{"id":88415,"date":"2024-12-17T10:00:56","date_gmt":"2024-12-17T09:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88415"},"modified":"2024-12-16T11:34:40","modified_gmt":"2024-12-16T10:34:40","slug":"la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88415","title":{"rendered":"La fine della storia o l\u2019inizio della rivoluzione?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Davide Sabatino e L&#8217;indispensabile)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/kandinskijilcavaliereerrante4809header.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/kandinskijilcavaliereerrante4809header.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Da quanto tempo soffriamo le sorti del nostro Paese? Direi, come minimo, da decenni. Ci trasciniamo stanchi e senza forma fisica in un cammino privo di mete e di speranze. Per le persone cresciute in Italia negli ultimi settant\u2019anni, questa situazione di logoramento dell\u2019intera struttura politica, antropologica e culturale \u00e8 diventata la norma, l\u2019<em>habitat<\/em>\u00a0naturale a cui doversi adattare. Nel 1960 un grande uomo politico-spirituale di nome Ernesto Balducci, scriveva che: \u201cI giovani sono soli, perfino la scuola, per lo pi\u00f9, \u00e8 vuota di attrazioni, perch\u00e9 troppo distante dalla vita vera. Il costume che sopravvive \u00e8 stanco: chi ci sta dentro non ci crede pi\u00f9, e i giovani se ne accorgono. E ne fanno a meno con cinismo\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Il dramma di questa sfiducia ha origini antiche, e non riguarda solo i \u201cgiovani\u201d. Il cinismo, diceva Balducci: non \u00e8 forse questo il grande orientamento emotivo che caratterizza il nostro tempo, dove noi tutti siamo in qualche misura sottomessi alla legge del pi\u00f9 forte, incoscienti devoti del motto machiavellico \u201cil fine giustifica i mezzi\u201d? Non ci sembra anche a noi, oggi pi\u00f9 di ieri, di dover fare a meno dell\u2019idea di morale, del buonsenso comune, delle regole di convivenza civile, della civilt\u00e0 dei diritti, degli ideali rivoluzionari e del senso religioso della vita interiore? Non \u00e8 forse proprio il \u201cfine\u201d a non essere pi\u00f9 cos\u00ec chiaro, e dunque ci\u00f2 che rimane in superficie e soltanto il mero \u201cmezzo\u201d, che si traduce fatalmente in opportunismo politico?<\/p>\n<p>Nel 1968 le parole profetiche di Balducci ebbero, almeno, una loro rivelazione storica. Quell\u2019iniziale rigetto cinico si tramut\u00f2 presto (anche se solo in parte) in moto contestativo, in ribellione sregolata contro il sistema della retorica, della guerra e della menzogna. Diceva infatti Balducci: \u201cI giovani hanno bisogno dell\u2019essenziale, e non vogliono tortuosi raggiri\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Gi\u00e0 all\u2019epoca del Sessantotto si vedeva chiaramente come fosse finito il tempo delle etichette ampollose, delle bolle papali, degli obblighi irrazionali, della parola forte ma ipocrita. Il mondo vecchio piomb\u00f2 nell\u2019insicurezza, mentre quello nuovo bruciava tanto di rabbia quanto di desiderio. Oggi la rivoluzione \u00e8 tenuta sotto anestesia da Netflix, dal Grande Fratello televisivo-pubblicitario o parlamentare che sia. La ricerca umana del fine ultimo, dello scopo politico-spirituale della nostra vita, non \u00e8 mai terminata: \u00e8 solo congelata, messa nel surgelatore della storia in attesa che qualcuno, qualcuna o qualcosa la scongeli. Andrebbe rianimato lo spirito rivoluzionario, esorcizzando ogni epilogo violento e criminale. Ma, per fare questo, occorre un calore nuovo, un calore vero, che sappia smascherare la falsit\u00e0 del teatrino politico e, allo stesso tempo, incendiare gli animi delle persone che dormono sonni apparentemente tranquilli.<\/p>\n<p>Se qualcuno, ad esempio, credesse ancora alla favola della democrazia in Italia, suggerisco la visione dell\u2019ultimo film di Andrea Segre \u201cBerlinguer. La grande ambizione\u201d. Al di l\u00e0 del vostro personale orientamento politico, vi troverete di fronte a due ore di crude verit\u00e0 sulla crisi politica devastante degli anni Settanta, che ancora ci riguardando terribilmente: dal golpe in Cile dell\u20191 settembre 1973 ad opera dei Servizi segreti statunitensi, che spinse l\u2019allora Segretario del PCI a immaginare il famoso Compromesso storico con la DC, fino ad arrivare al sequestro e assassinio di Aldo Moro, alla morte di crepacuore di Berlinguer a 62 anni e all\u2019inizio trionfale dell\u2019era consumistica neoliberista. Tutte cose che dovremmo sapere a memoria, visto che molti