{"id":88362,"date":"2024-12-12T10:48:04","date_gmt":"2024-12-12T09:48:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88362"},"modified":"2024-12-12T09:59:47","modified_gmt":"2024-12-12T08:59:47","slug":"trump-e-lunione-europea-tra-la-pace-in-ucraina-e-una-nuova-possibile-crisi-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88362","title":{"rendered":"Trump e l\u2019Unione Europea: tra la pace in Ucraina e una nuova possibile crisi finanziaria"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/f.elconfidencial.com_original_b38_df9_ab0_b38df9ab0985d03497920dbef3137cdc.jpg\" width=\"378\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa cambier\u00e0 per l\u2019Europa con l\u2019elezione di Donald Trump alla Casa Bianca? Predire il futuro, e in particolare prevedere quello che far\u00e0 Trump \u2013 noto, per la sua imprevedibilit\u00e0 e per i suoi umori discontinui \u2013 \u00e8 assolutamente impossibile. Tuttavia occorre fare uno sforzo per tentare di comprendere le conseguenze della nuova situazione americana sapendo che bisogner\u00e0 di volta in volta modificare le previsioni in base alle dinamiche della realt\u00e0. E\u2019 noto che Trump non ama la UE e che appoggia tutti i politici europei nazionalisti di destra che, in una maniera o nell\u2019altra, contrastano l\u2019Unione, da Nigel Farage in Gran Bretagna a Viktor Orban in Ungheria a Matteo Salvini in Italia e Aleksandar Vu\u010di\u0107 in Serbia. Trump former\u00e0 con loro e con altri una sorta di \u201cInternazionale illiberale\u201d che condizioner\u00e0 pesantemente la politica europea a partire dalla questione dei migranti. Oltre a Orb\u00e1n, il primo ministro italiano Giorgia Meloni e il Cancelliere austriaco Karl Nehammer sono entrambi ideologicamente vicini a Trump, sebbene Meloni, amica del capitalista libertario e pazzoide Elon Musk, partner stretto di Trump, non condivida la posizione filo-russa di Orb\u00e1n. Anche il governo olandese sostenuto da Geert Wilders, un politico anti-Islam, anti-immigrazione e populista, pu\u00f2 diventare un alleato di Trump. Il neo eletto presidente americano favorir\u00e0 con forza la disintegrazione nazionalistica della UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello scontro tra il liberalismo della UE e i nazionalismo fascistoidi interni alla UE, favorir\u00e0 i regimi illiberali di destra e gli \u201cuomini forti\u201d (o le \u201cdonne forti\u201d) che intendono scardinare le democrazie in Europa e svuotare dall\u2019interno la UE. L\u2019ideologia della destra europea pi\u00f9 o meno estrema \u00e8 in generale conforme a quella della tradizione reazionaria: Dio, Patria e Famiglia. In realt\u00e0 la religione viene invocata non nel suo aspetto trascendente e liberatorio ma perch\u00e9 impone una disciplina superiore, intima e ferrea, l\u2019obbedienza a una entit\u00e0 superiore. Anche l\u2019amore di Patria obbliga all\u2019obbedienza al Capo e a guardare con sospetto gli oppositori critici, le minoranze (e soprattutto gli \u201calieni\u201d gli immigrati, che per definizione non hanno patria, e che quindi per definizione portano indisciplina, scompiglio, e perfino terrorismo). La Famiglia \u00e8 per la destra un altro luogo di disciplina e di ubbidienza all\u2019autorit\u00e0: \u00e8 una famiglia patriarcale con l\u2019uomo forte, la donna-madre rispettosa del capo, che per\u00f2 a sua volta pu\u00f2 diventare \u201ccapo\u201d se si trasforma anch\u2019ella in padre-padrone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema politico della destra \u00e8 plasmato sulle norme della famiglia patriarcale: fondamentalmente non tollera la disubbidienza. Estromette le opposizioni e schiaccia le minoranze. Il governo populista \u00e8 di norma un governo plebiscitario di maggioranza, un governo che fa rispettare legge e ordine, anche se il capo \u00e8 al di sopra la legge e, anzi, \u00e8 la Legge. Non a caso i governi autoritari tentano di stravolgere la Costituzione. Giorgia Meloni per esempio, vuole diventare