{"id":88176,"date":"2024-12-02T09:30:04","date_gmt":"2024-12-02T08:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88176"},"modified":"2024-12-01T19:35:32","modified_gmt":"2024-12-01T18:35:32","slug":"il-network-delle-milizie-filo-iraniane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88176","title":{"rendered":"Il network delle milizie filo iraniane"},"content":{"rendered":"<p><strong>di EASTWEST (Lorenzo Forlani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_featured_image tdi_78 tdb-content-horiz-left td-pb-border-top td_block_template_1\" data-td-block-uid=\"tdi_78\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb webpexpress-processed td-animation-stack-type0-2\" title=\"Funeral of Hezbollah senior leader Ibrahim Aqil and Hezbollah member Mahmoud Hamad, in Beirut\" src=\"https:\/\/eastwest.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/forlani-2-RTS17S678-1068x712.jpg\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"712\" \/><figcaption class=\"tdb-caption-text\">Militari e civili durante il funerale a Beirut di Ibrahim Aqil, leader senior di Hezbollah, e Mahmoud Hamad, membro di Hezbollah, uccisi nell&#8217;attacco israeliano nella periferia meridionale di Beirut. REUTERS\/Amr Abdallah Dalsh &#8211;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row_inner tdi_80  vc_row vc_inner wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column_inner tdi_86  wpb_column vc_column_container tdc-inner-column td-pb-span8\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"wpb_wrapper td_block_wrap vc_raw_html tdi_88 \">\n<div class=\"td-fix-index\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"testo_articolo\">\n<p>L\u2019ennesima operazione militare israeliana sulla Striscia di Gaza, iniziata all\u2019indomani degli attacchi da parte di Hamas del 7 ottobre 2023, ha sin dai primi giorni generato le \u201creazioni in solidariet\u00e0\u201d ai palestinesi da parte di una serie di attori non statali della regione: in primis Hezbollah, che gi\u00e0 dall\u20198 ottobre ha iniziato a colpire il nord di Israele; poi gli Houthi dallo Yemen, che da met\u00e0 ottobre hanno preso di mira le navi mercantili che passavano per il Golfo di Aden, per poi iniziare a colpire anche la stessa Israele, ad esempio con il missile ipersonico deflagrato in un\u2019area desertica vicino Tel Aviv lo scorso 14 settembre; infine le milizie sciite irachene che, considerando gli Stati Uniti responsabile indiretto dell\u2019assedio israeliano su Gaza, a partire da novembre 2023 hanno iniziato uno sporadico lancio di razzi verso le basi statunitensi in Iraq.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti hanno posto come condizione per l\u2019interruzione delle ostilit\u00e0 il cessate il fuoco su Gaza ma nel frattempo, un parziale equivoco ha iniziato a caratterizzare la narrazione del conflitto in atto: l\u2019idea cio\u00e8 che le azioni di questi attori, a cominciare dall\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, venissero coordinate e decise da un regista occulto, la Repubblica islamica dell\u2019Iran, e che i primi siano nulla pi\u00f9 che i bracci esecutori della strategia regionale iraniana. Secondo la narrazione dominante in Israele, questi soggetti sarebbero non solo delle\u00a0<em>proxies<\/em>\u00a0dell\u2019Iran ma pi\u00f9 esattamente strumenti che l\u2019Iran pu\u00f2 utilizzare ai fini della destabilizzazione regionale &#8211; nonch\u00e9 della minaccia ad Israele stessa &#8211; nel quadro della sua politica regionale di sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 un parziale equivoco, che finisce per rendere meno chiara la comprensione delle dinamiche regionali e della capacit\u00e0 iraniana di influenzarle, di esserne in qualche modo \u201cla mente\u201d. Le \u201cmilizie filo iraniane\u201d devono