{"id":88327,"date":"2024-12-10T10:00:33","date_gmt":"2024-12-10T09:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88327"},"modified":"2024-12-10T08:55:06","modified_gmt":"2024-12-10T07:55:06","slug":"tutelare-i-minori-dai-rischi-della-connessione-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88327","title":{"rendered":"Tutelare i minori dai rischi della connessione permanente?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Simone Lanza)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/Andzej-Klimovski-963x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"963\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<div class=\"featured_caption\">Illustrazione di Andrzej-Klimovski<\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div class=\"postshare\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_24 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/tutelare-i-minori-dai-rischi-della-connessione-permanente\/\" data-a2a-title=\"Tutelare i minori dai rischi della connessione permanente?\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p align=\"justify\"><em>Si discute dell\u2019approvazione della legge in Australia, dove tra un anno le piattaforme saranno vietate ai minori di 14 anni, e si \u00e8 discusso molto attorno alla proposta a settembre di Alberto Pellai e Daniele Novara sullo stop a smartphone e social sotto i 16 e 14 anni.\u00a0<\/em><em>Un nostro collaboratore spiega le ragioni dell\u2019appello e per noi \u00e8 un tema da indagare e approfondire con attenzione. Apriamo una serie di riflessioni con questo primo intervento. (Gli asini)<\/em><\/p>\n<p>L\u2019appello di Pellai e Novara e altr* prim* firmatari\u00a0<a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/stop-smartphone-e-social-sotto-i-16-e-14-anni-ogni-tecnologia-ha-il-suo-giusto-tempo\">(<\/a><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/stop-smartphone-e-social-sotto-i-16-e-14-anni-ogni-tecnologia-ha-il-suo-giusto-tempo\">Stop smartphone e social sotto i 16 e 14 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo<\/a>) ha raccolto molti consensi intorno a due punti che oggi sono rivendicati in sempre pi\u00f9 parti nel mondo da genitori e comunit\u00e0 scientifica; tali misure sono per altro gi\u00e0 in discussione nelle sedi istituzionali di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2024\/09\/03\/news\/svezia_niente_schermi_app_ai_bimbi_sotto_i_due_anni-423476886\/\">Svezia<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/australia-una-legge-che-fissa-un-eta-minima-l-utilizzo-social-network-AFLT73oD?refresh_ce=1\">Australia<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2024\/06\/17\/opinion\/social-media-health-warning.html\">Usa<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.elysee.fr\/admin\/upload\/default\/0001\/16\/06a9854b34d98bb3e4fbf72b2b28ed3b0dd601a1.pdf\">Francia<\/a>, etc\u2026. Ben venga quindi anche in Italia un appello che chiede due misure politiche fondamentali:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u2022 Evitare l\u2019accesso ai social network prima dei 16 anni;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u2022 Evitare il possesso di uno smartphone personale prima dei 14.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo appello ha destato critiche entrando nel vivo del conflitto sull\u2019uso degli smartphone nell\u2019et\u00e0 dello sviluppo perch\u00e9 invita a prendere una posizione etica (su un problema pubblico) prima ancora che pedagogica (su un problema privato). Presentando delle inevitabili semplificazioni vorrei replicare ai principali fraintendimenti creatisi.