{"id":88413,"date":"2024-12-17T09:00:35","date_gmt":"2024-12-17T08:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88413"},"modified":"2024-12-16T09:23:09","modified_gmt":"2024-12-16T08:23:09","slug":"listat-distrugge-la-meloni-perche-il-record-delloccupazione-e-una-cagata-pazzesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88413","title":{"rendered":"L\u2019ISTAT distrugge la Meloni: perch\u00e9 il record dell\u2019occupazione \u00e8 una cagata pazzesca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<div class=\"uk-panel uk-margin uk-text-justify\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"rumble_v5woz8q\">\n<div id=\"vid_v5woz8q\" class=\"rumble_v5woz8q-Rumble-cls\">\n<div>\n<div class=\"bigPlayUI ctp\"><a href=\"https:\/\/rumble.com\/v5yxgwk-listat-distrugge-la-meloni-perch-il-record-delloccupazione-una-cagata-pazze.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;Istat distrugge la Meloni: perch\u00e9 il record dell&#8217;occupazione \u00e8 una cagata pazzesca<\/a><\/p>\n<div class=\"bigPlayUIInner ctp\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ottoliner, fermi tutti che qui c\u2019abbiamo lo\u00a0<em>scooppone<\/em>\u00a0eh? Incredibile ma vero, l\u2019ultimo rapporto\u00a0<em>ISTAT<\/em>\u00a0sulla produzione industriale italiana \u00e8 letteralmente roba da strapparsi i capelli: a ottobre 2024, infatti, l\u2019Italia avrebbe registrato un bel 3,6% in meno rispetto all\u2019anno precedente che, a sua volta, aveva registrato un bel -1,1 rispetto all\u2019anno ancora precedente che, ancora a sua volta (indovinate un po\u2019), aveva registrato un bel -1,6% rispetto all\u2019anno ancora precedente. Strano. Appena una settimana fa, infatti, il sempre puntualissimo\u00a0<em>Ufficio Studi<\/em>\u00a0della\u00a0<em>CGIA<\/em>\u00a0di Mestre aveva pubblicato il suo ormai celebre rapporto sull\u2019occupazione in Italia e, a prima vista, i risultati sembravano decisamente incoraggianti:\u00a0<em>Pi\u00f9 847 mila occupati tra i dipendenti<\/em>\u00a0titolava il comunicato stampa;\u00a0<em>Boom di occupati al sud<\/em>.\u00a0<em>Giorgia meloni spiana i gufi\u00a0<\/em>esultava\u00a0<em>Libero<\/em>;\u00a0<em>Opposizioni ammutolite<\/em>: \u201cSe si torna ad assumere significa che l\u2019economia sta ripartendo\u201d \u00e8 il commento della\u00a0<em>sorella d\u2019Italia<\/em>\u00a0<strong>Maria Immacolata<\/strong>\u00a0(detta Imma)\u00a0<strong>Vietri<\/strong>, un commento che potremmo prendere come paradigmatico soprattutto per il pulpito dal quale proviene. L\u2019onorevole Vietri, infatti, viene spesso presentata come la classica rappresentante del\u00a0<em>mondo del fare<\/em>\u00a0che poi decide di dedicarsi alla politica per sciogliere i nodi coi quali la burocrazia di Roma e di Bruxelles prova a ostacolare la gente che vorrebbe solo rimboccarsi le maniche, a partire dal Mezzogiorno:\u00a0<em>Imma la salernitana<\/em>, infatti, stando al\u00a0<a href=\"https:\/\/dait.interno.gov.it\/documenti\/trasparenza\/POLITICHE_20220925\/CAMERA_ITALIA_20220925\/candidati\/CI20\/CU2022\/1350328\/3706_1350328_maria_immacolata_vietri_25092022_cv.pdf\">suo curriculum<\/a>\u00a0disponibile sul sito del Ministero degli Interni, ha un passato da imprenditrice (o, almeno, da quello che la retorica reazionaria della\u00a0<em>gente che si fa da sola<\/em>, oggi tanto di moda, spaccia come attivit\u00e0 imprenditoriale); dal 1995 al 1998, si legge, \u00e8 stata titolare della ditta\u00a0<em>Conti Pelle<\/em>, impresa