{"id":88336,"date":"2024-12-11T08:00:22","date_gmt":"2024-12-11T07:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88336"},"modified":"2024-12-11T03:11:20","modified_gmt":"2024-12-11T02:11:20","slug":"carlo-rovelli-sulla-sfiducia-nella-scienza-e-nelle-competenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88336","title":{"rendered":"Carlo Rovelli sulla sfiducia nella scienza e nelle competenze"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Luca Busca)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-88337\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/350x200c50-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/350x200c50-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/350x200c50.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\"><\/div>\n<div class=\"entry-content evo-first-article\" data-evolink=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-carlo_rovelli_sulla_sfiducia_nella_scienza_e_nelle_competenze\/39602_58181\/\" data-evotitle=\"Carlo Rovelli sulla sfiducia nella scienza e nelle competenze - OP-ED - L'Antidiplomatico\" data-scrollama-index=\"0\">\n<p>Carlo Rovelli \u00e8 intervenuto domenica 8 dicembre a Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi per celebrare il decimo anniversario del suo libro pi\u00f9 famoso e diffuso, Sette piccole lezioni di fisica. Il Professore, interrogato da Marco Motta, giornalista di Radio 3 Scienza, in merito alla crisi di fiducia nei confronti della scienza e delle competenze ha cos\u00ec illustrato la problematica.<\/p>\n<p><em>\u201cLa reazione contro le competenze non \u00e8 caduta dal cielo, ha dei motivi legittimi, fortemente legittimi. Fammi fare un esempio, a cui tengo moltissimo anche se piccolo ma da cui dipende il resto. Quando c\u2019\u00e8 stato il Covid, molte persone hanno reagito contro gli esperti che imponevano di fare qualcosa spesso in maniera scomposta e non sempre efficace per la societ\u00e0. In questo contesto la politica si \u00e8 arroccata dietro delle decisioni giustificate dal fatto che \u201ccos\u00ec dice la scienza\u201d. Ma la scienza non ha mai detto che bisogna fare questo o quest\u2019altro, la scienza al pi\u00f9 dice che se tu chiudi le scuole forse muoiono meno persone. Se tu fai stare tutti a casa forse diminuisci un po\u2019 il numero di persone morte. Questo non vuol dire che bisogna stare a casa, che bisogna chiudere le scuole. Vuol dire che questo \u00e8 quello che sappiamo, poi le decisioni sono quelle politiche che coinvolgono interessi di tante persone da una parte e dall\u2019altra.<\/em><\/p>\n<p><em>Io non avrei voluto essere Giuseppe Conte in quella situazione l\u00ec, un momento in cui ha dovuto prendere delle decisioni difficilissime: scegliere tra una soluzione che avrebbe ucciso 50.000 italiani e una che avrebbe reso pi\u00f9 poveri 5 milioni di famiglie. Che fare? Non \u00e8 facile, \u00e8 difficile. Invece di assumersi le responsabilit\u00e0 delle decisioni, la politica, in Italia cos\u00ec come in Inghilterra e altrove, ha detto: \u201cah gli scienziati dicono questo\u201d e ha rinunciato alla propria funzione. Chiunque non era d\u2019accordo con quelle decisioni, sulle quali pesano differenze di valore, differenze di interessi, complessit\u00e0 della societ\u00e0, ovviamente ha reagito: \u201cva bene io non mi fido della scienza allora\u201d. Questo \u00e8 nello specifico quello che \u00e8 successo col Covid, ma molto pi\u00f9 in generale, secondo me, l\u2019origine del problema \u00e8 nell\u2019atteggiamento del potere di nascondersi dietro le competenze per giustificare quelli che alla fine sono interessi di pochi. L\u2019origine del problema non \u00e8 Trump che vince le elezioni perch\u00e9 sono tutti pazzi, scemi e cattivi, il problema sono i democratici che perdono la fiducia della popolazione perch\u00e9 si presentano come quelli buoni e generosi per tutti e invece fanno arricchire i ricchi e impoverire i poveri. Quindi la cosa \u00e8 molto pi\u00f9 complessa, secondo me, e io penso ci sia una crisi di fiducia reale nelle competenze che riguarda esclusivamente l\u2019Occidente, non c\u2019\u00e8 crisi delle competenze in Cina, in Africa o nel resto dell\u2019Asia. Forse in Sudamerica s\u00ec, non lo so. Sicuramente c\u2019\u00e8 una crisi di fiducia nel potere, perch\u00e9 questo non \u00e8 stato in grado di mantenere alta la fiducia della propria popolazione. La sfiducia, quindi, \u00e8 nel potere no nelle competenze, almeno secondo me.