s\u00ec il graduale sviluppo delle loro capacit\u00e0 militari all\u2019Iran, cos\u00ec come dall\u2019Iran possono essere \u201cpersuase\u201d ad assumere una condotta \u201cantagonista\u201d, ma la capacit\u00e0 odierna dell\u2019Iran di \u201ccontrollarle\u201d, ed eventualmente di dissuaderle, \u00e8 in realt\u00e0 contenuta. E talvolta rischia di metterla in posizioni scomode, cio\u00e8 dover prendere parte a conflitti non preventivati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A giudicare da quanto riferito lo scorso novembre alla Reuters da autorit\u00e0 della Repubblica islamica, Teheran non era ad esempio al corrente del 7 ottobre, cos\u00ec come non lo era Hezbollah in Libano. Ci\u00f2 \u00e8 in qualche modo coerente con quanto riportato da Politico il successivo mese di febbraio, quando gli stessi funzionari dell\u2019Intelligence americana avevano nuovamente espresso dei forti dubbi sulla attuale capacit\u00e0 iraniana di tenere sotto controllo l\u2019attivit\u00e0 di queste milizie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un controllo che era iniziato a declinare sin dal 2020, cio\u00e8 dall\u2019assassinio da parte di Washington del generale iraniano Qassem Soleimani, a capo delle Forze Quds dei Guardiani della Rivoluzione, nonch\u00e9 architetto della \u201crete\u201d di milizie. Soleimani, in virt\u00f9 dell\u2019intelaiatura di una serie di rapporti personali che aveva alimentato nella regione nel corso degli ultimi tre decenni, nonch\u00e9 della \u201cdiplomazia parallela\u201d portata avanti dall\u2019Iran attraverso le relazioni tra le \u201c<em>hawza<\/em>\u201d (seminari) sciite in Iran ed in Iraq, aveva la facolt\u00e0 e la capacit\u00e0 di indirizzare e coordinare le azioni delle milizie irachene, ed in qualche misura di \u201crichiamarle all\u2019ordine\u201d quando le circostanze politiche lo suggerivano. Il venir meno di una figura di raccordo come Soleimani ha prodotto un certo livello di anarchia tra di esse, facendo poi emergere di volta in volta la loro \u201c<em>agency<\/em>\u201d, la loro reale autonomia in termini operativi e la specificit\u00e0 delle loro singole agende, la cui narrativa sottostante spesso coincide o comunque \u00e8 in accordo con quella iraniana ma \u00e8 declinabile in modalit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non tutte le milizie ricadono nello stesso insieme, ed \u00e8 utile prendere a prestito la definizione di Andreas Krieg del King\u2019s College, secondo il quale l\u2019Iran ha investito in \u201ceterarchie\u201d, o in una \u201crete di reti orizzontali\u201d, sistemi di alleanza in cui gli elementi costituenti non hanno un rapporto gerarchico e interdipendente &#8211; per cui l\u2019indebolimento di una non si riflette sulle altre &#8211; e possono portare avanti agende diverse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hamas, ad esempio, non \u00e8 una\u00a0<em>proxy<\/em>\u00a0iraniana, sebbene l\u2019Iran sia il suo principale fornitore di armi e sebbene con esso condivida un chiaro nemico comune. Il sostegno dell\u2019Iran ad Hamas \u00e8 relativamente recente ed era stato interrotto con l\u2019inizio della guerra civile siriana, in cui il gruppo palestinese si era schierato con i ribelli mentre Teheran sosteneva il regime di Bashar al Assad. Ripresa negli ultimi anni, la relazione trai sunniti di Hamas e l\u2019Iran sciita \u00e8 figlia del nuovo millennio: negli anni 80\u2019, all\u2019indomani della rivoluzione iraniana e nell\u2019ambito del tentativo iraniano di esportarla, sostenendo le comunit\u00e0 sciite regionali, un\u2019alleanza con un movimento sunnita legato alla Fratellanza musulmana sarebbe stata inverosimile, nonostante la \u201csensibilit\u00e0\u201d di Teheran verso la questione palestinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019abbandono