<\/p>\n<p align=\"justify\">A giudicare dalle reazioni, il principale problema \u00e8 dato dalla richiesta di disciplinare con norme che proibiscono l\u2019uso. Sebbene abbiamo un governo che impone e vieta libert\u00e0 con misure poliziesche anticostituzionali (ddl1660) e intenda trasformare l\u2019educazione civica in religione della patria e del neoliberismo, la richiesta di divieto dei pedagogisti va nel senso nobile della tutela dei diritti dei minori, come quello del lavoro minorile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da prima del Covid-19, sulla base di un vasto e consolidato numero di studi scientifici, associazioni dei pediatri di molti paesi inclusa la\u00a0<a href=\"https:\/\/sip.it\/2018\/06\/18\/smartphone-tablet-gia-nel-primo-anno-vita-no-al-telefonino-pacificatore-arrivano-le-raccomandazioni-della-societa-italiana-pediatria\/\">Societ\u00e0 Italiana di Pediatria<\/a>, danno indicazioni alle famiglie per limitare l\u2019esposizione precoce e prolungata agli schermi poich\u00e9 vi sono ripercussioni negative su tutte le dimensioni dello sviluppo psicomotorio, ben visibili da chi lavora nel mondo scolastico e dell\u2019educazione: effetti su vista, udito, alimentazione, sovrappeso, sonno; attenzione, memoria, linguaggio, problemi scolastici; minor empatia, disturbi legati alla sfera sessuale-affettiva, bullismo, ansia, isolamento sociale, depressione, dipendenza, suicidi. Ma non basta che i pediatri siano preoccupati della salute pubblica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Vediamo ora le principali critiche che sono state rivolte.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>1) Il problema \u00e8 molto complesso<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 dimostrato scientificamente che gli smartphone causano problemi negli adolescenti, sono solo paure dei tecnofobici. Lo psicoterapeuta Matteo Lancini sostiene una tesi che si potrebbe definire negazionista: \u201cLa tecnologia nelle mani dei bambini, fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, viene consegnata dagli stessi genitori e non dal mondo esterno, dalle istituzioni o peggio ancora da \u2018altri\u2019 nemici, cattivi\u201d. Il problema della dipendenza deriverebbe quindi dalla \u201cmamma che a fatica riesce ad accettare la separazione\u201d (sic); \u00e8 lei \u201cla principale sostenitrice della larghissima diffusione dei telefoni cellulari tra i bambini piccoli\u201d (Adolescenti navigati). Su questa base, molti specialisti non consigliano di limitare o curare il legame patologico con lo schermo (con diete digitali, progressive riduzioni, etc\u2026), ma lavorano solo ed esclusivamente sulle fragilit\u00e0 psicologiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi nel mondo molti genitori e istituzioni stanno portando avanti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/new-york-fa-causa-tiktok-facebook-e-youtube-creano-dipendenza-giovani-AFpwW4jC\">processi contro Tik Tok e Meta<\/a>\u00a0responsabili dell\u2019istigazione al suicidio, dal momento che \u00e8 su queste app che i loro figli sono venuti in contatto con comunit\u00e0 in cui si spiega come suicidarsi, come tagliarsi meglio, come diventare una vera anoressica, come soffocare il partner durante le relazioni sessuali, etc\u2026 L\u2019appello di Novara e Pellai ha il merito di spostare la questione dal piano privato a quello pubblico: non \u00e8 vero che le tecnologie sono neutre, le responsabilit\u00e0 sono delle multinazionali che le mettono in commercio e degli stati che ne permettono lo smercio. Le famiglie sono le vittime, e quelle pi\u00f9 povere lo sono doppiamente. \u00c8 inutile continuare a incolpare i genitori per un cattivo utilizzo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>2) \u00c8 ridicolo pensare che se non si usa lo smartphone si legge di pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sulla lettura digitale c\u2019\u00e8 una convergenza degli studi sul fatto che l\u2019uso frequente e prolungato della lettura digitale (in particolare dello smartphone) modelli oggi un nuovo stile di lettura frammentata che sta riducendo drasticamente le capacit\u00e0 di lettura sia degli adulti sia ancor pi\u00f9 dei giovani. Negli ultimi 40 anni gli studenti statunitensi sono passati da 100 ore mensili di studio sui libri a 25. Oggi per superare gli esami universitari non \u00e8 cos\u00ec necessario studiare sui libri. Avendo intervistato professori universitari (di pedagogia), dirigenti scolastici, docenti di ogni grado e persino una consulente del Piano Nazionale Scuola Digitale posso assicurare che il problema non \u00e8 che questi studi diano risultati \u201ccontraddittori\u201d, ma banalmente che questi studi sono sconosciuti: gli studi mostrano che leggere su carta \u00e8 meglio che leggere su video; spiegano molto bene che