{"id":88733,"date":"2025-01-24T08:49:50","date_gmt":"2025-01-24T07:49:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88733"},"modified":"2025-01-23T08:53:31","modified_gmt":"2025-01-23T07:53:31","slug":"trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-usa-cancro-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88733","title":{"rendered":"Trump ci offre su un piatto d\u2019argento l\u2019occasione di mettere all\u2019angolo gli USA, cancro del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/rumble.com\/v6c80d7-trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-us.html\">https:\/\/rumble.com\/v6c80d7-trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-us.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump ha dichiarato apertamente guerra al vecchio ordine mondiale frutto di 40 anni di globalizzazione neoliberista (che, detta cos\u00ec, suona anche parecchio bene), se non fosse che il modello proposto assomiglia da vicino all\u2019era dei conflitti inter-imperialistici che ci ha portato dritti a due guerre mondiali e che Trump inaugura con una valanga di\u00a0<strong>regali senza precedenti<\/strong>\u00a0alle multinazionali USA, che dovranno essere finanziati tassando in varie forme il resto del pianeta; e, quando le tasse coloniali non basteranno, annettendo direttamente le aree che pi\u00f9 gli interessano. Con stupore di tutti \u2013 ad essere onesti \u2013 nonostante la produzione da record di ordini esecutivi nelle prime 24 ore di mandato, sul fronte dei dazi e della guerra commerciale per ora Trump ha fatto solo annunci: il primo \u00e8 stata la minaccia di dazi del 25% per i veicoli che arrivano da Messico e Canada, dove vengono prodotti il 40% dei veicoli venduti ogni anno negli USA, in parte non irrilevante da produttori europei \u2013 a partire da\u00a0<em>Stellantis<\/em>\u00a0che, ricordiamo, significa anche marchi come\u00a0<em>Chrysler, Jeep\u00a0<\/em>e<em>\u00a0Dodge<\/em>; anche\u00a0<em>Volkswagen<\/em>\u00a0subirebbe una botta gigantesca, a partire dal suo mega-stabilimento di Puebla, che da solo produce oltre 450 mila veicoli l\u2019anno, l\u201980% dei quali \u00e8 destinato al mercato USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come degli Zuckerberg qualsiasi, le case automobilistiche per\u00f2, invece che incazzarsi, hanno\u00a0<em>sconigliato<\/em>\u00a0e sono corse da\u00a0<em><strong>Re Donald<\/strong><\/em>\u00a0per promettere che si adegueranno ai suoi diktat:\u00a0<strong>John Elkann<\/strong>, dopo essere entrato nel CDA di\u00a0<em>Meta<\/em>, come il capo Mark si \u00e8 trasformato ormai in una sorta di militante\u00a0<em>MAGA<\/em>;\u00a0<em>Volkswagen<\/em>, invece, ha rafforzato il suo impegno per i 10 miliardi di investimento per lo stabilimento di Chattanooga e per la joint venture col marchio locale\u00a0<em>Rivian<\/em>. Tutti soldi che, ovviamente, verranno tolti dagli investimenti in Europa, dove non c\u2019\u00e8 nessun Trump che prenda per le orecchie la casa automobilistica e la costringa a fare gli investimenti necessari per evitare la prima chiusura nella storia del gruppo di 3 stabilimenti in Germania. Mentre bastonava le multinazionali altrui, Trump faceva un regalo gigantesco alle sue, soprattutto a quelle degli oligarchi del\u00a0<em>big tech<\/em>\u00a0che per primi si sono inchinati al regno di Re Donald e hanno sfilato prima in ginocchio alla Versailles di Mar-a-Lago e poi si sono presentati in ghingheri\u00a0<em>tutti insieme appassionatamente<\/em>\u00a0alla cerimonia di investitura imperiale; tutte aziende che devono una buona fetta della ricchezza e della loro capacit\u00e0 di\u00a0<strong>colonizzare digitalmente<\/strong>\u00a0il nostro continente a un particolare che ha molto a che fare con l\u2019imperialismo e il neocolonialismo, e molto poco con la capacit\u00e0 di innovazione: pagano meno tasse di una qualsiasi kebabbaro di periferia. Contro questo vero e proprio furto sistematico di ricchezza da parte della nuova\u00a0<strong>aristocrazia del tecno-feudalesimo<\/strong>, dopo lunghissime trattative e tentennamenti, l\u2019<em>OCSE<\/em>\u00a0era arrivata a negoziare un\u2019imposta minima globale sulle societ\u00e0: questa imposta permetteva di andare a chiedere alle aziende che, attraverso triangolazioni di vario genere o