di criteri puramente ideologici, in luogo di una postura pi\u00f9 pragmatica dell\u2019Iran &#8211; che dall\u2019inizio degli anni \u201990 prende atto del suo isolamento &#8211; l\u2019ha spinta ad ampliare il respiro delle sue alleanze asimmetriche, \u201craggruppando\u201d via via partners accomunati da un nemico o da obiettivi contingenti comuni. In questo periodo Teheran investe massicciamente anche sul suo\u00a0<em>soft power<\/em>, cercando di accreditarsi in diversi modi e presso pubblici diversi &#8211; financo in Occidente &#8211; come il paese \u201cantagonista\u201d (degli Stati Uniti) per eccellenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La causa palestinese \u00e8 diventata parte integrante della sua dottrina strategica per due motivi: rafforzare le credenziali di Paese che promuove una narrativa di resistenza, e appoggia quella che \u00e8 percepita come la lotta di liberazione per eccellenza nel mondo arabo-islamico; dimostrare di poter competere con Israele, per assurgere al ruolo di potenza regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un discorso simile a quello di Hamas riguarda gli Houthi in Yemen. Cos\u00ec come Hamas &#8211; nata nei campi profughi palestinesi nel corso degli anni \u201980 &#8211; \u00e8 esistita per almeno un ventennio prima di ricevere il sostegno iraniano, gli Houthi sono un soggetto politico in Yemen almeno dal 1992, per poi emergere in parte vittoriosi (oggi controllano le aree costiere pi\u00f9 importanti e quelle pi\u00f9 densamente abitate, compresa la capitale Sana\u2019a) nella guerra civile esplosa in Yemen dopo l\u2019inizio delle primavere arabe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con Teheran condividono l\u2019appartenenza religiosa alla famiglia dello sciismo, l\u2019Iran nella variante duodecimana e gli Houthi in quella zaidita. La religione, per\u00f2, non \u00e8 una variabile rilevante nel rafforzamento delle loro relazioni da dieci anni a questa parte, mentre lo \u00e8 molto di pi\u00f9 il contesto subregionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli Houthi sono allo stesso tempo tra i pi\u00f9 vicini ed i pi\u00f9 lontani tra gli attori non statali che gravitano nell\u2019orbita iraniana: vicini, perch\u00e9 ne condividono la retorica spregiudicata, l\u2019aperta ostilit\u00e0 ad Israele e l\u2019opposizione alla presenza militare americana nella regione, cos\u00ec come a lungo hanno avuto nell\u2019Arabia Saudita il maggiore rivale regionale; lontani, perch\u00e9 sono nettamente i meno controllabili da parte di Teheran, avendo come obiettivo autonomo &#8211; perseguito per lungo tempo in assenza del sostegno iraniano &#8211; il riconoscimento del loro ruolo di attori locali da parte del resto della regione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tempi di logica \u201coffensiva\u201d, come quella che si \u00e8 determinata in questi mesi, la loro spregiudicatezza sul piano militare &#8211; con i sequestri dimostrativi delle navi occidentali e israeliane, o con i lanci di missili verso Israele o verso le stesse imbarcazioni &#8211; fa buon gioco a Teheran, che pu\u00f2 cos\u00ec evitare un coinvolgimento diretto nelle ostilit\u00e0 e mantenere un alto grado di \u201c<em>deniability<\/em>\u201d, cio\u00e8 di estraneit\u00e0, di deresponsabilizzazione; in momenti di segno opposto, invece, quella stessa spregiudicatezza, insieme alla necessit\u00e0 degli Houthi di perseguire con i propri tempi e modi la propria agenda politica, possono causare dei problemi anche alla stessa Teheran, che non ha la facolt\u00e0 di dare \u201cordini\u201d a Sana\u2019a.