{"id":88662,"date":"2025-01-17T08:30:23","date_gmt":"2025-01-17T07:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88662"},"modified":"2025-01-17T00:33:01","modified_gmt":"2025-01-16T23:33:01","slug":"tajani-getta-la-maschera-litalia-non-arrestera-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88662","title":{"rendered":"Tajani getta la maschera: \u201cl\u2019Italia non arrester\u00e0 Netanyahu\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Stefano Baudino)<\/strong><\/p>\n<p>Il governo italiano ha rassicurato Israele: se il premier Benjamin Netanyahu dovesse visitare il Paese, non verr\u00e0 arrestato, nonostante il mandato spiccato a novembre dalla Corte penale internazionale (CPI) per i crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e i crimini di guerra che hanno segnato la carneficina a Gaza. La notizia di questa decisione \u00e8 arrivata durante una visita a Roma del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa\u2019ar, che\u00a0<strong>ha affermato di aver ricevuto garanzie<\/strong>\u00a0in tal senso dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. A confermarla \u00e8 stato lo stesso Tajani, che\u00a0<strong>ha citato la Convenzione di Vienna come base legale per questa posizione<\/strong>. Il tema aveva sin da subito diviso l\u2019esecutivo italiano: se da un lato Tajani e il vicepremier Matteo Salvini avevano espresso pieno sostegno a Netanyahu, definendolo \u201cbenvenuto in Italia\u201d, il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva\u00a0<strong>assunto una posizione pi\u00f9 cauta<\/strong>, ribadendo il rispetto del diritto internazionale.<\/p>\n<p>\u00abHo parlato con Tajani e Nordio. Io non riferisco mai quello che dicono le altre parti, ma posso dire che non c\u2019\u00e8 nessun problema per chiunque voglia venire a Roma, neanche per Netanyahu\u00bb, ha dichiarato Sa\u2019ar durante un incontro con la comunit\u00e0 ebraica della Capitale. \u00ab<strong>Le immunit\u00e0 vanno rispettate<\/strong>\u00bb, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, liquidando le richieste di esecuzione del mandato come \u00abirrealizzabili\u00bb. Secondo fonti del\u00a0<em>Times of Israel<\/em>, il governo italiano avrebbe infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/italy-tells-israel-it-wont-arrest-netanyahu-under-icc-warrant-if-he-visits\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ricevuto<\/a>\u00a0una consulenza legale che assicura l\u2019immunit\u00e0 di cui godrebbero i capi di Stato durante le visite ufficiali, sulla base del dettato della\u00a0<a href=\"https:\/\/file.asgi.it\/convenzione.vienna.1961.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Convenzione di Vienna<\/a>. La scelta del governo Meloni di non procedere all\u2019arresto del premier israeliano rappresenta\u00a0<strong>un segnale politico di grande rilevanza<\/strong>, soprattutto considerando che l\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi firmatari dello Statuto di Roma, che ha istituito la CPI. Quest\u2019ultima ha gi\u00e0 criticato gli Stati che non collaborano con le sue decisioni e il caso Netanyahu \u00e8 destinato a sollevare ulteriori interrogativi sulla capacit\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale di far rispettare le decisioni della Corte in un quadro sempre pi\u00f9 polarizzato. A sollevare interrogativi \u00e8 anche il\u00a0<strong>differente approccio con cui vengono trattati il caso Netanyahu e quello del presidente russo Putin<\/strong>, anch\u2019egli colpito da un mandato di arresto della CPI per l\u2019accusa di deportazione di bambini ucraini. Rispetto al quale nessuno, nel nostro Paese, ha mai brandito il testo della Convenzione di Vienna al fine di evidenziare la presunta immunit\u00e0 di cui godrebbe se giungesse in territorio italiano.<\/p>\n<p>A livello giuridico, appare difficile trovare il bandolo della matassa: secondo molti giuristi, la Convenzione di Vienna<strong>\u00a0\u00e8 subalterna allo Statuto di Roma<\/strong>, che\u00a0<a href=\"https:\/\/files.studiperlapace.it\/spp_zfiles\/docs\/romastat.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regola<\/a>\u00a0la CPI, e i crimini imputati a Netanyahu non sarebbero tecnicamente coperti dall\u2019immunit\u00e0 prevista dalla Convenzione, non rientrando nelle sue funzioni di governo. Tuttavia, la questione si complica: Israele non riconosce lo Statuto di Roma, quindi non si sente vincolato dalle decisioni della CPI, mentre l\u2019Italia, che ha contribuito alla nascita della Corte, rischia di\u00a0<strong>mettere in discussione il diritto penale internazionale<\/strong>\u00a0se decide di ignorare il mandato d\u2019arresto. A ogni modo, in tale contesto, il nostro Paese sembra voler rafforzare la propria posizione come alleato strategico di Israele in Europa. Non a caso, Tajani h<strong>a annunciato una prossima missione in Israele e Palestina<\/strong>\u00a0per promuovere il processo di pace e valutare una possibile partecipazione italiana a una missione di sicurezza ONU nella Striscia di Gaza. \u00abSiamo pronti ad assicurare una presenza militare, in previsione di un\u2019amministrazione modello Unifil per unificare Gaza e Cisgiordania\u00bb, ha dichiarato il ministro.<\/p>\n<p>La pronuncia della Corte Penale Internazionale era\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/11\/21\/la-corte-penale-internazionale-ha-emesso-un-mandato-di-arresto-per-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">arrivata<\/a>\u00a0lo scorso 21 novembre. Nello specifico, Netanyahu e l\u2019ex ministro della Difesa del suo governo, Yoav Gallant, sono stati accusati per i \u00ab<strong>crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e crimini di guerra<\/strong>\u00bb commessi nella Striscia di Gaza tra l\u20198 ottobre 2023 e \u00abalmeno il 20 maggio 2024\u00bb. Nelle ore successive, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, intervistato a Porta a Porta su\u00a0<em>Rai 1<\/em>, aveva criticato una sentenza definita \u00absbagliata\u00bb,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/11\/22\/arresto-di-netanyahu-il-governo-italiano-si-rassegna-sentenza-sbagliata-ma-lapplicheremo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermando<\/a>\u00a0per\u00f2 che, se Netanyahu e Gallant approdassero in Italia, \u00abdovremmo arrestarli, perch\u00e9 rispettiamo il diritto internazionale\u00bb. Una posizione che\u00a0<strong>riecheggia quella della gran parte dei Paesi europei<\/strong>, subito esplicata \u2013 e recentemente ribadita \u2013 dall\u2019Alto rappresentante dell\u2019Unione Europea per gli affari esteri Joseph Borrell, il quale aveva sottolineato che la pronuncia \u00e8 da considerare valida in tutto il territorio dell\u2019UE. Ma su cui l\u2019esecutivo italiano ha ufficialmente fatto marcia indietro.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/16\/tajani-getta-la-maschera-litalia-non-arrestera-netanyahu\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/16\/tajani-getta-la-maschera-litalia-non-arrestera-netanyahu\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Stefano Baudino) Il governo italiano ha rassicurato Israele: se il premier Benjamin Netanyahu dovesse visitare il Paese, non verr\u00e0 arrestato, nonostante il mandato spiccato a novembre dalla Corte penale internazionale (CPI) per i crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e i crimini di guerra che hanno segnato la carneficina a Gaza. 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