individuale specializzata in confezioni e vendita al dettaglio e all\u2019ingrosso di articoli di vestiario in pelle ed accessori. Vent\u2019anni dopo, poi, avrebbe dato vita ad un\u2019altra impresa individuale dal nome\u00a0<em>Vietri Intermediazioni Assicurative<\/em>; insomma: vendeva assicurazioni, anche se per poco (appena due anni), dopodich\u00e9 si sarebbe data alla\u00a0<em>consulenza per attivit\u00e0 istituzionale<\/em>\u00a0da libera professionista. Dal 2009 al 2014, inoltre, avrebbe fatto da consulente a varie societ\u00e0 e istituzioni in materia di turismo; ma perch\u00e9 ci siamo soffermati a raccontare cos\u00ec nel dettaglio il curriculum della povera Imma? Molto semplicemente perch\u00e9 \u00e8 paradigmatico del punto di vista adottato da questo governo quando si parla di economia, soprattutto al Sud: una nazione fondata sui\u00a0<strong>lavoretti<\/strong>, come un Paese del Sud globale qualsiasi.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che si spiega questa apparente anomalia di un Paese che mentre vede aumentare gli occupati oltre le aspettative, rimuove ogni prospettiva di crescita; che \u00e8 esattamente quello che ha certificato (per l\u2019ennesima volta) di nuovo sempre l\u2019<em>ISTAT<\/em>\u00a0pochi giorni prima l\u2019uscita delle buone notizie della\u00a0<em>CGIA,<\/em>\u00a0quando ha letteralmente dimezzato in un colpo solo le stime sulla crescita del\u00a0<em>PIL<\/em>\u00a0per il 2024: dall\u20191 allo 0,5%. Come sottolineano\u00a0<strong>Alessandro Bellocchi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giuseppe Travaglini<\/strong>\u00a0dell\u2019universit\u00e0 di Urbino sul sito di\u00a0<em>Sbilanciamoci<\/em>, il\u00a0<em>PIL<\/em>\u00a0che cala mentre l\u2019occupazione cresce altro non \u00e8 che \u201cil segnale dell\u2019avvenuta transizione da un\u2019economia deindustrializzata a un\u2019economia basata sui servizi poveri come il food delivery o l\u2019over-tourism che devasta le citt\u00e0\u201d. Lo conferma anche l\u2019osservatorio\u00a0<em>INPS<\/em>: \u201cL\u2019occupazione \u00e8 cresciuta nei settori a bassa produttivit\u00e0 e a basso salario dove \u00e8 pi\u00f9 intenso lo sfruttamento del lavoro povero\u201d, mentre l\u2019Italia che produce davvero valore aggiunto, quella che investe, che innova e che crea occupazione stabile e di qualit\u00e0, arranca come non mai. Se pu\u00f2 aiutarvi a tenere un po\u2019 su il morale, non \u00e8 certo un problema solo nostro, anzi! Il vanto della propaganda filo-governativa \u00e8 proprio quello:\u00a0<em>ma cosa c\u2019avete mai da lamentarvi che, per la prima volta in oltre 30 anni, Germania e Francia se la passano decisamente peggio?\u00a0<\/em>Tant\u2019\u00e8 che ormai la\u00a0<strong>Meloni<\/strong>\u00a0viene riconosciuta universalmente come l\u2019unica politica europea a non essere sull\u2019orlo del disastro: nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/list\/politico-28-class-of-2025\/giorgia-meloni\/\">classifica<\/a>\u00a0dei 28 leader politici europei pi\u00f9 influenti redatta un paio di giorni fa da\u00a0<em>Politico<\/em>, Giorgia si \u00e8 aggiudicata in scioltezza il gradino pi\u00f9 alto del podio. La propaganda filo-governativa, ovviamente, s\u2019\u00e8 subito esaltata:\u00a0<em>Riconoscimento alla Meloni<\/em>\u00a0titolava ieri\u00a0<em>Il Giornanale<\/em>;\u00a0<em>\u00e8 la pi\u00f9 potente d\u2019Europa<\/em>.\u00a0<em>La donna pi\u00f9 potente d\u2019Europa<\/em>\u00a0rilanciava entusiasta\u00a0<em>Libero<\/em>; forse gli conveniva prima leggere l\u2019articolo.