{"id":88146,"date":"2024-11-28T11:29:39","date_gmt":"2024-11-28T10:29:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88146"},"modified":"2024-11-28T10:34:50","modified_gmt":"2024-11-28T09:34:50","slug":"cittadini-usa-e-ue-ostaggi-della-piu-colossale-operazione-di-insider-trading-di-tutti-i-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88146","title":{"rendered":"Cittadini USA e Ue ostaggi della pi\u00f9 colossale operazione di insider trading di tutti i tempi"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA OTTOLINA TV\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"rumble_v5r2b0k\">\n<div id=\"vid_v5r2b0k\" class=\"rumble_v5r2b0k-Rumble-cls\">\n<div><video src=\"https:\/\/1a-1791.com\/video\/s8\/2\/O\/C\/j\/9\/OCj9u.caa.mp4?u=4&amp;b=0\" poster=\"https:\/\/1a-1791.com\/video\/s8\/1\/O\/C\/j\/9\/OCj9u.qR4e-small-cittadini-USA-e-UE-ostaggi-.jpg\" preload=\"metadata\" muted=\"\" width=\"300\" height=\"150\" data-mce-fragment=\"1\"><\/p>\n<div class=\"sizing-small phase-pre-ready state-no-source\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><\/video><\/p>\n<div class=\"bigPlayUI ctp\"><a href=\"https:\/\/rumble.com\/v5tbg2w-cittadini-usa-e-ue-ostaggi-della-pi-colossale-operazione-di-insider-trading.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cittadini USA e UE ostaggi della pi\u00f9 colossale operazione di Insider Trading di tutti i tempi<\/a><\/p>\n<div class=\"bigPlayUIInner ctp\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPensavate fosse una rivoluzione economica e geopolitica e, invece, era\u00a0<em>insider trading<\/em>: la tarantella a cui ci sta abituando il buon\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>\u00a0in questa turbolenta fase di interregno potrebbe passare alla storia come il pi\u00f9 colossale caso di insider trading della storia del capitalismo contemporaneo; circondato dal fior fiore della finanzia speculativa pi\u00f9 spregiudicata, Trump sta approfittando di mercati<em>\u00a0sull\u2019orlo di una crisi di nervi<\/em>\u00a0di fronte a \u201ccambiamenti mai visti in un secolo\u201d \u2013 che nessuno sa prevedere, alla fine, che esito avranno \u2013 per manipolare i mercati e, nel dubbio, risarcire i suoi supporter pi\u00f9 altolocati con possibilit\u00e0 di arricchimento\u00a0<strong>facile e indolore<\/strong>\u00a0di dimensioni mai viste. Ogni singolo post di\u00a0<em>The Donald<\/em>, rigorosamente pubblicato sulle sue piattaforme social personali, \u00e8 in grado di smuovere una quantit\u00e0 gigantesca di quattrini sui mercati in direzioni totalmente prevedibili; e chi conosce in anticipo la prossima mossa \u00e8 come se fosse dotato delle chiavi di Fort Knox, di un TIR e di un lasciapassare: gli basta entrare, caricare il camion e chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto. Dotato di capacit\u00e0 comunicative seconde soltanto al nostro immortale e impareggiabile\u00a0<em>Cavaliere Nazionale<\/em>, Trump davanti alle telecamere mette in scena uno spettacolo magistrale ricco di colpi di scena, in grado di soddisfare la sete di sangue della sua\u00a0<em>ola<\/em>\u00a0di militanti anti-woke, mentre dietro, nell\u2019attesa di capire se esiste davvero una qualche possibilit\u00e0 concreta di rinviare l\u2019inesorabile declino dell\u2019egemonia USA, ammazza il tempo ricoprendosi d\u2019oro lui e la ristretta cerchia di oligarchie finanziarie che hanno capito il nuovo spirito dei tempi e hanno deciso di sostenere la sua messinscena gattopardesca. La differenza \u00e8 che nel caso del nostro\u00a0<em>Silvione nazionale<\/em>\u00a0si parlava di ridistribuire gli spiccioli che un\u2019amministrazione coloniale \u00e8 autorizzata a gestire in autonomia; nel caso di Trump, invece, si parla del centro nevralgico del capitalismo globale e vederglielo spolpare cos\u00ec, senza ritegno, non ha prezzo. La speranza \u00e8 che l\u2019ingordigia prevalga sulla volont\u00e0 di potenza, come \u00e8 successo con la Cina quando, di fronte ai tappeti rossi imbastiti da Pechino, la sete di facili guadagni immediati fu tale da indurre il grande capitale USA a ignorare le prevedibili conseguenze future di quel colossale processo di industrializzazione e trasferimento tecnologico; riuscir\u00e0, anche questa volta, il profumo dei soldi a spingere le \u00e9lite a scavarsi la tomba da sole? Prima di rispondere vi ricordo di mettere\u00a0<em>mi piace<\/em>\u00a0a questo video per permetterci (anche oggi) di combattere la nostra guerra quotidiana contro la dittatura degli algoritmi e, se ancora non lo avete fatto, anche di iscrivervi a tutti i nostri canali su tutte le piattaforme (compresi quelli di\u00a0<em>Ottosofia<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>Ottolina english<\/em>) e di attivare tutte le notifiche: a voi costa meno tempo di quanto non impieghi il fondatore di un hedge fund a diventare un trumpiano di ferro appena capisce che \u00e8 il modo pi\u00f9 facile e sicuro per guadagnare una montagna di quattrini, ma per noi fa davvero la differenza e ci permette di continuare a provare a capire qualcosa di cosa sta succedendo dal punto di vista di chi le speculazioni non le fa, ma le subisce.