accordi fiscali ad hoc, pagano poco o niente di tasse, di pagare la differenza. Come abbiamo sottolineato svariate volte su Ottolina, la\u00a0<strong><em>global minimum tax\u00a0<\/em><\/strong>aveva una quantit\u00e0 infinita di limitazioni, a partire dall\u2019aliquota che \u00e8 appena del 15%; rappresentava, comunque, un primo timido (ma significativo) passo avanti per far pagare qualcosa anche a chi ha sempre vissuto parassitando su tutti gli altri. Gli USA, che sono sempre molto attenti all\u2019equit\u00e0 e alla giustizia da ben prima che tornasse\u00a0<em>Re Donald<\/em>, hanno sempre temporeggiato e non l\u2019hanno mai adottata; ora\u00a0<em>Re Donald<\/em>\u00a0ha fatto il passo successivo: non solo l\u2019ha definitivamente stracciata, ma addirittura ha ordinato la messa a punto di sanzioni contro tutti i Paesi che si azzardano ad applicarla contro le multinazionali dei suoi amichetti multimiliardari che gli hanno garantito fedelt\u00e0. Come scriveva ieri\u00a0<em>Consortium News<\/em>, tra le tante sparate di\u00a0<em>Re Donald<\/em>\u00a0di una cosa si pu\u00f2 essere certi: \u201cnon \u00e8 davvero un traditore della sua classe\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto, per\u00f2, un piccolo risultato concreto l\u2019attesa del regno di Trump lo ha gi\u00e0 portato: secondo i dati di\u00a0<em>Bank of America<\/em>\u00a0pubblicati ieri, a gennaio c\u2019\u00e8 stato il record di capitali che dai mercati finanziari statunitensi sono fuggiti verso quelli europei; le borse europee, per la prima volta in quasi 10 anni, hanno doppiato quelle d\u2019oltreoceano segnando un +5,5% dal primo gennaio, contro il +2,8 di quelle USA. A pesare, come sottolineiamo da mesi, \u00e8 il timore che le priorit\u00e0 dell\u2019agenda Trump \u2013 dai dazi alla lotta all\u2019immigrazione \u2013 tornino a far salire l\u2019inflazione e, quindi, giustifichino tassi di interesse pi\u00f9 alti pi\u00f9 a lungo da parte della\u00a0<em>FED<\/em>, un timore che, ricordiamo, nelle ultime settimane ha causato un altro fenomeno piuttosto indicativo: mentre la\u00a0<em>FED<\/em>\u00a0infatti tagliava, per quanto di poco, i tassi di interesse, gli interessi effettivi che il Tesoro era costretto a riconoscere agli investitori per piazzare i suoi titoli di Stato continuavano a salire e il dollaro continuava a rafforzarsi fino a sfiorare la parit\u00e0 con l\u2019euro; due ostacoli giganteschi per\u00a0<em>Make America Great Again<\/em>. Secondo stime del prestigioso\u00a0<em>Pictet Group<\/em>\u00a0riportate da\u00a0<strong>Morya Longo<\/strong>\u00a0sul\u00a0<em>Sole<\/em>\u00a0di stamattina, \u201cLe politiche di Trump aggiungeranno, nell\u2019arco dei quattro anni di mandato, 3 punti percentuali di inflazione in pi\u00f9 rispetto a scenari senza queste politiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, come sempre, pensare che i vincoli esterni (che il mercato, in qualche modo, impone) siano sufficienti per far cambiare direzione alla politica pu\u00f2 risultare velleitario: per cambiare la direzione politica\u00a0<strong>servono scelte politiche<\/strong>\u00a0e nessuno come\u00a0<em>Re Donald<\/em>, con tutta la spavalderia del suo ciuffo arancione, sta spingendo in una direzione che potrebbe rendere quelle scelte politiche inevitabili. Ieri, infatti, \u00e8 successa una delle cose pi\u00f9 incredibili alle quali abbia mai assistito: in mezzo alla solita sequela di minchiate,\u00a0<strong>Ursula\u00a0<em>Bordeline<\/em><\/strong>\u00a0(ripeto: Ursula\u00a0<em>Borderline<\/em>) ha detto delle cose sensate. Giuro! L\u2019ho proprio sentita con le mie orecchie, \u2018nce potevo crede! Anzi no, spe\u2019, non \u00e8 tutto: anche dove le ha dette \u00e8 significativo. A Davos, al\u00a0<em>World Economic Forum<\/em>. Avete capito bene: una delle peggiori e pi\u00f9 servili politiche di tutti i tempi, nel luogo simbolo per eccellenza della\u00a0<strong>gigantesca rapina<\/strong>\u00a0avvenuta sulla nostra pelle che si chiama globalizzazione neoliberista, ha detto cose che (con un piccolo sforzo di ottimismo) possono essere interpretate come ragionevoli. \u201cLe regole di ingaggio tra le potenze globali stanno cambiando\u201d, ha affermato; e \u201cnon dovremmo dare nulla per scontato. Dobbiamo cercare nuove opportunit\u00e0 ovunque