{"id":88345,"date":"2024-12-11T11:25:44","date_gmt":"2024-12-11T10:25:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88345"},"modified":"2024-12-11T10:54:54","modified_gmt":"2024-12-11T09:54:54","slug":"il-palazzo-di-cristallo-dostoevskij-tra-liberta-e-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88345","title":{"rendered":"Il palazzo di cristallo: Dostoevskij tra libert\u00e0 e felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Domenico Marra)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7da145c65cba6ce7\/version\/1733680029\/image.png\" width=\"348\" height=\"260\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Cosa pu\u00f2 insegnarci uno tra i pi\u00f9 grandi conoscitori dell&#8217;animo umano, Dostoevskij, di nuovo e di utile per la nostra contemporaneit\u00e0? Come \u00e8 stato recepito al suo tempo e perch\u00e8 la<\/em>\u00a0Leggenda\u00a0<em>del grande inquisitore, che sembra essere relegata al mondo della religione e del passato, \u00e8 invece ancora terribilmente attuale? Questi sono gli obiettivi che l\u2019articolo si propone di raggiungere, attraverso la lettura e il confronto di alcune tra le pi\u00f9 grandi opere del Maestro russo, trattando temi di estrema attualit\u00e0, come il rapporto tra libert\u00e0 e felicit\u00e0, coscienza e sofferenza, ma anche tra l\u2019uomo e il divino.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"cc-m-12072542377\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>All\u2019interno di uno dei massimi capolavori della letteratura russa e mondiale, i Fratelli Karamazov, \u00e8 contenuto un racconto filosofico talmente conosciuto e studiato, da aver raggiunto quasi la fama di un\u2019opera a s\u00e9 state: si tratta de Il grande inquisitore. La fama di cui gode quella che poi, grazie al saggio\u00a0<em>Leggenda del grande inquisitore<\/em>\u00a0del 1894 di V. Rozanov, \u00e8 passata alla storia come \u201cleggenda del grande inquisitore\u201d, \u00e8 anche dovuta alle numerose interpretazioni che le sono state dedicate e alle riflessioni a cui ha condotto, tanto da essere ancora oggi oggetto di studio in ambito filosofico per indagare il rapporto tra felicit\u00e0, libert\u00e0 e potere.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0si situa nel quinto libro del romanzo, in un dialogo tra i fratelli Ivan e Al\u00eb\u0161a Karamazov; il primo incarna la figura del filosofo nichilista, portatore di uno sguardo disincantato nei confronti della realt\u00e0, mentre il secondo rappresenta l\u2019uomo di fede, personificazione della carit\u00e0 cristiana. Il racconto, ideato ed esposto da Ivan al fratello, \u00e8 ambientato nella cattolica Siviglia dei tempi della Santa Inquisizione, in cui un giorno Ges\u00f9 Cristo scende sulla Terra, venendo immediatamente riconosciuto e acclamato dal popolo, che lo incita a compiere dei miracoli, fino a quando non irrompe sulla scena il cardinale Grande inquisitore che, con il tacito assenso del popolo, cattura Cristo e lo fa arrestare. Qui \u00e8 gi\u00e0 presente il primo paradosso del racconto: la folla si dimostra pi\u00f9 timorosa del cardinale, rappresentate di Cristo sulla Terra, che di Cristo stesso, pi\u00f9 del potere ecclesiastico, che di quello autenticamente divino.<\/p>\n<p>Una volta reso Cristo prigioniero, il cardinale inizier\u00e0 a discutere con lui, rinfacciandogli tutti gli errori di cui si sarebbe macchiato rendendo l\u2019essere umano libero:\u00a0<strong>Cristo ha rifiutato le tre tentazioni di Satana di Mistero, Autorit\u00e0 e Miracolo, pur di garantire l\u2019assoluta libert\u00e0 all\u2019uomo, che per\u00f2, date le sue debolezze, non \u00e8 capace di gestire questa libert\u00e0 e preferisce cederla a qualcuno in cambio di un relativo benessere materiale.