<br \/>\nMentre gli ultras della rivoluzione passiva del\u00a0<em>trumpismo 2.0<\/em>\u00a0gongolano per lo spettacolo imbastito da\u00a0<em>The Donald<\/em>\u00a0per sfamare la loro sete di vendetta contro la dittatura del capitalismo woke, la vera festa di questo febbricitante interregno in attesa dell\u2019ascesa definitiva alla\u00a0<em>Casa Bianca<\/em>\u00a0\u00e8 nelle ville multimilionarie agli Hamptons di quelli che la rivoluzione la fanno col portafoglio. Durante tutta la campagna elettorale abbiamo sottolineato pi\u00f9 volte come lo scontro tra\u00a0<em>team Harris<\/em>\u00a0e\u00a0<em>team Trump<\/em>\u00a0fosse anche diventato uno scontro tutto interno a diverse fazioni delle oligarchie finanziarie USA: da una parte i noiosissimi colossi del risparmio gestito capitanati da\u00a0<em>BlackRock<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Vanguard<\/em>, organici all\u2019establishment democratico; dall\u2019altra i pittoreschi campioni della finanza speculativa \u2013 dagli hedge fund ai fondi di private equity \u2013 che si erano coalizzati attorno a\u00a0<em>The Donald<\/em>. Al netto di tutte le inevitabili, innumerevoli connessioni tra i due universi, si tratta di due modi profondamente diversi di fare soldi e di organizzare il dominio dello 0,01% sul resto della popolazione mondiale; il modello incentrato su\u00a0<em>BlackRock<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Vanguard<\/em>\u00a0\u00e8 quello che in passato abbiamo definito pi\u00f9 volte del\u00a0<em><strong>derisking<\/strong><\/em>: grazie alla potenza di fuoco senza precedenti di queste gigantesche concentrazioni monopolistiche di capitali, l\u2019andamento dei prezzi dei titoli azionari \u00e8 prevedibile e lineare. Non c\u2019\u00e8 nessun rischio e nessun brivido; i titoli delle principali corporation USA e anche degli altri Paesi vassalli diventano sempre di pi\u00f9\u00a0<em>asset sicuri<\/em>\u00a0(al pari dei titoli di Stato dei Paesi economicamente pi\u00f9 solidi) e garantiscono una remunerazione pi\u00f9 o meno stabile a prescindere da cosa succede concretamente a quelle aziende nell\u2019economia reale: tutto quello che devi fare \u00e8 far gestire i tuoi risparmi da uno di questi colossi. Pi\u00f9 risparmi gestiscono e pi\u00f9 il tutto diventa prevedibile e lineare, un meccanismo che negli ultimi 15 anni ha permesso di trasferire una quantit\u00e0 gigantesca di ricchezza dal basso verso l\u2019alto e dalla periferia verso il centro; e lo ha fatto in modo graduale, senza traumi e senza scossoni: la teoria della<em>\u00a0rana bollita<\/em>. Una noia mortale.<br \/>\nGli speculatori che si sono coalizzati attorno al\u00a0<em>trumpismo 2.0<\/em>, invece, la rana vogliono che torni a saltare e, ogni volta che salta, incassare una quantit\u00e0 spropositata di quattrini: basta con questa messinscena rassicurante e con questo tran tran da funzionari del\u00a0<em>Comintern<\/em>! Qui si vuole tornare a ballare! In gergo si chiama\u00a0<strong>volatilit\u00e0<\/strong>\u00a0e misura, appunto, l\u2019intensit\u00e0 delle fluttuazioni dei prezzi dei vari asset finanziari nel tempo; c\u2019\u00e8 pure un indice che la misura puntualmente: il famoso\u00a0<em>indice VIX<\/em>. Terminati gli effetti della grande crisi finanziaria del 2008, l\u2019indice \u00e8 rimasto sempre piuttosto basso (a parte nel 2020 a causa della pandemia), fino a che quest\u2019anno non \u00e8 tornato a crescere; prima perch\u00e9, comunque, diventava sempre pi\u00f9 evidente che il vecchio<em>\u00a0business as usual<\/em>\u00a0non poteva durare a lungo: la crescita USA \u00e8 pompata da un debito pubblico senza precedenti e la capacit\u00e0 dei colossi del risparmio gestito di aumentare continuamente la concentrazione di capitali \u00e8 legata a doppio filo a una stabilit\u00e0 geopolitica che ormai s\u2019\u00e8 rotta per sempre. E poi \u00e8 entrata nel vivo la campagna elettorale, in assoluto una delle pi\u00f9 divisive della storia USA recente, ma \u00e8 una divisione piuttosto diversa rispetto al teatrino della