si presentino e impegnarci oltre i blocchi e i tab\u00f9. L\u2019Europa \u00e8 pronta al cambiamento\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Oltre i blocchi<\/em>\u00a0vuol dire tante cose, ma il giorno dopo l\u2019insediamento di Trump, principalmente una: la Cina. \u201cE\u2019 tempo di perseguire una relazione pi\u00f9 equilibrata con la Cina, in uno spirito di equit\u00e0 e reciprocit\u00e0\u201d, \u201capprofondire le nostre relazioni\u201d ed \u201cespandere i nostri legami commerciali e di investimento\u201d: altro che\u00a0<strong><em>decoupling<\/em><\/strong>! E l\u2019obiettivo principale \u00e8 chiaro: l\u2019<strong>autonomia energetica<\/strong>\u00a0dell\u2019Europa che \u2013 visto che di materie prime non ce ne abbiamo e visto che gli USA hanno sempre utilizzato la loro colossale macchina bellica per controllare le rotte commerciali di chi ce l\u2019ha \u2013 significa sostanzialmente una cosa sola: le rinnovabili. \u201cL\u2019energia pulita \u00e8 la risposta a medio termine, perch\u00e9 \u00e8 economica, crea buoni posti di lavoro in patria e rafforza la nostra indipendenza energetica\u201d sottolinea la\u00a0<em>Borderline<\/em>: \u201cGi\u00e0 oggi l\u2019Europa genera pi\u00f9 elettricit\u00e0 da vento e sole che da tutti i combustibili fossili messi insieme, ma c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare\u201d e per farlo, va da se, bisogna integrare le nostre filiere produttive con il leader indiscusso di tutto quello che ha a che fare con la transizione ecologica \u2013 dalle materie prime, all\u2019apparato produttivo, a tutte le tecnologie di frontiera \u2013 e cio\u00e8, appunto, la Cina. Integrando le filiere produttive con quelle avanzatissime costruite dai cinesi, saremmo in grado di produrre tutto quello che serve per la transizione ecologica non solo dell\u2019Europa, ma anche dei nostri vicini, a partire dall\u2019Africa alla quale potremmo offrire l\u2019opportunit\u00e0 di avviare un processo di sviluppo che \u00e8 l\u2019unica risposta seria e strutturale che possiamo dare ai fenomeni migratori; in cambio, potremmo sfruttare per il nostro consumo domestico un po\u2019 delle sterminate risorse del continente in termini di sole e di vento. Per farlo, serve un investimento gigantesco in termini di infrastrutture. La buona notizia, per\u00f2, \u00e8 che i capitali non ci mancano; nonostante il\u00a0<em>PIL<\/em>\u00a0nominale in dollari dell\u2019Unione europea, negli ultimi 15 anni, da essere superiore a quello USA oggi \u00e8 inferiore di oltre il 30%, i cittadini europei continuano ancora oggi a risparmiare poco meno del doppio di quelli statunitensi:\u00a0<strong>1.400 miliardi l\u2019anno<\/strong>, pi\u00f9 che sufficienti per fare tutte le transizioni che vuoi; solo che oggi, in buona parte, invece che rimanere in Europa vanno a finanziare la bolla finanziaria USA, che gli USA poi usano per farci concorrenza sleale a noi finanziandoci i monopoli tecnologici che fagocitano tutti i mercati pi\u00f9 avanzati, e ci condannano alla\u00a0<strong>decrescita infelice<\/strong>. L\u2019obiettivo ora sarebbe che tornino a finanziare lo sviluppo dell\u2019Europa e non del nostro\u00a0<em>padre padrone<\/em>; ovviamente, gli strumenti che l\u2019ultraliberista Von Der Leyen pensa debbano essere utilizzati per ottenere questi obiettivi sono sempre e solo quelli di chi come unico scopo ha arricchire chi i soldi ce li ha gi\u00e0 e non permettere agli altri di vivere una vita dignitosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto \u00e8 che, a differenza del passato, senza ritagliarsi un po\u2019 di sovranit\u00e0 anche per quelli che vuol difendere la\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0le cose si sono cominciate a mettere maluccio: fino a un po\u2019 di tempo fa, infatti, gli USA e le sue oligarchie erano saldamente al centro dell\u2019impero; erano quelli che guadagnavano di gran lunga di pi\u00f9 sia in termini di quattrini che di potere e influenza, ma il loro sistema garantiva di rubare risorse a tutto il resto del mondo e una fetta andava in tasca anche agli alleati europei; mano a mano che il resto del mondo ha cominciato a organizzarsi per provare a farsi rubare meno risorse possibili, quella torta da spartirsi s\u2019\u00e8 rimpicciolita e le