{"id":88446,"date":"2024-12-18T10:30:23","date_gmt":"2024-12-18T09:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88446"},"modified":"2024-12-17T17:20:26","modified_gmt":"2024-12-17T16:20:26","slug":"e-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88446","title":{"rendered":"E se&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-45296\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/photo_2024-12-11_19-46-22-1024x834.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"834\" data-attachment-id=\"45296\" data-permalink=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/12\/17\/e-se\/photo_2024-12-11_19-46-22\/\" data-orig-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/photo_2024-12-11_19-46-22.jpg\" data-orig-size=\"1200,977\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/photo_2024-12-11_19-46-22-300x244.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/photo_2024-12-11_19-46-22-1024x834.jpg\" \/><\/figure>\n<p>Gli accadimenti in Siria sono stati cos\u00ec inaspettati e veloci che, diciamolo, probabilmente non stiamo affatto riuscendo a comprenderli bene \u2013 e oltretutto cerchiamo tutti, comprensibilmente, di coglierne il senso altrettanto velocemente, senza darci il giusto tempo per far sedimentare ci\u00f2 che sappiamo, e per far emergere quel che ancora non sappiamo. Certo, ci sono degli elementi che difficilmente possono cambiare di segno, e sicuramente alcune macro-tendenze si confermeranno quali appaiono gi\u00e0 adesso. \u00c8 per\u00f2 probabile \u2013 o quanto meno assai possibile \u2013 che ve ne siano altri, rispetto ai quali stiamo forse traendo conclusioni affrettate, ed applicando chiavi di letture inesatte.<br \/>\nQuesto, pertanto, vuole essere un esercizio assolutamente ipotetico, un ulteriore tentativo di interpretazione a mente\u00a0<em>tiepida\u00a0<\/em>(ancora troppo presto per poter dire a mente fredda\u2026), ma tutto sommato non meno di tanti altri che stiamo facendo negli ultimi giorni.<\/p>\n<p>Partir\u00f2 da un presupposto, sul quale mi sono spesso soffermato, ovviamente in termini generali, ovvero che non necessariamente ci\u00f2 che accade deve essere letto in una chiave\u00a0<em>deterministica<\/em>, in cui cio\u00e8 ogni cosa accade in quanto prodotta dalla specifica volont\u00e0 di qualcuno. Questo genere di chiave di lettura, che ovviamente si basa anche sul riconoscimento che vi sono precisi interessi (di questo o quel soggetto) affinch\u00e9 una determinata cosa si verifichi, resta comunque basato su un processo deduttivo, logico ma non necessariamente vero. Se A desiderava che B cadesse, e B cade, \u00e8 stato A a\u00a0<em>spingerlo<\/em>.<br \/>\nIn effetti, per\u00f2, esiste un\u2019altra chiave di lettura possibile, non deterministica ma\u00a0<em>opportunistica<\/em>. Quando B cade, A lascia intendere di essere stato lui a spingerlo, e cerca comunque di trarre tutti i vantaggi che si aspettava dalla caduta di B.<br \/>\nAl di l\u00e0 di questa schematizzazione esemplificativa, cosa potrebbe significare rispetto alla caduta del regime siriano? Proviamo ad ipotizzare.<\/p>\n<p>Su un elemento penso che tutti possano convenire, ci\u00f2 che ha sorpreso pi\u00f9 di ogni altra cosa \u2013 e che tuttora, nonostante le innumerevoli spiegazioni razionali fornite, lascia ancora un che di non chiarito \u2013 \u00e8 il modo in cui si \u00e8\u00a0<em>squagliato\u00a0<\/em>(letteralmente) l\u2019Esercito Arabo Siriano (SAA). Non voglio proporre una spiegazione alternativa di ci\u00f2 ma, semplicemente, farne il punto di partenza. Il fatto \u00e8 che, nonostante tutte le ragioni avanzate per spiegarne il collasso repentino, questo resta comunque inspiegabile razionalmente. Ma, al tempo stesso, indiscutibilmente vero. Anche l\u2019ipotesi pi\u00f9 tetra, cio\u00e8 un tradimento dei vertici militari, a ben vedere non riuscirebbe a spiegare i tempi ed i modi in cui si \u00e8 determinato.