e le risposte sono gi\u00e0 date, comprese nei\u00a0<em>big data.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interrogazione \u00e8 posta a una cosa, mentre nell\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0regnano le non-cose. La cosa resiste e pre-esiste alle domande e alla conoscenza. Le cose si danno parzialmente nei decorsi percettivi, negli adombramenti. Le non-cose sono informazioni che appaiano in una pura e autoreferenziale visibilit\u00e0. Una mela della storia di Instagram non \u00e8 pi\u00f9 una cosa, piuttosto un pacchetto di informazioni.\u00a0La crisi della verit\u00e0 come adeguamento abolisce la stessa distinzione tra il vero e il falso.\u00a0<strong>L\u00ec dove non vi sono pi\u00f9 soggetti e non vi sono pi\u00f9 cose, non ha pi\u00f9 senso parlare di vero e di falso.<\/strong>\u00a0La diffusione delle\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0\u00e8 il corollario di una societ\u00e0 dell\u2019informazione, in cui non vi \u00e8 luogo per i discorsi fattuali. Siamo di fronte a una nuova forma di nichilismo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abIl nuovo nichilismo \u2013 nota ancora Byung Chul Han \u2013 \u00e8 un fenomeno del\u00a0XXI\u00a0secolo. Appartiene alle\u00a0distorsioni patologiche della societ\u00e0 dell\u2019informazione. Nasce nel momento in cui perdiamo la fede nella verit\u00e0 stessa. Nell\u2019era delle\u00a0<em>fake news<\/em>, della\u00a0disinformazione e delle teorie del complotto, stiamo perdendo la realt\u00e0 e le verit\u00e0 fattuali. L\u2019informazione circola ormai completamente scollegata dalla realt\u00e0, in uno spazio iperreale. Si perde la fiducia nella\u00a0fattualit\u00e0. Viviamo quindi in un universo\u00a0de-fatticizzato. In definitiva scompare, con le verit\u00e0 fattuali, il mondo comune a cui potremmo riferirci nelle nostre azioni.\u00bb<\/strong>\u00a0(Byung Chul Han,\u00a0<em>Infocrazia<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi dei discorsi sui fatti, sul vero e sul falso rende fragili le coordinate della ragione occidentale. Tutto \u00e8 vero e falso, tutto \u00e8 soggettivo e oggettivo. Il principio di identit\u00e0 crolla: A \u00e8 A, ma anche B e C\u2026Una nuova forma di oscurantismo \u00e8 alle porte, ben peggiore di quella contro cui combattevano gli illuministi. Questi lottavano per allontanare con la ragione le tenebre delle superstizioni. Oggi, invece, la ragione dovrebbe contrastare una visibilit\u00e0 accecante e assordante che non lascia ombre.\u00a0<strong>Quale luce dovrebbe rischiarare ci\u00f2 che tutto illumina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La credenza disincarnata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo tipo di verit\u00e0, la credenza, \u00e8 legata all\u2019atteggiamento del \u201cprofessare\u201d. La verit\u00e0 come credenza \u00e8 agita, incarnata con il proprio essere nel mondo. Il soggetto si sforza di coincidere con la propria verit\u00e0. Vi sono, certo, credenze pi\u00f9 o meno sentite, ma nella sua forma originaria la credenza \u00e8 una verit\u00e0 assunta con l\u2019intero peso della singolarit\u00e0. La verit\u00e0 come credenza \u00e8 intimamente connessa alla questione della parresia. Il soggetto che crede nella propria verit\u00e0 con tutto il suo essere la mostra e la dice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 importante seguire in proposito le analisi di Michel Foucault:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abMi \u00e8 sembrato egualmente interessante analizzare, nelle sue condizioni e nelle sue forme, il tipo d\u2019atto attraverso il quale il soggetto, dicendo la verit\u00e0, si\u00a0manifesta, e con questo intendo dire: si rappresenta a se stesso ed \u00e8 riconosciuto dagli altri come un soggetto che dice la verit\u00e0. [\u2026] Non soltanto \u00e8 necessario che questa verit\u00e0 rappresenti il parere personale di chi parla; ma bisogna che chi parla la esprima non a fior di labbra, bens\u00ec come manifestazione reale di ci\u00f2 che pensa: ed \u00e8 in questo senso che egli sar\u00e0 un parresiasta. Il parresiasta esprime la sua opinione, dice quel che pensa, firma, in qualche\u00a0modo, la verit\u00e0 che egli stesso enuncia: si lega a tale verit\u00e0; a essa perci\u00f2 si vincola e grazie a essa assume degli obblighi. [\u2026] Perch\u00e9 ci sia\u00a0parresia [\u2026] bisogna che il soggetto, esprimendo una verit\u00e0 che coincide con la sua opinione, con il suo\u00a0pensiero, con la sua credenza, assuma un certo rischio: un rischio che riguarda la relazione con il suo interlocutore. Perch\u00e9 vi sia\u00a0parresia, bisogna che chi dice la verit\u00e0 apra, introduca e affronti il rischio di ferire l\u2019altro, di irritarlo, di farlo andare in collera e di provocare certi suoi comportamenti che possano spingersi fino alla violenza pi\u00f9 estrema.