<\/strong>\u00a0Chi si far\u00e0 carico di garantire il benessere, per mezzo anche delle tre tentazioni che Cristo aveva rifiutato, in cambio del potere e della libert\u00e0 \u00e8 proprio la Chiesa, nella figura del grande inquisitore. L\u2019uomo, secondo il cardinale, non \u00e8 in grado di gestire la propria libert\u00e0, preferendo al \u201cpane celeste\u201d un \u201cpane terreno\u201d, e la colpa di Cristo starebbe proprio nell\u2019aver fondato una religione aristocratica, per i pochi che hanno la forza di vivere secondo la propria libert\u00e0, invece che una religione per le masse. Nella ricostruzione dell\u2019inquisitore solo pochi eletti sono a conoscenza dell\u2019effettiva realt\u00e0, possiedono la capacit\u00e0 di \u201cconoscere il bene e il male\u201d e si fanno carico di mantenere il segreto, per rendere felici\u00a0\u00ab<strong>milioni e milioni di creature, tranne quel centinaio di migliaia che le governa\u00bb<\/strong>\u00a0(F. Dostoevskij, in\u00a0<em>Fratelli Karamazov<\/em>): in questa frase si pu\u00f2 comprendere il motivo della rabbia del cardinale nei confronti di Cristo: i pochi eletti, che detengono il potere, rendendo la popolazione felice, non sono altrettanto felici, ma anzi sono costretti a portare sulle loro spalle il peso di quel ruolo, che invece non sarebbe stato necessario se Cristo non avesse concesso la libert\u00e0 agli uomini, ma avesse instaurato un dominio a cui tutti avrebbero dovuto credere e assoggettarvisi in maniera inevitabile. Il racconto si chiude con Cristo che, senza dire una parola per tutta la durata del dialogo, bacia il cardinale che, attonito, lo lascia andare. Un elemento fondamentale del racconto, che si basa sullo scambio della propria libert\u00e0 con la felicit\u00e0, \u00e8 che la felicit\u00e0 ottenuta \u00e8 una\u00a0<strong>\u00abfelicit\u00e0 dei bambini\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi), che rende le masse mansuete e dominabili:<\/p>\n<p><strong>\u00abA quel punto daremo loro una felicit\u00e0 placida e mansueta, la felicit\u00e0 dei deboli quali sono stati creati. Oh, e li convinceremo finalmente a non insuperbirsi, perch\u00e9 superbi li hai resi tu, esaltandoli. Dimostreremo loro che sono deboli, che sono come bambini, ma che la felicit\u00e0 dei bambini \u00e8 la pi\u00f9 dolce che ci sia. Si faranno timorosi, allora, e nella paura guarderanno a noi, e per la paura a noi si stringeranno come pulcini alla chioccia. Per noi proveranno meraviglia e timore, ma anche orgoglio per la forza e l&#8217;arguzia con cui siamo riusciti a pacificare le migliaia di milioni di un gregge tanto turbolento.[\u2026] Li costringeremo a lavorare, certo, ma nelle ore libere dalla fatica faremo si che la loro vita sia come un gioco di bambini, con canzoni, coretti e innocenti passi di danza. Oh, e concederemo loro anche di peccare, perch\u00e9 sono deboli, esangui; e per questa nostra concessione al peccato come bambini ci ameranno anche.\u00bb\u00a0<\/strong>(F.Dostoevskij,\u00a0<em>I fratelli Karamazov<\/em>).<\/p>\n<p>Il rapporto che si crea tra chi comanda e chi \u00e8 comandato, nella proporzione di poche \u201cmigliaia\u201d in confronto a \u201cmilioni e milioni\u201d, mostra una dinamica simile a quella espressa nei Demoni, romanzo dello stesso autore, dal rivoluzionario \u0160igal\u00ebv, il quale:<\/p>\n<p><strong>\u00abpropone, come soluzione finale del problema, la divisone dell\u2019umanit\u00e0 in due parti disuguali. Una decima parte riceverebbe la libert\u00e0 della personalit\u00e0 e un diritto illimitato sugli altri nove decimi. Questi dovranno perdere la personalit\u00e0, trasformarsi come in una specie di gregge e per mezzo d\u2019un\u2019illuminata obbedienza raggiungere, attraverso una serie di generazioni, l\u2019innocenza primordiale, qualcosa come il paradiso primordiale. [\u2026] Le misure proposte dall\u2019autore [\u2026] si basano sui dati delle scienze naturali e appaiono assai logiche\u00bb<\/strong>\u00a0(F.Dostoevskij,\u00a0<em>I