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><em>In questo momento una grande parte del mondo, la maggioranza del mondo, democratica, economica, culturale e politica ha piena fiducia nella scienza, si sente in crescita, si sente forte. Una piccola parte del mondo, che poi \u00e8 quella in cui noi viviamo, che si autodefinisce il mondo, \u00e8 invece in crisi ideologica e politica. L\u2019unico potere che gli resta \u00e8 quello militare e con questo pretende di dominare completamente sul mondo, ma ci riesce sempre meno ed \u00e8 sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0. \u00c8 in crisi politica tanto \u00e8 vero che \u00e8 la propria idea di democrazia a venir messa in discussione. \u00c8 in crisi ideologica tanto \u00e8 vero che l\u2019affidamento nei propri esperti viene messo in discussione.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La crescente sfiducia nella scienza e nelle competenze \u00e8 il tema centrale del mio libro \u201cLa scienza negata\u201d e, come dice lo stesso Rovelli, \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complesso di un generico anti-scientismo generato da fake news. In merito alle competenze, in quella circostanza ho cercato una via di semplificazione con un esempio ironico:<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi anni il concetto di \u201ccompetenze\u201d, espresso al plurale ha invaso ogni minimo aspetto della vita sociale e, credo, per alcuni anche di quella privata, con la conseguente esplosione dell\u2019ansia da prestazione caratteristica di chi pensa di non avere le \u201ccompetenze\u201d necessarie a soddisfare il proprio partner. Avere le \u201ccompetenze\u201d \u00e8 diventato un requisito indispensabile a qualsiasi forma di partecipazione, una sorta di green pass da dover esibire in ogni circostanza. Ormai, finalmente si pu\u00f2 andare al ristorante senza mascherina, ma se vi azzardate ad esprimere un parere sul piatto o sul vino assaggiato senza averne le \u201ccompetenze\u201d rischiate di essere banditi di nuovo dal mondo della ristorazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il significato di \u201ccompetenze\u201d al plurale sarebbe: <em>\u201cQuanto compete, quanto spetta\u201d<\/em>. Le \u201ccompetenze\u201d non sarebbero altro che la definizione di\u00a0<em>\u201cun\u2019area di possibile intervento\u201d<\/em>\u00a0o\u00a0<em>\u201cun compenso prestabilito per una data prestazione\u201d<\/em>. In sostanza le \u201ccompetenze\u201d sono una concessione rilasciata da un\u2019entit\u00e0 superiore ad una inferiore, una certificazione appunto. Tale accezione deriva dal significato giuridico di \u201ccompetenza\u201d, al singolare:\u00a0<em>\u201c\u2026 nel diritto processuale, misura della giurisdizione attribuita a ciascun ufficio giudiziario \u2026 Competenza per materia \u2026 per territorio \u2026\u201d<\/em>\u00a0etc. Quindi la \u201ccompetenza\u201d \u00e8 quella certificazione che concede\u00a0<em>\u201cl\u2019idoneit\u00e0 e l\u2019autorit\u00e0 di trattare, di giudicare, di risolvere determinate questioni\u201d<\/em>.