{"id":88694,"date":"2025-01-21T09:00:18","date_gmt":"2025-01-21T08:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88694"},"modified":"2025-01-20T11:26:15","modified_gmt":"2025-01-20T10:26:15","slug":"palestina-reportage-dai-campi-profughi-di-tulkarem-sotto-attacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88694","title":{"rendered":"Palestina: reportage dai campi profughi di Tulkarem sotto attacco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Moira Amargi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CAMPO PROFUGHI DI NUR SHAMS, TULKAREM, PALESTINA OCCUPATA \u2013\u00a0Strade sventrate, case a pezzi, esplose, bruciate. Vari pali della luce abbattuti hanno tolto l\u2019elettricit\u00e0 a una parte del campo. Il sistema idrico avr\u00e0 bisogno di settimane prima di essere restaurato a causa dei danni subiti, mentre<b>\u00a0centinaia di famiglie rimangono senza acqua<\/b>. Il campo profughi di Nur Shams sembra un campo di battaglia, e lo \u00e8 stato, ancora una volta, appena qualche giorno fa: i fori dei proiettili sono ben visibili sulle facciate di molte case e le ferite ancora aperte sulle almeno 14 mila persone che lo abitano. Una donna anziana siede su uno sgabello davanti a una casa semi-distrutta: l\u2019intera parete \u00e8 crollata, quello che forse era un salotto d\u00e0 ora sulla strada principale. \u00ab<b>Cosa dobbiamo fare? Hanno distrutto tutto di nuovo<\/b>\u00bb, chiede, gli occhi pieni di dolore. \u00abVengono, uccidono, distruggono tutto. Cosa dobbiamo fare?\u00bb. Poche parole mentre camminiamo nel fango della piazzetta, dove ormai la strada \u00e8 solo un ricordo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Le \u201cpiccole Gaza\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abQuella era una farmacia, quella una struttura dell\u2019UNRWA\u00bb dice Ahmad, un abitante del campo che ci accompagna indicando due edifici gravemente danneggiati. E ancora: case senza un pezzo di parete, pilastri rotti che sembrano reggere per miracolo il piano soprastante. Le macerie sono accumulate al centro della piazza, mischiate alla terra e a pezzi di asfalto dei raid precedenti. Intanto, intorno si vedono famiglie al lavoro: chi aggiusta una porta, chi mette del nylon a una finestra, chi sta gi\u00e0 ricostruendo il muretto distrutto con mattoni e cemento. Un ragazzo sta rimettendo in piedi il suo baracchino di legno da cui vendeva il caff\u00e8.\u00a0<strong>\u00abE se me lo distruggono un\u2019altra volta, lo ricostruir\u00f2 di nuovo\u00bb<\/strong> dice, quasi per confermare la forza e resistenza di quel popolo sotto occupazione da ormai 76 anni.<\/p>\n<div id=\"tdi_70\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"post_td_gallery\">\n<div class=\"td-gallery-slide-top\">\n<div class=\"td-gallery-controls-wrapper\">\n<div class=\"td-gallery-slide-prev-next-but\"><i class=\"td-icon-left doubleSliderPrevButton\"><\/i>\u00a0<i class=\"td-icon-right doubleSliderNextButton\"><\/i><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-1 \">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-slide-item td-item1\">\n<figure class=\"td-slide-galery-figure td-slide-popup-gallery\"><a class=\"slide-gallery-image-link\" title=\"TULKAREM REFUGEE CAMP0\" href=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0.png\" data-caption=\"Il vuoto lasciato da una struttura di tre piani bombardata il 3 ottobre da un attacco aereo a Tulkarem Refugee Camp, causando la morte di 19 persone. Nella foto le scarpe ritrovate tra le macerie\" data-description=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-630x420.png\" alt=\"\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-630x420.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0-696x464.png 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP0.png 1000w\" data-sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/a><figcaption class=\"td-slide-caption td-gallery-slide-content\">\n<div class=\"td-gallery-slide-copywrite\">Il vuoto lasciato da una struttura di tre piani bombardata il 3 ottobre da un attacco aereo a Tulkarem Refugee Camp, causando la morte di 19 persone. Nella foto le scarpe ritrovate tra le macerie<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-2 td_center_slide2\">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-button td-item7\">\n<div class=\"td-border\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">I campi profughi di Tulkarem sono sotto attacco da prima del 7 di ottobre, anche se le incursioni sono aumentate a dismisura in quantit\u00e0 e violenza da quella data.