guerra culturale che va in scena sui media gossippari mainstream: il punto \u00e8 che, proprio come negli anni \u201870, il\u00a0<em>sistema mondo<\/em>\u00a0incentrato sull\u2019imperialismo finanziario USA \u00e8 finito per sempre e siamo nel bel mezzo di cambiamenti che, come ripete continuamente\u00a0<strong>Xi Jinping<\/strong>, \u201cnon abbiamo mai visto in un secolo\u201d e l\u2019esito \u00e8 totalmente imprevedibile. In questo contesto, ogni decisione (o anche solo ogni annuncio) causa scossoni imponenti e se sei piazzato bene e conosci in anticipo il prossimo annuncio, sei nella posizione ideale per fare un sacco di soldi facili; tutto l\u2019amore che la finanza speculativa ha cominciato a nutrire per Trump consiste esattamente in questo: una schiera infinita di parassiti in competizione tra loro per conquistarsi il posto migliore da dove ricevere in anteprima le informazioni in grado di farli scommettere, di volta in volta, sul\u00a0<em>cavallo giusto<\/em>.<br \/>\nIl primo banco di prova sono state le\u00a0<strong>criptovalute<\/strong>, il regno della speculazione per eccellenza: durante la campagna elettorale (e dopo il trionfo di Trump) bastava sapere in anticipo quando ci sarebbe stato il prossimo annuncio a favore delle cripto per fare incetta e guadagnare una marea di soldi nell\u2019arco di poche ore; prima con i bitcoin e, poi, con quell\u2019incredibile buffonata del ministero col nome di una cripto creato ad hoc per\u00a0<em>il grande<\/em>\u00a0<strong>Elon Musk<\/strong>\u00a0\u2013 come lo definisce Trump nei comunicati ufficiali \u2013 che nell\u2019arco di 24 ore ha fatto letteralmente raddoppiare il valore di una criptovaluta fino ad allora del tutto secondaria come il\u00a0<em>doge coin<\/em>. Ma, negli ultimi giorni, a tenere banco soprattutto sono i tassi di cambio tra valute; proviamo un attimo a capire il contesto. Al centro c\u2019\u00e8 il principale pilastro della politica economica del Trump 2.0, le\u00a0<strong>tariffe<\/strong>: \u201cPer me nel vocabolario non c\u2019\u00e8 parola pi\u00f9 bella di tariffa\u201d ha affermato\u00a0<em>The Donald<\/em>\u00a0in un\u2019intervista all\u2019<em>Economic Club<\/em>\u00a0di Chicago. \u201cE\u2019 la mia preferita\u201d. Ma cosa c\u2019entrano le tariffe coi tassi di cambio? Il punto \u00e8 che introdurre una tariffa sulle merci che importi produce inevitabilmente inflazione; una volta introdotta una tariffa, infatti, ovviamente ti rimangono due sole opzioni: o continuare a comprare lo stesso bene importato, ma semplicemente pagandolo di pi\u00f9 (che \u00e8 una specie di tassa aggiuntiva sui consumi), oppure sostituirlo con un altro bene prodotto localmente che, fino ad oggi, non compravi perch\u00e9 non era competitivo \u2013 che \u00e8 un\u2019altra forma di tassa, solo che questa volta, invece che passare dalle casse dello Stato, va direttamente nelle casse delle aziende private del tuo Paese. In entrambi i casi comunque, appunto, aumenta l\u2019inflazione, e se aumenta l\u2019inflazione c\u2019\u00e8 una buona possibilit\u00e0 che la\u00a0<em>Banca Centrale<\/em>\u00a0continui a fare politiche monetarie restrittive per cercare di tenerla sotto controllo; e se alla banca centrale c\u2019\u00e8 uno come\u00a0<strong>Powell<\/strong>\u00a0che ha gi\u00e0 dichiarato che non far\u00e0 sconti a Trump e che ha anche detto che \u00e8 determinato a rimanere in sella fino alla scadenza naturale del mandato \u2013 anche nel caso Trump gli chiedesse esplicitamente di togliersi di mezzo \u2013 quella possibilit\u00e0 diventa una certezza matematica. E politiche monetarie restrittive, banalmente, significa tassi d\u2019interesse pi\u00f9 alti pi\u00f9 a lungo; e tassi d\u2019interesse pi\u00f9 alti pi\u00f9 a lungo significano una moneta pi\u00f9 forte: in\u00a0<strong>questo grafico<\/strong>\u00a0si vede chiaramente come \u00e8 cambiata la previsione sull\u2019andamento dei tassi nei prossimi 12 mesi rispetto alle previsioni precedenti il trionfo elettorale di Trump<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10845\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/photo_2024-11-26_13-17-54.jpg\" alt=\"\" width=\"739\" height=\"465\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">La linea fucsia rappresenta le attese prima che Trump trionfasse; quella blu le attese attuali: qualche taglio \u00e8 comunque atteso, ma decisamente minore e pi\u00f9 lento. E gli USA non ballano da soli, nel senso che il dollaro si rafforza o indebolisce ovviamente rispetto alle altre valute che, a loro volta, sono influenzate dai tassi delle rispettive banche