demoni<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12072542877\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12072542877\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i22a498fdb0618673\/version\/1733686423\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"259\" data-src-height=\"195\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i22a498fdb0618673\/version\/1733686423\/image.jpg\" data-image-id=\"7786577777\" \/><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12072542877\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p style=\"text-align: justify\">Anche qui \u00e8 presente la divisione della societ\u00e0 in pochi eletti che comandano e in una \u201cgregge\u201d che, attraverso una rieducazione, possa raggiungere una sorta di \u201cparadiso primordiale\u201d. Questa tesi, sempre all\u2019interno dello stesso romanzo, \u00e8 riproposta anche da P\u00ebtr Verchovenskij, per il quale, attraverso questo ordinamento si raggiungerebbe l\u2019uguaglianza e si eviterebbe\u00a0<strong>\u00abil desiderio e la sofferenza\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi), che sarebbero invece destinati solo ai \u201cdirigenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abLivellare le montagne \u00e8 una idea bella e non ridicola. Io sono per Sigal\u00ebv! Non occorre l\u2019istruzione, basta con la scienza! Anche senza la scienza abbiamo materiale per mille anni, ma bisogna adattarsi all&#8217;obbedienza. La sete di istruzione \u00e8 gi\u00e0 una sete aristocratica. Non appena sorge la famiglia o l&#8217;amore, ecco gi\u00e0 anche il desiderio della propriet\u00e0. Noi faremo morire il desiderio: diffonderemo le sbornie, i pettegolezzi, le denunce; spargeremo una corruzione inaudita, spegneremo ogni genio nelle fasce. Tutto allo stesso denominatore, l&#8217;eguaglianza perfetta.[\u2026] \u00c8 indispensabile solo l&#8217;indispensabile, ecco il motto del globo d&#8217;ora innanzi. [\u2026] nello\u00a0<em>\u0160igal\u00ebvismo<\/em>\u00a0non ci saranno desideri. Il desiderio e la sofferenza saranno per noi; per gli schiavi c&#8217;\u00e8 lo\u00a0<em>\u0160igal\u00ebvismo<\/em>.\u00bb\u00a0<\/strong>(Ivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro quindi come questo topos si ripresenti pi\u00f9 volte nell\u2019opera di Dostoevskij, seppur in cornici narrative diverse, ma con gli stessi elementi costanti: il rapporto tra i detentori del potere e il popolo, lo scambio della libert\u00e0 con una felicit\u00e0 sempre bambinesca o fondata sull\u2019inconsapevolezza; elementi che porterebbero in ogni caso all\u2019affermazione dell\u2019uguaglianza tra il popolo: bisogna notare, infatti, come l\u2019operato dei \u201cdirigenti\u201d non sia motivato da puri interessi o tornaconti personali, ma da una sorta di benevolenza nei confronti dei popolo, ritenuto per\u00f2 bisognoso di qualcuno che lo domini e soprattutto che scelga e pensi per lui. Ci\u00f2 che emerge in tutto questo \u00e8 che il solo modo, secondo Dostoevskij, di raggiungere questi ordinamenti sociali \u00e8 la disumanizzazione degli uomini, ovvero la privazione degli uomini di ci\u00f2 che li rende tali: la \u201ccoscienza\u201d e, in ultima analisi, la propria personalit\u00e0.\u00a0<strong>L\u2019importanza e il ruolo della \u201ccoscienza\u201d \u00e8 analizzato dall\u2019autore in un\u2019opera precedente ai due romanzi di cui si \u00e8 trattato fino ad ora, ovvero nelle Memorie del sottosuolo, pubblicato da Dostoevskij nel 1864 in aperto contrasto con il romanzo\u00a0<em>Che fare?<\/em>\u00a0di \u010cerny\u0161evskij, in cui si portavano avanti idee di chiara matrice positivista e progressista.