{"id":88863,"date":"2025-01-31T08:50:41","date_gmt":"2025-01-31T07:50:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88863"},"modified":"2025-01-31T08:50:41","modified_gmt":"2025-01-31T07:50:41","slug":"napoli-la-polizia-sgombera-i-lavoratori-gls-in-protesta-contro-lo-sfruttamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=88863","title":{"rendered":"Napoli, la polizia sgombera i lavoratori GLS in protesta contro lo sfruttamento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Salvatore Toscano)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Napoli e provincia va avanti da mesi la lotta di 58 lavoratori GLS, licenziati per aver chiesto il rispetto dei propri diritti. Uno scenario distopico, che si aggiorna di settimana in settimana a suon di repressione. L\u2019ultimo episodio, in ordine cronologico, \u00e8 avvenuto mercoled\u00ec scorso, quando il picchetto al magazzino di Gianturco, quartiere industriale di Napoli, \u00e8 stato\u00a0<strong>sgomberato dalla polizia<\/strong>. Contestualmente un coordinatore provinciale del SI Cobas \u00e8 stato condotto in Questura e denunciato per resistenza e violenza privata.\u00a0Lo stato di agitazione va avanti, con i lavoratori sostenuti da diversi movimenti e associazioni locali, parti della\u00a0<strong>rete Liberi\/e di lottare \u2013 Fermiamo il DDL 1660<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marted\u00ec sera, con l\u2019inizio dello sciopero nazionale della filiera dei trasportatori indetto dai Cobas, riguardante i dipendenti di SDA, Bartolini e GLS, \u00e8 partita anche una mobilitazione provinciale a sostegno dei\u00a0<strong>58 lavoratori licenziati<\/strong>. Questi ultimi, insieme a decine di solidali, hanno bloccato i principali magazzini di TEMI, a Gianturco e Frattamaggiore.\u00a0La mattina seguente il picchetto nel quartiere industriale di Napoli \u00e8 stato caricato e sgomberato dalla polizia. Un evento commentato,\u00a0insieme al fermo del coordinatore provinciale Peppe D\u2019Alesio, dal SI Cobas a\u00a0<em>L\u2019Indipendente<\/em>:\u00a0\u00abIl fronte delle lotte operaie della logistica \u00e8 da anni, al di l\u00e0 dei colori dei governi nazionali, dai decreti-sicurezza di Salvini, il primo fronte dell\u2019<strong>attacco repressivo dello Stato alla classe lavoratrice<\/strong>\u00a0e ai movimenti sociali con una potenzialit\u00e0 anticapitalistica \u2013 come del resto ha riconosciuto lo stesso ministro della polizia Piantedosi. Non a caso, \u00e8 stato l\u2019unico comparto della classe proletaria a reagire anche contro la legge liberticida, da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/10\/02\/ddl-1660-una-norma-da-stato-di-polizia-intervista-allavvocato-eugenio-losco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stato di polizia<\/a>, che il governo Meloni vuole varare con il DDL ex-1660\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla chiamata di solidariet\u00e0 lanciata dai Cobas hanno risposto da tutta Italia, da Genova a Roma, passando per Piacenza, Milano, Brescia:\u00a0all\u2019alba di mercoled\u00ec i lavoratori di Bartolini hanno bloccato il magazzino di Orbassano (Torino). A San Pietro Mosezzo, in provincia di Novara, i corrieri GLS hanno incrociato le braccia per tutta la mattinata. La mobilitazione nazionale ha dunque colpito la Federazione Italiana Trasportatori (FEDIT) dove fa pi\u00f9 male,\u00a0<strong>dritto al profitto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La TEMI, di propriet\u00e0 del gruppo Tavassi, lavora in franchising con GLS, gestendone per Napoli e provincia il servizio di trasporto e spedizione delle merci. Lo schema \u00e8 quello tipico dell\u2019imprenditoria italiana, cio\u00e8 ad appalto. Proprio le aziende in appalto del gruppo Tavassi, due mesi fa, hanno licenziato 58 lavoratori. \u00abLa loro unica \u201ccolpa\u201d \u2013 sottolinea l\u2019ala napoletana del SI Cobas \u2013 \u00e8 quella di aver denunciato pubblicamente le condizioni di\u00a0<strong>sfruttamento, sotto-salario e illegalit\u00e0<\/strong>\u00a0di ogni tipo in cui erano costretti a lavorare quotidianamente\u00bb. Gli ex dipendenti hanno denunciato turni spezzati massacranti, dalle 5 del mattino fino a mezzogiorno e dalle 16 alle 22, con una pausa di quattro ore,\u00a0che per molti vuol dire pranzare senza rincasare a causa delle distanze.\u00a013 ore di lavoro, per un impegno che di fatto copre i tre quarti della giornata, sei giorni su sette. Si configura un sistema da oltre 300 ore lavorative mensili, a fronte di uno stipendio di 1300 euro netti (per una\u00a0<strong>paga oraria di circa 4 euro<\/strong>), che non rispetta il diritto basilare a un riposo giornaliero di 11 ore continuative. Parte dei licenziati lavorava inoltre stabilmente con un contratto interinale \u2013 un tipo di rapporto di lavoro attraverso cui le aziende ricevono una prestazione senza offrire un\u2019assunzione vera e propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pressione su Tavassi e sulla filiera FEDIT, arricchitasi del fronte nei magazzini di SDA e Bartolini, ha come obiettivo immediato\u00a0<strong>la difesa della libert\u00e0 di scioperare<\/strong>\u00a0e\u00a0il reintegro dei lavoratori licenziati, guadagnando allo stesso tempo terreno, forza e consenso per il\u00a0rinnovo dei contratti di secondo livello. Questi ultimi \u00abhanno permesso a migliaia di lavoratori in tutta Italia di ottenere il riconoscimento dei ticket, dei passaggi automatici livello in base all\u2019anzianit\u00e0, dei premi di risultato, del pagamento di indennit\u00e0 di disagio per i turni spezzati e cos\u00ec via. Gli accordo-quadro di secondo livello sono\u00a0ormai scaduti e non \u00e8 stata manifestata alcuna volont\u00e0 da parte padronale di procedere a un loro rinnovo ed adeguamento\u00bb, ha commentato l\u2019organizzazione sindacale a\u00a0<em>L\u2019Indipendente<\/em>.\u00a0Con l\u2019approvazione del\u00a0<strong>disegno di legge repressione<\/strong>\u00a0alle porte, Napoli, territorio oppresso dal lavoro nero e dallo sfruttamento, batte un colpo per rivendicare la crucialit\u00e0 dello sciopero e del dissenso nella tutela dei diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/30\/napoli-la-polizia-sgombera-i-lavoratori-gls-in-protesta-contro-lo-sfruttamento\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/01\/30\/napoli-la-polizia-sgombera-i-lavoratori-gls-in-protesta-contro-lo-sfruttamento\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Salvatore Toscano) A Napoli e provincia va avanti da mesi la lotta di 58 lavoratori GLS, licenziati per aver chiesto il rispetto dei propri diritti. 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