centrali; ora, se la minaccia di politiche protezionistiche da parte di Trump si traduce nella previsione di maggiore inflazione \u2013 e, quindi, in un rallentamento dei tagli ai tassi della\u00a0<em>FED\u00a0<\/em>-, negli altri Paesi che, invece, negli USA esportano, sempre la stessa minaccia si traduce esattamente nel suo opposto: le tariffe, infatti, ovviamente di per se implicano un rallentamento delle esportazioni e, quindi, anche una minore crescita economica, e questo spinge le banche centrali ad abbracciare una politica monetaria pi\u00f9 espansiva (e quindi a tagliare pi\u00f9 rapidamente i tassi). E pi\u00f9 sei dipendente dalle esportazioni negli USA, pi\u00f9 pesa questo ragionamento; e l\u2019Europa dalle esportazioni negli USA dipende parecchio: nonostante, con le sanzioni alla Russia, siamo diventati magicamente grandi importatori di fonti fossili dagli USA e nonostante siamo sempre pi\u00f9 dipendenti dagli USA per la tecnologia e per la finanza, nel 2023, comunque, abbiamo registrato una bilancia commerciale in attivo per 156 miliardi (guidata, in particolare, da macchinari e prodotti chimici). Tariffe generalizzate tra il 10 e il 20% \u2013 come quelle annunciate da Trump \u2013 rappresenterebbero una mazzata gigantesca e, anche nell\u2019ipotesi pi\u00f9 ottimistica (e, cio\u00e8, quella del 10%, come riporta\u00a0<em>I<\/em><em>l\u00a0<\/em><em>S<\/em><em>ole 2<\/em><em>4 O<\/em><em>re<\/em>), \u201cpotrebbero ridurre il\u00a0<em>PIL<\/em>\u00a0dell\u2019eurozona tra l\u20191 e, addirittura, l\u20191,6%\u201d. Questa cosa si traduce di nuovo in questo grafico:<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10845\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/photo_2024-11-26_13-17-54.jpg\" alt=\"\" width=\"739\" height=\"465\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima tabella confronta le aspettative sul taglio dei tassi che c\u2019erano prima delle elezioni (la linea fucsia) e dopo il trionfo di Trump (la linea blu): ovviamente, l\u2019andamento \u00e8 esattamente speculare rispetto a quello dei tassi della\u00a0<em>FED<\/em>\u00a0e attualmente prevede tagli dei tassi decisamente pi\u00f9 corposi di quelli attesi prima dell\u2019esito delle elezioni USA; \u00e8 importante notare che una riduzione pi\u00f9 corposa dei tassi europei rispetto a quelli USA era gi\u00e0 abbondantemente attesa anche prima dell\u2019esito elettorale. D\u2019altronde, non potrebbe essere altrimenti:\u00a0<strong>questo grafico<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10846\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/photo_2024-11-26_14-29-37.jpg\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"515\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">rappresenta le previsioni per la crescita nel 2025 rispettivamente dell\u2019economia dell\u2019eurozona in blu e degli USA in fucsia; sin da gennaio, tutti prevedevano una crescita europea intorno all\u20191,3%, e una USA intorno all\u20191,7, ma a partire gi\u00e0 da agosto la forbice s\u2019\u00e8 cominciata ad allargare e, a inizio novembre, era diventata una vera e propria voragine (0,7 per l\u2019eurozona e poco meno del 2 per gli USA). Quello che \u00e8 successo dopo l\u2019elezione di Trump, molto semplicemente, \u00e8 che la differenza sull\u2019andamento del taglio dei tassi delle rispettive banche centrali si prevede sia enormemente pi\u00f9 marcata: come si traduce tutto questo nei tassi di cambio tra euro e dollaro? Cos\u00ec:<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10847\" src=\"https:\/\/ottolinatv.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/photo_2024-11-26_14-33-11.jpg\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"384\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire da settembre, dopo un\u2019estate che aveva visto un indebolimento progressivo sostanziale del dollaro, il dollaro \u00e8 tornato a rafforzarsi nei confronti dell\u2019euro fino a che, venerd\u00ec scorso, non ha raggiunto il massimo, segnando un bel +6,2% nell\u2019arco di appena due mesi (e 4,5 punti soltanto nelle due settimane da quando ha vinto Trump).