{"id":88786,"date":"2025-01-28T10:00:14","date_gmt":"2025-01-28T09:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88786"},"modified":"2025-01-27T17:24:22","modified_gmt":"2025-01-27T16:24:22","slug":"la-narrativa-poco-credibile-dei-russi-alle-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88786","title":{"rendered":"La narrativa (poco credibile) dei russi alle porte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1727267161340.j-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"921\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Alta Rappresentante per la politica estera dell\u2019UE, l\u2019estone Kaja Kallas, esprimendosi in occasione della conferenza annuale della\u00a0<em>European Defence Agency<\/em>\u00a0ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/internazionale\/esteri\/esercito-unico-guerra-ue-difesa-kallas_5depzB5NgVzLrttBlYaS6N\">nuovamente sottolineato<\/a>\u00a0la necessit\u00e0 di incrementare le spese per la difesa in ambito europeo.\u00a0<em>\u201cDobbiamo spendere di pi\u00f9 per prevenire la guerra, ma dobbiamo anche spendere di pi\u00f9 per prepararci per la guerra\u201d,<\/em>\u00a0ha affermato l\u2019alto funzionario poich\u00e9\u00a0<em>\u201cMosca rester\u00e0 una minaccia esistenziale finch\u00e9 continueremo a sotto investire nella nostra difesa\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non passa giorno senza che leader politici e militari dell\u2019Unione Europea e della NATO non dichiarino pubblicamente che l\u2019unica via d\u2019uscita per la salvezza del nostro continente non possa che essere basata su un drastico potenziamento del comparto militare industriale, sull\u2019incremento della spesa militare e del reclutamento per metterci al riparo dalla inevitabile minaccia militare, soprattutto convenzionale, del Cremlino.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, secondo questa narrativa, nonostante la oramai evidente sconfitta sul campo di battaglia ucraino dell\u2019esercito di Kiev, i destinatari della \u201cinevitabilit\u00e0\u201d degli esiti del conflitto non sono pi\u00f9 gli ucraini, ma i loro alleati europei che ora, minacciati direttamente, devono spendere molto di pi\u00f9 in madrepatria per prepararsi all\u2019inevitabile invasione russa dell\u2019Europa occidentale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-182572\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/241029-sg-eu_rdax_775x440s.jpg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p>La narrativa del terrore della guerra a casa nostra \u00e8 riuscita anche a saldare la postura strategica dell\u2019Alleanza Atlantica e dell\u2019Unione Europea, unite come non mai nella percezione e nella valutazione di una minaccia quanto mai improbabile, ma evidentemente strumentale per mantenere elevati i toni del confronto strategico con Mosca.<\/p>\n<p>L\u2019adozione di una \u201cmentalit\u00e0 di guerra\u201d \u00e8 stata recentemente auspicata dal Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, e dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ancorch\u00e9 quest\u2019ultima abbia auspicato l\u2019assunzione di un pi\u00f9 sfumato\u00a0<em>new European defence\u00a0mindset<\/em>.<\/p>\n<p>La narrativa dei russi alle porte o del \u201cdopo di noi tocca a voi\u201d, come \u00e8 opportuno definire, ha avuto inizio alla fine del 2023 a seguito del fallimento della controffensiva ucraina, quando era oramai chiaro che Kiev non avrebbe mai pi\u00f9 potuto riprendere il controllo dei territori che avevano perso dal 2014.<\/p>\n<p>Furono le dichiarazioni del Segretario generale della NATO protempore Jens Stoltenberg in occasione di una conferenza stampa congiunta con il Premier slovacco Robert Fico ad introdurre il tema.\u00a0<em>\u201cSe il presidente russo,\u00a0Vladimir Putin, vincer\u00e0 la guerra in Ucraina esiste il rischio reale che la sua aggressione non si fermi l\u00ec\u201c<\/em>diceva Stoltenberg.