\u00a0I raid israeliani sono cominciati a marzo del 2023, dietro la motivazione ufficiale di smantellare le basi della resistenza armata palestinese. Ma le ragioni sono ben altre, ci spiega l\u2019uomo che ci accompagna per il campo. \u00abVogliono distruggere i campi profughi per\u00a0<strong>eliminare l\u2019idea stessa di un possibile ritorno<\/strong>\u00bb, afferma Ahmad. \u00abSenza pi\u00f9 rifugiati Israele \u00e8 come se fosse legittimato a stare su quelle terre, che appartenevano ai nostri nonni. \u00c8 per questo motivo che stanno anche cercando di\u00a0<b>smantellare e sostituire l\u2019UNRWA<\/b>\u00bb, racconta. In Cisgiordania sono registrati 912.879 rifugiati; circa un quarto di loro vivono nei 19 campi profughi ufficiali, costruiti dall\u2019agenzia UNRWA a seguito della\u00a0<b>Nakba<\/b>, la \u201cCatastrofe\u201d, ossia l\u2019esodo forzato di 700 mila palestinesi dalle terre su cui \u00e8 stato poi fondato Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abVogliono obbligare la gente ad andare via, ad abbandonare i campi. Per questo distruggono le infrastrutture, le case, le strade, tutto.\u00bb\u00a0 E continua. \u00abQuesti raid sono anche\u00a0<b>punizioni collettive verso i residenti dei campi<\/b>, accusati di ospitare la resistenza armata. Cercano di metterci gli uni contro gli altri\u00bb, dice. \u00abMa non funziona\u00bb .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono un\u2019ottantina gli attacchi che i due campi profughi di Tulkarem hanno subito dal 2023 ad oggi. Migliaia le case danneggiate, centinaia quelle distrutte o rese inagibili. Molte famiglie di entrambi i campi hanno dovuto andarsene perch\u00e9 non avevano pi\u00f9 da dove dormire. \u00abIl nostro negozio di famiglia \u00e8 stato attaccato due volte\u00bb, dice Ahmad. \u00abPer ora l\u2019abbiamo chiuso, perch\u00e9 non possiamo permetterci di perdere nuovamente soldi\u00bb .<\/p>\n<div id=\"tdi_71\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"post_td_gallery\">\n<div class=\"td-gallery-slide-top\">\n<div class=\"td-gallery-controls-wrapper\">\n<div class=\"td-gallery-slide-prev-next-but\"><i class=\"td-icon-left doubleSliderPrevButton\"><\/i>\u00a0<i class=\"td-icon-right doubleSliderNextButton\"><\/i><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-1 \">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-slide-item td-item1\">\n<figure class=\"td-slide-galery-figure td-slide-popup-gallery\"><a class=\"slide-gallery-image-link\" title=\"TULKAREM REFUGEE CAMP7\" href=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7.png\" data-caption=\"Uomo che ripara la sua casa danneggiata nel raid, 26 dicembre 2024\" data-description=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-630x420.png\" alt=\"\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-630x420.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7-696x464.png 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP7.png 1000w\" data-sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/a><figcaption class=\"td-slide-caption td-gallery-slide-content\">\n<div class=\"td-gallery-slide-copywrite\">Uomo che ripara la sua casa danneggiata nel raid, 26 dicembre 2024<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-2 td_center_slide2\">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-button td-item6\">\n<div class=\"td-border\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Israele porta avanti la stessa tattica di distruzione delle infrastrutture, dei mezzi di sostentamento e delle abitazioni dei palestinesi nei campi profughi di varie citt\u00e0 del nord della Cisgiordania. Ma i\u00a0campo rifugiati\u00a0di\u00a0Tulkarem, insieme a quello di\u00a0Jenin\u00a0\u2013 colpito e assediato anche dalle forze di polizia dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese \u2013 vincono senza rivali il primo posto sul podio.