{"id":88203,"date":"2024-12-03T09:00:02","date_gmt":"2024-12-03T08:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88203"},"modified":"2024-12-02T16:50:57","modified_gmt":"2024-12-02T15:50:57","slug":"black-friday-qualche-considerazione-di-rito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88203","title":{"rendered":"Black Friday, qualche considerazione di rito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Salvatore Bianco, Fabrizio Venafro)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/black_friday_1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/black_friday_1.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Quando il\u00a0<\/em>Grande Giorno<em>\u00a0arriva con la sua ingiunzione consumistica pu\u00f2 accadere che un tarlo si insinua nella mente, prima sottile poi sempre pi\u00f9 pressante, e spinge a considerare l\u2019<\/em>incipit<em>\u00a0celebre del\u00a0<\/em>Capitale<em>\u00a0di Marx, \u00abil mondo si presenta come una immane distesa di merci\u00bb, nonostante il tempo trascorso, ancora come la cornice teorica pi\u00f9 adeguata per inquadrare un fenomeno come il\u00a0<\/em>Black Friday<em>.<\/em><\/p>\n<p>1. Con velocit\u00e0 fulminea, da fenomeno di costume circoscritto e un po\u2019 bizzarro \u00e8 divenuto in pochi anni, complice il villaggio globale, evento planetario, con un giro di affari vorticoso. Solo in Italia ha fatto registrare, anno su anno, un incremento di circa il 55% di vendite e ha coinvolto sedici milioni di persone, superando abbondantemente i due miliardi di giro d\u2019affari. Il successo ne ha dilatato la durata tanto che si parla di settimanadel Black Friday. Lo spazio geografico di provenienza \u00e8 certo, gli USA, ma la provenienza del nome,\u00a0<em>venerd\u00ec nero<\/em>, come conviene ad un mito sia pure di oggi,\u00a0al contrario della puntuale ricorrenza, \u00e8 controversa e segnala che anche le\u00a0<em>origini<\/em>\u00a0siano spesso una costruzione\u00a0<em>ex post<\/em>, che accompagnano i cambiamenti culturali di un\u2019epoca. Ed allora che sia la riattualizzazione tetra del giorno in cui gli schiavi finivano in saldo oppure la giornata in cui gli operai disertavano le fabbriche dopo le intemperanze del\u00a0<em>Ringraziamento<\/em>\u00a0o, ancora, racchiuda l\u2019imprecazione dei poliziotti della stradale di Filadelfia che in quel venerd\u00ec del \u201961 furono letteralmente travolti da un traffico eccezionale dovuto alle orde di consumatori, come detto, queste ricostruzioni, sono un po\u2019 tutte vere o, se si preferisce, tutte un po\u2019 false. Vero \u00e8 che una storia come quella dei poliziotti\u00a0<em>lamentosi<\/em>\u00a0non poteva reggere alla lunga come stimolo allo\u00a0<em>shopping<\/em>\u00a0ed, allora, sotto\u00a0<em>regime neoliberista<\/em>, meglio la narrazione dei libri contabili dei negozi che da quel fatidico venerd\u00ec passano dall\u2019inchiostro rosso delle perdite a quello nero dei guadagni.<\/p>\n<p>Ma cosa spinge una fiumana di gente, arrischiando la loro stessa incolumit\u00e0, come dimostrano taluni episodi americani finiti in tragedia, a prendere letteralmente d\u2019assalto i centri commerciali o come\u00a0<em>sciame digitale<\/em>\u00a0inondare le piattaforme immateriali del web? La risposta \u00e8 in una foto a colori che sbuca dalla copertina di una rivista patinata, dai dettagli nitidi e con punto di osservazione da sorvolo. Ritrae una delle tante scene che si sono ripetute in questi giorni ovunque nelle moderne\u00a0<em>cattedrali<\/em>\u00a0del