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-182726\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/220406a-001_rdax_775x440s.jpg\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"488\" \/><\/p>\n<p>A seguire, il 15 gennaio 2024 un presunto scoop del quotidiano tedesco\u00a0<em>Bild<\/em>\u00a0divulgava un documento del dicastero della difesa tedesco nel quale venivano forniti i dettagli relativi a un piano di difesa contro l\u2019aggressore russo.<\/p>\n<p>Ora, il fatto che i militari pianifichino questo tipo di operazioni non costituisce affatto un elemento di novit\u00e0. Da quando Mosca ha conquistato la Crimea nel 2014 i paesi maggiormente esposti a una possibile onda d\u2019urto russa hanno ripreso i piani di difesa della guerra fredda sviluppando ipotesi d\u2019impiego delle proprie forze armate adattate alle circostanze.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, stiamo parlando di uno dei mille scenari giocati in questo decennio dalle forze armate tedesche e alleate. Resta da definire se in questo caso si fosse trattato davvero di fuga di informazioni riservate (non sarebbero i tedeschi che conosciamo) o di una mossa sapientemente giocata per vincere le reticenze dell\u2019opinione pubblica circa il piano di potenziamento senza precedenti delle forze armate, che Berlino aveva recentemente avviato.<\/p>\n<p>Infatti da mesi i tedeschi, assieme a molti alleati europei, avevano affermato che il loro strumento militare non era adeguato e che il confronto di lungo periodo con la Russia che si apprestavano ad affrontare richiedeva un incremento delle spese destinate alla difesa senza precedenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-182725 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/5879782195428703176_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p>Ma le rivelazioni di\u00a0<em>Bild<\/em>\u00a0erano assolutamente funzionali ad alimentare nell\u2019opinione pubblica la percezione di un pericolo imminente e giustificare l\u2019impiego di maggiori risorse per colmare i gap capacitivi delle forze armate di Berlino.<\/p>\n<p>Nel giro di una settimana, il generale Patrick Sanders, Capo di stato maggiore dell\u2019esercito del Regno Unito, si rivolgeva direttamente ai cittadini di Sua Maest\u00e0 preparandoli per una possibile mobilitazione generale per combattere contro Mosca. D\u2019altronde anche le forze armate di Londra sono al minimo storico di reclutamenti e l\u2019esercito, in particolare, \u00e8 stato oggetto di una serie di drastici ridimensionamenti ampiamente commentati dalla stampa britannica.<\/p>\n<p>A seguire i capi di stato maggiore della difesa dei Paesi baltici e della Romania ribadivano in diverse occasioni pubbliche che la Russia non si sarebbe fermata in Ucraina e che nel giro di 3-5 anni avrebbe minacciato il fianco est della NATO.<\/p>\n<p>Gli ucraini, naturalmente, hanno rincarato la dose. Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba in un\u2019intervista rilasciata a\u00a0<em>Le Figaro<\/em>\u00a0il 3 febbraio del 2024 affermava che\u00a0<em>\u201cchiunque pensi oggi che Putin non oser\u00e0 inviare il suo esercito in un paese della NATO \u00e8 miope. Direi addirittura, se mettiamo da parte il politicamente corretto, che \u00e8 uno stupido<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Inoltre, argomentava il ministro\u00a0<em>\u201cse gli europei vogliono evitare una guerra sul territorio della NATO, dove i loro soldati dovranno combattere e morire, devono aiutare gli ucraini a vincere contro la Russia in Ucraina oggi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-182565\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/a5ca65d2ec_snimok12.webp\" alt=\"\" width=\"874\" height=\"553\" \/><\/p>\n<p>Il giorno seguente il Presidente Zelensky, ospite del nostro TG1, ribadiva il concetto:\u00a0<em>\u201cla guerra pu\u00f2 arrivare da voi e nessuno sar\u00e0 pronto<\/em>\u201d. E ancora Zelensky il 7 giugno in visita a Parigi, al cospetto dei deputati francesi, ribadiva che \u201c<em>l\u2019Europa non \u00e8 pi\u00f9 un continente di pace, quello che succede oggi all\u2019Ucraina potrebbe capitare domani ad altri paesi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dunque, il tema del \u201cdopo di noi tocca a voi\u201d ha costituito l\u2019asse comunicativo portante principale del blocco occidentale per mitigare gli insuccessi militari ucraini sul campo di battaglia, i conseguenti profondi dissidi interni tra il governo di Kiev e le proprie forze armate (Valerii Zaluzhny verr\u00e0 sostituito con il discusso Oleksandr Syrsky) e per contrastare i dubbi, di una parte dell\u2019amministrazione statunitense e dell\u2019Unione Europea, di continuare a sostenere il conflitto a ogni costo.