premier eletta dal popolo, e cos\u00ec in un colpo solo esautorare il parlamento e il Capo dello Stato, che avrebbero meno legittimat\u00e0 del premier eletto. Il Capo deve potere affermare \u201cLo Stato sono io\u201d! Come il Re Sole, Luigi XIV. Ma il suo successore, Luigi XVI venne poi ghigliottinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano economico, \u00e8 noto che Trump intende aumentare le tariffe doganali per riequilibrare la bilancia commerciale americana, fortemente deficitaria. L\u2019Europa esporta in America beni e servizi per circa 794 miliardi di euro (dati 2023) e ha importazioni pari a circa 743 miliardi. L\u2019Europa ha un surplus nel settore dei beni e un deficit in quello dei servizi: il surplus complessivo \u00e8 di 52 miliardi di euro e Trump vorrebbe diminuirlo alzando i dazi del 10-20% sui beni europei di importazione,mentre ai beni cinesi vorrebbe applicare dazi aggiuntivi del 60%. Quindi le tariffe colpiranno fortemente l\u2019economia europea, che frener\u00e0 ancora pi\u00f9 di quanto non sia gi\u00e0 frenata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei settori pi\u00f9 colpiti sarebbe l\u2019industria automobilistica, in particolare quella tedesca. \u201c<em>I Paesi dell\u2019Ue non prendono le nostre auto. Non prendono i nostri prodotti agricoli. Vendono milioni e milioni di auto negli Stati Uniti. No, no, no, dovranno pagare un prezzo molto alto<\/em>\u201c, ha dichiarato Donald Trump poco prima delle elezioni. Secondo Eurostat, la Germania sar\u00e0 il paese pi\u00f9 colpito dalle tariffe USA. Nel 2023 la Germania ha esportato merci negli Stati Uniti per 157,7 miliardi di euro. Seguono l\u2019Italia e l\u2019Irlanda, con esportazioni per 67,3 miliardi di euro e 51,6 miliardi di euro rispettivamente. Insieme, questi tre Paesi rappresentano il 55% delle esportazioni dell\u2019Ue negli Stati Uniti. E quindi dovrebbero essere i pi\u00f9 duramente colpiti dalla politica protezionistica di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Europa potrebbe reagire alla chiusura commerciale americana in cinque modi, che peraltro non si escludono a vicenda: la UE potrebbe a sua volta alzare i dazi ai prodotti di importazione americani (soprattutto petrolio, gas e prodotti farmaceutici) e alzare barriere protezionistiche verso l\u2019industria americana dei servizi, che \u00e8 eccedentaria; le industrie europee potrebbero dirottare gli investimenti europei e produrre direttamente negli USA, saltando cos\u00ec le tariffe doganali e impoverendo il tessuto produttivo europeo; la UE potrebbe aprire il mercato europeo alle merci americane, abbassando in particolare le barriere commerciali cosiddette invisibili, gli standard di qualit\u00e0, e permettendo per esempio l\u2019importazione di carne con alti livelli di ormoni e soia geneticamente modificata. L\u2019industria europea potrebbe cercare di compensare la perdita del mercato americano esportando in altri paesi; infine potrebbe programmare l\u2019espansione del mercato interno, ovvero aumentare gli stipendi e i salari ai lavoratori. Quest\u2019ultima sarebbe di gran lunga l\u2019opzione preferibile ma \u00e8 difficile che la UE voglia attuarla. Le politiche europee sono sempre state guidate dal mercantilismo tedesco, che punta all\u2019esportazione grazie alla compressione del costo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella guerra commerciale con l\u2019Europa la strategia di Trump sar\u00e0 quella del \u201cdivide et impera\u201d. La nuova amministrazione americana punta a trattare le questioni commerciali non sul piano multilaterale e non tanto con la UE ma con i singoli paesi in modo da avere maggiore potere negoziale. Prevedibilmente per Trump non sar\u00e0 difficile rompere il fronte europeo. La UE potrebbe essere messa all\u2019angolo perch\u00e9 i singoli paesi correranno alla corte di Trump in modo da sfuggire ai dazi americani o comunque in modo da avere condizioni di migliore favore rispetto agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In