<\/strong>\u00a0Nelle\u00a0<em>Memorie<\/em>, il protagonista si fa carico di un monologo in cui si scaglia contro una societ\u00e0 che si muove sempre pi\u00f9 verso la razionalizzazione dell\u2019uomo e l\u2019affermazione di un sistema che non tiene conto dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo: nella societ\u00e0 qui descritta si pone l\u2019attenzione solo sull\u2019aspetto razionale dell\u2019uomo, non considerando la personalit\u00e0 di ognuno, mossa non da semplici interessi prevedibili, ma da una volont\u00e0 libera e imprevedibile:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abTutta la lista degli interessi [in base a cui agirebbe l\u2019uomo] \u00e8 stata compilata secondo [\u2026] formule della scienza economica. [\u2026] Ma al momento di elencare gli interessi umani ne trascurano uno, [\u2026] eppure da esso dipende tutto il calcolo. [\u2026] Questo cos\u00ec strano interesse noi rientra in nessuna classificazione. [\u2026] Ecco, vedete: la ragione, signori miei, \u00e8 una buona cosa, questo non si discute, ma la ragione \u00e8 pur sempre soltanto ragione e soddisfa soltanto le facolt\u00e0 razionali dell&#8217;uomo; la volont\u00e0 invece \u00e8 manifestazione di tutto il nostro essere, cio\u00e8 di tutta la vita umana, con la ragione e tutto il resto. E sebbene la nostra vita, nelle sue manifestazioni volitive, si presenti spesso sotto un aspetto piuttosto miserabile, essa \u00e8 pur sempre vita e non soltanto un&#8217;estrazione di radice quadrata. Infatti, \u00e8 assolutamente naturale che io intenda vivere allo scopo di soddisfare tutte le mie facolt\u00e0 vitali e non unicamente la mia facolt\u00e0 raziocinante, che forse \u00e8 soltanto una ventesima parte di tutte le mie facolt\u00e0 vitali. Che cosa sa la ragione? La ragione sa soltanto ci\u00f2 che ha avuto il tempo d&#8217;imparare [\u2026], mentre la natura umana agisce invece nella sua integrit\u00e0, con tutto ci\u00f2 che \u00e8 in lei, sia coscientemente che incoscientemente, e anche se mentisce, essa per\u00f2 vive.\u00bb<\/strong>\u00a0(F.Dostoevskij,\u00a0<em>Memorie del sottosuolo<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo \u201cl\u2019uomo del sottosuolo\u201d, l\u2019essere umano non agisce sempre secondo degli interessi calcolabili, ma passa la vita cercando di\u00a0<strong>\u00abconvincersi continuamente di essere un uomo e non un tasto [di pianoforte]!\u00bb<\/strong>\u00a0(Ivi), il che significa che gli elementi dell\u2019imprevedibilit\u00e0 e della personalit\u00e0 nell\u2019uomo rivestono un ruolo fondamentale, che ne definisce l\u2019essenza e che non \u00e8 possibile sradicare, pena la disumanizzazione dell\u2019essere umano. Un altro elemento fondamentale, forse il pi\u00f9 importante per l\u2019uomo, \u00e8 la \u201ccoscienza\u201d, la quale si rende colpevole di provocare all\u2019uomo sofferenze e dolori anzi, scaturisce direttamente dalla sofferenza, ma contemporaneamente \u00e8 ci\u00f2 a cui l\u2019uomo non rinuncerebbe mai:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abl\u2019uomo non rinuncer\u00e0 mai alla vera sofferenza, e cio\u00e8 alla distruzione e al caos. Giacch\u00e9 la sofferenza \u00e8 la vera origine della coscienza. E sebbene io abbia dichiarato fin dal principio che la coscienza, secondo me, \u00e8 la pi\u00f9 grande disgrazia per l\u2019uomo, tuttavia so bene che essa sta tanto a cuore all\u2019uomo che egli non la scambierebbe con nulla al mondo\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coscienza, che si potrebbe intendere come \u201cconsapevolezza del proprio essere\u201d \u00e8 ci\u00f2 che rende l\u2019uomo tale, ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che deve essere eliminato per poter instaurare i sistemi politici espressi precedentemente; e poich\u00e9 la coscienza scaturisce dalla sofferenza, \u00e8 fondamentale, proprio come espresso nella\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0e da Verchovenskij nei\u00a0<em>Demoni<\/em>, eliminare la sofferenza, garantire un benessere generalizzato, che faccia cos\u00ec assopire la coscienza, e renda gli uomini \u201c<strong>tasti di pianoforte<\/strong>\u201d da poter suonare a piacimento. A prima vista per\u00f2, leggendo\u00a0<em>Memorie del sottosuolo<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0si pu\u00f2 notare una totale contraddizione: nella prima opera si afferma che l\u2019uomo non rinuncerebbe mai alla propria libert\u00e0 e alla propria personalit\u00e0 in