leggere su carta permette un\u2019attenzione maggiore, una migliore comprensione, un maggior trasporto emotivo e quindi anche una memorizzazione pi\u00f9 duratura. In pratica sui video si tende a saltare e a scorrere il testo, come spiega benissimo il documentatissimo lavoro di Wolf (Lettore vieni a casa). Non \u00e8 un problema da boomer ma da esseri umani! Il problema \u00e8 che passando tutto il giorno (e la notte) a leggere sullo smartphone si diventa disabili della lettura profonda e abili solo nella lettura frammentata. Del resto \u00e8 esperienza comune dei genitori vedere che non appena arriva lo smartphone, il libro non \u00e8 pi\u00f9 ricercato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>3) Vietare \u00e8 inutile, in campo educativo ci\u00f2 che conta \u00e8 la relazione<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In campo educativo vietare non serve, i buoni comportamenti si promuovono con il dialogo e nella relazione. C\u2019\u00e8 persino chi \u00e8 arrivato a citare la legge 189\/2012 che vieta la vendita e la somministrazione di alcool ai minori di 18 anni, rilevandone l\u2019inutilit\u00e0 pratica. Il fatto che certe leggi possano non essere efficaci significa per\u00f2 che non debbano esistere? Vogliamo abolire le leggi contro il lavoro minorile perch\u00e9 esso ancora esiste? Le leggi che hanno tutelato infanzia e adolescenza sono state passi avanti, cos\u00ec come la legge 71\/2017 sul Cyberbullismo che \u00e8 una delle pi\u00f9 avanzate al mondo. Sono condizioni necessarie ma non sufficienti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altre argomentazioni simili sostengono che vietare \u00e8 poco utile e generalmente si ottiene l\u2019effetto opposto a quello desiderato. L\u2019appello propone di normare a livello pubblico per promuovere il dialogo in famiglia! Proporre una legge che tuteli con divieti \u00e8 il contrario di promuovere una pedagogia autoritaria. \u00c8 poi utile ricordare (in ambito strettamente educativo e non politico) che vietare non \u00e8 il contrario di educare, ma che l\u2019educare passa anche dal sapere porre paletti, barriere, limiti e divieti. \u201cVietato vietare\u201d era forse rivoluzionario nel \u201868, ma oggi suona come veramente ingenuo: chi pensa ancora che non dare limiti e divieti sia molto libertario e non sia invece la quintessenza della deregulation educativa neoliberista? Il problema \u00e8 che gli smartphone stanno alterando proprio la relazione genitoriale: se genitori e figli stanno davanti agli schermi si ascolteranno sempre meno. Certamente gli adulti devono dare l\u2019esempio ma queste leggi potrebbero essere solo d\u2019aiuto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>4) Le famiglie non devono delegare al governo le proprie responsabilit\u00e0 educative<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Gianluca Nicoletti sulla Stampa (<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/editoriali\/lettere-e-idee\/2024\/09\/11\/news\/smartphone_ai_ragazzi_impossibile_vietarlo-14622820\/\">Smartphone ai ragazzi, impossibile vietarlo<\/a>) \u00e8 arrivato a sostenere che con leggi del genere le famiglie delegherebbero le proprie responsabilit\u00e0 educative allo stato. Altri sostengono che \u00e8 una lotta culturale e non ha senso contrastarla con dispositivi giuridici. Come se il movimento operaio avesse dovuto continuare a portare avanti la lotta per il diritto di sciopero senza richiederne la legalizzazione. Come se le donne avessero dovuto portare avanti la lotta emancipatoria (sociale e culturale) senza richiedere una legge per il diritto di voto o contro il \u201cdelitto d\u2019onore\u201d. Le lotte culturali vere hanno bisogno anche di un piano legale per potere avanzare. Oggi c\u2019\u00e8 una grande pressione sociale: tutti a 11 anni vogliono lo smartphone perch\u00e9 ce l\u2019hanno tutti. Una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.partecipami.it\/infodiscs\/index\/66\">recente ricerca del\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.partecipami.it\/infodiscs\/index\/66\">team di Marco Gui\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.partecipami.it\/infodiscs\/index\/66\">(Centro di Benessere Digitale