(<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/competenza_res-a58ee350-df29-11eb-94e0-00271042e8d9\/\">treccani.it-vocabolario-competenza<\/a>)<\/p>\n<p>La manipolazione del termine \u00e8 avvenuta generalizzando un concetto che pu\u00f2 esistere solo nello specifico. L\u2019universalizzazione \u00e8 servita ad imporre la \u201cdittatura delle competenze\u201d, altrimenti detta \u201ctecnocrazia\u201d per cui coloro che risultano privi di competenze specifiche sono obbligati a delegare ad un \u201ctecnico\u201d \u201cl\u2019autorit\u00e0\u201d necessaria a risolvere qualsiasi problema. Pertanto nel caso, ad esempio, si fulmini una lampadina in casa \u00e8 necessario delegare a un elettricista il compito di cambiarla, in quanto solo lui possiede le \u201ccompetenze\u201d atte a risolvere il problema. L\u2019elettricista a sua volta per dimostrare di avere le \u201ccompetenze\u201d adeguate dovr\u00e0 farsi certificare da quattro diversi ingegneri. I quali a loro volta &#8230; \u201calla Fiera dell\u2019est un topolino mi padre compr\u00f2\u201d. Piuttosto che cambiare una lampadina \u00e8 meglio tornare ai bei tempi andati e comprare qualche candela, sempre che si possiedano le giuste \u201ccompetenze\u201d per accenderle.<\/p>\n<p>Per spiegare meglio la dinamica della \u201cdittatura delle competenze\u201d risulta efficace il paradosso in merito a una materia scottante, che non perde mai di attualit\u00e0: lo scaccolamento. Un processo che, pur essendo comune alla maggior parte della popolazione mondiale, richiede una perizia tecnica non indifferente. L\u2019abilit\u00e0 nello svolgere questo difficile compito va sviluppata in et\u00e0 infantile, quando ancora non si sono attivate quelle sovrastrutture del \u201csuperIo\u201d che castrano la libera formazione della tecnica estrattiva. Cercare di imparare da adulti \u00e8 inutile, non si riuscir\u00e0 mai ad acquisire quella maestria data dalla disinvoltura tipica di chi ignora di \u201cpeccare\u201d. Nessun adulto potr\u00e0 mai acquisire le \u201ccompetenze\u201d necessarie per appiccicare le risultanze dell\u2019estirpazione sotto il banco di scuola o, ancor pi\u00f9 professionalmente, ingerirle.<\/p>\n<p>Bene, lo scaccolamento, come qualsiasi altra specializzazione tecnica, ha quindi due aspetti, quello tecnico, in grado di creare una competenza specifica, e quello politico. Quest\u2019ultimo concerne l\u2019analisi di quanto sia opportuno procedere all\u2019attivit\u00e0 in questione in pubblico e in determinate situazioni. Scaccolarsi sul posto di lavoro, magari utilizzando il sotto della scrivania come supporto di sostegno per i risultati dell\u2019estrazione, oppure in automobile nelle pause semaforiche, espellendo le caccole dal finestrino con la proverbiale schicchera, sono sicuramente espressioni di una buona tecnica ma lo sono anche in merito alla pubblica decenza?<\/p>\n<p>Il \u201cgalateo\u201d \u00e8 oggettivamente una questione politica che dipende dal sentire comune e, con tutte le sue evoluzioni, ha sino ad ora regolato molti aspetti della nostra vita senza mai lasciare che le regole fossero definite dai tecnici. Sarebbe stato un vero e proprio disastro dettato dal palese \u201cconflitto di interesse\u201d che induce l\u2019esperto a favorire lo sviluppo di ci\u00f2 che gli compete. Infatti, se la parte di galateo dedicato alle estrazioni nasali fosse stilato esclusivamente da competenti tecnocrati del settore, chiamati a decidere in merito alla loro specifica competenza, lo scaccolamento sarebbe ora obbligatorio. Non solo sarebbe addirittura elevato ad arte, con il sotto delle scrivanie e dei banchi di scuola meglio \u201cdecorati\u201d esposti nella collezione permanente del MOMA. Durante i pranzi di gala il cioccolatino per il caff\u00e8 sarebbe \u201cauto servito\u201d e chi si rifiutasse sarebbe additato come un \u201cgran maleducato\u201d. Ma non finirebbe qui perch\u00e9 il mondo \u00e8 pieno anche di tecnocrati competenti in materia di flatulenza ed eruttazione, i quali vorrebbero affermare il loro esclusivo diritto ad esprimersi in materia, frutto di anni di ricerca e di studi approfonditi. Addio quindi alla circoscritta libert\u00e0 di \u201crutto e scoreggia\u201d durante importanti partite di calcio, e largo spazio all\u2019obbligatoriet\u00e0 di mostrare le proprie competenze in materia.