{"id":88343,"date":"2024-12-11T10:42:09","date_gmt":"2024-12-11T09:42:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88343"},"modified":"2024-12-11T10:42:09","modified_gmt":"2024-12-11T09:42:09","slug":"finisce-lera-di-bashar-al-assad-prosegue-la-grande-guerra-del-vicino-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88343","title":{"rendered":"Finisce l\u2019era di Bashar al-Assad: prosegue la grande guerra del Vicino Oriente"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Maurizio Vezzosi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Clipboard.jpg\" width=\"378\" height=\"252\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la fuga di Bashar al Assad a Mosca finisce la storia della Repubblica araba di Siria nata con il tramonto del mandato coloniale francese. L\u2019offensiva delle milizie sostenute dalla Turchia \u00e8 riuscita ad arrivare a Damasco nel giro di pochi giorni, forte della copertura aerea israeliana che per mesi, ed anzi per anni, ha bombardato la Siria e della debolezza ormai terminale di Assad. Quello che le milizie antigovernative non sono riuscite a fare in oltre dieci anni di guerra civile si \u00e8 compiuto in una settimana. Le forze israeliane stanno continuando ad attaccare le infrastrutture dell\u2019ormai ex esercito siriano avanzando nell\u2019area del Golan \u2013 denominando la nuova area d\u2019occupazione \u201czona cuscinetto\u201d \u2013 e distruggendo con i bombardamenti aerei infrastrutture \u2013 come il porto di Latakia \u2013 centri di ricerca ed industriali. Contemporaneamente gli attacchi delle milizie sostenute dalla Turchia si stanno concentrando sulle aree controllate dalle forze curde. Il quadro, ancora opaco, fa intravedere almeno per il momento il maggiore successo israeliano, turco, britannico e statunitense raggiunto nell\u2019area negli ultimi anni. Oltre a Damasco, le forze sostenute dalla Turchia avrebbero gi\u00e0 anche il controllo di Tartus, citt\u00e0 costiera dove si trova la base navale russa. Il nesso degli eventi siriani con tutte le altre crisi del Vicino Oriente \u2013 su tutte, quella palestinese \u2013 \u00e8 evidente: non meno evidente \u00e8 il nesso di questi con la transizione transizione Biden \u2013 Trump. Se si tratti dell\u2019ennesima mossa dell\u2019amministrazione Biden pensata per mettere condizionare il successore, di una mossa volta ad anticipare la politica della nuova amministrazione o di un \u201cdo ut des\u201d tra Mosca e Washington legato all\u2019Ucraina diventer\u00e0 chiaro nel 2025. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che quanto \u00e8 avvenuto in Siria nelle ultime ore non sarebbe potuto accadere senza l\u2019avallo statunitense, visto anche il presidio delle truppe di Washington presso i pozzi petroliferi della parte nord-orientale dell\u2019ormai ex-Siria ed i legami tra gli attori coinvolti con gli Stati Uniti. Mentre l\u2019ex membro dell\u2019ISIS e di al-Qaeda Abu Mohammed al-Jawlani \u2013\u00a0<strong>Ahmed al-Shara \u2013<\/strong>\u00a0viene presentato come l\u2019uomo forte sulla scena,\u00a0Mohammed al-Bashir \u00e8 stato incaricato capo del gabinetto di transizione dopo un incontro con l\u2019ex primo ministro siriano Mohammed al-Jalali: quest\u2019ultimo era apparso poche ore prima scortato da uomini dell\u2019HTS (acronimo di Hayat al Tahrir al Sham, \u201cOrganizzazione per la liberazione del Levante\u201d) che hanno ormai il controllo della capitale Damasco. Questi elementi potrebbero spiegare le diserzioni di massa tra le forze armate siriane e come queste ultime abbiano rinunciato ad opporre una resistenza significativa all\u2019avanzata delle milizie sostenute da Ankara. La debolezza di Assad sul piano interno era nota da tempo anche a Mosca: una conferma di ci\u00f2 si pu\u00f2 trovare ricordando i colloqui promossi dal Cremlino tra il governo di Damasco e le opposizioni nell\u2019ormai lontano 2018: sullo sfondo di questi colloqui era trapelata persino la bozza di nuova costituzione che avrebbe dato alla Siria un assetto pi\u00f9 decentrato e maggiormente federale. Un progetto riformatore teso a dare maggiore rappresentativit\u00e0 e potere sopratutto alle grandi comunit\u00e0 sunnita e curda: un progetto mai attuato anche per l\u2019oltranzismo di Assad con cui forse, almeno in alcune aree della Siria, sarebbe stato possibile salvare l\u2019eredit\u00e0 di quel laicismo che appare destinato a scomparire. Considerando il proprio impegno in Ucraina ed il quadro siriano Mosca ha attuato la scelta probabilmente pi\u00f9 logica in difesa dei propri interessi: del resto con una forza terrestre estremamente ridotta \u2013 impiegata ad oggi principalmente come polizia militare \u2013 e con le forze governative scioltesi \u2013 sul piano politico e militare \u2013 come neve al sole qualunque altra scelta sarebbe risultata velleitaria. Per Mosca ma soprattutto per Teheran il nuovo scenario siriano apre una nuova fase di rischi ed incognite. Oltre alle basi presenti nell\u2019area un problema significativo per Mosca riguarda i combattenti jihadisti provenienti da tutto lo spazio post-sovietico inquadrati tra le fila dell\u2019HTS: un problema che rimarr\u00e0 sicuramente al centro dell\u2019interlocuzione tra il Cremlino e la nuova dirigenza siriana. L\u2019Iran rischia di perdere il corridoio terrestre con cui attraverso l\u2019Iraq ha avuto fino ad oggi un accesso diretto al Mediterraneo, oltre a subire una maggiore pressione militare a ridosso delle proprie frontiere: nonostante questo rischio e la forte contrapposizione degli anni scorsi tra HTS ed Hezbollah le prime dichiarazioni del partito-milizia libanese sugli eventi siriani hanno evitato ogni presa di posizione marcata. L\u2019era di Bashar al Assad \u00e8 terminata, a differenza della grande guerra che si sta combattendo in tutto il Vicino Oriente.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\" style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/11\/finisce-lera-di-bashar-al-assad-prosegue-la-grande-guerra-del-vicino-oriente\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/11\/finisce-lera-di-bashar-al-assad-prosegue-la-grande-guerra-del-vicino-oriente\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Maurizio Vezzosi) Con la fuga di Bashar al Assad a Mosca finisce la storia della Repubblica araba di Siria nata con il tramonto del mandato coloniale francese. 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