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una facolt\u00e0 che risulta declinante, specie dalla morte di Soleimani, anche in Iraq, dove milizie come Kataib Hezbollah, l\u2019organizzazione Badr e soprattuttp Asaib Hal al Haq, guidata da uno scissionista del movimento sadrista, Qais Al Khazali, non sempre si coordinano con Teheran, ed in ogni caso perseguono lo stesso obiettivo locale &#8211; condiviso da Teheran &#8211; pi\u00f9 o meno dal 2005: il ritiro delle truppe statunitensi dall\u2019Iraq e dalla regione. Gli sporadici lanci di missili verso le basi americane hanno quindi la funzione di rendere pi\u00f9 costosa l\u2019opzione di una permanenza, oltre a fungere da deterrente \u201cesterno\u201d per l\u2019Iran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hezbollah in Libano \u00e8 la milizia pi\u00f9 potente e strutturata di questa \u201crete di reti\u201d, nonch\u00e9 la pi\u00f9 antica, impalcata dalla Repubblica islamica nei primi anni \u201980, in piena esportazione rivoluzionaria. Ci\u00f2 si vede non solo dal punto di vista delle dotazioni militari (secondo diverse fonti non confermate, si parla di circa 150 mila missili di diversa gittata) ma anche dal concetto di \u201c<em>train the<\/em>\u00a0<em>trainer<\/em>\u201d (\u201caddestra l\u2019addestratore\u201d), cio\u00e8 dal fatto che Hezbollah oggi \u00e8 l\u2019unica milizia della galassia filo iraniana a fornire addestramento diretto ad altre milizie &#8211; come ad esempio gli stessi Houthi -, su \u201cdelega\u201d di Teheran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo plateale rafforzamento delle capacit\u00e0 militari e logistiche si deve alla lunga partecipazione diretta, da parte di Hezbollah, alla guerra in Siria, una vera e propria \u201cpalestra\u201d per un movimento che non \u00e8 paragonabile ad alcuna altra milizia regionale. Questa partecipazione &#8211; al fianco di un regime autocratico che agli occhi delle comunit\u00e0 sunnite locali ha frustrato i tentativi di autodeterminazione in senso democratico &#8211; ha finito nel tempo per erodere il consenso inter comunitario che il \u201cpartito di Dio\u201d si era guadagnato in gran parte del Libano e della regione con la guerra contro Israele nel 2006, finendo per riportarla oggi al punto di partenza, cio\u00e8 primariamente connessa al tessuto sociale sciita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2018organicit\u00e0 all\u2019arena libanese ed il ruolo svolto nel \u201cliberare\u201d il sud del Libano da Israele conferisce in ogni caso ad Hezbollah lo status di attore politico nazionale, con una propria base di consenso e di reclutamento, con lo sviluppo di propri canali autonomi di finanziamento, con la costruzione di un vero e proprio \u201c<em>brand<\/em>\u201d Hezbollah in grado di produrre influenza transnazionale, che secondo analisti come Sanam Vakil la farebbero agevolmente sopravvivere ad una eventuale scomparsa del regime di Teheran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste milizie agiscono in modo pi\u00f9 autonomo di quanto non si pensi ma sono accomunate da obiettivi strategici simili o connessi: come visto nei mesi successivi al 7 ottobre, possono colpire il nemico in modo simultaneo, da luoghi diversi, senza l\u2019ok iraniano. Permettono all\u2019Iran di giocare su un piano tridimensionale, come in un videogame, mentre Israele e gli Usa sono costretti a farlo su un piano bidimensionale, come in una partita di scacchi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/eastwest.eu\/it\/il-network-delle-milizie-filo-iraniane\/\">https:\/\/eastwest.eu\/it\/il-network-delle-milizie-filo-iraniane\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EASTWEST (Lorenzo Forlani) &nbsp; Militari e civili durante il funerale a Beirut di Ibrahim Aqil, leader senior di Hezbollah, e Mahmoud Hamad, membro di Hezbollah, uccisi nell&#8217;attacco israeliano nella periferia meridionale di Beirut. 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