{"id":88530,"date":"2025-01-09T10:40:12","date_gmt":"2025-01-09T09:40:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88530"},"modified":"2025-01-08T10:43:21","modified_gmt":"2025-01-08T09:43:21","slug":"geopolitica-delle-criptovalute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88530","title":{"rendered":"Geopolitica delle criptovalute"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/9791256140497_0_536_0_75.jpg\" width=\"234\" height=\"334\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La geopolitica delle criptovalute<\/em>\u00a0(Castelvecchi 2024) \u00e8 un testo duplice, come la materia cui \u00e8 dedicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un lato parla di geopolitica, chiamando in causa un insieme di soggetti noti (terroristi islamisti, Cuba, Ucraina, Russia, regime nordcoreano, cartelli di\u00a0<em>narcos<\/em>\u00a0messicani, ecc.) e alcune dinamiche che li riguardano. Dallo scoppio della guerra in Ucraina tale ambito \u00e8 diventato predominante nel dibattito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019altra riguarda le criptovalute, un oggetto un po\u2019 misterioso (in effetti cryptos in greco significa \u201cnascosto\u201d) la cui tecnicalit\u00e1 non \u00e8 cos\u00ec familiare al lettore medio. In merito l\u2019autrice, Elham Makdoum, giovane analista indipendente, ci illustra una sorta di continente occulto in cui le potenze ed i soggetti sopra citati sono influenzati nella loro interazione conflittuale o di alleanza proprio da questi oggetti misteriosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale doppio piano si snoda nel testo, ora concedendo di pi\u00f9 al primo fattore, ora al secondo. Uno dei percorsi pi\u00f9 affascinanti del libro riguarda la matrice ideologica delle criptovalute e la loro parabola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 noto che il retroterra di internet e del mondo digitale \u00e8 una visione libertaria che rifiuta le gerarchie e il potere, le cui basi sono rinvenibili negli anni Sessanta. La matrice utopica sarebbe stata presto rovesciata dalla realt\u00e0, rendendo pi\u00f9 realistica la tetra distopia di William Gibson, autore del termine cyberspazio negli anni Ottanta. In modo simile, il presupposto delle cripovalute \u00e8 la preoccupazione per la privacy nella comunicazione, e lo strumento \u00e8 la crittografia applicata ai pagamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la crittografia riguarda la trasmissione di messaggi che solo chi possiede una chiave pu\u00f2 decifrare, un sistema di pagamenti conforme a tale ideale dovr\u00e0 essere non rintracciabile. Mentre l\u2019uso di carte di credito e bancomat pu\u00f2 rivelare chi compie i pagamenti, un sistema alternativo come pu\u00f2 strutturarsi? Il passaggio dalla teoria libertaria alla tecnica attuativa si compie nel 2009 con il bitcoin. Il nuovo sistema sar\u00e0 decentralizzato, una valuta slegata da Stati e banche centrali la cui coerenza e affidabilit\u00e0 (chi garantisce la correttezza dei rapporti dare\/avere senza una autorit\u00e0 superiore?) \u00e8 legata alla tecnica stessa di complessi calcoli matematici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale sia il rilievo di tale innovazione, di un sistema di pagamenti non rintracciabile\u00a0 \u2013 anzi una pluralit\u00e0: le cripovalute sono secondo una fonte, ben\u00a0<em>ventimila<\/em>\u00a0(sic!), con differenti caratteristiche e grandi di sicurezza \u2013 lo illustrano vari capitoli del testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo e il terzo riguardano, rispettivamente, il terrorismo islamista e i narcotrafficanti. \u00c8 chiaro che un sistema di pagamento non tracciabile \u00e8 una manna per gruppi e forze al di fuori della legalit\u00e0, con scopi considerati criminosi. Sorprende un po\u2019 apprendere che l\u2019attentato terroristico alla rivista satirica Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015 sia il primo finanziato grazie a criptovalute, o leggere un documento in cui l\u2019autore jihadista argomenta lucidamente sul loro uso per colpire i nemici. Una fonte citata riporta che secondo l\u2019ONU il 5% degli attentati mondiali sarebbe finanziato grazie alle cripto \u2013 aggiungendo che altre stime fanno salire la stima al 20%!