{"id":88481,"date":"2024-12-20T10:02:33","date_gmt":"2024-12-20T09:02:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88481"},"modified":"2024-12-19T10:08:23","modified_gmt":"2024-12-19T09:08:23","slug":"il-ragionier-fracchia-urso-e-le-promesse-di-stellantis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88481","title":{"rendered":"Il ragionier Fracchia Urso e le &#8220;promesse&#8221; di Stellantis"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giorgio Cremaschi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-88483\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/720x410c50-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/720x410c50-300x157.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/720x410c50.jpg 690w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Giorgio Cremaschi &#8211; Fatto Quotidiano, 17 dicembre 2024<\/em><\/p>\n<section class=\"article-content\">Non tutti sanno che la<strong>\u00a0cassa integrazione<\/strong>\u00a0fornisce al lavoratore una retribuzione equivalente a circa\u00a0<strong>5 euro netti all\u2019ora<\/strong>. Con questo reddito da\u00a0<strong>fame<\/strong>\u00a0decine di migliaia di lavoratori Stellantis dovranno vivere in Italia per gran parte del prossimo anno. Questa \u00e8 la prima vera notizia dell<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/12\/17\/stellantis-tavolo-ministero-produzione-stabilimenti-news\/7807787\/\">\u2019incontro tra Stellantis, sindacati e governo che ha visto il ministro Urso festeggiare e incensare Imparato<\/a>, il nuovo super manager del gruppo, mentre la Fim Cisl gi\u00e0 rinverdiva il suo ruolo di fedelissima dell\u2019azienda e Fiom e Uilm borbottavano perplesse.<\/p>\n<p>Siamo lontani anni luce dalla durissima lotta in corso alla\u00a0<strong>Volkswagen<\/strong>\u00a0per tutelare i salari e i diritti dei lavoratori, minacciati dai tagli aziendali. In Stellantis la richiesta di escludere per i prossimi anni i\u00a0<strong>licenziamenti,<\/strong>\u00a0anche negli appalti, e di integrare con fondi aziendali la magrissima CIG, non sono nemmeno sul tavolo. Pazienza per\u00f2, perch\u00e9 l\u2019azienda promette che\u00a0<strong>dal 2026 arriveranno investimenti<\/strong>\u00a0e nuove produzioni e tutto ricomincer\u00e0 ad andare bene.<\/p>\n<p>Se in Italia ci fosse ancora una dimensione rispettosa delle relazioni industriali, le promesse senza veri impegni di\u00a0<strong>Jean Philippe Imparato<\/strong>\u00a0sarebbero respinte al mittente non solo dai sindacati, ma anche da un governo degno di questo nome. Invece il ministro del Made in Italy, la denominazione in inglese \u00e8 gi\u00e0 programmatica, Adolfo Urso, di fronte al manager Stellantis si \u00e8 comportato come il ragionier Fracchia di fronte al capufficio:\u00a0<strong>come \u00e8 buono lei!\u00a0<\/strong>Gli stentorei proclami di Giorgia Meloni contro l\u2019azienda e la propriet\u00e0\u00a0<strong>Agnelli-Elkann<\/strong>\u00a0sono finiti a tarallucci e vino, come per altro sempre fa questo governo finto sovranista quando si trova di fronte la dura brutale sovranit\u00e0 di padroni e potenti veri.<\/p>\n<p>Ma cosa ha davvero messo Stellantis sul tavolo? Due miliardi di investimenti, che sono stati pompati come un generoso Bengodi, quando sono il minimo necessario semplicemente per<strong>\u00a0non chiudere le fabbriche.<\/strong>\u00a0E 6 miliardi di acquisto dall\u2019indotto, che sono in realt\u00e0 pura normalit\u00e0 e comunque molto meno di quanto la sola Fiat faceva in passato.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-3\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Sono stati annunciati modelli di\u00a0<strong>auto ibride<\/strong>, che vengono quindici anni dopo quelli dei concorrenti; e poi alcune piattaforme per vetture elettriche, sulle quali finora abbiamo solo la catastrofica\u00a0<strong>500 elettrica.<\/strong>\u00a0E infatti, al di l\u00e0 delle vaghe e confuse promesse, Imparato si \u00e8 ben guardato dal riproporre l\u2019obiettivo di un milione di auto prodotte in Italia. Questo volume produttivo \u00e8 quello che l\u2019ex ceo\u00a0<strong>Tavares,<\/strong>\u00a0anche allora con gli applausi del sorridente Urso, aveva dichiarato essere il solo in grado di garantire occupazione e stabilimenti in Italia. Ora scompare anche dall\u2019orizzonte delle\u00a0<strong>promesse.\u00a0<\/strong>Per dare una proporzione ai 2 miliardi d\u2019investimento in Italia che oggi primeggiano su tutti i giornali, bisogna sapere che in questo stesso periodo le grandi aziende automobilistiche stanno programmando decine e decine di miliardi di investimenti e che\u00a0<strong>un solo modello integralmente nuovo<\/strong>\u00a0di autovettura richiede almeno 3\/4 miliardi di investimenti.