<\/p>\n<p>Tuttavia, la tesi secondo la quale le ambizioni di Mosca si estenderebbero oltre l\u2019Ucraina non \u00e8 sostenibile per motivi politici, economici e demografici.<\/p>\n<p>Dal momento dell\u2019ascesa di Putin al potere, i tre elementi chiave della politica estera russa sono stati l\u2019insistenza del primato di Mosca nello spazio post-sovietico e il perseguimento di una pi\u00f9 stretta integrazione tra le ex repubbliche sovietiche con la Russia come paese guida.<\/p>\n<p>A seguire si trova l\u2019opposizione all\u2019espansione della NATO e, pi\u00f9 in generale, i persistenti sforzi per indebolire le istituzioni transatlantiche e l\u2019ordine internazionale guidato dagli Stati Uniti.\u00a0Infine, il partenariato con la Cina. Obiettivi che erano gi\u00e0 stati identificati e descritti negli anni Novanta dall\u2019ex ministro degli esteri e primo ministro Yevgeny Primakov, il principale artefice del ritorno della Russia sulla scena mondiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-182167 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/5204302853311689273_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"920\" \/><\/p>\n<p>La leadership politica del Cremlino ha interiorizzato, elaborato e applicato nel corso degli ultimi trent\u2019anni la sua \u201cdottrina\u201d, man mano che Mosca realizzava le condizioni politiche ed economiche per riportare la Russia al ruolo di grande attore internazionale dopo il difficile periodo che era seguito alla caduta del muro di Berlino.<\/p>\n<p>La \u201cdottrina\u201d Primakov postula che un mondo unipolare organizzato da un unico centro di potere globale (gli Stati Uniti) sia inaccettabile per la Russia. Invece, la politica estera russa dovrebbe tendere verso un mondo multipolare gestito da un concerto di grandi potenze: Russia, Cina e India, cos\u00ec come gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Secondo questa visione, il Cremlino non dovrebbe cercare di competere con Washington da solo. Piuttosto, dovrebbe cercare di limitarne l\u2019influenza con l\u2019aiuto di altre grandi potenze e di posizionarsi come un attore indispensabile il cui consenso \u00e8 necessario per risolvere qualsiasi questione chiave che la comunit\u00e0 internazionale debba affrontare.<\/p>\n<p>Di fatto l\u2019era di Putin prima dell\u2019avvio dell\u2019operazione militare speciale \u00e8 contraddistinta da guerre di breve intensit\u00e0 e durata volte principalmente a conseguire l\u2019obiettivo del primato politico militare di Mosca nel suo \u201cspazio vitale\u201d.<\/p>\n<p>Il conflitto in Georgia nel 2008, la seconda guerra in Cecenia nel 2008-2009, l\u2019annessione della Crimea e il sostegno alle forze secessioniste del Donbass nel 2014-2015 sono gli esempi concreti. Ulteriori espansioni territoriali, con le inevitabili conseguenze di un confronto diretto con la NATO, non solo non avrebbero significato ma soprattutto non favorirebbero la costruzione di quei rapporti multipolari che i russi stanno gi\u00e0 realizzando, in particolare con la Cina e con l\u2019India, Paesi che farebbero molta fatica a comprendere e a giustificare le nuove eventuali ambizioni territoriali di Mosca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-181952\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/828x466_cmsv2_a5447fcd-1bee-517f-9740-262d64792119-8936768.webp\" alt=\"\" width=\"862\" height=\"485\" \/><\/p>\n<p>Il conflitto ucraino, che i russi non si aspettavano di dover condurre su larga scala, \u00e8 legittimato agli occhi della societ\u00e0 russa e degli alleati di Mosca (soprattutto la Cina), perch\u00e9 un\u2019Ucraina ostile e integrata nella NATO ha sempre costituito una minaccia esistenziale a questo spazio vitale.