testimoni di quel periodo sono tuttora vivi. Invece, la rimozione del trauma, come ci insegna la psicologia, \u00e8 un meccanismo di sopravvivenza quasi istintivo. Il problema per\u00f2 \u00e8 che ogni rimosso, quando torna in superficie, torna sempre con un\u2019intensit\u00e0 distruttiva maggiore rispetto al tempo della ferita. Dobbiamo ancora fare i conti con quella stagione politica; ma farli seriamente, senza addolcimenti n\u00e9 censure. Ci\u00f2 che sappiamo di quegli anni \u00e8 molto, anche di pi\u00f9 di ci\u00f2 che ci servirebbe per poter convincerci una volta per tutte che questo Sistema della restaurazione perenne ha radici lontane, certamente, ma anche estremamente attuali.\u00a0<em>Il Gattopardo<\/em>\u00a0\u00e8 un testo di psicoanalisi del politico italiano. Basta prenderne atto e cominciare a coltivare una visione pi\u00f9 profonda e davvero rivoluzionaria tanto della politica quanto della relazione umana.<\/p>\n<p>Il fatto che, come dice l\u2019ultimo rapporto del Censis, \u201cil 55,7% degli italiani oggi considera inutili le manifestazioni di piazza e i cortei di protesta\u201d dovrebbe come minimo preoccuparci sulle sorti della cosiddetta democrazia. Quando l\u2019astensionismo raggiunge livelli mai visti prima, non serve pi\u00f9 pensare in modo riformista o partitico. Come sottolinea spesso e volentieri il filosofo francese Edgar Morin: \u201cNon \u00e8 solo la crisi dei partiti di sinistra in rovina, n\u00e9 soltanto la crisi della democrazia che imperversa in tutto il mondo\u201d. \u201cOra \u2014 dice Morin \u2014 siamo al cuore della crisi e la crisi \u00e8 nel cuore dell\u2019umanit\u00e0\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Questo \u00e8 il grado di allarme esistenziale e sociale che vorremmo sentire emergere dalle parole dei nostri governati. E magari, oltre all\u2019allarme, ci piacerebbe sentire anche qualche soluzione che non fosse n\u00e9 un facile ritorno bigotto ad un passato ormai morto e sepolto n\u00e9 una fuga in avanti verso un baratro \u201cprogressista\u201d disumanizzante gi\u00e0 preannunciato. Le grandi \u201coligarchie liberali\u201d \u2014 come le ha ribattezzate Emanuel Todd nel sul ultimo libro<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0\u2014, di stampo angloamericane, hanno le ore contate (oltre ad essere sempre meno liberali). Il vento sta cambiando, e il resto del mondo \u00e8 in rivolta. Il problema quindi non \u00e8 pi\u00f9\u00a0<em>se<\/em>\u00a0crolleranno, ma\u00a0<em>quando<\/em>\u00a0ci\u00f2 accadr\u00e0. In un certo senso con le guerre in corso in Ucraina, Palestina, Libano e Siria il destino dei paesi finora egemoni sembra segnato. Tocca ora scendere pi\u00f9 in profondit\u00e0 nella tanto documentata \u201csconfitta dell\u2019Occidente\u201d, per riuscire a raggiungere quel nocciolo \u201cteologico politico\u201d (per citare il Direttore Preterossi) che fa della nostra area del mondo il luogo della rinascita e della resurrezione, e non unicamente la tomba dell\u2019umanit\u00e0 come fine tragica della storia. Insomma chi esulta nel vedere il declino barbarico del nostro Paese, \u00e8 uno sciocco masochista. Ugualmente lo \u00e8 chi, di fronte alla catastrofe, vorrebbe ripristinare il prestigio trionfalistico dell\u2019impero romano. Il tramonto c\u2019\u00e8, esiste, e occorre interpretarlo, viverlo integralmente, poich\u00e9 \u00e8 solo stando nella fine che \u00e8 possibile leggere un nuovo, nuovissimo, inizio. Altra via non ci \u00e8 permessa.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0E. Balducci,\u00a0<em>La verit\u00e0 e le occasioni<\/em>, Paoline, Alba, 1960 p. 51<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0<em>Ibid.<\/em>, p. 52<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0E. Morin,\u00a0<em>Svegliamoci!<\/em>, Mimesis, Milano, 2022<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0E. Todd,\u00a0<em>La sconfitta dall\u2019Occidente<\/em>, Fazi, Roma, 2024<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/13\/la-fine-della-storia-o-linizio-della-rivoluzione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Davide Sabatino e L&#8217;indispensabile) Da quanto tempo soffriamo le sorti del nostro Paese? Direi, come minimo, da decenni. Ci trasciniamo stanchi e senza forma fisica in un cammino privo di mete e di speranze. Per le persone cresciute in Italia negli ultimi settant\u2019anni, questa situazione di logoramento dell\u2019intera struttura politica, antropologica e culturale \u00e8 diventata la norma, l\u2019habitat\u00a0naturale a cui doversi adattare. 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