commercio. E\u2019 una calca di gente infervorata che assedia in circolo uno dei tanti\u00a0<em>altari<\/em>\u00a0allestiti per l\u2019occasione, sotto gli occhi compiaciuti dell\u2019<em>officiante<\/em>\u00a0di turno, di una nota marca di prodotti elettronici, che mostra \u2013 cos\u00ec si intuisce \u2013 ai consumatori l\u00ec convenuti l\u2019oggetto<em>\u00a0devozionale<\/em>. I cartellini con lo sconto\u00a0<em>promesso<\/em>\u00a0saturano poi tutto l\u2019ambiente circostante. E non si sottolineer\u00e0 mai abbastanza la funzione decisiva dello sconto volto a piegare quella sorta di riluttanza all\u2019<em>eccesso<\/em>, che frena e che in questo modo viene tacitata. Perch\u00e9 la meccanica dello sconto, \u00e8 bene sempre rammentarlo, con la sua implacabile logica del risparmio, serve a seppellire quell\u2019antica vocazione alla parsimonia e alla misura che ci abita da tempi remoti.<\/p>\n<p>Sembrano delinearsi i contorni del fenomeno. Un\u00a0<em>rito<\/em>\u00a0senza teologia in cui tutti noi siamo immersi, devoti di un\u00a0<em>culto<\/em>\u00a0che non promette espiazione, salvezza, ma solo crescente debito e conseguente colpa, \u00abquesto culto \u2013 scrive Benjamin riferendosi al capitalismo \u2013 \u00e8 colpevolizzante-indebitante\u00bb, che \u00e8 poi il pi\u00f9 vistoso apparente paradosso di una\u00a0<em>civilt\u00e0<\/em>\u00a0che ha promesso benessere ma non poteva che realizzare debito, basandosi in ultima istanza sul credito del denaro.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la radice ultima di un meccanismo che postula una crescita infinita in un quadro di risorse finite e per giunta in rapido deperimento non pu\u00f2 che\u00a0risiedere in una credenza, una fede o qualche forma moderna di\u00a0<em>superstizione razionalistica.<\/em><\/p>\n<p>2. Se il termine\u00a0<em>Black Friday<\/em>\u00a0\u00e8 suscettibile di congetture, l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0che lo anima ha origine certa. Come successe con lo\u00a0<em>spirito<\/em>\u00a0<em>del capitalismo<\/em>, grazie all\u2019intuizione protestante che l\u2019accumulo di ricchezza fosse un segnale di appartenenza alla comunit\u00e0 di eletti (come ci insegna Weber), anche\u00a0<em>lo spirito del consumismo<\/em>\u00a0ha un suo punto di origine ben preciso. E non a caso lo troviamo nella terra dove si insediarono quegli stessi che erano portatori dell\u2019originaria fede: gli Stati Uniti. Qui, negli anni Cinquanta, vengono gettate le basi dello spirito consumistico, necessario corollario di un apparato iperproduttivista che si regge sul primo spirito. Da allora, si lavora incessantemente per creare una nuova antropologia fondata sul soddisfacimento compulsivo di un godimento senza fine che si esaurisce dopo ogni acquisto e cerca una propria riesumazione nel prossimo oggetto del desiderio (Lacan parlava in proposito del\u00a0<em>discorso del capitalista<\/em>).<\/p>\n<p>Sono passati appena dieci anni dalla fine del conflitto mondiale e gi\u00e0 si stava esaurendo la spinta alla crescita innescata dalla ricostruzione delle macerie lasciate in Europa e in Giappone. Negli Stati Uniti si temeva una crisi di sovrapproduzione perch\u00e9 il mercato era gi\u00e0 saturo. Allora si cercarono altri modi per convincere le persone ad acquistare merci di cui, in fondo, non avevano bisogno. Una societ\u00e0 che si crede ricca solamente perch\u00e9 consuma beni inutili. Ma per far questo deve cambiare il concetto stesso di bene. Come racconta Vance Packard ne\u00a0<em>I