\u00a0<b>Le \u201cpiccole Gaza\u201d<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Entriamo nelle vie pi\u00f9 interne del campo. Qui dei teli neri sulle nostre teste coprono la visuale del cielo. \u00abSono\u00a0<strong>contro i droni<\/strong>. Spesso attaccano buttando bombe cos\u00ec\u00bb, racconta Ahmad. Poco pi\u00f9 avanti, mi ferma davanti a un edificio gravemente danneggiato. Sulla parete di fronte\u00a0molti manifesti di quelli che qui vengono considerati martiri, i caduti per mano di Israele. \u00abQui nel marzo scorso hanno lanciato un missile in un attacco aereo, in pieno giorno. Hanno ucciso 12 persone. Il pi\u00f9 piccolo aveva 11 anni. Stavano giocando a calcio\u00bb.\u00a0<b>Nur Shams Camp significa \u201cla luce del sole\u201d<\/b>, perch\u00e9 sorge su una delle terre che per prima \u00e8 baciata dai raggi dell\u2019alba, ma sembra che solo il buio del dolore lo irradi negli ultimi mesi. Continuiamo a camminare per le vie strette di quel campo, nato con le tende UNRWA nel 1951 e diventato ad oggi\u00a0<b>una delle zone pi\u00f9 popolose della citt\u00e0<\/b>, con il suo groviglio di case, negozi, stradine. Un uomo si ferma a salutare Ahmad, lui ci \u00e8 cresciuto tra queste vie, conosce tutti. \u00abHanno appena arrestato suo figlio nell\u2019ultimo raid\u00bb,\u00a0 mi dice indicandolo con un cenno mentre si allontana. \u00abHa solo sedici anni\u00bb. Qua sembra che tutti abbiano un familiare morto per mano israeliana o rinchiuso nelle prigioni di Tel Aviv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte delle persone che abitano nel campo sono discendenti dei profughi cacciati dalle loro case nella zona di Haifa nel 1948: le famiglie si conoscono da generazioni, i legami di solidariet\u00e0 e mutuo appoggio sono la sola cosa che ne hanno permesso la sopravvivenza da ormai 78 anni. \u00ab<b>Qui le persone si aiutano<\/b>. Quando ci sono i raid, chi pu\u00f2 scappa, e viene ospitato fuori dal campo. Anche per ricostruire, tutti collaborano\u00bb . Ma sta diventando troppo. Troppi danni, troppa devastazione. A ogni raid.<\/p>\n<div id=\"tdi_72\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"post_td_gallery\">\n<div class=\"td-gallery-slide-top\">\n<div class=\"td-gallery-title\"><\/div>\n<div class=\"td-gallery-controls-wrapper\">\n<div class=\"td-gallery-slide-prev-next-but\"><i class=\"td-icon-left doubleSliderPrevButton\"><\/i>\u00a0<i class=\"td-icon-right doubleSliderNextButton\"><\/i><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-1 \">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-slide-item td-item1\">\n<figure class=\"td-slide-galery-figure td-slide-popup-gallery\"><a class=\"slide-gallery-image-link\" title=\"NUR SHAMS CAMP23\" href=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1.png\" data-caption=\"Scuola Unrwa distrutta dalle bombe israeliane a Nur Shamps Refugee Camp (Tulkarem)\" data-description=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-630x420.png\" alt=\"\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-630x420.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1-696x464.png 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/NUR-SHAMS-CAMP23-1.png 1000w\" data-sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/a><figcaption class=\"td-slide-caption td-gallery-slide-content\">\n<div class=\"td-gallery-slide-copywrite\">Scuola Unrwa distrutta dalle bombe israeliane a Nur Shamps Refugee Camp (Tulkarem)<\/div>\n<div><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Un gruppetto di giovani beve un caff\u00e8 in piedi davanti alle macerie di una casa completamente crollata. Uno di loro ha al collo un M-16, tra le armi pi\u00f9 usate dalla resistenza contro l\u2019esercito di Tel Aviv. \u00abQuesta era casa mia\u00bb, dice uno dei tre ragazzi indicando l\u2019edificio abbattuto nell\u2019ultimo raid. \u00abHanno messo una bomba dentro e l\u2018hanno fatto