<br \/>\nA completare il quadro, venerd\u00ec, c\u2019ha pensato\u00a0<em>Standard &amp; Poor<\/em>\u00a0che, come abbiamo anticipato in\u00a0<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/11\/25\/khameney-chiede-la-pena-di-morte-per-netanyahu-e-gallant-ma-israele-prepara-un-attacco-ai-siti-nucleari-iraniani-non-chiamatelo-tg-del-25-novembre-2024\/\">Non chiamatelo TG<\/a>\u00a0di ieri, ha pubblicato i dati aggiornati sull\u2019indice\u00a0<em>PMI<\/em>\u00a0per Francia, Germania, eurozona e USA \u2013 e, come dice l\u2019antico saggio,\u00a0<em>avevamo basse aspettative, ma diocane<\/em>: ricordiamo che l\u2019indice si basa su\u00a0<strong>sondaggi<\/strong>\u00a0mensili effettuati tra i responsabili degli acquisti delle aziende private che rispondono a domande relative a variabili come nuovi ordini, tempi di consegna, scorte, etc. Insomma: \u00e8 un modo piuttosto efficace per farsi un\u2019idea abbastanza attendibile dell\u2019andamento economico nel prossimo futuro; sopra i 50 punti l\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 in espansione, sotto si va in discesa \u2013 e qui, pi\u00f9 che in discesa, si va letteralmente in picchiata: l\u2019indice composito dell\u2019eurozona, che racchiude sia il settore manifatturiero che quello dei servizi, a ottobre si era attestato a 50 punti secchi e gli analisti prevedevano che l\u00ec si sarebbe fermato e, invece, \u00e8 crollato di quasi due punti in una botta sola, a 48.1. Il manifatturiero \u00e8 una ciofeca e, rispetto ai gi\u00e0 tragici 46 punti di ottobre, continua a franare verso quota 45.2, ma quello che ha lasciato pi\u00f9 basiti, in realt\u00e0, \u00e8 stato l\u2019indice dei servizi che, fino ad ora, aveva tenuto artificialmente su tutta la baracca: ancora a ottobre, infatti, registrava 51,6 punti; ora \u00e8 crollato sotto i 50 pure lui, raggiungendo quota 49.2. In realt\u00e0, non dovrebbe sorprendere pi\u00f9 di tanto: a tenere in piedi un\u2019economia, stringi stringi, \u00e8 la produzione industriale; se crolla lei, prima o poi crollano anche i servizi. Ed ecco fatto: a trainare questo vero e proprio tracollo, ovviamente, c\u2019\u00e8 la colonna portante della vecchia Europa, l\u2019<strong>asse franco-tedesco<\/strong>. Che Berlino fosse il nuovo malato d\u2019Europa lo sapevamo; e i dati non fanno che confermarlo, oltre le aspettative: a ottobre s\u2019era registrato per il composito un bel 48.6 e gli analisti pensavano sarebbe diminuito di poco \u2013 e, invece, \u00e8 crollato di 1,3 punti. Anche qui a fare la differenza, a questo giro, non \u00e8 il manifatturiero, anzi! Quello \u00e8 addirittura un po\u2019 in ripresa. Peccato che a ottobre fosse gi\u00e0 arrivato oltre la soglia del disastro, registrando appena 43 punti; ora \u00e8 risalito di 0,2 punti, ma sempre un disastro epocale rimane. E i servizi accusano: -2,2 punti. Ma il tracollo pi\u00f9 clamoroso ha travolto Parigi: l\u2019indice composito \u00e8 passato da 48,1 addirittura a 44,8; 3 punti e mezzo in un mese, un evento pi\u00f9 unico che raro. Quel che rimane del manifatturiero ha raggiunto lo stato catastrofico dei vicini tedeschi, crollando da 44,5 a 43,2 punti; i servizi sono letteralmente crollati da 49,2 a 45,7 punti.<br \/>\nNegli USA la musica \u00e8 leggerissimamente diversa: l\u2019indice composito segna il suo picco da 31 mesi a questa parte, compiendo un balzo incredibile dai gi\u00e0 pi\u00f9 che buoni 54,1 punti di ottobre addirittura oltre quota 55 (55,3, per la precisione); roba da\u00a0<strong>boom economico<\/strong>. Questa divergenza potrebbe saziare gli appetiti di Trump e farlo desistere dalle sue scelte protezioniste? Difficile crederlo: il punto \u00e8 che, per quanto l\u2019indice fotografi uno stato di salute dell\u2019economia USA oltre le pi\u00f9 rosee aspettative, \u00e8 tutto spostato da una parte \u2013 e non \u00e8 quella che permetter\u00e0 di\u00a0<em>Make America Great Again<\/em>. Ad aver fatto un ulteriore balzo in avanti, infatti, \u00e8 di nuovo l\u2019indice dei servizi che \u00e8 passato da 55 punti ad addirittura 57; il manifatturiero, invece, si \u00e8 fermato a 48,8: nonostante la pioggia di sussidi che va avanti da due anni abbondanti, la deindustrializzazione continua. Per quanto questi dati restituiscano una fotografia piuttosto chiara di come l\u2019amministrazione Biden abbia vinto la guerra economica contro l\u2019Europa, paradossalmente per Trump rappresentano un gigantesco rompicapo; gli USA continuano a crescere a discapito dell\u2019Europa, ma sulle stesse identiche basi che negli ultimi anni ne hanno decretato la crisi egemonica: boom dei consumi guidato dal debito sia pubblico che privato, finanziarizzazione estrema guidata dal dollaro e declino industriale. E, a partire da queste basi, qualsiasi mossa rischia di scatenare effetti diametralmente opposti da quelli voluti; per spostare il baricentro della crescita dalla finanza e dal debito alla produzione, Trump avrebbe bisogno di tassi pi\u00f9 bassi e di un dollaro pi\u00f9 debole che favorisca la competitivit\u00e0 dei prodotti USA nei mercati globali, ma