{"id":88808,"date":"2025-01-30T09:30:19","date_gmt":"2025-01-30T08:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88808"},"modified":"2025-01-29T06:57:48","modified_gmt":"2025-01-29T05:57:48","slug":"il-pallone-sgonfiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88808","title":{"rendered":"Il pallone (s)gonfiato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINISTRA IN RETE (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-88809\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/metis-300x68.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"68\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/metis-300x68.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/metis.webp 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si discute molto delle continue uscite del neo-presidente Trump, che sono assai spesso confezionate proprio in modo da accendere il dibattito. E certamente, anche al netto del carattere esuberante del personaggio, \u00e8 evidente come \u2013 dietro quello che troppo spesso appare come un linguaggio eccessivo \u2013 ci siano in effetti disegni e strategie politiche, certamente non solo frutto della sua fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Risulta abbastanza evidente che l\u2019uso di espressioni decisamente fuori le righe rientra a sua volta in una scelta comunicativa strategica, che sostanzialmente si concretizza in una postura verbale intrisa di senso di superiorit\u00e0 (se non di vero e proprio sprezzo), la quale dovrebbe trasmettere appunto l\u2019idea di un potere imperiale cos\u00ec forte (e cos\u00ec stufo di dover scendere a compromessi) che non si fa scrupolo di manifestarsi brutalmente urbi et orbi. Insomma, Make America Great Again comincia dal mostrare un atteggiamento \u2013 appunto \u2013 da grande potenza in essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al tempo stesso, \u00e8 altrettanto evidente che l\u2019audience a cui \u00e8 principalmente rivolto il messaggio intrinseco a questo linguaggio poco felpato, \u00e8 essenzialmente quella interna agli Stati Uniti; dopo aver mobilitato l\u2019elettorato, che lo ha portato alla Casa Bianca, \u00e8 necessario ora mantenere un clima di mobilitazione che supporti l\u2019azione riformatrice che Trump ha in mente, e che ha cominciato a portare avanti. E per fare ci\u00f2, devono essere insufflate massicce dosi di ottimismo e patriottismo tra i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se e quanto questo risulter\u00e0 efficace e funzionale ai piani del gruppo di potere che esprime Trump, si vedr\u00e0 col tempo, anche tenendo presente che le resistenze interne non saranno n\u00e9 poche n\u00e9 di poco conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la questione pi\u00f9 importante \u00e8 se questa postura risulter\u00e0 altrettanto efficace e funzionale sul piano internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto, \u00e8 bene sottolineare che autorit\u00e0 e comando sono cose distinte, anzi per certi versi persino antitetiche. L\u2019autorit\u00e0 viene riconosciuta, il comando deve imporsi. Se, poi, si cerca di imporre la propria volont\u00e0 attraverso le minacce, siamo proprio in un\u2019altra categoria, che \u00e8 quella \u2013 nella migliore delle ipotesi \u2013 del bullismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Teniamo presente che l\u2019autorit\u00e0 degli Stati Uniti, che in passato gli ha consentito di fare largo uso di un soft power, \u00e8 ormai largamente erosa, anche presso amici ed alleati, proprio in virt\u00f9 dell\u2019ampio uso (quando non dell\u2019abuso) che ne \u00e8 stato fatto. Basti pensare al meccanismo sanzionatorio, totalmente unilaterale, che deve la sua (parzialissima) efficacia proprio al fatto di estendersi ben oltre il soggetto che si intende colpire. Perch\u00e9 ovviamente una cosa \u00e8 dire ad un paese che non si intende commerciare con esso (n\u00e9 vendere n\u00e9 acquistare), altra cosa \u00e8 imporre a paesi terzi di fare altrettanto, pena l\u2019essere soggetti ad altrettanto ostracismo. Si tratta con tutta evidenza di un approccio che non solo pone gli interessi USA al di sopra di quelli di chiunque altro (amici ed alleati compresi), ma che pretende di imporli