<\/p>\n<p>Mi si obietter\u00e0 che i 2 miliardi di investimenti esaltati da Urso sono solo una parte di tutti quelli che far\u00e0 Stellantis. Esatto ed \u00e8 stupefacente che al tavolo ministeriale nessuno abbia fatto questa semplice domanda:<strong>\u00a0gli investimenti del gruppo in Italia<\/strong>\u00a0che percentuale sono rispetto a quelli complessivi del gruppo in tutti i paesi dove opera? Perch\u00e9 se fossero davvero una quota rilevante, vorrebbe dire che Stellantis investe meno, molto meno dei suoi diretti concorrenti. Se invece quegli investimenti fossero una piccola parte di ci\u00f2 che Stellantis spender\u00e0 altrove, allora vuol dire che l\u2019Italia\u00a0<strong>resta la Cenerentola del gruppo.<\/strong>\u00a0E infatti l\u2019unico vero nuovo investimento annunciato nel passato, la grande fabbrica di batterie e impianti elettrici a Termoli, \u00e8 semplicemente sparito. Quella fabbrica si far\u00e0 in\u00a0<strong>Spagna.<\/strong><\/p>\n<p>Insomma l\u2019incontro con Stellantis al ministero \u00e8 avvenuto rispettando<strong>\u00a0il solito copione<\/strong>: il manager rassicura, il governo applaude, la stampa esalta, il sindacato si divide tra chi dice viva e chi prova con fatica a dire che non basta. Ricordo che nel\u00a0<strong>2010,<\/strong>\u00a0dopo aver imposto ai lavoratori d\u00ec Pomigliano di rinunciare al contratto nazionale con il ricatto della delocalizzazione della produzione,\u00a0<strong>Sergio Marchionne<\/strong>\u00a0annunci\u00f2 il programma<strong>\u00a0Fabbrica Italia<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>20 miliardi<\/strong>\u00a0di investimenti. Poi nel\u00a0<strong>2012<\/strong>\u00a0lo stesso amministratore delegato della Fiat dichiar\u00f2 che la situazione era cambiata e che Fabbrica Italia\u00a0<strong>non c\u2019era pi\u00f9<\/strong>. Tutto il palazzo politico e mediatico, che aveva esaltato a dismisura quel progetto, non disse nulla sulla sua cancellazione.<\/p>\n<p>Nel 2015<strong>\u00a0John Elkann<\/strong>, dopo la fusione tra Fiat e Chrysler che diede origine alla FCA, addirittura promise\u00a0<strong>55 miliardi di investimenti<\/strong>\u00a0per 80 nuovi modelli di auto. \u00c8 vero che non specific\u00f2 in quanti secoli ci\u00f2 sarebbe avvenuto, ma ci\u00f2 bast\u00f2 a politici e stampa per esaltare l\u2019intraprendenza e la lungimiranza del nuovo gruppo industriale e della sua propriet\u00e0. E non a caso John Elkann oggi continua a\u00a0<strong>rifiutare<\/strong>\u00a0ogni presenza in Parlamento, forse qualcuno potrebbe ricordare e chiedere conto.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>I 2 miliardi di oggi, che dovrebbero salvare la produzione di auto in Italia, sono molto meno delle promesse del passato, che almeno rispondevano alla dimensione di ci\u00f2 che sarebbe davvero necessario per non chiudere le fabbriche. Ed \u00e8 bene ricordare che solo negli ultimi tre anni la famiglia Agnelli Elkann ha accumulato\u00a0<strong>utili superiori<\/strong>\u00a0a quanto promette di investire.<\/p>\n<p>Variano molto le cifre delle promesse di Fiat, FCA, Stellantis, ma restano costanti il\u00a0<strong>servilismo<\/strong>\u00a0della politica e dei governi, la propaganda mediatica, la debolezza o la complicit\u00e0 sindacale, con cui sono\u00a0<strong>accolte.<\/strong>\u00a0E finora tutte le promesse di Fiat, FCA, Stellantis sono state smentite dai fatti. Fumo e servilismo sono\u00a0<strong>le costanti<\/strong>\u00a0che accompagnano le vicende della sempre pi\u00f9 scarsa produzione di auto in Italia. Intanto gli operai si dovranno abituare a vivere nel 2025 con una retribuzioni media equivalente a 5 euro all\u2019ora. A meno che i lavoratori e la parte pi\u00f9 onesta dei sindacati finalmente non si ribellino.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_ragionier_fracchia_urso_e_le_promesse_di_stellantis\/6121_58338\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_ragionier_fracchia_urso_e_le_promesse_di_stellantis\/6121_58338\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/section>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giorgio Cremaschi) &nbsp; di Giorgio Cremaschi &#8211; Fatto Quotidiano, 17 dicembre 2024 Non tutti sanno che la\u00a0cassa integrazione\u00a0fornisce al lavoratore una retribuzione equivalente a circa\u00a05 euro netti all\u2019ora. Con questo reddito da\u00a0fame\u00a0decine di migliaia di lavoratori Stellantis dovranno vivere in Italia per gran parte del prossimo anno. 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