persuasori occulti<\/em>, lavoro pioneristico perch\u00e9 osserva in tempo reale il mutamento di sistema, negli uffici\u00a0<em>marketing<\/em>\u00a0delle aziende cominciano ad essere assunti gli psicologi, affinch\u00e9 suggeriscano come convincere i consumatori ad acquistare ci\u00f2 che non gli serve. Ancora pi\u00f9 di prima, allora, il bene diventa l\u2019incarnazione di un sogno, di uno\u00a0<em>status<\/em>, di un carisma che sarebbe acquisito solo in virt\u00f9 del possesso di un determinato oggetto. Da allora le auto, negli Stati Uniti, aumentano di dimensione, divenendo simbolo della personalit\u00e0 del guidatore. Nel 1955 viene pubblicato un articolo di Victor Lebow sul\u00a0<em>Journal of Retailing\u00a0<\/em>che \u00e8 considerato il manifesto del\u00a0<em>capitalismo di consumo<\/em>. Lebow auspicava che il consumo divenisse un vero e proprio stile di vita, esprimendo la necessit\u00e0 che gli oggetti avessero una vita breve, fossero sostituiti e gettati a un ritmo sempre pi\u00f9 rapido. Attualmente il capitalismo intero si fonda su questa teorizzazione. L\u2019usa e getta permette di abbassare il rischio delle crisi di sovrapproduzione ma non fa i conti con il fatto che tale stile non \u00e8 sostenibile dal pianeta. Oggi ogni attivit\u00e0 delle persone ruota intorno all\u2019acquisto ritualizzato di merci, tanto da fare dei centri commerciali il\u00a0<em>non-luogo<\/em>\u00a0di ogni relazione umana, laddove prima erano le piazze della citt\u00e0 ad essere il centro relazionale delle comunit\u00e0 urbane. Ci\u00f2 significa che il capitalismo ha operato una vera mutazione antropologica facendo del lavoro e dell\u2019acquisto di merci lo scopo esistenziale. Chiedere di lavorare meno e di consumare in modo consapevole diviene un discorso eversivo in questo contesto. Anche se tale atto eversivo si rende necessario alla luce della crisi ecologica cui stiamo assistendo. Il comportamento ecologico non \u00e8 neutro rispetto al sistema di sviluppo.<\/p>\n<p>Il mercato \u00e8 indubbiamente forte e pervasivo, ma la storia ha mostrato che alle idee serve pi\u00f9 tempo ma che poi possono\u00a0<em>invertire<\/em>\u00a0la freccia della storia in determinate circostanze; l\u2019immaginazione di una soggettivit\u00e0 collettiva da costruire non catturata alla lunga pu\u00f2 essere la svolta dirompente di questo scorcio di nuovo millennio. \u00a0E se un nocciolo di verit\u00e0 le parole contengono, allora\u00a0<em>Black Friday<\/em>, o venerd\u00ec nero, ci ammonisce circa il treno impazzito su cui stiamo correndo verso il baratro, che le guerre atroci in svolgimento stanno inverando. E dovrebbe anche ammonirci circa il poco tempo a disposizione per tirare il freno.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/02\/black-friday-qualche-considerazione-di-rito\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/02\/black-friday-qualche-considerazione-di-rito\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Salvatore Bianco, Fabrizio Venafro) Quando il\u00a0Grande Giorno\u00a0arriva con la sua ingiunzione consumistica pu\u00f2 accadere che un tarlo si insinua nella mente, prima sottile poi sempre pi\u00f9 pressante, e spinge a considerare l\u2019incipit\u00a0celebre del\u00a0Capitale\u00a0di Marx, \u00abil mondo si presenta come una immane distesa di merci\u00bb, nonostante il tempo trascorso, ancora come la cornice teorica pi\u00f9 adeguata per inquadrare un fenomeno come il\u00a0Black Friday. 1. 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