relazione alle politiche protezionistiche di Trump, la banca d\u2019affari Goldman Sachs prevede che l\u2019euro possa scendere rispetto al dollaro, anche del 10%, dal momento che la Federal Reserve continuer\u00e0 a applicare prevedibilmente tassi pi\u00f9 alti di quelli della BCE, e quindi i flussi internazionali di denaro correranno verso la FED13. Il dollaro forte faciliterebbe gli investimenti americani in Europa e l\u2019acquisizione delle imprese europee. Le oscillazioni valutarie sono per\u00f2 particolarmente imprevedibili e quindi potranno viaggiare in un senso o nell\u2019altro. Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che le tariffe avranno dei forti riflessi sul dollaro e sull\u2019euro, e quindi anche su tutti i mercati finanziari. La prospettiva, almeno nel breve e medio periodo, \u00e8 che la valuta europea si indebolisca e quella americana si rafforzi. Nel lungo periodo, se le politiche economiche di Trump falliranno, come \u00e8 probabile, allora potrebbe accadere esattamente il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump sar\u00e0 ovviamente del tutto contrario a ogni accordo con l\u2019Europa e con altri paesi sul clima e su ogni tipo di regolamentazione e standardizzazione, per esempio per quanto riguarda l\u2019intelligenza artificiale, i farmaci, le tecnologie verdi. In generale la deregolamentazione diventer\u00e0 il criterio prevalente. L\u2019Europa dovr\u00e0 regolamentare da sola le nuove tecnologie senza l\u2019assistenza e la collaborazione di chi effettivamente nella maggiore parte dei casi le crea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impatto maggiore di Trump alla Casa Bianca sar\u00e0 di tipo geopolitico: Trump ha infatti promesso la pace in Ucraina e, in maniera pi\u00f9 criptica, la pace in Medio Oriente, pur asserendo che Israele ha il diritto di \u201cdifendersi\u201d \u2013 ovvero, nel vocabolario trumpiano, di fare tutte le guerre che vuole in dispregio del diritto internazionale e delle organizzazioni internazionali, in primis dell\u2019ONU -. Trump consentir\u00e0 al governo di Benjamin Netanyahu di puntare a realizzare la Grande Israele, con l\u2019occupazione di Gaza e della Cisgiordania, favorendo l\u2019espulsione e la sottomissione di milioni di palestinesi; e favorir\u00e0 in Medio Oriente i cosiddetti accordi di Abramo: questi si riferiscono a una dichiarazione congiunta siglata il 13 agosto 2020 tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. Successivamente per accordi di Abramo si intendono gli accordi tra Israele, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein. Trump cercher\u00e0 di estendere il patto all\u2019Arabia Saudita e agli altri paesi dell\u2019area araba puntando a stringere le intese offrendo in cambio armi e tecnologie. Rimarrebbe comunque irrisolto il problema dell\u2019Iran, storico antagonista degli USA e dell\u2019Arabia Saudita, oltre che di Israele, naturalmente. Occorrer\u00e0 capire per\u00f2 se l\u2019accordo di Abramo potr\u00e0 mai essere realizzato senza una chiara soluzione del problema palestinese. con la costituzione di una Grande Israele sui territori illegalmente occupati da Israele dopo la terza guerra arabo-israeliana del 1967. Trump e Israele potrebbero volere risolvere con una guerra il problema dell\u2019l\u2019Iran, lo Stato teocratico che i due Stati alleati vorrebbero rovesciare per cancellare il regime sciita degli ayatollah apertamente contrario all\u2019esistenza dello Stato di Israele. Il problema \u00e8 per\u00f2 che l\u2019Iran ha rapporti stretti, anche militari, con due potenze atomiche, la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping. Cancellare l\u2019Iran dalla cartina della politica \u00e8 quindi molto complicato, e potrebbe portare a un conflitto atomico globale. Comunque la vicenda rimane completamente in sospeso. Occorrer\u00e0 capire se e come Trump manterr\u00e0 la promessa fatta nel suo primo discorso dopo la vittoria elettorale di fare la pace e non