cambio del benessere, infatti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abl\u2019uomo ha bisogno soltanto di una volont\u00e0 autonoma, qualunque sia il prezzo e quali che siano le conseguenze. [\u2026] Provate a seppellirlo [l\u2019uomo] sotto tutti i tesori terrestri, affondatelo nella felicit\u00e0; [\u2026] concedetegli un tale benessere che non gli resti nulla da fare se non dormire[\u2026]; ebbene, anche in tal caso l\u2019uomo, per mera ingratitudine, unicamente per il gusto di sbagliare, sar\u00e0 capace di commettere una mascalzonata\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre nella seconda opera \u00e8 apparentemente espresso tutto il contrario, infatti gli uomini\u00a0<strong>\u00abdeporranno la libert\u00e0 e [ci] diranno: \u201cRendeteci schiavi, ma dateci da mangiare\u201d\u00bb<\/strong>.\u00a0E riguardo alla necessit\u00e0 di estirpare la sofferenza e la coscienza:\u00a0<strong>\u00abuna mente e la scienza li cacceranno [gli uomini] in labirinti tali e li porranno di fronte a prodigi e misteri talmente insolubili, che alcuni di loro, indomiti e feroci, si suicideranno, laddove altri si uccideranno fra loro, e altri ancora strisceranno ai nostri piedi e intoneranno: &#8221;[\u2026] salvateci da noi stessi!&#8221;\u00bb<\/strong>\u00a0(F. D.\u00a0<em>Fratelli Karamazov<\/em>). In realt\u00e0, per provare a sciogliere questo nodo interpretativo, \u00e8 necessario tener conto di colui che sta riportando la situazione. Nel primo caso, l\u2019uomo del sottosuolo \u00e8 un uomo emarginato ed escluso dalla societ\u00e0, un uomo che ha mantenuto la propria libert\u00e0 e la propria individualit\u00e0 in una societ\u00e0 che, lungi da quanto da lui auspicato, ha accettato il compromesso, ha ceduto la propria umanit\u00e0, per vivere nel\u00a0<strong>\u00abpalazzo di Cristallo\u00bb<\/strong>, ovvero il risultato dell\u2019affermazione di un sistema basato sula ragione e sul calcolo statistico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab[la societ\u00e0 crede] nel palazzo di cristallo, indistruttibile nei secoli dei secoli, cio\u00e8 in qualcosa a cui sia impossibile mostrare la lingua di soppiatto o fare un gesto osceno nascondendo poi la mano. E io invece ho paura di quel palazzo, forse proprio perch\u00e8 \u00e8 di cristallo, indistruttibile per l\u2019eternit\u00e0 e perch\u00e8 mi sar\u00e0 impossibile mostrargli la lingua, magari di soppiatto\u00bb<\/strong>\u00a0(Memorie del sottosuolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 un uomo che parla avendo in mente un\u2019altra societ\u00e0 , che per\u00f2 sembra non essere pi\u00f9 attuale, altrimenti non sarebbe un uomo del sottosuolo, ma un uomo della societ\u00e0. Nella\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0invece, chi parla \u00e8 colui che incarna l\u2019altro lato del compromesso, \u00e8 colui al quale gli uomini hanno ceduto la libert\u00e0 in cambio del benessere; allo stesso tempo la concezione antropologica alla base \u00e8 la stessa: l\u2019uomo \u00e8 dotato naturalmente di libert\u00e0; nella prima opera \u00e8 riportata la testimonianza di un uomo che l\u2019ha mantenuta a sue spese, mentre nella seconda si trova descritta proprio quella societ\u00e0 che l\u2019uomo del sottosuolo ripudia, ma che sembra ormai essersi attualizzata. La lettura della\u00a0<em>Leggenda<\/em>, tendendo in considerazione anche\u00a0<em>Memorie del sottosuolo<\/em>\u00a0e la teoria politica espressa da \u0160igal\u00ebv, \u00e8 sufficiente quindi a darne un\u2019interpretazione che rimuova la cornice del cattolicesimo e che permetta di utilizzare il racconto come critica ad altri fenomeni sociali. Uno tra tutti, coerentemente con il pensiero di Dostoevskij,\u00a0<strong>\u00e8 proprio il l\u2019ideale del socialismo che, in diverse sue sfumature, era ormai presente in Russia gi\u00e0 da tempo e a cui lo stesso autore si era avvicinato in giovane et\u00e0.