{"id":88351,"date":"2024-12-12T09:30:00","date_gmt":"2024-12-12T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88351"},"modified":"2024-12-11T23:03:40","modified_gmt":"2024-12-11T22:03:40","slug":"la-variabile-cipriota-nelle-scelte-della-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88351","title":{"rendered":"La variabile cipriota nelle scelte della Turchia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Gabriele Germani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-88353\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/download-3.jpeg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"169\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 30 ottobre, il presidente greco-cipriota Christodoulides ha paventato davanti ad un entusiasta Joe Biden la possibilit\u00e0 di far aderire il suo paese alla NATO. I due hanno dialogato sulla necessit\u00e0 di modernizzare la Guardia Nazionale cipriota. Saremmo davanti una ripetizione del recente passato, quando Svezia e Finlandia aderirono all\u2019alleanza, tuttavia Cipro presenta alcune questione delicate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dettaglio non da poco &#8211; e che non si capisce come sia sfuggito al Presidente degli Stati Uniti &#8211; , la parte settentrionale dell\u2019isola \u00e8 dal 1983 de facto indipendente col nome di Repubblica Turca di Cipro del Nord (l\u2019occupazione turca risale al 1974).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La repubblica, riconosciuta dalla sola Turchia, ottenne nel 2022 lo status di osservatore dell\u2019Organizzazione degli Stati Turchi. Aleggi\u00f2 il sospetto che questo fosse un riconoscimento da parte dei membri, tra i quali dal 2021 era (\u00e8) annoverata anche l\u2019Ungheria, paese NATO ed UE. Bruxelles comunic\u00f2 che non era in corso nessun processo di riconoscimento della repubblica turco-cipriota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La proposta di adesione alla NATO ha incontrato il no di Erdogan ed \u00e8 stata definita una provocazione dalla controparte settentrionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pochi giorni dopo, Michael Rubin, senior fellow all\u2019American Enterprise Institute, evocava su The National Interest la necessit\u00e0 per gli USA di farsi consegnare le basi militari del Regno Unito sull\u2019isola. Le strutture sono vestigia coloniali conservate da Londra al momento dell\u2019indipendenza. I precedenti ci sono gi\u00e0, dice Rubin, dalla recentissima cessione delle Chagos alle Mauritius, fino al ritiro britannico a Ovest di Suez che Wilson organizz\u00f2 nel 1970 cedendo le strutture agli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione non si conclude qui. L\u2019estate passata, il ministro degli esteri di Ankara, Hakan Fidan, aveva detto che Nicosia stava fornendo supporto logistico a Israele nel conflitto con Gaza. Nashrallah aveva dichiarato che Hezbollah avrebbe colpito Cipro qualora avesse fornito assistenza logistica in un conflitto col Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La minaccia non era da poco: Cipro \u00e8 membro UE e area euro. Christodoulides ha ribadito che Cipro non intendeva farsi coinvolgere nel conflitto e che le autorit\u00e0 avevano un continuo dialogo con Beirut e Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019isola \u00e8 inoltre posizionata strategicamente davanti le coste libanesi e siriane, all\u2019altezza delle due basi russe di Latakia (aerea) e Tartus (navale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rebus si risolve dunque con una banale intenzione degli USA di fare le scarpe agli alleati e subentrare in un hub militare ed energetico? Siamo davanti al solito strozzamento a cui gli USA sottopongono l\u2019Europa (tecnicamente alleata, in realt\u00e0 colonia)? Non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Turchia, Regno Unito e Israele, non sono Francia, Germania o Italia sottoposte a politiche di spoliazione industriale e costrette ad una politica estera eterodiretta da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ankara ha pi\u00f9 volte dimostrato di saper tesaurizzare la sua posizione tra tre continenti, usando la propria storia. L\u2019ascesa di Erdogan e del suo partito, l\u2019AKP, una sorta di Democrazia Cristiana turca, ha permesso alla Turchia di ritagliarsi un ruolo pi\u00f9 ambizioso di quello giocato fino a un paio di decenni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino ad allora Ankara aveva tenuto un atteggiamento filo-occidentale e parte di questo era stato il laicismo; che in politica estera dopo la caduta dell\u2019URSS, si era trasformato in una rivalutazione del panturanismo. Il paese aveva penetrato l\u2019Azerbaigian e gli -stan centroasiatici per conto della NATO, rivangando il passato.<\/p>\n<p>Turchia, Regno Unito e Israele, non sono Francia, Germania o Italia sottoposte a politiche di spoliazione industriale e costrette ad una politica estera eterodiretta da Washington.