la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema per gli europei \u00e8 che il Medio Oriente \u00e8 vitale per i loro interessi perch\u00e9 gli Stati arabi sono i maggiori fornitori di petrolio e gas al mondo, insieme alla Russia e agli Stati Uniti, e perch\u00e9 sulla rotta del Mar Rosso e del canale di Suez passa il 40% circa delle forniture di petrolio. Il prezzo del petrolio sale ogni volta che il Medio Oriente si infiamma. Inoltre \u00e8 ovviamente elevato il rischio che una guerra in Medio Oriente diventi rapidamente un conflitto atomico globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo l\u2019unica quasi certezza \u00e8 che al martoriato popolo palestinese non verranno riconosciuti il diritto alla terra e a uno Stato. La tragedia palestinese probabilmente continuer\u00e0 perch\u00e9 i governi suprematisti e di estrema destra di Israele finora hanno\u00a0 messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati e di concedere uno Stato ai palestinesi: ma cos\u00ec \u00e8 prevedibile che i problemi del Medio Oriente siano destinati a marcire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Relativamente agli affari europei, Trump ha gi\u00e0 affermato che non intende supportare la Nato cos\u00ec com\u2019\u00e8: piuttosto sembra perfino disposto a scioglierla e a lasciare che la Russia \u201csi faccia un boccone\u201d degli europei. Per Trump la Nato dovrebbe diventare una sorta di copertura militare che gli europei devono pagare sempre di pi\u00f9 agli Stati Uniti per essere protetti. Il pagamento pu\u00f2 avvenire in diversi modi, soprattutto con l\u2019acquisto di armi e dei titoli di debito americani. Trump punta a aumentare le vendite di armi in Europa e per questo vuole imporre una soglia minima di spese militari annuali ai paesi del vecchio continente: la soglia minima dovrebbe essere pari inizialmente al 2% del PIL ma potrebbe raggiungere presto il 3-4% per fronteggiare il confronto con la Russia. Con l\u2019amministrazione Trump l\u2019esercito americano in Europa diventerebbe una sorta di forza militare mercenaria pagata dagli europei. Ovviamente la decisione ultima di un eventuale intervento degli americani (e dei canadesi) in difesa degli europei rimarrebbe comunque esclusivamente in mano all\u2019amministrazione americana. Quindi l\u2019Europa, anche pagando, non avrebbe mai la certezza della difesa da parte dell\u2019alleato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano logico, la soluzione al problema della sicurezza europea non pu\u00f2 allora che essere una: la realizzazione di una difesa autonoma. Il presidente francese Emmanuel Macron e il ministro degli Esteri polacco Radek Sikorski hanno gi\u00e0 sostenuto che il ritorno di Trump alla Casa Bianca dovrebbe spingere l\u2019Europa ad assumersi maggiori responsabilit\u00e0 per la propria sicurezza. Ma costruire un esercito europeo in assenza di uno Stato europeo e senza neppure avere una politica estera omogenea tra gli Stati europei \u00e8 molto complesso se non impossibile. Un centro unico di comando militare senza un unico centro politico di governo \u00e8 da escludersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda l\u2019Ucraina, paradossalmente la situazione potrebbe diventare favorevole per l\u2019Europa. Il pregiudicato Donald Trump potrebbe essere migliore di Ursula von der Leyen nella difesa degli interessi dei paesi europei. Ursula rappresenta una Europa impotente sul piano militare ma paradossalmente guerrafondaia: insomma una Europa che abbaia ma non morde e che si fa male da sola. L\u2019autocrate Trump sembra invece cercare i negoziati e la pace in Ucraina. Trump non vuole correre il rischio che gli USA facciano la guerra su tre fronti: quello ucraino, quello medio-orientale e quello relativo a Taiwan e alla Cina. Vuole concentrare le forze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pace far\u00e0 molto bene all\u2019Europa; al contrario, se la guerra durasse \u201cfino alla vittoria ucraina\u201d (???) come proclamava