<\/p>\n<p>L\u2019articolo di\u00a0<em>Politico<\/em>\u00a0\u2013 che \u00e8 una testata totalmente allineata al vecchio establishment liberale \u2013 \u00e8 infatti la riproposizione su scala europea della vecchia retorica anti-berlusconiana che ha definitivamente distrutto quel che rimaneva della sinistra socialdemocratica in Italia, un lungo piagnisteo su tutte le misure antidemocratiche portate avanti da questo governo, anche se in realt\u00e0 sono in perfetta continuit\u00e0 con tutte le misure antidemocratiche portate avanti da tutti i governi di tutto l\u2019Occidente collettivo negli ultimi 30 anni, a partire da quelli che\u00a0<em>Politico<\/em>\u00a0ha sempre sostenuto\u00a0<em>senza se e senza ma<\/em>\u00a0in quanto paladini della democrazia contro l\u2019ascesa dei nuovi regimi totalitari. Al netto dell\u2019ingiustificata puzza sotto al naso dei soliti frignoni\u00a0<em>analfoliberali<\/em>, per\u00f2, la cosa importante \u00e8 che comunque questo riconoscimento \u00e8 arrivato, anche se in chiave negativa; ma come ha fatto la\u00a0<em>Giorgia nazionale<\/em>\u00a0a scalare cos\u00ec rapidamente la classifica? Nell\u2019ambito del sistema imperiale nell\u2019era della grande guerra contro la transizione a un nuovo ordine multipolare, la Meloni ha innegabilmente il merito di aver contribuito\u00a0<em>senza se e senza ma<\/em>\u00a0all\u2019unica vittoria che Washington ha portato a casa dalla guerra per procura contro la Russia in Ucraina e, cio\u00e8, la definitiva\u00a0<strong>distruzione dell\u2019economia europea<\/strong>; questo merito, per\u00f2, Giorgia lo dovrebbe condividere con tutti gli altri capi di governo del vecchio continente, a partire \u2013 in particolare \u2013 da quelli del vecchio asse che fino a ieri rappresentava il cuore del progetto europeo:\u00a0<strong>Scholz<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Macron\u00a0<\/strong>che per\u00f2, giustamente, nella classifica non compaiono (e ci mancherebbe altro). I due leader francese e tedesco, infatti, la totale sottomissione a Washington la stanno pagando con la fine non proprio onorevole delle rispettive carriere politiche, ma Giorgia no, anzi: gode di un consenso che tutti i leader politici italiani degli ultimi 30 anni, dopo oltre 2 anni di governo, si sognano; eppure il collasso del tessuto produttivo italiano \u00e8 sotto gli occhi di tutti e, come ampiamente prevedibile e previsto, va ben oltre il dato del -3,6% di produzione industriale rilevato dall\u2019<em>ISTAT<\/em>. Diciamo che quello \u00e8 l\u2019antipasto; a limitare i danni, infatti, ci sono un paio di voci che difficilmente potranno tenere botta nei prossimi mesi: i\u00a0<strong>beni di consumo<\/strong>\u00a0e la produzione e distribuzione di\u00a0<strong>energia elettrica<\/strong>\u00a0che, in controtendenza con tutto il resto, sono diminuiti entrambi solo dello 0,8%.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che per continuare a produrre beni di consumo c\u2019\u00e8 bisogno di qualcuno che li consumi (come anche per continuare a produrre e distribuire energia), due condizioni che pare piuttosto difficile si presentino nel prossimo futuro: come rivela sempre il rapporto\u00a0<em>ISTAT<\/em>, infatti, le altre due macro-famiglie della produzione industriale che hanno il compito ingrato di tirarsi tutto il resto dietro (e, cio\u00e8, la produzione di beni strumentali e di beni intermedi) sono crollate ben oltre quel 3,6 per cento.