esplodere\u00bb. Anche la casa accanto \u00e8 chiaramente pericolante. Ma una donna apre la porta che ormai d\u00e0 nel vuoto, non essendoci pi\u00f9 le scale, e con un saluto dice qualcosa ai giovani in arabo. Sulle pareti intorno, i segni del boato si vedono ancora: vetri delle finestre scomparsi, intonaci danneggiati dai pezzi di casa volanti. \u00ab<b>I\u00a0<\/b><b><i>jesh<\/i><\/b><b>\u00a0(i militari israeliani) hanno paura a confrontarsi con noi<\/b>\u00bb, dice il ragazzo armato. \u00abNon vogliono affrontarci frontalmente. Preferiscono buttare le bombe e attaccare con i droni\u00bb. Accende una sigaretta. \u00abLoro hanno tutte le armi e le tecnologie pi\u00f9 avanzate, aiutati dall\u2019America e dall\u2019Europa. Noi, abbiamo solo questi\u00bb dice mostrando il fucile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultimo palestinese ucciso di Nur Shams Camp si chiamava\u00a0<b>Mahmoud Mohammad Khaled<\/b>, aveva\u00a0<b>22 anni<\/b>. L\u2019hanno ucciso nella notte del 24 dicembre, durante il raid natalizio. Aveva provato da solo a difendere le case del suo quartiere sotto attacco, mentre venivano invase dai militari di Tel Aviv. \u00abE\u2019 stato un eroe.\u00a0<b>Hanno dovuto mandare un drone perch\u00e9 non riuscivano a colpirlo<\/b>\u00bb, racconta uno di loro. \u00abEliminato un terrorista\u00bb, dir\u00e0 Israele. Per definire un ragazzo che difendeva la sua casa dall\u2019invasione di un esercito straniero mentre distruggeva il quartiere dove vive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Incontriamo altri giovani radunati intorno un piccolo fuoco. Alcuni sono\u00a0<strong>membri della resistenza<\/strong>, gli M-16 appesi lungo il fianco. \u00abA lui hanno ucciso due fratelli. Per questo ha preso le armi\u00bb, dice Ahmad, accennando a un ragazzo che avr\u00e0 poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, uno sguardo molto serio e profondo. Un ragazzo ci porta a vedere la sua casa, o meglio, ci\u00f2 che ne resta. \u00abAttenzione, \u00e8 pericolante\u00bb dice. I mobili che restano sono mezzo bruciati, una parte della casa \u00e8 crollata e l\u2019altra deve aver preso fuoco. Il soffitto e le pareti sono tutte nere di fuliggine. \u00abHanno\u00a0<strong>messo una bomba e l\u2019hanno fatta esplodere<\/strong>\u00a0quando se ne sono andati\u00bb, ci dice. \u00abSi era appena sposato!\u00bb aggiunge un altro ragazzo, indicando il proprietario di casa. \u00abMa c\u2019\u00e8 una parte del campo che \u00e8 la pi\u00f9 distrutta di tutti. \u00c8 come Gaza\u00bb, dice. Andiamo. Usciamo dalla zona dei teli,\u00a0nemmeno duecento metri e si apre uno scenario apocalittico. Non c\u2019\u00e8 vita in quella zona di case. Non c\u2019\u00e8 nessuno, e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ragione per starci. \u00c8 tutto distrutto: saranno almeno una decina di edifici completamente devastati. Mura distrutte, case crollate, la strada di terra e fango ha ancora i segni freschi dei D9 che l\u2019hanno calpestata. \u00abQuesta era una scuola dell\u2019UNRWA\u00bb mi dice Ahmad, indicando un edificio a pezzi, completamente inagibile. \u00abE qua hanno fatto saltare una casa per poter entrare coi mezzi direttamente fino alla strade interne\u00bb racconta il nostro nuovo accompagnatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Davanti a noi, una via di melma e terra inizia proprio dove c\u2019\u00e8 il buco di una casa tra gli edifici. La gente \u00e8 stata obbligata ad andare via. \u00abUna piccola Gaza!\u00bb dice ancora il ragazzo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre riprendiamo la strada principale,\u00a0ci avvicina una donna, vuole parlare.\u00a0 \u00abIsraele\u00a0very bad\u00bb, dice alzando un dito come a sottolineare il peso delle sue parole. \u00abAmerica is very bad. Germania, Francia\u2026 kullo, kullo!\u00bb. Tutti, tutti, dice. \u00c8 arrabbiata con i governi europei, con gli aiuti americani a Israele,\u00a0<strong>con la legittimazione che il mondo occidentale d\u00e0 allo stato sionista<\/strong>. Lei ha perso due figli, uccisi per mano di Tel Aviv. \u00abE\u2019 madre di due martiri\u00bb, ripete il nostro traduttore. Ma oltre ad avergli portato via due figli, la violenza di Israele continua a devastare la sua vita. Con gli aiuti occidentali. Di nuovo, nessuna parola.