assurdamente Ursula fino a qualche tempo fa, l\u2019Europa si dissanguerebbe per nulla: infatti \u00e8 chiaro anche ai ciechi che l\u2019Ucraina non potr\u00e0 mai vincere questa guerra. Proprio per questo motivo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vuole trascinare l\u2019America in una guerra totale contro la Russia coinvolgendola nel conflitto dentro le frontiere russe. Per colpa di Ursula l\u2019Europa \u00e8 entrata in una pericolosa escalation che potrebbe portarla anche alla guerra atomica. Perfino il parlamento europeo ha votato per portare la guerra in difesa dell\u2019Ucraina dentro il territorio russo con le armi della Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump pare finalmente realistico: neppure l\u2019America con tutte i suoi armamenti formidabili pu\u00f2 rischiare delle guerre su tre fronti. Ursula e la Commissione UE invece con irresponsabile testardaggine ci porterebbero a un rovinoso scontro con la Russia atomica. Un politico intelligente avrebbe invece dovuto prevenire la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Ucraina si doveva e si poteva evitare fin dall\u2019inizio. Fin dalla proclamazione dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, nel 1991, i conflitti con la Russia sono stati alimentati dall\u2019espansionismo militare della Nato guidata dalle amministrazioni statunitensi, da Clinton, da Obama, da Bush junior, e infine da Biden, con la colpevole e passiva compiacenza dei governi europei. Da parte della Nato affacciarsi alla porta della Russia e pretendere di fare credere che questa sfida non fosse una minaccia per Mosca, \u00e8 stato o un grossolano errore strategico o una evidente mistificazione, o ambedue le cose. L\u2019intervento imperialistico della Russia di Putin in Ucraina \u00e8 stato tanto illegittimo e illegale quanto scontato e prevedibile perch\u00e9 \u00e8 stato coscientemente provocato dall\u2019imperialismo americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ipotesi storiche controfattuali non possono mai essere confermate. Ma \u00e8 realistico pensare che se l\u2019Ucraina di Zelensky e soci non avessero chiesto insistentemente di appartenere alla Nato \u2013 che non \u00e8 una organizzazione economica per lo sviluppo sostenibile, e neppure un\u2019associazione per il progresso e i diritti civili, ma \u00e8 una organizzazione militare che ha gi\u00e0 operato con pessimi risultati in Serbia, Kossovo, Afghanistan e Iraq \u2013 Putin non avrebbe attaccato. Dal punto di vista degli equilibri imperiali era molto difficile pensare che la Russia non avrebbe risposto direttamente e con la forza alla eventualit\u00e0 di avere missili nemici dislocati nel giardino di casa, a pochi minuti di gettata da Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Appare chiaro che in Ucraina l\u2019Occidente ha cercato lo scontro, pur negando vigliaccamente a Kiev l\u2019ingresso nella NATO per non correre il rischio di un coinvolgimento diretto nella guerra con la Russia. In sostanza l\u2019America ha imparato che \u00e8 meglio fare fare le guerre agli altri piuttosto che farle in prima persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il grande errore di Zelensky \u00e8 stato quello di insistere a entrare in un club che non lo voleva come socio \u2013 infatti la Nato non ha mai risposto positivamente e concretamente alle richieste dell\u2019Ucraina \u2013 ma che aveva tutto l\u2019interesse a fare scontrare gli ucraini con i russi. Sono state purtroppo sacrificate molte decine di migliaia di uomini e otto milioni circa di ucraini hanno dovuto abbandonare la loro terra: l\u2019Ucraina \u00e8 distrutta ma le prospettive di successo nel conflitto sono quasi pari a zero. Zelensky,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/12\/trump-e-lunione-europea-tra-la-pace-in-ucraina-e-una-nuova-possibile-crisi-finanziaria\/#https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2021\/oct\/03\/revealed-anti-oligarch-ukrainian-president-offshore-connections-volodymyr-zelenskiy\">l\u2019uomo