<\/p>\n<p>Ankara ha pi\u00f9 volte dimostrato di saper tesaurizzare la sua posizione tra tre continenti, usando la propria storia. L\u2019ascesa di Erdogan e del suo partito, l\u2019AKP, una sorta di Democrazia Cristiana turca, ha permesso alla Turchia di ritagliarsi un ruolo pi\u00f9 ambizioso di quello giocato fino a un paio di decenni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino ad allora Ankara aveva tenuto un atteggiamento filo-occidentale e parte di questo era stato il laicismo; che in politica estera dopo la caduta dell\u2019URSS, si era trasformato in una rivalutazione del panturanismo. Il paese aveva penetrato l\u2019Azerbaigian e gli &#8211;<em>stan<\/em>\u00a0centroasiatici per conto della NATO, rivangando il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019AKP ha contrapposto a questa politica estera il neo-ottomanesimo, mediterraneo ed orientato a fare di Ankara il ponte tra Europa, Asia e Africa. Da qui il dinamismo in Siria e Iraq, la trasformazione dell\u2019Azerbaigian in una sorta di piccolo fratello armato contro l\u2019Armenia, cartine governative che includono le isole egee (greche), dalle quali \u00e8 facile arrivare sulle coste libiche, dove la Turchia ha rimpiazzato l\u2019Italia nel post-Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ankara si \u00e8 impegnata a sostenere la Somalia e ha concentrato nell\u2019area del Corno d\u2019Africa ingenti investimenti nell\u2019edilizia, a cui Erdogan \u00e8 legato. Una strategia pragmatica, non anti-occidentale, ma post-occidentale che la Turchia pu\u00f2 giocare anche data la percezione di appartenere al Sud globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al termine della Guerra Fredda, lo stato anatolico ha ereditato il ruolo di ponte tra mondi che prima era toccato al nostro paese; i mutamenti geopolitici odierni (l\u2019ascesa multipolare) permettono per\u00f2 a queste manovre maggior coraggio e forse porranno il paese al sicuro dal tramonto occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo era almeno in parte il piano di Erdogan, quando questa estate dopo l\u2019Azerbaigian, present\u00f2 domanda di adesione ai BRICS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanta acqua \u00e8 corsa sotto i ponti e tante vicende apparentemente non collegate rivelano forse una trama pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi giorni di ottobre l\u2019alleato di governo Bah\u00e7eli, leader del MHP della destra nazionalista, stringeva la mano ai parlamentari del partito di sinistra DEM, espressione dei curdi. Il 22 ottobre, Bah\u00e7eli andava oltre, invitando Ocalan &#8211; leader del PKK, detenuto dallo stato turco &#8211; a recarsi in Parlamento e dichiarare la fine della lotta armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 23 ottobre mattina, il nipote di Ocalan riceveva il permesso di poterlo visitare, un fatto epocale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso giorno Erdogan arrivava a Kazan, ospite del vertice dei BRICS in Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle stesse ore, un gruppo del PKK portava un feroce attentato alla sede dell\u2019industria aerospaziale turca ad Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma perch\u00e9 il governo ha provato a dialogare con DEM\/PKK?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una delle ipotesi \u00e8 legata al corridoio transcaspico. Il gasdotto partirebbe dall\u2019Asia centrale, passerebbe il Caspio per giungere in Azerbaigian, da qui attraverso il corridoio di Zangezur (non a caso sede di conflitto tra azeri e armeni) arriverebbe in Turchia, nella porzione curda del territorio nazionale. Garantire la sicurezza di questa via energetica \u00e8 di importanza capitale per Erdogan per controllare il mercato energetico europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potrebbero poi esservi anche dinamiche locali, il governo potrebbe chiedere l\u2019appoggio di DEM per far varare una nuova Costituzione in cambio di una serie di garanzie per le minoranze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriviamo all\u2019attentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una Turchia in grado di proiettarsi in Asia Centrale, hub energetico, in buoni rapporti con la Russia, membro dei BRICS, nella Via della Seta, in rotta con Israele e pacificata al proprio interno a chi non fa comodo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 23 ottobre si verificava l\u2019attentato, il 30 ottobre si parlava di adesione di Cipro alla NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriviamo alle recenti vicende siriane: i jihadisti che stanno distruggendo la stato siriano sarebbero filo-turchi e avrebbero avviato una resa dei conti con i curdi locali (alleati degli USA). I due paesi della NATO presenti nell\u2019area sostengono fazioni opposte? L\u2019amministrazione Biden dimissionaria vuole bruciare ogni ponte dalla Siria all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora ancora una volta: a chi conviene la situazione odierna?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_solo_curdi_la_variabile_cipriota_nelle_scelte_della_turchia\/39602_58173\/?fbclid=IwY2xjawHG6XVleHRuA2FlbQIxMQABHXa_Bzgn5rc9390p0AJn0RwKunwA6lWF0VcvbaU2TUTwOYBFzSODAyk5Nw_aem_NFN4d4G36U3bGEMQHibWgg&amp;sfnsn=scwspmo\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_solo_curdi_la_variabile_cipriota_nelle_scelte_della_turchia\/39602_58173\/?fbclid=IwY2xjawHG6XVleHRuA2FlbQIxMQABHXa_Bzgn5rc9390p0AJn0RwKunwA6lWF0VcvbaU2TUTwOYBFzSODAyk5Nw_aem_NFN4d4G36U3bGEMQHibWgg&amp;sfnsn=scwspmo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Gabriele Germani) Il 30 ottobre, il presidente greco-cipriota Christodoulides ha paventato davanti ad un entusiasta Joe Biden la possibilit\u00e0 di far aderire il suo paese alla NATO. 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