anche quando danneggiano soggetti terzi. Vedi alla voce \u201csanzioni decennali alla Russia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando Trump minaccia quindi una guerra dei dazi \u2013 col Canada o con l\u2019Europa \u2013 pretendendo un riequilibrio forzoso della bilancia dei pagamenti, per un verso estende ulteriormente questo schema prevaricatore, ma al tempo stesso rinnega il fondamento dell\u2019ideologia americana (il libero mercato), e proprio per questo agita una minaccia potenzialmente inefficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si prenda ad esempio la questione dell\u2019interscambio commerciale tra Stati Uniti ed Europa. La tesi di Trump \u00e8 che questo registra uno squilibrio in favore del vecchio continente (che esporta in valore pi\u00f9 di quanto importa), e che quindi questo deve essere corretto aumentando gli acquisti europei \u2013 soprattutto di armi ed energia \u2013 altrimenti verranno imposti dazi del 100% sulle merci europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, ovviamente, il punto \u00e8: perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questa diseguaglianza nell\u2019interscambio commerciale tra le due sponde dell\u2019Atlantico? In regime di libero mercato, questo significa semplicemente che i prodotti statunitensi sono meno competitivi (rapporto qualit\u00e0\/prezzo) di altri presenti sul mercato, mentre quelli europei lo sono di pi\u00f9. Sempre secondo una logica di mercato, quindi, l\u2019azione pi\u00f9 logica dovrebbe essere quella di acquistare altrove l\u2019equivalente dei prodotti europei. Ma \u2013 come \u00e8 ovvio \u2013 c\u2019\u00e8 un enorme \u2018ma\u2019: \u00e8 chiaro infatti che a) gli USA necessitano di questi prodotti, e b) comprarli da altri paesi significa pagarli di pi\u00f9 o avere una qualit\u00e0 inferiore. Quindi se gli Stati Uniti non sono in grado (o non gli conviene) di produrli da soli, non possono che sottostare alle leggi di mercato. Tra l\u2019altro, la minaccia ricattatoria dei dazi, qualora fosse applicata, si tradurrebbe o in un maggior onere per i consumatori americani (che pagherebbero il doppio i prodotti europei), oppure in una riduzione dell\u2019import di quei prodotti (che ugualmente ne farebbe lievitare il costo al consumo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente ci sono di mezzo considerazioni politiche ed economiche pi\u00f9 complesse, per cui le scelte si baseranno non semplicemente su questo schema, ma questo resta l\u2019essenza della questione. E altrettanto evidentemente, una eventuale guerra dei dazi (reciprocamente imposti) alla fine danneggerebbe maggiormente il paese che ha il maggior deficit della bilancia commerciale, cio\u00e8 il maggior importatore, gli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un approccio di questo genere, quindi, persino nei confronti di paesi vassalli come appunto Canada ed Europa, non pu\u00f2 che generare contromosse. Tanto pi\u00f9 se, come per i paesi europei, questi stanno gi\u00e0 pesantemente pagando il costo di scelte fatte per seguire gli interessi statunitensi. Vedi nuovamente alla voce \u201csanzioni decennali alla Russia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altrettanto critica, se non di pi\u00f9, appare la postura trumpiana rispetto ai paesi nemici. Osservando il modo in cui, ormai da mesi, il neo-presidente si sta approcciando alla questione del conflitto ucraino, risultano evidenti alcuni elementi inconfutabili. Il primo, e pi\u00f9 evidente, \u00e8 la confusione e la disinformazione (reale e\/o strumentale). Ci\u00f2 si evince innanzitutto dalla facilit\u00e0 con cui muta continuamente la tempistica in cui presume di risolvere il problema; prima 24 ore \u2013 ovviamente una boutade, ma ripetuta ossessivamente \u2013 poi sei mesi, poi cento giorni ma se la vedr\u00e0 il suo inviato Kellog, e poi si dichiara pronto ad incontrare Putin \u201cimmediatamente\u201d\u2026 Ma tutti i suoi discorsi in merito sono anche infarciti di pure sciocchezze (la Russia ha avuto 800mila morti, pi\u00f9 degli ucraini; la guerra \u00e8 colpa di Biden \u2013 quindi degli USA \u2013 per\u00f2 \u00e8 una faccenda degli europei, perch\u00e9 \u201cc\u2019\u00e8 un oceano di