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto ci\u00f2, al di l\u00e0 del possibile utilizzo per obiettivi criminali, illumina la comprensione l\u2019osservazione dell\u2019autrice secondo la quale le potenzialit\u00e0 tecnologiche \u201csono state comprese dagli anti-Stati prima degli Stati\u201d, e dai jihadisti prima di altri terrorismi. Ma anche dagli Stati fuori dall\u2019orbita euro-atlantica, il che ci porta ai capitoli successivi, che ci guidano infatti al centro delle trasformazioni geopolitiche determinate dalle cripto: le guerre e i conflitti interstatali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo capitolo esplora come tanto l\u2019Ucraina quanto la Russia abbiano fatto uso delle criptovalute. Kiev \u00e8 riuscita ad avere l\u2019adesione delle comunit\u00e0 cripto, accumulando donazioni private per 225 milioni di $, di cui 125 nel primo mese di guerra. Poco rispetto ai copiosi rifornimenti da parte degli Stati UE e dagli Usa, ma in ogni caso da non sottovalutare per velocit\u00e0. La Russia non \u00e8 stata da meno, provvista di un know-how impareggiabile per l\u2019uso dei luoghi pi\u00f9 oscuri del web (a volte facendo concorrenza truffaldina agli ucraini, pubblicizzando loro canali per intercettare donazioni per Kiev!) anche per aggirare le sanzioni inflitte dal blocco euro-atlantico e facendosi aiutare dai nordcoreani. E non si tratta solo di autofinanziamento: gruppi di hacker fiancheggiatori o legati a Mosca hanno usato le cripto come remunerazione a chi infliggesse attacchi informatici ad infrastrutture critiche ucraine o di altri alleati. Come si vede, il criptoverso diviene un nuovo campo di battaglia accanto a terra, aria e mare e all\u2019ambito digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quarto capitolo,\u00a0<em>Guerra mondiale nel criptoverso<\/em>, ci porta al centro della dinamica geopolitica per eccellenza, la sfida dei Brics all\u2019ordine euro-atlantico, o meglio al gruppo di paesi alleati degli Usa, e al loro principale strumento di egemonia: il dollaro e il sistema finanziario legato ad esso. L\u2019allargamento del ristretto gruppo di cinque potenze ad altri membri \u00e8 uno dei processi pi\u00f9 promettenti per un futuro multipolare, ed \u00e8 noto il lavoro diplomatico per costruire un sistema di pagamenti alternativo. Nel testo si illustra come membri del gruppo quali Russia, Brasile, Iran stiano sperimentando in tale direzione, e che possiedano le capacit\u00e0 per creare una criptovaluta comune. Operazione indubbiamente complessa che non sappiamo quante realistiche possibilit\u00e0 abbia, ma il dato di fatto \u00e8 che vari Stati, in testa la Russia, hanno orientato la propria legislazione verso una legittimazione del mondo cripto da quando la guerra in Ucraina ha reso le sanzioni rilevanti nel dibattito di attualit\u00e0 internazionale; soprattutto per il rischio che esse colpiscano anche coloro che continuano ad intrattenere rapporti con la Russia tramite triangolazioni e simili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tutto questo gli Usa non stanno a guardare: a gennaio 2024 \u00e8 arrivata luce verde a BlackRock per lanciare un fondo speculativo legato al bitcoin. La prima cripovaluta sbarca a Wall Street. Ulteriore fattore di deregolamentazione della finanza Usa? Mossa che vuole istituzionalizzare questo mondo consentendo ulteriori profitti in cambio del passaggio sotto una regolazione occidentale? La lettura che il testo propone \u00e8\u00a0 quest\u2019ultima: alla fine negli Usa si capisce l\u2019importanza di questi elementi e si intende \u201caffidare a BlackRock, Vanguard Group e gli altri giganti della finanza speculativa l\u2019allunaggio degli Stati Uniti nel criptoverso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo di Makdoum \u00e8 quindi prezioso e per prepararsi ad un futuro che in potenza sta gi\u00e0 plasmando le relazioni internazionali. Il percorso delle cripto \u00e8 un po\u2019 