<\/strong>\u00a0In et\u00e0 matura per\u00f2, dal ritorno dalla prigionia in Siberia, Dostoevskij si avvicina alla religione russa, rifiutando il socialismo, che lui concepisce come naturale continuazione del cattolicesimo, e che, nel romanzo\u00a0<em>L\u2019idiota<\/em>, affermer\u00e0 essere scaturito dalla disperazione a cui ha condotto la perdita della forza morale della religione e che vede come obiettivo la realizzazione della libert\u00e0, non per mezzo dell\u2019amore in Cristo, ma per mezzo della violenza.\u00a0<strong>Il socialismo \u00e8 inteso quindi come violento e privo di dio. Questo non significa che l\u2019autore sia contrario ad ideali tipicamente socialisti o, meglio, umanitari, ma auspichi al loro raggiungimento non per mezzo di una ideologia atea e materialista che vede l\u2019uomo farsi Dio, sostituendolo (umano-divinit\u00e0 nei termini di Solov\u2019\u00ebv), ma per mezzo dell\u2019amore autenticamente cristiano e nell\u2019esempio di Cristo (divino-umanit\u00e0, sempre seguendo la terminologia di Solov\u2019\u00ebv).<\/strong>\u00a0La divinizzazione dell\u2019uomo infatti porta al fallimento dell\u2019uomo stesso, dovuto alla sua intrinseca debolezza, e proprio la presa di questa consapevolezza, senza una fede stabile, pu\u00f2 portare ad aberrazioni come il suicido o l\u2019omicidio, temi ricorrenti nei suoi grandi romanzi. A riprova di ci\u00f2, \u00e8 utile sottolineare come proprio il socialismo sar\u00e0 una delle pi\u00f9 frequenti chiavi di lettura nelle prime interpretazioni della Leggenda, da parte di filosofi russi. Le interpretazioni che si muovono in questa direzione sono molteplici, ma una di quelle che ha riscosso pi\u00f9 successo \u00e8 sicuramente quella di N. Berdjaev, ex marxista e filosofo della religione. Berdjaev si confronta pi\u00f9 volte con la figura di Dostoevskij, tanto da dedicargli un\u2019opera, uscita nel 1923, e tradotta e pubblicata in italiano con il titolo La concezione di Dostoevskij. Lo scritto che verr\u00e0 preso qui in considerazione non \u00e8 per\u00f2 questo, ma il saggio presente all\u2019interno della raccolta del 1918\u00a0<em>De profundis<\/em>\u00a0(Iz glubiny), ideata da Struve all\u2019indomani della rivoluzione russa del 1917, con lo scopo di raccogliere scritti di opposizione di alcuni intellettuali russi contro la rivoluzione bolscevica. Tra questi intellettuali \u00e8 presente anche Berdjaev, che dedica il suo scritto proprio a Dostoevskij e alla\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0del grande inquisitore. Secondo Berdjaev, tra i meriti di Dostoevskij vi \u00e8 certamente quello di essere stato un profeta della rivoluzione russa, essendo questa un evento metafisico e religioso: il socialismo russo infatti \u00e8 occupato del problema sia Dio esista o meno. Dostoevskij, nei suoi scritti avrebbe predetto i frutti del socialismo russo, mettendo a nudo il nichilismo e l\u2019ateismo presenti in Russia &#8211; si tenga presente come Ivan Karamazov incarni proprio queste idee. La rivoluzione russa, secondo Berdjaev, va intesa come un fenomeno di ordine religioso, che si pone l\u2019obiettivo di risolvere il problema di Dio: i russi infatti crearono un Dio dal socialismo e lo sostituirono al Dio cristiano, volendo trasformare tutta l&#8217;umanit\u00e0 secondo un ordine nuovo e videro in ci\u00f2 un compito assoluto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abIl socialismo rivoluzionario russo non fu mai pensato come uno stato transitorio [\u2026], ma sempre come uno stato definitivo, il regno di Dio sulla terra, la soluzione del problema dei destini dell\u2019umanit\u00e0 . Non \u00e8 una questione economica n\u00e9 politica, ma \u00e8 prima di tutto una questione spirituale, religiosa. [\u2026] Respinto Dio, [i ragazzi russi] crearono un Dio dal socialismo. [\u2026] Rimase come scopo la beatitudine sulla terra\u00bb<\/strong>\u00a0(N. Berdjaev, Dostoevskij e la rivoluzione russa, in D. Steila, Il Grande inquisitore. Interpretazioni nel pensiero russo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 