<\/p>\n<p>Ovviamente agli obiettori che, in spregio alla Scienza delle competenze, l\u2019unica in grado di decidere per il bene comune, si volessero esimere dallo scaccolarsi, ruttare e scoreggiare in ogni situazione pubblica, verranno applicate pesanti sanzioni. Qualora la campagna educativa non avesse successo si proceder\u00e0 con l\u2019introduzione di un green pass digitale in grado di registrare le manifestazioni corporali pubbliche richieste. I soggetti che non superassero i requisiti minimi prestabiliti verranno sospesi dal lavoro, per non influenzare negativamente il comune senso del dovere, e dallo stipendio, perch\u00e9 non lo meritano. Nei casi pi\u00f9 gravi di reticenza verr\u00e0 revocata anche la patria potest\u00e0 e l\u2019abilitazione all\u2019insegnamento per la palese incapacit\u00e0 ad educare di tutti quei soggetti che non \u201ccredono\u201d e non \u201channo fede\u201d nella Scienza delle \u201ccompetenze.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019esempio evidenzia due elementi piuttosto importanti nella dinamica di costruzione del dogma scientifico. Il primo \u00e8 l\u2019inclusione del \u201cfattore politico\u201d tra le \u201ctecniche\u201d soggette al processo di specializzazione e quindi di attribuzione delle competenze. Il secondo \u00e8 dato dal fatto che questa inclusione determina inevitabilmente la formazione di infinite tecnocrazie di settore. In questo modo la Politica viene considerata alla stessa stregua delle altre scienze applicate, per praticarla bisogner\u00e0, quindi, avere la specifica \u201ccompetenza\u201d nella gestione della \u201cRes Publica\u201d e dei rapporti sociali. Di conseguenza anche il semplice atto del pensare politico, della costruzione e dell\u2019espressione dell\u2019opinione diventa una \u201ccompetenza\u201d. Per elaborare delle idee proprie \u00e8 necessario, quindi, che qualche esperto competente certifichi l\u2019adeguatezza delle \u201ccompetenze\u201d in materia. Tutti coloro che risultano sprovvisti del certificato di abilitazione al pensiero, all\u2019avere un opinione e\/o un\u2019idea sono interdetti dall\u2019esercizio del proprio intelletto. Una squadra di specialisti competenti, profumatamente retribuiti, lo far\u00e0 al loro posto con l\u2019onere di comunicare quotidianamente, attraverso i media, quella che dovr\u00e0 essere la \u201cvisione del mondo\u201d comune.<\/p>\n<p>La pandemia e la partecipazione di fatto a due guerre sono stati sicuramente i momenti di maggior intensit\u00e0 della \u201ctecnocrazia\u201d delle \u201ccompetenze\u201d. La propaganda si \u00e8 scatenata a suon di menzogne ed omissioni riuscendo ad imporre il pensiero unico di regime, escludendo dai media mainstream i pareri contrari, come nel caso della pandemia, o, come in quello della guerra, minimizzandoli rispetto alla versione \u201cufficiale\u201d. Questo difficile obiettivo \u00e8 stato perseguito per mezzo dell\u2019alienazione della coscienza pubblica da un fattore elementare che, fino a qualche decennio fa, era noto a tutti: ogni elemento della vita privata e di quella sociale ha due aspetti, uno tecnico e uno politico. Per il primo \u00e8 necessaria una sola \u201ccompetenza specifica\u201d, per il secondo non ne serve nessuna, \u00e8 sufficiente essere dotati di una qualche forma di pensiero, preferibilmente critica.<\/p>\n<p>L\u2019architetto, urbanista e anarchico britannico Colin Ward negli anni \u201970 del secolo scorso spiegava il concetto con l\u2019esempio della costruzione di una strada. Secondo Ward, costruire o meno una strada, quando, dove e perch\u00e9 farlo costituiscono l\u2019aspetto politico e, in una comunit\u00e0 democratica, tutti dovrebbero avere la possibilit\u00e0 di partecipare al processo decisionale esprimendo la propria opinione. Una volta prese le decisioni politiche verranno chiamati i tecnici \u201ccompetenti\u201d delegati a proporre soluzioni diverse sul come costruire la strada. Scegliere tra le proposte \u00e8 un ulteriore processo politico, terminato il quale chi ha le \u201ccompetenze\u201d tecniche procede alla realizzazione. In sostanza l\u2019unico che non \u00e8 chiamato ad esprimere opinioni \u00e8 proprio colui che possiede le \u201ccompetenze\u201d, a meno che non faccia parte della comunit\u00e0 chiamata a decidere.