dei Panama Papers<\/a>, \u00e8 stato un cattivo stratega: avrebbe fatto meglio a rinunciare all\u2019ingresso (praticamente impossibile) nella Nato, a garantire ai russi la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina e a usare tutte le armi della diplomazia per risolvere pacificamente la questione del Donbass russofono e russofilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Trump manterr\u00e0 le sue promesse e se davvero si giunger\u00e0 alla pace, come \u00e8 probabile, essa sar\u00e0 certamente a favore della Russia. Putin si annetter\u00e0 dei territori, sicuramente la Crimea e molto probabilmente il Donbass, e otterr\u00e0 la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina, che rimarr\u00e0 prevedibilmente sotto tutela internazionale con il coinvolgimento solo indiretto della Nato. L\u2019Europa avr\u00e0 tutto da guadagnare dalla pace, anche sul piano militare: l\u2019assistenza all\u2019Ucraina da parte dell\u2019UE e degli Stati membri \u00e8 costata finora oltre 118 miliardi di euro, inclusi circa 43,5 miliardi di euro di supporto militare15. La ricostruzione dell\u2019Ucraina, che comporta una spesa valutata in circa 500 miliardi di euro, peser\u00e0 ulteriormente sui paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Ucraina sta gi\u00e0 togliendo alla UE immense risorse per la transizione energetica e digitale. Al contrario l\u2019Europa avr\u00e0 forti vantaggi se venissero ritirate le sanzioni alla Russia: in questo caso potrebbe continuare a rifornirsi da Mosca a basso prezzo di petrolio e di gas, cereali e minerali. Probabilmente il ritiro delle sanzioni contro Putin potrebbe compensare in larga parte l\u2019aumento delle tariffe previste da Trump sulle importazioni europee. L\u2019Europa avrebbe da guadagnare se le sanzioni venissero ritirate e se si riprendesse il business con la Russia: tale scenario \u00e8 tutt\u2019altro che scontato ma non \u00e8 neppure improbabile nel medio periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre l\u2019elezione di Trump alla presidenza americana potrebbe avere un altro effetto positivo. L\u2019Unione Europea \u00e8 il maggiore baluardo rimasto a difesa dei valori della democrazia liberale e l\u2019atteggiamento brutalmente competitivo di Trump potrebbe anche risvegliare l\u2019orgoglio europeo, o almeno di alcuni paesi europei \u2013 anche se tutto questo sembra attualmente abbastanza improbabile -. La Germania storicamente filoatlantica e filoIsraele potrebbe cambiare rotta di fronte all\u2019aggressivit\u00e0 di Trump. La von der Leyen finora si \u00e8 sempre schierata con Washington e con Joe Biden nonostante che l\u2019atteggiamento di questi fosse del tipo FUCK THE EU! (l\u2019Europa si fotta!, la famosa espressione dell\u2019ex inviata americana di Obama in Ucraina, Victoria Nuland). La\u00a0 subordinazione a Washington non \u00e8 certamente interesse dell\u2019Europa, come non \u00e8 stato interesse dell\u2019Europa andare allo scontro con Mosca e applicare delle sanzioni che hanno avuto un potente effetto boomerang contro i paesi europei e che non hanno certamente messo in ginocchio la Russia. La politica estera della UE della von der Leyen, di servilismo verso l\u2019amministrazione Biden, ha gravemente nuociuto agli interessi europei. Ora che Cavallo Pazzo ha vinto le elezioni c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che gli europei si rendano pi\u00f9 autonomi dallo scomodo alleato americano e comincino a pensare con la loro testa per fare i loro interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 forse ancora qualche piccola e residua speranza che i francesi e i tedeschi, dopo avere preso tante batoste, si risveglino dal loro sonno ipnotico e comincino a elaborare \u2013 con o senza la von der Leyen \u2013 una loro politica estera autonoma e di \u201ccoesistenza pacifica\u201d con la Russia, la Cina e i paesi emergenti: l\u2019unica politica che pu\u00f2 fare bene ai popoli d\u2019Europa. Per quanto riguarda