\u00bb<\/strong>\u00a0(M. Foucault,\u00a0<em>Il coraggio della verit\u00e0<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201ccredente\u201d \u2013 qui inteso come colui che \u00e8 tutt\u2019uno con la propria verit\u00e0 \u2013 ha il coraggio di dire la verit\u00e0, assume il rischio nel dirla di\u00a0<strong>\u00abferire l\u2019altro, di irritarlo, di farlo andare in collera\u00bb<\/strong>. Nella sua forma pi\u00f9 pura e autentica il credente \u00e8 il\u00a0<em>parresiasta<\/em>, e va ben distinto dal fanatico. Quest\u2019ultimo vuole imporre la verit\u00e0 con la forza: nell\u2019agire cos\u00ec mostra di non credere fino in fondo in ci\u00f2 che testimonia. Solo chi non crede nel potere della propria verit\u00e0, verit\u00e0 da incarnare con l\u2019esempio e con la coerenza tra pensiero e bios, desidera imporla. L\u2019imposizione \u00e8 un segno di debolezza. Infatti, non \u00e8 un caso che i\u00a0<em>parresiasti<\/em>\u00a0si siano sempre schierati contro ogni fanatismo politico e religioso. Un\u00a0<em>parresiasta<\/em>\u00a0per eccellenza nel mondo antico \u00e8 Diogene il cinico, che non teme di dire la verit\u00e0 ai potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parresia ha una forte valenza politica, nel senso che l\u2019agire del\u00a0<em>parresiasta<\/em>\u00a0risponde spesso all\u2019esigenza di vero della citt\u00e0. Il\u00a0<em>parresiasta<\/em>\u00a0denuncia le ipocrisie del proprio tempo, soprattutto di chi governa celando gli interessi personali dietro un falso amore della giustizia.\u00a0Certo, la piena assunzione di una verit\u00e0 si pu\u00f2 scontrare con le profondit\u00e0 di un io che non riesce a comprendersi, che si perde negli abissi della psiche. Ma resta comunque la tensione verso l\u2019autenticit\u00e0, che si manifesta nella volont\u00e0 di essere sinceri con s\u00e9 e con gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0la verit\u00e0 come credenza entra in crisi. In apparenza, l\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0\u00e8 il regno della parresia, perch\u00e9 si dice tutto e ognuno si sente autorizzato a dire tutto \u2013 non dimentichiamo che l\u2019etimologia del termine parresia \u00e8 \u201cdire tutto\u201d. D\u2019altra parte il \u201cdire tutto\u201d si risolve in una chiacchiera anonima, e spesso ostile, dove non si manifesta alcuna reale credenza. Si dice tutto e il contrario di tutto, si crede a tutto e a niente. La credenza diventa l\u2019adesione di un soggetto anonimo \u2013 ad esempio una\u00a0<em>community<\/em>\u00a0o semplici utenti che appongono un like \u2013 a un\u2019opinione. La sincerit\u00e0 e la parresia nella sua accezione positiva sono annullate. Non c\u2019\u00e8 io che possa difendere o testimoniare la verit\u00e0.\u00a0<strong>Nell\u2019<em>infosfera<\/em>\u00a0tutti gli io possono avere la stessa presunzione di \u201cincarnare\u201d il vero, e questo perch\u00e9 gli io sono tutti disincarnati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La colonizzazione dell\u2019analogico da parte del digitale sta cambiando in modo radicale la relazione dell\u2019uomo alla verit\u00e0. Si tratta di un mutamento antropologico epocale. L\u2019uomo si definisce nel suo rapporto alla verit\u00e0, nella sua capacit\u00e0 di accoglierla, di argomentarla e di testimoniarla. Questi tre atteggiamenti fondamentali sembrano entrati in una crisi profonda e forse irreversibile. Viene da chiedersi se, ben prima dei possibili scenari distopici prospettati dai transumanisti, la nostra epoca non sia gi\u00e0 postumana, troppo postumana.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/novembre\/la-crisi-della-verit%C3%A0-nell-infosfera\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/novembre\/la-crisi-della-verit%C3%A0-nell-infosfera\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Salvatore Grandone) L\u2019avvento dell\u2019\u00a0infosfera\u00a0ha generato una trasformazione profonda nella relazione dell\u2019uomo alla verit\u00e0. Indagare il mutamento in atto \u00e8 importante per comprendere in che modo si stia evolvendo il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con il mondo. Nella storia della civilt\u00e0 occidentale sono individuabili tre atteggiamenti antropologici nei confronti della verit\u00e0:\u00a0la rivelazione, l&#8217;adeguamento e la credenza. 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