appena annuncia misure protezionistiche, il taglio dei tassi si allontana e il dollaro si rafforza. Risultato: i mercati sono sull\u2019orlo di una crisi di nervi e basta un minimo accenno per scatenare un terremoto. Se l\u2019amministrazione Trump riuscir\u00e0 a trovare una quadra, lo vedremo; cos\u00ec, a occhio, sembra piuttosto difficile (se non impossibile), ma \u2013 d\u2019altronde \u2013 sembrava impossibile anche 50 anni fa, quando gli USA sembravano accerchiati, sul fronte interno, da una classe operaia sempre pi\u00f9 agguerrita dopo 30 anni di sviluppo industriale senza precedenti e, su quello esterno, dalla grande lotta anti-coloniale che si era scatenata in tutto il pianeta e che aveva portato alla disfatta in Vietnam. Ciononostante, l\u2019uscita unilaterale dal\u00a0<em><strong>gold standard<\/strong><\/em>\u00a0dell\u2019amministrazione Nixon, prima, e la grande controrivoluzione neoliberista di Reagan, poi, sono riuscite a rivoluzionare completamente il\u00a0<em>sistema mondo<\/em>\u00a0e a garantire agli USA altri 50 anni di dominio incontrastato. Ora la questione sembra incredibilmente pi\u00f9 complicata: allora, infatti, a contendere l\u2019egemonia USA c\u2019era una superpotenza militare e politica come l\u2019Unione Sovietica, ma \u2013 tutto sommato \u2013 non c\u2019era un vero competitor economico; 50 anni di deindustrializzazione e di finanziarizzazione USA e di crescita cinese, dopo, il puzzle si \u00e8 complicato assai, ma comunque vedremo.<br \/>\nQuello al quale intanto assistiamo, nel frattempo, sembra un gigantesco\u00a0<em>assalto alla diligenza<\/em>; dopo che per 2 settimane il dollaro non ha fatto che rafforzarsi, venerd\u00ec, infatti, l\u2019amministrazione Trump finalmente ha annunciato il nome di chi andr\u00e0 a ricoprire la pi\u00f9 importante delle caselle della sua amministrazione: il segretario al Tesoro. Nelle precedenti due settimane, Trump aveva dato un sacco di soddisfazioni al suo zoccolo duro di militanti anti-woke: dalla nomina del no vax\u00a0<strong>Robert Kennedy<\/strong>\u00a0alla salute, al ministero ad hoc per condurre la guerra contro quei fannulloni degli impiegati federali affidato a\u00a0<strong>Musk<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Ramaswamy<\/strong>, dall\u2019incarico affidato a\u00a0<strong>Tulsi Gabbard<\/strong>\u00a0di rovesciare le 18 agenzie dell\u2019intelligence USA come un calzino a quello di finire di distruggere l\u2019istruzione pubblica alla regina del wrestling\u00a0<strong>Linda McMahon<\/strong>, quella di Trump, pi\u00f9 che una squadra di governo, sembra una raccolta di meme (proprio come piace ai militanti\u00a0<em>MAGA<\/em>). A questo giro, per\u00f2, gli ha fatto un brutto scherzetto: come avevamo anticipato in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hxbNGVKBDnA&amp;t\">questo video<\/a>\u00a0oltre un mese fa, infatti, negli ultimi tempi tra le primissime fila dell\u2019entourage trumpiano si era fatto spazio un personaggio che con l\u2019universo\u00a0<em>MAGA<\/em>\u00a0non sembrava azzeccarci niente proprio; anzi: sembra quasi fatto apposta per\u00a0<em>triggerare<\/em>\u00a0i militanti anti-woke e i sacerdoti della guerra contro le cosiddette\u00a0<em>\u00e9lite globaliste<\/em>. Si chiama\u00a0<strong>Scott Bessent<\/strong>\u00a0e agli occhi di un\u00a0<em>MAGA<\/em>\u00a0qualsiasi \u00e8 il peggior concentrato di difetti possibile immaginabile: prima di tutto \u00e8 omosessuale dichiarato, al punto di essersi pure ufficialmente spostato e, addirittura, di avere due figli ottenuti attraverso maternit\u00e0 surrogata \u2013 che non \u00e8 esattamente l\u2019identikit del candidato ideale dei\u00a0<em>redneck<\/em>\u00a0della\u00a0<em>Rust Belt<\/em>, diciamo. Che, infatti, non l\u2019hanno presa esattamente benissimo: \u201cUn disgustoso sodomita a capo della fornitura di soldi fasulli?\u201d si legge in uno dei 2000 commenti (pi\u00f9 o meno tutti dello stesso tenore) che accompagnano<strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.zerohedge.com\/economics\/trump-names-billionaire-scott-bessent-treasury-secretary\">l\u2019articolo<\/a>\u00a0che annunciava la nomina sulla nota testata economica vicina all\u2019alt right\u00a0<em>Zerohedge<\/em>; \u201cQuesto \u00e8 destinato a incorrere nell\u2019ira di Dio. Cosa diavolo sta succedendo nella mente di Trump?\u201d. \u201cPerch\u00e9 Trump\u2026 perch\u00e9?