mezzo\u201d; \u00e8 colpa di Biden, ma rimuove il fatto di essere stato lui il primo a fornire armi letali all\u2019Ucraina *; i russi hanno i missili ipersonici \u2013 e gli USA no \u2013 perch\u00e9 hanno rubato il progetto all\u2019America durante la presidenza Obama\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, le vere questioni poste dalla guerra vengono totalmente eluse, e si cerca di ridurre tutto ad una dimensione circoscritta, geograficamente e politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, anche qui, \u00e8 il linguaggio utilizzato ad apparire totalmente inadeguato, rivelando il permanere di una assoluta incomprensione (da parte statunitense) degli interessi, del punto di vista, e financo della mentalit\u00e0 dei russi. L\u2019essenza del messaggio trumpiano, infatti, oltre ad essere appunto estremamente riduttivo, \u00e8 riassunta nelle blandizie e nelle minacce contemporaneamente esibite. Da un lato si sottolinea come sia anche nell\u2019interesse russo porre fine al conflitto, ma dall\u2019altro si minaccia di ricorrere ad ulteriori misure coercitive qualora non ci fosse l\u2019attesa disponibilit\u00e0 a negoziare \u2013 e per attesa si intende essenzialmente nei termini previsti da Washington. Dire che in tal caso gli USA daranno pi\u00f9 armi a Kiev ed inaspriranno ulteriormente le sanzioni, \u00e8 chiaramente un approccio coercitivo, che nega in nuce un aspetto fondamentale per i russi, ovvero che i negoziati si svolgano su un piano di parit\u00e0. Si tratta infatti di un approccio basato sul concetto della \u201cpace attraverso la forza\u201d, che presuppone una supremazia di chi cerca di imporla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 fin troppo ovvio, tra l\u2019altro, che si tratta di minacce spuntate, posto che la Russia \u00e8 sotto sanzioni dal 2014 (annessione della Crimea), e che USA e NATO stanno fornendo armi, soldi e supporto di ogni genere all\u2019Ucraina da dieci anni, e ci\u00f2 nonostante la Russia sta vincendo il conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi, di fondo, la questione centrale, che rimane irrisolta ed irrisolvibile. Mentre Mosca vuole garanzie ferree sul rispetto degli eventuali accordi, e soprattutto cerca di arrivare ad una sorta di Nuova Yalta, che ridefinisca in modo stabile e duraturo gli equilibri globali, Washington non pu\u00f2 e non vuole assumere impegni di lungo termine, ed ancor meno sancire un ridimensionamento della propria egemonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vista cos\u00ec la questione, sembra abbastanza evidente che non sussistono grandi possibilit\u00e0 di arrivare effettivamente ad un qualche accordo, sia pure parziale. Del resto, la vera mission della presidenza Trump \u00e8 quella di rimettere in sesto gli Stati Uniti, di modo che la successiva (che sia o meno a guida Vance) possa affrontare le sfide globali \u2013 quella cinese su tutte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano internazionale, quindi, c\u2019\u00e8 da aspettarsi un sostanziale disimpegno statunitense, senza per\u00f2 tradursi in assenza, perch\u00e9 ovviamente il vuoto verrebbe riempito da altri, ed implicherebbe una perdita di prestigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sguardo di Trump \u00e8 rivolto verso la rough belt, piuttosto che verso il Donbass. E a ben vedere, si vede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">* come ha ricordato ieri a Davos, al WEF, l\u2019ex Segretario Generale della NATO Stoltenberg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/29732-enrico-tomaselli-il-pallone-s-gonfiato.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/29732-enrico-tomaselli-il-pallone-s-gonfiato.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Enrico Tomaselli) Si discute molto delle continue uscite del neo-presidente Trump, che sono assai spesso confezionate proprio in modo da accendere il dibattito. E certamente, anche al netto del carattere esuberante del personaggio, \u00e8 evidente come \u2013 dietro quello che troppo spesso appare come un linguaggio eccessivo \u2013 ci siano in effetti disegni e strategie politiche, certamente non solo frutto della sua fantasia. 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