<\/p>\n<p>Un diritto di intervenire tacitamente riconosciuto dagli alleati\/partner di Mosca anche e soprattutto a seguito delle sempre pi\u00f9 numerose rivelazioni riguardanti le responsabilit\u00e0 degli Stati Uniti e di alcuni principali suoi alleati, nell\u2019aver preparato il conflitto e nell\u2019averlo provocato per mettere fuori gioco la Russia dal risiko globale.<\/p>\n<p>In ogni caso, ulteriori ambizioni di conquista sarebbero non solo compromettenti dal punto di vista politico, ma anche impossibili da sostenere sul piano economico e demografico.<\/p>\n<p>L\u2019adozione di un assetto da economia di guerra sta consentendo alla Russia di sostenere costosissime operazioni militari, su un fronte amplissimo, volte a sconfiggere l\u2019esercito ucraino e che potrebbero protrarsi fino al 2025, a meno di sviluppi improvvisi della situazione politica a Washington. Difficilmente Mosca potrebbe sostenere, anche nel medio termine, il colossale impegno di affrontare gli eserciti dell\u2019Alleanza Atlantica in un confronto diretto.<\/p>\n<p>Questo soprattutto perch\u00e9 le priorit\u00e0 di Mosca, una volta concluso il conflitto con Kiev, saranno almeno quattro.<\/p>\n<p>Innanzitutto, ricostituire e aggiornare il proprio strumento militare terrestre (quello maggiormente interessato allo svolgimento delle eventuali operazioni in Europa) per presidiare e difendere i nuovi confini dei territori ucraini e quelli occidentali della madrepatria.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una forte volont\u00e0, pi\u00f9 che evidente in questi giorni, di trascinare direttamente gli Stati Uniti e l\u2019Europa sul campo di battaglia per scongiurare il pericolo di una vittoria totale russa. La sopravvivenza politica di Zelensky \u00e8 legata alla continuazione della guerra, e non scordiamoci che Andrey Yermak, capo dell\u2019Ufficio del presidente ucraino, aveva dichiarato sin dal settembre dello scorso anno che l\u2019obiettivo primario dell\u2019Ucraina \u00e8 quello di coinvolgere direttamente la NATO nel confronto diretto con la Russia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-181773 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1434611-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p>Se \u00e8 pur vero che secondo un recente aggiornamento Mosca, grazie all\u2019andamento favorevole del reclutamento e al fatto che le perdite sono di gran lunga inferiori agli arruolamenti, sembrerebbe aver approntato una riserva ben equipaggiata e addestrata di circa sei divisioni (la cosiddetta \u201criserva Shoigu), \u00e8 quasi certo che queste nuove risorse siano state approntate soprattutto per far fronte a uno scenario di confronto con gli eserciti della NATO in Ucraina, come vorrebbero inglesi e francesi per esempio, e non altrove.<\/p>\n<p>In secondo luogo, Putin dovr\u00e0 impiegare una parte dell\u2019esercito per sostenere gli impegni in Africa e dovr\u00e0 destinare una parte della produzione del comparto militare industriale all\u2019esportazione, bruscamente interrotta quasi del tutto per sostenere la guerra.<\/p>\n<p>Infine, dovr\u00e0 ricostituire le scorte per fronteggiare le future esigenze. Sommando le quattro funzioni appena elencate, rimarrebbe quindi ben poco per avventurarsi in problematiche conquiste, anche di uno dei tre piccoli Paesi Baltici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-181771 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1434511-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p>Anche l\u2019aspetto demografico non favorirebbe la Russia. Il celebre storico, sociologo e antropologo francese Emmanuel Todd, nel suo libro \u201c<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/10\/la-sconfitta-delloccidente-di-emmanuel-todd\/?swcfpc=1\">La sconfitta dell\u2019Occidente<\/a>\u201d, ha evidenziato come la Russia sia entrata in una fase di contrazione della popolazione maschile potenzialmente coscrivibile pari a circa il 40%.