dell\u2019Universit\u00e0 Bicocca<\/a>) ci informa che la maggioranza dei genitori intervistati a Milano darebbe lo smartphone dopo i 14 anni, ma effettivamente l\u2019ha gi\u00e0 dato a 11 anni. Quindi di fronte a questa differenza tra ci\u00f2 che le famiglie desiderano e ci\u00f2 che sono costrette a fare per la pressione sociale, \u00e8 cos\u00ec balzano un intervento istituzionale? Dalla mia esperienza i genitori che promuovono i patti digitali di comunit\u00e0 o che non danno lo smartphone alla primaria sono tra quelle persone che si assumono pi\u00f9 responsabilit\u00e0. Inoltre la medesima ricerca dice che l\u2019arrivo dello smartphone \u00e8 tendenzialmente precoce laddove le famiglie hanno un basso status socio-culturale. Il problema non \u00e8 che le famiglie delegano ma che lo Stato che deve fare il suo dovere: tutelare. Lo Stato deve vietare affinch\u00e9 le famiglie non siano lasciate sole a doverlo fare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>5) Vietare significa pensare agli adolescenti come individui amorfi che usano i social network facendosi del male<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Una frase simile (e forse peggiore) \u00e8 circolata su Facebook da parte di un pedagogista, ma l\u2019idea che chi propone l\u2019appello abbia una bassa stima degli adolescenti che sanno navigare benissimo \u00e8 assai diffusa. Temo che si tratti di un\u2019argomentazione sleale. Chi ha firmato questo appello ha a cuore il bene di bambini\/e e adolescenti tanto quanto chi non l\u2019ha firmato e nessuno vuole colpevolizzare bambine\/i e giovani, n\u00e9 li ritiene inetti o amorfi. Gli adolescenti non hanno le stesse abitudini ed esistono forti differenze di classe: negli Usa nel 2020 i bambini di et\u00e0 compresa tra 0-8 anni delle famiglie a basso reddito fruivano di un tempo schermo doppio rispetto a quelli delle famiglie a reddito pi\u00f9 elevato, mentre dieci anni prima anni la differenza era molto minore (Rideout 2020). Anche in Italia i giovani ricchi hanno indicatori di pervasivit\u00e0 minori di quelli poveri: guardano meno di notte e durante i pranzi il loro smartphone, come evidenziano ancora un altro studio di Marco Gui.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/dataroom-milena-gabanelli\/smartphone-social-figli-capi-web-li-vietano-motivi\/ec8b3ea6-f177-11ec-82b6-14b9a59f244e-va.shtml\">Ingegneri della Silicon Valley<\/a>\u00a0danno lo smartphone ben dopo i 14 anni, non lasciano i propri figli pi\u00f9 di una volta a settimana coi videogiochi, evitano loro i social network fino a sedici anni, etc\u2026 Quindi la legge proposta fa un po\u2019 come Robin Hood: facciamo in modo che non solo i figli dei ricchi siano protetti. Recentemente dati inquietanti ci parlano di una Generazione ansiosa (Haidt) ma forse sarebbe meglio descriverla come generazione oppressa. Non esistono solo le differenze generazionali ma anche quelle di classe, per questo \u00e8 utile la tutela legale dei diritti dei minori non pu\u00f2 riguardare solo 1% dei super-ricchi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>6) \u00c8 importante educare e accompagnare a un uso sensato del dispositivo<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Siccome queste tecnologie esistono e fanno parte della vita di tutti i giorni, non possiamo tornare \u201cindietro\u201d: ben vengano questi schermi portatili che sono la Tecnologia inevitabile; piuttosto che rifiutarla \u00e8 meglio educare all\u2019uso consapevole dei media, offrendo agli studenti strumenti per comprendere come funzionano, questa \u00e8 l\u2019unica via possibile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Credo che le famiglie possono e debbano educare a usare bene le tecnologie. Nei primi otto anni di vita, secondo uno dei pi\u00f9 autorevoli report statunitensi (<a href=\"https:\/\/www.commonsensemedia.org\/sites\/default\/files\/research\/report\/2019-census-8-to-18-key-findings-updated.pdf\">Rideout 2020<\/a>) il tempo schermo \u00e8 dedicato per la maggior parte alla visione di brevi filmati (73%) e ai videogiochi (16%). La lettura, i compiti e le video-chiamate occupano una piccola parte residuale (5%). Evitare di dare uno smartphone a 2, 4, 6, 8 o 12 e 14 anni