paradossale, partendo da una visione libertaria e divenendo strumenti per forze eversive e di Stati considerati autoritari nel mainstream euro-atlantico, fino a diventare armi che le potenze si puntano addosso l\u2019un l\u2019altra. Il testo \u00e8 assai leggibile, salvo presupporre alcuni termini un po\u2019 ardui (tipo \u201ctokenizzare\u201d) al lettore del tutto digiuno dal mondo cripto. Chiudono il volume tre brevi interviste (a un funzionario Interpol, a un anonimo funzionario Usa che lavora sui temi della sicurezza e al noto stratega Eduard Luttwak!) in cui ognuno d\u00e0 il suo punto di vista sul fenomeno. Vere chicche finali sono, in appendice, due testi che hanno segnato questo percorso: il documento chiave del protocollo Bitcoin lanciato a gennaio 2009 dal misterioso Natoshi Sakamoto (probabilmente uno pseudonimo dietro a cui nessuno \u00e8 mai riuscito a sapere chi si celasse) e la Dichiarazione di indipendenza del cyberspazio, un breve testo di John Balow che condanna il mondo reale come gerarchico e controllato mentre prefigura l\u2019utopia del digitale come luogo di costruzione di un regno della libert\u00e0 pi\u00f9 umano e pi\u00f9 bello rispetto a quello, delle multinazionali e delle leggi liberticide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un testo senz\u2019altro da leggere, ma che va preso rispettandone la prospettiva: l\u2019uso delle cripto nell\u2019agone geopolitico, militare e di rapporti fra stati. Restano intatti tutti i dubbi su tali strumenti, che potremmo sommariamente esprime in due ordini di considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo i sostenitori delle cripto ne parlano in termini idealistici ed entusiastici, sia per la positivit\u00e0 delle loro conseguenze (in termini di libert\u00e0 dei singoli) che dell\u2019ampiezza del loro impatto; rivoluzione \u00e8 un termine che ricorre spesso. Ma a parte l\u2019uso per attivit\u00e0 illegali e come strumento geopolitico, non piccola parte degli entusiasmi pare generata dalla prospettiva di arricchimento individuale, derivante tanto dalla speculazione sulla oscillazione del loro valore quanto dall\u2019attivit\u00e0 di mining \u2013 il compiere dei complessi calcoli per il funzionamento della criptovaluta, remunerata con la creazione di nuovi bitcoin. Come possiamo considerare il saldo fra l\u2019arricchimento individuale e eventuali danni alla societ\u00e0 \u2013 per esempio nella portata assai energivora del mining?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello pi\u00f9 macro il punto \u00e8 semplice: i pi\u00f9 entusiasti sostenitori vorrebbero sbarazzarsi delle banche centrali (e pure dello Stato, gi\u00e0 che ci siamo); come sarebbe una politica monetaria in cui le cripto riescono a scalzare in modo significativo le valute tradizionali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono tutti i motivi per pensare che un mondo modellato su tale utopismo anarco-libertario potrebbe essere molto problematico. Sia nelle piccole sperimentazioni che in prospettive pi\u00f9 ampie i sistemi presentati come armonici, auto-organizzati escludendo gerarchie e autorit\u00e0 si sono dimostrati infondati, per cui non sarebbe troppo da stupirsi se le promesse pi\u00f9 impegnative non fossero rispettate. Si tratta di prospettive ancora lontane, ma sar\u00e0 bene iniziare una riflessione per tempo, soprattutto se \u00e8 vero quello che il nostro testo asserisce: le cripto in ogni caso sono qui per restare.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/01\/06\/geopolitica-delle-criptovalute\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/01\/06\/geopolitica-delle-criptovalute\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon) La geopolitica delle criptovalute\u00a0(Castelvecchi 2024) \u00e8 un testo duplice, come la materia cui \u00e8 dedicato. Da un lato parla di geopolitica, chiamando in causa un insieme di soggetti noti (terroristi islamisti, Cuba, Ucraina, Russia, regime nordcoreano, cartelli di\u00a0narcos\u00a0messicani, ecc.) e alcune dinamiche che li riguardano. 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