qui che si situa la dinamica, teorizzata da Solov\u2019\u00ebv, della divinizzazione dell\u2019uomo, il quale per\u00f2 \u00e8 destinato a fallire, se non accoglie dentro di s\u00e9 la fede per un Dio superiore. Solo cos\u00ec, pu\u00f2 avvenire con successo qualsiasi attivit\u00e0 liberatrice:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab[l\u2019uomo] si ritiene forte, ma \u00e8 in potere di forze estranee, \u00e8 superbo della sua libert\u00e0, ma \u00e8 uno schiavo del mondo esteriore e del caso. [\u2026] Il primo passo verso la salvezza \u00e8 per noi sentire la nostra debolezza e la nostra schiavit\u00f9: chi sente ci\u00f2 pienamente non potr\u00e0 mai essere un assassino; ma se egli si ferma in questo sentimento di debolezza e di mancanza di liber\u00e0 egli sar\u00e0 spinto al suicidio, [\u2026]agendo come un giudice supremo, [\u2026] egli non soltanto sente il male, ma crede nel male. [\u2026] Egli per\u00f2 non deve fermarsi al primo passo, il riconoscimento del proprio male, ma fare un secondo passo e riconoscere il vero Bene che \u00e8 sopra di lui. [\u2026] Con la fede nel Bene sovrumano, cio\u00e8 in Dio, ritorna anche la fede nell\u2019uomo, che non \u00e8 pi\u00f9 un solitario schiavo abbandonato, ma appare come un libero cooperatore della divinit\u00e0 e rappresentate della forza di Dio\u00bb<\/strong>\u00a0(V. Solov\u2019\u00ebv, Tre discorsi in memoria di F. Dostoevskij). Concezione questa che in Berdjaev si trova espressa con l\u2019affermazione secondo cui i tratti principali del grande inquisitore consistono nella\u00a0<strong>\u00abrinuncia alla libert\u00e0 in nome della felicit\u00e0 degli uomini, a Dio in nome dell\u2019umanit\u00e0. Con questo, il Grande Inquisitore seduce gli esseri umani, li costringe a rinunciare alla libert\u00e0, li distoglie dall\u2019eternit\u00e0\u00bb<\/strong>\u00a0(N. Berdjaev,\u00a0<em>Il grande inquisitore<\/em>, in D. Steila,\u00a0<em>Il Grande inquisitore. Interpretazioni nel pensiero russo<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Dostoevskij, il filosofo del nichilismo \u00e8 Ivan Karamazov, che inaugura la ribellione contro Dio e contro il mondo di Dio per motivi che possono sembrare in totale accordo con il cristianesimo, come il tema della sofferenza di innocenti e deboli; tuttavia, Ivan pone il problema partendo da una concezione ateistica, negando il senso divino della vita e vedendo soltanto assurdit\u00e0 e ingiustizia dal punto di vista umano limitato. \u00c8 proprio la leggenda del grande inquisitore a svelare questa dinamica: per Berdjaev il fatto che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00abDostoevskij abbia dato al racconto una veste cattolica alle seduzioni dell\u2019Anticristo non \u00e8 essenziale e deve essere annoverato tra i suoi difetti e debolezze. Lo spirito del grande inquisitore pu\u00f2 apparire e agire in aspetti e forme diverse, \u00e8 capace di reincarnarsi al massimo grado. [\u2026] Nel socialismo rivoluzionario agisce lo spirito del grande inquisitore. Il socialismo rivoluzionario [\u2026] pretende di essere una religione opposta alla fede cristiana [\u2026], che accetta tutte e tre le tentazioni respinte da Cristo nel deserto in nome della libert\u00e0 dello spirito umano\u00bb<\/strong>\u00a0(N. Berdjaev, ivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il socialismo, a differenza del cristianesimo, \u00e8 la religione delle masse, la religione del \u201cpane terreno\u201d, che concede il \u201cbenessere\u201d in cambio della libert\u00e0 dell\u2019uomo. Questo, per Berdjaev, si \u00e8 concretizzato in Russia, dopo la rivoluzione, con l\u2019annientamento della personalit\u00e0 e dell\u2019individualit\u00e0 e, proprio come riportato dalla teoria di \u0160igal\u00ebv,\u00a0<strong>\u00abil pensiero \u00e8 diventato perfettamente impersonale, di massa\u201d, fondato su \u201cun livellamento forzato universale\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi). \u00c8 