l\u2019Italia, il nostro paese \u00e8 l\u2019ultima ruota del carro e Giorgia Meloni da buona opportunista seguir\u00e0 gli eventi schierandosi come sempre dalla parte del pi\u00f9 forte. Meloni si \u00e8 prontamente allineata con Biden e la Nato per cercare l\u2019impossibile vittoria in Ucraina ma seguir\u00e0 immediatamente Trump se questi imporr\u00e0 la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione propongo un\u2019ipotesi azzardata: i danni maggiori delle politiche di Trump verso l\u2019Europa riguarderanno la sfera finanziaria. Le politiche di Trump in questo campo sono di assoluta deregolamentazione: Trump ignora per esempio le regole internazionali di Basilea sulle banche e quelle suggerite dal Financial Stability Forum per evitare nuove disastrose crisi finanziarie dopo quella del 2008. Trump \u00e8 a favore delle criptovalute, uno strumento finanziario fondato sul nulla, o meglio sullo schema Ponzi: chi compra i bitcoin sostiene il valore di chi li ha gi\u00e0 comprati, fino al crollo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la deregolamentazione di Trump provocher\u00e0, come \u00e8 molto probabile, un terremoto a Wall Street, e se, per coprirsi dal disastro, le societ\u00e0 finanziarie americane che dominano i mercati europei dovranno ritirare i loro finanziamenti alle banche, alle industrie, e agli Stati europei, allora l\u2019Europa tremer\u00e0 davvero e si verificher\u00e0 un nuovo crack con conseguenze enormi sui popoli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019amministrazione Obama in poi, l\u2019America ha sempre sostenuto l\u2019euro perch\u00e9 le societ\u00e0 finanziarie americane hanno centinaia di miliardi di investimenti in euro e certamente non vogliono perderli. Non a caso Obama durante la crisi dei subprime ha acconsentito che la Federal Reserve, la banca centrale americana (cosiddetta FED), prestasse miliardi di dollari alla BCE in modo che questa potesse a sua volta finanziare le banche europee che, avendo speculato sul mercato americano dei subprime,\u00a0 erano indebitate in dollari. Senza l\u2019intervento della FED e di Obama l\u2019euro sarebbe sicuramente crollato. Il secondo motivo dell\u2019appoggio americano all\u2019euro \u2013 almeno finora \u2013 \u00e8 che gli americani sanno che l\u2019euro \u00e8 la seconda valuta di riserva al mondo ma che \u00e8 anche una moneta molto fragile, una valuta che non pu\u00f2 fare nessuna concorrenza al dollaro (a differenza dello Yuan cinese). Per gli americani l\u2019euro \u00e8 una valuta inoffensiva che garantisce grandi profitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump per\u00f2, per \u201cfare l\u2019America grande ancora\u201d, potrebbe decidere che la FED non sosterr\u00e0 pi\u00f9 l\u2019euro, e potrebbe non preoccuparsi per l\u2019eventuale rottura della valuta europea e i conseguenti fallimenti delle banche europee. Il futuro della finanza europea \u00e8 quindi molto incerto. L\u2019Europa idealmente dovrebbe sganciarsi dalla supremazia del dollaro e proteggersi con nuove severe regolamentazioni dei mercati: potrebbe per esempio limitare o proibire l\u2019accesso delle banche europee al pericoloso mercato americano dei derivati, oppure potrebbe costruire barriere all\u2019accesso delle grandi banche e delle societ\u00e0 finanziarie americane ai mercati europei. Tuttavia questo non \u00e8 possibile con l\u2019attuale sistema di Maastricht. Quindi con Trump la crisi finanziaria si avvicina.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g1tpNHxGbh8\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g1tpNHxGbh8<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Enrico Grazzini) Che cosa cambier\u00e0 per l\u2019Europa con l\u2019elezione di Donald Trump alla Casa Bianca? Predire il futuro, e in particolare prevedere quello che far\u00e0 Trump \u2013 noto, per la sua imprevedibilit\u00e0 e per i suoi umori discontinui \u2013 \u00e8 assolutamente impossibile. 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