(Colin Ward \u2013 L\u2019anarchia come organizzazione \u2013 El\u00e8uthera &#8211; 2010)<\/p>\n<p>Se invece si esclude il fattore politico e si esamina solo quello tecnico saranno i soli competenti a decidere se, dove, come, quando e perch\u00e9 costruire una strada, cos\u00ec come dove appendere le \u201ccaccole\u201d. In questo modo si formano le varie tecnocrazie con il potere di gestire le proprie competenze. La Politica stessa diventa una \u201ccompetenza\u201d e quindi l\u2019amministrazione della comunit\u00e0 pu\u00f2 essere gestita solo da competenti, cio\u00e8 politici di professione. Ora appare evidente che il mondo, una nazione, una regione o anche un solo comune gestito da un branco di tecnocrati sconnessi finirebbe nel caos. Il fattore politico rientrerebbe in gioco e il caos dovrebbe, in un paese democratico, essere gestito dalla comunit\u00e0 di riferimento. Questo per\u00f2 sarebbe poco funzionale all\u2019imposizione di un\u2019unica Verit\u00e0 scientifica.\u201d<\/p>\n<p>Ha ragione il Professor Rovelli a dire che \u201cla cosa \u00e8 molto pi\u00f9 complessa\u201d. Infatti, non si tratta di imporre un\u2019unica Verit\u00e0 Scientifica per mezzo di una miriade di tecnocrazie competenti. Si tratta di centralizzare la gestione di queste tecnocrazie. Secondo Rovelli, invece, \u00e8 la politica a gestire il parere degli esperti competenti, usandoli come paravento per celare il perseguimento dell\u2019interesse di pochi. Si determinerebbe cos\u00ec una trasposizione della sfiducia popolare dal potere politico alle tecnocrazie delle competenze. In realt\u00e0 il potere politico allo stato attuale non \u00e8 altro che una delle tante tecnocrazie delle competenze gestite dal buon vecchio Capitale, oggi mimetizzato dietro efficienti dispositivi finanziari. Questa gestione centralizzata avviene per mezzo del principio della delega.<\/p>\n<p>Ogni esperto, competente o meno che sia, delega a un altro esperto ogni aspetto decisionale non incluso nella propria sfera di competenza, inclusa l\u2019amministrazione della \u201ccosa\u201d pubblica. Il Capitale gestisce, cos\u00ec, ogni piccola tecnocrazia per mezzo della certificazione delle competenze e con la concessione o la sottrazione, in caso di inadempimento, dei fondi necessari alla costruzione della Verit\u00e0 desiderata. Verit\u00e0 che deve prevedere necessariamente un ritorno economico a breve termine. Il sistema include, ovviamente, la tecnocrazia politica e la propaganda mediatica delle singole Verit\u00e0 tecnocratiche. In questo modo \u00e8 stata propinata la necessit\u00e0 di una campagna vaccinale inutile e dannosa, cos\u00ec come quelle di entrare in guerra con la Russia, giustificare il genocidio del popolo palestinese, finanziare gli estremisti islamici dell\u2019Isis, spacciandoli per moderati, al fine di cacciare il \u201cdittatore\u201d Bashar al-Assad poco gradito agli interessi statunitensi.<\/p>\n<p>Anche il professor Rovelli \u00e8 caduto nella trappola della delega, demandando ad esperti in palese conflitto di interessi l\u2019accertamento della Verit\u00e0 in merito alla funzionalit\u00e0 del vaccino. Infatti, durante l\u2019intervento celebrativo a Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi, il grande divulgatore ha affermato:\u00a0<em>\u201cio mi sono vaccinato nove volte contro il Covid e sono convinto che ha salvato milioni e milioni di persone, anzi sono certo che ha salvato milioni di persone \u2026\u201d<\/em>. Questo nonostante innumerevoli sentenze, pareri di Commissioni parlamentari, studi scientifici, inchieste giornalistiche abbiano ampiamente dimostrato sia l\u2019inutilit\u00e0 sia la dannosit\u00e0 di questo strumento vaccinale. Non cito, in questo contesto, le fonti di tale informazione per motivi di spazio, in quanto solo quelle relative alle menzogne pandemiche riportate nel mio libro riempiono tre pagine.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso infatti si dimentica il principio enunciato dallo stesso Rovelli nel suo libro \u201cCos\u2019\u00e8 la scienza. La Rivoluzione di Anassimandro\u201d, secondo cui la conoscenza scientifica si fonda sul\u00a0<em>\u201crimettere in discussione in continuit\u00e0 i fondamenti della nostra visione del mondo, per migliorarla in continuazione; riconoscere i nostri errori e imparare a guardare via via pi\u00f9 lontano\u201d.