briciole che spettavano agli amici della\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0sono diminuite, fino a che non solo non ce ne sono rimaste pi\u00f9, ma addirittura le oligarchie USA hanno cominciato a fregarsi anche un pezzettino sempre pi\u00f9 consistente della torta che producevamo qua in Europa. Con i democratici, per\u00f2, questa cosa era coperta da un bello strato di retorica e gli amici della\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0(che non hanno mai brillato per coraggio) continuavano a sperare si trattasse di una cosa passeggera; ora l\u2019innegabile merito di Trump \u00e8 di aver cominciato a dire chiaramente che, invece,\u00a0<strong>\u00e8 solo l\u2019inizio<\/strong>\u00a0e che fino a che gli amici della Borderline non troveranno il coraggio di puntare i piedi, lui e gli oligarchi amici suoi della nostra fetta continueranno a prendersi un pezzo sempre pi\u00f9 grosso. E ora, appunto, per la prima volta sembra che qualcuno \u2018sti piedi abbia iniziato (timidamente) un po\u2019 a puntarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, a questo punto, la domanda che sorge spontanea \u00e8:\u00a0<em>ma cosa mai me ne dovrebbe fregare a me se la torta se la prendano gli amici di Trump o gli amici della Borderline<\/em>?\u00a0<em>A me comunque non mi rimane in mano niente<\/em>!\u00a0<strong>N\u00ec<\/strong>: s\u00ec, perch\u00e9 se speri che gli amici della\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0siano pi\u00f9 generosi e ti concedano la tua parte da buoni samaritani, evidentemente non hai capito come funziona il giochino; ma anche no, perch\u00e9 in realt\u00e0 una differenza c\u2019\u00e8, eccome, che \u00e8 sempre la solita vecchia differenza che c\u2019\u00e8 tra vivere in un Paese indipendente o in una colonia, o un protettorato e, cio\u00e8, che se sei un Paese indipendente, poi come viene spartita la torta dipende anche dallo scontro tra le diverse classi sociali. Se sei una colonia, \u00e8 tutto\u00a0<strong>deciso a tavolino<\/strong>\u00a0prima di iniziare la partita. Le regole del gioco della partita che ha in mente la\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0come rappresentante delle borghesie europee che vorrebbero ritagliarsi qualche margine di autonomia sono piuttosto chiare: i capitali devono rimanere qui non perch\u00e9 ce li obblighiamo, ma perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 conveniente; per farlo, dobbiamo rafforzare il\u00a0<em>mercato unico dei capitali<\/em>, che adesso \u00e8 troppo frammentato. In soldoni, significa che dobbiamo favorire la concentrazione<strong>\u00a0in ogni modo possibile<\/strong>\u00a0e creare dei monopoli su cui dirottare il grosso delle risorse finanziarie; e per favorire questo processo di concentrazione e la creazione dei monopoli, ovviamente \u2013 come vecchia ricetta liberista insegna \u2013 dobbiamo\u00a0<strong>deregolamentare<\/strong>\u00a0il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nostra ricetta, ovviamente, \u00e8 diametralmente opposta: per noi i capitali rimangono in Europa non perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 conveniente, ma perch\u00e9 \u00e8\u00a0<strong>obbligatorio<\/strong>; e quei soldi non servono a formare i monopoli, ma a finanziare aziende che competono tra loro sulla base di chi \u00e8 pi\u00f9 bravo a innovare. Come succede in Cina, dove, per un fenomeno incomprensibile ai nostri\u00a0<em>analfoliberali<\/em>, pi\u00f9 l\u2019economia cresce, pi\u00f9 i margini di profitto diminuiscono (e pure il numero dei miliardari). Insomma: ovviamente non \u00e8 che la\u00a0<em>Borderline<\/em>\u00a0\u00e8 la soluzione ai nostri mali; anzi, fino ad oggi ne \u00e8 stata una delle cause principali (e siamo sicuri che far\u00e0 del suo meglio per esserlo anche in futuro), come in generale il capitalismo tedesco e l\u2019Unione europea nel suo insieme. La buona notizia \u00e8 che se davvero fossero costretti dalla rivoluzione trumpiana a provare a giocarsi una nuova partita domestica \u2013 per quanto la nostra squadra, quella di chi vive del suo lavoro, sia ad oggi oggettivamente scalcinata \u2013 in realt\u00e0 qualche chance ce la potrebbe pure avere; il punto \u00e8 che il modello che propone la\u00a0<em>Borderline<\/em>, che non brilla per lungimiranza