{"id":88159,"date":"2024-11-29T10:30:53","date_gmt":"2024-11-29T09:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88159"},"modified":"2024-11-28T11:59:09","modified_gmt":"2024-11-28T10:59:09","slug":"la-strategia-del-mad-dog","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88159","title":{"rendered":"La strategia del &#8220;Mad Dog&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giuseppe Masala)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-88160\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/1200x630c50-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/1200x630c50-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/1200x630c50-1024x513.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/1200x630c50-768x385.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/1200x630c50.jpg 1079w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo abbiamo detto e scritto tante volte, pi\u00f9 \u00e8 alto l&#8217;investimento e pi\u00f9 sar\u00e0 il danno che subir\u00e0 la parte perdente, conseguentemente le parti saranno disposte a tutto pur di evitare di incassare una sconfitta. Questa logica non vale solo nel mondo degli affari ma un po&#8217; in tutte le relazioni umane, peraltro non solo quelle dei singoli ma anche in quelle tra organizzazioni. Questo concetto \u2013 alquanto basilare \u2013 assume particolare drammaticit\u00e0 quando si parla di stati in conflitto tra loro. Una volta superato il punto di non ritorno le \u00e9lites che governano sono disposte a tutto pur di non perdere, perch\u00e9 la sconfitta significherebbe la loro fine, spesso \u2013 la storia insegna &#8211; anche dal punto di vista fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo anche il conflitto in Ucraina &#8211; ormai diventato un conflitto europeo contro la Russia &#8211; non sfugge a questa regola per la quale, pi\u00f9 \u00e8 alto l&#8217;investimento umano, economico, politico, tecnologico e militare pi\u00f9 \u00e8 pericolosa la sconfitta per le \u00e9lites dominanti che hanno deciso il conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per due anni e mezzo l&#8217;escalation \u00e8 avvenuta a piccoli passi, soprattutto per l&#8217;Occidente: siamo partiti due anni fa con Blinken che illustrava ai mass media ucraini le virt\u00f9 taumaturgiche delle armi individuali statunitensi quali il drone Switchblade e l&#8217;arma anticarro Javelin. Armi che si sono rivelate poco pi\u00f9 che acqua fresca in un conflitto ad alta intensit\u00e0 come si \u00e8 rivelato presto quello ucraino. E infatti ben presto gli auti militari occidentali all&#8217;Ucraina sono diventati ben pi\u00f9 sostanziosi: dalle centinaia di mezzi corazzati a migliaia di mezzi blindati, alle decine di sistemi antiaerei sofisticatissimi di vario tipo, all&#8217;artiglieria anche di ultimissima generazione, fino ad arrivare alle decine di aerei F-16 e ai missili da crociera a lunga gittata come gli ATACMS americani, gli Storm Shadow inglesi e gli Scalp francesi e, presumibilmente italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante tutto questo costosissimo impegno occidentale (ormai globalmente l&#8217;Occidente ha speso certamente centinaia di miliardi di dollari) l&#8217;Ucraina \u00e8 arrivata al punto di rottura gi\u00e0 dalla estate scorsa, anche a causa delle perdite umane sempre pi\u00f9 difficili da sostituire con nuovi reclutamenti. L&#8217;Occidente Collettivo a questo punto \u00e8 stato posto di fronte ad un bivio: o accettare la sconfitta che comporterebbe perdite militari, tecnologiche, diplomatiche ed economiche impossibili da calcolare oppure impegnarsi in maniera sostanzialmente diretta nel conflitto con la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Probabilmente gi\u00e0 dall&#8217;estate scorsa la scelta fatta nelle \u201csegrete stanze\u201d era caduta sull&#8217;impegno diretto contro la Russia. Questo almeno da parte dei paesi che all&#8217;interno della Nato hanno un peso economico, militare e diplomatico pi\u00f9 significativo come per esempio Francia e Gran Bretagna. Il problema era solo quello di riuscire a portarsi dietro i paesi pi\u00f9 restii ad impegnarsi in un conflitto con la Russia come per esempio la Germania, l&#8217;Ungheria e la Slovacchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima proposta seria che avrebbe portato ad una entrata sostanziale della Nato nel conflitto con la Russia \u00e8 stata l&#8217;idea di Macron di inviare un contingente militare europeo. Proposta questa, fatta pi\u00f9 volte dal Presidente francese &#8211; a cavallo della primavera e dell&#8217;estate di quest&#8217;anno &#8211; ma che ha sempre ricevuta una forte levata di scudi dai paesi che non vorrebbero impegnarsi. Caduta la proposta di Parigi si \u00e8, sempre pi\u00f9, fatta largo la proposta proveniente da Londra, ovvero quella di consentire all&#8217;Ucraina di colpire il territorio russo, in profondit\u00e0, con i missili forniti dall&#8217;occidente, fino ad allora usati solo per colpire obbiettivi nei territori ucraini occupati come la Crimea e il Donbass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una proposta che immediatamente ha generato grande allarme a Mosca, tanto da convincere Putin a fare una dichiarazione alla stampa su questo specifico punto. Secondo il leader russo l&#8217;uso di missili occidentali per colpire la Russia in profondit\u00e0 sarebbe stato da considerarsi come una diretta entrata in guerra dell&#8217;Occidente contro la Russia, questo perch\u00e9 questo genere di armi \u2013 nell&#8217;argomentazione dei russi \u2013 non possono essere usata senza personale specializzato e senza i dati satellitari provenienti dall&#8217;occidente. Pertanto