<br \/>\nI\u00a0<strong>beni intermedi<\/strong>\u00a0\u2013 e, cio\u00e8, tutti quei prodotti che non sono destinati al consumo diretto, ma diventano parte integrante di un prodotto finito e che da soli pesano per poco meno di un terzo dell\u2019intera produzione industriale italiana \u2013 continuano ad essere il\u00a0<em>grande malato<\/em>\u00a0e arrivano a perdere un devastante 5,2%: parliamo, per fare qualche esempio, di beni come acciaio, prodotti chimici e componentistica meccanica, prodotti che, ovviamente, in buona parte vendevamo in Germania o in altri Paesi che fanno parte delle filiere produttive che hanno al centro la Germania (almeno fino a quando l\u2019economia tedesca ancora teneva botta); un\u2019altra parte consistente, per quanto non comparabile in dimensioni, la esportavamo pure in Francia che per\u00f2, nelle ultime settimane, \u00e8 diventata il nuovo\u00a0<em>grande malato<\/em>\u00a0dell\u2019economia europea. E, infine, un altro mercato che importa una buona quantit\u00e0 di prodotti intermedi italiani sono gli USA che per\u00f2, nonostante le moine che la\u00a0<em>Giorgia nazionale<\/em>\u00a0ostenta per ingraziarsi\u00a0<strong>Trump<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Musk<\/strong>, ha annunciato dazi e tariffe che rischiano di colpirci in modo drammatico due volte perch\u00e9 andrebbero a colpire in modo diretto le nostre esportazioni verso gli USA, ma \u2013 cosa ancora pi\u00f9 grave \u2013 andrebbero a colpire in modo ancora pi\u00f9 drammatico tutto il gigantesco polo industriale che ruota attorno alla Germania e del quale siamo parte integrante. Per tutte queste ragioni, il crollo di 5 punti nella produzione di beni intermedi \u00e8 destinato inesorabilmente ad aggravarsi, come dimostrano in modo drammatico i dati sull\u2019indice\u00a0<em>PMI<\/em>\u00a0dell\u2019Italia di novembre; un altro bagno di sangue e, anche a questo giro, decisamente pi\u00f9 feroce del previsto: l\u2019indice\u00a0<em>PMI<\/em>\u00a0composito (che tiene insieme manifatturiero e servizi), a ottobre, infatti, aveva registrato un incoraggiante 52,4, 2,4 punti oltre la soglia dei 50 punti che determina se un\u2019economia \u00e8 in espansione o in contrazione. Ovviamente, come i dati sull\u2019occupazione, il governo l\u2019aveva sbandierata come l\u2019ennesima clamorosa smentita delle\u00a0<em>gufate<\/em>\u00a0dei disfattisti e delle\u00a0<em>zecche rosse<\/em>; da vere\u00a0<em>zecche rosse<\/em>, per\u00f2, avevamo gi\u00e0 avvisato che in realt\u00e0 c\u2019era ben poco da esultare: a tenere in piedi l\u2019indice, infatti, erano i servizi, mentre il manifatturiero era crollato ulteriormente a quota 46,9 (che significa, appunto, piena contrazione). Come avevamo sottolineato allora, con una contrazione industriale del genere il crollo anche dell\u2019indice relativo ai servizi sarebbe stato solo questione di tempo; diciamo che \u00e8 arrivato anche un po\u2019 prima del previsto e con pi\u00f9 violenza. Il consenso, infatti, aveva puntato a un calo contenuto, verso quota 51,1; il dato reale \u00e8 stato quasi due punti sotto, a 49,2. L\u2019indice manifatturiero, nel frattempo, dai 46,9 di ottobre \u00e8 crollato di altri 2,4 punti a quota 44,5 e non c\u2019\u00e8 nessuna luce in vista in fondo al tunnel, anzi: l\u2019indice specifico degli ordini, infatti, \u00e8 crollato addirittura di altri 3,2 punti, da un gi\u00e0 pessimo 45,1 a un catastrofico 41,9.