\u201d si tormenta disperato un altro: \u201cNon possiamo avere almeno UN incaricato che non \u00e8 compromesso, queer, Israel-first\u2026.. giusto UNO? Che ne dici di un normale maschio bianco eterosessuale nel tuo gabinetto? Basterebbe uno\u201d; e non \u00e8 ancora finita. Il punto \u00e8 che non solo Bessent demolisce ogni speranza di un ritorno al vecchio, caro dominio incontrastato dell\u2019uomo bianco eterosessuale, ma \u00e8 stato pure democratico per una vita: un utente che si chiama indicativamente\u00a0<em>WEFparasites<\/em>\u00a0(<em>parassiti del World Economic Forum<\/em>) ricorda infatti, citando\u00a0<em>Wikipedia<\/em>, come \u201cNel 2000, Bessent ha ospitato iniziative di finanziamento per\u00a0<strong>Al Gore<\/strong>\u00a0nella sua casa negli Hampton. E ha anche fatto donazioni a\u00a0<strong>Hillary Clinton<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Barack Obama<\/strong>\u201d; \u201cQuest\u2019uomo\u201d commenta \u201c\u00e8 solo un altro sionista keynesiano. Far\u00e0 in modo che gli omosessuali, i transessuali, gli usurai e il resto dei degenerati della Classe Parassita ottengano tutta la moneta falsa di cui hanno bisogno per accaparrarsi tutto superando la Classe Produttiva che lavora creando valore\u201d.<br \/>\nMa la vera ciliegina sulla torta \u00e8 ancora un\u2019altra perch\u00e9, come ha scritto Trump nel comunicato che ufficializzava la sua nomina, \u201cScott \u00e8 universalmente rispettato come uno dei principali investitori internazionali al mondo e uno dei migliori strateghi economici e geopolitici\u201d; ma quello che Trump spera passi in sordina \u00e8 che questa fama Bessent se l\u2019\u00e8 fatta al fianco di\u00a0<em>qualcuno in particolare<\/em>\u00a0e che nell\u2019universo\u00a0<em>MAGA<\/em>, giustamente, non \u00e8 esattamente il miglior biglietto da visita possibile immaginabile: Scott Bessent, infatti, \u00e8 stato a lungo, in assoluto, il braccio destro prediletto nientepopodimeno che di\u00a0<strong>George Soros<\/strong>\u00a0in persona, l\u2019icona per eccellenza delle \u00e9lite globaliste progressiste e liberali che, a parole, rappresentano il nemico pubblico numero 1 del\u00a0<em>Make America Great Again<\/em>\u00a0(quasi la sua vera ragion d\u2019essere, potremmo quasi dire). Per Soros Bessent ha curato alcuni dei dossier pi\u00f9 scabrosi in assoluto, a partire dal leggendario assalto speculativo alla sterlina del 1992 che ha dato vita alla sua leggenda nera; ma perch\u00e9 mai Trump, dopo averli coccolati in ogni modo possibile immaginabile, quando s\u2019\u00e8 trattato di scegliere il segretario del Tesoro ha puntato su un personaggio cos\u00ec antitetico all\u2019immaginario\u00a0<em>MAGA<\/em>? Il punto \u00e8 che per i dossier che dovr\u00e0 gestire il nuovo segretario del Tesoro, lo show a favore di telecamere che accontenta l\u2019elettorato trumpiano potrebbe non bastare; il segretario del Tesoro avr\u00e0 a che fare con squali pi\u00f9 squali di lui e del team\u00a0<em>Trump 2.0<\/em>, il vero\u00a0<em>Stato profondo<\/em>\u00a0che guida la baracca: le\u00a0<strong>oligarchie finanziarie<\/strong>. Avr\u00e0 il compito di convincerli che, nonostante le apparenze, la retorica trumpiana non rappresenta una minaccia; che se dei cambiamenti verranno fatti, verranno fatti nel loro interesse e che tutta quella verve anticonformista e apparentemente rivoluzionaria \u00e8, in gran parte, una messinscena indispensabile per provare a mettere le briglie a una rabbia popolare che rischia di esplodere e che, invece, pu\u00f2 (e deve) essere arruolata (a suon di\u00a0<em>minchiate<\/em>) in questa grande trasformazione gattopardesca che il capitalismo statunitense non pu\u00f2 pi\u00f9 rinviare se vuole provare a\u00a0<em>cambiare tutto affinch\u00e9 nulla cambi<\/em>. Scott Bessent \u00e8 l\u2019unico uomo ad avere la fiducia incondizionata sia di Trump che del gotha della finanza, al quale appartiene (pure troppo): \u201cBessent \u00e8 la scelta del\u00a0<em>business as usual<\/em>\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/x.com\/elonmusk\/status\/1857819784865362211\">aveva scritto<\/a>\u00a0in un\u00a0<em>tweet<\/em>\u00a0nei giorni scorsi Elon Musk e \u201cIl\u00a0<em>business as usual<\/em>\u00a0sta portando l\u2019America alla bancarotta, quindi abbiamo bisogno di cambiare in un modo o nell\u2019altro\u201d.