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">\u201cFinch\u00e8 ci sar\u00e0 occupazione ci sar\u00e0 resistenza\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando ci spostiamo nel\u00a0<strong>campo rifugiati di Tulkarem<\/strong>, la\u00a0famiglia di Qusay Okasha ci d\u00e0 il benvenuto con la consueta gentilezza palestinese, che ci disarma come sempre. Sono tutti radunati in salotto: madre, padre, due sorelle con i figli e un marito, il fratello. Almeno cinque bambini girano tra le braccia dei vari famigliari o zampettano tra la nostra e l\u2019altra stanza, in quella casa troppo piccola per contenere la numerosa famiglia. Ci offrono il caff\u00e8, poi una bottiglietta d\u2019acqua a testa e ci sporgono un vassoio pieno di datteri, avvolti uno a uno in un tovagliolo di carta. I datteri in quel modo vengono sempre offerti dalle famiglie in lutto ai visitatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qusay aveva 24 anni. La sua foto, un M-16 stretto tra le mani e una bandiera bianco e nera dietro, \u00e8 appesa al muro di fronte a me. Era un\u00a0<i>fighter<\/i>\u00a0Qusay, da vario tempo. L\u2019hanno ucciso il 24 dicembre durante il raid di Natale.<b>\u00a0Nove persone sono morte in quelle 45 ore di incursione per mano dei militari<\/b>, tra cui due donne e un ragazzo di 17 anni. Come a Nur Shamps Camp, decine di case sono state danneggiate, le strade distrutte, gli impianti idrici ed elettrici messi fuori uso. Il totale degli immobili compromessi o demoliti nel solo campo rifugiati di Tulkarem ha raggiunto cos\u00ec le 1200 unit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"tdi_73\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"post_td_gallery\">\n<div class=\"td-gallery-slide-top\">\n<div class=\"td-gallery-title\"><\/div>\n<div class=\"td-gallery-controls-wrapper\">\n<div class=\"td-gallery-slide-prev-next-but\"><i class=\"td-icon-left doubleSliderPrevButton\"><\/i>\u00a0<i class=\"td-icon-right doubleSliderNextButton\"><\/i><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-1 \">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-slide-item td-item1\">\n<figure class=\"td-slide-galery-figure td-slide-popup-gallery\"><a class=\"slide-gallery-image-link\" title=\"TULKAREM REFUGEE CAMP17\" href=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17.png\" data-caption=\"Familiari e amici piangono uno dei martiri dell\u2019attacco israeliano del 19 dicembre, quando una bomba sganciata da un drone ha colpito una macchina a Tulkarem Refugee Camp uccidendo 4 persone, 20 dicembre 2024\" data-description=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"entered td-animation-stack-type0-2 litespeed-loaded\" src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-630x420.png\" alt=\"\" data-lazyloaded=\"1\" data-src=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-630x420.png\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-630x420.png 630w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-300x200.png 300w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-768x512.png 768w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-150x100.png 150w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-600x400.png 600w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17-696x464.png 696w, https:\/\/cdn.lindipendente.online\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/TULKAREM-REFUGEE-CAMP17.png 1000w\" data-sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/a><figcaption class=\"td-slide-caption td-gallery-slide-content\">\n<div class=\"td-gallery-slide-copywrite\">Familiari e amici piangono uno dei martiri dell\u2019attacco israeliano del 19 dicembre, quando una bomba sganciata da un drone ha colpito una macchina a Tulkarem Refugee Camp uccidendo 4 persone, 20 dicembre 2024<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-doubleSlider-2 td_center_slide2\">\n<div class=\"td-slider\">\n<div class=\"td-button