e inventiva,\u00a0<strong>potrebbe non essere sostenibile<\/strong>: la\u00a0<em>Borderline<\/em>, infatti, in soldoni ripropone il vecchio\u00a0<strong>modello mercantilista<\/strong>\u00a0che la Germania ha sempre perseguito dai tempi delle\u00a0<strong>riforme di Schroeder<\/strong>, un modello iniquo e perverso allora come oggi, ma che in pi\u00f9 oggi, molto banalmente, potrebbe non essere nemmeno realistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per essere\u00a0<em>mercantilista<\/em>, infatti, c\u2019hai bisogno di qualcuno che poi le merci te le compri e quel qualcuno, stringi stringi, fino ad oggi sono stati proprio gli USA, che producono niente e consumano parecchio (tanto che, come abbiamo visto, manco risparmiano); anche da questo punto di vista Trump e la sua agenda protezionista potrebbero farci\u00a0<em>un bel regalino<\/em>: se il mercato USA non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e nel resto del mondo hanno questa strana abitudine di lavorare e produrre, non ci rimane che\u00a0<strong>consumare in casa<\/strong>, sia le famiglie con i consumi veri e propri che le aziende e lo Stato con gli investimenti. E per permettere a famiglie, aziende e Stato di consumare, bisogna\u00a0<em><strong>dargli i soldini<\/strong><\/em>, il contrario dell\u2019austerity\u00a0<em>che piace alla gente che piace<\/em>; quindi la strada per imporre politiche un pochino pi\u00f9 generose potrebbe essere meno in salita di quanto pensiamo. E forse un pochino l\u2019ha capito addirittura la\u00a0<em>Borderline<\/em>: la scelta di puntare tutto sulle rinnovabili, infatti, \u00e8 quella che meglio si adatta a questo modello; con le rinnovabili, infatti, invece che attraverso materie prime che non hai, l\u2019energia la produci attraverso cose che puoi costruirti a casa (dai pannelli, alle pale, alle batterie) e, quindi, non c\u2019ha la scusa di dover competere su\u00a0<em>\u2018sticazzi\u00a0<\/em>di mercati internazionali per esportare robe a prezzi concorrenziali per bilanciare le importazioni di zozzerie fossili e dintorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Grazie presidente!<\/strong>\u00a0Era da quando Francia e Germania, a differenza dell\u2019Italia, si rifiutarono di partecipare alla guerra criminale in Iraq che aspettavamo un assist del genere per tornare a parlare in questi termini, quasi come se non fossimo una colonia: non ce lo scorderemo! Voi, nel frattempo, non vi scordate che anche gli ottoliner tengono famiglia\u2026 Aiutaci a camparla: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su\u00a0<a href=\"https:\/\/gofund.me\/c17aa5e6\">GoFundMe<\/a>\u00a0e su\u00a0<a href=\"https:\/\/shorturl.at\/knrCU\">PayPal<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E chi non aderisce \u00e8\u00a0<strong>Maurizio Belpietro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ottolinatv.it\/2025\/01\/22\/trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-usa-cancro-del-mondo\/\">https:\/\/ottolinatv.it\/2025\/01\/22\/trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-usa-cancro-del-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci) https:\/\/rumble.com\/v6c80d7-trump-ci-offre-su-un-piatto-dargento-loccasione-di-mettere-allangolo-gli-us.html Trump ha dichiarato apertamente guerra al vecchio ordine mondiale frutto di 40 anni di globalizzazione neoliberista (che, detta cos\u00ec, suona anche parecchio bene), se non fosse che il modello proposto assomiglia da vicino all\u2019era dei conflitti inter-imperialistici che ci ha portato dritti a due guerre mondiali e che Trump inaugura con una valanga di\u00a0regali senza precedenti\u00a0alle multinazionali USA, che dovranno essere finanziati tassando in varie forme il resto del pianeta;&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":86840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/ottolina-tv-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-n5b","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88733"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88733"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88733\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88735,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88733\/revisions\/88735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}