significa evitare che si trovi, come succede, a guardare film porno, filmati violenti, o banalmente a stare tre ore davanti allo schermo con video corti e stupidi, o con chat infinite quanto inutili o davanti a videogiochi senza senza la scritta \u201cgame over\u201d. Una volta acceso lo schermo la prima cosa che l\u2019adolescente perde \u00e8 il controllo del tempo, ma ci\u00f2 non dipende n\u00e9 da lui\/lei n\u00e9 dai suoi genitori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni genitore \u00e8 convinto giustamente che i propri figli usino in modo intelligente gli schermi, e solo quando non si staccano pi\u00f9 dallo schermo se ne pente. L\u2019et\u00e0 media della prima esposizione alla pornografia per i minori si sta abbassando in vari paesi nel mondo, (in Spagna parlano di Generaci\u00f3n porno); la media (e ci\u00f2 implica che una buona parte sia anche sotto) \u00e8 oggi compresa tra i 7 e i 10 anni e viene favorita dalla disponibilit\u00e0 di un proprio smartphone. Secondo voi quando filmano il proprio spogliarello o quando guardano il loro primo porno vi vengono a chiedere di essere accompagnati alla visione? Ma che senso ha \u201caccompagnare\u201d se oggi bambini\/e vengono svezzati, addormentati, cullati,intrattenuti con lo smartphone proprio dai genitori? Di quale consapevolezza si parla? E vogliamo fare lo stesso discorso per l\u2019abitudine alla violenza?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>7) Non si pu\u00f2 fare, \u00e8 irrealizzabile<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La proposta dell\u2019appello \u00e8 semplicemente irrealizzabile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se questa \u00e8 la critica principale, come sostiene sempre Nicoletti, allora significa che il problema non \u00e8 la legittimit\u00e0 ma la modalit\u00e0 di realizzazione. Si tratta solo di capire come fare a evitare l\u2019uso?<\/p>\n<p align=\"justify\">Certamente se la legge ponesse solo divieti anche secondo me sarebbe limitativa. Se la legge fosse anche accompagnata da dei fondi per delle campagne culturali di formazione serie condotte nelle istituzioni scolastiche e sanitarie, i genitori sarebbero almeno pi\u00f9 informati. Finalmente saprebbero che il mito dei nativi digitali \u00e8 falso! Vietare significa in primo luogo informare i genitori che qualcosa non va fatta, come il divieto di balneazione! Il progetto Pediatri custodi digitali, per esempio, ha formato i pediatri di una regione italiana (Friuli Venezia Giulia) per dare le informazioni durante i bilanci di famiglia. Ci sono stati risultati positivi, come la riduzione di circa il 23% delle famiglie che lascia di notte i ragazzi delle \u201cmedie\u201d in stanza da soli con lo smartphone. Con programmi di formazione nemmeno troppo onerosi si potrebbero far giungere le informazioni giuste che genitori, docenti, Dirigenti scolastici, pediatri, ostetriche, etc\u2026 semplicemente ancora non hanno ricevuto. In ogni caso con dei gruppi di lavoro multidisciplinare, con un dibattito pubblico serio, si possono cercare insieme soluzioni tecniche, giuridiche, pedagogiche sensate che vadano nel senso della protezione dei diritti dei minori. \u00c8 anche probabile, bench\u00e9 non questo non sia cos\u00ec auspicabile, che siano le multinazionali stesse a proporre navigazioni \u201csostenibili\u201d per i minori pur di preservare i profitti che derivano dall\u2019uso da parte dei minori di queste piattaforme \u201cgratuite\u201d, e che \u2013 diciamolo! \u2013 non sono \u201dservizi\u201d ma \u201cvettori pubblicitari\u201d. Oppure non si pu\u00f2 fare perch\u00e9 la legge deve essere europea o mondiale? Bene firmiamo e diamoci da fare per farla diventare legge mondiale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sicuramente l\u2019appello non d\u00e0 indicazioni articolate sul ruolo della scuola. Sicuramente se ci saranno misure legislative dovranno essere pensate meglio, avendo anche un occhio per il futuro comprendendo gi\u00e0 alcune tendenze come l\u2019uso di orologi Smartwatch o di caschi virtuali. Giustamente molti hanno lamentato i problemi della societ\u00e0 adulta, dicendo che il problema sono gli adulti. Ma se l\u2019eccesso di alcool \u00e8 nocivo agli adulti, questo \u00e8 un motivo per non proibirlo ai minori? In effetti \u00e8 scandaloso che chirurghi rispondano in sala operatoria ai cellulari, autisti di mezzi pubblici guidino autobus pieni con lo smartphone in mano e i docenti consultino continuamente lo smartphone in classe. Sono necessarie misure serie ad ampio raggio, ma questo significa che la tutela delle nostre ragazze non \u00e8 doverosa? Che non si debba iniziare a proteggere loro?