<br \/>\nNe consegue che questo collasso \u00e8 stato non solo velocissimo, ma soprattutto\u00a0<em>imprevedibile<\/em>. E se \u00e8 stato imprevedibile, significa \u2013 appunto \u2013 che non era previsto. Ergo,\u00a0<em>non era questo il piano.<\/em><br \/>\nOvviamente, nel momento stesso in cui, invece, si \u00e8 determinato l\u2019imprevisto, ci\u00f2 ha offerto un\u2019opportunit\u00e0. Che \u00e8 stata colta, pi\u00f9 o meno velocemente, pi\u00f9 o meno con determinazione, da alcuni attori sulla scena.<br \/>\nRicostruiamo gli eventi, a partire da questa ipotesi.<\/p>\n<p>La coalizione jihadista raccolta sotto la sigla dell\u2019HTS, stanziata nella provincia siriana di Idlib, al confine turco, prepara un\u2019azione destabilizzante, il cui obiettivo \u00e8 \u2013 probabilmente \u2013 la conquista di Aleppo. L\u2019operazione, rilevata dai turchi, \u00e8 molto probabilmente gestita dalla CIA e dall\u2019MI6 britannico. L\u2019intento \u00e8 dare uno scossone al regime di Assad (di cui certo i servizi occidentali conoscono la fragilit\u00e0 strutturale) e, forse, attirare nel nord siriano un po\u2019 di forze dell\u2019Asse della Resistenza (Hezbollah e IRGC iraniano). Ovviamente, anche gli israeliani ne sono informati. \u00c8 anche possibile che fosse stata pensata proprio in funzione del conflitto libanese; se non si fosse raggiunto un accordo di cessate il fuoco, l\u2019attacco alla Siria avrebbe rappresentato un ottimo elemento di ulteriore pressione. La tempistica degli eventi potrebbe rafforzare questa ipotesi. Che \u00e8 comunque marginale.<br \/>\nIn termini strategici, l\u2019operazione poteva avere un disegno operativo a tenaglia: HTS che investe Aleppo a nord, l\u2019IDF che entra nel Golan a sud (e le forze israeliane si stavano preparando da tempo ad attaccare la Siria, ne ho parlato pi\u00f9 volte).<\/p>\n<p>Quando, gi\u00e0 nei primi giorni, si vede che il SAA non oppone resistenza intorno ad Aleppo, l\u2019Esercito Nazionale Siriano (SNA), controllato dai turchi, vede un\u2019opportunit\u00e0 ed entra a sua volta in azione, ma non in funzione anti-siriana, quanto piuttosto anti-curda. Intanto le forze dell\u2019HTS \u2013 che, ricordiamolo, sono essenzialmente fanterie meccanizzate, senza significativa copertura di artiglieria e di corazzati, e totalmente prive di copertura aerea \u2013 vedono aprirsi davanti a s\u00e9 una serie di\u00a0<em>vuoti<\/em>, con le forze siriane che si ritirano senza combattere, abbandonando ogni genere di mezzi ed armi. E, ovviamente, si precipitano a riempire questi vuoti. Colgono, a loro volta, un\u2019opportunit\u00e0.<br \/>\nIntanto, anche le forze curde si mettono in movimento, per difendersi dagli attacchi del SNA, agendo spesso in coordinamento con le forze siriane (che gli cedono posizioni) e russe (che attaccano dall\u2019aria l\u2019SNA). L\u2019HTS prosegue la sua marcia verso sud, senza mostrare alcuna ostilit\u00e0 verso le SDF curde, anzi spesso agevolandole a loro volta.<\/p>\n<p>A questo punto si muove a sua volta anche il fronte sud, con cellule\u00a0<em>dormienti\u00a0<\/em>del SNA che si attivano e puntano verso le aree curde. Bench\u00e9 siano loro ad essere le pi\u00f9 vicine a Damasco, preferiscono puntare verso l\u2019est e l\u2019Eufrate, lasciando che sia l\u2019HTS a prendere la capitale. Anche l\u2019ISIS, da tempo rintanato nel deserto, d\u00e0 segni di vita. Interessante notare, al riguardo, che i miliziani jihadisti liberano dalle prigioni siriane tutti i prigionieri, compresi i militanti dell\u2019ISIS, mentre rifiutano di liberare alcuni miliziani del SNA da loro detenuti ad Idlib.<br \/>\nLa situazione precipita, russi e iraniani prendono atto del collasso non solo del SAA ma dell\u2019intero regime siriano, e cercano di salvare il salvabile: corridoi di uscita sicuri per le poche forze dell\u2019Asse della Resistenza presenti in Siria, garanzie di sicurezza per le minoranze ed i luoghi sacri sciiti, mentre Mosca cerca una mediazione tramite Ankara per preservare le sue truppe sparse per il paese e, in prospettiva, le basi di Latakia e Tartus.