td-item5\">\n<div class=\"td-border\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abMio figlio\u00a0<strong>ha voluto fare la sua parte<\/strong>\u00a0in quello che sta accadendo\u00bb, comincia la madre. \u00abAveva preso questa scelta quando ha visto che la situazione qua continuava a peggiorare. Poi, con Gaza, e gli attacchi ai campi profughi\u2026 Era ricercato dai servizi israeliani; dopo che la maggior parte dei suoi amici sono stati uccisi, aveva deciso di non nascondere pi\u00f9 la sua identit\u00e0\u00bb, dice. \u00abQuella notte, quando \u00e8 iniziato il raid, avrebbe potuto andare via, gli avevano offerto di scappare da qua. Ma lui ha rifiutato.\u00a0<strong>Ha deciso di rimanere, per difendere il campo<\/strong>\u00bb. Gli occhi di tutti sono cerchiati dalla tristezza, ma l\u2019orgoglio e la profonda accettazione del destino del figlio la rendono forse pi\u00f9 sostenibile. \u00abDopo che \u00e8 diventato un martire, i\u00a0<i>jesh<\/i>\u00a0[militari israeliani, ndr] sono venuti qui, in questa casa, e hanno provato a entrare.\u00a0<strong>Hanno sparato contro i muri<\/strong>,\u00bb continua il padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La madre ci indica il divano \u2013 un materasso sopra una struttura di ferro \u2013 dov\u2019\u00e8 seduta. \u00abDormiva sempre qui. E questo era il suo cuscino\u00bb lo prende tra le mani, lo accarezza. Poi va a cercare una coperta e ce la mostra. \u00abQui c\u2019\u00e8 il suo sangue\u2026 quando \u00e8 stato martirizzato i suoi amici hanno trasportato il suo corpo in questa coperta\u2026\u00bb l\u2019avvicina al volto, l\u2019annusa. \u00abGli ho chiesto di portarmela indietro, volevo avere qualcosa per ricordare il suo odore\u2026 cos\u00ec \u00e8 come se fosse vicino a me\u2026\u00bb le lacrime iniziano a scorrere sulle sue guance. \u00abSiamo orgogliosi di lui. E tutti lo amavano.\u00a0<b>Mio figlio non \u00e8 il primo e non sar\u00e0 l\u2019ultimo martire<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abOra stanno attaccando i campi, li stanno provando a distruggere per obbligare le persone ad andarsene, a lasciarli.<b>\u00a0Noi siamo nati e cresciuti qui: non ce ne andremo mai<\/b>\u00bb, riprende il padre. E ancora. \u00abFinch\u00e9 ci sar\u00e0 occupazione, ci sar\u00e0 resistenza. Mio figlio non \u00e8 il primo e non sar\u00e0 l\u2019ultimo martire\u00bb dice, ripetendo la frase appena pronunciata dalla moglie.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abQuando tornate nei vostri Paesi,\u00a0<b>raccontate la sofferenza che i palestinesi stanno vivendo<\/b>, anche in questi campi. Parlate della vita dei campi profughi palestinesi. Io ero testimone della prima intifada, e anche della seconda intifada. E vi dico: la resistenza non finir\u00e0, finch\u00e9 ci sar\u00e0 l\u2019occupazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/13\/palestina-reportage-dai-campi-profughi-di-tulkarem-sotto-attacco\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/13\/palestina-reportage-dai-campi-profughi-di-tulkarem-sotto-attacco\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Moira Amargi) CAMPO PROFUGHI DI NUR SHAMS, TULKAREM, PALESTINA OCCUPATA \u2013\u00a0Strade sventrate, case a pezzi, esplose, bruciate. Vari pali della luce abbattuti hanno tolto l\u2019elettricit\u00e0 a una parte del campo. Il sistema idrico avr\u00e0 bisogno di settimane prima di essere restaurato a causa dei danni subiti, mentre\u00a0centinaia di famiglie rimangono senza acqua. Il campo profughi di Nur Shams sembra un campo di battaglia, e lo \u00e8 stato, ancora una volta, appena qualche giorno&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":84764,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/LIndipendente.online.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-n4y","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88694"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88694"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88695,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88694\/revisions\/88695"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}