<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tempo schermo \u00e8 un fenomeno che riguarda la societ\u00e0 di comunicazione di massa: esso sta aumentando e isolando le relazioni, rimuovendo il corpo, riducendo le esperienze multisensoriali e riducendo i tempi del sonno, della lettura, del gioco libero, del contatto con la natura. Si tratta di temporalit\u00e0 fondamentali per la crescita durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. \u00c9 un problema sociale politico che ha anche bisogno di tutele legali.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo senso lo Stato italiano ha sottoscritto in particolare la Convenzione sui Diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza, il cui articolo 17 prevede che gli stati \u201cvigilano affinch\u00e9 il fanciullo possa accedere a una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali e internazionali\u201d e proteggano \u201cdalle informazioni e dai materiali che nuocciono al suo benessere\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi il problema non \u00e8 pi\u00f9 SE tali misure siano necessarie, ma CHI scriver\u00e0 le regole di protezione.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/video\/2024\/09\/meta-ha-annunciato-nuove-norme-restrittive-sui-social-per-gli-under-16-fe30927e-21f5-4474-92d9-6425cb0c9a09.html\">Meta si \u00e8 gi\u00e0 fatta avanti con le sue regolamentazioni sostenibili<\/a>. Vogliamo lasciare che siano le multinazionali a scrivere le regole di uso di internet e social media? O preferiamo che sia chi non ha conflitti di interesse? Le leggi non risolveranno certamente il problema, ma \u00e8 giunto il momento di dire chi e come le scriver\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le proposte di legge possono e devono essere riviste collettivamente nella forma, ma l\u2019essenza \u00e8 che occorrano leggi che tutelino i diritti dei minori dal bombardamento mediatico perpetuato dalle agenzie del Web che incassano miliardi sulla pelle di bambini\/e. Nell\u2019attesa, i genitori possono resistere coi \u201cpatti digitali di comunit\u00e0\u201d o altre forme. Intanto ben vengano discussioni serie sul tipo di tecnologie da usare. Molte cose non sono alternative tra loro. Intanto questo appello segue le indicazioni della Scuola di Barbiana: \u201cIl problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne tutti insieme \u00e8 la politica. Sortirne da soli \u00e8 l\u2019avarizia.\u201d<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/tutelare-i-minori-dai-rischi-della-connessione-permanente\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/tutelare-i-minori-dai-rischi-della-connessione-permanente\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Simone Lanza) Illustrazione di Andrzej-Klimovski Si discute dell\u2019approvazione della legge in Australia, dove tra un anno le piattaforme saranno vietate ai minori di 14 anni, e si \u00e8 discusso molto attorno alla proposta a settembre di Alberto Pellai e Daniele Novara sullo stop a smartphone e social sotto i 16 e 14 anni.\u00a0Un nostro collaboratore spiega le ragioni dell\u2019appello e per noi \u00e8 un tema da indagare e approfondire con attenzione. Apriamo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72676,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/io-imparo-da-solo-sulla-rivista-gli-asini-445.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mYD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88327"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88327"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88327\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88328,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88327\/revisions\/88328"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}