\u00a0<\/em>A determinare il tracollo della fiducia nelle scienze, applicate e di base, cos\u00ec come nella tecnocrazia politica \u00e8 proprio l\u2019incapacit\u00e0 di \u201criconoscere i nostri errori\u201d. Nel caso del vaccino \u201ctruffa\u201d la sfiducia \u00e8 resa evidente dai dati: al 5 dicembre sono state somministrate appena 726.907 dosi, contro le 12 milioni previste, con uno spreco incredibile di fondi pubblici.<\/p>\n<p>Dal novanta per cento circa della copertura vaccinale durante la pandemia, siamo passati al 3,3 per cento nell\u2019inverno 2023\/2024 e all\u20191,23 odierno. (<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/cscovid19\/report-vaccini\/\">governo.it-cscovid19-report-vaccini<\/a>) Le vaccinazioni antinfluenzali continuano a scendere dal picco pandemico del 2020\/21 (65,3%) attestandosi lo scorso anno al (53,3%) con una diminuzione del 20,2% rispetto a quello precedente. (<a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/influenza\/dettaglioContenutiInfluenza.jsp?lingua=italiano&amp;id=679&amp;area=influenza&amp;menu=vuoto\">salute.gov.it-influenza<\/a>) Contro il Covid ormai non si vaccinano pi\u00f9 neanche i medici che inizialmente lo consigliavano. La sfiducia pervade anche i competenti e travalica i confini specifici del singolo farmaco. Tutto questo \u00e8 dovuto semplicemente al fatto che la Verit\u00e0 imposta dalla tecnocrazia \u00e8 stata smantellata e le menzogne propinate sono venute a galla.<\/p>\n<p>Quello che sorprende \u00e8 che i \u201ccompetenti\u201d non si rendono conto che la tenacia con cui rimangono ancorati alla propria Verit\u00e0, evitando di \u201criconoscere i propri errori\u201d, \u00e8 la causa principale della mancanza di fiducia che pervade tutte le scienze applicate, quella pura, le competenze e le istituzioni politiche. Continuare a difendere il vaccino contro il Covid alimenta questa sfiducia, esattamente come continuare a giustificare il genocidio perpetrato da Israele nutre l\u2019antisemitismo dilagante nel mondo. Se vogliamo realmente\u00a0<em>\u201crimettere in discussione in continuit\u00e0 i fondamenti della nostra visione del mondo, per migliorarla in continuazione \u2026 e imparare a guardare via via pi\u00f9 lontano\u201d\u00a0<\/em>\u00e8 fondamentale riconoscere i propri errori!<\/p>\n<p>Maggiori dettagli sulla dinamica di costituzione del dogma scientifico \u00e8 consigliata la lettura di:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ladedizioni.it\/prodotto\/la-scienza-negata\/\">https:\/\/www.ladedizioni.it\/prodotto\/la-scienza-negata\/<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-carlo_rovelli_sulla_sfiducia_nella_scienza_e_nelle_competenze\/39602_58181\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-carlo_rovelli_sulla_sfiducia_nella_scienza_e_nelle_competenze\/39602_58181\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Luca Busca)\u00a0 Carlo Rovelli \u00e8 intervenuto domenica 8 dicembre a Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi per celebrare il decimo anniversario del suo libro pi\u00f9 famoso e diffuso, Sette piccole lezioni di fisica. Il Professore, interrogato da Marco Motta, giornalista di Radio 3 Scienza, in merito alla crisi di fiducia nei confronti della scienza e delle competenze ha cos\u00ec illustrato la problematica. \u201cLa reazione contro le competenze non \u00e8 caduta dal cielo, ha dei motivi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":39159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/antidiplomatico-1353756142_280.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mYM","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88336"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88336"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88338,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88336\/revisions\/88338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}