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, secondo Todd, \u201cparlare di una Russia conquistatrice, capace di invadere l\u2019Europa dopo aver piegato l\u2019Ucraina, \u00e8 pura fantasia o propaganda.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la Russia, con una popolazione in calo e una superficie di 17 milioni di chilometri quadrati, ben lungi da voler conquistare nuovi territori, pi\u00f9 che altro si domanda come potr\u00e0 continuare a occupare quelli che possiede\u201d.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 molto probabile che il confronto con l\u2019Occidente e l\u2019Europa in particolare, destinato a protrarsi inevitabilmente nel tempo, non avverr\u00e0 invadendo la Finlandia, la Svezia, i Paesi Baltici, o attraversando la Polonia, e la Germania con le divisioni corazzate della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>Saranno piuttosto altri \u201cfronti\u201d molto meno definiti e le modalit\u00e0 della guerra ibrida, che comprenderanno anche il sostegno diretto di Mosca ai suoi alleati nel mondo, a caratterizzare gli sviluppi delle sfide tra la Russia e il cosiddetto blocco occidentale.<\/p>\n<p>La narrativa del \u201cdopo di noi tocca a voi\u201d pu\u00f2 e deve essere rimandata al mittente prendendo in considerazione i dati di fatto che n\u00e9 la politica n\u00e9 una parte del mondo militare europeo (compreso quello nostrano) sembrano considerare nonostante le evidenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-181775 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/457615823_859650206348059_8420385872457091062_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"764\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Europa non deve prepararsi per una guerra con la Russia perch\u00e9 questa ipotesi \u00e8 priva di fondamento, e non pu\u00f2 continuare a costituire il tema unificatore di una politica estera europea utile solo a quei Paesi e a quelle societ\u00e0 desiderose di chiudere ad ogni costo i conti della propria storia con Mosca, o che non possono perdere la faccia di fronte al supporto incondizionato fornito ad una causa sbagliata.<\/p>\n<p>Ad un\u2019agenda imposta da chi ha voluto, attraverso il conflitto ucraino, indebolire soprattutto il proprio \u201calleato\u201d d\u2019oltre oceano. Non basterebbe un decennio di spese militari al 10% del PIL dei Paesi europei per combattere contro la Russia, ammesso che siano disponibili le necessarie risorse umane per farlo.<\/p>\n<p>Una follia. \u201cLe stesse \u00e9lite che ieri non sono state in grado di prevedere che i russi sarebbero entrati in guerra, oggi non riescono a immaginare che la Russia voglia la pace, non per sua bont\u00e0 d\u2019animo, ma perch\u00e9 \u00e8 nel suo interesse\u201d scrive Todd.<\/p>\n<p>Forse dovremmo capire che al punto in cui siamo arrivati, dovrebbe essere anche nel nostro.<\/p>\n<p>Foto: Commissione Europea,\u00a0 NATO, TASS, Ministero Difesa Russo e Telegram<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/01\/la-narrativa-poco-credibile-dei-russi-alle-porte\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/01\/la-narrativa-poco-credibile-dei-russi-alle-porte\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni) &nbsp; L\u2019Alta Rappresentante per la politica estera dell\u2019UE, l\u2019estone Kaja Kallas, esprimendosi in occasione della conferenza annuale della\u00a0European Defence Agency\u00a0ha\u00a0nuovamente sottolineato\u00a0la necessit\u00e0 di incrementare le spese per la difesa in ambito europeo.\u00a0\u201cDobbiamo spendere di pi\u00f9 per prevenire la guerra, ma dobbiamo anche spendere di pi\u00f9 per prepararci per la guerra\u201d,\u00a0ha affermato l\u2019alto funzionario poich\u00e9\u00a0\u201cMosca rester\u00e0 una minaccia esistenziale finch\u00e9 continueremo a sotto investire nella nostra difesa\u201d. 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