chiaro come l\u2019interpretazione di Berdjaev legga la Leggenda del grande inquisitore in continuit\u00e0 con gli scritti citati finora, staccandola da una interpretazione che ne faccia una mera critica al cattolicesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il motivo per cui il pensiero di Dostoevskij continua per\u00f2 ad essere studiato e a suscitare riflessioni non \u00e8 soltanto di carattere storico, infatti tutto questo discorso potrebbe essere facilmente applicato alla nostra contemporaneit\u00e0, alla nostra societ\u00e0 secolarizzata, in cui parlare di concetti come umano-divinit\u00e0 e divino-umanit\u00e0 potrebbe apparire obsoleto e anacronistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si adotta per\u00f2 uno sguardo pi\u00f9 ampio sulla realt\u00e0, la dialettica del grande inquisitore \u00e8 facilmente riscontrabile nella nostra societ\u00e0, una societ\u00e0 che ha reso gli individui dei\u00a0<strong>numeri<\/strong>, considerati solo in base alla loro utilit\u00e0 concreta nel meccanismo di produzione e consumo, per alimentare una macchina ormai incontrollabile, che non si fa scrupoli ad assoggettare per i propri scopi l\u2019ambiente, gli animali e gli uomini stessi, che per\u00f2 sembrano assuefatti dall\u2019idea di \u201cprogresso\u201d e dall\u2019apparente benessere in cui si ritrovano oggi le nostre societ\u00e0 \u201cevolute\u201d; degli esseri umani che stanno sempre pi\u00f9 perdendo la loro umanit\u00e0, soggetti ad una strana dialettica che prima li ha divinizzati, facendo credere che all\u2019uomo tutto \u00e8 permesso, in quanto padrone della Terra, e che ora li ha resi dei meri strumenti, utili al grande inquisitore del nostro tempo, il consumismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 forse con questa lente che si pu\u00f2 leggere oggi la\u00a0<em>Leggenda<\/em>\u00a0del grande inquisitore, cos\u00ec come l\u2019auspicio di Dostoevskij e di Solov\u2019\u00ebv per l\u2019uomo di abbracciare la divino-umanit\u00e0 non deve oggi sembrare necessariamente qualcosa di relegato unicamente alla religione, ma pu\u00f2 essere letto come l\u2019invito per l\u2019uomo di non considerarsi unico abitante della terra, unico depositario di dignit\u00e0 e potere, al pari di una divinit\u00e0, ma esser consapevole della propria \u201cumana debolezza\u201d e riconoscere la sua intrinseca dipendenza, non necessariamente nei confronti di un qualsiasi dio, ma nei confronti della Natura:\u00a0<strong>la divino-umanit\u00e0 di Dostoevskij pu\u00f2 oggi diventare l\u2019auspicio dell\u2019avvento di una natural-umanit\u00e0, di un uomo che si riconosca parte integrante della Natura e che, salvandola, salvi se stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/dicembre\/nuova-paginil-palazzo-di-cristallo-dostoevskij-tra-libert%C3%A0-e-felicit%C3%A0-a\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/dicembre\/nuova-paginil-palazzo-di-cristallo-dostoevskij-tra-libert%C3%A0-e-felicit%C3%A0-a\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Domenico Marra) Cosa pu\u00f2 insegnarci uno tra i pi\u00f9 grandi conoscitori dell&#8217;animo umano, Dostoevskij, di nuovo e di utile per la nostra contemporaneit\u00e0? Come \u00e8 stato recepito al suo tempo e perch\u00e8 la\u00a0Leggenda\u00a0del grande inquisitore, che sembra essere relegata al mondo della religione e del passato, \u00e8 invece ancora terribilmente attuale? Questi sono gli obiettivi che l\u2019articolo si propone di raggiungere, attraverso la lettura e il confronto di alcune tra le&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mYV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88345"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88345"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88345\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88346,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88345\/revisions\/88346"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}