<\/p>\n<p>\u201cGli ordini stanno letteralmente crollando\u201d ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/markets\/europe\/italys-manufacturing-contracts-steepest-rate-this-year-pmi-shows-2024-12-02\/?utm_source=chatgpt.com\">commentato<\/a>\u00a0<strong>Jonas Feldhusen<\/strong>, uno degli economisti della\u00a0<em>Hamburg Commercial Bank<\/em>\u00a0che hanno curato il rapporto: \u201cLa situazione \u00e8 grave\u201d ha dichiarato: \u201cIl settore manifatturiero italiano sta precipitando\u201d. Dall\u2019osservatorio privilegiato di Feldhusen, infatti, si percepisce con chiarezza anche un altro fenomeno che per ora nei dati sulla produzione industriale era rimasto un po\u2019 sotto il tappeto: un altro terzo scarso della produzione industriale, infatti, riguarda quelli che vengono definiti\u00a0<strong>beni strumentali\u00a0<\/strong>e, cio\u00e8, le macchine che servono per produrre altre cose, che sono il vero fiore all\u2019occhiello di un sistema produttivo avanzato e dove l\u2019Italia, nonostante il declino generalizzato, ha continuato a dire la sua; al netto di tutto, infatti, l\u2019Italia continua ad avere un tessuto di piccole medie aziende specializzate proprio nella produzione di beni strumentali che si sono ricavate un ruolo di leadership assoluta a livello globale. Aziende come l\u2019<em>IMA Group<\/em>\u00a0di Ozzano nell\u2019Emilia, la\u00a0<em>Coesia<\/em>\u00a0di Bologna o il\u00a0<em>Gruppo Marchesini<\/em>\u00a0di Pianoro, ad esempio, sono i leader indiscussi a livello globale di tutti i macchinari per il packaging: parliamo di macchinari ultra-sofisticati che raggiungono spesso il costo anche di svariati milioni per singolo esemplare e che esportiamo letteralmente in ogni angolo del pianeta, con l\u2019export che pesa spesso per oltre il 90% del fatturato complessivo e, in buona parte, \u00e8 un export che va ben oltre i confini del vecchio continente; ancora fino all\u2019ottobre 2023, mentre tutto attorno i segnali del declino erano gi\u00e0 pi\u00f9 che evidenti e la produzione dei beni intermedi, ad esempio, registrava gi\u00e0 una flessione di 5 punti percentuali rispetto all\u2019anno precedente, questa\u00a0<strong>particolare e vitale<\/strong>\u00a0parte del nostro sistema produttivo continuava a tenere botta registrando, comunque, una crescita di un punto percentuale abbondante rispetto all\u2019anno precedente. Diciamo che era un po\u2019 l\u2019ultima, fondamentale \u00e0ncora alla quale abbarbicarsi prima di dichiarare ufficialmente bancarotta; purtroppo, come certifica l\u2019<em>ISTAT<\/em>, non pi\u00f9: anche per la produzione di beni strumentali, infatti, a ottobre 2024 si registra un crollo di 4,4 punti. La\u00a0<em>Breton<\/em>\u00a0di Castello di Godego, in provincia di Treviso (giusto per fare un esempio), \u00e8 tra i leader globali del settore delle macchine per la lavorazione di pietre naturali e materiali compositi: produce veri e propri gioielli come la celebre\u00a0<em>Breton Genya<\/em>, una sofisticatissima fresa per la lavorazione del marmo da svariate centinaia di migliaia di euro al pezzo che esporta in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, ma contro i 220 milioni di fatturato del 2023, per il 2024 prevede di non andare oltre i 175 milioni. Ed \u00e8 solo l\u2019inizio: nel primo semestre del 2024 ha registrato un calo degli ordinativi rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente addirittura del 50%. Risultato: ha annunciato un taglio di oltre 200 posti sui 900 complessivi.