nella stringente logica di Putin se il missile \u00e8 occidentale, se il personale che lo ha utilizzato \u00e8 occidentale e se il bersaglio \u00e8 stato scelto con dati satellitari occidentali se ne deduce che l&#8217;occidente \u00e8 direttamente in guerra contro la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per un paio di mesi questa proposta britannica \u00e8 rimasta nel limbo, non potendo Londra porla in essere da sola visto che i suoi Storm Shadow hanno componenti statunitensi per i quali \u00e8 necessario avere il nulla osta di Washington; ma con l&#8217;elezione di Donald Trump alla Casa Bianca \u00e8 immediatamente diventata la prima opzione dell&#8217;uscente amministrazione Biden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, immediatamente voci incontrollate provenienti dai grandi network americani hanno dato come concessa questa autorizzazione all&#8217;Ucraina. Da sottolineare che nessun componente dell&#8217;amministrazione Biden su questa scelta ci ha messo la faccia. Ma ci\u00f2 non ha significato molto nella pratica delle cose visto che immediatamente \u00e8 arrivata la notizia che gli ATACMS statunitensi erano stati utilizzati per colpire un deposito di armi nell&#8217;oblast russo di Bryansk peraltro gi\u00e0 colpito il mese scorso dagli ucraini e presumibilmente vuoto. Il giorno dopo \u2013 a sottolineare meglio il messaggio \u2013 una ondata di almeno 12 Storm Shadow britannici ha colpito il giardino e una dependance di un palazzo nobiliare situato nell&#8217;oblast di Kursk e da tempo adibito a sanatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; molto importante sottolineare la rilevanza operativa dei bersagli colpiti dagli occidentali: nessuna, zero. Ma se la rilevanza militare dei bersagli \u00e8 nulla, il messaggio politico che l&#8217;Occidente ha mandato al Cremlino \u00e8 della massima importanza: Washington e Londra non temono di superare le linee rosse russe e dunque Putin \u00e8 caldamente invitato a sedersi al tavolo della pace quando il prossimo presidente USA lo convocher\u00e0 e che, soprattutto, Mosca accetti le condizioni che gli verranno poste. Condizioni gi\u00e0 filtrate e rese pubbliche dalla stampa americana e che prevedono (a) il congelamento del conflitto sulle attuali linee, (b) una smilitarizzazione del fronte con l&#8217;invio di truppe di interposizione europee, (c) il riarmo dell&#8217;esercito ucraino da parte occidentale e infine l&#8217;insignificante caramella per Mosca, (d) la promessa solenne (sic) di non entrata di Kiev nella Nato per i prossimi venti anni. Quest&#8217;ultima \u00e8 una assoluta presa in giro, visto che se Kiev non entra nella Nato con l&#8217;invio delle forze di interposizione europee sar\u00e0 comunque la Nato ad entrare in Ucraina. Questo \u00e8 il sostanziale messaggio politico dell&#8217;utilizzo dei missili occidentali in territorio russo; la richiesta di resa con la promessa di un \u201cimbellettamento\u201d per far salvare la faccia a Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Messaggio presumibilmente compreso e respinto da Mosca, che nel giro di 24 ore ha dato il via ad una risposta spettacolare. Prima Putin ha firmato e dunque promulgato la nuova dottrina nucleare russa che consente un first strike da parte di Mosca in determinate circostanze e successivamente \u00e8 arrivata una seconda spettacolare risposta all&#8217;attacco russo, ovvero uno strike russo contro alcuni impianti situati nella citt\u00e0 ucraina di Dnepropetrovsk utilizzando un nuovo sistema missilistico a medio raggio denominato Oreshnik. Si tratta di un missile in grado di volare a oltre 10 volte la velocit\u00e0 del suono e quindi rendendo impossibile la sua intercettazione con gli attuali missili antimissile occidentali. Come se non bastasse la sera stessa \u00e8 stato lo stesso Putin, in un discorso alla nazione, a presentare questa nuova arma e a chiarire la nuova fase della guerra definita testualmente \u201cconflitto globale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la controreplica russa non \u00e8 per\u00f2 riuscita a far desistere l&#8217;avversario occidentale che immediatamente dopo l&#8217;annuncio del nuovo missile ha dichiarato che comunque l&#8217;Occidente continuer\u00e0 a sostenere l&#8217;Ucraina con le sue armi in sostanza non cedendo di un millimetro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine va aggiunta una notizia taciuta da i media ma di prioritaria importanza: il Pentagono ha annunciato la revisione della sua dottrina nucleare. Come \u00e8 evidente siamo di fronte ad una chiara strategia di escalation da entrambe le parti; ognuna delle quali ha l&#8217;intento di far desistere l&#8217;altro e di prendersi tutto il resto. Una strategia ben nota con il nome di escalate to de-escalate o anche Mad Dog Strategy. Siamo probabilmente affrontando la fase storica pi\u00f9 pericolosa dalla fine della seconda guerra mondiale, dove ogni errore e fraintendimento potrebbe portare a un disastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_strategia_del_mad_dog\/29296_57909\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_strategia_del_mad_dog\/29296_57909\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giuseppe Masala) Lo abbiamo detto e scritto tante volte, pi\u00f9 \u00e8 alto l&#8217;investimento e pi\u00f9 sar\u00e0 il danno che subir\u00e0 la parte perdente, conseguentemente le parti saranno disposte a tutto pur di evitare di incassare una sconfitta. Questa logica non vale solo nel mondo degli affari ma un po&#8217; in tutte le relazioni umane, peraltro non solo quelle dei singoli ma anche in quelle tra organizzazioni. 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