<\/p>\n<p>Il regime cede i poteri all\u2019HTS, Assad si fa portare in salvo in Russia. La guerra tra milizie filo-turche e curdi si fa pi\u00f9 dura, gli USA intervengono a difesa delle SDF. Israele entra in Siria, spingendosi di fatto sino alle porte di Damasco, e contestualmente avvia una campagna di sistematica distruzione di tutto ci\u00f2 che rimane delle infrastrutture di difesa della Siria.<br \/>\nIl quadro che si delinea \u00e8 quello di una estrema instabilit\u00e0, con almeno tre o quattro schieramenti diversi che si confrontano.<br \/>\nI turchi, che rischiano di trovarsi con il cerino in mano, hanno la sola carta del SNA, ma non riescono ad avere ragione dei curdi, anche per via dello stop politico e militare delle forze USA. E, al tempo stesso, non possono rompere i rapporti con l\u2019HTS per non restare tagliati fuori dal dopo Assad.<br \/>\nAl-Julani si ritrova proiettato a leader del paese in meno di due settimane, ma le sue forze non sono chiaramente in grado di sostituire l\u2019amministrazione statale del vecchio regime, e per di pi\u00f9 detiene il potere di una carcassa vuota, priva di risorse economiche (il petrolio siriano resta saldamente in mano curda e anglo-americana) e di sovranit\u00e0 (l\u2019esercito allo sbando e le armi distrutte da Israele).<\/p>\n<p>Ulteriori elementi che contribuiscono a rendere credibile questa chiave di lettura.<br \/>\nSe il piano anglo-americano fosse stato quello di mettere la Siria in mano alle milizie di Al-Julani, tanto per cominciare avrebbero cominciato il suo\u00a0<em>whitewashing\u00a0<\/em>molto prima, evitando di correre ai ripari in extremis, ritrovandosi con un leader siriano a capo di un movimento ancora considerato come terrorista, e lui personalmente con una taglia da 10 milioni di $ sulla testa. E si sarebbero posti ovviamente anche il problema della sopravvivenza economica e militare del nuovo regime (vedi alla voce petrolio e armi). L\u2019Al-Julani jihadista, invece, andava benissimo per una operazione limitata di destabilizzazione.<br \/>\nSe il piano fosse stato quello, gli israeliani probabilmente si sarebbero mossi diversamente sul campo, cercando di prendere terreno in profondit\u00e0, piuttosto che spingersi verso nord. E probabilmente si sarebbero opposti all\u2019idea di mettere lo stato siriano in mano ad una banda di inaffidabili tagliagole \u2013 per quanto al soldo di Washington. Il fatto che si siano spinti assai vicino a Damasco, ed abbiano distrutto coscienziosamente ogni possibile armamento presente sul territorio siriano, significa sostanzialmente che non si fidano.<\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019ipotesi \u00e8 che l\u2019imprevisto collasso dell\u2019esercito siriano abbia scombussolato i piani, ma al tempo stesso abbia fornito una serie di opportunit\u00e0, che i vari attori hanno colto ciascuno per proprio conto, e per proprio interesse. \u00c8 possibile, in effetti, che tutti avrebbero preferito un Assad pi\u00f9 debole ma ancora in sella, piuttosto che una situazione magmatica che nessuno \u00e8 certo di poter governare a proprio piacimento.<br \/>\nDel tutto naturale che, vista la situazione, non solo tutti cerchino di trarne il massimo vantaggio (o di ridurre al minimo lo svantaggio) ma diano ad intendere, variamente, che questi sia in effetti l\u2019esito previsto e desiderato.<br \/>\nSe e quanto sia davvero cos\u00ec, in ogni caso, lo si capir\u00e0 solo nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/12\/17\/e-se\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/12\/17\/e-se\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Gli accadimenti in Siria sono stati cos\u00ec inaspettati e veloci che, diciamolo, probabilmente non stiamo affatto riuscendo a comprenderli bene \u2013 e oltretutto cerchiamo tutti, comprensibilmente, di coglierne il senso altrettanto velocemente, senza darci il giusto tempo per far sedimentare ci\u00f2 che sappiamo, e per far emergere quel che ancora non sappiamo. 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