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ha fatto notizia il caso della provincia di Reggio Emilia: fiore all\u2019occhiello della produzione di beni strumentali, secondo quanto riportato dal\u00a0<em>Sole 24 Ore<\/em>\u00a0lo scorso 2 dicembre, sarebbe una delle province che ha registrato un aumento delle ore di\u00a0<strong>cassa integrazione<\/strong>\u00a0ordinaria autorizzate tra i pi\u00f9 imponenti della penisola, addirittura + 142%.\u00a0<em>Quanto fan male le guerre<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/reggio-emilia\/cronaca\/quanto-fan-male-le-guerre-crisi-e-cassa-integrazione-per-compensare-i-cali-cd79e590\">titolava<\/a>\u00a0l\u2019agosto scorso l\u2019edizione locale del\u00a0<em>Resto del Carlino<\/em>: \u201cNel secondo trimestre 2024\u201d si legge nell\u2019articolo \u201ci livelli produttivi sono scesi del 9,2%, rispetto allo stesso periodo nel 2023, e il fatturato \u00e8 calato del 12,1%\u201d e \u201ca giugno il 65,9% delle imprese associate a\u00a0<em>Unindustria<\/em>\u00a0ha segnalato una riduzione degli ordinativi totali\u201d. Di fronte a risultati del genere, qualsiasi capo di governo (giustamente) dovrebbe essere messo alla gogna; nell\u2019Italia che, come ha certificato un recente rapporto dell\u2019<em>OCSE<\/em>, risulta essere leader indiscussa tra i Paesi sviluppati in termini di<strong>\u00a0analfabetismo funzionale<\/strong>, invece, non ostacola neanche un po\u2019 un livello di popolarit\u00e0 e una stabilit\u00e0 politica che gli altri leader del vecchio continente si sognano e che pi\u00f9 ti prostri ai piedi dell\u2019inquilino di turno alla Casa Bianca e, paradossalmente, pi\u00f9 aumenta. Sembra la paradossale eredit\u00e0 culturale che ci portiamo dietro dai tempi del\u00a0<em>mascellone<\/em>, che oggi torna a riscuotere interesse e ammirazione: una perversa tentazione a sottomettersi senza condizioni al peggio criminale in circolazione, aiutandolo attivamente a distruggere quel che rimane a livello di struttura produttiva che potrebbe garantirci quel minimo di indipendenza economica, per trasformare definitivamente l\u2019Italia in una repubblica fondata sui lavoretti stagionali sottopagati, portaerei di lusso nel Mediterraneo per le nuove avventure belliciste dell\u2019impero in declino. Contro questa deriva serve un nuovo\u00a0<em>comitato di liberazione nazionale<\/em>\u00a0in grado di cacciare l\u2019invasore e i suoi amministratori coloniali e riportare l\u2019Italia che investe, innova e produce, ad affacciarsi con determinazione e ottimismo sul mondo nuovo che avanza; per farlo, abbiamo bisogno prima di tutto di un vero e proprio media indipendente, ma di parte, che invece di dar voce alle opposte propagande di\u00a0<em>svendipatria analfoliberali e analfosovranisti<\/em>, dia voce agli interessi concreti del 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p>E chi non aderisce \u00e8\u00a0<strong>Adolfo Urso<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/12\/13\/listat-distrugge-la-meloni-perche-il-record-delloccupazione-e-una-cagata-pazzesca\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2024\/12\/13\/listat-distrugge-la-meloni-perche-il-record-delloccupazione-e-una-cagata-pazzesca\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci) L&#8217;Istat distrugge la Meloni: perch\u00e9 il record dell&#8217;occupazione \u00e8 una cagata pazzesca Ottoliner, fermi tutti che qui c\u2019abbiamo lo\u00a0scooppone\u00a0eh? 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