<br \/>\nEvidentemente, era esattamente quello che serviva a Trump e le prime reazioni gli hanno dato ragione: ieri, infatti, per la prima volta da 2 mesi il dollaro \u00e8 tornato a scendere. L\u2019idea \u00e8 che la scelta di Bessent indica che la strategia delle tariffe di Trump non sar\u00e0 quel terremoto ingestibile che abbiamo cercato di descrivere; molto banalmente \u2013 coerentemente alla sua fama di abile negoziatore \u2013 Trump la spara grossa per costringere le controparti a sedersi a un tavolo e avviare una trattativa che permetta, nei limiti del possibile, di riequilibrare un po\u2019 la bilancia commerciale USA, accelerare la re-industrializzazione e, magari, rinviare la fine del ruolo del dollaro come valuta di riserva globale. Insomma: da molti punti di vista, la stessa identica traiettoria perseguita dall\u2019amministrazione Biden \u2013 che, d\u2019altronde, \u00e8 l\u2019unica perseguibile; a cambiare \u00e8 la narrazione e anche le modalit\u00e0, secondo il mantra della\u00a0<em>pace attraverso la forza<\/em>\u00a0che, evidentemente, non riguarda soltanto la sfera prettamente militare e geopolitica. Quello che cambia, inoltre, come abbiamo gi\u00e0 anticipato (e sempre nei limiti del possibile), \u00e8 il pezzo di oligarchia finanziaria di riferimento; che la nomina di Bessent avrebbe causato un piccolo, temporaneo, ma sostanzioso indebolimento del dollaro era ampiamente prevedibile e chi sapeva in anticipo dell\u2019annuncio ha avuto un\u2019ottima occasione per guadagnare una montagna di quattrini, che \u00e8 anche il modo con cui Trump e Bessent possono premiare i pezzi di finanza che decidono di sostenere il gattopardismo un po\u2019 scurrile della rivoluzione\u00a0<em>MAGA<\/em>. Ma la giostra \u00e8 appena iniziata: ieri, infatti, dopo aver permesso a un po\u2019 di amichetti di arricchirsi con la prevedibilissima svalutazione del dollaro, Trump \u00e8 subito intervenuto di nuovo per invertire nuovamente la rotta e dare adito a una nuova, gigantesca speculazione di senso contrario; con due brevi post sulla sua piattaforma social \u2013 che \u00e8 gi\u00e0 di per se un\u2019altra fonte di ricche speculazioni \u2013 Trump, nell\u2019arco di pochi minuti, ha annunciato\u00a0<a href=\"https:\/\/truthsocial.com\/@realDonaldTrump\/posts\/113546215408213585\">prima<\/a>\u00a0che uno dei suoi primi atti sar\u00e0 imporre nei confronti delle importazioni cinesi una tariffa aggiuntiva del 10% che si andr\u00e0 a sommare a quelle gi\u00e0 esistenti e,\u00a0<a href=\"https:\/\/truthsocial.com\/@realDonaldTrump\/posts\/113546215051155542\">poi<\/a>, un\u2019altra del 25% su tutte le merci provenienti da Messico e Canada, sospendendo cos\u00ec il trattato di libero scambio che lega queste tre economie. Anche qua, come ampiamente prevedibile, la reazione \u00e8 stata immediata: dopo aver perso 0,6 punti percentuali, l\u2019indice del dollaro ne ha riguadagnati 0,4; il dollaro canadese \u00e8 sceso al minimo da quattro anni, mentre il peso messicano \u00e8 stato scambiato vicino al suo minimo dal 2022. Se mentre assisti alla nave che affonda ci sono degli uccellini che ti danno sempre le dritte giuste su come guadagnare una montagna di quattrini senza fare una<em>\u00a0seganiente<\/em>, lo spettacolo diventa effettivamente pi\u00f9 digeribile; cerchiamo, almeno, di non farci\u00a0<em>prendere beatamente per il culo<\/em>. Per riuscire a decifrare quello che architettano sotto i nostri occhi i nuovi gattopardi, abbiamo bisogno di un media indipendente, ma di parte, che invece che alle armi di distrazione di massa architettate dalle oligarchie, dia voce agli interessi concreti del 99%; aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/11\/26\/cittadini-usa-e-ue-ostaggi-della-piu-colossale-operazione-di-insider-trading-di-tutti-i-tempi\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/11\/26\/cittadini-usa-e-ue-ostaggi-della-piu-colossale-operazione-di-insider-trading-di-tutti-i-tempi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA OTTOLINA TV\u00a0 cittadini USA e UE ostaggi della pi\u00f9 colossale operazione di Insider Trading di tutti i tempi Pensavate fosse una rivoluzione economica e geopolitica e, invece, era\u00a0insider trading: la tarantella a cui ci sta abituando il buon\u00a0Donald Trump\u00a0in questa turbolenta fase di interregno potrebbe passare alla storia come il pi\u00f9 colossale caso di insider trading della storia del capitalismo contemporaneo; circondato dal fior fiore della finanzia speculativa pi\u00f9 spregiudicata, Trump sta approfittando di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":86840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/ottolina-tv-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mVI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88146"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88146"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88148,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88146\/revisions\/88148"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}