{"id":88459,"date":"2024-12-18T10:35:14","date_gmt":"2024-12-18T09:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88459"},"modified":"2024-12-18T10:19:33","modified_gmt":"2024-12-18T09:19:33","slug":"retaggi-e-avanguardie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88459","title":{"rendered":"Retaggi e avanguardie"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Francesco Prandel)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-tempesta-perfetta-1024x519-1.jpg\" width=\"418\" height=\"212\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Batte e ribatte che sa di tribale, \u00e8 il nostro essere naturale che batte, batte, batte e si ribella, a questa nostra vita e al mondo che ci ha cambiati molto, s\u00ec, ma non fino in fondo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>BATTITO ANIMALE, Raffaele Riefoli (Raf)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prendiamo l\u2019italiano medio, diciamo un impiegato. La giornata tipo inizia con il tentativo di disattivare la sveglia, che \u00e8 una macchina. Si rade con un rasoio, che \u00e8 una macchina. Prepara il caff\u00e8 con la macchinetta e prende l\u2019ascensore, che \u00e8 una macchina. Prende un autobus o guida una macchina, passa il cartellino nella macchinetta, sale in ufficio e se ne sta per un paio d\u2019ore al computer, che \u00e8 una macchina. Una pausa alla macchinetta del caff\u00e8, poi torna alla sua postazione. A pranzo potrebbe scegliere una compagnia diversa ma, mentre \u201cgusta\u201d il pasto, smanetta col cellulare, che \u00e8 una macchina. Poi la storia si ripete a ritroso, e la giornata tipo si conclude con il tentativo di attivare la sveglia che, inutile ribadirlo, \u00e8 una macchina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si vorr\u00e0 obiettare che, tra una macchina e l\u2019altra, il nostro impiegato incontra anche delle persone. Come il capoufficio, per esempio. Il quale, lungi dall\u2019aprirgli l\u2019animo suo, lo tratta a sua volta come una macchina, impartendogli istruzioni e controllando che si attenga diligentemente alla procedura. Dal canto suo, pure il nostro impiegato si guarda bene dall\u2019esternare i propri sentimenti al capo: cerca di svolgere le proprie mansioni seguendo alla lettera le istruzioni ricevute, attenendosi strettamente alla procedura. Ci\u00f2 comporta che, rivolgendosi ai colleghi o alla clientela \u2013 facciamo il caso che si tratti di un impiegato delle poste \u2013 dovr\u00e0 dire e fare certe cose in un qualche modo ben codificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno osserver\u00e0 che, rientrato a casa, trover\u00e0 finalmente la moglie e i figli, e potr\u00e0 cominciare a parlare e agire umanamente. Naturalmente, a differenza delle macchine non abbiamo ancora un pulsante da premere per passare dalla modalit\u00e0 \u201cimpiegato\u201d a quella di \u201cmarito\u201d o di \u201cpadre\u201d. No, dopo una giornata \u2013 o una vita \u2013 in compagnia delle macchine, e di persone che parlano e agiscono meccanicamente, il nostro impiegato non pu\u00f2 decidere di cambiare registro a comando. La moglie \u2013 poniamo un\u2019infermiera, o un\u2019insegnante \u2013 sar\u00e0 pi\u00f9 o meno nelle stesse condizioni, e i figli, allontanati a forza dalla play-station o dal cellulare per la cena, non saranno da meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando vivevamo come scimmie in qualche parte dell\u2019Africa, il nostro habitat era la foresta, e la nostra compagnia erano gli altri animali. Questi fattori ambientali non hanno subito grosse variazioni dal momento che ci siamo dati alla caccia e alla raccolta. Nemmeno il passaggio all\u2019allevamento all\u2019agricoltura, pur introducendo vari e importanti elementi di discontinuit\u00e0, ha stravolto il quadro ambientale: per quanto modificato dall\u2019uomo, il paesaggio restava carico di elementi naturali, e le frequentazioni extra-umane rimanevano limitate a quelle degli animali. Le cose sono radicalmente cambiate con la rivoluzione industriale. L\u2019ambiente umano, oggi, non solo \u00e8 stato\u00a0<em>profondamente modificato<\/em>\u00a0grazie alle macchine: \u00e8 anche\u00a0<em>densamente popolato<\/em>\u00a0dalle macchine. \u00abDimmi chi frequenti e ti dir\u00f2 chi sei\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo diversi milioni di anni di convivenza con gli animali in un contesto pressoch\u00e9 naturale, nel giro di appena qualche secolo i fattori ambientali che inscrivono il nostro vivere sono profondamente mutati. Mi pare ragionevole attendersi che, in ordine a questa metamorfosi ambientale, stia cambiando anche l\u2019uomo che l\u2019ha prodotta. \u00a0Se le cose stanno cos\u00ec, siamo nel bel mezzo di una mutazione antropologica, con i retaggi che vivono al fianco delle avanguardie. Sono gi\u00e0 tra noi, ce ne sono in circolazione diversi esemplari, specie negli ambienti che contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso di milioni di anni il genere\u00a0<em>homo<\/em>\u00a0ha dato luogo a una successione di specie (<em>habilis<\/em>,\u00a0<em>erectus<\/em>,\u00a0<em>neanderthalensis<\/em>, ecc.) fino ad approdare all\u2019uomo moderno, che viene chiamato\u00a0<em>homo sapiens<\/em>\u00a0\u2013 il\u00a0<em>sapiens<\/em>\u00a0ripetuto due volte mi pare eccessivamente ottimista \u2013 e si ritiene popoli il pianeta da qualche centinaio di migliaia di anni. Tuttavia, la variazione dei fattori ambientali intervenuta negli ultimi secoli \u00e8 talmente profonda da rendere plausibile l\u2019ipotesi che sia in corso una speciazione. L\u2019uomo che arava il campo col bue, e che viveva in un ambiente in cui prevalevano elementi naturali, \u00e8 ben diverso dall\u2019uomo che ara il campo col trattore a guida GPS, e vive in un ambiente che presenta elementi prevalentemente antropici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto uomo-macchina non \u00e8 meramente\u00a0<em>simbiotico<\/em>, perch\u00e9 nella simbiosi ciascuna parte mantiene una sua specificit\u00e0. Si tratta di una relazione che presenta anche un carattere\u00a0<em>osmotico<\/em>, nel senso che mentre gli uomini interiorizzano tratti genuinamente\u00a0<em>meccanici<\/em>\u00a0\u2013 in particolare per quanto riguarda il pensiero e il linguaggio \u2013 le macchine acquisiscono caratteri tipicamente\u00a0<em>antropici<\/em>\u00a0\u2013 ad esempio la morfologia e la capacit\u00e0 di comunicare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<em>homo machina<\/em>\u00a0\u2013 cos\u00ec si potrebbe chiamare l\u2019ipotetico uomo che, secondo la congettura qui avanzata, starebbe progressivamente prendendo il posto dell\u2019<em>homo sapiens<\/em>\u00a0\u2013 differirebbe dal suo precursore sotto diversi aspetti. L\u2019avanguardia si distingue dal retaggio pi\u00f9 che altro per il comportamento. L\u2019<em>homo machina<\/em>\u00a0\u2013 lo dice il nome stesso \u2013 \u00e8 un uomo meccanico. \u00c8 un uomo pi\u00f9 prevedibile, efficiente e affidabile del suo predecessore, e decisamente meno empatico. Pensa, parla e agisce meccanicamente. Il suo pensiero non \u00e8 teso a comprendere la natura delle cose, ma nello sfruttarle a proprio vantaggio. Il suo discorso ripete frasi che qualcun altro ha gi\u00e0 pronunciato, scimmiotta idee che altri hanno gi\u00e0 avuto, \u00e8 costellato di luoghi comuni e trabocca di anglicismi. Il suo fare \u00e8 ligio alla norma, alla procedura, al protocollo, al programma, al progetto, al politicamente corretto. L\u2019arte non \u00e8 per lui, finge di interessarsene perch\u00e9 la cosa gli da quel tocco di umano che ha perso e che, al momento, \u00e8 ancora apprezzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 difficile \u00e8 riconoscere l\u2019<em>homo machina<\/em>\u00a0dalla sua corporatura e dal suo intelletto. La scomparsa della fatica fisica e mentale \u2013 dovuta all\u2019impiego intensivo delle macchine \u2013 lo renderebbe fisicamente e mentalmente meno dotato: non si pu\u00f2 negare che l\u2019ascensore \u00e8 comodo, ma neanche che le nostre gambe sono deboli. Per contenere la pancia o la cellulite, paga i macchinari di una palestra per farsi restituire la caricatura di ci\u00f2 che altre macchine gli hanno tolto. Non si pu\u00f2 negare nemmeno che sono comode le calcolatrici, o i navigatori, ma neanche che stiamo perdendo la capacit\u00e0 di calcolare e di orientarci. Ci vorrebbero delle palestre per la mente, oltre che per il corpo. Forse ci sono gi\u00e0, non lo so. Magari ci sono dei programmi o delle applicazioni fatte apposta per restituirci il feticcio delle facolt\u00e0 mentali che i computer e i telefonini ci hanno tolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio perch\u00e9 propenso all\u2019efficienza, al rendimento, \u2013 una quantit\u00e0 misurabile delle macchine, una qualit\u00e0 tipica dei loro frequentatori \u2013 il nuovo ominide programma minuziosamente persino il suo tempo libero. Durante la pausa pranzo gioca a scacchi sul cellulare, prima di cena fa girare il tapis roulant, una versione della ruota entro la quale corre il criceto chiuso in gabbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In genere, dunque, l\u2019<em>homo machina\u00a0<\/em>si presenta bene, ma difficilmente riesce a dissimulare la meccanicit\u00e0 e la ripetitivit\u00e0 dei movimenti corporei, e ancor meno lo stato di cattivit\u00e0 in cui alleva i propri pensieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dire che ogni comodit\u00e0 comporta una perdita \u00e8 poco pi\u00f9 di un\u2019ovviet\u00e0. Meno ovvio \u00e8 capire come mai, delle due facce, ne consideriamo una sola. Un\u2019azienda che considera le entrate e non le uscite \u00e8 destinata a fallire. Di questo passo, la vita dell\u2019<em>homo machina<\/em>\u00a0sar\u00e0 comodissima, ma lui sar\u00e0 fisicamente sfatto e mentalmente ebete. A meno che, come facevo notare sopra, non cerchi di galleggiare aggrappandosi allo stesso masso che lo sta trascinando a fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In passato il mutamento delle condizioni ambientali (in senso lato) \u00e8 stato relativamente lento. Ci\u00f2 ha evitato la frattura sociale che invece oggi va prendendo forma, quella tra i retaggi e le avanguardie, proprio perch\u00e9 l\u2019ambiente sociale sta conoscendo mutazioni radicali nell\u2019arco di una generazione e anche meno. Inevitabilmente, immersi come siamo in questo cambiamento tumultuoso e travolgente, c\u2019\u00e8 chi si abbandona alla corrente lasciandosene cullare e chi invece tenta, se non proprio di andare controcorrente, di aggrapparsi alle proprie radici per cercare di salvarsi, cio\u00e8 di preservare quel \u201cfattore umano\u201d inaffidabile proprio perch\u00e9 imprevedibile, e scarsamente performante proprio perch\u00e9, con Nuccio Ordine, coglie \u00abl\u2019utilit\u00e0 dell\u2019inutile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per dirla con Vasco Rossi, si vanno delineando \u00abdue comunit\u00e0 diverse\u00bb, ogni giorno pi\u00f9 insofferenti l\u2019una all\u2019altra, per cui non pare eccessivo aspettarsi che nel futuro prossimo la loro pacifica convivenza possa incontrare delle battute d\u2019arresto. Un assaggio di quello che ci si pu\u00f2 ragionevolmente attendere l\u2019abbiamo avuto durante la pandemia, un periodo in cui non poche avanguardie hanno lasciato chiaramente intendere che i retaggi sono una sorta di subumani, e che come tali vanno trattati. Vista la piega che stanno prendendo le cose \u2013 si pensi allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale e alle potenzialit\u00e0 dell\u2019ingegneria genetica \u2013 in futuro questa frattura sociale potrebbe arrivare a scomporsi su altri e nuovi fronti, ingenerando tensioni che andrebbero a sovrapporsi a quelle gi\u00e0 respirabili nell\u2019aria post-pandemica. A quel punto, la creazione di \u201criserve\u201d \u2013 come quelle in cui i colonizzatori del \u201cnuovo mondo\u201d hanno relegati i nativi americani \u2013 potrebbe diventare la soluzione pi\u00f9 naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I due mondi sono questi. Io auspico la creazione dei due mondi, auspico la polarizzazione. [\u2026] Io ritengo che la polarizzazione, la creazione dei due mondi, sia l\u2019unica soluzione pacifica che ci eviti lo scontro di civilt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/17\/retaggi-e-avanguardie\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/12\/17\/retaggi-e-avanguardie\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Francesco Prandel) &nbsp; Batte e ribatte che sa di tribale, \u00e8 il nostro essere naturale che batte, batte, batte e si ribella, a questa nostra vita e al mondo che ci ha cambiati molto, s\u00ec, ma non fino in fondo. BATTITO ANIMALE, Raffaele Riefoli (Raf) Prendiamo l\u2019italiano medio, diciamo un impiegato. La giornata tipo inizia con il tentativo di disattivare la sveglia, che \u00e8 una macchina. 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